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Presentato il libro di Francesco Polopoli 'U Mpìarnu

LAMEZIA – Presentato il libro di Francesco Polopoli ‘U Mpìarnu

Successo, a Lamezia Terme, per la presentazione del libro ‘U ‘Mpìarnu: Canti scelti in lametino e latino di Francesco Polopoli edito da Grafiché.

L’evento, svoltosi nella sede di Unipegaso, ha visto l’autore conversare con Caterina CarboneLuisa VaccaroAntonio Perri.

La serata, moderata con eleganza intellettuale da Maria Scaramuzzino, è stata arricchita dalla presenza di un parterre di ospiti prestigiosi ed amici affezionati. Come il nocchiero Caronte, la coinvolgente voce di Giancarlo Davoli, ha traghettato sin da subito, i presenti nel quinto canto dell’inferno, proiettandoli nella dimensione infernale. 

Il vernacolo lametino ha come pennello, consentito al maestro Polopoli di disegnare le diverse scene dantesche, non come tele spente quanto, scene tridimensionali, trasportando i personaggi della commedia nella suggestività lametina, ed avvicinandoli così, alla nostra realtà.

Durante la conversazione, nel salotto fra e con amici, il maestro Polopoli ha spiegato come sia nato il progetto che lo ha portato a scrivere ‘U ‘Mpìarnu lametino, propriu alla mità di ‘sta pòvara vita mia m’haiu truvatu ‘nta ‘na sipàla scura dopu ca ‘a strata diritta pirduta iu avìa.

Polopoli ha ripreso tutte le prove frutto dei suoi attenti stufi, che testimoniano una vicinanza del vate alla Calabria, sottolineando come egli ne avesse per primo, intravisto terra di luce culturale ed umana.

Il sindaco, avv. Paolo Mascaro ha ringraziato il maestro Polopoli per aver offerto, grazie ad un lavoro che guarda alla nostra identità e tradizione linguistica e intellettuale, un antidoto contro quella negatività che si pone ostacolo per la crescita del territorio e per un futuro di speranze per le nuove generazioni.

Il maestro Polopoli, punzecchiato dalle due amiche, Carbone e Vaccaro, ha svelato diverse curiosità, raccontando come la Divina Commedia, rappresentando anche una percezione estetica della vita, non poteva che coinvolgere chi, come il maestro Anton Giulio Grande, rende con la sua arte stilistica, l’intuito pittorico, la bellezza terrena che trascende l’umana natura per diventare eterno compimento.

Ma la commedia dantesca attraversa anche il pentagramma musicale di emozioni e note, cosicché, il maestro Polopoli ha chiamato complice di questo suo percorso, il tenore lametino, Leonardo Caimi perché la musica trae a sé li spiriti umani.

Un lavoro quello di Polopoli che si trasforma in una quarta dimensione della scrittura che si coniuga naturalmente, con arte pittorica, musica, moda stilistica, impegno civico e sociale.

A questa opera, senza indugi, rivela il direttore editoriale, Antonio Perri, è arrivato il sigillo di Grafichéditore, che ne ha sposato la valenza educativa oltre chiaramente culturale, diventando occasione per avvicinare i giovani, in maniera più tangibile, all’opera dantesca.

Il plauso è giunto dall’assessore Vaccaro, grata al maestro Polopoli per il suo essere umile strumento di interconnessione tra la didattica aulica dantesca, spesso ostica, con il resto della società, contribuendo a rafforzare la nostra identità storico-culturale che trova nel vernacolo, celebrazione di un passato che è saggio educatore della moderna vivacità artistica. Ed è stata poi, la dottoressa Caterina Carbone a ribadire la sua gratitudine in rappresentanza di tuto lo staff “Pegaso”, per la bellissima occasione concessa dal maestro Polopoli, ai lametini, di riscoprirsi in viaggio verso nuove mete culturali certi che già, il sommo poeta, avesse scorto nella Calabria, terra fertile in ogni aspetto.

Ad esprimere emozione per il lavoro intrapreso con il maestro Polopoli, è stata l’artista Melina Palaia Cataldi che ha con delicata umanità, curato le illustrazioni.

Con l’invocazione e quindi uscimmo a riveder le stelle, si è salutato i presenti. (rcz)