CATANZARO – Al Liceo Galluppi il progetto “Panchine Rosse”

Al Liceo Galluppi di Catanzaro si è svolto un appuntamento del progetto “Panchine Rosse”, che si inserisce all’interno delle attività preventivo-trattamentali promosse dal Centro Calabrese di Solidarietà in collaborazione con istituzioni pubbliche e altri enti del terzo settore, tra cui Dap, Asp, USRC, Ser.D, Ordine degli Avvocati, Camere Penali e il Garante dei Detenuti.

Oltre agli incontri nelle scuole, prevede il coinvolgimento del Centro Uomini Autori di Violenza del Centro Calabrese di solidarietà Ets, che accoglie uomini responsabili di comportamenti maltrattanti con l’obiettivo di ridurre la violenza intrafamiliare e interpersonale.

L’iniziativa mira a promuovere una cultura del rispetto e della parità di genere, incoraggiando studenti e docenti a contrastare gli stereotipi e i pregiudizi ancora radicati nella società. Tra i risultati attesi vi sono la riduzione dei comportamenti violenti nelle scuole coinvolte, la creazione di sportelli di supporto per le vittime di violenza e l’integrazione dell’approccio di genere nelle pratiche didattiche.

Il nuovo appuntamento educativo strutturato, nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti del mondo istituzionale e del terzo settore: la dirigente scolastica Cinzia Scozzafava, la presidente del Centro Calabrese di Solidarietà EtsIsolina Mantelli, il direttore aggiunto dell’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna per la CalabriaRocco Scicchitano, la funzionaria del servizio sociale Sabina Brunetti, la referente di educazione civica Pompea Zampetti e la pedagogista del Centro Uomini Autori di Violenza del Centro Calabrese di SolidarietàCristina Marino.

A sottolineare l’importanza del progetto è stato Rocco Scicchitano, il quale ha spiegato: «Panchine Rosse è un progetto che affronta più tematiche, con un focus particolare sul reinserimento sociale di autori di reati legati al Codice Rosso. In questo caso, siamo già in una fase in cui il reato è stato consumato e si lavora per un percorso di recupero. Accanto a questo aspetto, vi sono iniziative di sensibilizzazione generale, come l’installazione di panchine rosse negli edifici dell’esecuzione penale esterna a Catanzaro e Cosenza».

«Infine – ha concluso – un elemento centrale è la prevenzione, che ci porta qui oggi, coinvolgendo anche le scuole. È fondamentale trasmettere determinati messaggi ai più giovani, poiché la violenza è spesso radicata in concetti sociali consolidati e, in molti casi, minimizzata. Serve imparare a riconoscere i segnali precoci che possono portare a pericolose escalation».

L’incontro ha permesso di avviare un confronto aperto tra studenti e istituzioni, mettendo in luce la percezione della violenza di genere tra i più giovani.

Tra coloro che hanno condiviso la loro esperienza c’è stata Bruna Varano, studentessa della classe V B, che ha dichiarato: «Questi incontri hanno avuto su di me, così come sui miei compagni, un’azione propedeutica. Fin dall’adolescenza, tra i 13 e i 14 anni, fino all’età adulta, ci troviamo in un momento della vita in cui mancano certezze e chiari modelli di riferimento. Grazie a queste iniziative e al lavoro delle associazioni coinvolte, possiamo essere la chiave di volta per riscoprire ciò che la società ha da offrirci e comprendere come possiamo contribuire al cambiamento».

«Uno dei temi cruciali che abbiamo affrontato – ha concluso – è il patriarcato, un sistema che ancora oggi influenza profondamente le nostre vite. Essendo una donna, lo vivo ogni giorno sulla mia pelle. Finalmente ho capito che la gelosia e la possessività non sono espressioni di affetto, ma strumenti che riducono le persone a oggetti. È fondamentale contrastare questa mentalità, e la scuola è il luogo giusto per farlo, attraverso il dialogo e il confronto. Come diceva un mio compagno, dobbiamo creare gruppi di dibattito coesi, in cui ci confrontiamo non solo tra coetanei, ma anche con persone più grandi e con chi ha vissuto sulla propria pelle la violenza di genere».

«Noi siamo il futuro, la generazione di domani. Saremo genitori, madri e padri – ha concluso – chiamati a educare i nostri figli. E non vogliamo che ciò che oggi subiamo, soprattutto noi donne, possa ricadere su di loro. È nostro compito cambiare il presente per costruire un domani migliore».

Dello stesso parere è stato anche Gabriele Montesano, studente della IV C, che ha raccontato il suo punto di vista sull’esperienza vissuta: «Partecipare a questi incontri e seguire questo percorso è stato sorprendente, dire poco sorprendente. Siamo andati oltre le solite barriere del discorso all’interno della classe, superando la dinamica in cui una voce fuori dal coro viene messa in disparte, per arrivare a un dibattito più coeso e inclusivo. Affrontare un tema così complesso e scottante è stato non solo fondamentale, ma anche estremamente formativo per tutti noi».

«Ci è stata data la possibilità – ha concluso – di comprendere il punto di vista non solo di tanti ragazzi, ma anche di tante ragazze. A volte, ascoltare certe opinioni è stato quasi destabilizzante e controverso, perché non ci aspettavamo di ricevere alcune considerazioni proprio da chi è in prima linea nell’essere vittima di questa enorme problematica della violenza di genere. È stata un’esperienza bella perché mi ha fatto sentire finalmente partecipe, parte di un gruppo unito in un confronto aperto, in cui abbiamo riscoperto innumerevoli dimensioni umane e interpersonali». (rcz)

CATANZARO – Domenica il convegno “Calabria Regione d’Europa”

Domenica 16 febbraio, a Catanzaro, a Palazzo De Nobili, alle 17, si terrà il dibattito “Calabria Regione d’Europa: Welfare, Diritti, Autonomia Differenziata”.

L’evento, che vedrà protagonista l’europarlamentare del M5S Pasquale Tridico, presidente della Sottocommissione del Parlamento Europeo per le questioni fiscali, rappresenta un’occasione cruciale di riflessione sul futuro della Calabria, in un momento particolarmente delicato per la regione.

L’incontro vedrà il confronto tra importanti personalità del panorama politico e accademico, tra cui Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro, Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni, Rosanna Nisticò, docente dell’Università della Calabria, Pasquale Neri, portavoce del Forum del Terzo Settore.
Il dibattito sarà moderato dal direttore di Asprom, Mimmo Talarico e si aprirà con un ricordo del compianto economista Vittorio Daniele, autore di studi fondamentali sui divari fra Sud e Nord, che ha dedicato gran parte della sua carriera a comprendere e analizzare le disuguaglianze economiche.
«Il tema dell’autonomia differenziata, uno dei punti centrali dell’incontro, si inserisce in un contesto nazionale ed europeo di grande rilevanza – ha spiegato la consigliera comunale Daniela Palaia –. In particolare, la discussione si concentrerà sugli effetti che una riforma di questo tipo potrebbe avere sul welfare, i diritti fondamentali e la coesione sociale, con particolare attenzione alle implicazioni per il Mezzogiorno e, in particolare, per la Calabria».
«L’appuntamento di domenica con Pasquale Tridico – ha aggiunto – sarà un’occasione per riflettere sulle sfide che l’autonomia differenziata potrebbe comportare per la Calabria. Esamineremo come una maggiore autonomia fiscale e politica potrebbe influenzare il welfare, la sanità e le politiche di sviluppo per la regione. Il nostro impegno, come amministratori, deve essere sempre quello di garantire che ogni scelta sia fatta nell’interesse di tutti i cittadini calabresi».
«La discussione sull’autonomia differenziata è fondamentale – ha proseguito – ma deve essere contestualizzata nel rispetto dei diritti e dei principi di equità. Il dibattito in corso, quindi, oltre a riguardare la governance regionale, tocca temi strategici come la giustizia sociale, la crescita sostenibile e l’accesso ai servizi per i calabresi».
«L’incontro di domenica – ha concluso Palaia – rappresenta un’occasione per riflettere sui cambiamenti necessari per costruire un percorso di crescita e sviluppo reale per la nostra regione, mettendo al centro il benessere dei cittadini e l’uguaglianza di opportunità, in un contesto di un’Europa che guarda sempre di più alla coesione e al sostegno delle regioni più vulnerabili». (rcz)

CATANZARO – Sabato l’incontro “Dall’Italia risorgimentale all’Italia dell’autonomia differenziata”

Sabato 15 febbraio, nella sede del “Circolo di Catanzaro”, alle 18, si terrà l’incontro sul tema “Dall’Italia risorgimentale all’Italia dell’autonomia differenziata”.

L’evento è promosso dal Circolo di Catanzaro 1871, guidato da Paola Gualtieri, per ripercorrere, dalle sue origini ai giorni nostri, il problema della questione meridionale e la proposta dell’autonomia differenziata che, contrariamente a quanto si possa immaginare, può essere ricondotta a Massimo D’Azeglio quando ebbe ad affermare, all’indomani dell’unità d’Italia “L’Italia è fatta, ora bisogna fare gli Italiani”.

Dopo il saluto della Presidente del Circolo, Paola Gualtieri, relazionerà il medico, sociologo, scrittore e storico Felice Raso Costabile; il prestigioso evento culturale è coordinato dal docente universitario Prof. Francesco Perticone; modera il giornalista professionista Luigi Stanizzi.

Le differenze economiche, sociali e culturali esistenti fin dall’unità d’Italia, e ancora non risolte, tra il Mezzogiorno ed il resto del Paese sono gli elementi caratterizzanti la ben nota questione meridionale. Nel tempo furono proposti interventi e riforme in materia economica, sociale e amministrativa (alleggerimento del carico fiscale, facilitazioni creditizie, riforma dei contratti agrari) senza, peraltro, ottenere i risultati sperati.

È verosimile, quindi, pensare che al di là della pluralità degli interventi, di volta in volta attuati, altri elementi predominanti e fortemente radicati hanno contribuito a cronicizzare tale differenza dividendo, di fatto, il Paese in due. Basti pensare a quanto generato dal protezionismo introdotto nel 1887 che, se da una parte, favoriva la cerealicoltura estensiva del latifondismo fortemente presente nelle regioni del Sud, dall’altra esponeva le esportazioni agricole del Mezzogiorno alle ritorsioni commerciali dei francesi.

Di fatto, le regioni meridionali erano state ridotte a mercato coloniale delle industrie settentrionali, nell’interesse degli industriali del Nord e dei latifondisti del Sud, alleati in un blocco politico-sociale conservatore e protezionista. Né va dimenticato, poi, il sacrificio della fiorente agricoltura delle regioni meridionali a favore dell’industrializzazione di quelle settentrionali, per non essere penalizzati dalla concomitante industrializzazione di Francia, Germania e Inghilterra. Errore storicamente grave e socialmente non giustificabile, giacché aver incoraggiato l’imponente migrazione Sud-Nord generò lo spopolamento delle regioni meridionali e l’abbandono diffuso delle campagne.

Né va sottaciuto che l’industrializzazione del Sud era una realtà ben consolidata dagli ultimi decenni del Settecento; basti pensare alle ferriere di Mongiana (1770) e di Razzona nel Comune di Cardinale, alla prima ferrovia Napoli-Portici (1839), all’industria tessile con la creazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali (1808) nell’agro Nocerino-Sarnese; in Calabria vi erano oltre 800.000 ovini e circa 30 attività industriali nel mondo dei filati. (rcz)

CATANZARO – Si presenta il libro “Storia senza Eroi”

Giovedì 13 febbraio, alla Camera di Commercio di Catanzaro, sarà presentato il libro “Storia Senza eroi” di Piero Marrazzo, giornalista ed ex presidente della Regione Lazio.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Ande del capoluogo calabrese presieduta dall’avvocato Roberta Porcelli.

All’evento, che in precedenza è stato rinviato, sono previsti gli interventi del presidente della Camera di Commercio Pietro Falbo,  del sindaco Nicola Fiorita e, naturalmente, della presidente dell’Ande Roberta Porcelli.

Previsto un interessante dialogo con l’autore insieme ai giornalisti Annarosa Macrì ed Ennio Curcio.

“Storia senza eroi” racconta i giorni, le azioni, i ricordi di un uomo che ha vissuto una stagione fondamentale della politica italiana.

«L’associazione – ha  dichiarato l’avvocato Roberta Porcelli,  presidente di Ande Catanzaro –  vuole  fortemente  questo incontro,  innanzitutto perché è sempre importante ascoltare la  voce di chi ha vissuto in prima persona una triste pagina di cronaca politica del nostro Paese; una vicenda privata diventata un “caso politico”; conoscere la sua  verità, cercare di capire; e poi, perché la storia suscita  riflessioni profonde su libertà, discriminazioni, diritti  oltreché sul rapporto tra stampa, politica e giustizia».

Il fondatore e presidente del Premio Mar Jonio, Luigi Stanizzi, ha più volte messo in rilievo il prezioso e costante lavoro culturale portato avanti dall’Ande, presieduta da Roberta Porcelli, pioniera nell’intercettare tematiche di grande attualità e complessità.  (rcz)

A Catanzaro il roadshow di Unindustria sul bando per Pmi

Domani pomeriggio, a Catanzaro, alle 15, nella sede di Via Eroi 1799, 23, partirà il roadshow di Unindustria Calabria per presentare e illustrare agli imprenditori calabresi il bando “Voucher per la transizione digitale della Pmi”.

All’incontro, assieme al presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara  e al vicepresidente della Regione, Filippo Pietropaolo, che apriranno i lavori illustrando la misura, sono previsti gli interventi di Fortunato Amarelli, presidente di Digital Innovation Hub Calabria, e Gianluigi Greco, direttore del Dipartimento di Informatica e Matematica dell’Unical e presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale. La seduta è aperta al dibattito e alle domande degli imprenditori.

La misura, presentata alla stampa nei giorni scorsi dal vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Pietropaolo, è stata realizzata anche con la collaborazione di Unindustria Calabria ed è attualmente pubblicata in “pre-informazione”: «Come avevamo annunciato assieme al vicepresidente, Unindustria intende diffondere capillarmente le informazioni circa lo strumento appena definito dalla Giunta regionale, per favorire e facilitare la transizione digitale e quindi l’evoluzione delle Pmi calabresi», ha spiegato Ferrara.

«Lo faremo con una serie di incontri ad hoc sul territorio – ha proseguito –partendo dal capoluogo di regione. È forte l’interesse delle aziende circa le possibilità offerte dal bando e lo stesso è stato tarato proprio sulle richieste che dalle imprese sono giunte, ma ora è necessario spiegare nel dettaglio lo strumento così che le imprese possano prepararsi al meglio per assorbire tutte le risorse disponibili nella maniera più efficace ed efficiente». (rcz)

CATANZARO – Formalizzato l’acquisto del Centro per l’impiego a Piazza Le Pera

L’Amministrazione comunale ha, formalmente, acquisito da quella Provinciale la proprietà dell’immobile di piazza Le Pera destinato ad accogliere la nuova sede del Centro per l’Impiego.

È giunto così a compimento l’articolato percorso compiuto da Palazzo De Nobili per raggiungere uno dei primi obiettivi che si era dato il governo cittadino, guidato dal sindaco Nicola Fiorita.
«Raccogliamo i frutti di un lungo e complesso lavoro – ha commentato Fiorita – che abbiamo portato avanti con convinzione perché si tratta di uno degli interventi più significativi della nostra strategia per il rilancio del centro storico».
«Il CPI in piazza Le Pera – ha spiegato – significa un flusso quotidiano di persone rilevante, visti i compiti e le competenze di quegli uffici in materia di lavoro. Un flusso di utenti che, associato a quello dei dipendenti attuali e futuri in virtù del potenziamento in atto, ci aspettiamo si traduca in linfa vitale per il cuore della città. Il CPI infatti sarà facilmente raggiungibile grazie al pieno rientro in funzione della funicolare».
«Perfezionato l’acquisto dell’immobile – ha aggiunto il sindaco – ora potremo procedere ai lavori di adeguamento funzionali di cui la struttura necessita e per i quali disponiamo sia del progetto, sia dei fondi necessari, ottenuti grazie a una positiva sinergia con la Regione, che ci ha consentito di portare a quasi due milioni e mezzo di euro le risorse totali, disponibili per l’intera operazione. Il nostro impegno sul centro storico continua dunque a essere incessante e voglio ricordare che l’intervento relativo alla nuova sede del CPI si aggiunge a quelli in atto per il Complesso San Giovanni, destinato a diventare luogo di una co-progettazione innovativa, per la rinnovata Galleria Mancuso, per la riapertura di Palazzo Fazzari, destinato a favorire le attività di incontro, studio e lavoro dei giovani, per il restyling di Villa Margherita e per il ritorno alla piena fruibilità dell’Istituto Rossi».
«Non intendiamo rinunciare al rilancio del centro storico – ha concluso Fiorita – perché lo abbiamo promesso e rispetteremo l’impegno». (rcz)

A Catanzaro la lectio sull’essenza del Rotary di Vito Rosano

Nei giorni scorsi, a Catanzaro, al Museo Storico Militare, si è svolta una lectio magistralis  grande rilevanza, dal titolo “L’essenza del Rotary”, tenuta da Vito Rosano, Past Governatore Decano del Distretto Rotary 2102.

L’incontro si è aperto con i saluti della presidente del Rotary Club Catanzaro, Elena Grimaldi, e di Antonio Morelli, assistente del Governatore del Distretto Rotary 2102. L’introduzione alla lectio è stata affidata a Giovanni Petracca, past president del Rotary Club Catanzaro e coordinatore Azione per i Giovani Distretto Rotary 2102, che ha posto l’accento sull’importanza di eventi come questo, che stimolano una riflessione collettiva sui valori del Rotary e sul ruolo che ogni rotariano può ricoprire nella costruzione di una società migliore.

La figura di Vito Rosano, medico di spicco e punto di riferimento nel mondo rotariano, ha aggiunto ulteriore autorevolezza all’evento, offrendo un intervento che ha arricchito tutti i presenti, sia soci che non, con spunti di riflessione utili per un impegno ancora più forte verso il bene comune.

Nel suo intervento, Vito Rosano ha esaminato con grande attenzione uno degli aspetti cardine del Rotary: il servizio. Partendo dal motto rotariano “Servire al di sopra di ogni interesse personale”, Rosano ha illustrato come questo principio sia alla base dell’intero movimento, in quanto invita ogni rotariano a mettere il bene comune prima degli interessi individuali.

Secondo Rosano, il Rotary ha sempre avuto come obiettivo quello di contribuire al miglioramento delle comunità attraverso l’azione disinteressata dei suoi membri, promuovendo un mondo più giusto e inclusivo.

Il Past Governatore ha sottolineato come l’impegno dei rotariani, sia a livello locale che internazionale, abbia avuto un impatto significativo nella promozione della pace, dello sviluppo e dell’inclusione.

Ogni rotariano, quindi, è chiamato a svolgere un ruolo attivo per contribuire al miglioramento della società, mettendo in pratica il servizio come valore fondante e principio guida.

Un altro tema centrale della lectio è stato l’etica, cuore pulsante del Rotary. Rosano ha approfondito il significato della “Prova delle quattro domande”, uno strumento che ogni rotariano è chiamato a usare per orientare le proprie azioni verso la trasparenza, l’integrità e la giustizia.

La Prova, che consiste nel porsi quattro interrogativi fondamentali riguardanti l’onestà, la verità, la bontà e l’utilità di ogni azione, è una bussola etica che orienta i comportamenti dei rotariani nelle loro interazioni quotidiane, sia nel mondo del lavoro che nella vita sociale e personale.

Rosano ha enfatizzato l’importanza di applicare questi principi in ogni ambito della propria vita, ricordando che la trasparenza e l’onestà sono essenziali non solo nel contesto rotariano, ma anche per la costruzione di una società civile più forte e giusta. L’etica, dunque, si configura come il collante che unisce i membri del Rotary, dando loro la forza di agire in modo positivo e responsabile.

Secondo il Past Governatore, il Rotary rappresenta una vera e propria palestra per formare leader responsabili e consapevoli, in grado di affrontare le sfide della società moderna con competenza e integrità. Rosano ha sottolineato come «il Rotary, grazie alla sua struttura e alle opportunità di formazione offerte, sia un punto di riferimento per coloro che vogliono sviluppare le proprie capacità di leadership, imparando a prendere decisioni difficili in situazioni complesse».

Nel corso dell’evento, Vito Rosano ha evidenziato la centralità del Rotary come «un attore chiave nella costruzione di una coscienza civile collettiva, capace di discernere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è».

«Il Rotary – ha sottolineato ancora – non è solo un’associazione di servizi, ma un sistema di valori morali che si interseca con il tessuto sociale e culturale di ogni comunità. Il movimento rotariano, infatti, si trova oggi a dover affrontare le sfide della modernità, mantenendo saldo il proprio impegno a promuovere la pace, l’inclusione e il benessere collettivo».

Rosano ha esortato i presenti a non perdere di vista le radici del Rotary, ma al contempo «ad adattarlo alle nuove sfide della società, per continuare a svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere un cambiamento positivo nel mondo».

La necessità di preservare l’identità del Rotary, rimanendo fedeli ai suoi principi, è emersa come una questione cruciale per il futuro del movimento. (rcz)

CATANZARO – Venerdì incontro con Giuseppe Laterza

Venerdì 7 febbraio, a Catanzaro, alle 18, al Complesso Monumentale San Giovanni, si terrà l’incontro con Giuseppe Laterza, dal titolo Allungare lo sguardo. I libri tra idee e opinioni.

L’incontro, promosso nell’ambito del progetto Patto per la Lettura Catanzaro, rappresenta un’occasione di riflessione sulla funzione del libro come strumento di crescita culturale e dibattito pubblico. Sarà un momento di approfondimento e dialogo, rivolto a tutta la cittadinanza, sul valore della lettura e dell’editoria nel panorama attuale.
Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. Seguiranno gli interventi dell’assessora alla Cultura Donatella Monteverdi e dell’assessore all’Istruzione Nunzio Belcaro, che sottolineeranno l’importanza di iniziative culturali come questa per la crescita della comunità.

Sui resti del castello normanno-federiciano sorge il Complesso del San Giovanni di Catanzaro

di BRUNELLA GIACOBBEIl Complesso Monumentale del San Giovanni è un’opera ricca di storia e cultura. Situato in Piazza Garibaldi nel capoluogo di regione Catanzaro, esso sorge sui resti del castello normanno-federiciano che fu eretto nel XI secolo da Roberto il Guiscardo come simbolo del potere feudale.
Parzialmente distrutto nel XV secolo durante le lotte tra la popolazione locale e i governatori del tempo, furono recuperati i materiali e vennero riutilizzati per diverse costruzioni significative della città.

Tra questi la Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista e il convento dei Padri Teresiani. Il colle su cui sorge il castello, noto come “colle di San Giovanni”, è il più elevato dei tre colli che costituiscono il panorama cittadino catanzarese, confermando la posizione strategica dell’intera struttura.

Nel corso dei secoli, il complesso è stato destinato a molteplici utilizzi: nel 1589 la Congregazione dei Bianchi di Santa Croce ottenne il permesso di costruire un ospedale, mentre nel 1663 l’area fu destinata a convento per i Padri Teresiani. Successivamente, nel corso dei secoli, ospitò prima l’ospedale, poi le carceri, il convento ed anche gli uffici del Genio Militare.

Nel 1986 iniziarono invece i lavori di recupero del sito storico, quelli che avrebbero portato alla sua valorizzazione come centro culturale, che persiste tutt’oggi rappresentando in una delle sue parti, quella a sinistra della chiesa, uno dei più importanti musei del territorio. Nel 1998, a conclusione dei lavori, fu riaperto al pubblico con una mostra dedicata ad Andrea Cefaly che segnò l’inizio di una serie di eventi culturali di grande rilievo e di conseguenza inaugurando una nuova fase della sua storia, quella del Complesso Monumentale del San Giovanni.

Ad esempio il 1999 vide il prestigioso incontro con le opere di Mattia Preti, che consentì al complesso di essere considerato uno dei più importanti poli espositivi del sud Italia. La grande area espositiva è disposta su due piani, a cui si accede attraverso una suggestiva scalinata che conduce al cortile interno e alle numerose sale.
Oltre alla funzione culturale data dal museo, il sito ospita anche gli uffici dell’Assessorato alla Cultura, la Soprintendenza dei Beni Culturali e l’Archivio Storico Comunale “Emilia Zinzi”.

Fanno parte del complesso le suggestive gallerie sotterranee, un pezzo di storia molto importante per la città che conferma la storia relativa al Castello Normanno. Le gallerie, visitabili su prenotazione e accompagnate da guide che ne raccontano storia ed anedotti, si sono mantenute intatte e sono state fortunatamente mantenute in modo efficiente fornendo ai visitatori una visione unica della Catanzaro Sotterranea. Esse partono da Corso Mazzini a pochi passi dal complesso, e hanno diversi sbocchi tra cui Via Carlo V e lo stesso castello.

Forse non tutti sanno che tra gli elementi più significativi del complesso troviamo anche la fontana del Cavatore, una scultura bronzea realizzata da Giuseppe tra il 1951 e il 1954. E anche il grande piazzale panoramico in alto alle spalle della Chiesa del San Giovanni e la Torre di Carlo V, raggiungibile anche sai sotterranei durante le visite guidate e rimaneggiata nel corso del tempo.

Il Complesso Monumentale del San Giovanni rappresenta dunque un importante centro di cultura, storia e arte, erigendosi a tutti gli effetti come tra i più importanti simboli della città di Catanzaro. (bg)

CATANZARO – Martedì la proiezione del corto “La storia di Giangurgolo”

Martedì 4 febbraio, a Catanzaro, nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, sarà proiettato, in anteprima, il cortometraggio La storia di Giangurgolo. Maschera catanzarese”.

L’iniziativa, finanziata dall’ente camerale nell’ambito del programma “Turismo”, con la collaborazione dell’Associazione Linea Ionica, si inserisce nell’ambito dei progetti di promozione degli elementi di identità storico-culturale e del marketing turistico territoriale della città di Catanzaro.

L’anteprima della proiezione si terrà alla presenza del presidente della Camera di Commercio Catanzaro Crotone Vibo Valentia Pietro Falbo e dell’attore Enzo Colacino. È prevista inoltre la presenza del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, del direttore dell’Accademia di Bella Arti, Virgilio Piccari, del professore Luigi La Rosa, dello storico Salvatore Bullotta. Il cortometraggio è stato realizzato da Antonio Moniaci e con la collaborazione del Centro Coordinamento Maschere Italiane. 

In particolare, la storia di Giovanni Rota, in arte Giangurgolo, che il caso volle latore di un messaggio d’insurrezione contro il dominio spagnolo a Catanzaro, diventa strumento per il recupero della memoria storica e occasione di promozione turistica dell’identità culturale collettiva. 

Le avventure di Giangurgolo, poco note in città, tornarono infatti a prendere vita nel 2000 grazie ad una commedia messa in scena da Vittorio Sorrenti e dall’attore Enzo Colacino che da allora porta in giro per i carnevali italiani ed europei la maschera di Giangurgolo. Una storia oggi racchiusa nel cortometraggio promosso dalla Camera di Commercio. (rcz)