L’OPINIONE / Mariateresa Fragomeni: Giù le mani dalla Jonio-Tirreno

di MARIATERESA FRAGOMENIGiù le mani dalla Jonio Tirreno: difendiamo la Locride!

Ancora una volta, c’è qualcuno che pensa che questo territorio sia sacrificabile, cancellabile con un colpo di penna. Dopo avere tolto treni, desertificato mezzi di collegamento, mai completato arterie fondamentali e opere pubbliche, adesso si decide di chiudere per due anni l’unica strada che permette a questa zona di essere collegata con il resto della Calabria.

Su questa vicenda vige una coltre di nebbia difficile da diradare: prima 3 mesi, poi 14, adesso addirittura 20  mesi di chiusura della Jonio Tirreno.

La sicurezza è la prima cosa, certo!

Ma per fare quali lavori? Non è dato sapere!

Da quella strada passano lavoratori, ambulanze, persone che devono raggiungere con urgenza ospedali hub come Catanzaro e Reggio Calabria, studenti che devono sostenere esami e costruirsi un futuro. Ci sono attività che saranno costrette alla chiusura forzata, perché da lì non passerà più nessuno. A tutte queste persone, diremo di aspettare venti mesi perché bisogna fare dei lavori di messa in sicurezza così urgenti e indifferibili che si possono addirittura programmare da gennaio 2024 in poi. Un traffico stimato di 120 mila auto al mese che dovrà essere riversato su piccole e impervie strade provinciali.

Adesso però è troppo, la misura è colma!

Pretendiamo di avere delle risposte.

Da Anas, vogliamo sapere quali sono questi lavori urgenti che impediscono di tenere aperta la Jonio Tirreno. 

Ci mostrino i dati, i carotaggi, le misurazioni sulle quali si afferma che va messa in sicurezza quella galleria e che non è possibile farlo lavorando su chiusure notturne o su altre alternative.

Pretendiamo di sapere quali sono le misure alternative.

Pretendiamo, senza più tergiversare, di sapere qual è il progetto immediatamente esecutivo e cantierabile che ha portato alla decisione di chiudere un’arteria fondamentale.

Alla Regione ed al Governo  invece, chiediamo di non abbandonare questo territorio.

Non lasciateci nell’isolamento. Non permettete ai figli di questa terra di svegliarsi la mattina e sentirsi figli di un dio minore. Non facciamo scoprire a questi ragazzi che in questi anni, dopo avere tagliato ferrovie, servizi, strade, non e’ stato realizzato un piano di viabilità alternativa.

Si sono  temporaneamente affrontate le carenze  di organico con i medici cubani: magari, se si può, il presidente Occhiuto chiami qualche grande ditta giapponese per rifare tutta la Jonio Tirreno in pochi mesi, il Governo assuma decisioni straordinarie e che so, valuti di utilizzare il genio militare.

Si apra un confronto reale e concreto con tutti gli attori del territorio per individuare risorse e provvedimenti utili a sostenere famiglie ed imprese come nel periodo di crisi Covid.

La nostra terra non gode dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione, le forze politiche e le Istituzioni devono affrontare questo enorme tema.

Adesso è venuto il momento di difendere la Locride, serve lottare: dopo sarà troppo tardi. (mf)

[Mariateresa Fragomeni è sindaca di Siderno]

La Villa Romana di Casignana, un grande patrimonio che onora il territorio

di ARISTIDE BAVALa Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana in questi giorni è particolarmente attenzionata dal grande pubblico. Due le novità positive  che hanno caratterizzato questo periodo estivo, e quindi, la grande attenzione dei cittadini della Locride e dei forestieri. Intanto la eliminazione del manufatto che, ubicato, all’ingresso del sito non costituiva certamente un buon biglietto da visita per i visitatori.

E, poi, fatto ancora più importante la possibilità di poter ammirare, dopo anni dal suo ritrovamento, il pregevole mosaico del “trionfo indiano di Dioniso” adesso opportunamente  restaurato. L’ intervento, come è noto, è stato effettuato dalle studentesse del IV anno del Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni Culturali del Dipartimento di biologia, ecologia e scienze della terra dell’ Università della Calabria, sotto la supervisione della prof.ssa Marianna Musella. Ed è veramente un bel vedere.

Il restauro, già oggetto di grande attenzioni con pregressi interventi  è arrivato al punto più atteso e, secondo gli esperti, sicuramente più pregevole artisticamente. La raffigurazione  seppur degradata e lacunosa è chiaramente di un alto livello qualitativo e  mostra  come la parte recuperata attraverso i restauri precedenti risulta essere un’anteprima eccelsa a quello che finalmente oggi può essere fruito. La piacevole e pregevole presenza di piani pavimentali mosaicati, riccamente decorati, della villa romana di Casignana, oggi offre anche la visione del Dioniso, con le splendide tigri e l’armonia dei colori sapientemente scelti per un manufatto che è una vera e propria opera d’arte.

Particolarmente significativa la ricchezza di colori che si susseguono con particolari sfumature e soprattutto un grande bilanciamento estetico  tra le figure, gli animali e le cornici anche se il punto focale del lungo corridoio si ferma bruscamente per la presenza della strada statale e in molti sperano che con una successiva campagna di restauro si potrà portare alla luce anche l’ultima parte decorativa del mosaico. La villa Romana di Casignana è  certamente uno dei “tesori” più importanti dell’immenso patrimonio archeologico e culturale del territorio della Locride.

È ubicata, su una vasta striscia di territorio, di proprietà del Comune di Casignana, a cavallo tra il litorale marino e la ss. 106 tra i centri abitati di Bovalino e Bianco. E’ forte di molti ettari di terreno tanti dei quali ancora da “indagare”. Ricca di una serie di mosaici d grande pregio ha proprio in quello denominato il “Trionfo indiano di Dioniso”, che, da sempre, si prevedeva, a giusta ragione, essere molto esteso, la punta di diamante di questa Villa accomunata, peraltro, alla ben nota Villa di Piazza Armerina che, come molti sanno, è inserita nel Patrimonio dell’ umanità dell’ Unesco proprio per i suoi splendidi mosaici. Una analogia, con la Villa Romana di Casignana che,  dopo la sua scoperta, avvenuta in tempi molto più recenti rispetto al sito ubicato alle porte di Enna,  ha subito richiamato la bellezza e lo splendore di quei mosaici. A parte ogni paragone c’è anche da dire che a Casignana, c’è ancora molto da portare alla luce.

Una necessità d’altra parte, supportata proprio dalla  ulteriore scoperta di nuovi  mosaici veramente di grande bellezza emersi negli ultimi tempi. E, c’è da augurarsi che il programma in parte già predisposto per dare ulteriore lustro a questo sito di straordinaria bellezza si possa concretizzare in tempi, se non immediati, non eccessivamente lunghi. Il sito si è già  conquistato un meritato posto al sole nel vasto panorama nazionale ed internazionale ed è, ormai, diventato  una punta di diamante del richiamo turistico del territorio. Il complesso è tagliato in due parti dalla strada Statale 106 cosa che in qualche modo impedisce  che si possa apprezzare al meglio tutta la sua complessità ma bisogna fare di tutto per superare le eventuali pastoie burocratiche che ne impediscono l’intera fruizione. Doveroso ricordare che la sua scoperta è abbastanza recente.

La Villa Romana è stata  scoperta negli anni 60, durante  i lavori per la realizzazione di un acquedotto. Le indagini successive, e lo scavo sistematico dell’area, portarono alla luce due complessi termali ben conservati, alcuni ambienti di servizio e un’area residenziale. A colpire gli studiosi furono fin da subito i pavimenti mosaicati di altissima qualità tecnica ed estetica, le pareti rivestite in marmo e i resti di volte ricoperti da pasta vitrea azzurra.

La ricchezza dei resti portati alla luce fece subito intuire che si trattava  di un ritrovamento di eccezionale valore,  anche se ci vollero molti anni perché questa meraviglia cominciasse ad essere  valorizzata. L’importante è che, adesso, i riflettori continuino a rimanere accesi. In molti esperti sono convinti che il sito continuerà a dare ulteriori piacevoli sorprese. (ab)

Chiusura Jonio Tirreno, l’assessore Calabrese e i consiglieri Cirnò e Cirillo: Impegno per non isolare Locride

L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, in una nota congiunta con i consiglieri regionali Giacomo CrinòSalvatore Cirillo, hanno assicurato il massimo impegno della Regione per impedire l’isolamento della Locride a causa della chiusura della Jonio-Tirreno.

Si tratta dell’unica strada seria che collega la Locride con il mondo occidentale,  sarà chiusa per circa 20 mesi, dal prossimo gennaio, per fondamentali e non più rinviabili lavori di manutenzione straordinaria e ammodernamento», viene spiegato nella nota dove assessore e consiglieri «pur consapevoli delle ataviche criticità del traforo della Limina,  probabilmente “nato” con qualche problema, l’odierna determinazione di Anas, fondata su ragioni esclusivamente tecniche, rappresenta per tutti noi cittadini della Locride un grande problema e una seria  preoccupazione per un territorio da sempre disagiato e che stava dando segnali di ripresa».

«In queste settimane con Anas e i sindaci della Locride – hanno spiegato – rappresentati dal presidente dell’assemblea Vincenzo Maesano e dal sindaco di Mammola Stefano Raschellá, ci siamo confrontati per programmare interventi straordinari relativamente a percorsi alternativi. Con il presidente Roberto Occhiuto stiamo lavorando per approfondire ed approntare un piano di interventi per rendere meno disagevole per i cittadini locridei tale situazione. Si rischia in ogni caso di portare indietro la Locride che negli ultimi trent’anni ha già subito torti ed è stata penalizzata per la presenza della criminalità che ha contribuito in primis all’isolamento fisico e mediatico del territorio».

«Quanto di buono è stato fatto nei recenti anni grazie all’encomiabile impegno dei sindaci, di imprenditori e associazioni rischia oggi di subire una brusca fase d’arresto proprio a causa dei necessari lavori all’unica arteria veloce di collegamento del territorio con autostrada e snodo ferroviario per treni ad alta velocità – hanno detto ancora Calabrese, Crinò e Cirillo –. Da settimane stiamo senza sosta lavorando per soluzioni alternative e grazie all’impegno della Regione siamo certi che tale fase verrà affrontata con il minor danno possibile per il nostro territorio». (rcz)

Presentati i risultati di “Crescere in Calabria”

di ARISTIDE BAVASono stati presentati nel corso di una partecipata conferenza tenutesi presso l’ Hotel President i primi risultati conseguiti da Crescere in Calabria, progetto pluriennale appena concluso, selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, che si è attuato in cinque diversi territori della Calabria.

Un progetto sperimentale promosso da una vasta rete con capofila l’Associazione Civitas Solis costituita da venticinque partner tra cui enti di terzo settore, istituti scolastici, ed enti pubblici come il Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della Giustizia con gli Uffici di servizio sociale per i minorenni della Calabria.

Nel territorio della Locride sono stati coinvolti nelle attività l’Istituto professionale di Stato Industria e artigianato, l’Istituto di Istruzione superiore Guglielmo Marconi, l’Istituto comprensivo Marina di Gioiosa Jonica-Mammola, il Liceo Artistico dell’Istituto Oliveti Panetta, i Licei Mazzini, l’Istituto comprensivo Coluccio-Filocamo.

A presentare i dati nel corso della conferenza sono stati il coordinatore del progetto Francesco Mollace, direttore di Civitas Solis, i dirigenti scolastici Giuliana Fiaschè e Gaetano Pedullà, la presidente dell’Istituto per la ricerca sociale di Bologna, Daniela Oliva, collegata in video conferenza, Claudio Falbo del Centro calabrese di Solidarietà di Catanzaro, Giacomo Guglielmelli della Camera Minorile Mazzotta di Cosenza, e Giuseppa Maria Garreffa, già direttrice dell’Ussm di Reggio Calabria che, prima di pensionarsi ha seguito per alcuni anni le attività progettuali. Testimonianze sono giunte anche dai presenti all’incontro tra cui molti giovani che hanno partecipato alle attività.

È stato spiegato come la sperimentazione del progetto ha avuto al centro cinque azioni miranti a promuovere la motivazione ad apprendere degli allievi, in particolare quelli più fragili, il rafforzamento delle competenze chiave, il miglioramento del rendimento scolastico, la valorizzazione dell’idea dei beni comuni tra i più giovani, lo spirito di cooperazione, la conoscenza del patrimonio storico, artistico e culturale della Calabria, l’implementazione della comunità educante.

Azioni specifiche sono state rivolte ai minori del circuito della giustizia minorile. Sono state migliaia le ore di formazione erogate dal progetto che si è sviluppato nei territori della Locride, dell’alto tirreno cosentino, a Cosenza, Catanzaro e Cirò Marina. Numerosi i campi scuola residenziali realizzati, i viaggi studio formativi, gli eventi di utilità sociali promossi nei diversi contesti. Attività che hanno coinvolto un numero molto maggiore di giovani beneficiari rispetto quelli previsti, quasi 1300 rispetto ai 700 originariamente previsti dal progetto.

«Una sperimentazione – ha dichiarato la dirigente del Marconi di Siderno, Fiaschè – che dimostra come sia possibile fare scuola in maniera diversa grazie ad una stretta alleanza tra istituti scolastici ed enti di terzo settore come Civitas Solis, enti che hanno una lunga esperienza nel lavoro di inclusione degli allievi più fragili e nelle metodologie per meglio contrastare la povertà educativa».

Anche il preside Pedullà ha parlato di progetto di successo che ha consentito a tanti allievi a rischio dispersione di fare esperienze esterne alla scuola particolarmente significative. Il direttore di Civitas Solis Francesco Mollace ha messo in risalto i dati emersi dai questionari di valutazione sottoposti dai ricercatori dell’Istituto per la ricerca sociale di Bologna ai giovani beneficiari. Interviste registrate anche a distanza di tempo dalle singole attività realizzate, e dalle quali emerge che il 95% dei rispondenti ha molto o abbastanza apprezzato il progetto, mentre il 90% dei rispondenti ha trovato molto utili le attività realizzate che si sono caratterizzate per l’innovatività. Oltre centosessanta gli insegnanti e gli educatori che hanno partecipato alle attività in una ottica di costruzione della comunità educante.

Di opportunità formativa straordinaria per il territorio ha parlato anche l’assessora all’Istruzione della città di Siderno, Francesca Lopresti. Durante l’incontro è stato proiettato un video sulle attività progettuali curato da Bernardo Migliaccio Spina, direttore della Scuola Cinematografica della Calabria.

Infine è stato messo in risalto il fatto che grazie al progetto sono nate nuove ulteriori iniziative promosse dagli enti partner che danno continuità alle azioni avviate con Crescere in Calabria: come il nuovo progetto Locride educante 4.0 appena avviato nella Locride con capofila Civitas Solis, il progetto Basecamp promosso a Catanzaro dal Centro Calabrese di Solidarietà, il progetto Edu-Hub intrecci educativi promosso a Cosenza dagli Ets partner Cooperativa delle donne e Cooperativa Don Bosco, il patto educativo di comunità di Praia-Scalea siglato tra le scuole dell’alto tirreno cosentino e l’Associazione Gianfrancesco Serio.

Tutti progetti che mirano a rafforzare i percorsi di sviluppo della comunità educante attivati con la sperimentazione di Crescere in Calabria. (ab)

Anche nella Locride è possibile la rivitalizzazione dei borghi antichi

di ARISTIDE BAVA – È tempo di affrontare adeguatamente la rivitalizzazione dei borghi antichi anche nella Locride. Il monito arriva da Umberto Panetta, architetto con la passione dei borghi antichi che, in una sua apprezzata relazione sviluppata in un convegno che si è tenuto a Bovalino superiore ha evidenziato che , ormai in molte regioni  un numero sempre maggiori dio persone lasciano, finanche le città e si trasferiscono nei borghi dove trovano un’ottima qualità della vita, un costo più che ragionevole, e collegamenti, grazie alla tecnologia, che consentono di non essere isolati.

Panetta precisa che «anche il modo di fare turismo sta cambiando: soggiorni più brevi, all’insegna del risparmio, ma soprattutto con il desiderio di entrare in contatto diretto con la storia, l’arte, la cultura e l’enogastronomia delle tante realtà locali di cui è ricco il nostro Paese. La Locride non fa eccezione. Anzi – afferma Panetta – accanto  alle strutture ricettive tradizionali, si affermano sempre di più nuove forme di ospitalità attente alla rivalutazione dei territori e alla valorizzazione delle tipicità».

«I borghi antichi – dice l’arch. Panetta – si prestano in maniera notevole a queste nuove possibilità e comincia a fare capolino anche nella Locride la filosofia del business innovativo del Paese Albergo o Albergo Diffuso, di una struttura cioè che mette a disposizione degli ospiti camere e/o appartamenti ubicati non nello stesso edificio, come nei classici alberghi, ma in immobili diversi, all’interno di un borgo. Un albergo diffuso che si sviluppa sul territorio, con un’unica reception che fa anche da “ufficio di promozione turistica” e dove, volendo, si può prevedere anche un bar e una sala ristorante che serve piatti tipici locali con ingredienti a chilometro zero. Per chi conosce bene il proprio territorio ed è alla ricerca di un’attività piacevole e dinamica, che può richiedere un impegno anche solo stagionale o non continuativo, aprire un Paese Albergo rappresenta un’opportunità di business di grande attualità e buoni guadagni. Gli alberghi diffusi sono un’innovazione in campo turistico e puntano su una caratteristica fondamentale del territorio italiano: i borghi le piccole e affascinanti realtà locali».

Questo è certamente l’aspetto positivo della nuova strategia turistica e potrebbe essere un toccasana per tanti piccoli borghi della Locride. Ma, nella Locride, c’è anche il rovescio della medaglia ovvero – precisa Panetta – *banali rifacimenti di facciate eseguite a muro liscio con l’abolizione di rilievi, cornicioni, paraste e altre eventuali decorazioni ed elementi architettonici, dall’indubbio pregio ambientale per non dire storico-architettonico ;*sostituzione dei tetti in coppo con tegole di vario genere oppure con coperture piane; *sostituzione di stipiti e architravi lapidei o lignei con putrelle o travi in c.a.; *demolizione di portali lapidei per far posto a porte in alluminio anodizzato; *ampliamento e creazione di balconi spropositatamente aggettanti sui vicoli ed a volte per la cui creazione sono stati orribilmente mutilati portali antichi e di pregevole fattura; *inserimento di intonaci plastici e cementizi con la presenza di colorazioni totalmente in contrasto con i colori tradizionali, creando delle situazioni che si possono ben definire come il classico “pugnu nta’ l’occhiu” .

Una speci di vademecum, insomma. È giusto anche  evidenziare alcuni dei problemi  che caratterizzano i “centri storici minori” e non solo, quali : il deterioramento del patrimonio abitativo, il degrado ed incuria del patrimonio storico-artistico, l’impoverimento del tessuto produttivo, l’isolamento e lo spopolamento. E, quindi, dice Panetta «Il rischio che se si va avanti così, senza una politica rivolta alla sinergia di conservazione, tutela, valorizzazione che previene eventuali impatti negativi sulle realtà locali, è la perdita della memoria storica e del patrimonio che rende quel territorio unico nell’offerta».

Ecco allora che  il rilancio dei borghi antichi e centri storici delle aree interne, deve passare dalla rivitalizzazione.

«Non basta però – precisa Panetta – il mero recupero delle case, ma un vero progetto di ospitalità integrato nel territorio, nella sua cultura e nella sua comunità, la messa in rete sinergica di tutti i servizi e offerte turistiche culturali delle aree territoriali circostanti. Fare rete cooperare, e sperare che ognuno contribusce a far crescere il territorio, in sinergia tra il pubblico ed il privato, nella costruzione di un’efficace rete turistica di prossimità, costruita sulla fruizione del più autentico patrimonio identitario e sulla condivisione di emozioni esclusive da offrire all’ospite e negli eventi territoriali, non solo per i mesi estivi ma tutto l’anno».

Il tutto con soluzioni ibride e dinamiche che oscillino tra tradizione e innovazione, tra digitale e contesto, che promuovono la sicurezza e l’unicità dei luoghi attraverso eventi originali. (ab)

 

Filcams Cgil: Il rischio isolamento della Locride va affrontato

Giuseppe Valentino, segretario Generale Filcams Cgil Calabria e Valerio Romano, segretario Generale Filcams Cgil Metropolitana Reggio Calabria , hanno evidenziato come «nel ricordare Peppe Valarioti, dopo più di quarantanni, viene da fare il confronto con la condizione sociale ed economica della Calabria e della Piana di Gioia Tauro che paradossalmente si è aggravata in questi anni».
«Quarantatre anni fa, in una notte che doveva essere di festa – hanno ricordato – a Rosarno veniva ammazzato il professore Peppe Valarioti. Militante comunista e appassionato sostenitore della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori della Piana e amante della cultura per la quale si batteva oltre che per il lavoro ed il riscatto della Calabria. La ‘ndrangheta si prese la Calabria quella notte e nei giorni a seguire con gli ultimi degli omicidi di natura “politica” attraverso i quali ebbe le porte aperte tra le Istituzioni e la società».

«Una storia dimenticata, quella di Peppe Valarioti – hanno detto – che invece una politica lungimirante dovrebbe chiedere si insegnasse nelle scuole per costruire coscienze e conoscere la storia di questa nostra Terra che non è fatta solo di sconfitte e fallimenti ma anche di donne e uomini coraggiosi che non hanno piegato e non piegano la testa all’ingiustizia».
«È di queste ore – hanno proseguito – la notizia che la Limina sarà chiusa per lavori necessari al suo mantenimento, isolando però l’intera area della Locride dal resto del mondo. Com’è possibile che le nostre terre, quelle che dovrebbero portare benessere e ricchezza a chi ci vive e lavora siano ancora così aride e crudeli con i suoi abitanti? Come faranno quei luoghi ad essere attrattori turistici in queste condizioni e quanti danni economici e sociali dovranno subire ancora?».
«La Filcams Cgil Calabria – hanno detto ancora – si sta interrogando su questo tema e sulle possibili implicazioni e ricadute che ci saranno anche in termini occupazionali nel territorio. Intanto, auspichiamo che nello spirito del pensiero di Valarioti da quegli stessi territori nasca una domanda si riscatto a partire dalla tenuta dei servizi socio-sanitari e dal lavoro.
«Noi ci saremo – hanno concluso – anche nei prossimi giorni, a confrontarci con le lavoratrici ed i lavoratori che rappresentiamo, perché come diceva il nostro compagno Peppe, se non lo facciamo noi, chi deve farlo?». (rrc)

Studenti della Locride all’estero per l’Erasmus gestito da Gal Terre Locridee

Dieci studenti della Locride sono già all’estero grazie all’Erasmus Plus gestito dal Gal terre Locridee. Si tratta di uno studente neodiplomato dell’IIS “G. Marconi” di Siderno è a Malta per un tirocinio di novanta giorni in una importante azienda costruttrice di automezzi elettrici, mentre nove studenti e un neodiplomato dell’Istituto Alberghiero “Dea Persefone” di Locri sono in Spagna per un tirocinio di trenta giorni nel settore della ristorazione.

Il Gal Terre Locridee, accreditato per il programma Erasmus Plus fino al 2027, è capofila di un partenariato composto da istituti d’istruzione superiore della Locride, in un percorso pluriennale per la mobilità degli studenti a livello europeo, che offre loro l’opportunità di formarsi in ambito comunitario e di acquisire quindi competenze importanti per lo sviluppo del territorio locrideo. Le scuole, invitate dal Gal Terre Locridee, hanno selezionato tramite bando interno gli studenti che partecipano al progetto in base alle loro attitudini, con mete e aziende fissate da Erasmus, in base all’orientamento delle varie scuole. Hanno risposto al bando numerosi ragazzi provenienti dall’Istituto “Dea Persefone” di Locri, Istituto “G. Marconi”, Istituto “Ivo Oliveti-Panetta” di Locri, ma anche studenti provenienti da istituti scolastici dell’intero territorio regionale.

A fine giugno partiranno ragazzi con disabilità provenienti da altri istituti scolastici della regione, per un tirocinio, presso aziende con caratteristiche specifiche, con sede a Jerex de la Frontera, in Spagna. Mentre, nel prossimo mese di luglio, partiranno 20 ragazzi dell’Istituto “Ivo Oliveti Panetta” e “G. Marconi”, mobilità in Malta, per trenta giorni.

«Tra i nostri obiettivi c’è quello di attuare strategie di sviluppo del territorio e per questo è fondamentale avere nuove figure professionali con competenze per innovare e modernizzare le aziende della Locride – ha dichiarato il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì –. Guardando al futuro, è importante quindi il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e degli studenti, perché i giovani abbiano la possibilità di sviluppare competenze “autoimprenditoriali” e così rispondere meglio alle richieste del territorio. Per questo invitiamo le scuole ad aderire anche nei prossimi anni al progetto Gal-Erasmus, in quanto si tratta di un’imperdibile opportunità per la realizzazione professionale dei giovani e per lo sviluppo del sistema economico». (rrm)

Dalla Locride ad Amburgo per le nuove tecnologie che scoprono le perdite di gas

di ARISTIDE BAVA– Sono stati avviati ad Amburgo i Lavori del Progetto Interreg Europe “Karma” con la partecipazione, per il Comune di Siderno dell’Assessore ai lavori pubblici Maria Teresa Floccari.

I lavori si sono tenuti dal 22 al 24 Maggio. Il progetto è dedicato alla “economia circolare nel settore delle costruzioni; agire oggi per un futuro migliore”. Questo il titolo scelto dal partenariato ampio e specialistico guidato dalla città Stato di Amburgo. Per l’assessore Floccari «è stata un’esperienza che mi ha permesso di scoprire una realtà evoluta e all’avanguardia per le soluzioni tecniche nel campo edile che ho avuto modo di visitare. Lungo spazio della visita è stata dedicate infatti alla visita ai cantieri del porto di Amburgo, zona che si sta riqualificando per renderla vivibile non solo a scopo produttivo e commerciale ma anche per le famiglie e i giovani residenti. Si stanno, lì predisponendo, tutti i servizi necessari per il miglior svolgimento di tutte le attività di vita quotidiana della popolazione. Ci si aspetta, come precisato durante la visita ai cantieri, di ripopolare l’area con ben 70 mila nuovi abitanti, nonostante Amburgo sia una città che si sviluppa quasi completamente sull’acqua, cosa che non spaventa perché i tecnici e gli amministratori grazie all’uso di tecnologie avanzate sono in grado di tenere a bada l’avanzare dei flutti marini e costruire elevando sul livello del mare gli edifici, come confermato dal fatto che le abitazioni realizzate vengono acquistate anche a prezzi di mercato ben al di sopra della media, spesso oltre i 20 mila euro a metro quadro. Vorrei, infine condividere con il territorio e con i tecnici che operano a livello comunale nei nostri uffici questa esperienza che non resterà isolata ma auspicherei divenisse una buona prassi da far conoscere anche grazie alla partecipazione ai futuri meeting di esperti e professionalità del nostro Comune».

In effetti è stata una tre giorni completamente dedicata allo sviluppo ed allo studio delle best practices attive nel campo del riciclo e riuso dei materiali da costruzione, come pure all’indagine delle soluzioni eco-compatibili per costruire una città sempre più a misura d’uomo e rispettosa dell’ambiente. Tra i partecipanti al meeting presenti per il capofila Amburgo, l’esperta in cooperazione internazionale Marie Finke, il coordinatore Thomas Jacob ed il team di lavoro composto da Meike Grönjes, Sabine Hermann e Paula Haeberlein. Tra i partner del progetto anche Regione Calabria con il Dott. Nicola Mayerà, il partner Eurokom per la Locride con gli esperti Caterina Praticò e Stefano Varacalli e il socio coordinatore degli stakeholder del progetto Alessandra Tuzza, Istruttore direttivo del Comune di Siderno. Lo scopo del progetto (triennale), per i partner calabresi è quello di seguire l’adozione del piano Regionale dei Rifiuti, attualmente in fase di redazione in risposta alle indicazioni delle autorità comunitarie europee. Fondamentale sarà la spinta che si riuscirà a dare sul territorio all’incremento delle metodologie di uso e riuso dei materiali utilizzati nel settore edile, implementando anche gli investimenti previsti dal Piano Operativo Regionale 2021 – 2027.

I beneficari locali delle sperimentazioni saranno i Comuni stakeholder, nello specifico Siderno e Gerace e gli attori chiave coinvolti da Eurokom ovvero l’Unione delle Camere di Commercio della Calabria e l’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria. Guidare l’adozione di progetti e soluzioni che riescano a contenere l’impatto climatico e implementare la conoscenza dell’economia circolare a livello sub regionale e delle istituzioni locali, sono senza dubbio i punti forti di questa iniziativa di cooperazione interregionale. Il percorso si svilupperà con incontri internazionali e locali, frastagliati da momenti di formazione e di training, dedicati specificatamente agli stakeholder per consentire al partenariato il miglior coordinamento e l’amalgama tra le conoscenze dei diversi territori coinvolti. Interessante è stato, durante la tre giorni, il momento di confronto tra i partecipanti e il Ministro degli Esteri di Amburgo, Almut Möller, che ha accolto nel palazzno di Città i delegati dei diversi paesi partner.

«E’ stato un momento di vero interscambio e di arricchimento – ha specificato Maria Teresa Floccari – che ci ha permesso di gustare la professionalità e l’accoglienza propria dei paesi del Nord Europa. Particolarmente emozionante è stata la presentazione che abbiamo potuto condividere con il partenariato del nostro territorio e delle sue amenità. Siderno ha conquistato l’attenzione dell’assise con le foto e la descrizione del Blu del suo mare, nonchè con la capacità di coniugare antico e moderno in un unico centro cittadino. La caratteristica di avere a breve distanza un borgo in pietra, con viuzze tortuose e palazzi nobiliari e l’area marina ricca di operosità, centri commerciali e soprattutto della risorsa mare e della spiaggia rappresenta indubbiamente un elemento di attrazione apprezzato dai partecipanti al meeting che presto verranno in loco per conoscere dal vivo la nostra realtà». (ab)

Il presidente del Gal Terre Locridee Macrì incontra l’ambasciatrice Sourani

Il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, ha incontrato, a Roma, nei giorni scorsi, l’ambasciatrice di Grecia, S.E. Eleni Sourani. Nelle sale dell’Ambasciata greca, ai Parioli, il presidente Macrì e l’ambasciatrice Sourani hanno dialogato sugli antichi legami tra la Grecia e la Calabria e su possibili collaborazioni future.

Un incontro cordiale e costruttivo, naturale proseguimento dell’evento “Levantina”, svoltosi agli inizi di maggio, grazie a Gal Terre Locridee, su ideazione di Myth Euromed, che ha portato nella Locride rappresentanti dell’ambasciata greca e autorevoli giornalisti dell’area mediterranea, aprendo a nuovi progetti tra luoghi “gemelli”.

Il presidente del Gal Terre Locridee ha omaggiato l’ambasciatrice con un pinax che riproduce la dea Persefone, opera di Alberto Trifoglio.

L’incontro si è concluso con un pranzo a cui erano presenti anche Panagiotis Zografos, marito dell’ambasciatrice, già ambasciatore della Grecia in Spagna e in Germania, Despina Koukoulopoulou, ministro plenipotenziario, vicecapo missione Ambasciata di Grecia, e Patrizio Nissirio, giornalista e scrittore, responsabile di AnsaMed, servizio dell’Ansa sul Mediterraneo. Despina Koukoulopoulou e Patrizio Nassirio sono stati nella Locride per “Levantina”.

«Abbiamo parlato di Grecia e Magna Grecia, ma pure di scenari economici possibili tra le due sponde, avendo come punto di riferimento geografico e culturale l’area mediterranea – ha detto il presidente Macrì – Le prospettive di sviluppo sinergico, tra i due territori, sono reali, significative, dobbiamo perciò lavorare in questo senso». L’ambasciatrice Sourani, in autunno, sarà in Calabria: visiterà Reggio Calabria, Bova e Locri. (rrm)

A Treviso il convegno “Il cammino del pane – Dalla Locride al Veneto”

Il pane della Locride arriva a Treviso, con il convegno Il cammino del pane dalla Locride al Veneto – Itinerario europeo e mediterraneo, in programma domani pomeriggio nelle sale della Camera di Commercio di Treviso.

Ciò è stato possibile grazie al Gal Terre Locridee in collaborazione con “Officine delle Idee”- Cooperativa sociale, promotrice del progetto Il cammino del pane, e “Marco Polo” Project.

Il convegno rientra nell’ambito dell’evento L’albero del bene – Pane nostro, organizzato dall’Associazione Finnegans-Cultura Mediterranea, con il patrocinio della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, insieme a Confcommercio, Assessorato alle Attività produttive del Comune di Treviso, con la partecipazione di Caritas, Comunità di Sant’Egidio e altri enti e associazioni.

Interverranno: il presidente Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, il direttore del Gal Terre Locridee Guido Mignolli, il consigliere d’amministrazione del Gal Terre Locridee Ettore Lacopo, il presidente del “Marco Polo” Project Pietrangelo Pettenò, il project manager de “Il Cammino del Pane” – Officine delle Idee Antonio Blandi, i sindaci di Africo, Domenico Modaffari, di San Luca, Bruno Bartolo, di Canolo, Rosario Larosa, di Platì, Rosario Sergi, il professore Giacomo Petrarca dell’Università San Raffaele di Milano, la Coordinatrice Slow Wine Veneto Patrizia Loiola, l’imprenditore della ristorazione Lello Ravagnan, il presidente dell’associazione Maestri dello Spiedo Remigio Villanova, il giornalista e scrittore Reza Rashidy; modera Chiara Spadaro, geografa e studiosa di Culture del Cibo.

Un percorso del gusto e del benessere, dalla Calabria al Veneto, con un prodotto come il nostro pane di Platì, San Luca, Africo, Canolo, fortemente identitario, essenza reale delle comunità, autentico simbolo per una nuova narrazione dei luoghi, che arriva da radici profonde e passa attraverso la genuinità della sua lavorazione, seguendo la rotta per “Locride 2025”. (rrm)