L’OPINIONE / Raffaele Mammoliti: L’attività legislativa del Cdx che non dà risposte alla Calabria

di RAFFAELE MAMMOLITIMentre la Calabria brucia, il mare è inquinato, arrivano i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe a completare il quadro. L’ultimo report offre risultati impietosi sul sistema sanitario regionale e sui servizi offerti ai cittadini. Una situazione generale di assoluta emergenza che lascia indifferente la maggioranza al governo della Calabria che continua a sfornare provvedimenti legislativi sicuramente utili, ma non certamente collegati alla priorità e all’emergenza di cui avrebbe bisogno la Calabria.

Questo governo regionale passerà alla storia per aver estinto una categoria come i forestali che hanno svolto un ruolo prezioso nella politica di tutela, presidio del territorio e rigenerazione del patrimonio forestale, che purtroppo rischia di essere devastato per incuria e per l’intransigente ostinazione del governo regionale che punta quasi esclusivamente a spegnere gli incendi piuttosto che a prevenirli. Non consentiremo oltre che si proceda in questa maniera e rilanceremo la nostra proposta che punta alla prevenzione attraverso il presidio del territorio con qualificate risorse umane e tecnologiche per valorizzare l’immenso patrimonio boschivo di cui dispone la Calabria. 

Relativamente alla sanità è preoccupante lo studio della fondazione Gimbe che dimostra come, nonostante qualche lieve miglioramento, la Calabria per le cure essenziali è completamente bocciata e inadempiente. In tale direzione promuoverò nei prossimi giorni un’iniziativa pubblica per meglio affrontare l’insieme delle criticità sanitarie in cui versa la nostra regione, specificatamente nel territorio vibonese che è il territorio nel quale la crisi del sistema sanitario regionale si manifesta in maniera più acuta.

Infine voglio ancora evidenziare come il Consiglio regionale continui a portare in aula provvedimenti senza il preventivo passaggio nelle Commissione competenti, mentre le proposte di legge da me depositate da oltre un anno, non sono state nemmeno calendarizzate. Un governo regionale che ha piegato così deplorevolmente il funzionamento delle istituzioni alla mera logica di maggioranza forse non si era mai visto in cinquant’anni di regionalismo. (rm)

[Raffaele Mammoliti è consigliere regionale del PD]

Il presidente Mancuso: Con mozione sull’età del consenso Consiglio regionale conferisce ai diritti dei minori la priorità dovuta

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha evidenziato come «votando la mozione sull’età del consenso, di iniziativa del consigliere Giuseppe Neri, il Consiglio regionale conferisce ai diritti dei minori la priorità dovuta, in un contesto sociale globale dove le certezze giuridiche acquisite nel corso di secolari lotte vengono quotidianamente inficiate».

Bambini e adolescenti – ha continuato il presidente Mancuso –hanno il diritto di essere percepiti e riconosciuti come tali ed è un esercizio di estrema gravità tendere ad abbassare sempre più l’età del consenso. Mi dico certo che quanto ratificato dal Consiglio è destinato a smuovere le acque su un argomento di portata planetaria, che vede i diritti dei minori minati seriamente alla base da quanti volendoli ‘più grandi’ si assumono responsabilità enormi».

«La Calabria guarda ai suoi bambini e adolescenti con attenzione – ha evidenziato – e guarda ai minori di tutto il mondo con la stessa sensibilità, come dimostra il quotidiano e proficuo lavoro del Garante per l’infanzia e l’adolescenza Antonio Marziale. E tutti insieme, lontani da steccati ideologici, lavoreremo affinché la mozione approvata dall’Assemblea legislativa regionale diventi pietra miliare nella necessaria opera di ricostruzione dei diritti dei minori». (rrc)

Polo museale di Crotone-Capo Colonna, in Consiglio regionale la mozione Lo Schiavo-Talerico per l’Autonomia speciale

Alla prossima seduta del Consiglio regionale, in programma il 25 luglio, sarà discussa la mozione dei consiglieri Antonio Lo SchiavoAntonello Talerico sull’Autonomia speciale per il Polo museale di Crotone-Capo Colonna.

Attraverso tale mozione i promotori chiedono alla massima assemblea regionale di impegnare formalmente la Giunta regionale a promuovere l’assegnazione di “Autonomia speciale al Museo archeologico nazionale di Crotone ed al Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna”, attraverso una richiesta rivolta alla Direzione regionale musei e quindi al ministero della Cultura.

Nel testo del documento si cita anche il possibile accorpamento del Parco archeologico di Capo Colonna a quello di Sibari, cui potrebbe seguire la soppressione della Soprintendenza Abap di Catanzaro e Crotone.

Entrambe eventualità da scongiurare a parere di Lo Schiavo e Talerico che, altresì, evidenziano l’importanza del Polo museale crotonese chiedendone, appunto, il riconoscimento dell’Autonomia speciale sostenendo così l’analoga iniziativa assunta dal Consiglio comunale pitagorico.

Alla base della richiesta vi sono anche, ricordano i due esponenti di Palazzo Campanella, le gravi criticità gestionali che «evidenziano la situazione di degrado in cui versa in particolare il Parco di Capo Colonna, caratterizzata dalla proliferazione a dir poco invasiva della vegetazione; la stessa circostanza -– aggiungono – si registra nell’area spettacoli (teatro), localizzata dietro il museo, e nel Giardino di Hera, interno alla struttura museale, impraticabili per la presenza di vegetazione esageratamente alta».

Quindi, si fa presente che «l’inquadramento amministrativo dei musei pitagorici determina una competenza diretta per quanto attiene interventi di manutenzione, anche ordinaria, alla Direzione regionale musei Calabria; questo status di dipendenza organizzativa mal si concilia con le esigenze di tutela del patrimonio archeologico di uno dei siti più importanti del Meridione ed è pertanto necessario adoperarsi per porre rimedio alle carenze organizzative dei musei e di manutenzione del Parco archeologico».

Per Lo Schiavo e Talerico «scenari positivi, viceversa, potrebbero realizzarsi con il conferimento dell’autonomia, pienamente crotonese, per il Parco e i Musei e le strutture già annesse come la Fortezza di Le Castella, anche in considerazione degli sforzi di natura finanziaria e progettuale che attualmente sono in itinere».

I componenti del Gruppo misto ricordano, infine, che «ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del Decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, ‘gli istituti e luoghi della cultura statali e gli uffici competenti su complessi di beni distinti da eccezionale valore archeologico, storico, artistico o architettonico, possono essere trasformati in soprintendenze dotate di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nel rispetto delle dotazioni organiche’».

«Il Museo archeologico nazionale di Crotone ed il Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna – hanno concluso – rientrano senza dubbio tra i luoghi della cultura indicati dalla norma». (rrc)

L’Osservatorio regionale sulla violenza di genere incontra Mancuso: Sostenere donne in difficoltà

La coordinatrice dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, Giusy Pino, ha incontrato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, per esporre le iniziative su cui l’Osservatorio sta intensamente lavorando.

Insieme alla coordinatrice Pino, presenti  le altre componenti e gli esperti dell’Osservatorio: la dott.ssa Isolina Mantelli, l’avv. Lucia Lipari, il dott. Luca Lanzino, il dott. Pasquale Ciurleo, la dott.ssa Francesca Mallamaci, la dott.ssa Anna De Gaio, il dott. Antonio Gioiello, l’avv. Annamaria Curia.

In particolare, l’Osservatorio sta lavorando agli Stati Generali contro la violenza di genere, che si terranno per la prima volta a Reggio Calabria, a ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, e che sarà illustrato alla stampa dopo l’estate.

Oggetto del confronto anche l’esigenza di garantire un’adeguata autonomia abitativa ed economica alle donne vittime di violenza. Dal costante confronto con le donne e con i centri e reti antiviolenza emerge, infatti, che la questione alloggiativa rientri tra i nodi da sciogliere per consentire la fuoriuscita delle donne, e delle madri con figli minori, dal nucleo familiare viziato e dalla spirale del partner maltrattante. Fondamentale, in tal senso, appaiono gli strumenti di welfare che le accompagnino nei percorsi di libertà e autonomia.

«Avere un sostegno immediato e concreto, è essenziale – ha sottolineato l’avv. Pino – per le vittime di violenza domestica prive di risorse economiche, poiché le aiuta a maturare la decisione di allontanarsi dal contesto familiare abusante e di intraprendere un percorso di emancipazione e ricostruzione di una vita libera dalla violenza».

«Dunque – ha continuato – l’affrancamento delle donne dall’esperienza di violenza va sostenuto con forza e deve prevedere soluzioni abitative adeguate. Fondamentale è pertanto la sinergia e la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nell’assistenza alle donne vittime di violenza, soggetti istituzionali e sociali, e di cui l’Osservatorio si propone di essere anello di congiunzione, con l’obbiettivo di ottenere tutele crescenti per le donne, partendo dall’esigenza alloggiativa». 

A tal proposito, il presidente Mancuso ha immediatamente fissato a una delegazione dell’Osservatorio un appuntamento col commissario dell’Aterp Paolo Petrolo, per mercoledì prossimo, «al fine di discutere delle modalità operative attraverso cui potere offrire interventi logistici sicuri che prevedano la programmatica sistematizzazione delle donne e dei minori e il recupero di una quotidianità scevra da abusi».

«Va apprezzato il metodo di lavoro dell’Osservatorio contro la violenza di genere, – ha evidenziato – teso a fronteggiare la gravità della problematica con un approccio concreto e propositivo, in stretta sinergia con le linee programmatiche della Regione».

«In Calabria, dove i numeri sulla violenza alle donne sono allarmanti – ha concluso – è necessario adoperarsi concretamente per sostenere la cultura della legalità, realizzando un sistema di protezione radicato nei territori. Dal potenziamento della rete dei centri antiviolenza, all’aumento delle case rifugio, all’attivazione in tutti gli ospedali dei percorsi rosa per le donne vittime di violenza». (rrc)

La consigliera Straface: Approvata in Commissione proposta di legge su proroga delle graduatorie del SSN

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che è stata approvata in Commissione Sanità la proposta di legge sulla proroga delle graduatorie del SSN.

«È nota a tutti la ormai cronica di carenza di personale dipendente nelle strutture sanitarie calabresi e sono altresì note le esigenze di potenziamento degli organici di ruolo, che sono oggetto di attenzione da parte del Presidente Roberto Occhiuto – ha detto Straface – e su cui si sta cercando di intervenire anche attraverso l’immissione dei medici cubani negli ospedali».

«Si tratta di un provvedimento importante che rimarca la volontà del Presidente Occhiuto, che ricopre il ruolo di Commissario della Sanità Regionale, di proseguire nel percorso di riordino e riorganizzazione della sanità calabrese», ha detto Straface, spiegando che «nello specifico la proroga riguarda la graduatoria degli OSS pubblicata nel 2021 e in scadenza alla fine di luglio 2023, e quella degli Infermieri in scadenza a dicembre».

«Grazie a queste proroghe si apre la possibilità per le Aziende Sanitarie Regionali di poter attingere nell’immediato e direttamente – ha concluso – dalle graduatorie esistenti senza dover attendere le procedure e le lungaggini burocratiche che servono a bandire nuovi concorsi. Un risparmio di tempo importante che consentirebbe di riempire in tempo reale le carenze di personale con ricadute positive in termini di prestazioni delle strutture ospedaliere e di mantenimento dei livelli occupazionali». (rrc)

Aggiudicato il rifacimento dell’Auditorium Nicola Calipari. La soddisfazione di Mancuso

È “Speri Società di ingegneria S.r.l.” con sede a Roma il primo classificato della graduatoria del concorso (bandito dal Consiglio regionale della Calabria) di progettazione per il rifacimento dell’“Auditorium Nicola Calipari” e delle aree di pertinenza.

Con determinazione del Settore tecnico n. 432 del 17/07/2023è stata infatti approvata la graduatoria e la proposta di aggiudicazione, alla quale seguirà l’aggiudicazione definitiva, una volta esperite le verifiche di legge. A passo spedito la procedura per la ricostruzione dell’infrastruttura il cui tetto è improvvisamente crollato il 31 luglio 2020.

Dopo la pubblicazione del bando di progettazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (marzo 2023), sono pervenute cinque proposte. La seconda e la terza riceveranno il premio previsto dall’avviso, mentre alla prima della graduatoria stilata dalla commissione di esperti, oltre al compenso stabilito, sarà affidato il compito di portare avanti le successive fasi progettuali.

A conclusione delle procedure di concorso, l’Ente acquisisce il progetto con livello di approfondimento pari a quello di un “Progetto di fattibilità tecnica ed economica”. Avanza, dunque, il cronoprogramma pianificato dal Settore tecnico di Palazzo Campanella guidato dall’architetto Gianmarco Plastino. A seguito della definizione delle varie fasi di progettazione, potranno essere avviati i cantieri che porteranno alla conclusione dei lavori prevista per il 2025.

Nelle prossime settimane, Palazzo Campanella promuoverà un evento pubblico, per illustrare la proposta progettuale vincitrice del concorso di idee e per rendere note le modalità con cui l’“Auditorium Nicola Calipari”, inaugurato dal premier Silvio Berlusconi a marzo 2005, sarà rimesso in funzione.

Saldo nella convinzione che occorra ridare all’Assemblea legislativa calabrese un’infrastruttura con 600 posti a sedere, il presidente Filippo Mancuso ha commentato: «Con l’Ufficio di Presidenza del Consiglio abbiamo inteso, fin dall’insediamento, impegnarci a fondo per rendere possibile la ricostruzione di uno spazio pubblico come l’Auditorium Calipari che è stato, per tanti anni, punto di riferimento culturale e sociale per l’intera città metropolitana di Reggio e per la Calabria. Per questa finalità abbiamo stanziato, grazie ai conti in ordine del Consiglio regionale, una cifra complessiva pari a 12 milioni di euro. Auspico che, nel rispetto dei tempi indicati dagli uffici, possa finalmente rinascere un’infrastruttura alla quale intendiamo assicurare i più avanzati criteri architettonici, tecnologici e di ecosostenibilità». (rrc)

Intesa tra Consiglio regionale e Corecom per abbattere discriminazioni di genere nelle comunicazioni

Un protocollo per abbattere ogni tipo di discriminazione di genere nelle comunicazioni e nei media. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra il Consiglio Regionale della Calabria, la Commissione Pari Opportunità, il Comitato Regionale per le Comunicazioni e l’Ordine dei giornalisti della Regione Calabria.

l fine dell’accordo, firmato dal presidente Filippo Mancuso, dalla Presidente della Commissione Pari Opportunità Anna De Gaioe dal Vicepresidente Corecom, Mario Mazza, alla presenza del direttore Corecom Maurizio Priolo e del segretario, Pasquale Petrolo, è quello di promuovere la parità di genere e l’uguaglianza tra donne e uomini nel settore delle comunicazioni. L’Ordine dei giornalisti, presieduto da Giuseppe Soluri, ha sottoscritto l’intesa digitalmente certificando, quindi, il proprio importante contributo.

Il protocollo – che ha la durata sperimentale di due anni – intende promuovere nei media un’immagine equilibrata e plurale di donne e uomini, contrastando gli stereotipi di genere e favorire la conoscenza e la diffusione dei principi di uguaglianza, di pari opportunità e di valorizzazione delle differenze di genere.

Alle attività di sensibilizzazione sono affiancate azioni di monitoraggio e ricerca volte a individuare criticità e tendenze nelle attività di narrazione (storytelling) del maschile e del femminile, a prescindere dai mezzi e dai generi comunicativi.

Come previsto dall’articolo 1 del protocollo, i soggetti firmatari del presente Protocollo intendono promuovere modelli e messaggi comunicativi che: siano rispettosi della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna e della sua specificità ed identità, rappresentando realisticamente la molteplicità dei ruoli assunti dalle donne nella società; promuovano il principio di uguale rappresentanza di genere garantendo parità di accesso negli spazi informativi o di intrattenimento; utilizzino, tanto nei testi che nelle immagini, un linguaggio inclusivo e rispettoso dei generi; promuovano iniziative volte ad aumentare la presenza femminile nel settore delle comunicazioni; realizzino studi e ricerche sulla rappresentazione dei generi nei media, al fine di individuare eventuali discriminazioni di genere e proporre soluzioni concrete per superarle.

«Il protocollo d’intesa ha lo scopo di stabilire una collaborazione tra il Consiglio regionale della Calabria, la Commissione Pari Opportunità, il Comitato Regionale per le Comunicazioni e l’Ordine dei giornalisti della Regione Calabria, al fine di promuovere la parità di genere e l’uguaglianza tra donne e uomini nel settore delle comunicazioni – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso –. Ritengo che la sigla di questo importante documento abbia un doppio significato: prima di tutto riconosciamo la promozione della parità di genere come un dovere, e gli interlocutori chiamati a firmare si adoperano nel proprio ambito a perseguirla ed incentivarla. Ma il secondo significato è legato proprio all’importanza che dobbiamo dare al lavoro di questi organismi che, ciascuno per le proprie competenze, si battono per il rispetto della parità di genere».

La presidente della Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna, Anna De Gaio, ha spiegato che quella del protocollo è «una iniziativa che nasce per promuovere un linguaggio sul rispetto della dignità delle donne. La Commissione regionale pari opportunità si occupa a più livelli della promozione della parità di genere e dell’uguaglianza tra donne e uomini».

«Questo protocollo – ha aggiunto – è frutto di una grande sinergia tra Consiglio regionale, Corecom e Ordine dei giornalisti. Ci auguriamo che le donne sia rispettate e che siano il futuro di questa Calabria».

Di “giornata importante” ha parlato anche il vice presidente del Corecom, Mario Mazza, in rappresentanza del presidente Fulvio Scarpino, ricordando che «il Consiglio regionale ha stimolato la stesura di questo protocollo che aiuta a stabilire un principio di informazione corretta e di rispetto di quelle che sono le prerogative delle donne all’interno delle istituzioni. Chiaramente per fare questo bisogna fare una sinergia tra le istituzioni e divulgare anche attraverso mass media un nuovo metodo, un nuovo approccio al lavoro soprattutto ad un nuovo linguaggio rispetto alla tutela della parità di genere».

«Per fare questo – ha concluso Mazza – abbiamo la necessità di favorire un percorso di formazione che coinvolga più organismi nell’opera comune di sensibilizzazione di tutela dei diritti delle donne: le discriminazioni di genere vanno rimosse».

«Con la firma di questo protocollo si avvia una fase significativa per l’avvio di una serie di iniziative nel variegato mondo dell’informazione a tutela della parità di genere. Mondo dell’informazione che oggi non è più prerogativa dei media tradizionali – ha aggiunto il segretario del Corecom, Pasquale Petrolo – e quindi giornali, tv, radio, ma si è proiettato nella dimensione dei social e del web, alla ricerca di nuovi mondi tutti da scoprire quali il metaverso, l’intelligenza artificiale».

«Nuovi mondi, quindi, che presentano tante prospettive ma anche tante insidie — ha concluso – proprio perché sono da regolamentare. Noi, quindi, proprio partendo dai media tradizionali e proiettandoci in questa nuova dimensione vogliamo tutelare i soggetti più deboli e far sì, per quanto riguarda la parità di genere, che sia pienamente attuata». (rrc)

Il presidente Mancuso ha incontrato il Rettore della Bocconi Billari

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha incontrato il Rettore dell’Università Bocconi, Francesco Billari.

Presente, all’incontro, anche il consigliere regionale Antonio Billari, (che condivide con il suo omonimo le origini di Montebello Ionico, da cui il papà del Rettore emigrò a Milano nel 1951).

Diversi i temi toccati: Per il Rettore Billari, «considero positivamente la proposta di trasformare le attuali otto Zone ad economia speciale (Zes) in un’unica macroarea del Sud. E’ interessante l’approccio olistico dell’Europa per fare massa critica. Nella sfide globali è necessario unire le forze con una visione di sistema, considerando che occorre essere competitivi non tra di noi, ma con parti del mondo economicamente avanzate e tecnologicamente all’avanguardia. Realizzando tutto questo, il Sud ha la fondamentale possibilità di presentarsi compatto, aumentando così la propria attrattività».

Per il presidente Mancuso, invece, «il parere positivo della commissaria Ue per la concorrenza Margrethe Vestager all’unificazione delle Zes, è un’ottima notizia per le regioni del Sud e della Calabria. Va dato atto al ministro Fitto e al Governo guidato da Giorgia Meloni, di aver intrapreso una strada positiva nel percorso di riduzione dei gap di cui soffre il Mezzogiorno».

Il prof. Billari, ringraziando il presidente Mancuso per l’ospitalità, si è detto «fortemente emozionato» di ritornare nella sua terra d’origine, la Calabria. Sul sistema universitario ha aggiunto: «È fondamentale che sia coeso e solido, perché le zone di successo nella competizione mondiale hanno delle forti università e delle condizioni economiche privilegiate. Dobbiamo fare sistema, non si può andare verso il particolare».

«Durante l’incontro con un accademico dal curriculum prestigioso di una delle più ragguardevoli università d’Europa – ha spiegato il consigliere Billari –ci siamo intrattenuti su alcune delle criticità segnalate più volte dal prof. Billari: denatalità e desertificazione demografica, che affliggono l’Italia e la Calabria e incidono anche sulla quantità di talenti di cui il paese e il Mezzogiorno hanno necessità, per fronteggiare le sfide della transizione digitale ed ecologica».

Il presidente Mancuso, a conclusione della conversazione, ha donato al prof. Billari il volume ‘Terzo Regno’, presentato all’ultima edizione del Salone del libro di Torino.

«È un libro fotografico – ha spiegato – che si avvale di cinque scritti specialistici su cinque giganti della cultura mondiale: Pitagora, Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, Telesio e Campanella».

«Un volume – ha concluso – che invita ad andare oltre gli stereotipi e i pregiudizi sulla Calabria. E a guardare, con l’attenzione dovuta, al suo millenario patrimonio di civiltà e alle innovative proposte culturali dei nostri giorni».

Il prof. Billari, poi, ha incontrato il gruppo del Pd in Consiglio regionale. Presente, anche, il senatore e segretario regionale del Partito, Nicola Irto.

L’occasione è stata utile per un ampio confronto sul sistema universitario della Calabria e sulle sue criticità che, in questo momento, riguardano soprattutto gli Atenei di Catanzaro e Reggio Calabria, mentre Cosenza continua a mantenersi molto attrattiva.

I consiglieri del Pd hanno chiesto al Rettore di valutare la possibilità di collaborazioni future, soprattutto nell’ambito della ricerca, in maniera tale che possa essere rafforzata l’offerta formativa delle Università della Calabria.

Positiva la risposta del Rettore che ha garantito il proprio impegno in tal senso e che saranno prese in considerazione tutte le possibilità per future collaborazioni tra Università.

L’incontro si è poi concluso dopo una breve visita del rettore all’Aula del Consiglio regionale Franco Fortugno e un breve scambio di opinioni sulle tante criticità della Calabria e le sue enormi potenzialità che dovrebbero essere sfruttate al meglio.

Il gruppo del Pd manterrà adesso alta l’attenzione sull’offerta formativa messa in campo dalle Università calabresi, provando a rafforzarla anche attraverso nuove collaborazioni con le altre realtà italiane, cominciando proprio da quella assai prestigiosa della Bocconi. (rrc)

Tavernise (M5S): Occhiuto inizi a lavorare seriamente per la nostra terra

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha evidenziato come «la dichiarazione del Presidente Roberto Occhiuto con la quale smentisce le voci di una sua candidatura alle prossime elezioni Europee, sembra quasi una minaccia per chi, come me, segue da vicino il suo modo di fare politica».

«Un modo di fare politica – ha aggiunto – che si gioca tutto sulla propaganda, tralasciando gli aspetti più importanti del fare, come la risoluzione dei problemi reali dei calabresi. È una constatazione ormai comune appurare che tra il dire social del Governatore e tutto il resto c’è di mezzo il mare, purtroppo anche sporco, così come registrato dai bagnanti in questo primo scorcio di estate calabrese».

«Il contrasto all’inquinamento del litorale, soprattutto sul Tirreno – ha proseguito – è uno dei tanti aspetti che caratterizza in negativo l’azione politica di Occhiuto. Ma la lista è lunga e trova la sua massima espressione nella fallimentare costituzione di Azienda Zero e dei tanti problemi che sta causando ad una Sanità già di suo disastrata».

«Continuiamo a sostenere che il presidente della Giunta, nonché Commissario della Sanità – ha concluso – ha avocato a sé troppe deleghe. Sei per l’esattezza: Sanità, Turismo, Ambiente, Infrastrutture, Lavori pubblici, Programmazione comunitaria. E siamo convinti che il suo essere accentratore stia bloccando di fatto la nostra Regione. Se davvero non intende candidarsi alle Europee, gli consigliamo di creare una squadra che sblocchi questa situazione. Un consiglio disinteressato, che inoltriamo per il bene dei calabresi». (rrc)

Il consigliere Lo Schiavo: Mia proposta di legge su Cooperative di Comunità ferma da 15 mesi

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha denunciato come la sua proposta di legge sulle Cooperative di Comunità è ferma da 15 mesi, oltre al fatto che «non è mai arrivata in Terza commissione».

«Ci sono esperienze virtuose – ha detto – che si vanno replicando senza soluzione di continuità in tutta Italia. Forme di imprenditorialità associata e dal basso che spesso sopperiscono alla carenza di servizi territoriali, specie in materia di trasporti, servizi sociali e di assistenza, energia pulita, gestione dei beni culturali, dell’impiantistica sportiva e quant’altro. Forme d’impresa a carattere mutualistico che hanno il grande pregio di contrastare, direttamente e indirettamente, l’impoverimento e lo spopolamento dei centri minori e di favorire il recupero delle aree più degradate dei centri urbani».

«Mi riferisco alle Cooperative di comunità – ha spiegato Lo Schiavo –, modelli di innovazione sociale in cui i cittadini si organizzano per essere produttori e fruitori di beni o servizi, favorendo sinergie, occasioni di crescita e coesione all’interno del loro contesto di vita. E mentre in tutta Italia prende sempre più forma questo tipo d’impresa, con le rispettive legislazioni locali che sono intervenute per renderle organiche al tessuto produttivo e sociale, la Regione Calabria ancora una volta resta colpevolmente a guardare e si dimostra incapace di determinarsi, lasciando quanti si approcciano a tali attività nell’indeterminatezza».

«Eppure, non posso non segnalare, dal 4 aprile del 2022 – quindi da ben 15 mesi – giace nella segreteria dell’Assemblea regionale la mia Proposta di legge n. 52 sulla “Disciplina delle Cooperative di comunità”. Proposta che, si stenterà a credere, in tutto questo tempo non solo non è approdata alla discussione in aula ma non è neppure passata dalla Commissione competente per l’esame preliminare. In particolare, dalla Terza commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative, alla quale è stata assegnata – ha detto ancora –. Tale proposta, peraltro sostenuta e caldeggiata dalla principale confederazione del settore, ha trovato la positiva accoglienza delle organizzazioni di rappresentanza, di importanti istituzioni del mondo culturale, del mondo del terzo settore e finanche della Chiesa. Desta quindi stupore il fatto che, mentre le Commissioni e il Consiglio macinano proposte legislative a ciclo continuo, in larga parte provenienti dalla Giunta o dagli scranni della maggioranza, in ben 15 mesi non si sia trovato il tempo e il modo di calendarizzare la discussione su tale norma».

«Non posso quindi non segnalare – ha concluso – ai tanti che dal Terzo settore mi chiedono notizie sull’iter legislativo della Proposta di legge, tale incomprensibile atteggiamento di indifferenza. Mi auguro, allora, possa finalmente prevalere il buonsenso e che la proposta possa finalmente essere discussa. Se questo non dovesse avvenire non mi resterà che prendere atto di un ostruzionismo che non è a mio danno, ma dei tanti cittadini calabresi che credono nello strumento della cooperazione come arma per combattere lo spopolamento delle aree interne». (rrc)