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L'Unical e lo studio del crollo dei Ponti come quello di Longobucco

L’Unical e lo studio del crollo dei Ponti come quello di Longobucco

di FRANCO BARTUCCI – Proseguono le polemiche sul ponte di Longobucco, crollato in seguito alla piena del fiume Trionto, con il disinteresse totale da parte dei parlamentari della Camera che respingono una mozione presentata dall’on. Vittoria Baldino del Movimento Cinque Stelle che chiedeva l’immediata messa in sicurezza della struttura; mentre è stata approvata una mozione  del deputato Domenico Frugiuele della Lega che ha chiesto ed ottenuto il monitoraggio del viadotto da parte dell’Anas. 

Sui ponti come sui temi della difesa del suolo e dell’inquinamento in Calabria – e non solo – esiste da oltre quarant’anni una scuola che ne traccia gli aspetti scientifici e le ricadute tecniche dando utili indicazioni che potrebbero interessare tecnici, studiosi e politici. È il caso del Convegno annuale sulle Tecniche per la difesa del suolo e dall’inquinamento, che attualmente reca il titolo inglese “Italian Conference on Integrated River Basin Management (ICIRBM)”. Il Convegno fu concepito all’inizio come un Corso di Aggiornamento.

Istituito nel 1980 dal professore Giuseppe Frega, all’epoca ordinario di Acquedotti e Fognature e poi direttore del Dipartimento di Difesa del Suolo e successivamente Rettore dell’Università della Calabria, che fu affiancato nell’organizzazione e nella direzione  dal prof. Francesco Macchione, attualmente Ordinario di Costruzioni Idrauliche, nonché responsabile scientifico del Laboratorio LaMPIT (Laboratorio di Modellistica numerica per la Protezione Idraulica del Territorio) dell’Università della Calabria.

Al Convegno partecipano gli studiosi che in Italia fanno ricerca nel vasto ambito della difesa del suolo.

Lo stesso prof. Francesco Macchione ci fa notare che nell’ultima edizione del Corso, che si è svolta nel 2022, è stata dedicata grande attenzione all’argomento sulle intersezioni tra i ponti e i corsi d’acqua.

All’interno del Gruppo Italiano di Idraulica, un folto numero di ricercatori sta collaborando per poter redigere delle linee guida che possano mettere i tecnici nelle condizioni migliori per l’approfondimento degli aspetti idraulici che necessariamente devono essere tenuti in conto nella progettazione di queste strutture. Infatti è da tener presente che la gran parte dei crolli dei ponti è dovuta a fenomeni idraulici. In Italia in 12 anni 72 ponti sono crollati per cause legate all’acqua.

Occorre che la normativa italiana sulla progettazione dei ponti, molto attenta e articolata per ciò che riguarda gli aspetti strutturali, lo sia anche per gli aspetti idrologici ed idraulici. 

«Nel Convegno quarantasette co-autori provenienti da 22 Università italiane e straniere – ci tiene a sottolineare il prof. Francesco Macchione – hanno presentato i risultati in progress in relazioni specifiche che hanno riguardato la valutazione delle portate di progetto, la modellazione idraulica per l’analisi della vulnerabilità dei ponti, la formazione di ostruzioni ai ponti da parte di materiale legnoso, i casi dei ponti che attraversano corsi d’acqua minori con elevato trasporto di sedimenti, le opere di protezione dei ponti dai fenomeni erosivi, il confronto tra i protocolli per la valutazione della  vulnerabilità idraulica in uso in Italia, Regno Unito e Francia. Non è mancata infine la presentazione di alcuni casi di studio».

Una annotazione utile per chi è interessato, sia tecnici che politici, ad approfondire e conoscere bene questi aspetti ed argomenti legati alla difesa del territorio, è la possibilità che sarà data a breve di consultare sul sito web del Convegno ICIRBM gli Atti, che sono stati pubblicati a partire dal 1980, per un totale di 43  Volumi,  nella Collana “Technologies for Integrated River Basin Management – Tecniche per la Difesa del Suolo e dall’Inquinamento”, sotto la direzione dei professori Giuseppe Frega e Francesco Macchione, EdiBios (Cosenza). (fb)