di GIUSY IEMMA – Il dibattito scaturito nelle scorse ore sull’Università Magna Graecia, leggendo le dichiarazioni del Rettore e di quello che è stato uno dei docenti più rappresentativi della facoltà di Medicina, ha riproposto l’urgenza di fare chiarezza sul ruolo e sul futuro che si vuole far ritagliare per l’Ateneo di Catanzaro. Al netto delle motivazioni strettamente personali che riguardano i percorsi lavorativi dei singoli, emerge il bisogno di fare chiarezza sulla visione d’insieme attorno all’Università, affinché i percorsi di crescita dell’offerta formativa e, al contempo, di integrazione con la città possano davvero avere un seguito realizzabile.
L’OPINIONE / Flavio Stasi: La Zes Unica è fallita
di FLAVIO STASI – Dell’onorevole Alfredo Antoniozzi ho sempre apprezzato, seppur quasi mai da posizioni condivise, l’attenzione e soprattutto l’onestà, così è toccato a lui dire ciò che tanti pensano: il problema non è il Comune, ma sono i soldi.
È un tema che non mi appassiona, ma se davvero fosse come afferma il vicecapogruppo alla Camera di Fdi, sarei profondamente turbato.
Significherebbe che tutti, ma proprio tutti, sono consapevoli del fatto che la procedura sia viziata, anzi del tutto mancante, ma che tale procedura non si possa fare a norma di legge perché… si perderebbero i soldi della Zes 2023, “accontentandosi” della Zes 2024 (qualche decina di milioni in meno) e provando, senza pudore, a scaricare le responsabilità sul Comune. Non posso credere si arrivi a tanto, anche perché amministrando si può sbagliare, ma non si può sbagliare apposta.
Certo è che fino ad oggi nessuno aveva mai azzardato una ragione per la quale, a questo punto dal primo gennaio 2024, non è stata convocata una banalissima conferenza dei servizi in un normale procedimento per l’autorizzazione Zes.
Per questo ho sempre definito questo aspetto un vero e proprio “mistero”. Quanto sostenuto dal numero due del maggiore partito di Governo alla Camera dei deputati rappresenta, ad essere onesto, l’unica spiegazione plausibile.
Da sindaco ed amante della mia terra, sono troppo idealista per credere una cosa del genere, ma se così fosse – al contrario di ciò che hanno raccontato tante “statue su poltrona” in queste settimane – questa vicenda rappresenterebbe uno spot eccezionale per la Calabria e, nel nostro piccolo, per la nostra città, capovolgendo la narrazione di una terra “torbida” e raccontando una terra dove ci sono istituzioni imperturbabili, attente, coraggiose, competenti, ligie al dovere. Una Calabria straordinaria.
Di certo resta un dato acclarato: in questa vicenda l’unico Ente che ha posto in maniera trasparente dei problemi (trasparenti) con le relative soluzioni, dimostrando di avere a cuore gli investimenti ed il futuro del Porto e della Calabria, è stato il Comune di Corigliano-Rossano.
Inoltre, il fatto politico, emerso chiaramente, è che la Zes Unica – che ha sostituito la Zes Calabria, fortemente voluta dal Governo Meloni col beneplacito di tutti i “Signor Si” calabresi a partire dalla Giunta Regionale – è già fallita prima di nascere. Lo certificano loro stessi e si tratta dell’ennesimo scippo al sud, alla Calabria ed al nostro territorio. Con questo colpo di genio, ai 15 milioni Pnrr bruciati dalla nuova governance Enel si aggiungono i milioni bruciati dalla Zes. I posti di lavoro non si contano.
A questo punto, oltre all’appello a convocare la doverosa conferenza dei servizi per provare a recuperare l’investimento (almeno quello privato), credo sia necessario che il Governo nazionale lavori immediatamente alla riforma della Zes garantendo la copertura finanziaria necessaria almeno per i contributi della “vecchia” Zes Calabria. Restituiscano il malloppo.
Alla giunta regionale, che fin da subito si è dimostrata ferocemente favorevole a questo “investimento”, lancio una sfida: se il problema sono i soldi Zes, finanzi lei, ferocemente, gli interventi nel nostro Porto, da Nuovo Pignone alla Banchina Crocieristica. Faccia come se fossero 20 anni di Vinitaly.
Si dimostri chi ama la nostra terra, chi ne vuole lo sviluppo e chi ci tiene a creare posti di lavoro, senza patetici tentativi di scarica barile che, prima o poi, inesorabilmente, vengono a galla. (fs)
[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]
L’OPINIONE / Tonino Russo: Rivedere alcuni aspetti della manovra di Bilancio
di TONINO RUSSO – La manovra di bilancio per il 2025 va per alcuni aspetti incontro alle richieste formulate dalla Cisl; per altri, che valutiamo in modo critico, è necessario continuare il confronto con le forze politiche perché ci sono i margini per un miglioramento in fase di discussione e approvazione da parte delle Camere.
Scontiamo, sicuramente, i limiti finanziari imposti dal Patto europeo di stabilità. Tuttavia, per quasi due terzi, cioè circa 17,5 miliardi di euro, la manovra contiene misure che vanno incontro a cittadini e famiglie; misure per le quali possiamo esprimere soddisfazione anche perché accolgono proposte formulate dalla Cisl.
Pensiamo, ad esempio, alla conferma dell’accorpamento delle aliquote Irpef per sostenere i redditi bassi e l’estensione del taglio del cuneo contributivo-fiscale, reso strutturale ed applicato fino a 40mila euro. Pensiamo alla continuità della defiscalizzazione per i salari di produttività e welfare contrattuale per il triennio 2025-2027 e della detassazione sui fringe benefit allargata anche a nuove platee.
Importante la stabilizzazione della decontribuzione per le lavoratrici madri e, per quanto riguarda il Sud del Paese, il rifinanziamento per il prossimo triennio degli incentivi alle assunzioni per giovani, donne, lavoratori svantaggiati.
Per le famiglie, è importante la conquista dell’assegno di 1.000 euro per i nuovi nati e il prolungamento dei congedi parentali all’80% per tre mesi, come pure l’esclusione dell’Assegno Unico dal calcolo dell’Isee per il bonus asilo nido.
Per quanto riguarda la sanità, l’incremento di 2,3 miliardi, di cui 1,3 aggiuntivo e il restante a legislazione vigente, deve essere finalizzato al rafforzamento della medicina territoriale e alla riduzione delle liste d’attesa. Inoltre, riteniamo che le risorse debbano essere ulteriormente aumentate per favorire assunzioni e stabilizzazioni del personale sanitario.
Un valore rilevante rivestono, per la Cisl, sia la conquista dello stanziamento di 5,5 miliardi per i rinnovi contrattuali del settore pubblico nel triennio 2025-2027, sia l’impegno del Governo di recuperare risorse anche per il ciclo 2028-2030: vengono così assicurati il diritto alla contrattazione e l’incremento delle retribuzioni.
Il ripristino dell’indicizzazione delle pensioni all’inflazione, secondo le norme introdotte dal Governo Draghi, è un passo rilevante che la Cisl invocava da un anno. Bene per l’introduzione di un primo contributo di solidarietà da parte di banche e assicurazioni, auspicando che questo strumento sia esteso ad altri settori, come logistica, digitale, energia e farmaceutico.
Ci sono poi per la Cisl aspetti critici da rivedere perché siano migliorati: l’incremento delle risorse per le pensioni minime e per la non autosufficienza, il rafforzamento degli sgravi fiscali per il ceto medio. E devono essere respinti sia l’ipotesi di un taglio strutturale degli organici nella scuola, sia il blocco parziale del turnover nella PA, nell’università e nella ricerca.
La Cisl chiede, inoltre, la riapertura del confronto su una riforma organica della previdenza e un maggiore impegno nella lotta all’evasione fiscale quale elemento cruciale per finanziare il welfare e le politiche attive per il lavoro, il rinnovo di tutti i contratti pubblici e privati scaduti, l’accelerazione della messa a terra delle risorse del Pnrr, il rilancio delle politiche industriali ed energetiche, risorse adeguate per l’evoluzione partecipativa delle relazioni industriali, secondo quanto previsto dall’Articolo 46 della Costituzione.
Il confronto con il Governo e le forze politiche, dunque, deve continuare, secondo lo stile del nostro sindacato che privilegia a tutti i livelli la corresponsabilità e il dialogo, la concertazione e la partecipazione, senza escludere, quando necessarie azioni di protesta determinate e incisive. In Calabria, in coerenza con quanto la Cisl farà in tutta Italia, promuoveremo assemblee e iniziative sui luoghi di lavoro sia per spiegare le conquiste registrate nella manovra di bilancio nonostante i ristretti limiti di azione sul piano delle risorse, sia per valutarne gli aspetti critici, sia per rilanciare, oltre la manovra 2025, le nostre proposte su crescita economica, lavoro, coesione sociale, salute e sicurezza, salari e fisco, politica dei redditi, innovazione contrattuale, democrazia economica.
La Segreteria regionale è disponibile ad essere presente in tutti i territori della Calabria per accompagnare questa fase». (tr)
[Tonino Russo è segretario generale Cisl Calabria]
L’OPINIONE / Pasqualina Straface: Su Baker Hughes fallimento personale e politico del sindaco di Corigliano Rossano
di PASQUALINA STRAFACE – Sull’evidentissimo fallimento personale e politico che lo ha visto protagonista assoluto, solitario ed esclusivo di quello che sarà ricordato come il più odioso atto di prepotenza, di presunzione e di arroganza demagogica della storia istituzionale della Calabria, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, adesso sfiora persino il ridicolo.
Da una parte, infatti, egli continua a non assumersi l’unica responsabilità, gigante e sotto gli occhi di tutti, di avere chiuso le porte in faccia, senza aver mai coinvolto il Consiglio Comunale e la Città, ad uno dei più grandi investitori privati mai approdati nella Sibaritide.
Dall’altra, ormai isolato sul piano politico ed istituzionale territoriale, regionale e nazionale, Stasi pensa di dover e poter studiare di notte per inventare e buttare il mattino seguente in pasto ai media, ricostruzioni fumettistiche su quanto accaduto, solo per cercare improbabili difese allo sfacelo prodotto.
Ci viene da ridere per non piangere, a leggere, ancora a distanza di settimane dalla rinuncia formale all’investimento comunicata pubblicamente dalla Baker Hughes, le piroette di chi, come Stasi, continua a far finta di non sapere che l’unica motivazione del ritiro della multinazionale statunitense, una delle più grandi aziende nel suo settore ed operante come Gruppo in oltre 120 nazioni del mondo, così come dalla stessa dichiarato sui media per iscritto e senza alcuna necessità di ulteriori interpretazioni, è stata e resta l’inutile, inopportuno, ostruzionistico e distruttivo ricorso straordinario del Comune di Corigliano-Rossano al Presidente della Repubblica. Punto.
Solo per pietà e per compassione, ma soprattutto per rispetto dell’opinione pubblica e del senso delle istituzioni democratiche, evito di ripetere tutte le censure che abbiamo già ampiamente illustrato nell’ultimo consiglio comunale monotematico, finalmente concesso alle opposizioni che lo aveva richiesto da mesi.
In quella sede che doveva essere la sede principale per affrontare sin dall’inizio ogni confronto nel merito del progetto oggi fatto fallire, abbiamo smontato, una ad una, tutte le presunte ed inesistenti irregolarità, anomalie, illegittimità ed addirittura le illegalità dalle quali Sindaco e Amministrazione Comunale ci avrebbero tutelati; gli stessi auto-nominati paladini del diritto e della pianificazione che però pare non abbiano più tempo neppure per difendersi in tutte le sedi competenti nelle quali vengono portati, sistematicamente, da denunce e ricorsi per violazioni di ogni natura; e lo stesso Sindaco che non sa neppure cosa sia e cosa comporti la parola pianificazione, non avendo egli pianificato alcunché nel corso del primo quinquennio., come ammette nelle sue stesse linee di mandato. Altro che istituzioni impermeabili, coraggiose o ligie! Ma di cosa parla?
E, tuttavia, al netto del fantasma Occhiuto che evidentemente non fa dormire sonni tranquilli a Stasi che sogna il Presidente della Regione persino impegnato a telefonare la minoranza nel corso dei consigli comunali, almeno su una delle tante aberrazioni sentite in questi giorni voglio ritornare. E voglio farlo sia perché lo stesso Stasi continua a sostenerla, sia perché essa sintetizza emblematicamente l’odio di questo sindaco e della sua coalizione per tutto ciò che è impresa, privato, mercato e sviluppo.
Mi riferisco alla mancata richiesta di sospensiva nel ricorso al Capo dello Stato, rivendicata dal Sindaco anche nella sua replica in assise civica senza mai accorgersi o meglio senza mai ammettere, glielo dobbiamo ripetere, che neppure nella Repubblica della Banane, un investitore decide di continuare nella sua impresa, che già di per se stessa costituisce un rischio, avendo in aggiunta sulla testa la Spada di Damocle rappresentata da un ricorso contrario presentato dalla istituzione pubblica locale che invece dovrebbe accoglierlo e governarne ogni dinamica nel solo interesse dello sviluppo locale.
Ma ciò che oggi porta dall’errore imperdonabile commesso a danno della Città, del territorio e della Regione al ridicolo è l’ultimissima arrampicata di Stasi sugli specchi, gli ultimi specchi, con un’altra delle sue fantomatiche ricostruzioni: questa volta quella delle Zes e della paventata riduzione di agevolazioni fiscali italiane che avrebbe indotto, sentite sentite, un colosso imprenditoriale da 54.000 dipendenti in tutto il mondo e con di 20,5 miliardi di dollari a ritirarsi per micro-valutazioni economiche dal Porto di Corigliano-Rossano. Evitiamo di continuare ad offendere l’intelligenza di tutti.
E prendiamo atto definitivamente che per unica responsabilità di questi amministratori inadatti al governo della più grande città della Calabria, qui perdiamo non solo i 200 posti di lavoro base previsti per l’avvio dell’investimento, ma gli stimati 800-1000 posti di lavoro derivanti in tutta l’area e la regione dall’indotto incrementale e progressivo che insediamenti come quello della Baker Hughes avrebbero prodotto, come tanti altri casi analoghi confermano; e che a perdere in credibilità come terra capace di attrarre e moltiplicare investimenti straordinari è l’intera Calabria, che grazie a Stasi oggi si presenta nel mondo come area ostile alle imprese, al privato, al lavoro ed alla crescita. (ps)
[Pasqualina Straface è consigliera regionale e comunale]
L’OPINIONE / Giovanni Cugliari: Su obbligo assicurativo imprese troppe ombre
di GIOVANNI CUGLIARI – Non sappiamo ancora i costi, a quanto ammonteranno le franchigie e se ogni impresa in virtù del rischio del territorio pagherà di più. Un elemento non da poco che graverà su un momento economico già difficile come deterrente negli investimenti in alcune aree del paese. Di fatto è diventata una nuova tassa.
L’obbligo è contenuto nella manovra finanziaria 2024 e prevede che le aziende si mettano in regola entro il 31 dicembre 2024. Qualora il provvedimento risultasse disatteso ne verrà tenuto conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche e verrà comminata una sanzione amministrativa pecuniaria da cento a cinquecento mila euro.
A rischio ci sono diverse aree meridionali, territori nei quali gli eventi catastrofici avvengono anche più volte l’anno. Cosa accadrà allora? I costi per le imprese raddoppieranno? L’assicurazione coprirà ogni evento o si blinderà dietro parametri e clausole che ancora non conosciamo?
Le domande che ci poniamo sono diverse e, come rappresentanti delle imprese, ci corre l’obbligo di farle presenti per sensibilizzare ed allertare le istituzioni sulle ombre di uno strumento che, al momento, non ci sembra affatto idoneo ci pare più che altro uno strumento per fare cassa. (gc)
[Giovanni Cugliari è presidente Cna Calabria]
L’OPINIONE / Giovanni Muraca (PD): Il Governo regionale continua a ignorare l’emergenza del comparto psichiatrico
di GIOVANNI MURACA – Il comparto psichiatrico calabrese continua ad essere in grave sofferenza, così come lo è nel complesso il sistema sanitario regionale, senza che il governatore e Commissario Occhiuto faccia nulla per risolvere la situazione. Non è bastata neanche l’ultima sentenza del Tar per arrivare all’adozione di provvedimenti in grado di dare risposte ai malati e alle loro famiglie.
Qualche giorno fa ho depositato a Palazzo Campanella una interrogazione con risposta scritta per chiedere al presidente della giunta “Quali provvedimenti vorrà adottare per autorizzare il tempestivo accreditamento e contrattualizzazione delle Cooperative sociali, previa verifica dei requisiti minimi di funzionamento e se provvederà, nell’ambito delle strutture di cui sopra e di concerto con l’Asp 5, all’immediato sblocco dei ricoveri”.
Si tratta di risposte che devono arrivare con urgenza, perché stiamo assistendo a un aumento esponenziale della migrazione sanitaria che pesa sulle casse regionali e mette in ulteriore difficoltà le famiglie già provate dal dovere fronteggiare un problema assai complesso com’è quello della malattia psichiatrica.
A questo problema, che attiene il diritto fondamentale alla salute e all’assistenza per le famiglie dei malati, si affianca anche quello dei lavoratori delle Cooperative che operano da decenni nel settore con risultati più che lusinghieri in termini di qualità dell’assistenza, e che si trovano a vivere in uno stato di assoluta incertezza. Una vera e propria bomba sociale che non possiamo consentirci di fare esplodere in una Regione già fragile sia nel suo tessuto economico che socio-sanitario.
L’interrogazione presentata si pone l’obiettivo di sollecitare il governatore per fare in modo che si possa fare in fretta, rispettando anche le intese a suo tempo siglate con i sindacati, e si proceda con rapidità all’accreditamento delle Cooperative sociali che hanno i requisiti per garantire le cure specializzate ai malati psichiatrici e dare sollievo ai loro familiari. (gm)
[Giovanni Muraca è consigliere regionale del PD]
L’OPINIONE / Walter Bloise: Nessun aumento sull’importo stanziato su indennità di pronto soccorso
di WALTER BLOISE – Nessun aumento c’è stato sull’importo stanziato sulle indennità di pronto soccorso. Precisiamo: nessun aumento! A volte la statistica, per i profani, può indurre in errori, ma certamente il lavoratore la busta paga la saprà leggere.
Usiamo un esempio scolastico per spiegare meglio la nostra posizione: 2 topolini prima mangiavano 600 grammi di formaggio al mese, il totale faceva 1,2 kg.
Dicono che adesso un topolino mangerà 800 grammi al mese. Secondo voi, ci chiediamo e chiediamo ai nostri interlocutori e a chi ci legge, all’altro topolino quanto spetterà, in considerazione che il formaggio totale è sempre 1,2 Kg? Fate voi il conteggio, ma senza esultare sul fatto che è aumentato il formaggio.
L’accordo sulle indennità di Pronto soccorso per i lavoratori del comparto sanità, era già stato sottoscritto il 15 febbraio 2024 (10 mesi fa), per l’importo di 66 euro al mese, con il parere contrario (l’unico parere contrario) della Uil Fpl Calabria, che già in sede di pre-intesa aveva esternato delle riserve sulla modalità di definizione della platea degli aventi diritto.
Successivamente a distanza di diversi mesi (troppi mesi) i dati precedentemente comunicati alla Regione Calabria dalle Aziende sanitarie e ospedaliere , sono stati rettificati in aumento (in particolare quelli di Catanzaro) inglobando ulteriori 200 unità tra i fruitori. Ne è derivata una rivisitazione dei calcoli fatti dalla parte pubblica, con una proposta di riduzione dell’importo da 66 euro a 59 euro mensili cadauno, prospettata alle Organizzazioni sindacali.
L’Ufficio del Commissario per il piano di rientro dal debito sanitario, anche con uno sforzo di sintesi, ha così riconvocato le parti. Le stesse, ora unitariamente hanno espresso riserve e contrarietà rispetto ad una proposta a ribasso per i lavoratori del comparto, chiedendo ulteriori risorse da destinare al finanziamento di tale istituto ritenuto da tutti contrattualmente fondamentale per i lavoratori che stanno in trincea in Pronto Soccorso.
L’Ufficio del Commissario, dopo le opportune valutazioni, ha riunito ancora una volta le Organizzazioni sindacali ed ha illustrato un nuovo sistema di calcolo per l’erogazione di tali risorse basato su conteggi orari. In sintesi le risorse restano esattamente inalterate rispetto a prima, non lievitano, non aumentano, nessun euro in più viene stanziato.
È, quindi, errato dire che si passa da 60 ad 80 euro mensili, ancor peggiore è il fatto che a dirlo non sia la parte pubblica. Per maggiore precisione e crediamo cautela, si deve affermare che l’indennità verrà corrisposta a 0,56 euro lorde l’ora (dicasi zerovirgolacinquantasei) e sarà calcolata sull’effettiva presenza oraria in Pronto soccorso.
La Uil Fpl ha così riconfermato il parere negativo, ripetiamo già espresso 10 mesi fa, con la consapevolezza e l’aggravante che la toppa, dopo così tanto tempo, è peggiore del buco. Ma certo la toppa alla Uil Fpl non piace.
Aspettiamo ad esultare, dal momento che pochi spiccioli, ed in ritardo, arriveranno nella busta paga dei lavoratori al netto delle trattenute.
La Uil Fpl, nel ringraziare la parte pubblica per la correttezza istituzionale delle trattative e gli sforzi che compie, ha il dovere però di chiarire la propria posizione, erroneamente riportata da alcuni organi di stampa ed è curiosa di capire cosa ne pensano i lavoratori. Coloro che in Pronto soccorso, ogni giorno, affrontano un lavoro di trincea e vengono gratificati con 0,56 euro lordi all’ora. Questo è il valore del loro impegno? (wb)
[Walter Bloise è segretario generale Uil Fpl Calabria]
L’OPINIONE / Carmelo Versace: I danni sull’agricoltura deve risarcirli la Regione
di CARMELO VERSACE – In Parlamento, gli esponenti della maggioranza di centrodestra, ancora dimenticano o forse disconoscono che la Città metropolitana di Reggio Calabria è l’unico Ente pubblico intermedio d’Italia al quale, ancora, non sono state conferite le funzioni, assegnate per legge, da parte della Regione.
Abbiamo ascoltato e visto, con sgomento, interventi di parlamentari della Lega che stigmatizzavano un nostro mancato risarcimento agli agricoltori reggini per i danni causati dai cinghiali sui loro terreni.
Dispiace constatare che anche ai più alti livelli istituzionali, in questo caso in Parlamento, non si riconosca, ancora, questo assurdo ritardo, unico in Italia.
Noi, pur con i nostri limiti d’azione,. abbiamo comunque cercato di restare vicini agli agricoltori reggini e ai sindaci dei territori danneggiati dai cinghiali. La caccia è stata chiusa in maniera totale, nella zona 2 del territorio di Reggio Calabria, con un’ordinanza del 2 ottobre scorso, una condizione che ha limitato notevolmente le azioni di depopolamento dei cinghiali.
Il risarcimento dei danni va, quindi, erogato direttamente dalla Regione Calabria. Gli agricoltori reggini attendono da anni, da parte del dipartimento Agricoltura della Regione, il pagamento di quanto dovuto a titolo di risarcimento danni da cinghiale, unico soggetto istituzionale al momento gravato dell’onere di provvedere.
Anche in questo caso la Città metropolitana di Reggio Calabria potrebbe procedere direttamente agli indennizzi dovuti, a patto che la Regione trasferisca le deleghe e i relativi fondi fino a oggi trattenuti presso la cittadella regionale. (cv)
[Carmelo Versace è vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria]
L’OPINIONE / Flavio Stasi: Serve azione del Governo per superare problemi ed avviare percorsi condivisi
di FLAVIO STASI – Ho apprezzato espressioni politiche come quelle del segretario regionale UDC, Bulzomí, e dell’onorevole Cesa i quali hanno espresso interesse per la questione portuale emersa agli onori della cronaca in queste settimane.
Lo dico apertamente seppur non si tratti di espressioni politiche che fanno parte del campo di riferimento della nostra Amministrazione, perché su questi temi serve raggiungere gli obiettivi e non alzare le bandierine. Si tratta di una azione meritoria e concreta che traccia una differenza sostanziale con altre forze che, da ben prima dell’annuncio di BH, si sono limitati ad uno strumentale immobilismo.
È utile sapere, infatti, che l’amministrazione comunale ha più volte richiesto l’intervento delle istituzioni superiori per risolvere le criticità della questione, e lo ha messo nero su bianco. L’amministrazione è sempre stata e continuerà ad essere disponibile sul tema, ponendo sempre le soluzioni insieme ai problemi, seppur finora non siamo stati ascoltati.
È anche utile conoscere il contesto di un Porto nel quale continuano a restare fermi – da anni – gli investimenti pubblici; nel quale qualche briciola utile a servizi essenziali, come l’acqua e la luce, sono state fatte passare per rivoluzioni; dove continua a restare nel cassetto un Piano Regolatore ambizioso per il quale sono stati spesi soldi pubblici; nel quale continuano ad essere disattesi gli impegni, di anno in anno. L’assenza totale di percorsi condivisi certamente non agevole i necessari investimenti privati.
Contestualmente chiedo a tutte le forze politiche di approfondire anche altre questioni, a partire dalle ragioni per le quali soltanto pochi mesi fa Enel ha deliberatamente fatto perdere al nostro territorio 20 milioni di euro di investimento pubblico, di cui 15 PNRR, per il rilancio sostenibile di un sito già industriale, quello di Sant’Irene. Un percorso che era stato condiviso da Comune, Regione e sindacati.
Si approfondiscano le ragioni del ritardo dell’intesa Anas – Regione sul tratto di Ss. 106 Sibari-Coserie, tenendo conto che si tratta di un investimento pubblico da 975 milioni di euro.
Concludo chiedendo a tutte le forze politiche di chiedere le ragioni della cancellazione del nodo AV di Tarsia, che taglia fuori dalla alta velocità un terzo dei calabresi, che comporta un investimento pubblico di alcuni miliardi di euro e che, secondo stime, porterebbe un aumento del 6% del Pil.
È giunto il tempo di dimostrare chi davvero vuol bene al territorio ed alla Calabria e chi, invece, si occupa da decenni di strumentalizzazioni elettorali a scapito sempre dei territori. Una cosa è certa: il tempo dei Comuni e dei territori silenti e supini è finito. (fs)
[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]
L’OPINIONE / Aldo Ferrara: È necessario intervenire immediatamente affinché si rafforzi la resilienza dei territori
di ALDO FERRARA – C’è preoccupazione nel sistema confindustriale calabrese per le criticità legate al sistema viario in conseguenza delle recenti avversità climatiche che hanno interessato tutta la Calabria.
Il recente cedimento di una parte della SS280, che fortunatamente non ha causato danni seri a persone, e l’interruzione di molte delle strade alternative alla trasversale principale che collega la costa jonica a quella tirrenica della nostra regione sono fonte di apprensione per le ricadute sulla viabilità di persone e merci in Calabria, nel presente e nel futuro. Il caso della città di Catanzaro, da questo punto di vista, è emblematico: alle già difficili condizioni determinate dalla riduzione della portata di carico del Ponte Morandi, per il quale si attende, a lavori conclusi ormai da tempo, la riapertura al traffico di una delle due corsie in uscita dalla città, e soprattutto la chiusura per 18 mesi della galleria Sansinato in ingresso avevano già posto un problema al quale non sono ancora state posse in essere delle soluzioni pienamente soddisfacenti.
A maggior ragione, con la SS280 in difficoltà, i problemi si ampliano e minacciano di isolare la città capoluogo, la Cittadella regionale, il mercato agroalimentare calabrese (l’unico della regione) e le tante imprese che quotidianamente operano con clienti e fornitori di tutta Italia. In questo senso, oltre alla insufficiente copertura ferroviaria tra costa jonica e costa tirrenica, le forti limitazioni alle possibilità di connessione viaria da e per il Policlinico e l’Università, la stazione di Lamezia Terme Centrale, con l’aeroporto internazionale, con il Porto di Gioia Tauro, le aree industriali e altre infrastrutture venutesi a creare da lunedì scorso hanno messo in evidenza la fragilità di un sistema esposto a quelle che saranno, purtroppo, condizioni climatiche avverse sempre più frequenti, dannose e potenzialmente pericolose.
Su tutti questi temi auspichiamo che il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, possa far valere con vigore le ragioni della città nei confronti di Anas. Appreso dalla viva voce del presidente Occhiuto che ci vorranno un paio di settimane perché la SS280 torni a essere pienamente percorribile, rimane l’esigenza di intervenire nel breve periodo affinché i percorsi alternativi siano messi in sicurezza e siano resi idonei a sopportare i normali flussi veicolari. Accogliamo con favore, quindi, dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dalla Giunta regionale.
In più, il nostro appello è perché ci si attivi affinché in tutta la regione i rischi derivanti da certe condizioni meteorologiche siano mitigati considerevolmente e non impattino così sui cittadini e sulle prospettive a breve, medio e lungo termine dei centri produttivi che hanno una ricaduta positiva sull’assetto sociale ed economico della popolazione. È necessario intervenire immediatamente affinché si rafforzi la resilienza dei territori, delle aree più sensibili. In questo senso, proprio nelle ultime ore, ho ricevuto decine e decine di sollecitazioni da parte degli imprenditori calabresi, preoccupati per i rischi connessi all’isolamento fisico e per i danni che potenzialmente le imprese potrebbero subire a causa del dissesto idrogeologico del territorio calabrese.
Anche questo aspetto non è secondario nella costruzione di una regione capace di attrarre investimenti capaci di portare sviluppo e lavoro in Calabria. (af)
[Aldo Ferrara è presidente di Unindustria Calabria]







