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Livoti

REGGIO – Le Muse ripartono con la celebrazione augurale alla Chiesa degli Artisti

«In occasione dell’Epifania, insieme al Consiglio Direttivo ed alla vicepresidente Orsola Latella, si è pensato di riunire tutti i soci per essere parte attiva di una celebrazione eucaristica solenne presso la Chiesa degli Artisti di San Giorgio alla Vittoria – tempio degli Artisti, accolti con entusiasmo da Don Nuccio Cannizzaro».

Lo ha reso noto Giuseppe Livoti, presidente dell’Associazione Culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere”, invitando gli artisti della città di Reggio a partecipare alla Santa Messa, che si concluderà con la Preghiera degli Artisti.

«L’Associazione Culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria – ha spiegato Livoti – dopo avere rinnovato il Consiglio Direttivo per riaprire con il nuovo Anno Sociale, ed esattamente il 21esimo con le sue attività, ha subìto, in questi mesi, una fase d’arresto a causa della pandemia.Un periodo lungo e difficile, perché il sodalizio è un vero e proprio punto di riferimento della città. Lo dimostrava la sua apertura settimanale con le varie attività, dal Laboratorio Teatrale al Coro delle Muse, dal Laboratorio di Poesia ai Videodibattiti. Questi eventi animavano la vita dei tantissimi soci, diversi per età e per interessi, ma tutti insieme riuniti per tracciare quel solco della diversità formativa che la cultura deve pretendere». 

«Un luogo libero, “Le Muse” – ha detto ancora Livoti – aperto a tutte le idee sociali, umane e politiche, mai volte al “pensiero unico”, perché crediamo che la diversità di opinione e formazione, sia il valore aggiunto del nostro tempo. In questi mesi, la virtualità dei mezzi di comunicazione e, le sporadiche occasioni di incontro hanno fatto emergere come l’essere umano sia rimasto –isolato – nel loro mondo, a volte nella loro tragedia: l’associazionismo è vita, vitalità, conoscenza». 

«Tra le tante affermazioni nei nostri continui contatti telefonici – ha proseguito il presidente del sodalizio reggino – è stato bello e utile sentire come, per alcuni, gli appuntamenti domenicali venivano definiti momenti –profani – dopo la santa messa. Ci si sentiva uniti nel rispetto di quel senso di familiarità che, ogni settimana, riusciva anche a riunire, presso presso la storica sede di via San Giuseppe, più di cento persone. Occorreva dunque con l’arrivo del nuovo anni creare un segno, un simbolo pur se di lenta ripresa». (rrc)