Un calendario per raccontare la bellezza del patrimonio culturale di Altomonte. Lo ha reso noto l’assessore al Turismo Mario Pancaro, anticipando l’attività promossa e condivisa dall’Esecutivo comunale, finalizzata a promuovere il territorio con le immagini del borgo raccolte in un calendario del 2021.
«I 12 scatti – ha spiegato Pancaro – quanti sono i mesi dell’anno, sono stati realizzati dai due fotografi professionisti Pasquale Avolio e Francesco Pacenza ai quali va il ringraziamento per la disponibilità di mettersi al servizio della comunità ed il vivo apprezzamento per la creatività che hanno trasfuso nel progetto».
«In copertina – ha proseguito l’assessore – saranno riportati tutti i loghi relativi ai riconoscimenti e alle adesioni di Altomonte ad associazioni e sodalizi come la Città dell’Olio ed i Borghi più Belli d’Italia, espressione e testimonianza dell’attività incessante che risponde alla vocazione turistica di Altomonte».
«Gli speciali almanacchi – ha concluso Pancaro – che saranno stampati inizialmente in 800 copie, saranno distribuiti a tutte le famiglie che ne faranno richiesta e alle associazioni locali e del territorio. L’obiettivo è quello di incentivare il turismo di prossimità e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e paesaggistico anche tra i residenti delle comunità vicine». (rcs)
L’Amministrazione comunale di Altomonte, guidato da Gianpiero Coppola, ha promosso un progetto rivolto agli studenti per rendere più semplice ed efficace la didattica a distanza.
Lo ha reso noto l’assessore alla Pubblica Istruzione, Elvira Berlingeri, sottolineando, con il sindaco Coppola, che attraverso il progetto condiviso con l’Associazione Caros si vuole intervenire nelle situazioni di particolare difficoltà, rimuovendo eventuali ostacoli determinati dalle modalità di studio.
Il progetto, di tipo pedagogico e didattico, oltre ad indicare ai ragazzi come utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici, prevede il sostegno scolastico durante la DaD, prevedendo la collaborazione con il docente curriculare ed eventualmente con il docente di sostegno; un supporto extra-scolastico nel caso in cui il contesto socioculturale non sia favorevole a seguire con tranquillità le lezioni ed un sostegno psicologico mirato a gestire le difficoltà quotidiane, migliorare la qualità di vita del singolo e del contesto.
«L’obbligo scolastico di frequenza – ha aggiunto la Berlingeri – può far registrare molteplici impedimenti. Nella risoluzione di alcuni di questi, come ad esempio la fornitura dei dispositivi necessari alla realizzazione della DaD e la dotazione di due fotocopiatori e cassa bluetooth alle scuole, siamo intervenuti come istituzione. Molti altri, invece, ancora da risolvere, solo legati alla possibilità di accesso e alle competenze necessarie alla gestione dei dispositivi, alla disponibilità di ambienti adeguati a consentire lo svolgimento della DaD, nonché alle difficoltà del singolo bambino nell’apprendimento da uno schermo. Se questi aspetti non vengono gestiti, si rischia che l’assolvimento dell’obbligo scolastico diventi irrealizzabile e che la qualità della DaD per i bambini con difficoltà si abbassi notevolmente, rendendo vani tutti gli sforzi delle istituzioni e dei docenti».
In concreto il progetto si propone di organizzare degli incontri in presenza con i bambini in difficoltà, opportunamente segnalati dalle istituzioni competenti, in locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19. (rcs)
Eyes in color, Gli occhi nel colore, è il tema di grande suggestione con cui il Maestro Franco Azzinari lancia e anticipa alla stampa specializzata di Montecarlo la sua prossima mostra, che subito dopo Natale verrà inaugurata in Calabria, al Museo dell’Alimentazione di Altomonte, in onore del grande artista di origini calabresi, per poi fare il giro delle principali capitali stranieri. Una grande rassegna d’arte dedicata ai bambini dell’Amazzonia, e a Papa Francesco a cui Azzinari, nel corso del suo ultimo incontro con il Pontefice, aveva promesso che nelle sue tele avrebbe raccontato la bellezza dei bambini indios.
«Spero diventi un grande evento internazionale – spiega Franco Azzinari – perché la rassegna ospiterà i ritratti di decine di bambini che in questi anni ho incontrato in Amazzonia, dove ho trascorso lunghi periodi della mia vita, alla ricerca di una realtà molto lontana da tutti noi cittadini europei».
Il famoso ritrattista di Gabriel Garcia Marquez aggiunge ancora: «I bambini che io ho incontrato in Amazzonia, e a cui tante volte ha fatto riferimento il santo Padre nei suoi discorsi ufficiali sui “più poveri del mondo”, non sono come tutti i nostri bambini. Forse sono più poveri degli altri, ma sono anche più fortunati, perché sono bimbi che nascono crescono e vivono con negli occhi i colori bellissimi della loro terra».
«Ho attraversato migliaia di chilometri – ha detto ancora – e ho visto che laggiù non ci sono grandi città, grandi palazzi, grandi ponti in acciaio: non ci sono macchine. Questi bimbi, per tutta la loro vita, vedono allora soltanto i colori del mare, della foresta, dei fiumi, delle cascate, delle orchidee, delle strelitzie, della natura incontaminata che hanno intorno. Non vedono nient’altro. E io spero che le mie tele possano ben raccontare la loro vita e la loro meravigliosa semplicità».
Franco Azzinari è un uomo che sorride sempre.
È vero che alle spalle ha una storia tutta sua, avvolgente e affascinante, e che come artista vanta un patrimonio pittorico assolutamente invidiabile, ma è anche vero che in Oriente ha imparato a vivere il suo tempo con le “giuste pause”, e una saggezza fuori dal comune.
Ancora una volta, dunque, Franco Azzinari.
Raccontato da Sergio Zavoli come “il pittore del vento”, paesaggista unico al mondo, meravigliosamente accolto da Vittorio Sgarbi, per i suoi dettagli carichi di colore, ginestre e papaveri rossi bellissimi, ammirato e adorato da Gabriel Garcia Marquez che alla fine lo aveva scelto come suo ritrattista personale, inseguito e corteggiato da Fidel Castro, a cui alla fine ha dedicato un compendio di ritratti in bianco e nero entrato nella storia dell’isola, ospite esclusivo a Los Angeles di Francis Ford Coppola per i ritratti a lui dedicati, Franco Azzinari continua ad essere coccolato dal jet set internazionale non solo per la magia della sua pittura, forte, innovativa, viva, accecante, avvolgente, ma soprattutto per questo suo carattere dolce ed eternamente accondiscendente.
A 70 anni compiuti, dopo aver girato il mondo in lungo e in largo per almeno venti volte nella sua vita, dopo aver vissuto stabilmente intere stagioni dell’anno nei paesi dell’America Latina, oggi Franco Azzinari è tornato per qualche mese in Calabria, tra i laghi di Sibari e Altomonte, per ritrovare parte del suo passato, ma soprattutto per organizzare questa sua prossima rassegna di Altomonte dedicata ai bambini indios dell’Amazzonia.
Quasi una sfida culturale al mondo della pandemia, in pieno look down, con la complicità di Giampiero Coppola, il sindaco di Altomonte, suo vecchio amico di sempre, e del direttore della Sede Rai della Calabria, Demetrio Crucitti, a cui Altomonte ha chiesto un “patto di collaborazione” per poter permettere una videoinstallazione fissa all’interno del Museo dove poter far vedere parte del suo lungo viaggio nella terra di Márcia Theóphilo, poetessa e antropologa brasiliana che dopo aver studiato a Rio De Janeiro e San Paolo, si è laureata a Roma in antropologia dove vive dal 1971,e che non ha mai smesso di decantare e raccontare la foresta amazzonica.
Instancabile, eternamente solo, salvo che non sia affiancato e accompagnato dalle sue modelle preferite, bellissime ed eteree, subito dopo Altomonte Franco Azzinari esporrà le sue tele più belle, in una sorta di rassegna antologica, tra New York Boston e Chicago, dove i suoi “prati in fiore” e le “ginestre al vento” attirano ogni anno migliaia di visitatori diversi, soprattutto il cuore del Made in Italy che vive in Nord America, e che nelle sue tele ritrova immancabilmente le proprie radici, e soprattutto i colori della propria terra di origine.
Prima dell’estate il Maestro Franco Azzinari era qui a Roma, dove lo abbiamo incontrato, alla Casa del Cinema, e dove ci ha confidato il suo sogno più intimo: “Sarebbe bello”- ci ha detto – se la nuova Giunta Regionale possa sposare il mio progetto più ambizioso, che è quello che realizzare un’opera monografica che racconti dall’inizio alla fine la mia vita, e il valore reale dei miei capolavori. Vede, dopo di me- sorride il maestro- sono certo che rimarranno le mie tele, e non vi è una sola tela che non racconti il sole di Calabria o i paesaggi della costa ionica dove io sono cresciuto da bambino e dove, quando posso, torno a portare un fiore ai miei cari”.
Maestro, quanto si sente ancora calabrese?
«Allo stesso modo di come mi sento oggi cubano o brasiliano, o anche cittadino di Montecarlo. Ormai la mia casa è per il mondo. Da quasi 60 anni questa è la mia condizione di apolide, e la sola certezza che oggi io ho è che sono nato a San Demetrio Corone, un piccolissimo paesino del Pollino, in Calabria. Il dopo, lo racconterete voi altri giornalisti, quando magari io non ci sarò più. Ho già fatto però testamento, vorrei che le mie ceneri venissero sparse in uno dei campi di ginestre di Cerchiara di Calabria, mi creda sono immensi e bellissimi, sono campi fioriti che io tanto ho amato, e che tanta pace interiore mi hanno dato. Soprattutto, nei momenti di maggiore solitudine della mia vita».
Maestro, che programmi immediati ha per i prossimi giorni?
«Sono appena diventato nonno, e prima di ripartire per Cuba e il Nord America vado a riabbracciare mio nipote. Ma questo per favore non lo scriva, non ha nulla a che fare con la mia storia di artista. E poi, forse, alla gente neanche interessa». (rrm)
In copertina, Azzinari insieme a Gabriel Garcia Marquez
Il «disegno più grande del mondo realizzato a mano da una sola persona» si trova in Calabria, per la precisione ad Altomonte, ed è stato realizzato da Fra!, nome d’arte di Francesco Caporale.
L’artista, altomontese doc trapiantato a Milano dove lavora come grafico per importantissimi brand internazionali, ha realizzato, nell’ambito del progetto Doodle Dream, realizzato dall’artista in collaborazione con Xiaomi, in cinque giorni di lavoro, il disegno su una tela di 568,47 mq, grande quanto piazza San Francesco di Altomonte, facendosi ‘aiutare’ da un’immagine, una foto o un disegno ispirazionale che tanti utenti appassionati hanno caricato su DoodleDream.it, una speciale piattaforma creata appositamente da Xiaomi che, poi, sono stati inglobati nell’opera dall’artista.
«Il sogno – ha dichiarato l’artista all’Ansa – è l’ingrediente perfetto su cui si fonda l’arte. Visioni oniriche fuori dal tempo e dallo spazio che si concedono alla libera interpretazione del nostro inconscio e della nostra sensibilità. Ecco cos’è per me la doodle art: improvvisazione e libertà. E con DoodleDream abbiamo sottolineato un ulteriore valore fondamentale per la società contemporanea: quello della collettività».
L’assessore alla Pubblica Istruzione e ai Beni e Attività Culturali, Elvira Berlingier, che ha ringraziato insieme al sindaco Giampietro Coppola l’artista per «l’attenzione e la sensibilità verso la sua comunità di origine», ha spiegato che l’opera, una volta terminata, sarà «sarà scomposta in tante piccole illustrazioni e messa all’asta», il cui ricavato sarà utilizzato per realizzare un asilo comunale. (mp)
Altomonte ha dichiarato guerra alla plastica, e lo ha fatto inaugurando, la scorsa domenica, a Piazza Costantino Belluscio, la Casetta dell’Acqua.
Con l’installazione della Casetta, dunque, si vuole non solo promuovere una maggiore cultura del riciclo e di una più attenta raccolta differenziata ed educare alla riduzione dell’utilizzo di recipienti e contenitori diversi dal vetro, ma anche «suggerire – ha spiegato l’assessore al Turismo Mario Pancaro – all’utenza un nuovo e più sostenibile approccio, anche dal punto di vista economico, di approvvigionamento di acqua potabile».
La Casetta, posizionata in una delle piazze principali, erogherà acqua microfiltrata naturale e acqua con l’aggiunta di anidride carbonica al costo di 5 centesimi al litro.
«L’obiettivo – ha concluso l’assessore Pancaro – è duplice. Vogliamo offrire un servizio alla comunità e garantire il calo dell’utilizzo della plastica, nemica non solo del mare ma di tutti i territori e del mondo animale che li popolano». (rcs)
Oggi pomeriggio, mercoledì 15 ottobre, ad Altomonte, alle 18.00, all’Hotel Ristorante Barbieri, Roberto Napoletano, giornalista e direttore de Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia, presenta il suo libro La grande balla – Non è vero che il Sud vive sulle spalle del Nord, è l’esatto contrario (La Nave di Teseo).
Dopo i saluti di Gianpiero Coppola, sindaco di Altomonte e dell’agrichef Enzo Barbieri, dialoga con l’autore Lenin Montesanto, comunicatore e lobbista.
Si partecipa all’evento solo se muniti di mascherina e nel rispetto di tutte le prescrizioni anti-Covid. All’ingresso, gli ospiti saranno sottoposti alla misurazione della temperatura corporea.
La grande balla conduce in un lungo viaggio nelle piccole grandi patrie dell’assistenzialismo, che non sono al Sud, ma tutte al Nord. La politica si è abituata da vent’anni a togliere investimenti al Sud per soddisfare le pretese dei questuanti di turno, sistemare gli amici degli amici nel coacervo di enti pubblici proliferati con la spesa facile.
Tutti collocati nelle ricche regioni del Nord. La verità (amara) è che chi credeva nell’integrazione tra Nord Italia e Nord Europa, e nel teorema “il Mezzogiorno seguirà”, ha sbagliato tutto. L’unica integrazione possibile è quella tra Nord e Sud Italia, per poter competere ad armi pari nell’arena globale. (rcs)
Dialogano con l’autrice Francesco Provenzale, vicesindaco di Altomonte, ed Elvira Berlingieri, assessore alla Cultura del Comune di Altomonte.
A seguire, reading letterario di Debora Del Giudice, accompagnata dal liutista Gianluigi Bello. L’intrattenimento musicale a cura di Alessio Giove e Rita Ciccarone, con le musiche di Astor Piazzolla.
Fino al 14 settembre, Altomonte sarà la ‘capitale’ di visual design grazie al progetto Vuoto – Utopia Mediterranea ideato da Francesco Caporale, in arte Fra!.
Un evento che mette insieme professionisti dell’elaborazione dell’immagine e la nuova “esperienza artigiana digitale” e che ha colpito subito l’amministrazione comunale di Altomonte, guidata da Gianpietro Coppola, e il direttore artistico del Festival Euromediterraneo di Altomonte, Antonio Blandi che lo hanno voluto per la sezione Altomonte Summer Contest. e che vede la partecipazione di 15 visual designer nel centro storico, nello specifico: Giulio Mosca “Il baffo”, Giovanni Esposito “Gio Quasi Rosso”, Eloisa Libera “Lettera E”, Alessandro Serra “Lettera E”, Jessica Amante “Jessica Aaron”, Giulia Frascari “Pasa Art”, Francesca Presentini “Fraffrog”, Riccardo Accattatis “Richard Htt”, Debora Giudici “Senz’H”, Isidoro Acquavica “Easy Weasy”, Barbara Scerbo, Francesco Marri “Fm Visual Designer”, Giulia Copercini, Jacopo Boscaini “Jecofilms” e Paolo Terraneo “Kodama”.
Il team degli illustratori produrrà 10 artwork su pannelli di grandi dimensioni posizionati lungo il centro storico del borgo; il team grafico costruirà una brand identity e penserà ad una strategia digitale per portare maggiore visibilità al territorio di Altomonte mentre il team fotografico e video documenterà il progetto giorno dopo giorno sui social e produrrà il docufilm dell’intero esperimento.
«Anche nel 2020 il Festival Euromediterraneo di Altomonte – ha dichiarato il primo cittadino di Altomonte, Gianpietro Coppola – c’è con iniziative di alto profilo nonostante il Covid-19 ed ogni altro problema che stiamo attraversando e superando con l’orgoglio di rappresentare la Calabria, che è diversa è migliore da come viene spesso dipinta. Sono personalmente grato a Francesco Caporale per l’occasione che dona ad Altomonte ed al territorio di approcciare questa forma di espressione artistica e comunicativa che nel mondo diventa sempre più importante. Grazie anche all’assessore alla Cultura del mio Comune Elvira Berlingieri che ha fortemente sostenuto e voluto la realizzazione di questo progetto ed a tutti gli altri colleghi amministratori che stanno attivamente collaborando per la riuscita dell’iniziativa».
«Da professionista “fuori sede”, emigrato nella grande città per studi e contesti lavorativi stimolanti – ha spiegato Francecso Caporale – una delle frasi che ho sentito più spesso dire è stata: “Vorrei tanto tornare nel mio piccolo paese ma non c’è nulla… È vuoto!”. Viviamo in un contesto in cui lo spazio vuoto non è più contemplato: si sente l’esigenza di dover riempire la propria vita con dei contenuti perché la nostra identità è strettamente collegata a ciò che facciamo e a ciò che produciamo».
«Per tale ragione – ha proseguito Caporale – si tende a vedere il contenitore, e dunque il contesto, come il solo responsabile dell’improduttività. Ma cos’è che, in realtà, distingue un luogo “pieno” da uno “vuoto”? Ciò che ho potuto apprendere dalla mia esperienza è stato che la differenza è nei rapporti sociali, nei cosiddetti contatti. La collaborazione con le altre figure, il networking professionale, sono stati gli ingredienti che hanno reso possibile l’equilibrio tra contenitore e contenuti. In sostanza, è nella relazione con gli altri che si può crescere professionalmente (e non): se camminiamo insieme c’è più probabilità di successo… come i segni di punteggiatura che nascono per non stare vicini, ma se lo fanno prendono vita». (rcs)
Oggi, alle 18.00, riapre il Museo Civico di Altomonte. A renderlo noto, gli assessori alle Attività Culturali Elvira Berlingieri e al Turismo Mario Pancaro, cogliendo l’occasione per ringraziare, insieme al sindaco Giampietro Coppola, lo staff del polo museale per la professionalità e la disponibilità dimostrate e informando che, al fine di ottimizzare le risorse umane, l’ufficio turismo sarà collocato all’interno della struttura.
«Ripartire dalla bellezza dell’arte – si legge in una nota – per affrontare e superare una crisi epocale che ha modificato la percezione della realtà quotidiana e delle abitudini di vita. È il percorso che l’Amministrazione Comunale vuole preferire, ad iniziare proprio dal Museo Civico con le sue importanti opere come la tavola di Simone Martini (1326) raffigurante San Ladislao, la tavola della Madonna delle Pere (XIV secolo) di Paolo Di Ciacio (allievo di Antonello da Messina), le tavole di Bernardo Daddi, i dipinti di scuola napoletana, i paramenti sacri e le sculture in legno».
Il Museo si può visitare tutti i giorni dalle 10.00-13.00 e 16.00-19.00, prenotando attraverso l’Ufficio Turismo scrivendo a altomonteufficioturismo@gmail.com o telefonando ai numeri 098194 8041 e 0981 948216.
La riapertura fa seguito alla redazione da parte dell’Amministrazione comunale di un adeguato piano di sicurezza nel rispetto delle norme anti-covid, a tutela del personale e dei visitatori. Per accedere al museo è obbligatorio igienizzare le mani e indossare una mascherina a copertura di naso e bocca. La mascherina dovrà essere indossata per tutta la durata della visita. Ciascun visitatore sarà sottoposto al controllo della temperatura corporea. Sarà negato l’accesso a tutti coloro che presenteranno una temperatura pari o superiore ai 37,5°C.
All’interno del Museo occorrerà mantenere la distanza interpersonale di oltre 1 metro ed evitare assembramenti. (rcs)
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