Sanità, Katya Gentile (FI) incontra il commissario La Regina per pianificazione della rete ospedaliera degli Spoke

Il consigliere regionale di Forza ItaliaKatya Gentile, ha incontrato il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina, per discutere di programmazione e  pianificazione complessiva della rete ospedaliera degli  spoke.  

«Tante sono le criticità sulle quali sta intervenendo il  Commissario dell’Asp – ha spiegato Gentile – di concerto con il Commissario ad  acta, Roberto Occhiuto, e con il Dipartimento tutela della salute. L’Asp sta investendo sullo sviluppo della telemedicina e della teleradiologia che, in un territorio orograficamente complicato  come quello provinciale, può rappresentare uno strumento di  offerta sanitaria più immediato, efficace e vicino ai cittadini. Diverse sono le procedure già avviate, in fase di  espletamento o conclusiva, volte alla risoluzione di  problematiche cogenti che mettono in affanno gli ospedali  dell’intera provincia, primo fra tutti il reclutamento di  personale».

«In particolare – ha proseguito Katya Gentile – in questa  stessa ottica rientrano la nomina del primario della  Ginecologia di Cetraro che, come garantito dal Commissario, avverrà nei prossimi giorni, la disponibilità all’imminente  riattivazione del reparto di Ginecologia, nelle more della  riapertura del punto nascita dello stesso ospedale, e l’espletamento di un concorso per la nomina del Direttore  sanitario dello spoke Paola-Cetraro». 

«Tutto ciò rappresenta – ha detto ancora – un segnale di particolare attenzione  verso territori per troppo tempo trascurati e la volontà di  valorizzare i servizi e l’offerta sanitaria che ci consentiranno di evitare un’emigrazione sanitaria, anche per interventi di routine, verso la Basilicata». 

«Dal proficuo incontro – ha concluso l’onorevole Gentile, sono emersi l’impegno e la concretezza messi in campo dal  Commissario La Regina, al quale ho inteso assicurare di  persona ogni forma di collaborazione istituzionale che possa contribuire al buon andamento di questo percorso evolutivo, non più rinviabile». (rcs)

Tavernise (M5S): Gravi i ritardi della Regione nel pagamento dei giovani tirocinanti

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha denunciato, in una interrogazione depositata in Consiglio regionale, come «i pagamenti delle mensilità, spettanti a quanti hanno aderito al programma Garanzia Giovani,  con tirocini formativi già conclusi o in fase di conclusione, continuano a subire gravi ritardi».

«I beneficiari – ha spiegato – attendono 9 mesi o più, prima di vedere, finalmente, versato il corrispettivo dovuto. Risulta, addirittura, che non siano state erogate le indennità per alcuni tirocinanti della programmazione 2015-2016. Per molti ragazzi, l’adesione al piano europeo di contrasto alla disoccupazione, si sta trasformando, così, in una vera e propria odissea. Avrebbe dovuto, viceversa, rappresentare un’opportunità, soprattutto in una regione come la nostra, dove il mondo giovanile segnala un tasso di disoccupazione pari al 49,2%».

«Una percentuale, quest’ultima – ha proseguito – cresciuta rispetto al 2020 per effetto della pandemia. Sono numeri che preoccupano, se li rapportiamo a quanto mediamente accade nel resto del Paese, dove il tasso di disoccupazione giovanile nel 2020 si è attestato al 29,4%. Praticamente in linea con il dato dell’anno precedente (29,2%). Tanto dimostra che la crisi economica, conseguenza della pandemia, ha colpito, in Calabria, soprattutto le giovani generazioni».

«Nella nostra Regione, si prospettano, in ogni caso – ha detto ancora – nuove opportunità di lavoro che non possono essere colte: molte sono, infatti,  le aziende che non riescono a trovare personale da inserire nel proprio organico. In tale contesto, non dare risposte immediate, soprattutto in termini di pagamento, ai giovani che partecipano al Programma Garanzia Giovani, che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro e che molto spesso affrontano spese per potersi recare in altri comuni per il loro tirocinio, è assolutamente inammissibile».

«Eppure dal 2015 al 2020 la Regione Calabria ha avuto a disposizione 180 milioni di euro da destinare all’attuazione del Programma Garanzia giovani, soldi che sembrerebbe averne impegnati solo per 25 milioni. A tanto – ha concluso Tavernise – si aggiungeranno le somme relative al programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), inserite nell’ambito della Missione 5, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per la Calabria, dal 2021 al 2025, saranno disponibili ulteriori 40 milioni di euro, mentre l’obiettivo da centrare, entro la fine del 2022, è il reinserimento di 27mila persone nel mercato del lavoro». (rrc)

Impianto rifiuti a Tortora, Tavernise (M5S) alla Regione: Scongiurare danni irreversibili al Fiume Noce

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha depositato in Consiglio regionale una interrogazione a risposta scritta, chiedendo quali sono le iniziative che «intende assumere la Regione Calabria, per evitare irreversibili danni, ambientali ed economici, ad aree di grande pregio e a forte valenza turistica, quali il sito Sic <Valle del Noce> nonché ai  Comuni di Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella».

«Prima di rilasciare autorizzazioni – ha proseguito – all’eventuale riapertura dell’impianto rifiuti pericolosi e non, in località  San Sago, oggi chiuso, ritiene la regione di dover svolgere, a tutela dei citati territori, un’istruttoria completa ed approfondita, non superficiale, dunque, come sembra sia stato fatto da parte della Regione Basilicata?».

«Considerati gli interessi costituzionali da tutelare, quali la salute, l’ambiente, l’economia del territorio – si legge – si ritiene di dover procedere ad una valutazione analitica, dettagliata, per tutte le tipologie di rifiuti di cui ai codici Cer, verificando sul posto la reale funzionalità dell’impianto al trattamento depurativo degli stessi, alla luce delle rilevanti problematiche susseguenti dal lontano 1992?».

«Si intende ricorrere a Valutazione di Impatto Ambientale – ha chiesto infine Tavernise– visto che l’impianto era autorizzato a trattare rifiuti riferiti a 322 codici Cer, molti dei quali rifiuti pericolosi, tra cui il petrolio, scaricando nel torrente Pizinno confluente, dopo brevissimo tragitto, nel fiume Noce?».

Nel 1992 l’autorizzazione del Comune di Tortora per un impianto privato destinato a trattare rifiuti liquidi speciali non pericolosi. Negli anni la conversione ad impianto, sempre privato, per il trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non. Il 27 novembre 2013, però, un sequestro giudiziario, disposto dalla Procura di Paola, ferma l’impianto. Ad essere contestate sono una serie di violazioni alle regole e ai limiti dettati dall’autorizzazione regionale. L’impianto, trattante 300 metri cubi al giorno di reflui urbani e industriali, in buona parte pericolosi, viene fermato anche dalla Regione Calabria, attraverso la sospensione della necessaria autorizzazione AIA. Impianto a tutt’oggi non funzionante.

Nel 2016, quindi, arrivano il dissequestro e la richiesta della Co.Gi.Fe. Ambiente S.r.l. di riprendere l’attività di smaltimento dei rifiuti. La Regione Calabria invita, così, l’azienda, a presentare, presso la Regione Basilicata, istanza di valutazione di incidenza rispetto al SIC Valle del Noce, sito di interesse comunitario che si estende fino alla regione lucana. Il 23 aprile del 2021 il parere favorevole all’istanza di valutazione di incidenza. Ma nel mese di dicembre la svolta. All’unanimità il Consiglio Regionale della Basilicata approva una mozione che impegna la Giunta lucana ad approfondire l’istruttoria, relativa alla valutazione di incidenza, sospendendo l’efficacia del provvedimento rilasciato e ad avviare un’interlocuzione con la Regione Calabria, titolato a rilasciare l’autorizzazione di riapertura.

Da qui l’interrogazione del M5S, a firma Tavernise, per scongiurare la malaugurata autorizzazione di riapertura.

 

 

Il Gruppo Pd in Consiglio regionale: Votato no al bilancio di previsione

Il gruppo Pd in Consiglio regionale ha reso noto di aver votato contro la manovra finanziaria, «fatta arrivare in fretta e furia dal centrodestra» per evitare l’esercizio provvisorio.

«Dopo la discussione sulle linee programmatiche non cambia il quadro di insieme all’interno del quale sta annaspando il governo di centrodestra – affermano i consiglieri del Pd Nicola Irto, Raffaele Mammoliti, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Ernesto Alecci –, ci siamo trovati davanti ad un documento contabile approntato in fretta e furia e saltando i passaggi nelle Commissioni ancora non costituite, senza audizioni delle parti sociali e senza nessun confronto politico».

«Praticamente – hanno proseguito –senza neanche dare la possibilità ai consiglieri regionali di poter approntare significative proposte emendative.  Si tratta di un bilancio di tipo emergenziale dettato solo da necessità burocratiche ed economiche. Senza uno sguardo di insieme sulle esigenze della Calabria e dei calabresi e senza una visione del futuro della Calabria che già mancava nelle linee programmatiche che il presidente Roberto Occhiuto ha illustrato all’Assemblea in occasione della seduta precedente e sulle quali abbiamo già espresso il nostro voto contrario».

«Nella relazione illustrativa al bilancio di previsione, praticamente – hanno illustrato – la giunta stessa ammette di brancolare nel buio. Si continua, dunque, lungo la linea tracciata con il programma. Incertezza totale sul presente e sul futuro e ricorso a strumenti di natura emergenziale senza nessun confronto nelle sedi preposte soltanto per provare a mettere qualche toppa a qualche falla e dare all’opinione pubblica una sensazione di efficienza e velocità. Per dare l’immagine, evidentemente soltanto ai fini di un ritorno mediatico, di un cambio di passo rispetto alle gestioni precedenti.

«Eppure –hanno detto ancora i consiglieri del Pd – questo bilancio di previsione somiglia in maniera inquietante a quelli precedenti. In parte è inevitabile perché sappiamo tutti come oltre il 60% delle risorse della manovra siano assorbite dalla sanità e che le risorse disponibili siano limitatissime, appena 767,3 milioni di euro a fronte dei 6,5 miliardi che movimenta complessivamente il documento contabile».

«Ma è la stessa identica situazione in cui la Regione si muove da anni – hanno detto ancora – e che sapevamo di incontrare già dalla scorsa campagna elettorale. È chiaro, dunque, che fare l’elenco delle criticità esistenti, riferirsi ai rilievi  mossi dalla Corte dei Conti e produrre un documento idoneo soltanto ad evitare l’esercizio provvisorio, vuol dire esattamente fare in modo che tutto continui come è sempre stato». 

«Inseguire le emergenze non servirà a nulla – hanno spiegato Irto, Mammoliti, Bevacqua, Iacucci e Alecci –. E sarebbe il momento, considerando i buoni uffici con il Governo nazionale di cui il governatore Occhiuto ha parlato durante la scorsa seduta di Consiglio regionale, di avviare, fin da subito, un’interlocuzione di tipo diverso che metta sul piatto le reali esigenze della Regione. A partire dal debito nella sanità, accumulato durante la gestione dei commissari inviati da Roma e che non può ricadere sulle spalle dei calabresi. Passando, poi, per tutte le altre emergenze che la Calabria da sola non può risolvere. La nostra Regione deve diventare una questione di interesse nazionale». 

«Per arrivare alle riforme strutturali che servono alla Regione serve un atteggiamento diverso – hanno concluso –. Come gruppo Pd lo abbiamo detto anche in occasione dell’approvazione della legge che ha istituito l’Azienda Zero per la  governance della sanità calabrese. Non servono nuovi organismi alla Calabria, come l’annunciata Agenzia che insieme al Ministero per la Coesione dovrebbe aiutare la Regione nella programmazione della spesa comunitaria. Alla Calabria serve coraggio nelle scelte e una visione chiara di ciò che si vuole realizzare nei prossimi anni. E questo coraggio, purtroppo, non lo abbiamo ritrovato né all’interno delle linee programmatiche, né all’interno del bilancio di previsione». 

Iconsiglieri regionale di De Magistris presidenteFerdinando LaghiAntonio Lo Schiavo, si hanno evidenziato che «è inammissibile ricevere soltanto pochi giorni prima della seduta, come purtroppo è accaduto, la documentazione relativa alla legge di Bilancio. Si tratta di una vera presa in giro, con il pretesto dell’urgenza di evitare l’esercizio provvisorio».

«Non è possibile – hanno spiegato – esaminare a fondo l’allocazione delle risorse pubbliche in un tempo così breve, tra l’altro con una mole di questioni differenti inserite nello stesso Ordine del giorno. Abbiamo un mandato popolare con precise responsabilità».

«Pertanto – hanno proseguito – ci deve essere consentito di svolgerlo in maniera seria e approfondita, nell’interesse di tutti i cittadini calabresi. Il Consiglio regionale deve essere messo in condizione di poter svolgere adeguatamente il suo ruolo». «Altro teatro politico dell’ultimo Consiglio ha avuto luogo in merito all’elezione del presidente della commissione speciale di Vigilanza».

«Il vecchio vizio dei giochi di palazzo – hanno accusato i consiglieri di De Magistris Presidente – ha prevalso sulla necessità di un confronto aperto e trasparente tra i Gruppi, che invece doveva esserci per rispetto della rappresentanza democratica e della dignità istituzionale».

«Contestiamo – hanno concluso Laghi e Lo Schiavo – il pericoloso metodo illiberale che si sta imponendo nella nuova legislatura, già visto con la sbrigativa, meccanica approvazione della proposta di legge sull’ Azienda Zero». (rrc)

Tavernise (M5S): Alle nuove generazioni lasciare una Calabria migliore, una sanità efficiente e nuove infrastrutture

Il capogruppo in Consiglio regionale del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, nel corso della seduta del Consiglio regionale ha ribadito gli obiettivi che la politica regionale realizzasse nei prossimi cinque anni: «nel mio piccolo – ha spiegato – voglio lavorare nei prossimi cinque anni, per lasciare, alle nuove generazioni, una Calabria migliore: con una sanità efficiente e nuove infrastrutture».

«Per questo motivo, su tematiche importanti, come ora lo sono – ha aggiunto – il piano vaccinazioni, il PNRR nonché il Programma Operativo Regionale ci sarà da parte mia collaborazione e condivisione, se lo stesso spirito costruttivo contraddistinguerà l’attuale maggioranza nei confronti dell’opposizione tutta».

Entra nel merito delle Linee programmatiche esposte da Occhiuto, poi, Tavernise che esprime condivisione per taluni obiettivi programmatici, rimarcando però alcune datate criticità. «Non ho letto nulla sugli ospedali chiusi e da riaprire – sottolinea il Capogruppo del M5S. È da qui, che la sanità regionale deve ripartire, se vuole ridurre i trecentoventi milioni di mobilità passiva. Perché ancora oggi, nonostante datate sentenze del Consiglio di Stato su ospedali come Praia a Mare e Trebisacce, si continua a non riaprire strutture agibili e dotate di strumentazione, che pur possono offrire risposte sanitarie ai nostri concittadini».

«Per non parlare dell’ospedale di Cariati – ha proseguito Tavernise – che fa emergere, nella sua drammaticità, come ci siano zone in Calabria estese per 185 Km di costa con un solo pronto soccorso. È inaccettabile in un Paese che vuole dirsi moderno. Condivido il piano sulle assunzioni perché non basta riaprire talune strutture chiuse se tenute ferme e prive di personale sanitario».

Condivisi, poi, da un lato il giudizio negativo sulla gestione di tutto il sistema idrico ad opera di Sorical, per cui ci si augura l’acqua venga riconosciuto come bene comune con tutte le relative conseguenze politiche e di diritto, e dall’altro, in tema di ambiente, la necessità di spingere sulla raccolta differenziata e la chiusura delle discariche esistenti «sebbene – rimarca Tavernise – ancora oggi ci siano pressioni per aprire nuove discariche, come nel caso di Scala Coeli».

«La statale 106 – va avanti il Capogruppo pentastellato – e l’alta velocità ferroviaria, sono le nostre priorità. Apprezzo siano citate nelle Linee programmatiche. E’ brutto a dirsi, ma doveroso riconoscerlo: oggi abbiamo due Calabrie, quella del nord, totalmente abbandonata sul piano infrastrutturale, e quella del sud, collegata anche da un’autostrada, che da Rende a scendere, attraversa i principali centri».

«Con ripercussioni e penalizzazioni evidenti, in tutto questo – ha proseguito – sugli imprenditori del turismo operanti nella Calabria nord. Intervenire sulle infrastrutture contribuisce a rendere omogenea e di qualità l’offerta turistica su tutta la regione. La Calabria va oltre Tropea, Soverato o Pizzo. La vetustà del nostro sistema ferroviario impone un deciso intervento e cambio di passo, come la ZES di Gioia Tauro, che deve diventare centro nevralgico dell’economia regionale».

Sul fronte lavoro, l’auspicio è un intervento serio sull’organizzazione dei centro per l’impiego, oggi totalmente incapaci di far convergere offerte e domande di lavoro, mentre “Garanzia Giovani” vede fermi al palo circa 180 milioni di euro con giovani che vorrebbero aderirvi ma non possono.

Condiviso, in tema di agricoltura, il percorso avviato due anni fa dal Dipartimento agricoltura su ARCEA, restano, viceversa, quale nota dolente le vicende Arsac, ad oggi incapace di valorizzare i beni regionali, e consorzi di bonifica, per cui gli agricoltori pagano tasse senza beneficiare dei relativi servizi.

«Sul futuro della Calabria – ha concluso Tavernise, annunciando il voto contrario del M5S, sulle Linee programmatiche, in attesa di azioni concrete della maggioranza – su quanto di buono si vorrà fare per la nostra regione, non esistono partiti o divisioni, esiste solo la Calabria per la quale farò di tutto in questi cinque anni». (rrc)

Lo Schiavo (De Magistris presidente): Occhiuto difenda la Calabria sull’autonomia differenziata

Il consigliere regionale di De Magistris PresidenteAntonio Lo Schiavo, ha lanciato un appello al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di difendere la Calabria sull’autonomia differenziata.

«L’incontro tra il ministro Gelmini e il governatore Zaia – ha spiegato – non lascia intravedere nulla di buono se l’obiettivo è quello di per avere più risorse e funzioni a beneficio di alcune regioni e a discapito di altre. C’è il rischio concreto di portare avanti un federalismo sbilanciato che rappresenterebbe un colpo al cuore per il Sud Italia e per la Calabria. Quindi mi chiedo: il presidente Occhiuto sarà il presidente dei calabresi? Metterà in atto una difesa delle politiche di coesione e di solidarietà nazionale? O sarà, invece, esponente di primo piano di una forza di governo che porta avanti logiche diverse?».

«In sostanza ci chiediamo – ha proseguito – quale sarà il ruolo della Calabria nei prossimi mesi rispetto al tentativo messo in atto dalle Regioni del Nord di rompere il patto di solidarietà nazionale? Quale l’idea rispetto alla concretizzazione dei Lep che devono essere uguali in tutto il territorio nazionale? Quale la visione sullo sviluppo della regione, sul ruolo strategico degli enti pubblici in Calabria, sulla governance pubblica negli asset strategici?».

«L’ultimo rapporto Svimez – ha illustrato il consigliere regionale – mette in evidenza le grandi disparità sociali che conosciamo bene, non è il caso di soffermarsi troppo su ciò che tutti noi abbiamo sotto gli occhi. Dobbiamo, piuttosto, avere una visione di sistema partendo, anche, da alcuni aspetti interessanti sul profilo tecnologico, sulla defiscalizzazione, sulle residenze fiscali legate alle Zes. Ma la vera sfida è come riuscire ad attirare investimenti sulle infrastrutture immateriali, oltre che su quelle materiali, investimenti su capitale umano, formazione, ricerca, università e scuola, innovazione. Questa è la sfida decisiva per la Calabria».

Quindi, il consigliere regionale si è soffermato sul lavoro. «La dignità del lavoro, la lotta al precariato – ha detto Lo Schiavo –, rappresentano temi urgenti e sentiti. Padri di famiglia che chiedono occupazione per i propri figli sono l’emblema del fallimento di intere classi dirigenti. Mai più bisognerà speculare sul bisogno, sulla disperazione, sulle clientele. Si cambi passo, si scelga il merito, si prediligano criteri oggettivi e di trasparenza. Senza merito e competenze la Calabria non potrà mai decollare».

«Lei, presidente Occhiuto – ha affermato –, non ha bisogno di un governissimo come quello nazionale. Ha una maggioranza solida, non le servono le larghe intese. Ha invece bisogno di un’opposizione che la possa pungolare per fare meglio, che insista sul miglioramento delle proposte e dei metodi. Perché non faccia la fine di Aureliano Buendia, il colonnello di Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez, che vedeva i suoi ordini eseguiti ancor prima che fossero impartiti, individuando in questo i contorni del suo fallimento». (rrc)

Povertà a Vibo, Lo Schiavo (De Magistris presidente): L’appello di don Vattiata non rimanga inascoltato

Il consigliere regionale di De Magistris PresidenteAntonio Lo Schiavo, ha chiesto che l’appello di don Tonino Vattiata, sacerdote vibonese in prima linea nella lotta alla povertà, non rimanga inascoltato.

Il sacerdote, infatti, dalle pagine de Il Quotidiano del Sud, ha spiegato come la sua richiesta indirizzata al Comune – volta ad ottenere un immobile o un bene confiscato da utilizzare a fini sociali – sia rimasta inascoltata.

«La politica non perda il senso dell’umanità e della solidarietà – ha dichiarato Lo Schiavo – ed assolva alla sua funzione più nobile: quella di essere al servizio della comunità, specie della parte più bisognosa di essa. Leggere le parole di don Tonino Vattiata, che a Vibo Valentia chiede da tempo una struttura per realizzare un dormitorio pubblico con annessa mensa di sopravvivenza, e apprendere che i suoi appelli sono rimasti inascoltati, non fa che lasciare un grande senso di amarezza».

«Non si ignorino le istanze delle fasce più deboli della comunità – esorta Lo Schiavo – specie in un periodo in cui l’emergenza pandemica ha accentuato il divario tra le classi sociali ed ha determinato una crescente marginalizzazione delle categorie più fragili, di chi non ha un’occupazione stabile, di chi non ha una rete familiare alle spalle, degli anziani soli, di chi patisce le conseguenze di disparità sociali che anche nel nostro territorio possono assumere contorni drammatici».

«Si ascolti dunque l’appello di don Vattiata e della sua associazione che, senza fini di lucro – ha proseguito – persegue finalità solidaristiche e si batte per offrire quello che sarebbe un giusto e necessario supporto alle persone meno fortunate. Da tempo chiediamo, come forza progressista impegnata sui temi cittadini, l’istituzione di una mensa per i più bisognosi: ora c’è una realtà meritevole e disponibile che va messa solo nelle condizioni di poterla finalmente realizzare e gestire. L’Amministrazione comunale non venga meno a questo dovere morale e non faccia mancare il suo contributo». (rrc)

AL VIA LA GIUNTA OCCHIUTO: ADDIO SPIRLÌ
IL PRIMO CONSIGLIO IL 15, CON 3 INCOGNITE

di SANTO STRATI –A una prima valutazione delle scelte del Presidente Roberto Occhiuto per la sua Giunta, il giudizio non può che essere positivo, fermo restando che bisognerà vedere all’opera le singole deleghe e capire se il “modello del fare” che il neogovernatore ha mostrato di voler adottare sarà seguito in toto. Già, perché risulta evidente che abbiamo (finalmente, dopo quasi un anno di precarietà governativa) un presidente “politico” che realizza le cose nel momento stesso in cui le pensa: non è piaggeria, ma evidenza che proviene dalle prime mosse che hanno caratterizzato la dodicesima legislatura, quella di Roberto Occhiuto. Il tempo di dire che voleva farsi assegnare il commissariamento della sanità della regione per restituirla ai calabresi ed ecco, d’incanto, che Draghi gliel’ha concesso subito, d’intesa con il Consiglio dei ministri. Ha detto che non voleva perdete tempo per la Giunta, ed ecco, nei tempi previsti, il nuovo governo. Sicuramente, Occhiuto, mostra di conoscere a menadito come funziona la politica (nazionale) e come va gestita quella regionale. Manca solo una pedina: l’assessore all’ambiente, ma Occhiuto lo presenterà a breve.

Le sue scelte per la Giunta si caratterizzano soprattutto per due elementi. Il primo riguarda il mancato rispetto dell’accordo pre-elettorale con Salvini circa la riconferma di Spirlì. Avevamo facilmente pronosticato, diversi mesi fa, che i patti in politica spesso durano lo spazio di una notte e che l’imbarazzante riconferma del facente funzioni avrebbe creato un grande disagio a un governo che ha bisogno di competenze e di capacità che si mettano a disposizione dei calabresi e della Regione. Così, Nino Spirlì esce di scena (con molta malcelata contentezza dei suoi stessi sodali di partito) e al suo posto va una donna, che dovrà difendersi da un pregiudizio parentale: è cugina del deputato Francesco Cannizzaro, quindi il pensiero corrente sarà quello che l’onorevole ha piazzato non solo una sua pedina, ma persino una parente. Niente di più sbagliato. Giuseppina Princi, meglio conosciuta da tutti come Giusy, è una donna con gli attributi, che in dieci anni ha trasformato il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio in un modello imitato, con grande soddisfazione, da molti istituti. Basta solo l’indirizzo biomedico inventato dalla Princi per preparare gli studenti orientati verso medicina a sostenere i test di ammissione all’università. Guardate che è un’idea geniale, tanto che l’hanno subito presa a modello persino a Milano. Certo gestire una Regione non è come gestire un istituto scolastico, ma la Princi ha temperamento, capacità e talento e saprà dimostrarlo. Dimentichiamoci, quindi, della parentela e valutiamo serenamente quanto la vicepresidente sarà in grado di fare per i calabresi.

Il secondo elemento caratterizzante della Giunta Occhiuto è una delega nuova, quanto coraggiosa: “Azioni di sviluppo per la Città Metropolitana di Reggio Calabria”, affidata anche questa alla nuova vicepresidente Princi. Ebbene, si consideri che Reggio era l’unica Città Metropolitana a non avere ancora ricevuto dalla Regione le necessarie deleghe. Non c’era riuscito Falcomatà durante il governo di Mario Oliverio (pur militando nello stesso partito), ci ha pensato Occhiuto. Mostrando, oltretutto, di avere ben chiara una visione di futuro che non può dimenticare o lasciare indietro alcuna città calabrese e men che meno la MetroCity alla quale fanno riferimento il Porto di Gioia Tauro e il progetto (che Occhiuto sostiene con convinzione) del Ponte sullo Stretto.

È un segnale evidente che l’azione del nuovo governo sarà orientata a sovvertire le sonnecchiose pratiche che creavano figli e figliastri nella stessa regione: bisogna remare tutti insieme per governare non solo il territorio ma anche le prospettive di sviluppo, le istanze di crescita irrinunciabili che il PNRR potrebbe permettere di accogliere e realizzare. Certo, servono competenze e talenti (lo scouting del Presidente Occhiuto probabilmente ci sorprenderà ancora) non soltanto per ridare la sanità ai calabresi, il giusto diritto di curarsi a casa propria, il giusto diritto di avere cure adeguate, attrezzature moderne, ospedali e case della salute in linea con le altre realtà del Paese. Il personale medico è di eccellente livello, qualcuno tornerà in Calabria dal Nord e dal Centro, per dare il suo utile e fondamentale aiuto per garantire la salute dei calabresi. Servono, appunto, capacità e talento, personalità in grado di affrontare e demolire il debito monstre che si è via via consolidato, ma anche professionisti della sanità, in grado di interpretare le esigenze terapeutiche insieme con quelle amministrative e ridare fiducia a una popolazione avvilita e delusa. Già fermare i “viaggi della speranza” (anche per una semplice appendicite) significa risparmiare più di 300 milioni di trasferimenti alle altre regioni per pagare le prestazioni, ma anche far risparmiare una somma probabilmente pari al doppio ai malati e ai familiari al loro seguito: viaggi, soggiorni, etc. E in questa nuova progettualità che riguarda la sanità serviranno risorse umane in tutti i campi professionali e, soprattutto, servirà un’opposizione che faccia adeguatamente la sua parte. Nessuna necessità di cercare inciuci o accordi trasversali, ma un serio contributo per un fine comune.

Tornando a parlare della Giunta, Occhiuto ha voluto riconfermare nel loro precedente ruolo sia Gianluca Gallo (Agricoltura) che Fausto Orsomarso (Turismo). Gallo, oltre ad essere il più votato in Regione, ha lavorato in modo “pesante” a favore degli agricoltori e del comparto agro-alimentare, scontentando forse gli olivicultori, ma facendo arrivare subito gli aiuti necessari a superare la crisi dovuta alla pandemia. Gallo dovrà rinforzare il suo staff e proseguire nell’impegno già dimostrato perché tutto il comparto può usufruire in modo adeguato delle risorse del PNRR e giocare un ruolo principe nel processo di sviluppo. Analoga scelta per Fausto Orsomarso, già assessore al Turismo, sovraccaricato di troppe deleghe nella passata Giunta. Sul Turismo – ci permettiamo di suggerire – occorre investire più sul capitale umano che su azioni spot e comparsate in manifestazioni che non creano attrazione turistica. Evitiamo nuove “muccinate” e progetti fatti solo di belle parole. Per intenderci, La terra dei padri  è un progetto di turismo del ritorno che dovrebbe – e non lo ha fatto – sfruttare la grande risorsa dei calabresi nel mondo: la Consulta c’è, attende di essere riconfermata – e può fornire tutto l’aiuto necessario senza bisogno di nominare “ambasciatori” che girino per le comunità, spendendo soldi che possono essere utilizzate in modo diverso. La risorsa dei calabresi all’estero è, però,ben presente nei programmi di Occhiuto, sia per quel che riguarda il turismo delle radici, sia per l’utilizzo dei testimonial (illustri) che la Calabria si ritrova in ogni angolo del pianeta: tutti innamorati della propria terra, pronti a fare quel che serve per combattere preconcetti e ricreare quella buona reputazione di cui non si può più fare a meno.

Da segnalare nella “ripescata” (non è stata eletta) Tilde Minasi una delega importante, quella delle Politiche sociali: è un’avvocato esperto di diritto amministrativo e vanta un’ampia competenza a difesa delle disabilità e delle pari opportunità. Precise anche le sue prese di posizione per l’aeroporto di Reggio Calabria: sicuramente avrà modo di far pesare in Giunta l’assurda situazione dello scalo reggino, destinato a un vergognoso abbandono. Filippo Pietropaolo è un altro ex consigliere non rieletto: a lui va l’organizzazione della burocrazia regionale e dovrà inoltre occuparsi delle risorse umane. È un commercialista con esperienza gestionale: potrebbe anche fare miracoli nelle tante incongruenze della Regione nei bandi e nelle procedure. Infine la new entry, Rosario Varì, avvocato di Vibo, a cui Occhiuto ha assegnato le deleghe dello Sviluppo economico e agli Attrattori culturali: non avrà di che annoiarsi, c’è tantissimo da fare nell’ambito della promozione culturale, a partire da Vibo, capitale italiana del Libro, occasione che va immediatamente presa in carico dalla Regione e il 50° (nel 2022) del ritrovamento dei Bronzi, tanto per citare due grandi importanti scadenze culturali.

Il Presidente ha trattenuto per sé deleghe pesanti come Legalità e sicurezza, ma anche le Azioni di sviluppo del Porto di Gioia e la Valutazione degli investimenti pubblici. Presentando il suo governo, Occhiuto ha parlato di «un mix di politici e di figure esterne che penso possa fare un buon lavoro per cambiare la nostra Regione». Occhiuto ha parlato anche delle formazioni politiche della coalizione che «non avranno purtroppo rappresentanza in giunta, e me ne dispiace, perché tutti hanno contribuito al massimo delle proprie forze per conseguire la grande vittoria del centrodestra alle scorse elezioni. Penso a Coraggio Italia, a Forza azzurri e all’Udc. Questi partiti chiaramente avranno la priorità nell’indicare le figure che riterranno le migliori per i ruoli chiave nell’Assemblea legislativa. Ad eccezione della presidenza del Consiglio regionale, che per decisione della coalizione di centrodestra, sarà guidata da un rappresentante della Lega».

A questo proposito, è pressoché scontata l’elezione a Presidente del Consiglio regionale di Filippo Mancuso (Lega, di Catanzaro) nel ruolo cui aspirava Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia). Il Consiglio farà la prima riunione lunedì 15 novembre con le incognite che riguardano tre consiglieri la cui elezione pare in bilico per la manifesta ineleggibilità. Sembrerebbe non siano state rispettate le norme di aspettativa e relative dimissioni obbligatorie prima della consultazione elettorale. Si tratta di due esponenti di Forza Italia, Michele Comito e Valeria Fedeli, e della candidata a presidente Amalia Bruni. Per tutti e tre esisterebbero fondati motivi di ineleggibilità a norma della vigente legislazione per chi occupa incarichi pubblici e intende presentarsi alle elezioni. Mentre nel caso di Comito e Fedeli, qualora fosse accertata l’ineleggibilità, è automatico il subentro dei primi non eletti, per la Bruni si creerebbe una situazione assolutamente inedita. Il suo ingresso in Consiglio è nella qualità di “miglior perdente”: se dovesse venire accertata la sua ineleggibilità, chi prenderà il suo posto? La risposta, per nulla scontata – visto che non ci sono precedenti – appare una sola: il secondo miglior perdente. Ovvero toccherebbe a Luigi De Magistris? Non sarà una cosa breve dirimere la questione. Né facile, come la domanda che sorge spontanea: ma si può mai peccare di tanta ingenuità (con ignoranza della legge elettorale) cercando un’elezione (poi centrata) al Consiglio regionale? (s)

Consiglio regionale, Amalia Bruni: Iscritta al Gruppo Misto per coerenza e rispetto agli elettori

Amalia Bruni, in merito alle polemiche nate dalla sua iscrizione al Gruppo Misto in Consiglio regionale, ha spiegato che tale decisione è nata «per coerenza e per rispetto verso chi mi ha sostenuto e verso la gente che mi ha votato».

«Quando mi è stato chiesto di candidarmi, dal Movimento 5 Stelle e dal Pd – ha spiegato la Bruni – ho voluto mantenere il mio ruolo di esponente della società civile per tentare di mettere insieme una coalizione quanto più ampia possibile fatta di partiti e movimenti e per il rispetto di questo ruolo che non aderisco a nessuna formazione politica ma mi iscrivo al gruppo misto. Per rispetto di chi mi ha sostenuto e di chi mi ha votato».

«Lo faccio – ha concluso la Bruni – per coerenza nei confronti di tutti. Non potrei agire in modo diverso». (rrc)

Il 26 in Consiglio regionale il programma della Santelli, il voto sul Por e la nuova Commissione

Il Consiglio regionale è convocato per martedì 26 maggio: un appuntamento importante per tutta l’assemblea perché la Presidente Santelli, dopo più di tre mesi dal suo insediamento, presenterà all’Aula le linee programmatiche del suo governo.

L’ordine del giorno è stato fissato ieri dalla Conferenza dei capigruppo coordinata dal Presidente del Consiglio Mimmo Tallini. Oltre alla relazione della Presidente Santelli, prevista la discussione sulla Riforma del regolamento del Consiglio per istituire una nuova Commissione.

Su questo punto i capigruppo dell’opposizione Domenico Bevacqua per il Pd e Francesco Pitaro per il gruppo Misto hanno espresso il forte dissenso, anche a nome del capogruppo di Io resto in Calabria Pippo Callipo e del vicepresidente Nicola Irto (Pd).

Per i capigruppo di maggioranza Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), Tilde Minasi (Lega), Filippo Pietropaolo (Fratelli d’Italia), Baldo Esposito (CdL), Giuseppe Graziano (Udc) e  Pierluigi Caputo e Vito Pitaro (Santelli Presidente), si tratta «di una scelta finalizzata ad ottimizzare il lavoro delle Commissioni consiliari che sono il cuore pulsante dell’attività legislativa, soprattutto in questo momento di grave difficoltà  sia per il sistema produttivo che per le famiglie calabresi».

Il presidente Tallini ha espresso apprezzamento “per la qualità del confronto che si registra in sede di Conferenza dei Capigruppo.  Siamo alla seconda riunione e, ancora una volta, questi incontri si svolgono all’insegna di uno scambio di opinioni franco e costruttivo. Successivamente alla seduta del 26 – annuncia Tallini- ne terremo un’altra per l’elezione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni che potranno quindi  iniziare ad occuparsi dell’ampio ventaglio di problematiche che stanno affliggendo la Calabria. Concordiamo tutti sull’esigenza di affrettarci per dare rapidamente piena funzionalità al Consiglio regionale che costituisce la massima sede della democrazia calabrese. Sta a tutti noi – ha concluso il presidente Tallini –  se non vogliamo soffiare vento nelle vele dell’antipolitica e della demagogia, governare i processi in corso, interne ed esterni all’Assemblea legislativa, con il massimo di responsabilità.  Io credo che ciascuno di noi, pur con i diversi ruoli che l’elettorato ci ha assegnato, debba fare la propria parte per consentire alla Calabria di fronteggiare la crisi economica e sociale che l’emergenza sanitaria ha provocato, badando soprattutto a ciò che ci unisce, piuttosto che alle polemiche strumentali che, mentre dividono la politica, acuiscono le distanze fra Istituzione-Regione e società civile.  Dobbiamo poter unire le forze e cercare di affrontare insieme le grandi questioni del momento, a partire dalla piena utilizzazione dei fondi comunitari finora non spesi, che non solo debbono assolutamente essere impiegati in Calabria, ma vanno indirizzati allo sviluppo produttivo».

Secondo Pippo Callipo, Graziano Di Natale e Marcello Anastasi (Iric)  ««La piena funzionalità del Consiglio regionale è stata finora ostaggio del mancato accordo sull’assegnazione delle poltrone all’interno della maggioranza. Ora, al danno dovuto a questa sospensione della democrazia, si aggiunge anche la beffa della nuova Commissione che il centrodestra vuole istituire».

«Prima si era parlato di fondi europei, ora invece di agricoltura, il che dimostra che alla maggioranza non interessa l’esigenza di occuparsi di un tema specifico piuttosto che di un altro, ma che l’importante per loro è solo creare la nuova Commissione e avere un’altra poltrona a disposizione. È vergognoso».

«Il centrodestra pensa a dare vita a un nuovo organismo consiliare che, come avevamo denunciato fin da subito, costerà 500mila euro in più in cinque anni.  Tra le permanenti, la Commissione Riforme (insediatasi il 10 maggio 2016) – ricordano – si è riunita solo 22 volte nell’ultima legislatura, cioè un terzo delle altre Commissioni nello stesso periodo. Nel 2018, come indicato nell’ultimo rapporto pubblicato sulla legislazione del Consiglio regionale, la stessa non ha licenziato nessun provvedimento (erano 2 nel 2017) e, pur tenendo 6 sedute, ha effettuato circa il 59% di ore di attività in meno rispetto al 2017 e non ha svolto alcuna audizione. Numeri irrisori se paragonati alle altre Commissioni permanenti».

«Quindi invece di creare un nuovo organismo, si poteva accorpare la Com missione Riforme alla prima Commissione (Affari istituzionali, Affari generali e normativa elettorale). Inoltre, a quattro mesi dalle elezioni la maggioranza non permette l’avvio dei lavori delle Commissioni, che sono il motore del Consiglio regionale, portando direttamente in Consiglio la proposta di modifica del regolamento interno che a norma dell’art. 28 bis è materia di competenza della quinta Commissione. Evidentemente le priorità della maggioranza sono queste. Nel momento in cui i calabresi devono fare i conti con un’economia in ginocchio, andare a creare nuove poltrone sarebbe imbarazzante per chiunque, ma non per il centrodestra calabrese. Se mettessero tanto ingegno nel garantire aiuti concreti ai cittadini in difficoltà la Calabria sarebbe salva». (rp)

«La maggioranza ha scelto, nel corso della Conferenza dei capigruppo di venerdì scorso, di inserire all’ordine del giorno della seduta consiliare che si terrà martedì 26 la richiesta con la quale la Giunta regionale chiederà al Consiglio di approvare un piano finanziario relativo ai fondi UE del POR – Calabria. Sappiamo che è un atto dovuto, ma ribadiamo – afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Domenico Bevacqua – le nostre preoccupazioni circa la volontà della Giunta di spogliare l’Assemblea delle sue funzioni. Il POR, infatti – spiega Bevacqua – è un documento di programmazione e le sue modifiche dovrebbero essere oggetto di valutazione delle Commissioni competenti e del Consiglio nel suo complesso. Per questo, mentre abbiamo riconosciuto al presidente Tallini di essersi adoperato per inserire all’ordine del giorno della seduta del 26 maggio (in coerenza con la nostra richiesta di una seduta straordinaria) il dibattito sulle iniziative per  programmare e gestire la ‘Fase 2’, lo esortiamo a  salvaguardare le fondamentali prerogative del Consiglio. Circa le linee programmatiche che nella stessa seduta del Consiglio saranno illustrate dalla presidente Santelli – sottolinea il capogruppo del Pd – dopo tre mesi dall’insediamento e dopo le nostre reiterate richieste, meglio che tardi che mai! Naturalmente, si spera che siano opportunamente aggiornate rispetto al programma elettorale e che tengano conto dello straordinario periodo emergenziale che stiamo vivendo e urgenti misure economiche e sociali da porre in atto».

«L’iniziativa – dice ancora Bevacqua – di riformare il Regolamento per istituire una nuova Commissione che ora, dopo svariati annunci, ha ricevuto il suggello formale, ci ha visti fin dall’inizio irriducibilmente contrari. E l’abbiamo ribadito anche nella riunione dei capigruppo. È una scelta  priva di giustificazioni, da qualsiasi punto di vista la si guardi. La maggioranza tuttavia è legittimata a procedere nella direzione che si è data, purché se ne assuma la responsabilità davanti ai calabresi ed alla Calabria tutta»