Di Franco (Fillea Cgil): Nessuna risposta da politica per completamento Av e Statale 106

«Con i 15 miliardi previsti per il Ponte la tratta ferroviaria Salerno/ Reggio Calabria e un pezzo importante del completamento della 106 jonica sarebbe realtà, ma su questo non c’è nessuna risposta, ci sono solo troppi balbettii della politica calabrese». È quanto ha dichiarato Antonio Di Franco, segretario generale di Fillea Cgil, nel corso della Festa dei Minatori organizzato dal sindacato nei giorni scorsi a Petilia Policastro e Acri.

«Quando si parla della Calabria nessuno, a partire dalla politica, parla di questi uomini e delle loro famiglie. Nessuno sa – ha detto – che magari quando prende la Freccia Rossa, da Firenze a Bologna o da Roma a Milano, lo fa grazie soprattutto al sacrificio e alla professionalità delle tante migliaia di minatori calabresi».

«Nei loro volti, quelli dei minatori calabresi – ha aggiunto – vedo la voglia di riscatto e la forza di chi non si rassegna e pretende chiarezza dal Governo sul completamento della 106 jonica e sui finanziamenti dell’alta velocità Salerno/ Reggio Calabria. Lavoratori che vedono le troppe ambiguità del Ministro Salvini che è troppo impegnato a sbandierare l’apertura dei cantieri del Ponte senza dare risposte certe e concrete su quello che serve davvero ai cittadini calabresi».

Una festa dedicata a migliaia di lavoratori che vivono in questi borghi e che rappresentano l’eccellenza dell’industria italiana delle costruzioni in tutto il mondo.

«Tanti ancora i problemi aperti nei cantieri, in primis – ha sottolineato Di Franco – l’orario di lavoro. Ancora troppe le aziende che propongono turni massacranti e troppe committenze disattente ai controlli. Le richieste che provengono da questi lavoratori, da cui passa un pezzo importante della messa a terra del Pnnr, sono il rispetto dei turni da 8 ore, l’aumento dei salari e, soprattutto, la modifica della normativa pensionistica».

«Il loro – ha sostenuto il segretario nazionale della Fillea – è un lavoro molto usurante che provoca un rischio elevato di malattie professionali. Già 60 anni per loro sono troppi e lo si vede nei loro volti. I minatori pretendono rispetto e riconoscimento per il contributo che hanno dato e che daranno per la crescita dell’Italia. Questa – ha concluso Antonio Di Franco – è la richiesta al governo delle Destre da parte dei minatori calabresi impegnati nei cantieri della 106 Jonica, dell’ Alta Velocità Brescia/ Verona, Napoli/ Bari, Verona/ Vicenza,  Genova/Milano, del Brennero e nei lavori della metro di Roma e di Milano».

Per il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, la due giorni di Pagliarelle e di Serricella oramai è qualcosa di strutturale. Un appuntamemto che «sicuramente continueremo a organizzare nei prossimi anni. La due giorni di quest’anno – sottolinea Simone Celebre, segretario generale della Fillea Calabria – l’abbiamo voluta caratterizzare sulla necessità che ai minatori vengano riconosciute migliori condizioni di lavoro e, soprattutto, di sicurezza, che sono il nostro quotidiano filo rosso in tutti i cantieri edili».

«Noi, come Fillea Cgil, ci battiamo affinché – ha continuato – a questi lavoratori non venga concessa la possibilità di lavorare oltre le otto ore giornaliere. Noi su questo non arretreremo di un millimetro, perché lavorare di più significa essere anche meno sicuri. Lo vogliamo fare insieme a questa gente e noi saremo al loro fianco in ogni cantiere, in ogni luogo. La priorità per noi della Fillea Cgil è quella di garantire un lavoro sicuro perché garantendo un lavoro sicuro e non lavorando oltre le otto ore si ha maggiore possibilità di occupazione nei cantieri edili».

«E siccome in Calabria – ha concluso – grandi opere ne continueranno a partire, non solo quelle che guardano al Pnrr anche se è stato rivisto, come quella del raddoppio della galleria Santomarco, noi su questo non arretreremo di un millimetro». (rcz)

SERVONO STRADE SICURE IN CALABRIA
SIANO REALTÀ LE TANTE PROMESSE FATTE

di ANTONIETTA MARIA STRATIRendere le strade calabresi più sicure. Dovrebbe essere questo l’obiettivo primario – e quanto mai urgente – della Regione Calabria e del presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Eppure, non sembra essere così.

Certo, la nostra regione ha tanti, forse troppi problemi atavici, ma la sicurezza sulle strade che ogni giorno percorrono centinaia, se non migliaia di calabresi dovrebbe essere tra le priorità dell’agenda politica del centrodestra. E il tragico incidente avvenuto nella Trasversale delle Serre è la prova che c’è il bisogno e l’urgenza di intervenire su quelle strade che collegano le grandi città con le aree interne.

Ma non è solo sulla Trasversale delle Serre che si deve intervenire. C’è anche la Strada Statale 106 su cui c’è un grandissimo lavoro da fare. Conosciuta anche come Strada della morte, la 106 è stata – e continua a essere – il simbolo dell’indifferenza e della superficialità della politica nei confronti della Calabria e dei calabresi. Il rapporto presentato a febbraio dall’Od Basta Vittime sulla Strada Statale 106 espone un quadro impietoso: dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2022 sono state 205 le vittime di incidenti mortali. Cosenza è la città che ha registrato già vittime (33%), seguita da Reggio (28%), Catanzaro (22%) e Crotone (17%).

«In pratica sui 76 chilometri di Statale 106 in provincia di Catanzaro abbiamo avuto negli ultimi 10 anni una vittima ogni 1,65 chilometri; sui 113 in provincia di Cosenza una vittima ogni 1,65 chilometri; sui 132 di Reggio Calabria una vittima su ogni 2,31 chilometri e sugli 84 della provincia di Crotone una vittima ogni 2,4 chilometri. In Calabria, negli ultimi 10 anni, sulla Statale 106 abbiamo avuto in media circa 2 vittime al mese», ha spiegato Fabio Pugliese, responsabile del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca dell’Odv. Per non parlare, poi, del costo sociale dovuto alla perdita delle 205 vittime per la comunità, che ammontano a circa 308.317.950,00 di euro.

Un’emergenza nell’emergenza. E non bastano i 3 miliardi destinati alla strada della morte che il presidente Occhiuto è riuscito a ottenere grazie al Ponte sullo Stretto perché, purtroppo, i soldi non bastano mai e, soprattutto, perché «il Ponte serve a poco se non saranno realizzate le opere complementari per raggiungerlo», aveva detto il Governatore nel suo intervento a Start su Skytg24.

Ma, se queste opere complementari vengono trattate come priorità secondaria, non si va da nessuna parte. È il pensiero del consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise che, all’indomani dell’annuncio del governatore, aveva contestato i 7 mld destinati al Ponte sullo Stretto.

«È inaccettabile che una strada mietitrice di vittime ogni 15 giorni venga relegata da questo governo ad opera secondaria – ha evidenziato –. Se il centrodestra si affretta a cercare i 7 miliardi per finanziare il ponte resta fermo sui 3 miliardi della statale 106 spalmanti in 15 anni. Eppure secondo dati Anas i 3 miliardi stanziati nell’ultima manovra di bilancio non sarebbero sufficienti neppure per completare la tratta Sibari – Catanzaro».

Per Tavernise, infatti, è la Statale 106 l’opera strategica che serve alla Calabria», e non il Ponte sullo Stretto.

Il consigliere regionale, ricordando che lo stesso Governo un anno prima aveva definito la strada della morte «un’opera strategica per il Paese».

«Senza alta velocità e le infrastrutture indispensabili per evitare che gran parte dei territori calabresi rimangano isolati a cosa serve il ponte?  Siamo poi sicuri che con il ponte la statale 106 rimarrebbe centrale nell’agenda del governo o diventerebbe ancora più marginale?», si è chiesto il capogruppo in Consiglio regionale del Pd, Mimmo Bevacqua.

Un appello a non rendere opere compensative la Statale 106 e il Porto di Gioia Tauro è arrivato, poi, dai sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace.

Per Versace, infatti, «parlare di opere compensative rischia di screditare il lavoro e la dignità di chi, da anni, lavora per lo sviluppo del territorio. Allo stesso modo, la vecchia “Società dello Stretto di Messina”, rimessa in piedi col decreto appena passato in Senato, deve necessariamente contemplare al suo interno anche le istituzioni locali».

«La strategia complessiva che interessa l’opera, infatti – ha aggiunto – ha bisogno della più ampia condivisione e partecipazione possibile che passa dal coinvolgimento dei territori, delle Regioni, delle Città Metropolitane quali enti di area vasta, delle università e degli ordini professionali così come rappresentato dalla mirabile organizzazione di questo importante seminario».

«Ringrazio e saluto per questo – ha concluso il sindaco metropolitano facente funzioni – il Consiglio e l’Ordine dei Geologi, l’Università “Mediterranea” per averci dato la possibilità di partecipare ad un’occasione di confronto ed approfondimento di altissimo livello».

E, proprio del Porto e del Ponte sullo Stretto, ne ha parlato qualche giorno fa il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, che le ha definite «due grandi sfide da vincere».

«Questo perché sono due infrastrutture fondamentali per lo sviluppo della Calabria e del Sud e del Paese», ha detto Mancuso, ricordando che «se non cresce il Sud e le sue regioni più svantaggiate come la Calabria, non cresce il Paese e se non si dota la Calabria delle infrastrutture basilari, non le si consente di promuovere  sviluppo e nuovo occupazione».

«Il Ponte sullo Stretto di per sé – ha proseguito – per gli investimenti che comporta e l’occupazione che consentirà, è una grande occasione, ma lo è anche perché consentirà la realizzazione di tutte le altre infrastrutture collaterali: Alta velocità ferroviaria per il Sud; modernizzazione della 106 e dell’Autostrada Sa/Rc; rilancio degli scali aeroportuali e il pieno sviluppo del porto di Gioia Tauro con l’accrescimento della competitività dei porti di Crotone, Corigliano, Palmi e Vibo Valentia».

L’impegno, da parte delle istituzioni sembra esserci. Proprio ieri, a Villa San Giovanni il ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha annunciato che incontrerà i sindaci «che hanno a che fare con la Statale 106» entro la pausa estiva, sottolineando che «non stiamo lavorando solo al Ponte».«Lavoriamo sulla Napoli-Bari, sul sistema portuale con il porto di Gioia Tauro. Il Ponte sullo Stretto sarà un enorme acceleratore di sviluppo, ricchezza e turismo», ha concluso.

Ora bisogna vedere se tutte queste belle parole troveranno concretezza nell’immediato futuro, o se si dovranno attendere ancora anni prima di vedere un reale cambiamento. (ams)

Il ministro Salvini: Domani la prima riunione della Società dello Stretto

«Domani ci sarà la prima storica riunione della rinnovata Società Stretto di Messina dopo 10 anni di fermo assoluto». È quanto ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, al meeting sul Ponte di Villa San Giovanni, organizzato dal Forum permanente del Mediterraneo e Mar NeroLion.

Per Salvini, infatti, «il Ponte è un evidente vantaggio dal punto di vista economico, da quello della compatibilità ambientale e della riduzione delle emissioni. Dal punto di vista lavorativo e occupazionale è il primo antidoto alla mafia, perché porti occupazione, sviluppo, crescita e opportunità per le aziende calabresi e siciliane».

«Oggi in Sicilia e in Calabria sono in corso cantieri per 18 miliardi di euro sul potenziamento delle ferrovie, di strade e autostrade – ha ricordato –. Mercoledì incontrerò il sindaco di Villa San Giovanni ed entro la pausa estiva quelli che hanno a che fare con la statale 106. Questo governo, questo ministro, hanno messo altri 3 miliardi perché la 106 tra qualche anno non sia più conosciuta come la strada della morte. Non stiamo lavorando solo al Ponte».

«Lavoriamo sulla Napoli-Bari, sul sistema portuale con il porto di Gioia Tauro. Il Ponte sullo Stretto sarà un enorme acceleratore di sviluppo, ricchezza e turismo», ha aggiunto Salvini, ribadendo che «l’obiettivo è l’avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto nell’estate del 2024».

«Nel 2032 saranno finiti i lavori per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria – ha concluso – e per il potenziamento di ferrovie, strade e autostrade in Sicilia, non avere il Ponte a quella data sarebbe una cesura. Domani incontrerò il commissario europeo ai trasporti che crede a questo progetto. Al G7 in Giappone al centro delle discussioni dei ministri dei trasporti c’era il Ponte sullo Stretto. Dopo 52 anni ci chiedono se facciamo sul serio». (rrm)

OCCHIUTO: IL PONTE OPERA STRATEGICA
CALABRIA E SICILIA, UN’UNICA AREA FORTE

di ROBERTO OCCHIUTO – Il Ponte sullo Stretto è un’opera infrastrutturale che crea sviluppo in un contesto, quello geograficamente delimitato dalla Regione Calabria e dalla Sicilia, che sta diventando sempre più strategico. Governo una Regione nella quale insiste la prima infrastruttura portuale d’Italia, il porto di Gioia Tauro, che negli ultimi anni è esploso con 3 milioni e mezzo di container movimentati all’anno.

Da Gioia Tauro abbiamo fatto partire i treni per favorire l’intermodalità, e ciò avviene perché il Mediterraneo sta diventando, mese dopo mese, un luogo centrale nell’economia dell’Europa. Sarò un visionario, ma credo che oggi la Calabria e la Sicilia possano vivere quello che hanno vissuto le Regioni del Nord qualche decennio fa, quando si sono avvantaggiate dal fatto di essere prossime al motore di sviluppo dell’Europa, che era rappresentata dalla Germania nel manifatturiero.

Oggi, nel nuovo paradigma dell’economia europea, il Mediterraneo diventa centrale, tanto che si fanno gli investimenti per rafforzare il Mediterraneo orientale; dobbiamo rafforzare quello occidentale e l’investimento sul Ponte sullo Stretto è cruciale anche per questo.

Il Ponte sullo Stretto è già un grande attrattore di infrastrutture e di investimenti. Nell’ultima legge di bilancio, grazie all’impegno del ministro Salvini, ho avuto 3 miliardi di euro per la Strada statale 106, che sono utili per fare un’opera complementare ma strategica affinché il Ponte non diventi una cattedrale nel deserto

Sto chiedendo al ministro 2,6 miliardi per la A2 e, soprattutto, sto chiedendo che si velocizzino i lavori per l’Alta velocità ferroviaria.
Sono convinto che più si discute del Ponte sullo Stretto più l’Alta velocità ferroviaria fino a Palermo diventerà economicamente sostenibile.

L’Alta velocità si farà a prescindere dal Ponte, però collegare una Regione di 1,8 milioni abitanti è una cosa; collegare due Regioni che insieme fanno più di 6,5 milioni di abitanti fa diventare questo progetto economicamente più sostenibile.
Il Ponte può essere una grande occasione per il rilancio del Mezzogiorno.

Chi protesta è un’esigua minoranza perché i cittadini del Mezzogiorno sono grati a chi si sta impegnando tanto. C’è una congiuntura favorevole, io e Schifani siamo entrambi tifosi del Ponte, ma va riconosciuto a Salvini che senza la sua determinazione oggi non ne parleremmo. (ro)

[L’intervento del Governatore del corso dell’iniziativa Il Ponte sullo Stretto. Infrastrutture e trasporti per unire l’Italia, organizzata dalla Cisl e dalle federazioni Filca (costruzioni) e Fit (trasporti) a Messina]

Versace (Metrocity RC): AV, Statale 106 e Porto di Gioia non siano opere compensative

Il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha ribadito come «l’alta velocità, la Statale 106 o lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro non possono essere considerate opere compensative, ma infrastrutture strategiche inserite nel più ampio contesto del Ponte sullo Stretto».

Per Versace, che ha replicato al ministro Matteo Salvini nel corso del seminario “Aspetti geologici e sismici nell’Area dello stretto di Messina”, organizzato dal Consiglio e dall’Ordine nazionale dei geologi, «parlare di opere compensative rischia di screditare il lavoro e la dignità di chi, da anni, lavora per lo sviluppo del territorio. Allo stesso modo, la vecchia “Società dello Stretto di Messina”, rimessa in piedi col decreto appena passato in Senato, deve necessariamente contemplare al suo interno anche le istituzioni locali».

«La strategia complessiva che interessa l’opera, infatti – ha aggiunto – ha bisogno della più ampia condivisione e partecipazione possibile che passa dal coinvolgimento dei territori, delle Regioni, delle Città Metropolitane quali enti di area vasta, delle università e degli ordini professionali così come rappresentato dalla mirabile organizzazione di questo importante seminario». «Ringrazio e saluto per questo – ha concluso il sindaco metropolitano facente funzioni – il Consiglio e l’Ordine dei Geologi, l’Università “Mediterranea” per averci dato la possibilità di partecipare ad un’occasione di confronto ed approfondimento di altissimo livello».

All’iniziativa ha preso parte anche l’assessore alla Pianificazione e all’Area Integrata dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, parlando del ponte che «non può rimanere una disputa ideologica».

«Da ieri – ha sottolineato – c’è una legge che rende l’opera operativa, pur senza copertura finanziaria. E non posso che raccomandare il pieno coinvolgimento delle istituzioni del territorio a quello che è il disegno del proprio destino. Non possiamo rimanere spettatori inermi».

«Col ponte o senza ponte – ha insistito Battaglia – esiste un problema più che mai attuale relativo alla mobilità nello Stretto. Rispetto a questo, un’area integrata di oltre 1,2 milioni di abitanti non può rimanere priva di una vera e reale conurbazione se si considera, poi, l’esistenza di strutture già presenti come l’Aeroporto dello Stretto o il porto dell’Autorità di sistema. Nel recente passato, abbiamo legiferato in Consiglio regionale, costituendo la Conferenza dell’area integrata dello Stretto».

«Questa legge è ferma. L’argomento va ripreso e portato al tavolo del Ministero delle Infrastrutture – ha concluso – per garantire il pieno coinvolgimento delle comunità in quella che è un’opera che impatta con tutta una serie di finanziamenti. Dobbiamo, insomma, mettere tutto questo in rete all’interno del nuovo scenario sulla costruzione del Ponte sullo Stretto». (rrc)

AV, Versace (Metrocity RC): Accorciare tempi di percorrenza da e verso la Calabria

Il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha auspicato affinché «in mancanza di progetti specifici calati sul territorio, si possano cancellare due fermate in Campania ed una in Calabria per accorciare i tempi di percorrenza per chi, da Reggio, deve raggiungere Roma».

Versace, infatti, è intervenuto al convegno Linea ad Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria: quali prospettive?, promosso da diverse associazioni e club service del territorio con la partecipazione dei senatori Nicola Irto e Tilde Minasi, del professore dell’Università “Mediterranea” Francesco Russo, di Ninni Tramontana, presidente della Camera di Commercio reggina, e di Daniele Diano, presidente della Piccola Industria di Unindustria Calabria.

«Di alta velocità –  ha detto Versace – ce ne occupammo ampiamente in un’importante riunione fatta circa 14 mesi proprio nella sala del Consiglio metropolitano. Purtroppo, in quell’occasione, fummo fin troppo previdenti riflettendo sul fatto che nulla sarebbe successo. Adesso, nel pieno del Pnrr, l’importante strumento messo a disposizione soprattutto per il Sud Italia, ci troviamo a ragionare sui soliti problemi, nonostante sia trascorso più di un anno da quell’incontro e siano passati due Governi. Le questioni rimaste aperte sui territori, ahimè, restano immutate».

«Ancora oggi – ha continuato Versace – ci troviamo di fronte a chi litiga se l’alta velocità debba passare da un Comune piuttosto che da un altro, arrivando addirittura a peggiorare le condizioni di un tracciato che, personalmente, non trova differenze fra le proposte del Governo Draghi o dell’esecutivo Meloni. Come è stato fatto in altre parti d’Italia, dove alcuni senatori hanno preteso che la fermata dell’alta velocità fosse quasi sotto casa arrivando, finanche, a deviare percorsi storici, spero che questa sia la volta buona affinché la nostra deputazione faccia di tutto perché si possa arrivare a Reggio in orari decenti».

«È chiaro: serve una strategia comune. Bisognerebbe, infatti – ha continuato – evitare quello a cui stiamo assistendo nelle ultime settimane, leggendo sulla stampa la corsa di chi si affanna a rinfacciare agli avversari politici quel che si è fatto o non si è fatto. Si dovrebbe stare tutti un po’ più tranquilli e concentrarsi sul lavoro da fare nelle aule delle commissioni dove si possono ottenere dei risultati concreti».

«Di certo – ha affermato il sindaco facente funzioni – la Città Metropolitana, per quanto concerne il Ponte sullo Stretto e le opere di compensazione, sarà seduta ai tavoli decisionali per dire la sua. Nessuno, infatti, potrà scegliere per conto nostro. Piaccia o non piaccia, questo Ente deciderà, insieme ai cittadini ed alle comunità del territorio, le opere che serviranno e quelle di cui si potrà fare a meno».
«Non so se il ponte si realizzerà e quando – ha detto Carmelo Versace – ma tutte le infrastrutture che possono portare beneficio al nostro territorio devono poter vedere la luce. Tuttavia, la volontà di costruire il ponte non può certo coincidere con le oltre sei ore necessarie ad arrivare a Reggio Calabria, con una Statale 106, una Pedemontana o una Bovalino-Bagnara non all’altezza. Ci sono delle priorità che non vanno confuse con quelle che sono le grandi opere infrastrutturali. Rispetto a questo, quindi, gradirei che, da parte di tutte le forze politiche, si abbassasse la voglia di emergere o di gonfiare il petto».
«In questo quadro, mi piace ricordare l’opera svolta dal senatore Irto – ha concluso – allora presidente del Consiglio regionale, quando propose la legge sul dissesto idrogeologico o l’impegno profuso nel terzo settore dall’oggi senatrice Minasi ai tempi in cui rivestiva l’incarico di assessora regionale alle Politiche sociali. Chi fa politica e ricopre ruoli istituzionali deve avere l’onestà intellettuale di riconoscere ai propri colleghi quello che è stato fatto di positivo durante il loro percorso. Altrimenti, è bene ribadirlo, questa terra non andrà da nessuna parte». (rrc)

I sindacati incontrano Salvini, Bombardieri (Uil): Prima del Ponte Statale 106 e alta velocità

«Siamo convinti che prima del Ponte sullo Stretto, ci sono strade e ferrovie da finire in Calabria e in Sicilia». È quanto ha detto il segretario generale di Uil, Pierpaolo Bombardieri, a margine dell’incontro svoltosi tra i sindacati e il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

Nel corso dell’incontro, definito dal sindacalista Bombardieri «positivo», si è fatto il punto sulle infrastrutture del Paese, su tutti gli interventi più significativi e che tengono conto anche delle tratte finanziate con fondi Pnrr, sulla riforma del Codice degli appalti e sul Ponte sullo Stretto.

«Abbiamo chiesto quando dovranno essere consegnate le opere e quanta occupazione si farà. La sicurezza è fondamentale per affrontare i cantieri. Da parte nostra non c’è nessuna chiusura, anzi consideriamo lo sviluppo del Mezzogiorno una condizione fondamentale per la ripartenza del Paese ma, allo stesso tempo, siamo convinti che il miglioramento delle opere infrastrutturali viaria e ferroviarie non possa fermarsi ad Eboli», ha detto Bombardieri, accompagnato dal Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo; il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra; il Vicesegretario generale della Cgil, Gianna Fracassi e il Segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone.

Per la Uil, infatti, la realizzazione dell’attraversamento stabile fra la Sicilia e la Calabria deve camminare di pari passo con una serie di interventi sul piano delle infrastrutture viarie e ferroviarie.

In particolare il Segretario generale della Uil ha ricordato al ministro per le Infrastrutture la carenza di risorse che sono state destinate al completamento della Strada statale 106.

Allo stato attuale, infatti, sono stati previsti investimenti per il completamento per il terzo macro lotto Roseto Capo Spulico-Sibari; 220 milioni di euro, dilazionati in sei anni, per l’ammodernamento del tratto compreso fra Catanzaro e Crotone; tre miliardi di euro in legge di bilancio, dilazionati in 15 anni, per il tratto Catanzaro-Sibari ma, allo stato attuale, manca la copertura finanziaria per la progettazione e la realizzazione del tratto Crotone-Sibari e di quello Catanzaro-Reggio Calabria.

La posizione della Uil sulla Strada statale 106 è stata chiara. Al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è stato chiesto di procedere in maniera organica sul finanziamento, la progettazione e la realizzazione delle opere su tutto il tratto calabrese della Strada statale 106, attraverso la predisposizione di una Legge quadro che stabilisca un finanziamento pluriennale utile alla finalizzazione dei tratti non progettati e non cantierizzati sino ad oggi.

Durante l’incontro, poi, i rappresentanti della Uil al tavolo ministeriale hanno evidenziato le proprie preoccupazioni e quelle del sindacato in riferimento al completamento del progetto dell’Alta velocità ferroviaria in Calabria.

Allo stato attuale, infatti, il finanziamento – ottenuto attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza – interessa solo due lotti funzionali: quello compreso fra Battipaglia e Praia e quello compreso fra Praia e Tarsia. Due lotti che, però, potrebbero essere bloccati da difficoltà in fase di cantierizzazione delle opere cosa che, alla luce della tagliola dei tempi prevista dall’Europa sulla realizzazione dei progetti finanziati attraverso i fondi del Pnrr che fissa al 2026 il completamento degli stessi, porterebbe alla perdita del finanziamento.

Proprio questo rischio ha spinto il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a suggerire al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ed ai tecnici del ministero la possibilità di rimodulare questi finanziamenti, dirottandoli sul miglioramento infrastrutturale del tratto dell’Alta velocità compreso fra Reggio Calabria e Lamezia Terme.

Operazione quest’ultima, infine, che andrebbe incontro alla richiesta dell’Europa di sostenere la crescita economica e strutturale del porto di Gioia Tauro attraverso il potenziamento dell’Alta velocità fra Battipaglia e Reggio Calabria, eviterebbe il rischio di perdere i finanziamenti ottenuti attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, mantenendo allo stesso tempo la territorialità degli investimenti.

Per Andrea Cucello, segretario confederale della Cisl, «è stato un incontro utile e positivo quello che abbiamo avuto oggi con il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini che si è svolto in un clima di grande concretezza e serenità».

«Abbiamo toccato temi molto trasversali che vanno dall’edilizia, ai lavori per le infrastrutture che stanno per cantierizzarsi – ha spiegato –, allo sviluppo industriale di Ita, all’importanza di dare il giusto rilievo all’edilizia pubblica e alle politiche abitative. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione sulle difficoltà esistenti per molte imprese nel reperire il personale adeguato da impiegare nei cantieri da appaltare, un tema centrale da affrontare urgentemente anche in relazione all’attuazione efficace del Pnrr».

«Per questo abbiamo ribadito che è necessario costruire il nuovo decreto flussi – ha detto ancora – in base alle esigenze delle imprese utilizzando la grande esperienza della bilateralità. Rispetto al progetto del Ponte sullo Stretto abbiamo espresso la piena condivisione su questa opera strategica per il nostro Mezzogiorno e l’intero Paese, una posizione già espressa dalla Cisl nel corso dell’audizione nelle commissioni parlamentari».

«Siamo convinti  – ha concluso –che sia un progetto industriale che merita di essere ripreso, attualizzandolo rispetto a quelle che sono le nuove tecnologie, che può diventare un volano straordinario per tutto il sistema infrastrutturale del Sud. Infine sul tema della mobilità c’è l’esigenza di costruire un ecosistema in base ad una politica energetica di largo respiro mancata negli ultimi 30 anni. Riteniamo che sia necessario continuare il confronto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il ministro si è impegnato a convocare entro il 30 giugno dei tavoli tematici rispetto ai temi affrontati nell’incontro di oggi in modo da dare continuità al confronto per una gestione condivisa dei grandi problemi che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi mesi. Farlo insieme significa farlo meglio».

Il ministro Salvini, dal canto suo, ha garantito la massima disponibilità al dialogo. L’incontro verte sui provvedimenti più significativi, a partire dagli interventi in corso o che avranno il via entro il 2023, sia per cantieri ferroviari che stradali. Temi come il protocollo sicurezza nei porti, le opere commissariate, la sicurezza stradale con il nuovo codice della strada.

In evidenza anche il dossier-Ponte. Ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono fornite cartine dettagliate dell’Italia con tutti gli interventi più significativi e che tengono conto anche delle tratte finanziate con fondi Pnrr.

A proposito dei contributi europei, Salvini tiene a precisare che «contiamo di spendere tutto e spendere bene». (rrm)

Celebre (Cgil): Alta velocità in Calabria sarà ennesimo miraggio

Il segretario generale di Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, ha definito l’alta velocità in Calabria come «l’ennesimo miraggio, praticamente quello che avviene ormai da quarant’anni in questa Regione».

«La Calabria, oramai – ha spiegato – non è un segreto per nessuno, è quella terra dove si fanno delle promesse ma poi gli interventi sono molto limitati sia in termini di impatto e sia in termini di risorse. Anche per l’Alta Velocità Ferroviaria c’è il rischio che resti una vera e propria chimera per i calabresi. Il nuovo progetto, infatti, prevede un tracciato completamente differente rispetto all’attuale da Salerno – Reggio Calabria con un allungamento di percorso di circa 50 chilometri che attraverserà le montagne da Praia a Mare a Tarsia. L’intero intervento viene stimato in 22,8 miliardi di euro. Una cifra stratosferica, con importanti ricadute occupazionali nel settore delle costruzioni».

«Realizzare un’opera del genere in poco tempo – ha proseguito – così come viene preventivata, per noi della Fillea Cgil Calabria, risulta quasi impossibile. Ma la cosa più drammatica e che ci ha lasciato e ci lascia sbigottiti e aver appreso che non esiste per il progetto dell’Alta velocità calabrese nessuna forma di copertura finanziaria né Europea, nè del PNRR e né nella programmazione Italiana.  Qualora questa linea ferroviaria venisse realmente realizzata, come Fillea Cgil ci chiediamo e chiediamo, che fine faranno le due linee ferroviarie attualmente esistenti, quella Jonica e quella Tirrenica?».

«Sarebbe, inoltre, opportuno – ha evidenziato – capire il destino di queste 2 infrastrutture ferroviarie, considerato che la linea dell’Alta Velocità dovrebbe avere al massimo 3 stazioni, Reggio Calabria, Lamezia Terme e Cosenza, altrimenti non rientrerebbe nei canoni dell’Alta Velocità. Si immagini, per un momento, quale percorso un cittadino di Crotone dovrebbe fare per raggiungere Lamezia. Né pare possibile pensare ad un recupero della linea jonica, considerato che gli stanziamenti previsti sin dal 2017 nell’accordo di programma tra Regione, Stato e Ferrovie sono stati abbondantemente impiegati altrove».

«Noi pensiamo – ha aggiunto –  che sarebbe utile da subito potenziare le infrastrutture presenti per dare ai calabresi servizi di qualità in termini di collegamento. Per questi motivi, prima di parlare di autonomia differenziata, il governo dovrebbe dare la possibilità a tutti di partire dallo stesso livello anche in termini di infrastrutture. Purtroppo per il Sud e per la Calabria non è così». (rcz)

Alta velocità Sa-RC, il Mit accelera: Opera strategica

L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria è un’opera di grande valore strategico. Per questo il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha messo il piede sull’acceleratore per questa importante infrastruttura.

«Il ministro – si legge in una nota del Mit – la ritiene un’opera rilevante (anche in ottica del futuro Ponte sullo Stretto) e il dicastero è in stretto contatto con i sindaci campani dell’area interessata dalla prima tranche che riguarderà la realizzazione di 33 km tra Battipaglia e Romagnano (Salerno). Valore 2,7 mld, finanziati con i fondi Pnrr».

«La nuova linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria – conclude la nota – è un investimento ad oggi stimato di circa 22 miliardi di euro ed è parte integrante del Corridoio della rete Ten-t “Scandinavia – Mediterraneo” che collega Palermo a Helsinki. L’opera di grande valore strategico consentirà di sviluppare nuovi traffici viaggiatori e merci lungo l’asse nord-sud del Paese». (rrm)

Alta velocità, il sindaco f.f. Versace: Politica si adoperi per superare ostacoli che rallentano il progetto

Il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha raccolto le preoccupazioni espresse dal mondo accademico e dall’associazionismo calabrese, chiedendo al Governo ed alla Regione un netto cambio di passo nell’iter progettuale che rischia di impantanarsi mettendo a serio rischio il finanziamento dell’opera.

«Sul tema dell’alta velocità ferroviaria vogliamo vederci chiaro – ha evidenziato –. Su un aspetto strategico come questo è giunto il momento di scoprire tutte le carte. Governo e Regione si attivino con urgenza, individuando e superando tutti gli ostacoli tecnici che ancora si frappongono alla conclusione dell’iter procedurale per la cantierizzazione delle opere previste dal progetto».

«La questione non va in alcun modo personalizzata – ha aggiunto Versace – è convinzione della politica, al di là di ogni schieramento, oltre che dell’intera comunità calabrese, che sul tema infrastrutturale la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria sia un obiettivo non più rinviabile, non solo per i reggini, ma per l’intera Calabria. Leggere di progetti che addirittura allungherebbero il tracciato ferroviario, portandolo dagli attuali 393 chilometri a 445, caso più unico che raro, lascia oggettivamente perplessi».

«Così come preoccupa non poco – ha aggiunto – la richiesta di integrazioni avanzata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici trasmessa nelle scorse settimane a Rete ferroviaria italiana. A fronte dei pesanti ritardi registrati, nonostante qualche tecnico avesse prefigurato il rischio, oggi comincia a prefigurarsi l’ipotesi, da scongiurare con ogni mezzo, che possa andare in fumo il finanziamento dell’intera infrastruttura, producendo di fatto un danno incalcolabile per i cittadini calabresi».

«Condividiamo quindi le preoccupazioni avanzate dal mondo accademico e da alcune associazioni calabresi – ha concluso –. L’alta velocità per Reggio e per la Calabria è un obiettivo irrinunciabile e propedeutico a qualsiasi altro progetto di sviluppo immaginato per il nostro territorio. La politica tutta, al di sopra di ogni schieramento, oggi ha il dovere di pretendere che il progetto vada in porto, al di là di fantasiose elucubrazioni tecniche che addirittura propendono per un allungamento del tracciato ferroviario, e fuori da ogni rivendicazione campanilistica. La Calabria intera ha bisogno di essere collegata in modo veloce e sicuro al resto del paese». (rrc)