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Strage di Cutro, il sindaco di Cariati Greco: Senza Ue, conteremo solo i morti

Strage di Cutro, il sindaco di Cariati Greco: Senza Ue, conteremo solo i morti

«È necessario che l’Unione Europea garantisca aiuti, nonché seri controlli, nei e dai paesi d’origine di queste vere e proprie tratte». È quanto ha dichiarato il sindaco di Cariati, Filomena Greco, nel corso della Santa Messa in ricordo della vittime del naufragio di Cutro, promosso dalla Fondazione Migrantes, Arcidiocesi di Rossano-Cariati, Iis Cariati, l’istituto comprensivo e la Cooperativa sociale Agorà Kroton.

«Il flusso migratorio ha già registrato in questi primi mesi del 2023 oltre 20 mila arrivi (più del triplo di quelli registrati nello stesso periodo del 2022 e 323 morti e dispersi). Cosa possiamo, noi, di fronte a tutto questo?», ha chiesto il primo cittadino, sottolineando come «possiamo parlare di politiche dell’inclusione e dell’integrazione quanto vogliamo, essere accoglienti, come del resto lo siamo, ma senza soluzioni dall’alto continueremo a contare morti e ad essere solo terra di naufragi».

«Poco una regione povera come la nostra – ha aggiunto – può offrire ai tanti migranti che con gli occhi e il cuore pieno di speranza per un futuro migliore si imbarcano su natanti fatiscenti e pericolosi per raggiungere le nostre coste. Possiamo solo accoglierli con il calore e l’affetto che contraddistingue il nostro popolo e con il ricordo dei nostri nonni emigrati per le Americhe anche loro per avere e dare ai loro figli un futuro migliore».

«Ma se non cambia la politica europea – ha chiosato Greco – se non si capisce che occorre, che è necessario aiutare queste donne e questi uomini, che è necessario dare loro i mezzi e gli strumenti per costruire un futuro degno di essere vissuto si alimenterà sempre più il contrasto di povertà».

«Difficilmente – ha detto la sindaca – dimenticheremo le immagini di quella domenica mattina: quella distesa di corpi senza vita rilasciati alla terra da un mare in tempesta che continua a tenere a sé ancora 11 dispersi. Non dimenticheremo le tante bare bianche ospitate nel Palamilone di Crotone, senza un nome e senza un’identità. Così come non dimenticheremo di quanta solidarietà, tra tutte le difficoltà del caso, quel territorio e quella comunità siano stati capaci».

«Il 14 marzo insieme a centinaia di cittadini provenienti da tutta Italia – ha continuato – ed a tantissimi sindaci ed istituzioni ero presente alla commemorazione silenziosa di Cutro. Vedere gli occhi spenti, tristi pieni di paura per il futuro dei superstiti e dei famigliari di quanto non ce l’hanno fatta è stato straziante».

«Abbiamo sentito – ha proseguito – insieme la forza ma anche la solitudine che un piccolo comune di provincia, ha potuto avvertire di fronte ad una tragedia simile; tragedia che neanche una regione che combatte tra mille emergenze, ma allo stesso modo, per allargare l’orizzonte, neanche una nazione, da sola può sperimentare sulla propria pelle. Mancano risorse per contrastare questi numeri epocali».

Inoltre, nel corso della cerimonia, è stato annunciato che il pezzo di legno appartenuto al barcone disintegratosi a 100 metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro lo scorso 26 febbraio e che sarà lasciato in mostra per un mese nella Cattedrale e poi esposto nel MUMAM, il Museo delle Migrazioni. (rcs)