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Maria Loscrì

Maria Loscrì: La Consulta calabresi nel mondo avvii dialogo conoscitivo per programmazione sinergica futura

Riceviamo e pubblichiamo

È una notizia tanto inattesa, quanto emozionante, quella giunta al volgere dell’ultima settimana di un mese di gennaio che, non senza un velo di tristezza ci riporta, con la memoria, ad appena un anno fa, quando la Calabria eleggeva, per la prima volta, una presidente donna alla sua guida.

La nomina dei nuovi membri della Consulta dei Calabresi all’estero, infatti, avviene a seguito di un iter iniziato in un momento in cui il governo regionale, insediatosi da poco, e con diversi impegni programmatici importanti da perseguire, si ritrovava, sui tavoli di lavoro, anche il tema dei Calabresi all’estero, ovvero la considerazione, senza esclusione di alcun elemento rilevante, di una Comunità, con l’iniziale maiuscola che, dissolti i confini geografici, vive nel mondo intero e costituisce il cuore pulsante della nostra regione. Una Comunità, quella dei Calabresi all’estero che, lasciando la propria casa natia, ormai qualche generazione fa, ha portato con sé anche straordinarie virtù, talenti che portano alto il nome della Calabria nel globo intero, saperi che informano dimensioni del vivere socio-economico e culturale, pressoché in ogni angolo della Terra.

La legge regionale n.8 del 26 aprile 2018, a firma dell’onorevole Orlandino Greco comprende, in maniera sistemica e coordinata, tutti gli elementi summenzionati, riservando un’attenzione concreta e tangibile alle comunità dei Calabresi nel mondo. Concretezza e tangibilità sono, infatti, elementi imprescindibili in un percorso multisettoriale che, partendo da storia, tradizioni, saperi, patrimoni da conoscere, tutelare, conservare, trasmettere, non può non giovarsi, nella trasversalità delle azioni da mettere in campo, al fine di produrre risultati efficienti ed efficaci, di una programmazione politica autorevole e concisa, scandita in documenti di co-progettazione territoriale in cui siano chiaramente presenti, accanto alla definizione di obiettivi e strategie da mettere in campo, accanto agli indicatori di un monitoraggio critico e autentico, anche le risorse economiche destinate al raggiungimento di tali finalità, con l’individuazione, altrettanto chiara, rendicontabile e disseminabile, dei risultati raggiunti in seguito all’intervento della Regione.

Esprimo, a nome mio e dell’Associazione MedExperience che mi onoro di presiedere, il più sentito ringraziamento per la nomina ricevuta nell’ambito della Consulta dei Calabresi all’estero, al presidente f.f. Nino Spirlì poiché ritengo che i risultati ragguardevoli raggiunti dalla grande famiglia dei Calabresi nel mondo, anche grazie all’azione della Consulta, meriti, senza se, e senza ma, un prosieguo di lavoro altrettanto efficiente ed efficace; sono stati avviati, infatti, importanti processi di conoscenza e valorizzazione delle nostre eccellenze territoriali, attraverso un proficuo circuito di relazioni e sinergie che, coinvolgendo i diretti attori socio-culturali e, soprattutto economici, hanno favorito l’internazionalizzazione delle micro e piccole imprese locali e hanno consentito di prospettare importanti occasioni di sviluppo del turismo, soprattutto quello di ritorno, il turismo delle radici che è in grado di generare economia sana e duratura.

Anche i nostri giovani, seppure nati e cresciuti in terra straniera, hanno avuto l’opportunità di conoscere e apprezzare la nostra lingua e la nostra cucina attraverso programmi predisposti ad hoc… tutto ciò non può e non deve interrompersi. Il mio auspicio è che la attuale Consulta, nominata a ridosso di imminenti elezioni, possa quantomeno avviare un primo dialogo conoscitivo tra i suoi membri, anche al fine di prevedere una programmazione sinergica futura. Sono stata felice di ritrovare persone di spessore, autorevoli, tra i nuovi consultori, quali Enrico Mazzone che porterà certamente alto il nome dei Calabresi di Toronto, così come sono certa che la famiglia del compianto Franco Perrotta avrà gioito della nomina del proprio caro che vive nel regno dei più già da diversi mesi, strappato alla vita terrena dalla pandemia che ha stravolto il mondo intero.

Ma, sinceramente, mi chiedo quali possano essere state le ragioni che hanno indotto il presidente Spirlì a procedere con tale nomina, atteso che la Consulta dei Calabresi ha ragione di esistere, solo se, ed in quanto, pienamente operativa, efficace ed efficiente. Come potrebbe esserlo un defunto?

Mi interrogo, ancora, e rivolgo la domanda al presidente Spirlì, sulla durata della Consulta appena istituita, vista l’imminenza delle elezioni regionali. Penso sia determinante avere contezza di questo elemento, in vista della predisposizione di una proposta programmatica da parte di ciascuno dei nuovi consultori. Se si trattasse, ad esempio, di un incarico di qualche mese appena, penso che avremmo giusto il tempo di incontrarci una sola, o comunque poche volte, prima di tornare alle urne. Inoltre, nei capitoli di spesa del bilancio della regione, sono stati previsti fondi per la realizzazione delle attività programmatiche? Diversamente, penso che quanto da me posto in premessa a queste riflessioni, cadrebbe puntualmente nel vuoto. E ancora… è stato previsto un vademecum progettuale al quale poter fare riferimento, in modo da avere delle linee guida definite a livello generale?

Auguri di buon lavoro a tutti e a ciascuno di noi, con gli interrogativi che, inevitabilmente, la costituzione della nuova Consulta, nei termini di cui sopra, porta con sé… (Maria Loscrì)