Consiglio regionale, approvato stop ai pagamenti ingiusti a Consorzi di Bonifica per immobili extragricoli

È stata approvata, in Consiglio regionale, la proposta di legge che da lo stop ai pagamenti ingiusti ai Consorzi di bonifica per gli immobili extragricoli ricadenti nelle aree urbane già soggette al pagamento dei tributi comunali.

Lo ha reso noto Pasqualina Straface, presidente della Terza Commissione regionale Sanità e proponente della Legge.

«La norma approvata – ha spiegato la presidente della terza commissione regionale Sanità – va a modificare una legge regionale del 23 luglio 2003 (“Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica”) così da inquadrare più chiaramente l’interpretazione degli immobili “extragricoli”. In sostanza non si considerano più tali tutti quelli che ricadono nelle aree urbane e già soggetti al pagamento dei tributi comunali».

Questa legge non produce nuovi oneri a carico del bilancio regionale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sul Burc.

«Un risultato importantissimo per i contribuenti – ha concluso Pasqualina Straface – per cui ringrazio tutti i consiglieri regionali che, approvandola all’unanimità, hanno impresso grande forza alla legge. Ho inteso avanzare questa proposta in Assise anche in considerazione delle istanze provenienti dai territori. Molti calabresi, infatti, sono interessati da pagamenti di balzelli a volte non dovuti al consorzi, come in questo caso. Ed in un periodo di forte crisi economica come quello che stiamo attraversando, questa mia legge assume valenza sociale, alleggerendo famiglie e contribuenti». (rrc)

Sanità, Straface risponde a Bruni: La commissione lavora nell’esclusivo interesse dei calabresi

Pasqualina Straface, presidente della Commissione Sanità in Consiglio regionale, ha replicato alla consigliera regionale Amalia Bruni, sottolineando come «la Commissione Sanità lavora nell’esclusivo interesse dei calabresi».

Bruni, infatti, ha accusato che la riunione della terza commissione regionale Sanità, attività sociali, culturali e formative sia stata confusionaria e approssimativa.

«Mi sembra evidente, invece, che abbia partecipato alle quattro ore di dibattito con animo eccessivamente “battagliero”, come si è autodefinita al termine della commissione» ha detto Straface, evidenziando come «durante i lavori sono stati rispettati tutti i termini previsti. Peraltro alcuni emendamenti presentati dalla consigliera sulla proposta di legge per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare, le sono stati approvati».

«Sembra incoerente, piuttosto, un atteggiamento per il quale si contesta una proposta di legge, quella sui caregiver, per poi chiedere di emendarla. La proposta – ha spiegato Pasqualina Straface – è stata portata in commissione con la necessità di regolamentare il lavoro dei caregiver, prevedendone il riconoscimento delle competenze, le modalità e gli istituti autorizzati al rilascio della certificazione che ne attestino anche il valore dei crediti formativi in riferimento alla normativa vigente in materia».

«Una proposta di legge – approvata con nove emendamenti proposti dalle opposizioni – che assume rilevanza sociale – ha continuato – e considera il riconoscimento della figura del caregiver, donne e uomini che dedicano la propria vita ad un parente con disabilità grave».

«Le sue affermazioni cozzano, inoltre – ha proseguito – con le dichiarazioni ed i sentimenti di gratitudine espressi dai colleghi Mammoliti e Lo Schiavo, anche loro all’opposizione, auditi lungamente sulle criticità della rete ospedaliera nel Vibonese e con l’approvazione della proposta di legge per la valorizzazione, promozione e diffusione delle arti di strada in Calabria che incoraggia la libera espressione artistica dei giovani e mira a coinvolgere gli stessi artisti, i cittadini e gli enti, valorizzando il territorio regionale, presentata da Ernesto Alecci, consigliere del Pd e non di certo di Forza Italia».

«Fatti questi, che smentiscono su tutta la linea le critiche alla presidenza di una commissione che guarderebbe al “colore politico” – ha detto ancora Straface –. Vi era, infine, necessità di esaminare un cosiddetto Omnibus per alcuni articoli di proposte di legge che modificano leggi regionali, in esecuzione a impegni assunti dal Presidente della Giunta regionale in sede di contraddittorio con i competenti ministeri, in attuazione del principio di leale collaborazione, per come ritenute opportune per evitare l’impugnativa delle leggi stesse dinanzi alla Corte Costituzionale».

«Se ne faccia una ragione, Amalia Bruni – ha concluso Pasqualina Straface – a cui forse non piace una commissione che sta lavorando: nell’organo che presiedo regna la democrazia e l’unico obiettivo è vagliare proposte di legge che vadano in un’unica direzione: il bene dei calabresi». (rrc)

A Palazzo Campanella si presenta il progetto “Agedilab – Laboratori di Autonomie”

Giovedì 2 febbraio, alle 11, nell’Aula Commissioni di Palazzo Campanella, si presenta il progetto Agedilab – Laboratori di Autonomie curato dall’Associazione Genitori di Bambini e Adulti Disabili.

Cofinanziato dalla Regione e realizzato nell’ambito territoriale della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il progetto, della durata di 15 mesi, si pone diversi obiettivi, sia a breve che a lungo termine, ma in generale uno che li comprende tutti: assicurare il benessere di ciascuna persona con disabilità, giovani e meno giovani.

Grazie a questo progetto, sarà reso alla comunità un servizio totalmente gratuito per i beneficiari, che attualmente manca sul territorio, ed a cui sempre più spesso devono sopperire le famiglie tanto dal punto di vista economico quanto organizzativo-gestionale. È noto, del resto, che la maggior parte delle persone con disabilità, una volta uscite dal circuito scolastico e/o riabilitativo, restano escluse dal processo di inclusione e socializzazione. E il vissuto di questi ultimi anni, barcamenandosi nelle ancor maggiori difficoltà dettate dalla pandemia da Covid-19, ha accentuato il bisogno di trovare soluzioni per il “Dopo di Noi” delle famiglie.

In tal senso, AgediLab guarda ben oltre la scadenza dei 15 mesi del progetto. La valorizzazione, la messa in rete, il potenziamento di relazioni già esistenti e la creazione di nuove connessioni, garantirebbe infatti la sostenibilità dell’iniziativa non solo nella sua realizzazione temporale ma anche nella prosecuzione futura, andando a creare un “modello sostenibile”, replicabile anche in altre realtà territoriali.

All’incontro con gli operatori dell’Informazione interverranno il Presidente dell’Associazione Agedi OdV, Maria Mirella Gangeri, l’Assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine, il Vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, Giusi Princi, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso(dc)

Il presidente Mancuso sulla Giornata della Memoria: Fondamentale ricordare

È fondamentale ricordare il sacrificio di milioni di vittime innocenti della Shoah e dell’Olocausto, affinché gli orrori del secolo scorso non accadano più». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, in occasione della Giornata della Memoria.

«Occorre tenere alta l’attenzione e sostenere la consapevolezza critica, soprattutto delle nuove generazioni, perché la notte della ragione genera mostri», ha aggiunto Mancuso, sottolineando che la ricorrenza della Giornata della Memoria «deve essere un’occasione di approfondita riflessione sull’immane tragedia del nostro passato, per sconfiggere ogni indifferenza, educare i giovani alla libertà e per contrastare, come dice la senatrice a vita Liliana Segre, il pericolo dell’oblio». (rrc)

Si è insediata la Commissione Parità del Consiglio regionale: Daniela De Blasio è la presidente

Si è insediata, in Consiglio regionale, la Commissione per i diritti e le pari opportunità tra uomo e donna, presieduta dalla presidente Daniela De Blasio. Vicepresidente Rosellina Madeo.

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha insediato la Commissione ed espresso «un sincero in bocca al lupo, per il cammino intrapreso, a tutte le componenti della Commissione, a cui è chiesto di contribuire alla rimozione delle discriminazioni che ostacolano la piena affermazione della parità di genere».

«Tra le tante discriminazioni che le donne subiscono, soprattutto al Sud e in Calabria – ha spiegato Mancuso – l’assenza di lavoro è una delle più acute. L’investimento sull’occupazione femminile è un investimento sul futuro del Paese. Accresce la prosperità e genera benefici immediati. Se l’Italia avesse il tasso di occupazione femminile medio Ue il Pil farebbe un balzo in avanti di più punti».

Il presidente Mancuso ha sottolineato che «l’uguaglianza tra uomo e donna richiede l’impegno concreto di tutte le Istituzioni, perciò l’8 marzo scorso il Consiglio regionale ha approvato una legge contro la discriminazione delle donne nel mercato del lavoro. La Commissione appena insediata, rappresenta uno dei luoghi privilegiati per sostenere e promuovere la democrazia di genere».

Infine, il vertice dell’Assemblea legislativa calabrese ha ricordato «che la centralità della questione – donna è solennemente ribadita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – che individua la parità di genere come una delle tre priorità (assieme a quella territoriale e generazionale) da perseguire in tutte le missioni che lo compongono».

«Il Consiglio, in tutte le sue espressioni – ha concluso – vuole essere l’interlocutore numero uno della Commissione, anche per adeguare la legislazione regionale alle sollecitazioni che giungono dalle donne. Assodato che ogni problema delle donne, dal lavoro al deficit di servizi che aggrava la quotidianità di madri e figlie, inclusa la piaga della violenza di genere, chiama in causa anche gli uomini e incide sulla qualità della democrazia».

La prossima seduta è stata fissata per il 6 febbraio. (rrc)

Da sinistra: la presidente De Blasio, il presidente Mancuso e la vicepresidente Madeo

Mercoledì in Consiglio regionale la prima seduta della Commissione Pari Opportunità

È per mercoledì 25 gennaio che è stata convocata, in Consiglio regionale, la prima seduta della Commissione Pari Opportunità.

All’ordine del giorno: l’elezione dei vertici dell’organismo, Presidente e Vicepresidente, ai sensi degli articoli 4 e 7 della legge regionale n. 4 del 26 gennaio 1987.

La Commissione verrà insediata dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso.

«Annettiamo grande importanza ad un organismo chiamato ad assolvere un ruolo complesso e delicato – ha dichiarato Mancuso – per promuovere l’uguaglianza tra i sessi e rimuovere tutti gli ostacoli che, costituendo fattori di discriminazione diretta e indiretta, limitano di fatto la piena affermazione della parità di genere costituzionalmente garantita». (rrc)

La consigliera Amalia Bruni: Occorre intervenire subito per mettere in sicurezza il territorio

«Occorre intervenire immediatamente per mettere in sicurezza il territorio». È quanto ha dichiarato la consigliera regionale Amalia Bruni, a seguito dei crolli nell’area litorale lametina a causa del maltempo.

«Al momento sono in corso lavori di ripristino e sulla statale 18 è stato installato un semaforo per favorire la circolazione delle auto – ha spiegato Bruni –. Il problema deve però essere affrontato in maniera complessiva e con interventi strutturali. I nostri territori sono spesso soggetti ad eventi franosi e già nel mese di dicembre il tratto del litorale che va da Gizzeria Fiume Savuto fino a Nocera Terinese era stato colpito da temporali che avevano provocato danni alla circolazione e pericoli per la cittadinanza».

«Eppure vi sono lavori appaltati da oltre cinque anni per un intervento integrato di difesa costiera per tutto il tratto del litorale interessato ma che non sono mai partiti, motivo per il quale ho presentato una mozione per ottenere un impegno da parte della Giunta Regionale a far partire quanto prima i cantieri che non sono mai iniziati», ha denunciato la consigliera regionale, spiegando che si tratta di lavori «dell’importo di oltre un milione e mezzo di euro che dovevano cominciare il 14 marzo del 2022 ed essere consegnati per il 16 ottobre dello scorso anno».

«E mentre attendiamo l’avvio dei lavori – ha detto ancora – il maltempo continua la demolizione progressiva di uno dei litorali più belli d’Italia. Ho parlato col Sindaco di Falerna, l’avvocato Francesco Stella e con alcuni imprenditori della zona, tutti preoccupatissimi perché se al Covid e al caro bollette, aggiungiamo anche i danni provocati dal maltempo e l’immobilismo della Regione nel porvi rimedio, la situazione diventa ancora più drammatica».

Concludendo, Bruni ha ricordato che «la nuova stagione turistica è alle porte e non possiamo far scappare via chi vuole venire a trascorrere da noi le vacanze». (rrc)

 

Il sindaco di Cassano allo Ionio Papasso chiede una legge per inquinamento elettromagnetico

Il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, ha scritto al presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, chiedendo un intervento legislativo regionale per l’inquinamento elettromagnetico e telefonia mobile.

Nella formale comunicazione, inviata per conoscenza anche al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, viene spiegato che «il frenetico aumento dell’uso dei sistemi di telecomunicazione e l’incremento delle richieste di connettività, hanno determinato una massiccia infrastrutturazione, con una diffusione sempre maggiore delle stazioni radio base sul territorio ed un innalzamento dei livelli di esposizione derivanti dalle implementazioni di tecnologie di ultima generazione».

«La trattazione dell’inquinamento elettromagnetico – ha aggiunto – apre il campo a numerose ed ulteriori riflessioni su tematiche connesse e parimenti importanti come la tutela dell’ambiente, la tutela della   salute, il governo del territorio, l’implementazione e il miglioramento dei sistemi di comunicazione. Se, da una parte, ha sottolineato il primo cittadino di Cassano, troviamo il bisogno di intensificare gli impianti per migliorare la rete e la connettività, dall’altra, vi sono le tante preoccupazioni delle comunità locali restie alla installazione degli impianti che spesso sfociano in vere e proprie tensioni sociali».

«Il riferimento è a quanto sta accadendo nel comune di Cassano All’Ionio – viene spiegato – dove la richiesta di installazione di un impianto di telecomunicazioni con parabola per ponte radio da parte di una società a Sibari in via Plinio, in pieno centro urbano e in adiacenza di punti   sensibili, nello specifico una scuola dell’infanzia, una scuola media inferiore e l’ufficio postale, ha provocato un vero e proprio allarme sociale. Ciò – ha argomentato Gianni Papasso – desta una notevole apprensione e molto timore, poiché è necessario adottare il principio di  precauzione attraverso l’adozione di criteri di minimizzazione dell’esposizione per la popolazione».

«Mi duole constatare – ha scritto il sindaco di Cassano – che la Regione Calabria attualmente è una delle pochissime​ regioni italiane, se non l’unica, a non essersi dotata di una normativa regionale di riferimento riguardante la protezione ambientale e la prevenzione dei danni derivanti dall’esposizione dai campi elettromagnetici, a mio avviso fondamentale e necessaria. Una disciplina inerente la riduzione e la conformità dei limiti di esposizione al campo elettromagnetico ai sensi e per gli effetti della legge n.36 del 22 febbraio 2001 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici».

Per Papasso, sebbene la fissazione degli standard ambientali sia di esclusiva competenza statale, la regione può certamente incidere sui criteri di localizzazione e sugli standard urbanistici, proprio in virtù della difesa e della tutela dell’ambiente e della popolazione, o più in generale, in riferimento al governo del territorio così come sancito costituzionalmente all’art. 117 cm 3. Tutto ciò, ha rimarcato, impedisce ai sindaci, per come è accaduto allo stesso, di emettere provvedimenti e/o determinazioni tendenti a tutelare i centri abitati o quantomeno i punti sensibili.

«Tutto avviene nell’incredulità popolare – ha affermato – e come Lei, rivolgendosi al presidente del Consiglio Regionale, è ben a conoscenza, per ogni accadimento sul territorio, si individua il sindaco quale soggetto deputato a risolvere qualsiasi questione. A parte l’impopolarità e le denigrazioni che i sindaci sono costretti a subire, soprattutto quando a cavalcare il disagio e la rabbia sono anche le opposizioni consiliari, come accade qui a Cassano, tutto, ha sottolineato il sindaco di Cassano, diventa più difficile e ingestibile».

«Ma a prescindere da ciò – continua la lettera – si determinano tensioni che sfociano in gravissime preoccupazioni per la tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica. A ciò si aggiunge, secondo Papasso, che di fronte al vuoto normativo regionale molto spesso i sindaci sono costretti ad assumere provvedimenti che però si infrangono dinnanzi a sentenze del Tar e del Consiglio di Stato».

In chiusura dello scritto, il sindaco di Cassano ha suggerito all’autorità regionale destinataria della missiva di azionare tutti i meccanismi possibili affinché anche la nostra regione possa dotarsi, in tempi brevi, di una legge a riguardo. (rcs)

La Garante della Salute Stanganelli ha incontrato la presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale

È necessario lavorare per unità di intenti, nel reciproco rispetto delle proprie competenze, per rispondere ai bisogni dei cittadini calabresi e implementare tutte le azioni volte alla tutela della salute. È quanto hanno rilevato la Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, nel corso dell’incontro con Pasqualino Straface, presidente della Terza Commissione – Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative del Consiglio regionale.

Tra le prime impellenze da affrontare e di cui ci si è confrontate nel corso dell’intenso colloquio, e che già da domani verranno direttamente esaminate dalla presidente Straface con il contributo del Presidente uscente, Michele Comito, vi è la necessità di rispondere ai disagi e le difficoltà che numerosi pazienti calabresi incontrano nella diagnosi e cura di alcune patologie croniche, quali ad esempio la fibromialgia, non ancora inserite nell’elenco regionale delle malattie invalidanti riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza.

La Garante e la presidente Straface si rivedranno nei prossimi giorni per ulteriori approfondimenti.  (rrc)

Mattiani (FI): Depositata proposta di legge per riconoscimento dei caregiver familiari

Il consigliere regionale di Forza ItaliaGiuseppe Mattiani, ha reso noto di aver depositato una «proposta di legge alla quale tengo molto e che mi rende particolarmente fiero, recante ‘Norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare’».

«Ritengo sia arrivato il momento – ha spiegato – che la nostra Regione, peraltro tra le prime a livello nazionale, nell’ambito delle politiche del welfare e di promozione del principio di solidarietà familiare, colmi un vuoto normativo, riconosce valorizzi la figura del Caregiver Familiare quale attore della rete dei servizi di assistenza alla persona, ne sostenga l’attività di cura non professionale prestata nei confronti di persone che necessitano di assistenza a lungo termine nel contesto di relazioni affettive e familiari e ne riconosca il valore sociale ed economico connesso ai rilevanti vantaggi per l’intera collettività».

«Personalmente, ho ben chiaro quanto sia importante il ruolo del caregiver familiare – ha proseguito –.  Si tratta di autentici angeli custodi che si prendono cura, danno assistenza e supporto ad un loro familiare gravemente malato o disabile, facendosi carico di sofferenze e fragilità con grande amore e dedizione. Una figura che spesso riteniamo scontata, perché, per l’appunto, un familiare, ma non per questo non meritevole di riconoscimento e supporto».

«Non va dimenticato – ha detto ancora – che assistere una persona non autosufficiente, specie se per lunghissimi periodi di tempo, oltre ad essere faticoso e totalizzante, può comportare ripercussioni sulla vita psichica e sulle condizioni fisiche di chi vi si trova impegnato. La forza fisica richiesta per garantire assistenza costante alla persona amata, la carica emotiva, l’esposizione continuativa con la sofferenza, la solitudine che spesso ne consegue e l’accantonamento delle esigenze personali, comportano uno stress difficile da gestire».

«Non vanno nemmeno tralasciati gli effetti sugli impegni di lavoroInfatti, le responsabilità familiari e la cura della persona cara – ha spiegato ancora – rendono spesso impossibile la conciliazione tra tali attività, con conseguenti e necessarie riduzioni dell’orario di lavororinuncia all’occupazione, con tutto ciò che ne deriva sul piano economico e sulla successiva reintroduzione nel mercato del lavoro».

«Per tutte le superiori ragioni, ritengo che riconoscere il ruolo del caregiver familiare – ha evidenziato – sia un atto necessarioIn tale direzione ho inteso agire con la presente proposta di legge, nel cui corpo viene riconosciuto come risorsa dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari ed opera, in relazione alla situazione di bisogno della persona assistita, nell’ambito del Piano assistenziale individualizzato (PAI), assistendo il parente nella cura in ambiente domestico, nelle relazioni di comunità, contribuendo al suo benessere psico-fisico, aiutandolo nella mobilità e nel disbrigo delle pratiche amministrative».

«Inoltre, secondo la proposta normativa – ha rilevato – il caregiver familiare interagisce e si integra con gli operatori di cura e assistenza, anche avvalendosi dei servizi di cura pubblici e privati favorendo e privilegiando, in special modo, le organizzazioni non profit del Terzo Settore. Particolarmente, rilevanti le disposizioni che disciplinano: la libera scelta e il rapporto con i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari del sistema regionalel’istituzione, presso i Comuni Capofila degli Ambiti Territoriali Distrettuali preposti alla pianificazione dei servizi socio assistenziali, dell’Elenco dei Caregiver familiare nel quale possono essere iscritti, su richiesta, gli addetti all’assistenza in possesso dei requisiti necessari contemplati dalla proposta di legge; le misure di sostegno economico come, ad esempio, tra le altre, l’erogazione dell’assegno di cura e interventi economici per l’adattamento domestico, come previsto nell’ambito della normativa vigente per la non autosufficienza; il riconoscimento delle competenze; la previsione di azioni di sensibilizzazione e partecipazione».

«È arrivato il momento – ha concluso – di far sentire concretamente supporto e vicinanza a tutte quelle famiglie che quotidianamente affrontano simili situazioni, attraverso l’approvazione di una norma moderna, giusta, equa ed indispensabile». (rrc)