REGGIO – Presentati i dati economici della Città Metropolitana

Sono stati presenati, a Reggio, da Antonino Tramontana, presidente della Camera di Commercio di Reggio, i dati economici che fotografano lo stato dell’economia nella Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il Rapporto economico 2019,  che raccoglie e sintetizza le informazioni statistiche relative al 2018 (anticipando alcuni indicatori di proiezione al 2019), tratta i principali temi dell’economia territoriale: dalla produzione di ricchezza alle evoluzioni del tessuto imprenditoriale; dal credito all’incontro tra domanda e offerta di lavoro; dalle relazioni commerciali all’andamento dei flussi turistici, fino ad arrivare ai dati sulle filiere di interesse del sistema camerale, relative alla cultura e alla green economy. 

Nella sua dettagliata relazione, il Presidente Tramontana ha evidenziato come, in un contesto comunitario poco favorevole e in un quadro nazionale complicato, rispetto ad un valore della ricchezza prodotta dalla Calabria che resta al di sotto della media nazionale, la Città metropolitana di Reggio Calabria mostra una variazione pari al +1,8%, più alta di quella registrata dalle altre provincie calabresi e superiore di un decimo di punto a quella media nazionale.

Un risultato che infonde un cauto ottimismo ma che deve essere analizzato anche alla luce del posizionamento del nostro territorio in termini assoluti. Quella reggina, infatti, appare un’economia ancora incapace di produrre un livello sufficiente di ricchezza, stante un valore aggiunto pro capite pari ad appena 16mila e seicento euro annui, quasi 10mila euro in meno della media nazionale e comunque al di sotto del dato medio del Mezzogiorno. 

La crescita del 2018 è in gran parte attribuibile alla vitalità del sistema imprenditoriale reggino. Durante i dodici mesi dell’anno, le imprese locali registrate sono cresciute dell’1,06%. Un risultato superiore a quello già soddisfacente registrato nel 2017 (+0,89%), meglio di quanto osservato mediamente in Calabria (+0,75%) e oltre il doppio della variazione media nazionale (+0,52%).

Le 554 imprese in più hanno permesso al sistema produttivo reggino di sfiorare quota 53mila. Una dinamica che sembra proseguire anche per i primi mesi del 2019, pur in un contesto leggermente rallentato. A maggio 2019, il numero di imprese registrate appare in crescita del +0,42% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in controtendenza con il -0,02% nazionale e ben oltre la media calabrese (+0,23%).

A guidare la voglia di fare imprese sono soprattutto i più giovani, stante un +9,3% delle imprese a guida under 35; anche le imprese straniere crescono a ritmo sostenuto (+2,9%), in controtendenza con la dinamica registrata l’anno precedente.

Incoraggianti anche i dati relativi al mercato del lavoro; gli occupati sono cresciuti di circa 7mila unità (erano 139.000 nel 2017), con un numero complessivo che ha raggiunto quota 146.000, il valore più alto da sei anni a questa parte. Certo ancora rimane un tasso di disoccupazione elevato (19,8%), sebbene in contrazione, pari a circa il doppio della media Italia.

Anche il livello di internazionalizzazione dell’economia segue un trend positivo, con un +11,3% nel 2018 ed un + 8,2% nei primi mesi del 2019. In valore assoluto le esportazioni reggine, pari 250 milioni di euro, rappresentano il 46% dell’export regionale, ma solo lo 0,05% dell’export italiano.

Presentati anche i dati sul turismo nell’anno 2018; gli arrivi sono stati poco meno di 222mila, con una permanenza media di 3 giorni. Cresce la presenza di turisti stranieri rispetto a quelli italiani (+30,1% contro +11,0% negli ultimi 5 anni), ma per numerosità di arrivi e presenze la Città metropolitana rimane in coda, anche nel contesto regionale (penultimo posto per arrivi, dopo Cosenza 721.000 arrivi, Vibo V. 397.000 arrivi, Catanzaro 340.000 arrivi. Ultima in termini di presenze). 

Rimane forte la criticità nei rapporti banche-imprese: nonostante le sofferenze siano passate da 399 milioni a 301 milioni di euro, l’indice sintetico di rischiosità (dato dal rapporto tra l’ammontare degli impieghi in sofferenza e il totale dei prestiti concessi dalle banche) risulta pari al 30%. Ciò vuol dire che comunque circa 1/3 dei prestiti fatti alle imprese va in sofferenza. Le banche continuano a contrarre gli affidamenti alle imprese reggine, che sono diminuiti all’interno di tutti i settori produttivi: del -1,2% nel settore dei servizi, del -4,1% nell’industria e del -5,3% nelle costruzioni.

 

«A fronte – ha dichiarato il Presidente Tramontana – di segnali positivi che certificano la crescita in atto da parte delle nostre imprese, nonostante le difficoltà di accesso al credito, il ruolo della Camera di commercio diventa sempre più determinante per garantire le condizioni migliori affinché le imprese possano attuare processi innovativi nei modelli gestionali, di produzione, di commercializzazione, diventando più dinamiche e pronte a rispondere alle sfide lanciate dal mercato nazionale ed internazionale»

«In generale – ha concluso il Presidente Tramontana – i dati che emergono dal Rapporto sono importanti perché, evidenziando punti di forza e punti di debolezza del nostro sistema economico, rappresentano la base sui cui le Istituzioni possono costruire ed implementare in maniera sinergica e condivisa politiche di sviluppo locale».

All’incontro sono intervenuti il Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, e il Rettore dell’Università Mediterranea Marcello Zimbone. (rrc)