AMARONI (CZ) – L’azienda Errebiemme regala mascherine sartoriali

L’azienda di Amaroni, Errebiemme, di MariaBarbara Olivadoti, che da 40 anni opera nel settore dell’abbigliamento, ha raccolto l’appello «servono più mascherine» e ha riconvertito la produzione, per realizzare quante più mascherine possibile.

A darne notizia, Confartigianato Imprese Calabria che, con grande orgoglio, annovera l’azienda Errebiemme tra le proprie imprese aderenti all’Associazione territoriale di Catanzaro.

«Con il fermo della nostra produzione – ha spiegato Barbara Olivadoti – e vista la grande richiesta di mascherine, abbiamo deciso di metterci a disposizione e produrre quanti più pezzi possibile, dopo aver sterilizzato le macchine».

«Lavoriamo in assoluta sicurezza – ha proseguito Barbara Olivadoti – nel rispetto delle misure previste dai decreti legge, con guanti, mascherine e disinfettante. La prima tranche di mascherine l’abbiamo realizzata utilizzando materiale anti-goccia bianco, che è idoneo alla realizzazione delle mascherine».

«Dopo aver esaurito questo materiale procediamo con tessuto doppio strato, il primo è cento per cento cotone, il secondo è in tessuto non tessuto, proprio per renderle più spesse e a norma».

Le mascherine sono state distribuite, gratuitamente, agli ospedali di Catanzaro e Soverato, a privati, a Comuni e alle Forze dell’Ordine. (rcz)

 

 

CATANZARO – Il sindaco Abramo: una rete solidale per la consegna degli alimenti

Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha lanciato una iniziativa per la consegna degli alimenti alle famiglie in difficoltà, e che ha raccolto, subito, una prima generosa adesione da parte di alcuni imprenditori locali che hanno voluto donare un notevole quantitativo di prodotti a lunga conservazione da destinare alle persone che più hanno bisogno in questo periodo di emergenza coronavirus.

«Voglio ringraziare gli imprenditori Cusimano e Mottola Di Amato – ha evidenziato il sindaco Abramo – per la sensibilità dimostrata in un momento particolarmente critico in cui è necessario stare vicini e dare supporto alle famiglie in difficoltà e a rischio isolamento».

Il sindaco ha voluto ringraziare, allo stesso modo, anche Mario Tomasello, capo area Crai che, per conto della Crai Calabria Gruppo Regina, ha donato 2mila euro in buoni spesa, e il consigliere comunale Eugenio Riccio per il supporto personale all’iniziativa.

«Chi dovesse avere necessità – ha continuato il sindaco Abramo – può rivolgersi ai parroci del proprio quartiere, che svolgono ora più che mai un ruolo prezioso di ascolto e vicinanza sul territorio. Gli stessi contatteranno poi i volontari del Gruppo comunale di Protezione civile, a cui va il mio plauso, che provvederanno a consegnare gli alimenti nel rispetto delle prescrizioni a tutela della salute. Spero vivamente che questa rete solidale possa crescere con l’aiuto di quanti vorranno dare il proprio contributo». (rcz)

In copertina, da sinistra, Riccio, Abramo e Tomasello

Siclari (FI): Reggio e Villa diventino zona rossa

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, lancia una proposta per far diventare zone rosse le città di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, in modo da evitare il contagio da ingressi e proteste improvvise.

«Considerando – ha spiegato il sen. Siclari – le centinaia di persone che sono state bloccate a Villa San Giovanni, senza controllo da parte di chi doveva vigilare al centro-nord, considerando che la Sicilia si è blindata vietando gli ingressi, garantendo solo quattro navi per i pendolari, sanitari, forze dell’ordine e il trasporto delle merci e beni di prima necessità, per garantire il commercio alimentare e dei farmaci, si evince che Reggio e Villa San Giovanni non sono più luogo strategico e per questo chiedo ai sindaci di lavorare affinché questi due comuni possano diventare zona rossa».

Il senatore Siclari, infatti, intravede in questa soluzione la possibilità di «scoraggiare chiunque volesse mettersi in viaggio da tutta Europa e dal centro nord Italia verso Reggio e Villa San Giovanni per giungere in  Sicilia perché sapranno già di rimanere bloccati. In questo modo evitiamo ingressi ed improvvise proteste che possono mettere a rischio contagio i cittadini e le loro famiglie che rispettano le regole,
e a rischio anche le forze dell’ordine con le loro famiglie che vengono giustamente impegnate per contenere le eventuali proteste sottraendoli oltretutto al lavoro di monitoraggio e assistenza del territorio reggino». (rp)

Siclari (FI): Blocco Stretto di Messina, che si intervenga oggi

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, chiede «al ministro dell’Interno di portare, al tavolo del Consiglio dei ministri odierno, il problema che riguarda l’attraversamento dello Stretto di Messina».

«Ci sono – ha specificato il senatore Siclari – 70 famiglie siciliane con 50 minorenni, agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, bloccate nelle proprie auto da 24 ore sotto la pioggia e al freddo, assistiti dall’amministrazione comunale di Villa San Giovanni, perché non in regola con il decreto vigente».

«È nata una protesta, dovuta al blocco – ha proseguito il senatore Siclari – che impedisce anche al camion di potersi imbarcare verso la Sicilia per consegnare la merce di prima necessità. Una protesta che mette a rischio contagio non soltanto le persone bloccate da 25 ore, ma anche le forze dell’ordine che stanno vigilando sulla protesta».

La situazione che si è scatenata in riva allo Stretto, nelle ultime ore, ha visto il senatore Marco Siclari in prima linea, in continuo contatto con sindaci e governatori delle due regioni. Adesso l’impasse può essere risolto solo dal ministero dell’interno al quale il senatore si appella e con il quale si è messo in contatto.
«Le forze dell’ordine – ha proseguito il senatore Siclari – stanno facendo il possibile per contenere la protesta, ma è necessario l’intervento del ministero dell’intero per sbloccare e autorizzare il passaggio di queste famiglie verso la loro casa che è in Sicilia».
«Parliamo di famiglie che lavoravano al Nord – ha proseguito il senatore Siclari – e che sono state costrette a tornare in Sicilia perché hanno perso il lavoro e anche la casa a causa dell’emergenza. Queste persone si sono messe in viaggio quando era in vigore il vecchio decreto che consentiva il rientro alle proprie abitazioni e sono arrivate a Villa San Giovanni con un nuovo decreto che, di fatto, impedisce loro di rientrare a casa».
«Mi appello al ministro affinché, in via straordinaria ed eccezionale – ha concluso il senatore Siclari – vengano autorizzate queste famiglie e si sblocchi una situazione che potrebbe sfociare nel dramma e vengano messe in quarantena obbligatoria presso l’alloggio di destinazione». (rp)