Si è insediato il Consiglio delle Autonomie Locali

Si è insediato, a Palazzo Campanella, il Consiglio delle Autonomie Locali, previsto dalla legge n.1 del 5 gennaio 2007.

Ad aprire la prima seduta il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ricordando come «l’Assemblea  legislativa e la Regione nel suo insieme, intendono consolidare rapporti costanti e sistematici con gli Enti locali, per attuare compiutamente il principio della partecipazione dei Comuni alle scelte della Regione».

«L’attenzione verso le problematiche dei Comuni, spesso impossibilitati – ha detto Mancuso – per carenza di risorse e per lo storico deficit infrastrutturale,  a garantire alle comunità i servizi basilari e alle prese con gravi  lacune negli organici che – soprattutto dinanzi all’opportunità di utilizzare proficuamente le risorse del Pnrr – rendono difficoltosa la progettazione, la realizzazione delle opere e la rendicontazione della spesa,  deve essere massima».

Ad avviso di Mancuso «il Consiglio regionale non ha poteri di gestione,  ma il Consiglio come l’intende questa Presidenza, è  un organismo  dinamico e in movimento, che si propone di facilitare, ottimizzando l’importante prerogativa legislativa,  le proposte di soluzione dei problemi che vengono dai territori, a incominciare da chi, come i sindaci e gli amministratori locali, è a immediato contatto con i cittadini. Perciò, sono a vostra disposizione, non solo per fronteggiare le emergenze che attanagliano il territorio, intervenendo attraverso la discussione e l’approvazione delle leggi regionali, ma soprattutto concordando con tutti voi i passi e le azioni da farsi, per affrontare le criticità delle nostre realtà e  individuare realistiche soluzioni ai problemi».

«Una volta insediato il ‘Cal’ ed eletti, nella successiva seduta, il nuovo Presidente, il Vice  e il suo  l’Ufficio di Presidenza (composto da nove elementi), ritengo che, concordemente – ha concluso – potremo programmare una seduta congiunta del Consiglio regionale e del Consiglio delle Autonomie locali, per un esame approfondito delle problematiche che angustiano il sistema dei Comuni calabresi. L’intenzione è recepire i suggerimenti degli Enti locali, al fine di rendere ancor più sinergica e funzionale la programmazione politica ed amministrativa della Regione nell’esclusivo interesse delle nostre comunità».

Nella giornata di lutto nazionale, decisa dal Consiglio dei Ministri per la morte dell’ex premier Silvio Berlusconi, è stato osservato un minuto di silenzio. (rrc)

Lo Schiavo interroga l’assessore Gallo per crisi idrica nelle coltivazioni della Cipolla rossa di Tropea

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha presentato una interrogazione scritta all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, in merito alla crisi idrica nelle coltivazioni della Cipolla rossa di Tropea.

Lo schiavo, quindi, ha chiesto «quali iniziative urgenti intenda assumere per il ripristino delle opere realizzate sul torrente Murria al fine di scongiurare la grave carenza idrica per le coltivazioni; quali interventi di bonifica sono previsti sull’omonimo bacino idrico per rendere l’acqua conforme e salubre per l’irrigazione e riportare all’effettiva operatività il bacino stesso; quali interventi di sostegno economico si intendono attivare a tutela delle imprese agricole ed ortofrutticole della zona, danneggiate dagli eventi in questione, onde evitarne il fallimento. La Regione non lasci sole le realtà produttive del territorio di Briatico ma intervenga con misure concrete, aiuti economici e soluzioni idonee e durature che non vengano spazzate via al primo acquazzone».

«La coltivazione della Cipolla rossa di Tropea Igp nell’area di Briatico, nel Vibonese – ha spiegato – rischia di essere fortemente compromessa dalla grave carenza idrica che interessa la zona. Carenza dovuta soprattutto all’impossibilità di utilizzare il bacino idrico Murria che alimenta i campi in cui si produce questa eccellenza calabrese, punta di diamante e vanto della nostra tradizione gastronomica nel mondo. L’impianto, già interessato da contaminazioni fognarie, risulta oggi ulteriormente compromesso dai danneggiamenti subiti, a seguito delle forti piogge, dal bypass appena realizzato che avrebbe consentito l’uso di acque pulite per l’irrigazione».

«A causa dell’ondata di piena che ha interessato il torrente Murria, entro il quale era stato posizionato il bypass – ha proseguito Lo Schiavo –, tutte le opere e le condutture messe in opera risultano ora divelte dalla forza delle acque e quindi gravemente danneggiate. Si pensi che questo intervento era stato terminato appena pochi giorni fa con fondi della Regione Calabria. Ora sarà necessario rifare tutto daccapo e, di conseguenza, le risorse economiche fin qui impegnate sono state letteralmente gettate nel fiume».

«Tralasciando le modalità con le quali sono stati realizzati gli interventi e le prevedibili conseguenze della scelta di posizionare il bypass nel letto del torrente – ha evidenziato – la vera urgenza è ora assicurare ai coltivatori della zona una celere risoluzione del problema che permetta loro di scongiurare cali di produzione e relative perdite che già sarebbero da quantificare nell’ordine di diversi milioni di euro. Gli agricoltori riuniti in comitato e le associazioni di rappresentanza oggi parlano di “disastro annunciato” ma da tempo chiedono interventi risolutivi al Consorzio di bonifica competente e alla Regione Calabria. Dopo gli eventi meteorici dei giorni scorsi, gli stessi ripiombano inesorabilmente nell’incertezza e vedono materializzarsi sempre di più il rischio di dover rinunciare al raccolto». (rrc)

Il 14 giugno s’insedia il Consiglio delle Autonomie locali

Domani si insedia il Consiglio delle Autonomie Locali. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, sottolineando che si tratta «dell’organo rappresentativo del sistema delle autonomie locali calabresi, istituito per favorire l’intervento dei Comuni  nei processi decisionali della Regione e per attuare i principi di consultazione e cooperazione permanente tra Regione ed Enti locali».

Previsto dalla legge n. 1 del 2007, attribuisce al ‘Cal’ la funzione di rendere pareri obbligatori sul riparto delle competenze fra Regione ed Enti locali; il conferimento di deleghe e l’attribuzione delle relative risorse; l’istituzione di enti o agenzie regionali; la proposta di bilancio regionale e modificazioni territoriali o allo Statuto. Competenze che non escludono la possibilità di avanzare osservazioni su altre tematiche non di diretta competenza.

I Componenti di diritto sono il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria; − Presidente della Provincia di Cosenza; − Presidente della Provincia di Catanzaro; − Presidente della Provincia di Crotone; − Presidente della Provincia di Vibo Valentia; − Sindaco del Comune di Cosenza; − Sindaco del Comune di Reggio Calabria; − Sindaco del Comune di Catanzaro; − Sindaco del Comune di Crotone; − Sindaco del Comune di Vibo Valentia.

I componenti elettivi sono il Sindaco Comune Crosia – Russo Antonio; − Sindaco Comune Casali del Manco – Martire Stanislao; − Sindaco Comune Aiello Calabro – Lepore Luca; − Sindaco Comune Ciminà – Mangiameli Giovanni; − Sindaco Comune Acquaformosa – Capparelli Gennaro; − Sindaco Comune San Basile – Tamburi Vincenzo; − Presidente Consiglio comunale Corigliano-Rossano – Grillo Marinella; − Sindaco Comune Montebello Jonico – Foti Maria; − Sindaco Comune Siderno – Fragomeni Mariateresa; − Sindaco Comune Laureana di Borrello – Morano Alberto; − Sindaco Comune San Pietro di Caridà – Rosano Sergio; − Sindaco Comune Roccaforte del Greco – Penna Domenico; − Sindaco Comune Lamezia Terme – Mascaro Paolo; − Sindaco Comune Montauro – Cerullo Giancarlo; − Presidente Consiglio comunale Cirò Marina – Aloisio Francesca; − Sindaco Comune Pizzo – Pititto Sergio; − Sindaco Comune Serra San Bruno – Barillari Alfredo.

Il presidente Mancuso, al momento della nascita del Cal, ha evidenziato come «con le autonomie locali, che rappresentano il tessuto connettivo della democrazia regionale, intendiamo avere rapporti costanti e sistematici, per attuare  compiutamente il principio della partecipazione dei Comuni alle scelte della Regione».

«L’attenzione verso le problematiche dei Comuni – spesso impossibilitati a garantire alle comunità i servizi basilari e alle prese, in questa fase di utilizzazione delle risorse del Pnrr che può essere un punto di svolta per la Calabria,  con carenze negli organici per la progettazione,  realizzazione  delle opere e la rendicontazione della spesa – deve essere massima», ha ribadito Mancuso.

«Auspico che – ha concluso il presidente Mancuso – una volta insediato il ‘Cal’, si possa tenere una seduta congiunta, Consiglio regionale e Consiglio delle Autonomie locali, per un esame approfondito dello stato del sistema dei Comuni calabresi». (rrc)

Il presidente Mancuso: Consiglio regionale impegnato contro lo spreco alimentare

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, è intervenuto all’incontro su Lo spreco alimentare promosso dal Lions Club di Catanzaro e svoltosi al Parco della Biodiversità di Catanzaro.

«Parlare di sprechi alimentari – ha evidenzato Mancuso – ci obbliga a richiamare i numeri allarmanti che ricordano quante persone nel mondo stiano morendo letteralmente di fame: 924 milioni di persone (11,7% della popolazione mondiale) soffrono di insicurezza alimentare grave, con un aumento di 207 milioni negli ultimi due anni. Oltre un terzo del cibo prodotto nel mondo va perso. Solo in Italia sono andate sprecate oltre 4 milioni di tonnellate di cibo per un valore complessivo di 9 miliardi di euro. C’è un gesto e c’è un’azione concreta che possiamo fare tutti: ‘raccogliere per ridistribuire, non produrre per disperdere’, come ha ricordato Papa Francesco».

«Come Consiglio regionale – ha aggiunto – voglio ricordare che nel 2020 fu stanziato un milione di euro di risorse per l’acquisto di generi alimentari destinati al Banco Alimentare e che lo scorso aprile abbiamo approvato all’unanimità un Ordine del giorno (proposto dal consigliere Laghi)  sulle misure da adottare in merito allo spreco alimentare».

«Tutto ciò – ha concluso –, per impegnare la Regione ad adottare programmi e progetti finalizzati a combattere lo spreco alimentare, sia nei suoi rilevantissimi aspetti sociali, che in quelli sanitari e ambientali, individuando, tra l’altro, misure per supportare le azioni dei Comuni, coinvolti per primi nel problema della gestione dello spreco, delle eccedenze alimentari e dei rifiuti che ne derivano». (rcz)

“Eroi E Supereroi. Dalla fantasia alle realtà”, premiati in consiglio regionale i vincitori

Nell’Aula Francesco Fortugno di Palazzo Campanella a Reggio Calabria, si è tenuta l’ottava edizione del concorso “Eroi E Supereroi. Dalla fantasia alle realtà”, dedicato a Fabiana Luzzi (la giovanissima di Corigliano Calabro vittima di femminicidio nel 2013), promosso dal consiglio regionale in collaborazione con l’Ufficio Scolastico e il Coordinamento regionale delle Consulte studentesche e riservato alle scuole primarie e a quelle secondarie di primo e secondo grado.

Il concorso di quest’anno richiedeva agli studenti di creare un’opera che potesse esprimere, in maniera originale ed inedita, la loro visione degli Eroi e dei Supereroi: personaggi frutto della propria immaginazione. Obiettivo quello di comunicare attraverso le immagini, così ponendo in essere un mezzo immediato di espressione, ulteriore strumento per poter elaborare emozioni e sentimenti e per poter dar forma alle proprie idee ed alla propria fantasia.

A moderare l’evento il giornalista Giorgio Neri. Il segretario generale del Consiglio regionale Maria Stefania Lauria e la prof.ssa Franca Falduto per l’Ufficio scolastico regionale, hanno affiancato il segretario – questore del Consiglio regionale Salvatore Cirillo durante la premiazione degli Istituti e degli alunni vincitori. Presente all’incontro anche Marika Luzzi, sorella di Fabiana.

Ad avviso di Cirillo: «Il risultato ottenuto non riguarda solo con le capacità artistiche, ma soprattutto la possibilità di “inventare” soluzioni ai problemi della vita. È in sostanza la capacità di gettare il pensiero oltre l’ostacolo. Ed in tutto questo il ruolo della scuola è centrale nella crescita dei nostri ragazzi perché solo attraverso la conoscenza e la cultura si potranno aprire per la Calabria realistiche prospettive di sviluppo!».

Istituti scolastici vincitori
Scuole primarie (SEZ. A)
1. Marika Pia Montalto – I.C. “Don G. Bosco” di Corigliano – Rossano
2. Chiara D’Acri – I.C. “Taverna” di Montalto Uffugo
3. Noemi Maria Barbaro – I.C. “San Francesco” di Palmi

Scuole secondarie di primo grado (SEZ. B)
2 Benedetta Spadafora – I.C. “Taverna” di Taverna
2. Alessandro Sisinni – I.C. “Don F. Mottola” di Tropea
3. Rania Blal Fassi – I.C. “F. Pentimalli” di Gioia Tauro

Scuole secondarie di secondo grado (SEZ. C)
3. Giulia Ceriolo – Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria
2. Domenico Celerino – I.T.C. “L. Palma” di Corigliano – Rossano
3. Lorenzo Ruffolo – Liceo Scientifico “G. Scorza” di Cosenza (rrc)

Tavernise (M5S): Da Regione nessuna attenzione per garantire accesso a spiagge

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S ha denunciato come dalla Regione non ci sia nessuna attenzione per garantire l’accesso alle spiagge destinate alla balneazione.

«Un anno, tanto è il tempo trascorso ad oggi dalla presentazione di una proposta di legge a mia firma – ha ricordato – per garantire l’accessibilità dei disabili alle spiagge demaniali destinate alla balneazione. Di quella proposta di legge però c’è solo l’assegnazione alle commissioni competenti. Viene da chiedersi quanto tempo ancora chi è in difficoltà nella nostra regione dovrà aspettare per vedersi riconosciuta una battaglia di civiltà?».

«Eppure la legge regionale n. 4/2003 prevede la possibilità per i comuni costieri – ha aggiunto – di richiedere il finanziamento per la realizzazione di strutture mobili o fisse, e della relativa segnaletica di riferimento, per agevolare l’accesso al mare, sulle spiagge libere, di persone con problemi motori. Da molti anni però questa disposizione non viene finanziata. Successivamente poi, l’approvazione della legge regionale n.17/2005 disciplinante l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo destinato a fini turistico-ricreativi, prevedente, all’articolo 15 comma 2, che i concessionari garantiscano l’accesso al mare da parte dei disabili, predisponendo appositi percorsi da posizionare sulle spiagge, sia normalmente che parallelamente alla battigia. Allo stesso modo, per le spiagge libere la stessa legge regionale n. 17/2005 prevedrebbe che la Regione tramite il piano di indirizzo regionale (PIR), obblighi i comuni al medesimo adempimento».

«Si tratta di leggi regionali, però – ha continuato – che risultano disattese e insufficienti. Garantire l’effettivo godimento delle zone balneari, da parte dei disabili, significa per esempio predisporre sedie per l’accesso alla spiaggia e al mare, parcheggi dedicati e servizi igienici adeguati. Serve garantire un’offerta di servizi completa, che vada oltre le dotazioni minime, e cerchi di soddisfare ogni necessità dei disabili. In questo senso va la proposta di legge depositata un anno fa che la Regione tarda a portare avanti sintomo questo di una scarsa sensibilità e attenzione del legislatore regionale alle istanze dei disabili».

«Garantire il diritto alla piena fruizione delle spiagge e del mare da parte di tutti – ha concluso – significa promuovere l’uguaglianza sostanziale. E’ una questione di civiltà sociale che evidentemente la Regione ha deciso di non portare avanti». (rrc)

La consigliera Bruni: All’Asp di Cz situazione drammatica, ma si rimanda tutto

La consigliera regionale Amalia Bruni ha ribadito la necessità di «ascoltare, tempestivamente, il commissario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini» dopo le proteste del personale sanitario del 118 dell’Asp di Catanzaro e i continui disservizi segnalati non solo dai cittadini ma dagli stessi operatori.

Da qui la richiesta di audire, in Terza Commissione, il manager dell’Asp di Catanzaro il generale Battistini, «per una valutazione sullo stato delle cose e soprattutto sulle misure da dover assumere per invertire una tendenza dalla deriva irreversibile. La risposta, ineffabile – ha aggiunto – è stata “che si è già provveduto a contattare il generale Antonio Battistini, il quale ha manifestato piena disponibilità ad essere audito. Tuttavia, atteso il recente insediamento del Commissario straordinario dell’ASP di Catanzaro, che si ritiene opportuno programmare l’audizione per i prossimi mesi”. Ma qui non siamo di fronte ad una situazione normale dove bisogna operare piccoli aggiustamenti».

«In questi ultimi giorni, infatti – ha ricordato Bruni – abbiamo assistito a vicende e iniziative sconcertanti, dall’ ennesima denuncia degli operatori del 118, alle vicende del Polo Ospedaliero di Lamezia. Oltre a numerose iniziative di associazioni e comitati, sindaci del territorio, tutti che lamentano disservizi e incongruenze insopportabili. Se poi si tiene conto che il lavoro di audizioni avviate dalla commissione nei mesi passati su tutte le Asp e Aziende Ospedaliere, lavori di cui, forse, la presidente non ha totale contezza, vede la sola Asp di CZ a non essere stata ancora audita».

«In situazioni di gravissima emergenza – ha detto ancora ancora l’esponente dem – non si può rispondere come se fossimo di fronte alla ordinaria amministrazione. Abbiamo una serie di situazioni serie e gravi che riguardano questa Asp e anche l’ospedale di Lamezia, tanto é vero che avevamo già chiesto di sentire l’ex commissario Lazzaro ma non siamo mai riusciti a interloquire con lui in sede di Commissione. Partecipare ad un’audizione ora, per capire lo stato dell’arte delle cose, non é mica pregiudizievole per poterne farne un’altra in seguito».

«So perfettamente che il generale Battistini si è insediato da poco – ha concluso – ma c’è una direzione generale, una struttura già esistente dell’Asp di Catanzaro che possono affiancarlo in questo percorso di conoscenza che intendiamo fare insieme. Perché procrastinare i tempi e tergiversare ancora? Noi dobbiamo delle risposte ai cittadini che tutti i giorni vedono diminuire i servizi di assistenza e si chiedono se questa tendenza sia oramai irreversibile». (rrc)

La consigliera Straface risponde a Bruni su audizione del commissario Asp Battistini

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha replicato alla consigliera Amalia Bruni in merito alle polemiche relative alla richiesta di audizione di Gen. Battistini, neocommissario generale dell’Asp di Catanzaro.

«La consigliera Bruni forse non ha compreso che il generale Battistini è stato nominato commissario Straordinario di una realtà estremamente complessa e articolata qual è la l’Asp di Catanzaro – ha ricordato Straface – e non capo condomino di qualche palazzina periferica. Pertanto, al fine di non trasformare un’audizione in Terza Commissione in un’occasione che concretizzi un semplice scambio di legittime domande con legittime prese d’atto di situazioni, rispetto alle quali è necessario acquisire dettagliata contezza che è presupposto di fattive risposte, è opportuno il rispetto di alcuni necessari tempi fisiologici».

«Non si parla di mesi o di anni, ma di giorni – ha aggiunto –. Un tempo davvero minimo se si pensa che la nomina è avvenuta da appena due settimane. Se poi si vogliono creare scenari solo al fine di non  avere risposte, o di averle frammentarie, perché non si è dato neppure il tempo a chi ha assunto con determinazione e caparbietà l’incarico di affrontare problemi atavici, allora non si ha a cuore veramente la soluzione dei problemi, ma si persegue solo uno sterile desiderio di creare polemica e ingiustificata pressione mediatica».

«Il Generale Battistini – ha continuato Straface – ha sicuramente preso atto tanto delle proteste del personale sanitario del 118 dell’Asp di Catanzaro, tanto di quelle cittadini e operatori relative ai disservizi, dando piena disponibilità a relazionare sullo stato delle cose e ad essere audito, su questi e su altri argomenti. La caratura dell’uomo chiamato a trovare soluzioni lì dove sussistono diverse problematiche si rapporta con la voglia di agire con serietà, concretezza, competenza, e risolutezza del Gen. Battistini, non per nulla scelto dal presidente Occhiuto che in lui riversa piena fiducia. Ma non si può procedere in una direzione, verso una meta, senza leggere la mappa del reale e i documenti che le sono da corollario».

«Per compiere questa operazione, che non riguarda solo un aspetto ma una poliedricità di contesti – ha evidenziato – serve il tempo necessario. Un tempo sicuramente accelerato, che non consente di procrastinare e tergiversare, parole che non appartengono al vocabolario di questa Amministrazione regionale e della Terza Commissione che ho l’onore di presiedere, ma che deve essere anche tempo necessario, perché ciò che urgente deve tenere conto anche di ciò che è importante, cioè leggere la realtà per essere risolutivi nelle proposte e nelle soluzioni».

«Ha ragione la Consigliere Bruni – ha detto ancora la consigliera regionale – quando dice che dobbiamo delle risposte ai cittadini, ma le risposte non nascono dal semplice apparire di fronte alla Terza Commissione, ma dall’impegno che si spende nel trovarle, legato alle competenze e ai tempi opportuni, per quanto ineluttabili.  Al Gen. Battistini va dato il tempo necessario di prendere atto delle problematiche e impostare pratiche, tempestive, ove possibile, ma soprattutto concrete e risolutive soluzioni».

«Sono certa – ha concluso – che sarà lui stesso quanto prima a chiederci di venire udito in Commissione per relazionare in merito alla complessa situazione dell’Asp di Catanzaro. Nel frattempo è giusto lasciarlo lavorare. Arduo è il compito che lo attende, ma sono certa che il Presidente Occhiuto non avrebbe potuto fare scelta migliore». (rrc)

Il consiglio regionale si mobilita contro la violenza sulle donne

«Dall’insediamento (marzo 2023) abbiamo messo in atto una corposa programmazione di attività, che includono – per la ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’ del 25 novembre – l’incontro, nella sede del Consiglio regionale della Calabria, degli Osservatori sulla violenza di genere di tutte le Regioni italiane. Sia per dare maggiore visibilità alla drammatica condizione delle donne vittime di violenza, che per un ‘focus’ (prevedendo tavoli tematici) sulle normative regionali, col fine di aggiornarle e renderle più corrispondenti alla realtà».

L’ha detto la coordinatrice dell’Osservatorio sulla violenza di genere della Calabria (istituito con legge regionale) avvocato Giusy Pino, nel corso di un incontro col presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, al quale hanno partecipato il vicecoordinatore dell’Osservatorio Pasquale Ciurleo e il consigliere regionale Giacomo Crinò.

Mancuso e Crinò hanno assicurato «il convinto sostegno del Consiglio regionale, per realizzare a Reggio una giornata degli Stati generali di chi in Italia si occupa di violenza di genere e che si concluda con un Rapporto (“Libro bianco”) sulla violenza di genere dal punto di vista degli organismi regionali.
La coordinatrice Pino ha illustrato le modalità definite, per consentire all’Osservatorio “di operare con efficacia, individuando specifici gruppi e sottogruppi di lavoro: uno sul monitoraggio dei dati sulla violenza di genere (Ciurleo, Lanzino, Gioiello, Briante); uno sulla comunicazione e informazione (Lipari, Briante, Gioiello); uno sulla formazione e la programmazione degli eventi (Figliuzzi, Mantelli, Amodeo, Ermio, Gioiello, Spinella, Briante, Curia)».

L’avvocato Pino e il vicecoordinatore Ciurleo hanno riferito di «avere inviato una comunicazione a Questure, Procure e Prefetture delle province calabresi, per attivare un’interlocuzione che consenta all’Osservatorio di avere i dati in loro possesso su denunce e/o procedimenti, decreti penali relativi a reati di violenza, minacce, stalking, nonché ogni altra notizia circa comportamenti illegali che interessano le donne calabresi».

È imminente, inoltre, l’invio delle richieste dati ai Dipartimenti Salute e Pari Opportunità della Regione, ai pronto soccorsi, ai Comuni e al “Cuam”. Molta attenzione l’Osservatorio intende riservare alla formazione (sulla base di un protocollo d’intesa) di giornalisti, assistenti sociali e psicologi nonché degli operatori dei “Cav” in materia di prevenzione della violenza di genere e gestione della comunicazione di tali eventi.

Ad avviso del presidente Mancuso (che ha apprezzato il metodo di lavoro dell’Osservatorio, teso a fronteggiare la grave problematica con un approccio concreto e in stretta sinergia con il Consiglio regionale): «Siamo chiamati, e noi stiamo attivando ogni mezzo e strumento a nostra disposizione, a fare di tutto, per fermare l’orrore che produce la sopraffazione maschile sulle donne in ogni sua manifestazione. In Calabria, dove i numeri sulla violenza alle donne sono allarmanti, è necessario adoperarsi sinergicamente, per sostenere la cultura della legalità, coinvolgendo anche le scuole di ogni ordine e grado, e realizzare un sistema di protezione delle donne vittime di violenza radicato nei territori. E prevedendo il potenziamento della rete dei centri antiviolenza, l’aumento delle case rifugio, l’attivazione in tutti gli ospedali dei percorsi rosa per le donne vittime di violenza». (rrc)

Il consigliere Billari: Sono fermi 500 mln per sanità

Il consigliere regionale Antonio Billari ha denunciato come per la sanità sono fermi 500 milioni e che «a pagarne le spese sono i cittadini calabresi costretti ad una vera migrazione sanitaria». 

«Da circa un ventennio – ha evidenziato – si discute in merito alla realizzazione di ospedali moderni e funzionali che possano servire gli utenti di Vibo Valentia, della Sibaritide e nella Piana di Gioia Tauro potenziando e differenziando l’offerta sanitaria in Calabria ma al netto dei buoni propositi le risposte sono pari a zero».

Per questo Billari ribadisce la necessità di risposte concrete, chiedendo ai colleghi consiglieri regionali «di affrontare il dramma sanità in un consiglio regionale che affronti in modo responsabile la questione sanità perché la Calabria chiede risposte e non è corretto che la professionalità e la competenza di chi opera in Calabria nel settore della sanità venga demonizzato dall’assenza di strutture idonee e da un assenza di programmazione». (rrc)