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SAN GIPVANNI IN FIORE (CS) – La sindaca Succurro risponde su acqua, rifiuti e incendi

La sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, ha convocato il primo consiglio comunale di inizio settembre per discutere in primo luogo della crisi idrica, dei recenti blocchi del sistema regionale della raccolta indifferenziata e di prevenzione degli incendi.

«Purtroppo esiste un clima di odio diffuso, fatto di menzogne, di congetture, di deformazione dei fatti, di accuse arbitrarie e veleni quotidiani. Questo clima, alimentato per via politica, rischia di diventare sempre più infuocato, di far crescere sfiducia e repulsione verso le istituzioni, la politica e le sedi del confronto democratico» ha detto il primo cittadino, aggiungendo che «abbiamo ricevuto fino a circa metà dell’acqua rispetto all’anno scorso, nel tempo non ci sono stati interventi per aumentarne la portata e le reti comunali sono un colabrodo. Sulla vicenda dell’Escherichia Coli trovato in un solo, piccolo tratto della rete idrica, abbiamo richiesto e prodotto ben tre analisi ed effettuato tutti gli interventi del caso».

«Sui rifiuti, in Calabria mancano gli impianti – ha detto –. A proposito di incendi, mi pare che siano finiti dopo l’inchiesta Stige di Nicola Gratteri e la regolarizzazione dei tagli boschivi da parte nostra».

«All’assessore Claudia Loria va la mia solidarietà – ha proseguito la Succurro – per l’aggressione subita durante una manifestazione pubblica per l’ospedale civile. Le aggressioni e le prevaricazioni sono da condannare e respingere sempre, da qualunque parte provengano».

«È mio preciso dovere richiamare l’attenzione degli eletti – ha scandito la sindaca Succurro – sull’importanza dell’equilibrio nelle uscite pubbliche, sulla misura, sul rispetto della verità. Diversamente aizzeremo le masse, creeremo un contesto invivibile: di caccia alle streghe, di complottismo permanente, di inagibilità democratica. Il dibattito politico può anche essere aspro, ma il rispetto delle persone non deve mai mancare, così come la responsabilità delle parole che pronunciamo». (rcs)