Bevacqua (PD): Mettere in sicurezza il territorio e programmare interventi concreti per agricoltura e turismo

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, ha ribadito che «serve prima mettere in sicurezza il territorio e poi programmare interventi concreti per sviluppare agricoltura e turismo e non spese che lasciano molti dubbi come quella voluta dalla giunta a Milano».

«Una classe dirigente che non ha come mission quello di porsi il problema del dissesto idrogeologico dovrebbe cambiare mestiere. Senza un territorio sicuro diventa inutile parlare di ambiente, turismo e agricoltura – lo ha detto il capogruppo del Pd Mimmo Bevacqua nel corso del suo intervento in Consiglio regionale –. Né può essere una giustificazione che sia la burocrazia a rallentare la spesa dei fondi destinati al comparto».

«Se è così serve che la politica – ha continuato – si adoperi per risolvere il problema e accelerare i processi. Dobbiamo porre la questione al centro anche delle iniziative finanziate dalla Comunità europea perché si arrivi a risultati concreti che abbiano ricadute sul territorio e facciano aumentare il Pil. Ad esempio l’investimento da due milioni e seicentomila euro a Milano, sul quale sta montando la polemica mediatica, è da considerarsi utile alla Calabria o è un investimento a perdere che non porta nulla di concreto ai calabresi? Pongo questo problema all’attenzione dell’Aula anche dopo le osservazioni che sono arrivate dall’ex assessore Fausto Orsomarso che ha mosso diverse critiche all’operato della giunta».

«Dobbiamo capire – ha concluso – cosa intendiamo per turismo, per promozione e marketing del territorio e capire cosa vogliamo realizzare con i fondi che abbiamo a disposizione. Di sicuro prima è necessario mettere in sicurezza il territorio e poi avere una visione chiara degli obiettivi che vogliamo raggiungere e potenziare realmente settori nevralgici come agricoltura e turismo». (rrc)

I consiglieri Graziani, De Nisi, Neri, Crinò e Arruzzolo ritirano la firma della proposta di legge

I capogruppo in Consiglio regionale Giuseppe Graziano (Udc), Francesco De Nisi (Coraggio Italia), Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Giacomo Pietro Crinò (Forza Azzurri), Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), hanno ritirato la propria firma dalla proposta di legge sulla ludopatia.

«La modifica alla proposta di Legge regionale sulla Ludopatia – hanno spiegato – nasce dalla necessità di fornire alla Calabria e ai calabresi un nuovo quadro normativo che aggiornasse, di fatto, la Legge del 2018 che in questi anni si era concretamente deregolamentata. Tutto questo puntando, ovviamente, ad un imprescindibile obiettivo: creare una misura normativa massimamente condivisa».

«Abbiamo verificato, con grande spirito di collaborazione – hanno aggiunto – che le modifiche proposte dalla maggioranza alla Legge regionale 9/2018 non hanno attecchito nell’humus sociale e politico calabrese e di molte motivazioni espresse, come quella della Conferenza episcopale calabra, ne condividiamo anche timori e perplessità. Pertanto abbiamo deciso di ritirare le nostre firme alla proposta di modifica del quadro normativo».

«Lasciare in vigore gli articoli 16 e 54 della Legge Regionale n. 9 del 26 aprile 2018 (“Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”) così come approvata dal consiglio regionale, senza modificarne il contenuto o emendarne il testo», hanno proseguito.

Anche in scia con le prese di posizione di tanti, fermo restando la convinta convinta condivisione del contenuto della relazione del consigliere Crinò che indicava le proposte di modifica come «un compromesso tra esigenze delle aziende e tutela dei cittadini» ritirano la firma dalla proposta di legge di modifica delle norme calabresi sulla ludopatia inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale, in programma il 12 dicembre.

«Riteniamo opportuno – hanno precisato – lasciare in vigore il testo originario delle due norme in modo da intraprendere un serio e particolareggiato approfondimento sull’argomento, magari coinvolgendo in maniera più incisiva tutti gli attori coinvolti». Ad ogni modo, confermando il metodo del dialogo costruttivo nell’interesse dei calabresi, i cinque capigruppo annunciano di «rimettersi alle decisioni che scaturiranno dalla riunione di maggioranza convocata dal presidente Filippo Mancuso per lunedì prossimo prima dell’inizio dei lavori del consiglio regionale».

 

Gioco d’azzardo, Tavernise (M5S): Una vittoria il passo indietro dei capogruppo maggioranza su provvedimento

Il capogruppo in Consiglio regionale del M5SDavide Tavernise, ha evidenziato come sia una vittoria la notizia del ritiro, da parte dei capogruppo della maggioranza, della firma sul provvedimento sul gioco d’azzardo.

Tale proposta di legge, infatti, «voleva la discrezionalità dei sindaci sugli orari di apertura delle sale slot e una fortissima elasticità sul distanziamento dai luoghi sensibili», ha spiegato Tavernise, sottolineando che si tratta certamente di una vittoria, «che ora attende le nuove determinazioni della maggioranza, ma è evidente il passo indietro su una questione sociale che piega centinaia e centinaia di famiglie calabresi».

«Già a maggio scorso – ha continuato – mi sono fermamente opposto alla proposta di legge con la quale la maggioranza intendeva concedere altri 48 mesi ai titolari di sale gioco per adeguarsi alla legge regionale 26 aprile 2018 n. 9. Solo dopo le vementi proteste si è ottenuta una miglioria: l’entrata in vigore della stessa legge al 1 gennaio 2023. Si tratta di una legge, che ora finalmente entrerà pienamente in vigore, tesa a prevenire, e contrastare, il rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Assalto finito? Nell’ultimo consiglio regionale, la maggioranza ha provato con una nuova proposta di legge a ridimensionare la portata originaria del testo. Nuovo mio emendamento per migliorare l’ennesimo dannoso provvedimento, questa volta bocciato».

«Ma, come nelle migliori storie, compare il colpo di scena – ha proseguito – manca il numero legale, la votazione sul provvedimento salta. Si tenta un nuovo colpo, che sarebbe dovuto andare in scena lunedì prossimo, ma l’ennesimo colpo di scena: il provvedimento, dopo le proteste forti dell’opposizione, perde le firme dei suoi sostenitori, lasciando la vittoria sul campo ai cittadini calabresi, con il ruolo determinante delle opposizioni». (rrc)

Sbarchi migranti, il presidente Mancuso: Serve strategia europea di contenimento e sostegno a chi fa accoglienza

«È necessario che l’Europa si adoperi per assicurare un equo ricollocamento degli arrivi e si doti di una strategia di contenimento della fuga dalle aree svantaggiate». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, a seguito dei tre sbarchi in meno di 24 ore a Crotone e Reggio.

«Donne, uomini e minori stremati dal freddo e in condizioni psicofisiche drammatiche, evidenziano l’acutizzarsi delle criticità delle politiche di contenimento degli arrivi» ha detto Mancuso, sottolineando come «le migliaia di persone, in fuga da carestie e guerre, arrivate nel corso del 2022 sulle nostre coste e le tante altre che verosimilmente arriveranno, segnalano un’emergenza umanitaria di grosse proporzioni, di cui non possono occuparsi soltanto Comuni, Prefetture, Croce Rossa, Protezione Civile, Capitaneria di Porto e associazioni. Siamo dinanzi ad una condizione di crescente disagio che, pur fronteggiata con spirito di solidarietà e alto senso del dovere dagli esponenti delle Istituzioni e delle associazioni che si occupano dell’accoglienza e a cui va un doveroso ringraziamento per l’impegno assiduo e prezioso che quotidianamente dispiegano, esige un’attenzione dell’Europa più concreta. Soprattutto coerente con gli impegni enunciati ogniqualvolta la questione migranti s’impone nel dibattito pubblico».

«Gli arrivi sulle coste calabresi stanno caricando sui Comuni e sui soggetti preposti ad occuparsene, un onere pesante che da soli, per le tante problematiche che un fenomeno così complesso presenta, non possono reggere. E’ necessario che l’Europa si adoperi per assicurare un equo ricollocamento degli arrivi e si doti di una strategia di contenimento della fuga dalle aree svantaggiate. E che, al contempo, si garantisca un controllo capillare di chi giunge in Italia e finisce in centri d’accoglienza che oggettivamente stentano a garantire i diritti primari», ha concluso. (rrc)

Approvato il documento di fattibilità per ricostruire l’Auditorium Calipari del Consiglio regionale

È stato approvato, dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, il documento di fattibilità delle alternative progettuali per la ricostruzione dell’Auditorium ‘Nicola Calipari’ la cui copertura è crollata il 31 luglio del 2020.

Si tratta del primo step amministrativo necessario per la successiva progettazione dell’intervento che consentirà di riconsegnare all’Assemblea regionale una sala di 600 posti a sedere che, prima del grave evento, era stata definita “un’agorà’ elegante ed ipertecnologica a servizio della collettività”.

«L’intervento sarà realizzato grazie a un impegno finanziario complessivo di 12 milioni di euro – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso – di cui 3 già stanziati per questa prima fase. All’esito della gara di progettazione entro l’estate del 2023 saranno redatti il progetto definitivo e poi quello esecutivo come da cronoprogramma, mentre l’affidamento dei lavori è previsto per ottobre. Entro il 2025 sono stimati l’ultimazione dei lavori e il collaudo dell’opera».

La prospettiva delineata nel documento, redatto dal Settore Tecnico del Consiglio regionale diretto dall’architetto Gianmarco Plastino, non si limita al solo Auditorium, ma include anche le aree esterne, al fine di riqualificare Palazzo Campanella nel suo insieme con interventi aderenti al principio della sostenibilità ambientale e ai moderni parametri architettonici e di rigenerazione urbana.

«La realizzazione del nuovo Auditorium ‘Nicola Calipari’ consegnerà alla comunità – ha evidenziato Mancuso – un luogo che integra partecipazione politica, cultura e condivisione sociale, esaltando la mission di spazio aperto per eventi multimediali della sala del Consiglio e di importante polo istituzionale e culturale».

«Con l’avvio dell’iter della ricostruzione dell’Auditorium – ha proseguito – si dà inizio a una vera e propria operazione di riscatto, all’indomani del crollo del 2020, che restituirà alla collettività un’infrastruttura progettata secondo i più avanzati criteri architettonici, tecnologici e di sostenibilità. Dalle macerie alla fiducia della rinascita, il nuovo ‘Calipari’ potrà essere il simbolo fisico della rinascita di una Calabria che vuole cambiare, all’insegna della buona politica e delle buone prassi amministrative che hanno al centro il cittadino con i suoi bisogni». (rrc)

Ludopatia, Pd Calabria: Appello di don Giacomo Panizza impone all’intero Consiglio regionale una riflessione

Il gruppo Pd del Consiglio regionale ha evidenziato come «l’appello lanciato da Don Giacomo Panizza sulla legge che disciplina i giochi d’azzardo impone all’intero Consiglio regionale una ulteriore riflessione».

«Avevamo fatto mancare – hanno spiegato – il numero legale come centro sinistra durante l’ultima seduta del Consiglio regionale per evitare che venisse approvata, considerata l’assenza in Aule del centrodestra, la legge  che  modifica l’attuale disciplina del gioco d’azzardo in Calabria. Ora dopo l’appello lanciato da Don Panizza si richiede ad ognuno di noi un supplemento di riflessione. Ognuno di noi sa che la ludopatia  costituisce un grave problema sociale, ancora più grave in Regioni fragili come la nostra».

«Bene ha fatto – hanno concluso i consiglieri del Pd – don Giacomo Panizza a lanciare un appello alla riflessione all’intero Consiglio regionale in vista della seduta del 12 in cui si dovrebbe approvare la legge». (rrc)

Medici imboscati, Tavernise (M5S) scrive ai responsabili della trasparenza delle Asp

Il consigliere regionale del M5SDavide Tavernise, ha denunciato come «le aziende sanitarie, tranne il Gom di Reggio Calabria, non forniscono i dati sui “medici imboscati”», per questo ha scritto ai responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza delle Aziende Sanitarie calabresi (8 su 9) che non hanno dato seguito al suo accesso agli atti, per chiedere il riesame dell’istanza.

«A pensar male si fa peccato – ha incalzato Tavernise – ma appare quantomeno strano il silenzio su questa mia richiesta, che riguarda due aspetti fra loro complementari: quanti sono i medici e gli infermieri che si “nascondono” dietro una scrivania invece di espletare il loro lavoro in corsia? E quanti di questi hanno veramente le carte in regola per poter stare davanti a un monitor? La risposta a queste semplici domande potrebbe finalmente farci addivenire ad una soluzione per la grave carenza di personale che affligge i nostri ospedali».

«Dal Gom, per esempio – ha spiegato – sappiamo che in tutto sono 8 (tra medici e infermieri) gli operatori che pur potendo lavorare in corsia, di fatto sono stati dislocati altrove. E sempre 8 sono le unità che per diversi lassi temporali, risultato essere inidonei al ruolo per il quale sono stati assunti».

«Mi preme constatare, comunque, che anche la politica ad oggi non sembra intenzionata a risolvere pienamente la questione – ha continuato il consigliere regionale –. Non è un caso, allora, se la mia proposta di legge anti-imboscati, presentata in data 14 ottobre 2022, non sia ancora stata calendarizzata. Eppure non tocca le casse della Regione: è a costo zero».

«Voglio rinnovare l’invito al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per una giusta collaborazione sui temi più importanti per i cittadini calabresi – ha concluso – e la sanità è la madre di tutte le questioni in questa terra. È arrivato il momento di mettere in atto azioni concrete e responsabili». (rrc)

Bevacqua (PD): Vergognoso ridurre la manovra a mance elettorali senza affrontare emergenze calabresi

Il consigliere regionale del PD, Mimmo Bevacqua, ha evidenziato come «la manovra di assestamento arrivata ieri in Aula è deludente da più punti di vista e non ha affrontato, ancora una volta, il tema dei residui attivi, il vero nervo scoperto, ormai da anni, dei bilanci regionali. Eccezion fatta delle risorse messe in campo per i consorzi di bonifica e per la stabilizzazione dei precari storici, non condividiamo nient’altro nei metodi e nei criteri seguiti».

«Che idea ci si può fare, infatti, della vostra visione nel momento – ha aggiunto – in cui anziché affrontare le vere emergenze sociali ed economiche ripiegate in una politica da noi considerate superata da anni con la distribuzione di piccole mance a pochi Enti e pochi Comuni? Fra questi c’è anche il mio Comune natale, ma questo non mi impedisce certo di porre precise domande. Di quali progetti stiamo parlando? A che stadio sono? Con quali criteri sono stati individuati? Davvero pensate di fare politica concedendo regalie una tantum a questo o quel Comune? Noi siamo per una politica diversa capace di offrire risposte a chi oggi soffre, penso ad artigiani, commercianti e lavoratori precari, ed ha bisogno della vicinanza delle istituzioni».

«La nostra proposta in Aula è stata semplice – ha proseguito Bevacqua – questo milione e mezzo di mance a pochi Comuni indirizziamolo verso la soluzione di un problema davvero urgente e socialmente rilevante: sappiamo tutti che i fondi destinati ai Consorzi non sono sufficienti. Integriamoli utilizzando queste risorse invece di disperderli e lasciamo perdere una politica logora, piccola e di corto respiro. Ci è stato risposto che avremmo dovuto presentare un emendamento per ottenere questo obiettivo, ma sappiamo tutti che si tratta di una risposta ipocrita e che la volontà dell’Aula è sovrana».

«Con una reale volontà politica –  ha concluso – avremmo potuto ottenere un risultato diverso e indirizzato a tutelare gli interessi dei calabresi e non a distribuire prebende elettorali». (rrc)

Il consigliere De Nisi (IC): Istituire una task force dedicata all’erosione costiera

Istituire una task force dedicata all’erosione costiera. È quanto ha chiesto il consigliere regionale Francesco De Nisi, esprimendo solidarietà alle comunità calabresi colpite  dal maltempo di questi giorni.

«Ancora una volta ci troviamo, purtroppo,  davanti a un film drammatico già visto – ha detto –. È un chiaro segno di debolezza e vulnerabilità del nostro territorio che deve essere messo in sicurezza con interventi efficaci e costanti di contrasto al dissesto idrogeologico».

Una situazione grave, che in alcuni tratti assume connotati tragici.

A Briatico, per esempio, la furia del ciclone che ha investito la Calabria Tirrenica ha lasciato dietro di sé il porto completamente devastato, il borgo marinaro pesantemente danneggiato e le criticità alle arterie stradali, alle pompe di sollevamento, ai lidi e agli arenili.

«Ecco che la prevenzione  – ha proseguito De Nisi – in un periodo di eventi climatici estremi diventa una questione di sicurezza dei cittadini.  È necessario che in tempi brevi venga dichiarato lo stato di calamità naturale affinché vengano erogati agli amministratori locali fondi e strumenti e per favorire interventi immediati a sostegno di aziende e cittadini colpiti economicamente».

De Nisi, ha evidenziato che «occorre guardare al futuro attraverso l’istituzione di una task force dedicata al fenomeno dell’erosione costiera sfruttando, con interventi mirati e dalla tempistica concretamente fattibile, le opportunità messe a disposizione dal Por 2021  – 2027».

Nel riaffermare la propria vicinanza alle popolazioni delle zone colpite dal maltempo, De Nisi ha concluso sostenendo con forza che «non è più sostenibile che i fondi destinati all’ erosione costiera vengano puntualmente non spesi e conseguentemente disimpegnati perché i tempi di completamento di un lavoro di erosione supera i dieci anni». (rvv)

Il neo sen. Irto formalizza l’addio al Consiglio regionale

Il neo senatore Nicola Irto ha formalizzato il suo addio al Consiglio regionale dopo l’elezione al Senato della Repubblica ottenuta alle politiche dello scorso 25 settembre. Una decisione che arriva molto tempo prima rispetto alla scadenza prevista dalla legge per optare fra una delle due cariche.

«Dopo l’attività politica in Consiglio regionale, dove ho avuto l’opportunità e l’onore di svolgere diversi ruoli, compreso quello di presidente dell’Aula, rassegno le mie dimissioni. L’elezione a senatore della Repubblica mi impone di concentrarmi sul nuovo ruolo che i calabresi hanno voluto affidarmi e che svolgerò con il massimo impegno e nell’interesse esclusivo della Calabria e del Paese. Sento, però, di dover rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i colleghi con cui ho avuto modo di lavorare in questi anni, ma anche ai dipendenti del Consiglio e a tutti coloro che lavorano, e continueranno a farlo, per il bene della nostra Regione. E’ stata un’esperienza esaltante, contrassegnata da tante difficoltà, ma anche dal raggiungimento di numerosi obiettivi. Faccio i miei migliori auguri ai colleghi che proseguiranno il loro lavoro in questa legislatura, e li invito al massimo impegno perché il periodo che ci prepariamo ad affrontare sarà assai complicato. Serve, dunque, uno sforzo fuori dall’ordinario, da parte di maggioranza e opposizione, per fare in modo che la Calabria riesca a superare questa fase e costruire uno sviluppo reale per il nostro territorio. Lo stesso impegno che sarà richiesto al Parlamento al governo con i quali il Consiglio regionale deve avere una sempre più stretta e proficua collaborazione che, per quel che di mia competenza e possibilità, proverò ad agevolare in ogni modo».