L’OPINIONE / Emilio Errigo: Gli aeroporti della Calabria hanno bisogno di un riposizionamento strategico

di EMILIO ERRIGO – Tutti credono e sono convinti, che il nuovo Management della Sacal SpA, possa fare i miracoli economici e logistici  che tutti attendono da molti anni per riattivare la piena funzionalità dell’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria.
Io voglio dare fiducia al Presidente della Regione  Calabria, già On. Deputato Roberto Occhiuto, alla Vice Presidente(Preside) Giusy Princi, al Presidente del Consiglio Regionale e Suoi Consiglieri e  al già Presidente del Consiglio Regionale On. Nicola Irto, sperando e augurandomi di cuore che si ricomponga al più presto, giuridicamente possibile,
l’Amministrazione Comunale e Metropolitana di Reggio Calabria.
L’assenza giudiziaria del caro Giovane “Sindaco sospeso”, di Reggio Calabria, Avv. Giuseppe Falcomatà,  si avverte  non bisogna negarlo e i Suoi elettori e la stragrande maggioranza dei  Cittadini non elettori, non sono affatto contenti  e pure tanto dispiaciuti.

“La Legge  è legge e va osservata da tutti  e fatta osservare nel rispetto dei principi e valori sanciti e affermati  dalla Costituzione della Repubblica Italiana”!

Gli Aeroporti della Calabria, a partire da quello di Reggio , hanno bisogno di un riposizionamento strategico in tutti i sensi.
L’attuale unico vecchio e obsoleto Terminal aeroportuale  Arrivi e Partenze,  del “Tito Minniti dello  Stretto” , allo stato non è assolutamente idoneo per soddisfare i reali  bisogni  logistici,  ne delle Compagnie Aeree, men che meno dei potenziali  oltre 600.000 utenti residenti,  ( in estate oltre due milioni  e mezzo compresi i turisti e  in transito ) dai novantasette Comuni della Città Metropolitana.
Coloro i quali decidessero  di fruire del trasporto aereo, da e verso Reggio Calabria, devono poter giungere in aeroporto nel piu breve tempo tecnicamente possibile, con tutti i sistemi di trasporto Intermodali, ferroviario, terrestre e marittimo.
Si rende necessario e urgente,  interconnettere il Lungomare  piu bello d’Italia, “Italo Falcomatà”, con una nuova e panoramica Strada alberata  litoranea,  la quale  realizzata in parallelo con l’esistente rete ferroviaria costiera della Calabria Jonica, dalla Stazione  Centrale Reggio Calabria, Stazione Omega, Stazione Aeroporto, Approdo Mezzi Navali Veloci.
L’Approdo Navale  è  situato in posizione strategica ideale,  adiacente le due piste di decollo e atterraggio dell’Aeroporto Tito Minniti, agevolerebbe e consentirebbe ai passeggeri di raggiungere via aerea da Reggio Calabria, gli Aeroporti delle principali Città nazionali ed europee, in una o due ore massimo.
Inoltre, si trova a poche centinaia di metri dalla Stazione Ferroviaria di San Gregorio, Zona Industriale e Mercatale della Città Metropolitana.
Una nuova Aerostazione  con almeno tre Terminal Arrivi/Partenze, con diversi “Gate aeroportuali” localizzati in posizione più centrale, rispetto all’Approdo Mezzi Navali Veloci e Stazione ferroviaria Aeroporti, sicuramente favorirebbe, tutti coloro e sono tanti, che da Messina, arrivano giornalmente  a Reggio per imbarcarsi in aereo.
Penso al vicinissimo “Porto Bolaro”, cosa sarà il progettato e in attesa di essere autorizzata la costruzione, Porto Turistico più grande del Mediterraneo.
Un Porto dedicato allo sviluppo  e accoglienza, della Nautica da Diporto stanziale e in transito, ideato, architettato e disegnato,  da noti  architetti e designer italiani e consulenze internazionali, considerato di ultima generazione,  dotato di ogni comfort marittimo  e  portuale costiero.

A latere un Hotel (a 6 stelle super top), con residence veramente da favola fronte mare, ampi spazi  liberi dedicati alla pratica di tutti gli sport e moderne discipline sportive, un centro Daving, attività di svago acquatiche e aerei. Il Manager  più lungimirante della Calabria, già  esperto e competente, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria, l’Architetto Pino Falduto, sprizza entusiasmo da tutti i pori, quando parla con render digitali e matita sempre in mano,  dei suoi progetti e delle mille  travolgenti idee per fare della Calabria la Regione più bella e attraente d’ Europa e non solo, ti trascina in un futuro degno da Oscar del Turismo Internazionale.

Lui si che ha le idee chiarissime per attrarre il turismo extra lusso e famigliare, fruendo di percorsi ambientali montani e rotte marittime, 365 giorni e notti l’anno da vivere, a Reggio Calabria e dintorni. I giovani tour operator, dovrebbero solo sapere attuare  le sue idee e  progetti culturali e turistici, seguendo le Vie della Storia ultra millenaria dell’archeologia grecanica, romana e quella lasciata ancora intatta,  dai tanti dominatori e conquistatori che si sono succeduti nei secoli scorsi in Calabria.

L’Approdo Aeroporto, per aliscafi e mezzi navali veloci, da completare e attrezzare con le previste opere marittime e costiere di accesso, costituisce la ciliegina sul Mare a poche miglia da Messina, Taormina, Catania, Siracusa e Isole Eolie.
I presupposti ci sono tutti, gli investitori veri pure, i politici nazionali regionali e metropolitani, parrebbero solidali e favorevoli, cosa si aspetta ancora per iniziare  l’iter amministrativo, per la realizzazione delle opere di riqualificazione  funzionali aeroportuali e riposizionamento marittimo strategico della Città Metropolitana di Reggio Calabria? (er)

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, Docente universitario  di “Management delle Attività Portuali” e “Diritto Internazionale e del Mare”, e Consigliere Giuridico Economico -Finanziario Internazionale]

L’OPINIONE / Giusy Staropoli Calafati: Jovanotti ha detto la verità sulla Calabria

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – “Per uno che torna e ti lascia una rosa, mille si sono scordati di te”. (g.n.)

Ho sempre guardato, e soprattutto vissuto la mia terra con gli occhi con cui oggi, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, la descrive dopo averla incontrata. Ho sempre invitato la gente a venire in Calabria, consapevolmente pervasa dal beato orgoglio della padrona di casa. 

La meraviglia di cui parla Lorenzo, arrivando a Scilla, mi fa tanto piacere, ma non mi meraviglia affatto. Li conosco bene io questo splendore e questo incanto di cui è dotata la mia terra. Tanto bene da essere consapevole che finchè i calabresi non la riconosceranno anch’essi così sbalorditivamente bella la Calabria, anche ad avere 10, 100, 1000 poeti in più di Jovanotti, a cui mozzare il fiato, quaggiù non cambierà mai nulla. Il forestiero ha sempre riconosciuto “il giorno della Calabria”, noi no.

Eccola la nostra colpa!

Facciamola finita, calabresi, con il voler interpretare sempre ostinatamente la parte del giullare o dello sciocco, usciamo fuori dalla favoletta burlona di Jofà, e sentiamoci finalmente protagonisti in questa opera viva che è la Calabria. Noi per primi sentiamoci meravigliosi. Dall’Aspromonte al Pollino, dalla Ionio al Tirreno, da Alvaro a Repaci.

La grande bellezza è tutta qui: […] Era teso in un vigore creativo, il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro. Si mise all’opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi. […](L.R.)

A Jovanotti si stanno dedicando intere pagine di giornale per aver detto la verità sulla Calabria. Aver confermato il suo splendore. A Repaci, che della Costa Viola colorò infinite pagine di letteratura, non dedichiamo mai neppure un titolo, noi calabresi. Che sfigati!

La stortura nostra è proprio in questo che sta. Nella mancanza di riconoscenza verso ciò che siamo e nei confronti di ciò che, per grazia di Dio, possediamo, dimenticandoci che nulla è scontato in questo mondo, e che il capolavoro fatto dal Creatore, quand’è che si volle cimentare con questa terra, può non durare per sempre. I riflessi dell’argilla viola, potrebbero spegnersi e noi scomparire all’improvviso, se non sapientemente, subito pronti, a custodire e onorare la nostra Magna Grecia. 

Non mi meraviglia la mia terra, no. Conosco bene il sapore delle sue labbra, il profumo della sua pelle, l’azzurro intenso del suo mare. È l’assenza di tanti calabresi “refrattari alla propria origine”, “contestatori della propria identità”, che non intendono partecipare alla sua bellezza e stravolgono la sua storia, che “mi lascia senza fiato”. 

Possiamo recuperare? Se lo vogliamo, Sì! 

Allora pronti. Uno, due, tre: “Alla salute” della Calabria; alla salute dei calabresi come Giacomo Triglia, orgoglio lazzarese, i ‘Rriggiu, regista del nuovo videoclip di Jovanotti: “Alla salute delle cose vissute / Delle giornate che non sono ancora arrivate / E ci raggiungono così come fa l’estate / Con la promessa che le cose poi saranno cambiate (J.)”. (gsc)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Gli imbarcaderi, la portualità e la logistica a Reggio Calabria

di EMILIO ERRIGO – Gli Imbarcaderi, i Porti, la Logistica Portuale e Retroportuale, presenti  nella  Città Metropolitana di Reggio Calabria, (Reggio e Villa San Giovanni) AdSP dello Stretto, escludendo i porti e le aree demaniali, rientranti nella competenza amministrativa dell’AdSP, sede legale di Gioia Tauro, hanno  storicamente rappresentato quanto di meglio potessero offrire il mercato dei trasporti via Mare-Porto e la logistica portuale e retroportuale del Mezzogiorno.

L’evoluzione delle così chiamate, Autostrade del Mare e l’affievolirsi del trasporto via reti autostradali su gomma, a favore delle reti trasportistiche ferroviarie e vie del mare, se da molti profili si è riscontrata una diminuzione di traffico veicolare su gomma dei mezzi pesanti(camion) e autoveicoli leggeri (auto), sulle Autostrade e interconnessioni costiere, da altro punto di analisi, si è assistiti a una saturazione delle vie di accesso e uscita agli imbarchi portuali, con conseguenze  economiche sicuramente  favorevoli per le attività locali imprenditoriali, turistiche, di contro problematiche ambientali  non gradevoli per gli abitanti delle Città e Comuni Portuali di riferimento.

I flussi di traffici veicolari e passeggeri, dalla Calabria verso la Sicilia e i movimenti registrati da Villa San Giovanni e Reggio Calabria, in direzione Messina, fanno dei due imbarcaderi multi task portuali,  tra i più importanti tra i porti  passeggeri e automezzi d’Italia per la continuità territoriale.

I costi e benefici economici e sociali, sono sicuramente di segno positivo verso i benefici economici e sociali, anche e soprattutto per il minor tasso di inquinanti presenti nei carburanti di ultima generazione. In questi giorni sono in corso di ultimazione le procedure amministrative per l’acquisizione ufficiale delle aree demaniali marittime a favore dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.

Ho appreso da fonte qualificata attendibile, che tra breve  tempo, forse uno o due giorni lavorativi, avverrà la formale “Consegna Demaniale del Porto” e delle specifiche aree demaniali del Porto di Saline Joniche, situato a circa 20 chilometri  dalla sempre “bella e verde” Reggio Calabria.

A mio convincimento questa nuova acquisizione di una complessa e complicata infrastruttura portuale dormiente e aree retroportuali vicine, necessitano di un consistente e generalizzato impegno  amministrativo e finanziario da parte dell’AdSP dello Stretto.
Se come credo, il determinato, ben motivato ed  esperto Presidente dell’AdSP,  l’Ing. Mario Mega, sarà messo nelle migliori condizioni ambientali e operative, per poter iniziare il lavori di messa in sicurezza delle opere marittime soprattutto, compreso il dragaggio della sabbia balneabile che ostruisce l’entrata del porto , la navigabilità in sicurezza e la praticabilità delle esistenti banchine del Porto, necessarie e urgenti,  per la riattivazione funzionale  delle infrastrutture portuali e necessarie opere marittime ausiliarie, i benefici economici, occupazionale  e sociali,  per il territorio saranno rilevantissimi.

Io credo molto nella vittoria di questa importante scommessa pubblica economica marittima e portuale di Saline Joniche.
Occorre solo  sostenere e supportare politicamente, finanziariamente e amministrativamente,  tutte le iniziative volte alla realizzazione delle infrastrutture portuali,  finalizzate alla costruzione di opere strategiche, a cura del Presidente Mega e del suo  Comitato di Gestione dell’Autorità dello Stretto.

Come ha più volte affermato e sostenuto pubblicamente e nelle sedi istituzionali, la Parlamentare del territorio l’On. Maria Tripodi, sempre molto attiva e propositiva,  Saline Joniche può e deve rappresentare, per i 97 Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria, la più estesa area Logistica retroportuale disponibile e necessaria per la crescita economica  della parte ionica della Provincia di Reggio Calabria.

I presupposti logistici sono presenti tutti, ANAS è pronta per adeguare e ridondare le infrastrutture delle reti super stradali esistenti, il Management delle Ferrovie dello Stato, ha in corso azioni a favore  della manutenzione delle interconnessioni logistiche ferroviarie, via Reggio Calabria-Taranto, adeguando il tracciato ferroviario, già presente latitante  al Porto,  la nuova compagine societaria di gestione Sacal, voluta dalla Presidenza Roberto Occhiuto, dell’ Aeroporto “Tito Minniti” dello Stretto, situato  a pochi chilometri,  parrebbe che intenda creare un riposizionamento strategico e funzionale dell’Aeroporto di Reggio Calabria, aree retroportuali estese, libere da insediamenti  industriali inutili e comunque da liberare al più presto tecnicamente e amministrativamente possibile.

Tanti ettari di territorio demaniale marittimo e pubblico, da rendere fruibili a quanti intendono investire capitali privati e pubblici a Saline Joniche. Far rientrare  tutto il territorio di Saline Joniche nell’area Zes della Calabria, deve essere una priorità del Governo Regionale e Nazionale.

Importante che l’iniziativa privata nelle aree portuali e retroportuali sia veramente libera da condizionamenti criminali, sempre in agguato e in volo come avvoltoi affamati. Il moltiplicatore forza di reddito d’impresa portuale e dei servizi portuali annessi e connessi, sono rapportati su parametri di convenienza d’investimento  incentivanti.

Per semplificare e rendere più chiara l’idea, su 100 euro investiti  nelle Aree demaniali e Spazi retroportuali a Saline Joniche,  il coefficiente di tornaconto economico  sarà superiore  300/400 euro di incremento reddituale, sia  nelle attività d’impresa, che nei servizi  portuali, senza calcolare i sicuro vantaggio economico a beneficio degli operatori della logistica entro e retro portuale.

Il futuro di Saline Joniche  è complessivamente a somma economica e sociale sicuramente positiva. La vicinissima sorella Sicilia alla quale ci unisce il Mare Jonio, con le sue mete turistiche raggiungibili via mare, rendono appetibili agli Armatori navali e agli opetatori turistici, nazionali ed esteri, aprire linee di traffico pregiato e investire nella Calabria Jonica.

Occorre solo lasciare lavorare chi vuole fare e fare bene, in santa pace, senza interferenze dannose per la già fragile economia  dei Comuni Jonici e Grecanici  della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il presente e futuro dei Giovani Calabresi dello Jonio, si chiama Saline Joniche!

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario di Management delle Attività Portuali, e Consigliere Giuridico Economico Finanziario Internazionale]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Il degrado e l’indifferenza nelle aree centrali e periferiche di Reggio

di EMILIO ERRIGO – Non saprei al momento, a quale altro Santo rivolgermi, per attirare l’attenzione risolutiva delle vecchie e nuove problematiche connesse con il vistoso degrado ambientale, delle aree centrali e periferiche, della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Premetto subito ad onor del vero, per evitare sul nascere, ogni eventuale equivoco e fraintendimento, che la maggior parte del degrado ambientale e dell’indifferenza di cui scrivo, sono stati originati, da quelle poche o tante persone, imprenditori, operatori industriali, piccoli artigiani, chiamati cittadini, che non amano affatto la propria Città dove vivono da soli o con i propri famigliari, i quali manifestano reiteratamente evidenti segni di inciviltà e indifferenza, (e dico non e ripeto scrivo non), per responsabilità amministrativa da individuare e attribuire, all’Amministrazione Comunale o singoli dirigenti, funzionari e impiegati, della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Quattro sono i casi più urgenti che sono stati segnalati dai cittadini riguardanti quelle non gradevoli realtà ambientale, di evidente poca sensibilità pubblica, fatti e aspetti ambientali, divenuti di dominio pubblico, oramai sono i discorsi più ricorrente e gli argomenti giornalieri da passeggio, che interessano i cittadini che amano veramente la bellissima Città di Reggio Calabria.

Il primo caso, riguarda l’area costiera antistante la Rada di Pentimele.
Invito coloro i quali intendessero rendersi conto di persona, guardando con i propri occhi, di farsi una salutare… passeggiata in bicicletta o a piedi, partendo dall’entrata sud del Porto Commerciale e Turistico, proseguendo verso l’area retroportuale uscita nord del porto di Reggio Calabria.

Noterete subito, che nella vasta area contermine ai binari e addirittura fin dentro i binari ferroviari interni ed esterni al Porto, tanta vegetazione incolta, alti alberi e arbusti spontanei, meriterebbero una immediata tranciatura, idonea ripulitura e bonifica igienico-sanitaria, a carico delle Ferrovie dello Stato o altro organo amministrativo competente, per la pulizia delle sterpaglie, vistosamente molto cresciute adiacenti i binari ferroviari e lungo le strade non di competenza del Comune.
Invito tutti i Cittadini e Amministratori Pubblici e Privati, di leggersi e fare leggere regalandolo ai propri figli e amici, almeno una volta, il libro contenente la seconda Lettera Enciclica scritta da Papa Francesco, dal titolo emblematico e molto significativo, Laudato Si, sulla cura della casa comune, sicuramente ne trarrebbero tutti un gran insegnamento ed enorme beneficio!

Fuori dal Porto Commerciale nel parcheggio esterno mezzi pesanti, fronte mare, zona adiacente e sotto i piloni che sorreggono le infrastrutture sopraelevate (da controllare ed eventualmente manutenzionare) inizio cavalcavia che porta all’autostrada uscita ed entrata Porto, osserverete una non bella realtà ambientale da riqualificare senza altri ingiustificati ritardi.
Pedalando o camminando lento pede, in direzione del noto Parco Pentimele, sono tante le aree costiere inqualificabili.
Quanto sarebbe bello eliminare tutte quelle proprio brutte a vedersi baraccopoli e superfetazioni edilizie di facile e difficile rimozione, edificati chissà da chi e quando, con scarsa sensibilità e visione urbanistica, a due passi dalla spiaggia e dal mare, restituendo ai cittadini la storica visuale che permetteva a chiunque di godersi il mare e la visione mozzafiato unica al mondo dello Stretto di Messina ora negata.

Arrivati nelle aree che un tempo erano ricche di macchia mediterranea litoranea, palmizi e alberi ben curati e irrigati, del Parco di Pentimele, l’inguardabile prende il sopravvento e attirerà la vostra attenzione in solitudine riflessione negativa.
Se volete concludere la passeggiata comunque sempre romantica ambientale, nelle rimanenti aree ciclabili e perdonabili, respirando boccate di aria fresca e rigenerante per i polmoni, potete scendere in riva al mare, percorrendo una delle poche vie di accesso al mare, sulla antistante e sempre suggestiva e bella spiaggia di Pentimele.

Concludete il tour di osservazione panoramica marittimo-costiera, avventurandovi verso il sito c.d. “dell’indifferenza”, così denominato oggi, quello che fu uno dei luoghi estivi più attraenti, raffinati, eleganti, ameni e paesaggisticamente stupendi, della area di svago cittadino fruibile nella parte della città situata a nord di Reggio, mi riferisco al complesso turistico balneare denominato “L’oasi”, oggi mi dicono sottoposto a provvedimento o sequestro giudiziario.

Non trovo le parole più adatte per attribuire un aggettivo qualificativo dispregiativo per definire quel contesto urbanistico-edilizio-ambientale, in ragione di quanto è grande lo stato di abbandono a cui è ridotto il complesso di pregio ambientale e come sono lasciate le opere esposte alle intemperie. Le infrastrutture e ex aree un tempo non molto lontano, erano il simbolo dell’amore verso la natura, di straordinaria e affascinante bellezza paesaggistica.

Scappo via per scrivere al mio e nostro vero “Santo Protettore della Calabria”, (subito dopo naturalmente San Francesco di Paola), il Direttore di Calabria.Live, Santo Strati.

Alcuni ben commentati filmati, girati con il cuore in gola dal dispiacere, dello stato dei luoghi e dilagante degrado ambientale, che affliggono molte aree periferiche della nostra amata Città, hanno visto impegnato direi con ottimi risultati, un noto personaggio sportivo Reggino, già bravo calciatore di Reggio Calabria, Pino Diano, personalità raffinata ed elegante, caratterizzata da un inconfondibile stile inglese, molto attiva e seguita sui social, per i suoi gustosi, dissetanti aperitivi e colorati cocktail, sportivamente impegnato favorevolmente nel sociale.

Delle aree contermini e adiacenti esterne alle piste dell’Aeroporto dello Stretto, ai Reggini più noto come Aeroporto Militare intitolato al nostro concittadino (Eroe Nazionale di Guerra Aerea, Medaglia d’Oro al Valor Militare (M.O.V.M.), Tito Minniti), se ne avrete voglia, tempo, modo e motivo, per provare tanta tristezza andate a vedere lo scempio ambientale dei luoghi credo ancora appartenenti al pubblico demanio militare.

Le belle e sempre tirate a lucido aree militari, allora sedi della Caserma dell’Aeronautica Militare, Piazze d’Armi, Palestre e Alloggi, simboli di cura, perfezione, disciplina militare e attenzione ambientale, oggi sono ruderi pericolanti sui quali gli arbusti di ogni genere e le piante di fichi d’india, fanno brutta mostra agli occhi dei turisti.
Nessuno che veda!
Avvicinandosi all’Aerostazione dell’Aeroporto Civile…, (per così dire) dello Stretto, non vorrei disturbare più di tanto, il sonno degli indifferenti e addormentate, personalità competenti alla manutenzione e pulizia delle aree aeroportuali interne e maggiormente esterne all’Aeroporto di Reggio Calabria.

Attenderemo impazienti e lasciamo fare, auguriamoci tanto bene, alla nuova Governance della Sacal SpA, poi valuteremo le azioni amministrative che saranno messe in atto e i fatti concreti.
Immaginate il giudizio di dissenso dei tantissimi turisti in transito o in visita a quella che è stata un tempo la mia e nostra bellissima Città di Reggio Calabria, tanto amata, protetta e ben curata, dal compianto indimenticabile carissimo Sindaco Professore, Italo Falcomatà?

Con la infinta lode al caro sindaco professore, non vorrei far comprendere ai cari lettori, che gli altri sindaci eletti successivamente dai Reggini, che hanno amministrato la Città, prima e dopo il “Sindaco Gentiluomo”, non si siano impegnati abbastanza, questo non me la sento di affermarlo, perché non è così e non sarei onesto con me stesso, anche perché il vero vale sempre e le opere realizzate rimangono con le loro date e Sindaci pro tempore, che le hanno ideate, costruite e portate a buon compimento.

Desidero solo con tutta la buona volontà, se riesco nel mio unico intento, lasciare intendere che l’amore e il bene verso la nostra Città di Reggio Calabria, meriti molto, molto più rispetto e tanto spirito di emulazione positiva, in primis, da parte di tutti Cittadini che la abitano e poi a seguire, dagli Amministratori pubblici.

Del comprensorio periferico industriale situato a sud di Reggio, a San Gregorio, (Arenella, Approdo Aliscafi e Mezzi Veloci Aeroporto e Zona Industriale), Mortara e San Leo ( Mercato Ortofrutticolo) , non intendo sparare ad alzo zero sulla Croce Rossa.

Tutto tace nell’indifferenza e nel crescente degrado più assoluto. Provate a scendere verso il mare uscita superstrada di San Gregorio, prima transitate la nuova strada che porta al costruendo Mercato Ortofrutticolo Metropolitano, vi renderete conto da soli, quanta vergogna dovrebbero provare quelle persone che hanno fatto diventare quella strada e il greto della Fiumara, dove è stata realizzata la nuova discesa che porta al mare, una vera e propria grande discarica abusiva di rifiuti solidi urbani, tossici, industriali e speciali.

Lì non si può certo dire che la colpa è del caro giovane sindaco avv. Giuseppe Falcomatà, oppure prendersela ingiustamente, con gli attuali Amministratori Comunali, Metropolitani o Regionali, in quelli e altri luoghi similari di Reggio, sono quei pochi o tanti Cittadini Reggini, che vivono di illegalità e nell’inciviltà, che stante sicuramente dalla quantità di rifiuti presenti, saranno in tanti, che non amano la propria Città, tanto che contribuiscono a far lievitare il degrado ambientale e dare il segno più tangibile della loro inciviltà e pessima educazione comportamentale non solo ambientale.

Amare la nostra Reggio Calabria, significa cooperare da Cittadini onesti, con la pubblica amministrazione con senso di partecipazione attiva e propositiva.

Così come fanno i tanti volontari e le associazioni, a iniziare dalla più nota, ” Pro San Gregorio”, i quali dimostrano con le loro buone azioni di volontariato di solidarietà umana e impegno ambientale, di amare e rispettare col cuore, Reggio Calabria e i Cittadini. (er)

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, Generale in ausiliaria della Guardia di Finanza, docente di diritto internazionale e del mare, e consigliere giuridico economico-finanziario internazionale]

L’OPINIONE / Caterina Villirillo: I veri eroi della Resistenza sono i giovani

di CATERINA VILLIRILLO – I grandi (intesi per adulti), si sono messi a giocare alla guerra, non avendo nulla da fare. Evidentemente. Dimenticando però che la guerra si porta dietro vite spezzate, distruzione, e tanto, tanto dolore.

Noi vogliamo ricordare tutti quegli eroi contemporanei, come ad esempio Peppino Impastato e Lea Garofalo, che per amore della propria libertà hanno lottato da soli, perdendo la vita. Vedete, nelle guerra non ci sono solo vincitori e vinti, ma anche e soprattutto famiglie che piangono i loro morti.
Ecco perché è importante difendere e portare avanti sempre e comunque i propri ideali, in una società ormai anonima, superficiale, che non ha più il coraggio delle idee e delle parole. Di battersi per i propri diritti, gli stessi che molte volte sono calpestati da istituzioni assenti, come spesso accade in Calabria, dove alcune persone camminano emanando un odore che sa di morte. Perché il non ribellarsi poi ti fa marcire dentro, ti fa impazzire, ti fa accettare sempre ed a testa bassa la volontà mafiosa.
E intanto la corruzione diventa sempre più un tumore invisibile che poi  uccide. Ecco perché è molto importante combattere con tutte le nostre forze per cercare di cambiare l’ambiente in cui viviamo, aiutando i nostri giovani con la musica, la cultura, il sociale, entrando nelle loro teste, per aiutarli a comprendere che la vita è un’altra, ed è tutta un’altra cosa.
I veri eroi della Resistenza di questo secolo sono i giovani. Perché è stato tolto loro tutto, anche il futuro, un lavoro, e la certezza e la serenità di vivere in un pianeta vivo, e non portatore insano di morte. In Ucraina c’è la guerra, e ci sono donne che combattono fiere, resistono, per la libertà, per i loro diritti, per il loro  Paese, per i propri figli. (cv)
[Caterina Villirillo è presidente di Libere Donne Crotone]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Gli studiosi, persone e chimici che profumano di Bergamotto di Reggio Calabria

di EMILIO ERRIGO – Recentemente, al fine di  acquistare qualificate fonti di informazioni sul “Bergamotto di Reggio Calabria”, mi sono cibato, alimentato, nutrito abbondantemente e ho studiato con inusuale concentrazione, passione e particolare coinvolgimento emotivo, molte pubblicazioni.

La prima di questi, non me la sarei aspettato, quale giurista,  scritta da un famoso antropologo criminale, Cesare Lombroso, dal titolo In Calabria, edita da Rubbettino, la seconda,  scritta dal noto studioso e storico  di Reggio Calabria, il prof. Pasquale Amato, pubblicata sulla Rivista trimestrale Historia (gennaio/marzo2004) l’ultima, uno studio universitario di tre bravi Ricercatori- Docenti, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Francesco Nesci, Natalia Sapone e Massimo Baldari, i quali hanno presentato l’esito delle loro ricerche e studi,  sul Bergamotto di Reggio Calabria e Provincia, alla XXXII Conferenza Italiana di Scienze Regionali, dal titolo a forte attrazione emotiva, Tutela e Sviluppo del Bergamotto Reggino.

Il loro lavoro di ricerca e analisi, enucleato nella citata relazione di studio, mi ha talmente preso che l’ho letta attentamente per ben  tre volte. Ora, grazie al beneplacito del caro fondatore e direttore di Calabria.Live, Santo Strati, studioso innamorato della Calabria e notissimo giornalista-scrittore calabrese di fama internazionale, partecipo e condivido in fede, per la sola lettura ai gentili cari lettori italiani ed esteri, la relazione universitaria di studio sul Bergamotto.

Questo mio contributo di pensiero, in verità trova origine in tre lunghi e interessanti dialoghi, fatti il 25 e 26 aprile 2022, con il dott. Giuseppe Franco, reggino doc nel cuore, la seconda con il noto studioso calabrese di chimica degli oli essenziali e derivati degli agrumi, dei Profumi, Aromi agrumari e Prodotti Alimentari, il dott. Francesco Crispo, già direttore generale del Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria e Direttore dello Stabilimento di produzione della preziosa “essenza naturale e vera del Bergamotto ” di San Gregorio di Reggio Calabria, la terza niente di meglio che mi poteva regalare il destino, con il “grande” Santo Versace, calabrese di Reggio Calabria, intelligente industriale  della moda e poliedrico generatore di idee ad altissimo valore economico e sociale.

Tre personalità reggine, che non ho mai conosciuto de visu, ma dei quali mi hanno parlato bene e raccontato in tanti, del loro instancabile impegno e dedizione per  diffondere il bene gratuitamente e volontariamente, in Calabria e in ogni luogo.
In primis, del prof. Francesco Crispo, me ne ha illustrato l’amabile personalità, quale studioso attivo e molto propositivo, il Presidente dell’Associazione pro San Gregorio, il cav. Ettore Errigo, persona a me molto cara, mentre del dott. Giuseppe Franco, ne hanno esaltato le caratterialità tipiche dei Calabresi, tanti cari amici di Reggio Calabria.
Loro intendono fare e fare bene a favore dei disorientati Giovani Calabresi , se le sarà consentito  di portare a termine il loro nobile intendimento sociale.

Altre pubblicazioni che ho ritenuto interessanti scientificamente per i pregevoli contenuti, sono quella dei Prof. Alp ed Ennio Kunkar, con presentazione del dott. Francesco Crispo, dal titolo Il Bergamotto e le sue essenze, (Edizioni AZ 1997),  l’altra da titolo, Olio Essenziale di Bergamotto, a cura di Angelo Di Giacomo e Biagio Mincione, (Laruffa Editore 1994).

Dopo aver letto e studiato tanti libri, inebriato dal profumo intenso dell’olio essenziale, gustato prodotti alimentari a base di Bergamotto di Reggio Calabria, mi sono chiesto e pongo la domanda a voi tutti i lettori di Calabria.Live:
“perché ancora nella “Patria del Bergamotto di Reggio Calabria”, non si è riusciti a far nascere e realizzare una “Scuola di Alta Profumeria, Cosmesi e Derivati Alimentari  degli Agrumi”?

Cosa e chi ha impedito, la costituzione di un corso di laurea in Management delle Attività Economiche Agrumarie? Oppure uno o più Master di II livello, in “Scienze Economico-Aziendali Applicate dei Profumi Agrumari  ed Essenze  Naturali Ambientali”?
Fondare un Istituto Tecnico Superiore del Bergamotto (ITS),  a San Gregorio di Reggio Calabria, negli spazi dell’ex Arenella, fabbrica ora in disuso, potrebbe rappresentare un giusto riconoscimento alla tanto attesa, e mai realizzata,
Scuola Internazionale della Profumeria in Calabria.

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario e  consigliere giuridico economico-finanziario internazionale]. 

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Porto turistico e commerciale, aree retroportuali e interporto a Saline Joniche

di EMILIO ERRIGO – Il futuro occupazionale dei giovani diplomati e laureati, i quali completeranno gli studi, presso gli  Istituti Superiori, ITS e Università della Calabria, nei prossimi 10 anni, potranno trovare adeguata e specializzata occupazione, infrastrutturando con funzionali opere marittime  e riqualificando, la vasta e idonea area costiera, portuale e retroportuale, di  Saline Ioniche.

Le preziose e balneabili fasce costiere marittime del Mare Jonio, Calabro- Greco -Siciliana, che dallo Stretto di Messina, toccano le coste più belle della Sicilia, le spiagge uniche della Calabria, e poi i 39 porti turistici e commerciali Calabresi, tra questi:  Scilla, Cannitello, Reggio Calabria, Roccella, Corigliano, Ciró , Sibari, Crotone, in Puglia, Taranto, Otranto, Gallipoli e il basso Mare Adriatico, le vicine meravigliose Isole greche, l’Isola di Malta  e le Isole Pelagie ed Eolie, potrebbero essere facilmente raggiunti dai  sei Porti dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, in primis dal Porto di Saline Ioniche.

Questo porto e aree pregiate retroportuali, (in fase di perfezionamento della consegna amministrativa demaniale marittima) da ritenersi epicentrici e di altissimo valore economico,  storico e ambientale, da un punto di vista delle rotte diportistiche, mete turistiche, crocieristiche e navigazione commerciale Mediterranee, allo stato è da moltissimi anni insabbiato, quindi, ancora prima di essere infrastrutturato con le necessarie e consistenti  opere marittime  di protezione e banchinamento, sopra e sotto flutto,  dovrà essere liberato, dalle enormi quantità di sabbie  bianche balneabili, molto utili per essere destinati al ripascimento dei tratti costieri interessati dall’erosione.

Le acque limpide e calde del Mare di Saline Ioniche, i territori di tutte le località dei “Comuni Grecanici e non”, rientranti nella  costa Jonica della Città Metropolitana di Reggio Calabria, sono ricchi di veri tesori ambientali, urbanistici, artistici, storici e architettonici, ancora tutti da far conoscere ai tour operator Turistici internazionali.

Il tutto favorito dal vicino Aeroporto dello Stretto e adiacente rete e Stazione ferrovia e superstrada ionica. Ove solo si realizzasse una banchina polivalente soprattutto  idonea a far attraccare e ormeggiare, una, due o più, navi da crociera, per l’economia del territorio del comprensorio, sarebbe una vera grande ricchezza  che viene dal mare, la così detta Blue Economy.
Si calcola che ogni nave da crociera di ultima generazione, lasci complessivamente al territorio per ogni toccata nave, da un minimo di 270.000 a un massimo di 350.000 dollari.

Immaginate l’indotto che genera un Porto Turistico, Diportistico e  Commerciale.

Ogni Unità da Diporto ha un moltiplicatore di forza lavoro tre unità, mentre una nave da carico commerciale, genera una forza lavoro per servizi e operazioni  portuali,  minimo n. 20 unità lavorative, per navi porta rinfuse e liquide e minimo n.50, unità lavorative portuali per una nave porta container, senza calcolare il rilevantissimo potenziale occupazionale del trasporto intermodale del carico da ciglio banchina e destinazione.

Basti leggere il Regolamento UE n.352/2017, e la legge 28 gennaio 1994, n.84 e successive modifiche e integrazioni correttive, per averne maggiore consapevolezza. Piloti di Navi, Rimorchiatori, Ormeggiatori, Battellieri, Spedizionieri, Raccomandatari marittimi, Agenzie Doganali, Operatori Portuali e Prestatori di Servizi marittimi, navali e portuali.

Il trasporto su gomma e su ferro, quindi autisti specializzati e abilitati di mezzi pesanti e ferrovieri, avrebbero sicuramente ben remunerata occupazione. Prima si adeguano le infrastrutture portuali a mare e a terra in banchina e aree retroportuali, prima l’economia territoriale di Saline Ioniche e Comuni contermini crescerà.

Non c’è nulla da inventare, c’è solo da realizzare le opere marittime e portuali, tutto il resto è già previsto dal mercato del trasporto e della logistica multimodale.
Chi prima inizia è a metà dell’opera! Fare, fare bene e fare sapere di aver fatto bene il proprio dovere.
A Reggio Calabria e Provincia c’è tanto bisogno di fare bene, di lavoro onesto e di crescita economica, civile e sociale, per il bene di tutti i Cittadini Calabresi dello Jonio e perché no, del Tirreno! (er)

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario di Management delle Attività Portuali e Consigliere Giuridico Economico-Finanziario internazionale]

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: L’Ospedale di Palmi non si farà mai

di SANTO GIOFFRÈ – Ancora, dietro le cose che racconta Occhiuto si va! Non si farà mai l’Ospedale a Palmi, perché non è dentro la testa di chi comanda o nelle uniche lotte utili che la gente avrebbe dovuto fare e non ha mai fatto. Infatti, solo la voce solitaria della Pro-Salus, ancora squarcia il deserto del silenzio.

Nell’aprile del 2015, io controfirmai (visto che nessuno aveva voluto farlo)il contratto di concessione, nel ruolo di Commissario dell’Asp di Reggio Cal. Da lì continuarono ad attaccarmi, servi di ogni potere, continuamente. A dire il vero avevano incominciato a farlo fin dal 2011, quando, su richiesta del Ministero, la Provincia di Reggio Cal. (io ero Assessore Provinciale alla Cultura) aveva donato l’area di sua proprietà all’Asp. Insieme ad Enzo Infantino, ci denunciarono perché difendevano, strenuamente, la costruzione di un Nuovo Ospedale nella Piana.

Perché, ancora, non si è capito cosa significa aver perso un Ospedale di 330 posti letto, costruito con tecniche di ingegneria sanitaria d’avanguardia. Se non volevate farlo a Palmi, potevate farlo dove meglio vi si addiceva e vi saziava il palato. La perdita di un nuovo ospedale è il peggior segnale di abbandono, della voglia di desertificare i territori e concentrare, tutto in un’unica, grande, area urbana.

È la volontà di sminuire e banalizzare ogni minima speranza di Resistenza. È l’atto supremo del dominio di ogni forza istituzionale o criminale che determina i propri comportamenti in relazione, solo, ai propri interessi. Insomma, non costruire i tre Ospedali in Calabria, inventandosi, continuamente, fantasie farlocche, previsti e finanziati fin dal 2007, è l’epilogo triste della fine di ogni capacità della politica di determinare gli indirizzi di crescita civile e salvaguardia della salubrità degli abitanti in quei territori.

È un atto di leghismo intranet, dove conta non l’esigenza, ma l’utile convenienza e dove l’Uomo è funzionale all’interesse. (sg)

In copertina, l’immagine del progetto definitivo, che prevede 436 nuovi posti letto

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Il caso Arenella di Reggio, un bene storico dimenticato

di EMILIO ERRIGO – Roba da non credere! Veramente strana questa mia Calabria.
A San Gregorio di Reggio Calabria, esiste su oltre 20000 metri quadrati, (2 ettari di territorio), una storica fabbrica denominata Arenella, un vero gioiello di architettura industriale e ambientale, a due passi, anzi a circa 20 metri dalla riva del mare, guarda caso e non si capisce proprio perché è abbandonata al lento degrado economico, urbanistico e ambientale.

Deve essere svaluta per qualche operazione finanziaria? Palazzi, Villette, Residence, Parco Giochi, Centro Riabilitativo Politraumatizzati, o cosa altro si ha in mente di realizzare in questo angolo di paradiso dimenticato?
Cittadini Calabresi, Politici, Amministratori  Regionali, Metropolitani e Comunali, visitate questa realtà urbanistica in crescente degrado, poi  visto che vi trovate in piena c.d. Zona Industriale di San Gregorio, Mortara e San Leo, svoltate verso la Via del Mare, proseguite lungo la Via delle Fabbriche, chiamata così per via delle tante Fabbriche costruite negli anni Settanta a seguire, ora quasi tutte, abbandonate al loro triste degrado e nella maggior parte inutilizzate.

Ricordo quelle belle realtà economiche imprenditoriali, che davano lavoro a migliaia di giovani provenienti dai Comuni della Provincia di Reggio Calabria, tecnici, operai specializzati,  diplomati  e laureati lavoravano presso: Acem, Ascioti, Dana Confenzioni, Temesa, Centrale  del latte Opera Sila, Nucera Componenti e Contenitori, Pastificio De Gregorio, Caseificio Falcone, Lam Flex, fabbrica materassi, cuscini e tanti altri arredi per la casa, ristoranti, pizzerie, case alloggio, chic bar, Booking, nota Falegnameria artigianale Pepè Gattuso, ed altro ancora che non ho più chiaro il  ricordo.

Ora a San Gregorio, Mortara, San Leo e dintorni, rimangono tante aree agricole sventrate e abbruttite, da mega progetti Industriali e dalle diverse Grandi Opere Pubbliche incompiute, le quali hanno preso il sopravvento e distrutto, diverse decine di migliaia di piante di bergamotto, arance, mandarini, vaste coltivazioni di ortaggi e piante da frutta.

Era proprio piccola, bella e ricca mezzo secolo addietro la mia San Gregorio.
Per citare il vero ricordo ai lettori di Calabria.Live, la profumatissima fabbrica del Consorzio Nazionale del Bergamotto, che diffondeva il prezioso profumo fino a decine di kilometri di distanza, dal fiorente centro di produzione della preziosissima essenza dì Bergamotto.

Oggi rimane molto poco di quel benessere economico e sociale, solo disoccupazione, reddito di cittadinanza, solitudine, rifiuti lasciati marcire nel greto della fiumara, degrado e tanta  tristezza.

Chissà se il nuovo Presidente della Regione Calabria, on. Roberto Occhiuto, accompagnato dalla cara vicepresidente, indimenticabile, intraprendente e molto operativa, preside Giusi Princi, visiteranno il vistoso degrado dell’ex  “Aeroporto Militare e Civile, M.O.V.M. Tito Minniti”, per poi proseguire per l’incompleto Approdo Aliscafi e Navette Veloci, situato a pochi metri sul Mare  adiacente la nuovissima Stazione FS Aeroporto, a seguire, l’incompleto Mercato Comunale Ortofrutticolo della Città Metropolitana di Reggio Calabria e Zona Industriale di San Gregorio, Arenella, Consorzio del Bergamotto.

Sarebbe un gran bella azione politica e sociale, se Lei caro “Presidente di tutti i Calabresi”, trovasse il tempo necessario ( circa due ore) per visitare questa piccola  area periferica situata a  sud  dell’Aeroporto dello Stretto, contermine alla Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Presidente, se la Sua Giunta e il Consiglio Regionale, deliberassero il completamento delle opere quasi ultimate, a partire dalla interconnessione superstradale  per i mezzi pesanti, che  dallo svincolo uscita San Gregorio, porta al costruendo Mercato Ortifrutticolo e Zona Industriale San Gregorio, Mortara e San Leo di Reggio Calabria, sarebbe un bel giorno per noi dimenticati Cittadini Calabresi di Reggio Calabria Jonica, non sempre considerati appartenenti alla Regione Calabria. (ee)

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario e consigliere giuridico economico-finanziario internazionale]

L’OPINIONE / Francesca Cufone: Si devono riqualificare le periferie

di FRANCESCA CUFONE – È evidente che cammin estrazione comunale non si è posta la domanda: “cosa realmente manca alla città affinché sia realmente tale?” Ma, trattandosi di Rende, riformulerei la domanda: “affinché rimanga tale?”, vale a dire città inclusiva, smart e soprattutto green.

Il nostro territorio rendese è attraversato dai torrenti Emoli e Surdo, entrambi adiacenti alle abitazioni e che dividono le diverse contrade. Sono stati curati i rispettivi argini soltanto nell’area più urbanizzata, mentre se ci spostiamo da est verso ovest è evidente il totale abbandono. In passato, in contrada Maio era presente una passerella di legno dove in pochi minuti si poteva raggiungere Arcavacata. Purtroppo, di quel ponticello sono rimaste soltanto gli assi su cui si reggeva. Guardando dalla collina di Piano Monello, l’Unical è così vicina ma al tempo stesso lontana se la si volesse raggiungere a piedi.

Sarebbe un peccato non proseguire il lavoro del Torrente Emoli per le campagne e zona industriale di contrada Cutura. È altresì doveroso monitorare la vegetazione in quanto alcune aree sono state disboscate e invase da rifiuti di ogni genere. La creazione di un percorso pedonale e ciclabile consentirebbe a tanti di poter godere delle meraviglie presenti: dal patrimonio naturalistico alla presenza di una ricca fauna, dagli animali selvatici a quelli di allevamento.

Mentre in Contrada Cutura, il versante a Sud è collegato con quello a Nord, che costeggia la strada statale, non gode di un ponte pedonale nell’area più prossima alla zona universitaria che permetterebbe di raggiungerla in poco tempo a piedi. Spostandoci più ad Est, a Quattromiglia, il ponte pedonale in legno continua ad essere transennato dopo una brevissima riapertura durante l’estate 2018. Al contrario, il torrente Surdo è attraversato da diversi ponti carrabili, di cui quello che collega la rotatoria di Ortomatera con Rende è da mesi transennato e percorribili solo a senso unico, creando disagi non indifferenti ai residenti e passanti.

Sempre lungo il torrente Surdo, in corrispondenza di Viale dei Giardini, è stata progettata una passerella pedonale, in passato era previsto un ponte carrabile da giunzione tra il Viale citato e Via Mattia Preti. Mezzo milione di euro circa per costruire un ponte che dalle fondazioni si evince una certa sopraelevazione. Sarebbe stato preferibile renderlo carrabile e l’ubicazione più ad ovest avrebbe consentito una maggiore inclusività per lo stesso Viale dei Giardini. Se si guarda bene il curvone, che lega le due strade che circuiscono Viale dei Giardini, si intravede dove sarebbe stato ubicato lo sbocco/svincolo.

Il punto esatto dove, in passato, l’amministrazione comunale volle il ponte carrabile ma il progetto per la sua realizzazione non fu approvato dalla Regione Calabria, a causa del rischio esondazione mutato nel corso degli anni. Sarebbe stato opportuno tenere conto di tale ubicazione e verificare la fattibilità del ponte dove da sempre, anche gli stessi residenti avrebbero preferito sorgesse. Inoltre, il ponte carrabile sarebbe stato realizzato con materiale legnoso e non in cemento, il che avrebbe consentito una spesa più bassa e non snaturato il contesto su cui sarebbe sorto.

Attualmente fervono i lavori della prima opera progettata dall’amministrazione Manna, che certo non risolve il problema, perché funzionerà soltanto come passaggio pedonale; Siamo certi che con un piccolo sforzo e con una maggiore visione si poteva renderlo carreggiabile. Inoltre, come ha affermato in passato il primo cittadino, l’opera è stata finanziata attraverso la misura “Interventi per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” della Presidenza del Consiglio dei Ministri per 2 milioni di euro. Cifra non modica e sarebbe stato utile destinare la spesa per riqualificare un’area più ampia che tenesse conto di entrambi i torrenti: Emoli e Surdo.

Non marcando così differenze, già presenti, tra le contrade, tali renderle alcune di serie A e altre di serie B, o ancor peggio a rischio retrocessione. Come già sta accadendo! (fc)