SORIANO CALABRO (VV) – Inaugurato il Polo Museale

A Soriano Calabro, il Polo Museale è diventato realtà. Diretto da Mariangela Preta, il Polo, realizzato dall’Amministrazione comunale, guidata da Vincenzo Bartone, è ospitato all’interno del Complesso Monumentale dei Padri Domenicani, ed è diviso in tre sezioni: il Museo dei terremoto, il Museo territoriale della Ceramica medievale e moderna e la Pinacoteca, che raccoglie diversi dipinti antichi.

Polo Museale Soriano CalabroNel corso dell’inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi in streaming, la direttrice Preta ha annunciato che «contiamo di partire dal prossimo 15 gennaio, quando verranno riaperte le visite ai Musei, e di iniziare ad accogliere gli ospiti».

Sono intervenuti, il sindaco Bartone, il critico d’arte Angelo Crespi, il senatore Giuseppe Mangialavori e il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì.

Il Polo, inoltre, ospiterà nelle sue sale l’edizione 2020 del Vibook – Editori a Km 0, in programma dal 18 al 20 dicembre online. (rrv)

SORIANO CALABRO (VV) – Mariangela Preta direttrice del Polo Museale

Prestigioso incarico per l’archeologa Mariangela Preta, che è stata nominata direttrice, conservatrice e curatrice del Polo Museale di Soriano Calabro dal sindaco Vincenzo Bartone.

Il Polo Museale, infatti, sarà inaugurato a breve e «l’affidamento in carica di direttore del Polo Museale  – ha dichiarato il sindaco Bartone – alla dottoressa Mariangela Preta» sia «frutto di un’attenta valutazione della professionista, la quale possiede i requisiti necessari ad assicurare l’attuazione e lo sviluppo del progetto culturale e scientifico del Museo e a garantire la proficua gestione del Polo Museale nel suo complesso. Il percorso professionale della dottoressa Preta consta di evidenti esperienze formative e professionali capaci di abbracciare sia il campo conservatoriale-curatoriale che il campo della pianificazione e della gestione».

«Il Polo – si legge in una nota – oltre ad avere un nuovo statuto e un nuovo regolamento che garantisce legalità e trasparenza, sarà presto dotato di un comitato tecnico-scientifico che sarà composto da diverse personalità provenienti dalla società civile, dal mondo della cultura, da studiosi dell’arte, da tecnici informatici, giornalisti, ecc.. non solo di Soriano e della Calabria ma anche del resto d’Italia e d’Europa! Un ruolo da protagonisti sarà assicurato ai nostri giovani! Saranno il motore, la mente, la forza del nuovo Polo Museale e grazie a loro sarà garantito il futuro non solo ai musei ma a tutta la città di Soriano».

«Il paese fondato da monaci basiliani – si legge in una nota – fu un importante centro di studi di cultura grazie alla presenza di un grande e potente convento domenicano. Nel 1510, infatti, i Domenicani eressero in questo luogo un grandioso convento, che fu un polo di arte e cultura e divenne uno dei più ricchi e famosi di quest’ordine in tutta Europa. La potenza economica del centro religioso si affermò nel XVII secolo, grazie soprattutto alla protezione accordata dalla Corona di Spagna che vantava una lontana parentela con la casa Guzmàn, ma dovette fare i conti con la violenza dei terremoti del 1659 che distrusse l’antico convento e la chiesa e del 1783 che causò la completa distruzione ed il suo definitivo abbandono. Negli anni Trenta dell’Ottocento, fu costruita la nuova chiesa meglio conosciuta come S. Domenico Nuovo progettata da architetti e decorata da stuccatori calabresi».

Del Complesso conventuale del San Domenico «sono oggi visibili – prosegue la nota – i ruderi dei chiostri e della chiesa, abbandonati e caduti in disuso per via dell’evento sismico del 1783. Prendendo spunto dalla storia, del convento e del paese, caratterizzata dalle distruzioni, dagli abbandoni e dalle ripetute ricostruzioni, è stato creato il Polo Museale di Soriano che comprende il Museo delle ceramiche medievali e moderne, con esposizione di manufatti che coprono un arco cronologico che va dall’Altomedioevo (VI-VII sec. d.C) al XX secolo, provenienti dai più importanti siti della provincia di Vibo Valentia; il Museo del terremoto che, oltre alla sismologia storica, comprende anche la parte antropologica legata agli aspetti dell’abbandono e ripopolamento dei siti, che rappresenta un unicum nel Sud Italia; la Pinacoteca che raccoglie numerose opere ed arredi sacri oltre che l’annessa area archeologica costituta dai resti dell’antico convento Domenicano». (rvv)