Al Consiglio regionale l’iniziativa “Amati sempre” della Garante Regionale della Salute

Si intitola Amati sempre l’iniziativa in programma domani mattina, a Reggio, alle 9.30, al Polo Culturale “Mattia Preti” del Consiglio regionale e organizzata dall’Ufficio del Garante della Salute della Regione Calabria, guidato da Anna Maria Stanganelli.

Una iniziativa che ha già visto l’adesione di importanti personalità istituzionali: senatori, deputati, consiglieri regionali, sindaci e amministratori di tutti gli schieramenti, «perché la lotta ai tumori – viene sottolineato dal Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli – riguarda ciascuno di noi».

Amati sempre rappresenta un’occasione significativa per riunire medici, associazioni di pazienti e rappresentanti politici con l’obiettivo comune di combattere il cancro. 

«Solo attraverso un impegno congiunto e coordinato – ha dichiarato Anna Maria Stanganelli – sarà possibile fare progressi significativi nella prevenzione, nella cura e nella ricerca oncologica, migliorando così la qualità della vita dei pazienti e la loro speranza di guarigione.”

Attestati di compiacimento per la tavola rotonda sono pervenuti dalla Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, circostanza che conferma la rilevanza dell’evento. I lavori saranno preceduti dai saluti istituzionali di vari rappresentanti, tra cui il Presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso;  il Viceprefetto Vicario di Reggio Calabria, Maria Stefania Caracciolo; il Consigliere Metropolitano Giuseppe Giordano, in rappresentanza del sindaco Carmelo Versace; il Presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano; il Direttore Generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia e il Vicepresidente della Giunta Regionale, Giusy Princi.

Dopo gli interventi istituzionali del consigliere regionale Pasqualina Straface, Presidente della III Commissione Sanità, Attività sociali, culturali e formative; della deputata Simona Loizzo, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sanità e terapie digitali”, della senatrice Tilde Minasi, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Oncologia, prevenzione, ricerca e innovazione”, sono previsti i contributi del deputato Giovanni Arruzzolo, dei consiglieri regionali Domenico Giannetta e Giuseppe Mattiani.

Seguiranno gli interventi dei sindaci di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, di San Ferdinando, Luca Gaetano e di Gioia Tauro, Aldo Alessio. Tra i relatori vi saranno il medico Gianfranco Filippelli, Coordinatore della rete oncologica della regione Calabria e direttore U.O.C. di Oncologia P.O. di Paola; il prof. Vincenzo Adamo, ordinario di Oncologia Medica all’Università degli studi di Messina, nonché Coordinatore della rete oncologica della regione Sicilia e il dr. Giovanni Tripepi, Dirigente di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Reggio Calabria, nonché componente della rete oncologica e del Molecular Tumor Board della regione Calabria.

Hanno aderito e parteciperanno alla tavola rotonda anche autorevoli figure del settore medico e della ricerca oncologica, come il dr. Santo Caridi, il dr. Giuseppe D’Ascoli, la dott.ssa Francesca Liotta, il dr. Sandro Giuffrida, il prof. Pierosandro Tagliaferri, il Prof. Pierfrancesco Tassone, il dr. Vito Barbieri, il dr. Antonino Iaria, il dr. Antonio Caputo, il dr. Said Al Sayaad, la dott.ssa Maria Concetta Galati, la dott.ssa Rosalba Mandaglio, il dr. Pierpaolo Correale, la dott. Grazia Arena, la dott.ssa Serranò.

Durante la tavola rotonda, moderata e coordinata dalla Garante Stanganelli, si darà inoltre spazio alle testimonianze di persone che hanno affrontato la malattia o che hanno avuto esperienze dirette nella lotta contro il cancro. È il caso di Sergio Giannino Del Giudice, autore del libro “Amati sempre” curato dal dottor Ermanno Cribari, e di Luciano Gerardis, già Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria. La partecipazione attiva di associazioni di volontariato e organizzazioni come Favo (Federazione delle Associazioni di Volontariato di Oncologia), Europa Donna Italia, Salute Donna, Ail Reggio Calabria, LILT Cosenza conferma l’importanza della collaborazione tra il settore medico e le organizzazioni della società civile nella lotta contro il cancro.

All’evento hanno aderito anche le associazioni “Angela Serra”, “Compagnia delle stelle”; l’associazione “Nasi rossi”, “Oltre il confine”; Acmo “Ida Paonessa”, associazione “Grace”, “Vibo in rosa”; associazione “La Fenice”, Aistom Calabria, nonché il Comitato pari opportunità Regione Calabria e l’Osservatorio violenza di genere della regione Calabria. La tavola rotonda sarà trasmessa in diretta streaming, consentendo a un pubblico più ampio di partecipare e seguire gli interventi. (rrc) 

Bilanci Asp, Straface contro Bevacqua (PD): Dai dem dichiarazioni completamente errate

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha evidenziato come le dichiarazioni del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, in merito al bilancio delle Asp, siano «completamente errate e dimostrano una totale e completa mancanza di conoscenza del funzionamento delle procedure di bilancio».

«La notizia – ha aggiunto – è che finalmente dopo più di un decennio le ASP e le AO calabresi sono state in grado di adottare, e non di approvare, i propri bilanci che nei prossimi giorni diverranno oggetto di analisi da parte della Regione sentito il parere dei Collegi Sindacali. Questo vuol dire che i bilanci proposti saranno vagliati e potranno essere oggetto di variazioni. Nessuna creatività, dunque, ma passaggi amministrativi certi e controlli che daranno contezza di cifre e importi nel dettaglio e permetteranno di quantificare le risorse e i debiti in maniera chiara e obiettiva».

«Menzione a parte merita poi la questione delle addizionali regionali – ha spiegato – tirate in ballo da Bevacqua in maniera superficiale e insensata. L’esponente del PD dimentica infatti che grazie anche alle défaillances amministrative dei governi regionali di cui lui è stato parte ci troviamo sotto un commissariamento della sanità che controlla ogni singola voce e ogni singolo movimento economico pertanto il Presidente Occhiuto non ha nessuna discrezionalità nell’utilizzo delle somme provenienti dal tributo, che devono essere vagliate dal tavolo composto da Mef e Ministero della Salute e solo dopo un certo arco temporale di esercizio e previo parere favorevole possono eventualmente essere destinate ad interventi di qualsivoglia tipo».

«Bevacqua, dunque – ha concluso – non ha le idee molto chiare in merito, ma cerca evidentemente di scimmiottare i toni dei suoi alleati grillini buttandola sul populismo senza costrutto e senza riscontri di qualsivoglia natura». (rrc)

Per quanto riguarda il dato squisitamente politico, il capogruppo del PD in Consiglio Regionale ha tentato senza alcun risultato di minimizzare con termini anche abbastanza marcati il grande lavoro portato avanti da governo regionale di centrodestra che in un solo anno e mezzo è riuscito nell’intento di fare quello che per un decennio Bevacqua e i suoi non sono riusciti a fare in un decennio. A lui consigliamo, come già fatto nei giorni scorsi con la Bruni, di tenere un contegno silenzioso e magari di apprezzare il lavoro che il centrodestra regionale sta portando avanti in sinergia con il management sanitario che, ricordiamo ancora una volta, sta cercando di sopperire alle mancanze e ai danni fatti da Bevacqua e dalla sua compagine politica.

LA LETTERA / 30 Associazioni chiedono un alloggio per le donne vittime di violenza

Trenta Associazioni, in una lettera aperta ai Comuni calabresi, all’Anci, al Consiglio regionale della Calabria e all’Agenzia dei Beni confiscati, di attivarsi per trovare un alloggio per le donne vittime di violenza.

Una  donna maltrattata  “costretta”, per mancanza di alternative, a vivere con i figli minori in un appartamento sottostante a quello dell’ex marito violento che la vittima aveva regolarmente denunciato. Una situazione di grave rischio che aveva portato i servizi a valutare l’allontanamento dei minori per assicurare loro adeguata protezione.

Di questi giorni la situazione di cinque minori vittime di violenza assistita che si trovano a vivere con la madre in una sola stanza senza trovare, nemmeno dopo una estenuante ricerca,  disponibilità di qualche privato a dare in affitto  una abitazione. Un piccolo spaccato del nostro territorio  di una condizione in cui versano  in Italia ben 6 milioni 700mila donne e bambini  vittime di violenza, dove potere contare su un alloggio è il primo passo verso l’autonomia.

Diritto negato in calabria  dai Comuni nonostante  la legge della regione  n.20 del 2007.L’art. 7 della suddetta legge che statuisce in tema di “assistenza alloggiativa garantita”, così testualmente recita: «I Comuni, al fine di garantire adeguata assistenza alloggiativa alle donne, unitamente ai loro figli minori, che vengono a trovarsi nella necessità, adeguatamente documentata dagli operatori dei Centri antiviolenza e/o dagli operatori comunali, di abbandonare il proprio ambiente familiare e abitativo, in quanto vittime di violenze e abusi sessuali fisici o psicologici e che si trovano nell’impossibilità di rientrare nell’abitazione originaria, si avvalgono della riserva degli alloggi di cui all’articolo 31 della legge regionale 25 novembre 1996, n. 32».

Purtroppo, però, nonostante una precisa disposizione di legge, i Comuni calabresi, in palese violazione della stessa, continuano ad ignorare il dettato normativo anche a fronte di segnalazioni di urgenza spesso segnalate dalle forze. È superfluo ribadire la gravità delle violazioni di quelle previsioni normative finalizzate a tutelare la posizione della vittima di reati endofamiliari, nonché a scongiurare irreparabili tragedie familiari.

Peraltro, le  conseguenze di questi  mancati  interventi hanno ricadute importanti non solo per le vittime di violenza, ma anche sotto il profilo del sistema di protezione e di accoglienza delle donne con il paradosso che  le case rifugio e le case accoglienza che ospitano nell’emergenza le donne maltrattate, non potendo in molti casi dimetterle per mancanza di soluzioni abitative, registrano spesso una situazione di esaurimento dei posti e l’impossibilità di potere procedere a nuove accoglienze. Inoltre si registra a carico della regione uno spreco di risorse economiche rilevantissimo.

Serve, quindi, una assunzione di responsabilità immediata da parte dei Sindaci che sono chiamati a provvedere anche attraverso l’utilizzo dei beni confiscati, che, si ricorda, sono a pieno titolo parte del patrimonio di edilizia residenziale del Comune e della regione che a oltre sedici anni dalla legge 20 sul contrasto alla violenza di genere non ha provveduto ad aggiornarla e soprattutto a  finanziarla .

I soggetti promotori di questa lettera di denuncia chiedono:

  • Ai Comuni calabresi tramite anche l’Anci, il rispetto delle vigenti disposizioni di legge assegnando in via d’urgenza, a seguito di provvedimento giudiziario e/o di pubblica sicurezza, alloggi disponibili del patrimonio edilizio, compresi i beni confiscati e sequestrati a nuclei familiari composti da donne che abbiano subito violenza.
  • Al Consiglio regionale della Calabria di adottare delle norme legislative che rafforzino questo diritto dando seguito alle proposte di legge presentate sul tema per garantire alle donne vittime di violenza dei percorsi di autonomia abitativa, lavorativa e sociale.
  • Alla Agenzia dei beni Confiscati di attivare un tavolo tecnico per affrontare questa criticità

Si chiede, inoltre, che i consigli degli ordini degli avvocati della regione, nonché le diverse associazioni che si occupano della difesa dei diritti civili, di valutare la possibilità di attivare servizi di assistenza legale per tutte quelle donne vittime di violenza che chiedono il riconoscimento dei diritti previsti dalle norme vigenti. (rcz)

La consigliera Straface: Al via iter per nuova legge regionale sul registro tumore

La consigliera regionale Pasqualina Straface, ha depositato la proposta di legge regionale sul registro dei tumori. Questo disegno di legge va ad integrare e a rendere operativa, oltre ad allinearla alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, la norma di istituzione del Registro tumori della popolazione della Regione Calabria.

Fra le più importanti variazioni introdotte dalla nuova norma si registra la copertura dell’intero territorio regionale con l’istituzione dei registri presso le Aziende Sanitarie Provinciali di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia, che cessano di essere sub-articolazioni. Dopo l’entrata in vigore della legge ogni ASP avrà novanta giorni per individuare il responsabile del registro provinciale, il personale necessario e le procedure necessarie al corretto funzionamento dei Registri Provinciali.

Per quanto riguarda il Centro di Coordinamento regionale dei Registri Tumori viene allocato in capo al Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari con il Dirigente generale o un suo delegato vanno ad assumere le funzioni di Coordinatore del Centro. Questo Centro di Coordinamento assume il compito di monitorare e valutare l’operato di ogni registro provinciale proponendo soluzioni alle eventuali problematiche e azioni finalizzate al miglioramento della prevenzione, della diagnosi e della terapia della patologia oncologica nel territorio della Regione Calabria.

Il Centro di Coordinamento dovrà produrre una prima relazione entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge e poi relazionare successivamente con cadenza annuale sull’attività svolta.

«Finalmente rendiamo pienamente operativo il sistema regionale di Registro tumori – ha dichiarato Straface – uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla salute dei cittadini la cui funzionalità era ancora incerta e per diversi aspetti non allineata alle normative sulla tutela della privacy».

«Con questo intervento legislativo andiamo a fornire uno strumento che sarà in grado di incidere sulla programmazione sanitaria – ha concluso – sulle valutazioni di impatto ambientale, sull’implementazione di campagne di screening in specifiche aree geografiche in cui i dati saranno più rilevanti. Aggiungiamo un altro tassello alla riforma complessiva della sanità calabrese che questo governo regionale sta portando avanti per superare le criticità legate agli anni di commissariamento e per garantire ai nostri cittadini una qualità della vita migliore rispetto al passato». (rrc)

Billari su strada Bagnara-Solano : «Necessario intervenire, Città metropolitana ha bisogno di maggiori risorse»

«La città Metropolitana di Reggio Calabria ha la necessità di avere maggiori risorse per potenziare i collegamenti delle aree interne; l’arteria stradale che collega Bagnara a Solano è chiusa dopo un incendio che da giugno 2021 a causa di una caduta di massi dal costone roccioso sovrastante la Sp 19 ed è pertanto necessario un intervento che, ne sono certo, non tarderà ad arrivare dalla città metropolitana» queste le dichiarazioni del consigliere regionale Antonio Billari.

«Nonostante le buone pratiche amministrative messe in campo dalla Città metropolitana, in questi anni, per la messa in sicurezza, non solo di questa arteria, ma dell’intero territorio metropolitano, servono risorse importanti che ad oggi non sono nella disponibilità dell’ente , ed in casi come questi che ritorna prepotentemente in carica la questione delle funzioni. Non si può aspettare oltre, il sindaco e l’intero consiglio metropolitano devono essere padroni del loro destino, e lo potranno essere solo con il definitivo trasferimento delle deleghe che la legge assegna alle città metropolitane. È del tutto evidente che bloccando i trasporti nelle aree interne del nostro territorio si crea un disagio a tutta la popolazione residente che sia in termini di lavoro che in termini di turismo vengono pregiudicati» dichiara Billari.

«In queste settimane sto attivando tutta una serie di interlocuzioni – dichiara Billari – con le istituzioni delegate per fare in modo che si accelleri l’iter per la risoluzione definitiva di questa situazione. Chiedo alla città Metropolitana, consapevole degli sforzi fatti e dell’attenzione che da sempre rivolge alla nostra provincia, di intervenire per la definizione di questa problematica che attanaglia i nostri concittadini ma ,al tempo stesso, sarò al fianco dell’ente per farmi portavoce con il governo nazionale e regionale affinché implementi i trasferimenti statali verso le città Metropolitane nella necessità di potenziare al massimo il sistema di collegamento interno ed esterno alla nostra regione Calabria partendo proprio dalle aree interne». (rrc)

Domani si riunisce il Consiglio regionale: All’odg norme sul mercato del lavoro

Domani mattina, alle 12, si riunisce il Consiglio regionale.

Sei i punti all’ordine del giorno: Proposta di legge n. 176/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l’apprendimento permanente” – (Relatore: Consigliere Straface); Proposta di provvedimento amministrativo n. 124/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge regionale 5.4.2008 n. 8 “Riordino dell’organizzazione turistica regionale” – Approvazione proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2023/2025” – (Relatore: Consigliere Gentile).

Proposta di legge n. 131/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Ratifica dell’intesa tra le Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia in materia di governance del fenomeno migratorio e promozione di politiche di inclusione sociale e lavorativa della popolazione straniera” – (Relatore: Consigliere De Francesco); Proposta di legge n. 150/12^, di iniziativa dei Consiglieri regionali Mancuso e Fedele, recante: “Riconoscimento e sostegno del progetto «Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere»” – (Relatore: Consigliere Straface);   Proposta di legge n. 162/12^, di iniziativa dei Consiglieri regionali Straface, Gentile, Gallo, recante: “Riconoscimento del Carnevale di Castrovillari” – (Relatore: Consigliere Straface).

Proposta di provvedimento amministrativo n. 123/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2023-2025 dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal)” – (Relatore: Consigliere Montuoro). (rrc)

 

Tavernise (M5S) presenta tre proposte di legge su Agrinido, Agriasilo e contrasto a delocalizzazione

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha presentato tre proposte di legge «a costo zero per la Regione».

«Nello specifico – ha spiegato • si tratta di una proposta per l’istituzione di Agrinido e Agriasilo, un modello didattico innovativo che permette ai bambini di sviluppare conoscenze tattili ed esplorative nella natura. Gli agrinidi e gli agriasili si distinguono dai nidi e dagli asili tradizionali per il fatto di offrire servizi educativi nell’ambito di aziende agricole. Queste attività, oltre a costituire fonte integrativa di reddito per le imprese agricole, promuovono un ambiente didattico diverso e nuovi percorsi formativi in luoghi e spazi più belli per i bambini».

Altra iniziativa riguarda la legge sull’anti-delocalizzazione delle attività produttive, ovverosia limiti più stringenti per la delocalizzazione e la conseguente perdita di posti di lavoro, di quelle aziende che percepiscono finanziamenti regionali, così come già normato in Europa e nel Paese.

«L’ultima, ma non per importanza – ha detto ancora – proposta di legge è a tutela delle donne che soffrono di Dismenorrea e sono costrette ad assentarsi da scuola o da lavoro in quei giorni in cui i dolori sono insopportabili. Con questa iniziativa si cerca di promuovere iniziative formative e informative presso aziende e istituzioni per sensibilizzarle sulla tematica e favorire la promozione di azioni positive dirette alla creazione di condizioni migliorative per la salute delle donne affette da tale disturbo e al superamento delle disparità di trattamento, anche prevedendo incentivi per le imprese che introducono il congedo o lo smart, per i giorni interessati dal ciclo mestruale, come forma di welfare aziendale».

«Continuiamo a lavorare per rafforzare i diritti dei calabresi, tutelare la nostra Regione dagli affaristi, e per dare una nuova visione e altre opportunità formative alle nuove generazioni – ha spiegato Tavernise –. Spero che il presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, e il presidente del Consiglio Filippo Mancuso, insieme a tutta la maggioranza, colgano queste proposte come una opportunità e intendano calendarizzarle in tempi brevi. Sono convinto che le buone idee non hanno colori politici e che per affermarle si debba oltrepassare la singolarità dello schieramento politico».

«A tal proposito – ha aggiunto – vorrei ricordare al presidente Occhiuto che altre mie proposte sono state presentate e dimenticate nei cassetti della politica, come per esempio quella sul Personale sanitario imboscato, sulla Valorizzazione del verde urbano, sul Reddito energetico regionale, sulle Accessibilità dei disabili alle spiagge infine quella sulla Fusioni dei Comuni».

«Il mio auspicio – ha concluso il consigliere regionale – è che questa maggioranza colga le potenzialità di queste proposte che hanno l’unico scopo di migliorare al vita delle persone e il territorio in cui viviamo”.

I Sistemi Bibliotecari alla Terza Commissione: Le nostre proposte per invertire tendenza negativa del settore

I Sistemi Bibliotecari regionali, rappresentati dai Sistemi Bibliotecari Lametino, Vibonese, Silano e Jonico, hanno presentato alla Terza Commissione “Sanità, Attività sociali, culturali e formative” del Consiglio Regionale della Calabria, delle concrete proposte che valgano ad invertire la tendenza negativa e ad aprire un nuovo percorso di crescita dei servizi ai cittadini.

Un’occasione, l’audizione del 15 giugno, per affrontare in maniera sistematica le numerose criticità delle biblioteche calabresi e per proporre prime soluzioni miranti a riportare la lettura, i servizi di prestito bibliotecario e le connesse attività culturali al centro dell’attenzione del legislatore. Da qui le proposte per invertire una tendenza negativa.

  1. La Regione deve garantire annualmente un contributo adeguato ai Sistemi per le spese relative alla organizzazione e alla realizzazione dei servizi essenziali, così come esplicitamente stabilito dalla legge regionale sulle biblioteche, la L.R. n. 17/85 (Art. 14 comma 7: “Le spese relative alla organizzazione e alla realizzazione dei servizi dei centri dei sistemi bibliotecari sono sostenute per intero dalla Regione.”);
  2. Occorre avviare un processo per il distacco di personale regionale presso i Sistemi che rimpiazzi i dipendenti regionali andati in pensione, lasciando in tali strutture solo personale volontario e giovani in servizio civile. È di tutta evidenza che simili servizi non possono essere resi in maniera adeguata senza personale strutturato e in pianta stabile;
  3. La Regione dovrà sostenere il potenziamento del Polo Calabrese del Servizio Bibliotecario Regionale, l’infrastruttura telematica che mette in rete il patrimonio di tutte le biblioteche collegate, rende possibile la catalogazione digitale ed il prestito librario. Occorre potenziare i servizi ed acquistare ulteriori licenze d’uso del software per permettere l’ingresso nella rete regionale alle decine di biblioteche comunali che da tempo ne hanno fatto richiesta, finora inutilmente.

L’incontro, aperto da un’ampia introduzione della presidente della Commissione, Pasqualina Straface, ha visto gli interventi dei presidenti dei Sistemi, primo dei quali il dott. Vincenzo Maesano, presidente del Sistema Bibliotecario Jonico, che hanno rappresentato l’attuale situazione di grave difficoltà del settore.

Il settore delle biblioteche pubbliche e dei Sistemi Bibliotecari nella nostra regione versa da anni ormai in una situazione di grande sofferenza a causa della riduzione di anno in anno dei finanziamenti  regionali, della contrazione del personale dovuta al mancato turn over, della mancanza di una programmazione regionale a medio – lungo termine che ne stimoli e sostenga lo sviluppo favorendo il rinnovamento delle collezioni, la collaborazione territoriale con il sostegno ai sistemi bibliotecari territoriali, l’apertura di nuovi servizi in linea con le mutate esigenze degli utenti.

Basti ricordare che al Sud la quota di lettori scende al 27,9% rispetto al 48% del Nord; Considerando l’accesso ai libri in formato digitale, il tradizionale digital divide territoriale che differenzia il Nord e il Sud Italia sembra aumentare; in  Calabria più di 2 bambini e adolescenti su 3 non hanno letto libri nell’ultimo anno. Analogamente recenti ricerche denunciano il dilagare in Calabria della “povertà educativa”. Le stesse indagini segnalano come la scarsa propensione alla lettura sia fortemente correlata all’assenza sul territorio di biblioteche di base: luoghi del welfare aventi funzione di stimolare e sostenere nei cittadini l’abitudine alla lettura, fornendo adeguati servizi.

I bassi livelli di lettura si dimostrano dunque in necessaria correlazione con la debolezza delle infrastrutture culturali delineando i tratti di una specifica “questione meridionale” che procura la privazione per diversi milioni di cittadini del diritto fondamentale di accesso al sapere e alla cultura a cui le moderne biblioteche rispondono.

Il dibattito che è seguito ha visto gli interventi dei consiglieri  Pietro Raso e Amalia Bruni, vicepresidente della Commissione. Entrambi hanno sottolineato come i  sistemi bibliotecari in Calabria svolgono un costante e pregevole lavoro a beneficio della collettività. Al di là delle attività puramente culturali, garantiscono alle nostre comunità spazi e attività di aggregazione. 

La dott.ssa Bruni ha inoltre sottolineato come «Anche nei territori difficili dove talvolta scarseggiano strumenti di socializzazione e nelle aree in cui è alto il tasso di dispersione scolastica, i sistemi bibliotecari diventano l’unico barlume di speranza nel percorso formativo dei nostri giovani. Pur non beneficiando di adeguate risorse economiche, sono stati capaci – nel corso degli anni – di implementare una rete di volontari e sostenitori con cui si impegnano quotidianamente ad assicurare formazione e interventi sociali».

L’auspicio di tutta la Commissione è stato che il Tavolo tecnico di recente istituito dalla Regione Calabria, su sollecitazione della vicepresidente Giuseppina Princi, riesca ad attuare una riforma del sistema confacente ai bisogni di tali poli culturali, affinché siano messi nelle condizioni di continuare a rappresentare un punto di forza dell’offerta di welfare culturale sul territorio calabrese. (rrc)

Frecciarossa Sibari-Bolzano, Tavernise (M5S): Inaccettabili i disservizi, Regione intervenga

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha presentato una interrogazione al presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, in merito alle «mancate coincidenze tra il Frecciarossa Sibari-Bolzano e i treni-navetta che dovrebbero servirlo».

Il nodo da risolvere è quello dei disagi vissuti da viaggiatori e pendolari per un servizio che non sempre rispetta lo scopo per cui è stato creato, ossia garantire la coincidenza con il solo treno veloce che si spinge sulla tratta Ionica e che può assicurare un collegamento con il resto dell’Italia.
«Con un accordo stipulato nell’aprile 2021 tra l’Autorità Regionale dei Trasporti della Calabria e Trenitalia, la Regione Calabria ha istituito un servizio treno-navetta da e per Sibari per garantire le coincidenze – ha spiegato Tavernise – e per questo motivo finanzia una coppia di treni. La coppia di treni regionali come anche le navette sostitutive, che raccolgono i viaggiatori dal crotonese e dal basso ionio da Crotone verso Sibari e sulla tratta inversa, in coincidenza con le partenze e gli arrivi della suddetta Freccia, sono spesso in ritardo al mattino, facendo perdere la coincidenza, e non attendono l’arrivo della Freccia in stazione alla sera, in caso di ritardo del treno veloce, partendo puntuali e assolutamente vuoti e creando ovviamente disagi e disservizi enormi per quei cittadini che viaggiano per questioni di salute, lavoro e studio».
«L’ultimo grave caso – ha ricordato Tavernise – si è verificato sabato 17 giugno, quando il Frecciarossa FR8519 è arrivato nella stazione di Sibari con 38 minuti di ritardo, alle 23:09. I 50 viaggiatori che avrebbero dovuto proseguire verso Sud non hanno trovato, però, nessuna coincidenza né servizi sostitutivi. Il treno regionale REG12979 delle 22:41 era infatti già partito, in perfetto orario ma vuoto, da Sibari e anche il bus sostitutivo fuori dalla stazione aveva preso la strada verso Crotone. Ma sono tante anche le segnalazioni dell’arrivo in ritardo, la mattina, dell’altro treno regionale REG5646 che non riesce sempre a giungere a Sibari prima della partenza del Frecciarossa».
«Tutto ciò non è accettabile. Non è pensabile che dei viaggiatori possano perdere la coincidenza con il Frecciarossa la mattina per andare a Salerno, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Verona, Rovereto e Trento oppure rimanere ferme nello spiazzale della stazione di Sibari fino a tarda notte cercando di capire come fare per tornare a casa. Per questo motivo mi auguro – ha concluso il consigliere – che la Regione possa intervenire nell’immediato per far rispettare la convenzione, evitando i continui disagi patiti dai viaggiatori e pendolari della costa ionica e parallelamente per favorire lo sviluppo sociale, turistico ed economico di una zona così vasta e fondamentale della Calabria». (rrc)

Sanità, Tavernise e Baldino (M5S): Tanti soldi dallo Stato e nessun servizio dalla Regione

Il consigliere regionale del M5s, Davide Tavernise e la deputata del M5S hanno denunciato come «la situazione della sanità calabrese continua a precipitare negli abissi. Qualche giorno fa il governo nazionale ha reso noti i dati del monitoraggio dei Lea. Neanche a dirlo la Calabria è l’unica regione che continua ad essere insufficiente in tutte e tre le macroaree Lea (Distrettuale, Prevenzione e Ospedaliera) con un punteggio inferiore a 60, quello della sufficienza».

«È impietoso, poi – hanno aggiunto – il verbale che riassume la riunione del 21 marzo scorso tra i ministeri interessati e la regione Calabria per la verifica degli adempimenti regionali in materia di sanità. Nel IV trimestre 2022 la nostra regione ha registrato ben 140 milioni di euro non spesi per migliorare proprio i servizi sanitari regionali».

«Tutto questo – hanno detto – nonostante due decreti Calabria e risorse ad hoc messe a disposizione dallo Stato per aiutare la Calabria ad uscire dal piano di rientro. Il bollino nero sulla nostra sanità ha dunque gravissime responsabilità politiche regionali che vanno affrontate. La stesso tavolo Adduce allunga l’ipotesi di commissariamento di Occhiuto in caso di continua inerzia. Saremmo al commissariamento del commissario e tanto la dice lunga sull’inefficienza dell’azione regionale in materia sanitaria».

«Ricorda, infatti –  hanno proseguito – il tavolo ministeriale come la rimozione di provvedimenti regionali in contrasto con il piano di rientro costituisce un punto del mandato commissariale e che se non si provvede a rimuoverli o modificarli sarà il Consiglio dei Ministri ad adottare le necessarie misure, anche normative. Tra le leggi incriminate quella su Azienda zero presentata come soluzione è problema aggravante la nostra sanità. La regione più volte già intervenuta con correzioni legislative è richiamata a continui correttivi anche per evitarne l’incostituzionalità. I ministeri stentano a capire quali sono le competenze del dipartimento regionale e quali quelle di Azienda Zero. Tanto a dimostrazione di quanta confusione accompagni e segua dall’inizio Azienda Zero. Dubbi sussistono anche sulla compatibilità delle risorse stanziate dalla legge regionale 32/2021 con l’impianto delineato per Azienda Zero. In sostanza una legge con nessuna fattibilità amministrativa ed economica. Intanto? Intanto la Calabria si muove indietro nei servizi sanitari».

«Ai Lea eternamente sotto la sufficienza – hanno detto ancora – fa sponda l’aumento del tempo di arrivo dell’ambulanza sul luogo di soccorso dopo la chiamata: oggi impiega 30 minuti in media per arrivare spesso senza medico a bordo. Intanto continuano i disservizi sugli screening oncologici. Intanto si continuano a registrare gravi ritardi nei pagamenti delle fatture. Tradotto significa nuovi debiti.  Così oltre le sortite sui social di Occhiuto, di sanità sul territorio restano i proclami. Come quelli che riguardano la riapertura degli ospedali di Cariati, Praia a Mare e Trebisacce. Perché mentre Occhiuto informa ormai da mesi che è in fase di elaborazione il documento complessivo di riordino della rete ospedaliera il Tavolo Adduce ci ricorda che quel documento lo sta ancora aspettando e che anzi il piano operativo 2022-2025 ne aveva previsto la definizione entro dicembre 2022».

«Il fallimento della sanità regionale è nelle sfide di Occhiuto – hanno concluso –. Il colpo di grazia per la nostra regione anche per mano di Occhiuto sarà l’autonomia differenziata. La nuova sfida chissà del <già commissario ad acta della sanità calabrese>. (rrc)