L’OPINIONE / Emilio Errigo: Il desolante degrado e abbandono delle spiagge e del mare a Reggio

di EMILIO ERRIGO – Mi sono avventurato in questi pochi giorni di festività pasquali, per riporcorrere parte delle  preesistenti Vie delle Fiumare e tentare di accedere alle spiagge del mare di Punta Sant’Agata, la Sorgente, Sabbie Bianche, San Gregorio, il Canneto, le Ficare, le Brugare e San Leo di Reggio Calabria.

La buona intenzione è cosa nota non ci premia sempre. Così, animato da una irrefrenabile voglia di rivedere e riesplorare, i luoghi e le spiagge della mia infanzia e giovinezza, mi sono fatto coraggio e sono partito da casa di buon mattino.

Prima tappa la cara spiaggia denominata della Sorgente, per via di una esistente sorgiva di acqua pura e fredda, che un tempo di oltre 60 anni addietro, a mia memoria, dissetava tutti: pescatori, bagnanti, ferrovieri, cantonieri, finanzieri, carabinieri, poliziotti, vigili urbani, marinai e doganieri.

Ora la mia cara Sorgente non c’è più, tutto è franato, i grossi e le possenti opere murarie, sotto le quali scorreva la via d’acqua, sono crollati mi dicono a causa delle forti mareggiate che si sono susseguite negli ultimi 30 anni.

L’erosione costiera  incalzante delle Sabbie Bianche, della Spiaggia Sotto Aeroporto Militare Tito Minniti, ha reso necessari numerosi interventi di protezione  con una impattante scogliera posizionata a mare,  a pochi passi dalla  allora esistente spiaggia, adiacente rete ferroviaria ionica, che partendo dalla Stazione Centrale di Reggio Calabria, arriva fino a Taranto, seguendo la configurazione della fascia costiera marittima.

Quindi sparita la lunga, estesa e bianca spiaggia, delle  c.d. “Sabbie Bianche” di Ravagnese.
I vecchi Sottopassi ferroviari, che un tempo consentivano a noi ragazzi di accedere al mare, sono stati chiusi e sono vistosamente pericolanti. Camminando a piedi scalzi immersi nell’acqua, con le scarpe in mano, oramai con i miei nuovi pantaloni tutti bagnati fino alla gamba,  arrivo alle Villette vicino alle Barche colorate dei miei carissimi amici e parenti  Pescatori.

Tristezza assoluta! L’erosione costiera ha distrutto una delle più belle e lunghe spiagge di Reggio Calabria, denominate “Sabbie Bianche”. Un Mare un tempo incantato, limpido, trasparete, ricco di posedonia e specie ittiche coloratissime, ha lasciato il posto a brutte scogliere sparse qua e là senza metrica e alcun segno di alleggerimento visivo.

Proprio brutto a vedersi! Arrivo dopo non poca decisione e tanta fatica, al Pontile Aliscafi e Mezzi Veloci, ancora da completare, costruito come sempre con lungimiranti, condivisibili e buone intenzioni, per rendere più agevole il trasferimento dei turisti e passeggeri in arrivo in Aeroporto dello Stretto o Via Stazione Ferroviaria Aeroporto, a Taormina, Malta, Tremestieri, Messina, le Isole Eolie, Reggio Calabria, Scilla e Bagnara.

Tutto abbandonato e in via di crescente degrado! La spiaggia una volta fruibile ai cittadini e turisti, solo un vecchio ricordo.
Saluto vecchi amici d’infanzia, cari compagni di scuola e di tante partite di calcio. Tante casette e villette, oramai a due metri dal mare e altre  a breve, se non si daranno da fare, si troveranno il mare dentro il portone di casa.
Spiagge della Vigna e della Vecchia Mitragliera del II conflitto mondiale, oramai tutte scomparse.

Prima di giungere alla casa dei miei genitori, con un nodo alla gola e una fitta allo stomaco, noto il Sotto Passo Ferroviario di San Gregorio, sporco, colmo di immondizia, maleodorante, buono, melmoso e altro ancora che vi risparmio per buona decenza e tanto rispetto.

Attraverso la Fiumara Valanidi e la vergogna non ha limiti. Una vera e propria discarica abusiva di rifiuti, solidi urbani, industriali, speciali, tossici e nocivi, fa brutta mostra lungo la strada di cemento costruita per consentire l’accesso  al mare, alle case dei tanti pescatori,  bagnanti,  auto pattuglie delle Forze di Polizia, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco  e mezzi di Pronto Soccorso Pubblico di emergenza sanitaria.

Ecco ho scattato tante brutte fotografie in luoghi, un tempo curati, manutenuti puliti, fioriti, sicuri e gradevolissimi.

Ora tutto è distrutto pure i tetti coperti dalle regole rosse della Vecchia Fabbrica dell’Arenella, oramai morente nell’indifferenza dei tanti sedicenti rappresentanti dei cittadini, che chiameremo simpaticamente “Gli Innominabili”.

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario e consigliere giuridico economico-finanziario internazionale]

L’OPINIONE / Aldo Canturi: Commissariamento di Bianco responsabilità della minoranza

di ALDO CANTURI – Il compito che mi era stato consegnato dagli elettori ha avuto una brusca interruzione allorquando, nel mese di agosto 2021 e, quindi, nel pieno della stagione estiva, è stata depositata la sentenza del Consiglio di Stato.

Tale decisione del Consiglio di Stato, del tutto inaspettata, ha completamente stravolto quanto precedentemente e correttamente stabilito dalla sentenza del Tar Calabria –Sez. Staccata di Reggio Calabria.

Infatti, la sentenza del Tar aveva plasticamente evidenziato – e ciò a seguito delle verifiche effettuate dal vice Prefetto – la corretta assegnazione di tutte le schede ai due schieramenti e, di conseguenza, la regolarità dello svolgimento delle operazioni elettorali; anzi, addirittura, in sede di verifica, si era riscontrato che una scheda valida non era stata assegnata dal seggio al candidato Marte e, quindi, alla coalizione da me guidata.

Pertanto, secondo le verifiche, il divario tra le due liste era anche superiore rispetto a quello certificato dai verbali elettorali.

Purtroppo, la corretta decisione del Tar non è riuscita a placare gli animi di alcuni appartenenti alla minoranza uscita sconfitta dalle elezioni amministrative.

Infatti, questi ultimi, nonostante la sentenza del Tar fosse stata preceduta da un’attenta verifica dei risultati elettorali, hanno ritenuto di proporre ricorso al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento delle elezioni e questa volta insinuando, addirittura, che nello svolgimento delle operazioni elettorali, i componenti di alcun dei seggi, con la complicità dei rappresentanti di lista, avessero posto in essere, al fine di modificare il risultato elettorale, il cosiddetto sistema della “scheda ballerina”.

Non è superfluo evidenziare che siffatta insinuazione non ha fatto altro che gettare discredito su un’intera comunità e ciò al solo scopo di ribaltare un chiaro e netto risultato elettorale.

Infatti, tale sistema cosiddetto della “scheda ballerina” consiste nel consegnare (fuori dall’urna) all’elettore una scheda vidimata e illecitamente ottenuta dopo averla già compilata mentre l’elettore, che tale scheda ha deposto nell’urna, dà all’uscita del seggio al soggetto interessato quella ancora intonsa che il seggio gli ha consegnato. Quest’ultima verrà riconsegnata compilata ad altro elettore, che a sua volta ne restituirà una bianca. In questo modo, grazie ad una sola scheda vidimata di cui non risulti la sorte, viene controllato e pilotato l’esercizio del diritto di voto.

Il Consiglio di Stato, sulla base della documentazione presente in atti, ha ritenuto infondate le motivazioni  inerenti il presunto utilizzo della c.d. “scheda ballerina” accogliendo, però le motivazioni secondo le quali alcuni degli elettori non avevano diritto al c.d. “voto assistito”.

Orbene, la verifica sulle schede, che ha certificato la  correttezza dei risultati elettorali, avrebbe dovuto condurre parte della minoranza a non proporre ricorso al Consiglio di Stato che, a questo punto, si proponeva il solo ed evidente scopo di ottenere l’annullamento delle elezioni comunali.

Non vi è dubbio, quindi, che le responsabilità sull’avvenuto commissariamento del Comune di Bianco non possono che essere addebitate alla minoranza che, non accettando l’esito delle urne del 20 e 21.09.2020, ha cercato, non un avvicendamento e, quindi, una modifica del risultato per i presunti errori nell’assegnazione delle schede, bensì, l’annullamento delle elezioni.

Tale inaccettabile situazione mi ha determinato a proporre ricorso in Cassazione anche e principalmente sul presupposto della erroneità della sentenza del Consiglio di Stato che non ha attentamente valutato tutti i principi esistenti in materia di c.d. voto assistito. (ac)

L’OPINIONE/ Caterina Villirillo: A Crotone casi di povertà estrema, soprattutto nelle periferie

di CATERINA VILLIRILLO – A Crotone gli ultimi respirano in silenzio. Il loro dolore “vive” infatti nell’indifferenza quasi totale della città, e di istituzioni che troppe volte  alzano le spalle e tirano avanti.

Forse perché ci pensano le associazioni a migliorare le condizioni di persone bisognose di quasi tutto il necessario per poter sopravvivere? Casi di povertà estrema si trovano soprattutto nelle nostre periferie, dove a volte è difficile pure raggiungerli.
Ma per fortuna esistono associazioni che entrano nelle case dei poveri, quelli veri, e come il buon samaritano si fermano e vanno via soltanto dopo aver risolto gran parte dei problemi.  Fra di essi, anche la Chiesa Evangelica compie molte di queste opere in silenzio.
Ma non è più tempo di fare tutto da soli, è tempo di responsabilizzare di più le istituzioni, che troppo spesso purtroppo si lavano le mani, facendo solo il minimo indispensabile.
E non sempre. È la storia di Bruno, di Rosario che vive da solo abbandonato in Contrada Cipolla, di Pasquale che vive mangiando tutti i giorni un panino da due anni, segnalato da un assistente sociale di una struttura. È il caso di Maria, e di tanti altri “invisibili” della nostra città.
Storie terribili, gente che dorme nei parchi al freddo anche con bambini nascosti per paura della reazione dei servizi sociali, e questo non giustifica nessuno.  Forse troppa indifferenza o superficialità, o forse solo smania di protagonismo ed azioni contro l’associazionismo che conosce a fondo il territorio?
I servizi sociali hanno molto probabilmente dimenticato che il terzo settore può essere un alleato e non un nemico, che esso non ha intenzione di sostituire nessuno, ma di sostenere la figura istituzionale, se solo si capisse quanto è importante la Rete e la cooperazione.
Perché è quando senti addosso la solitudine che le piaghe sociali quali alcool e droghe prendono il sopravvento, devastando molte vite, avvelenando ed uccidendo i nostri figli. Tutti i giorni.
Più umanità, è questa la parola chiave.Apre tutte le porte, anche quelle del cuore. (cv)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: San Paolo e Vittorio Emanuele III approdarono nel mare a Reggio Calabria

di EMILIO ERRIGO – San Paolo di Tarso e Re Vittorio Emanuele III, furono tra i primi a individuare quale porto sicuro e protetto dai venti in rotazione, Reggio Calabria.
In effetti per il navigante attento, Capo Spartivento, Capo dell’Armi, Punta Pellaro, Punta Sant’Agata , Punta Calamizzi, Punta Pezzo, Faro di Scilla, Capo Peloro, sono  punti noti costieri a poche miglia dai Porti Storici delle Città Metropolitane di Reggio e Messina, che racchiudono tante insenature naturali protette  e offrono ripari dai venti predominanti, sono evidenziati e  riportati, su tutte le Carte nautiche e Portolani del mondo.
Il Mare azzurro dello Stretto di Messina, una volta più noto come Stretto di Scilla e Cariddi, navigando da Sud rotta Nord o da Nord in entrata nello Stretto, crea nel navigante forti sensazioni di meraviglia immensa, un coacervo di bellezze universali incomparabili, direi con un paesaggio e  un un panorama costiero, unico al mondo.
Provate ad affacciarvi in una delle mille e cinquecento terrazze, oppure riempitevi  il cuore  di gioia, sporgendosi dalle oltre diecimila balconate sempre fiorite,  con vista ad ampio raggio visivo sul mare dalla Calabria, ammirando estasiati  le bellezze incontaminate della splendente vicina e sorella Terra di Sicilia.
Provate questa sensazione unica e indescrivibile pure una sola volta nella vostra vita! Il Mare e le Coste del Tirreno e dello Jonio, sono regali che il buon Dio e tutti i Santi Protettori, ci hanno lasciato in dono ai Calabresi e Siciliani.
Non la smetterei mai di scrivere pur di condividere con tutti voi  carissimi lettori e sostenitori volontari, di Calabria.Live, il Patos immenso che cinge il corpo di chi guarda la grande  e affascinante bellezza  della Calabria Costiera.
Oggi, “Giornata del Mare”,  mi sono pervenute tante email e messaggi,  da parte dei miei tantissimi amici di tutte le note e meno note, Associazioni Ambientaliste “vere”, che sono nate e vivono, per proteggere e vivere di ambiente in tutte le sue forme visisive, percepibili e godibili dai 5 sensi della vita.
Decido pure io di avvicinarmi al mio Mare, quello  di San Gregorio di Reggio Calabria, così dopo oltre  ben 7 ore e mezza, di faticosa guida da Roma a Reggio Calabria, vivendo tutto il peso e la fatica, sulla mia non più giovanissima pelle dura Calabrese, mi tocca un inferno di lavori in corso e pericoli anche per l’automobilista più esperto in guida a ostacoli.
La gioia di percorrere la Salerno – Reggio Calabria, non mi ha lasciato solo, ma credetemi in fede, non è stato facile viaggiare in sicurezza, tra mille interruzioni e deviazioni, tante corsie uniche e limitazioni al massimo della velocità, anche perché non c’erano proprio le condizioni per accorciare i tempi del lungo, difficile, pericoloso e interminabile viaggio autostradale in Calabria.
Di buono che tra una pausa e un rallentamento forzato dai lavori di sostituzione dei divisori di protezione laterale  delle corsie stradali di sicurezza e una corsia unica, ho avuto modo il tempo necessario per ammirare il paesaggio incantevole della Calabria.
Il voto alla sicurezza autostradale,  in Basilicata e Calabria, per questo dannato e faticosissimo viaggio è 4 e mezzo!
Mi spiace tanto dover attribuire una sotto media, ma in alcuni tratti ci sarebbe da fare la litoranea, forse saremmo arrivati meno stanchi e provati dal lungo viaggio per giungere nella nostra sempre amatissima Calabria.
Il mio viaggio è stato bello e difficile, come una vera e propria scalata con conquista di più  cime irraggiungibili da parte  di alpinisti esperti!
Solo guardando il mare e la mia foto in auto scatto, mi sono detto ma si ne  è valsa proprio tutta la tensione  e fatica per arrivare al caro Mare,  che si dice che abbia incantato  San Paolo a Reggio Calabria. La diffusione della Cristianità e la navigazione di San Paolo di Tarso, non è stata più facile per giungere e approdare nella Città della Fata Morgana.
La fede e diffusione della Cristianità a Reggio  Calabria, stante ai bene informati, ci caratterizza significativamente nel particolare segmento del Turismo Religioso in Calabria.
Solo nella Città  Metropolitana, tra Monasteri e Chiese, di pregio artistico, valore storico, architettonico, culturale e religioso, sono presenti bene n.67 Chiese, n.8 Santuari, n.26 Oratori da riqualificare, i quali accolgono le Comunità religiose locali e pluerietniche, provenienti da ogni parte più sconosciuta del mondo.
Reggio Calabria è conosciuta ai più e rimarrà, la Città della Fede e Cristianità!
[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente di diritto internazionale e del mare, e consigliere giuridico economico- finanziario internazionale]

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: La cattiva burocrazia un virus mortale per le imprese

di PIETRO MOLINARO – Le Imprese la conoscono bene per i costi insostenibili, i tempi lunghissimi, la scarsa imparzialità e spesso corruzione, un mix che genera ritardi nello sviluppo ed il rifiuto di investitori stranieri a trasferirsi.

La conferma arriva dai dati Ambrosetti e Deloitte, siamo l’ultima Regione d’Europa; certificano anche lo svantaggio competitivo pur in presenza di enormi risorse pubbliche Nazionali e Comunitarie. La Calabria, purtroppo è anche agli ultimi posti in Italia per imprese condotte da giovani imprenditori e all’ultimo posto per startup innovative.

Non è più rinviabile l’individuazione, tramite concorsi, delle Competenze necessarie negli uffici Regionali, l’attuazione della Digitalizzazione tra P.A. e Imprese con l’obiettivo di far dialogare le banche dati pubbliche. Le nuove competenze, vengono spesso soffocate dall’attuale burocrazia. Serve coraggio per utilizzare il criterio del merito. Non è più sostenibile ed eticamente inaccettabile per i tanti giovani laureati e professionisti specializzati che si continuano a firmare contratti nazionali e decentrati che prevedono istituti, premiati con enormi risorse disponibili, su indicatori dei risultati nel ciclo valutativo della performance che non incidano sulle criticità e deficit che caratterizzano la burocrazia regionale.

Pnrr, Por, Psr, Programmi Nazionali, ecc. non si possono affidare alla stragrande maggioranza delle attuali figure apicali che nella migliore delle ipotesi guardano alla spesa solo con il pallottoliere. (pm)

L’OPINIONE / Antonio Errigo: Sport e impianti sportivi da riqualificare in Calabria

di ANTONIO ERRIGO – Lo scorso anno, la Giunta Regionale della Regione Calabria – Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici , Mobilità (ILPM), con Decreto Dirigenziale n. 9435 del 21.09.2021, che tra le altra cose si occupa di “concessioni di contributi regionali finalizzati alla realizzazione e riqualificazione impianti sportivi”, approvava le istanze ritenute meritevoli di finanziamento pubblico e riteneva non ricevibili e/o non ammissibili,  quelle carenti  dei previsti presupposti amministrativi.

Anni prima  nel 2016, presso la sede del Consiglio Regionale, venivano presentati alla presenza delle pubbliche autorità e rappresentanti delle istituzioni, i risultati di un mirato censimento degli impianti sportivi presenti in Calabria.
Tali  utilissime attività di sostegno finanziario, monitoraggio e censimento, erano stati favoriti e voluti dal Coni, beneficiando di un dedicato contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A quella data ammontavano a n. 2691, gli impianti sportivi censiti in Calabria. Ora non è dato sapere a chi scrive se le risorse umane e finanziarie pubbliche impiegate abbiano raggiunto i risultati attesi e gli obiettivi previsti.

Se e per quello che può ancora valere il pensiero e la convinzione popolare, parrebbe che sono ancora tanti gli impianti sportivi che non vengono ritenuti idonei e sicuri dai cittadini calabresi, per accogliere bambini, giovani e adulti, al fine di praticare le diverse discipline sportive.

Solo per fare un esempio calzante, la scorsa estate meritavano sicuramente più attenzione pubblica il noto impianto di atletica del Coni e il vicino (poco manutenzionato) campo di calcio “Stadio Ciccarello” del rione Modena di Reggio Calabria. E se vogliamo, anche il frequentato campo di calcio di Pellaro non gode di ottima salute infrastrutturale.

Così come abbisognano di più interventi di riqualificazione, tanti altri impianti sportivi pubblici e privati. Forse occorrerebbe una ispezione da parte delle competenti autorità, allo scopo di accertarne lo stato di manutenzione e sicurezza, intervenendo senza altri ingiustificati ritardi, per la messa in sicurezza e fruibilità alla collettività.

È cosa nota a tutti che qualunque disciplina sportiva si intente praticare, genera salute per gli atleti che la praticano e, sono convinto che anche in questo particolare settore, occorre garantire sicurezza pubblica. A pensarci bene, più si favoriscono le attività sportive, meno casi alcolismo giovanile,  stati di tossicodipendenza, devianze minorili e violenze tra giovani si riscontreranno.

Se potessi decidere dove proporre la costruzione di  un impianto sportivo polivalente, campo di calcio con annessa pista di atletica, ne proporrei almeno uno per ogni Comune. Un impianto sportivo ogni cinque chiese e una palestra o un parco giochi attrezzato in ogni scuola dell’infanzia, media e superiore.

Diversamente, in assenza di impianti sportivi  agibili e fruibili, la micro criminalità cresce e incalza negativamente sul tessuto sociale, soprattutto nelle aree territoriali complesse e complicate periferiche e marginali. I benefici psicofisici in chi è impegnato in una costante attività sportiva sono enormi e impensabili.

Sono talmente importanti per la salute le attività sportive che nel 2019 è stata costituita una società in-house interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, denominata “Sport e Salute SpA”, con a capo un validissimo, sensibile ed efficiente, Presidente e Amministratore Delegato, già Capo Gabinetto del Mise, il dott. Vito Cozzoli.

Per chi volesse saperne di più è sufficiente  leggere gli articoli dello Statuto Sociale, per avere contezza dei compiti e funzioni sociali importanti. Inoltre mi risulta che l’Istituto per il Credito Sportivo, finanzi la costruzione, ristrutturazioni e riqualificazione di impianti e strutture sportive.

Qualche consiglio pratico su come fare e dove intervenire, mi rivolgerei a gente esperta che si è cibata si vita sport: l’indimenticabile assessore allo sport, sostenitore propulsore della Reggina Calcio, già Presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticó, nonché (mi si conceda una nota di parte) a chi ha dedicato una vita ed i suoi migliori anni  allo sport  – sia da  noto attaccante che  come allenatore – il mio caro Zio  “Ciccio Errigo”, voce autorevole del calcio calabrese che più si un suggerimento potrebbe offrire per incidere sullo sviluppo dello sport nei nostri territori. Loro si che hanno dimostrato sul campo e in panchina di amare veramente lo Sport e la Calabria!

L’economia dello sport, il diritto e management  dello sport oramai vengono insegnati nelle migliori Università Italiane ed estere, consci che il management e i manager dello sport, siano essenziali sia  nell’organizzazione di eventi sportivi regionali, nazionali e internazionali, sia nella complessa gestione e manutenzione degli impianti dedicati alle innumerevoli attività sportive, estive, primaverili, autunnali e invernali.

Ritengo quindi che in Calabria ci sia tanto bisogno di “Sport e Salute”, per poter favorire una migliore qualità della vita pubblica generale. Sono convinto che il Coni nazionale e regionale, insieme alle competenti strutture amministrative della Regione Calabria, la società “Sport e Salute” e l’Istituto Credito Sportivo, possano fare molto di più per diffondere e far crescere la cultura dello sport in Calabria.

È bene altresì ricordare che lo sport e la gestione degli impianti sportivi in tutte le realtà territoriali, creano un sostanzioso indotto economico e generano occupazione (preparatori atletici, allenatori, personal trainer, manutentori, custodi, personale addetto alle segreterie ecc.).

Un volano di crescita quindi per l’economia, innalzando nel nostro caso, l’asticella del debole Pil regionale della Calabria e il reddito pro capite dei Cittadini Calabresi.

Più sport, dunque, per più benessere. E speriamo che qualcuno si impegni seriamente in questa direzione.  (ae)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Il diritto al libero consenso politico del popolo calabrese

di EMILIO ERRIGO – Non è a tutti noto il diritto che ha ogni individuo ad esercitare liberamente il diritto al consenso politico popolare. Non dico certo dei diritti costituzionali di elettorato e di voto, ma desidero scrivere, di quel particolare diritto di libertà di cui godono tutti i cittadini anche minorenni, di esprimere il proprio consenso politico popolare, nel momento in cui avvertono tale bisogno.

In Calabria tale citato diritto popolare di valutare e giudicare, le azioni politiche non gradite, si manifesta solitamente con il dissenso e la critica, verso coloro i quali svolgono una pubblica funzione, amministrativa, politica o sociale che sia, poco importa agli scontenti del modus operandi e procedendi, sottoposti al loro giudizio popolare.

Mi sono persuaso che in alcune regioni d’Italia, i giudizi positivi  o negativi, espressi dai cittadini verso gli appartenenti alla pubblica amministrazione variano, a seconda del grado di cultura, civiltà e soddisfazioni personale. Per limitare il nostro angolo di visuale alla Regione Calabria, si ha modo di osservare e registrare, modelli comportamentali differenti, così come le cadenze linguistiche dei Calabresi, variano da fiumara a fiumara, da provincia a provincia, e in alcuni ristrettì casi, tra gli abitanti in un Comune e l’altro vicino, a seconda, se il primo sia un Comune marittimo e il secondo, un Comune montano.

In effetti a pensarci bene attentamente, i bisogni tra una Comunità e l’altra, sono caratterizzati e condizionati, dalla qualità e quantità dei servizi pubblici o privati potenzialmente resi fruibili, verso il godimento dei quali  il cittadino residente, ha il diritto di accesso e la possibilità economica di accedere liberamente.

Ove solo si rifletta ai servizi pubblici e privati disponibili in aree territoriali centrali, dotati di tutti i necessari servizi pubblici primari e secondari, comparandoli con le aree periferiche del territorio regionale, dove tali servizi pubblici non sono pariteticamente assicurati ai cittadini residenti.

Se per toccare una nota dolente del promettere di fare e poi registrare comportamenti a dir poco indifferenti o di incapacità politico-amministrativa, non si riuscirà a metterà mano concretamente,  ai lavori di ampliamento,  messa in sicurezza delle piste e riammodernamento degli Aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, della dimenticata SS 106, o non viene realizzata una vera e propria Autostrada Ionica, da Reggio Calabria e Taranto, con adiacente  una moderna  rete ferroviaria per consentire il trasferimento veloce di merci e persone dal Sud al Nord e dalla Regione Puglia ai Porti Calabresi, oppure non si riqualificano e si riconvertano a diversificati usi pubblici, le aree e gli opifici  industriali abbandonati di San Gregorio e Saline Ioniche, (ex Fabbrica Arenella, ex sede della Fabbrica del Bergamotto, incompleto Pontile Approdo Navette e Mezzi Navali Veloci adiacenti la nuova Stazione FS Aeroporto, incompleto Mercato Metropolitano Ortofrutticolo di Mortara-San Leo di Reggio Calabria, ex Grandi Officine Riparazioni delle Ferrovie dello Stato di Saline Ioniche, ecc. ecc.), non ci si può certo attendere, che il consenso politico popolare lieviti verso maggiori vette.

Ecco allora che in presenza di tali situazioni che chiameremo di imparità di trattamento tra cittadini, può accadere che il consociato componente della comunità residente, che si sente limitato nel godimento dei propri costituzionali diritti, inizi a esprimere pensieri e giudizi di dissenso  politico e personale sensazione di sfiducia, nei confronti di colui o coloro i quali, a proprio convincimento sono gli autori responsabili dell’affievolimento dei propri diritti non riconosciuti.

Ho fatto questa non breve premessa, al solo fine di partecipare agli oramai tantissimi, per non dire diverse decine di migliaia,  di lettori di Calabria.Live, il vero motivo principale per il quale una non inconsistente quantità di Cittadini Calabresi, si astiene dall’ esprimere il proprio consenso politico, verso i candidati alle pubbliche elezioni per il rinnovo della cariche rappresentative, sia negli Enti locali, che di rappresentanza politica  regionale o nazionale della Regione Calabria.

In buona sostanza, il diritto al libero consenso politico popolare, può risultare un ottimo strumento giuridico, per sensibilizzare gli amministratori pubblici e i rappresentanti politici eletti dal Popolo,  alcune dei quali, per fortuna sono casi infrequenti,  ottenuto il consenso popolare, non prestano tutta quella attesa e desiderata attenzione, verso i bisogni del Corpo elettorale rappresentato.

Dalla Calabria giungono buone novelle politiche, sia da destra, che da centro e dalla sinistra, che lasciano intendere, che la musica politica e partitica è sicuramente migliorata, più gradevole e gradita dal Popolo rappresentato.

Un ottimo segnale di buona e sana politica, che potrebbe contribuire a creare i giusti presupposti, per una politica del fare e fare bene, operare assieme  per la soddisfazione dei reali bisogni di tutti i Cittadini Calabresi, nessuno escluso.
Viva la Calabria! Viva l’Italia! (er)

[Emilio Errigo è nato in Calabria, docente universitario e consigliere giuridico-economico internazionale]

L’OPINIONE / Antonio Errigo: Il Governo dovrebbe investire in opere e iniziative pubbliche in Calabria

di ANTONIO ERRIGO – Investire in opere e iniziative pubbliche in Calabria, ora più che mai, sembrerebbe essere una buona azione politica.
In Calabria, infatti, il noto principio  utilitaristico del tornaconto economico, di «raggiungere massimi risultati economici con minimi sforzi» – e quindi  a fronte di adeguate spese pubbliche, registrare conseguenti maggiori entrate  tributarie, con il minimo sforzi di investimenti finanziari pubblici e privati – ora potrebbe essere una realtà.
Tenuto conto e considerato che in nessuna regione d’Italia si può vivere onestamente in assenza di lavoro, credo che occorra che il Governo e la Regione Calabria, insieme aiutandosi e sostenendosi  l’un l’altro,  si adoperino per generare occupazione ricorrendo al completamento, ammodernamento e messa in sicurezza delle opere e infrastrutture pubbliche, al fine di garantire  servizi pubblici in maniera paritetica tra le Regioni del Sud, del Centro e del Nord Italia.

Ho la sensazione che, per la prima volta a mia memoria, tutti i politici nazionali  e regionali calabresi (senatori, deputati, consiglieri regionali, assessori di destra, sinistra, centro), stiano comprendendo che la Calabria ha veramente tanto bisogno  del loro  importante impegno in favore di una seria riorganizzazione infrastrutturale, economica e sociale.

I dati statistici, comparati con le altre regioni d’Italia e strettamente connessi e correlati all’ordine e la sicurezza pubblica,  fanno emergere non solo una migliore  qualità della vita di relazione sociale, ma soprattutto una maggiore percezione del valore immenso della legalità diffusa.

Mi pare che alcuni politici e segretari regionali di partito siamo persone che sino ad oggi hanno voluto e saputo dimostrare sul campo con serietà, dedizione  e tanto impegno politico, la loro buona volontà di fare e fare bene, per il bene della Calabria, senza lasciarsi (almeno in apparenza) fuorviare da elementi estranei e mantenendo fede al loro mandato finalizzato alla nobile, sana e onesta politica.

Con uno sguardo ottimistico, quindi, mi pare esistano tutte le necessarie condizioni ambientali e i presupposti giuridici per attrarre  investitori e consentire di far investire  in sicurezza il capitale “di rischio” in Calabria.

Oggi nelle cinque province della Regione (tutte con tantissima bella e cara gente) mi pare si cominci ad avvertire più fiducia nelle istituzioni.
Auspico che il Presidente del Consiglio dei Ministri, cointeressando direttamente i Ministri e Ministre del Governo della  Repubblica Italiana, indirizzi, sostenga  e supporti il cambiamento in corso.

Occorre far comprendere (in ogni modo e con tutti i mezzi possibili), a quanti sono ancora resistenti nel convincersi che  investire in Calabria conviene. Si dovrà spiegare bene il perché di questa convenienza e, soprattutto, si dovrà avviare un piano di sostegno per le PMI, motore dell’economia calabrese.

Le Regioni nelle quali sono state istituite le Zone Economiche Speciali italiane dovrebbero creare attrattive finanziarie e convenienze economiche regionali, per risultare  appetibili ai potenziali investitori stranieri così come avviene in altri Paesi e regioni del mondo.

Non dico di azzerare l’imposizione contributiva prevista dall’art.53 della Costituzione. Sarebbe troppo! Ma viste le difficoltà post Covid 19, si potrebbe ideare un programma per attenuare  di molto il carico fiscale e ricorrere a misure incentivanti sulla produzione del reddito d’impresa  per almeno i primi 10 anni di attività nelle aree Zes.

Certo che gli investimenti dovrebbero essere connotati dalla Sostenibilità e nessuno creda che nelle aree della Zona Economica Speciale in Calabria, si possano realizzare industrie inquinanti e nocive per l’ambiente e la salute dei Calabresi e dei turisti.

Si investano risorse pubbliche e private nelle altamente redditizie attività turistiche ricettive alberghiere e residenziali, a supporto di maggiori iniziative fieristiche, congressuali e convegnistici di interesse nazionale e internazionale.

Sarebbe molto utile alla debole economia regionale poter beneficiare di una o più iniziative pubbliche quali congressi e convegni di livello europeo ed internazionale da svolgersi in una delle tante località turistiche della Regione Calabria.

Si comprende che non è cosa facile da proporre e realizzare, ma si è convinti che sia molto importante per la ripartenza della Calabria.

Coniugare le note naturali attrattive turistico-ambientali della Calabria, con esposizioni fieristiche di pregio, eventi, congressi scientifici, seminari e convegni di studio, si ritiene che possa rappresentare un modello economico vincente di crescita e benessere per gli investitori, turisti e per i cittadini della Calabria. (ee)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Cooperare per il bene economico della Calabria

di EMILIO ERRIGO – Per quanti ancora non l’avessero compreso la Regione Calabria, intesa non solo come territorio e mare, rappresenti  un complesso di eco-sistemi  economici  produttivi integrati.

Una vera e vasta risorsa economica, che può soddisfare variegati bisogni pubblici e privati. Occorre solo convincersi che per valorizzare economicamente ogni componente materiale e immateriale, di cui è composta la Calabria, occorre “cooperare”.

La cooperazione tra quanti vivono in Calabria, innesca modelli economici legali  di crescita,  proporzionati alla quantità di forza cooperante che genera ricchezza e “benessere sociale”. Anche i malavitosi cooperando in associazione per delinquere, generano ricchezza economica, ma creano “malessere sociale”.

Ora riflettendoci bene, mentre la “cooperazione a somma positiva quindi legale” (cfr Lorenzo Infantino), crea i presupposti necessari per coabitare la casa comune Calabria, in sicurezza economica personale e famigliare, di contro, la “cooperazione a somma negativa o illegale”, lede dalle fondamenta, sia il fragile tessuto economico lineare, che la pacifica convivenza sociale.
La cooperazione attiva e propositiva, risulta idonea a stabilizzare e rafforzare, il reddito pro capite dei Cittadini Calabresi,  in età giuridicamente idonea a produrre reddito da lavoro individuale o dipendente.

Inoltre, la forza propulsiva della cooperazione attiva e a somma positiva, forza questa,  capace di moltiplicare in misura esponenziale la “forza lavoro onesto” e ridurre la domanda debole di “forza lavoro disonesto”. Cooperare, per il bene economico della Regione Calabria, significa anche poter beneficiare di altre inquantificabili ma esistenti ricchezze morali e famigliari.

Attiro per sensibilizzare il pensiero costruttivo e l’attenzione del lettore, al benessere economico diretto e indiretto, derivante dal vivere la propria vita personale e famigliare, nel rispetto dei consociati, in serenità, amicizia, legalità e solidarietà, senza dover rincorrere un benessere frivolo e insignificante socialmente, nel seguire modelli di vita inutili e pericolosi,  per la propria e altrui esistenza.

Sono convinto che avvicinandosi a comportamenti sociali aggreganti, si favorisca la cooperazione tra individui e la crescita economica della Regione Calabria. Anche in politica è cosa buona e giusta, cooperare per il superiore bene comune, (la Calabria e i Calabresi ), ritenendo che così facendo si alimentano modelli di comportamenti socialmente diffusivi di felicità e benessere.

Ripeto volutamente, che occorra valorizzare la cooperazione nel segmento della Logistica Intermodale Sostenibile, mediante la realizzazione di “Piastre Logistiche Integrate”, idonee a supportare le operazioni e i servizi portuali e retroportuali.
È incredibile e pure molto penalizzante per la Regione Calabria, che ancora nel 2022, i 97 Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria, e le altre province di Vibo Valentia , Catanzaro, Cosenza  e Crotone, non dispongano di almeno due Interporti.

Incredibile!

Lo sanno tutti che la Portualità, vive e cresce con efficienti catene Logistiche, altrimenti risultano sempre modesti i servizi integrati  esterni ai Porti di rifermento.

Il Porto e le vaste aree retroportuali presenti, allo stato  inutilizzate e degradate,  di Saline Ioniche,  potrebbero costituire il primo Centro Polivalente della Logistica Intermodale, a supporto della PMI, delle Industrie Agroalimentari(Capua, Callipo,  Amarelli, Sardanelli) e Meccaniche della  Calabria , solo se la Politica tutta Coopera effettivamente e concretamente, a prescindere dalle singole appartenenze politiche di Movimento o di Partito.

Il territorio retroportuale di Saline Ioniche, dispone di una interconnessione ferroviaria che giunge al Porto abbandonata e ammalorata, (mai entrata veramente in  esercizio).

L’area adiacente al Porto (insabbiato) di Saline Ioniche,  potrebbe essere il primo Retroporto della Calabria, interamente dedicato alla  Logistica Intermodale Sostenibile, con annessi Servizi  Integrati eco-compatibili. L’area retroportuale di Saline Ioniche , situata a pochi chilometri degli Antichi  e affascinanti  Borghi  Grecanici di Pentidattilo, Bagaladi, Roccaforte del Greco, Roghudi, Bova, Palizzi, si presta per la realizzazione di un Polo Fieristico Nazionale dello Ionio.

Poi a seguire la vasta area retroportuale di Gioia Tauro, la creazione di un adeguato Interporto, innescherebbe volumi di traffici  logistici importanti,  favorendo la conseguente crescita della debole economia  regionale.
Solo la Cooperazione politica e sociale può creare benessere economico.

In Calabria e tra i Calabresi, c’è tanto bisogno di cooperazione attiva e propositiva, sicuri che le risorse economiche naturali esistenti sul territorio della Calabria e la innata capacità dei Calabresi, di manifestare intelligenza creativa, possano trainare i più resistenti al cambiamento, affievolendo  i comportamenti economicamente dannosi,  sia per ogni Cittadino Calabrese, che soprattutto, per la nostra amata Calabria. (er)

[Emilio Errigo è nato in Calabria, Docente di “Diritto Internazionale e del Mare”, e di “Management delle Attività Portuali”, e Consigliere Giuridico Economico-Finanziario]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La Calabria, una regione marittima intrappolata

di EMILIO ERRIGO – Può apparire forzato questo titolo, se non fosse supportato dalla verità statistica e reale.
Ho scritto più volte su Calabria.Live ed espresso pubblicamente in tante occasioni, le mie constatazioni sulla ritardata per non dire mancata attuazione a favore della Regione “Marittima” la Calabria, dei due fondamentali e ben scritti  Piani Strategici Nazionali, previsti dall’art.29, comma 1), della legge n.164, in data 11 novembre 2014, di conversione del Decreto Legge n.133, dell’11 settembre 2014, ” Sbocca Italia”…?, denominati: a) il Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica; b) il Piano Strategico Nazionale dei Trasporti e della Logistica.

Ora che in Calabria si è proceduto a scrivere a inchiostro digitale e partecipare così come previsto, dalla Direttiva 2014/89 del 23 aprile 2014, emanata dal Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea,  inviata con atto formale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e  partecipata alle Regioni Marittime, per il tramite del Mims, “La Pianificazione degli Spazi Marittimi” della Calabria, dovremmo essere nelle migliori condizioni teoriche, per immaginare e prevedere e auspicare, per la nostra Regione Marittima, un presente e immediato futuro economicamente migliore.

Così non è!
O meglio non appare a chi scrive.
Non è così perché le belle e buone idee intenzionali, devono per essere credibili e convincenti, devono essere attuate con altrettante buone azioni operative concrete.

Come si può credere a una crescita economica  felice per la Calabria, se la Portualità e la Logistica Intermodale, non è  supportata da due o tre altrettanti Interporti Logistici?

Poi ogni catena della logistica intermodale e Sistema Portuale di riferimento,  devono essere necessariamente accompagnati e sostenuti,  non solo da idenei e adeguati ampi e ben strutturati Interporti, ma tali sistemi organizzativi a supporto della logistica, per essere efficienti, efficaci ed economicamente sostenibili, devono essere serviti da ridondanti reti viarie veloci.

Non si può certo immaginare, che un porto, area retroportuali, zona  o distretto industriale, possano essere competitivi sul mercato della logistica  mutimodale, se non sono disponibili le interconnessioni ferroviarie, aeree, marittime, portuali, autostradali e altre vie terrestri, con il sistema logistico degli Interporti.

Inoltre, la capacità produttiva e logistica di una Regione ad altissima naturale vocazione Marittima e Turistica come la Calabria, per aprirsi e proporsi  ai potenziali investitori nazionali ed esteri, deve essere infrastrutturata con reti dedicate al “trasporto veloce e trasferimento tempestivo”  delle merci deperibili assoggettate alla catena del freddo controllato,  dei beni prodotti nella Regione  o in transito via mare dai  numerosi Porti commerciali Calabresi.

La realizzazione degli Interporti  in Calabria, e una conseguente maggiore velocizzazione delle infrastrutture delle reti viarie asserviti ai Porti e Interporti (da realizzare senza altri ingiustificabili ritardi), non solo rende sicuramente appetibile e altamente remunerativo investire capitali privati  in Calabria, ma consente ai potenziali investitori pubblici e privati, di ritenere la Regione Marittima sbloccata dalla trappola infernale, ancora esistente che non consente di trasportare e trasferire nel più breve tempo tecnologicamente possibile, dall’estremo Sud Italia, (Calabria, Sicilia e Puglia), verso i mercati nazionali e soprattutto esteri, tutti i beni  prodotti i e servizi logistici, a totale beneficio della Blue Economy e Green Economy Circolare, da sostenere e incentivare in Calabria , Regione Marittima in trappola economica e logistica. (er)

[Emilio Errigo è nato in Calabria, Docente universitario di “Diritto Internazionale e del Mare”, e  di ” Management delle Attività Portuali”, Consigliere Giuridico Economico dei Trasporti Marittimi e Attività Logistiche Portuali]