Sabato 21 febbraio, al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, alle 21, in scena lo spettacolo “Tante belle cose” con Francesco Cicchella.
REGGIO – Al MArRC l’incontro “Dalla madrepatria Grecia alle fondazioni coloniali”
Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17.30, al Museo Archeologico Nazionale, si terrà l’incontro “Dalla madrepatria Grecia alle fondazioni coloniali: un patrimonio culturale mai dimenticate”.
L’evento è stato organizzato nell’ambito della prima edizione del ciclo di conferenze “Radici”, finalizzato alla promozione e valorizzazione delle fondamenta della cultura nella prospettiva di unire fatti del passato e del presente, contribuendo anche ad inquadrare le vicende del prossimo futuro, ideato e coordinato dal presidente nazionale A.I.Par.C. dott. Salvatore Timpano, nell’ambito della convenzione stipulata con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC e di Salvatore Timpano, presidente AiParC, relaziona Rossella Agostino, archeologa e direttrice Dipartimento Archeologia AiParC.
Lasciare le proprie terre d’origine, solcare il mare e insediarsi in nuovi territori non ha mai significato per i coloni greci dimenticare la propria cultura, le proprie credenze e le proprie tradizioni artistiche. Ne sono un esempio le produzioni vascolari riprodotte dagli artigiani locali ampiamente documentate in tanti musei del mondo magno-greco. (rrc)
La nona Commissione consiliare affronta questione Piazza del Popolo
La Nona Commissione di Controllo e Garanzia del Comune di Reggio, presieduta dal consigliere Massimo Ripepi, ha audito la dirigente del Settore Sviluppo Economico, Cultura e Turismo Loredana Pace in merito al Controllo atti amministrativi rapporti Comune e Demanio rispetto alla titolarità della superficie di Piazza del Popolo.
Proprio la dirigente ha reso nota, fornendo ai consiglieri la documentazione in suo possesso, la richiesta avanzata da parte dell’Agenzia del Demanio di 170.000 euro – per il periodo 2014-2024 – in virtù di un decreto legislativo del 1944 che propone che ogni bene cessato dal partito nazionale fascista sia devoluto allo Stato; nella stessa missiva il Demanio ha chiesto informazioni sul mercato rionale.
«A novembre, pertanto, ho risposto all’Agenzia del Demanio – ha dichiarato – che l’utilizzo della piazza è quello di mercato rionale, con impegno della stessa da lunedì al sabato».
«Ho fatto presente che i numeri degli operatori autorizzati erano 4 –continua la dirigente – e siccome mi avevano chiesto anche, con riferimento agli eventi, quanti eventi erano stati fatti nel 2024, ho elencato gli eventi effettivamente realizzati che evidenziano comunque che erano eventi gratuiti. A dicembre l’Agenzia del Demanio ha presentato il conto, dicendo che l’amministrazione avrebbe dovuto versare su un modello F24 170.000 Euro, 170-108,83 Euro, dal 2014 al 2024; ha calcolato l’indennizzo e anche gli interessi».
Ha, pertanto, specificato che la nota dell’Agenzia del Demanio mancava di alcuni elementi importanti «perché quando si calcola un indennizzo si deve inserire la superficie, il costo a metro quadro ed altre indicazioni sulle modalità di calcolo».
D’altronde, al di là del riferimento normativo del 44 è stato comunicato che non c’è alcun riferimento a tutto quello che è successo dopo; perché verosimilmente, sempre secondo Loredana Pace, nel tempo ci deve essere stata una consegna del bene: così come si fa per il demanio marittimo per i lungomari, per le strade. Anche perchéa Piazza del Popolo l’Amministrazione garantisce la manutenzione, l’illuminazione e tanti altri servizi.
«Quindi – ha concluso la dirigente – questa situazione, al di là dell’utilizzo di Piazza del popolo, va attenzionata e approfondita con una riunione con i vertici dell’Agenzia del Demanio; per comprendere futuri sviluppi».
Alla richiesta avanzata del presidente Massimo Ripepi, relativamente al vincolo della Sovrintendenza Archeologica, la dirigente ha risposto in merito che relativamente alla Sovrintendenza c’è solo un passaggio nella lettera della prima nota dell’Agenzia del Demanio che la manda “per conoscenza” alla Sovrintendenza stessa alla quale si rivolge chiedendo «al fine di garantire il decoro della piazza» di fornire indicazioni sull’uso del sito, valutando laddove ritenuto necessario la convocazione di una riunione.
Richiesta alla quale sembrerebbe non vi sia stata replica da parte della Sovrintendenza; con un condizionale d’obbligo perché essendo l’Amministrazione destinataria della nota, sarebbe dovuta eventualmente essere, anche se “per conoscenza”, anche destinataria di un’eventuale risposta. “Riunioni ufficiali -ha affermato la dirigente- dalla Sovrintendenza non ne sono state convocate”.
Il presidente Massimo Ripepi, dopo la visione della documentazione, ha chiesto ancora a Loredana Pace cosa intendesse fare l’Amministrazione rispetto a questa cifra da pagare, 170.000 euro per 10 anni, e quale fosse la linea del Comune per il pagamento della stessa.
Ribadendo la necessità di un incontro con l’Agenzia del Demanio, la dirigente ha dichiarato che la posizione, emersa da confronti con altri settori, è che seppur beni del Demanio sono beni che sono stati consegnati all’Amministrazione; pertanto non bisogna ripagare alcun canone; anche perché l’Amministrazione si accolla tutti i costi di gestione e di manutenzione.
Il Comune, che da sempre gestisce l’area sostenendone i costi di manutenzione e illuminazione, sta quindi verificando la documentazione disponibile per capire come agire; al tempo stesso, si ritiene necessario un approfondimento sulle modalità di calcolo dell’indennizzo richiesto.
Il Comune procede, dunque, sulla linea del dialogo istituzionale con l’Agenzia del Demanio per trovare una soluzione che tenga conto della funzione pubblica svolta dalla piazza e della continuità della gestione comunale. L’obiettivo è garantire una gestione chiara e sostenibile dell’area, nel rispetto delle norme e degli interessi della collettività.
Gli interventi di alcuni consiglieri comunali hanno sollecitato un confronto con l’Agenzia del Demanio non solo su Piazza del popolo bensì su tutta la città; in modo tale da avere contezza e chiarezza sui beni in piena disponibilità dell’Amministrazione comunale.
In tal senso, il consigliere Giovanni Latella ha specificato che casi simili si sono presentati anche in altre aree cittadine come i fortini di Ecolandia, l’ex Polveriera a Ciccarello o il campo Coni a Modena ma sono stati risolti. In particolare, rispetto proprio all’area del campo Coni, ha informato la Commissione consiliare che in quel caso l’Agenzia del Demanio aveva chiesto ben 700 mila euro ma che la situazione è stata superata con l’impegno degli Uffici dei Settori interessati che hanno operato opportunamente in modo congiunto per l’auspicato risultato.
Il presidente Massimo Ripepi, a margine della conclusione del confronto con dirigente e consiglieri commissari, ha affermato «Continueremo ad approfondire gli atti perché il consigliere Latella ha dichiarato che la situazione si risolverà così come si è risolta quella del campo Coni dove il Demanio aveva chiesto 700 mila euro».
«Siccome io ho notizie diverse – ha detto – la prossima seduta di giovedì sarà dedicata a questa cosa del campo Coni per sapere se questa cosa è vera o non è vera perché è importante. Sarebbe un precedente in positivo e in negativo».
«Al contempo – ha aggiunto Ripepi – va detto che, al momento, il Comune rispetto a Piazza del popolo è inadempiente con il Demanio alla stregua degli ambulanti che lo sono nei confronti dell’Ente e che considera abusivi».
«Chi pagherà il conto dell’incompetenza? – ha chiesto Ripepi –. Mentre il sindaco Falcomatà e la sua Amministrazione tentano di distrarre i cittadini con proclami e accuse strumentali, la verità è che il Comune è il primo a non rispettare le regole. E ora resta da capire chi pagherà i 170 mila euro richiesti dal Demanio.
Ripepi, infine, parlando del clima di tensione creatosi a causa dell’inasprimento dei controlli degli ambulanti da parte di Paolo Brunetti, vice sindaco di Reggio, ha annunciato che lo convocherà alla prossima Commissione «per chiedergli come intende gestire la situazione e verificare quanto sta accadendo. È necessario un confronto immediato per evitare ulteriori tensioni sociali e trovare una soluzione equa per tutti». (rrm)
Piazza del Popolo, Zappia (Reggini Fuorisede): «Falcomatà cancella la storia e ignora i cittadini!»
Per Antonio Zappia, responsabile dei Reggini Fuorisede del Movimento Rivoluzione Rheggio 743 ac.C, «la chiusura del mercato di Piazza del Popolo è l’ennesima dimostrazione di come l’Amministrazione Falcomatà sia autoritaria e insensibile di fronte alle reali esigenze dei cittadini».
«Senza alcun confronto con i commercianti e i cittadini – ha spiegato – il sindaco e la sua Giunta hanno decretato la fine di uno dei luoghi simbolo della nostra città, un mercato che per oltre ottant’anni ha rappresentato un punto di riferimento economico e sociale per migliaia di reggini».
«Tra il 1993 e il 2001, il sindaco Italo Falcomatà, – ha continuato – padre dell’attuale primo cittadino, si trovò davanti allo stesso problema (di gran lunga più grave), ma lo affrontò con uno spirito completamente diverso: ascoltò la città, dialogò con gli ambulanti, trovò una soluzione condivisa per mantenere in vita il mercato».
«Oggi, invece, Giuseppe Falcomatà governa con l’imposizione, ignorando i cittadini e decretando la fine del mercato storico senza alcuna alternativa concreta – ha aggiunto Zappia –. Questo atteggiamento autoritario si riflette in tutta la gestione amministrativa, dove il confronto è sostituito da diktat calati dall’alto, con conseguenze devastanti per il tessuto sociale ed economico della città».
«Come se non bastasse – ha continuato Zappia – Falcomatà ha avuto il coraggio di parlare di garbo istituzionale, lamentando il fatto che il Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Massimo Ripepi, lo abbia convocato più volte per Pe c anziché accordarsi ‘con cortesia’. Un concetto di garbo che evidentemente vale solo quando fa comodo a lui e alla sua Amministrazione».
«Dov’era il garbo istituzionale quando l’opposizione veniva bloccata da mille cavilli burocratici per ogni iniziativa? Dov’era il garbo istituzionale quando i cittadini di Arghillà venivano ignorati e privati dei loro diritti? – ha rimproverato Zappia –. La verità è che Falcomatà e la sua Giunta pretendono regole rigide per gli altri, ma non per sé stessi. Quando c’è da partecipare a eventi di visibilità o a inaugurazioni, il Sindaco è sempre in prima fila; quando invece si tratta di affrontare problemi seri, manda avanti i delegati».
«La fine del mercato di Piazza del Popolo non è un episodio isolato, ma solo l’ultima pagina di un’Amministrazione che lascerà dietro di sé una città in macerie. Ponte Calopinace, Parco Lineare Sud, Lido Comunale: una lunga lista di incompiute e promesse non mantenute – ha concluso Antonio Zappia –. Reggio Calabria merita di meglio. Noi continueremo a lottare per difendere i luoghi storici della nostra città, per tutelare i lavoratori onesti e per restituire ai reggini un’Amministrazione degna di questo nome». (rrc)
Piazza del Popolo, Versace: Adesso serve un’operazione verità
«È l’ultima commissione che convoco su piazza del Popolo, adesso serve fare un’operazione verità, perché tanti consiglieri si sono impegnati su questa tematica». È quanto ha dichiarato Carmelo Versace, presidente della Sesta Commissione, Sviluppo economico e attività produttive, turismo, nel corso della seduta dedicata al tema della centrale piazza reggina.
Il presidente ha dato lettura dei verbali delle sedute del 31 maggio, 19 settembre, 21 settembre, 26 settembre, 28 settembre, 12 ottobre, 5 dicembre del 2023; 23 maggio, 20 giugno (ben quattro volte in questa seduta si è parlato di spostamento o chiusura), 18 luglio e, infine, 3 settembre.
«Dal 31 maggio 2023 ad oggi – ha proseguito Versace – nei 18 verbali delle commissioni esaminati, in 11 verbali compare la menzione “piazza del popolo”. Le parole relative a “chiusura”, o “spostamento” del mercato di piazza del Popolo in altre aree, è stata pronunciata ben 14 volte. Ma in nessuna di queste occasioni c’è stato qualcuno della minoranza che ha manifestato di non essere d’accordo o che ha dichiarato di volersi opporre». Ma non solo, il presidente Versace incalza: «Dall’opposizione non è mai stata fatta, rispetto a queste affermazioni, una controproposta nell’unica commissione competente che è quella adibita».
«Mi sembra corretto dire che l’unica eccezione è la consigliera Angela Marcianò che ha riproposto in più occasioni il tema dell’abusivismo del mercato di piazza del Popolo – spiega Versace – e dell’illegalità all’interno dell’area».
Versace ha ricordato, poi, che a proposito «Le dichiarazioni importanti della polizia locale che mette a conoscenza di indagini di polizia giudiziaria e guardia di finanza sull’abusivismo presente, tanto che gli stessi dirigenti auditi non conoscevano attività investigativa. Su piazza del popolo la polizia locale non opera dal 2021, lo fa solo nell’area antistante, in quanto nella piazza sono presenti un gran numero di abusivi che sono le stesse parti offese del procedimento penale pendente nei confronti di alcuni esponenti del corpo locale. Onde evitare di dare spazio a illazioni su ritorsioni, la polizia locale ha ritenuto di porre in essere attività solo con il regime interforze di Focus ‘ndrangheta».
Versace ha evidenziato, infine, come siano stati tre i focus ‘ndrangheta messi a segno nella piazza e, come emerso dalle sedute, che il numero degli ambulanti autorizzati era di sei nel 2023, ridottisi a tre nel 2024.
Nel ribadire la necessità di fare chiarezza, il presidente Versace, al termine del suo intervento ha chiarito: «Non sono contento della chiusura o sospensione del mercato perché è negativo anche perdere un solo posto di lavoro; ma, rispetto all’illegalità, alla mancata trasparenza e alla mancanza totale di idee sul mercato, ritengo che la decisione di chiuderlo sia stata la più idonea». (rrc)
REGGIO – Presentati gli eventi per i 25 anni dell’Associazione dei Portatori della Vara
È un programma ricco che coinvolgerà tutta la città di Reggio, quello organizzato dall’Associazione dei Portatori della Vara, in occasione dei suoi 25 anni dalla fondazione.
La manifestazione, in programma dal 25 febbraio al 20 marzo, è stato presentato nella sala convegni “Mons. Ferro” dell’Arcidiocesi, non nasce per festeggiare l’anniversario – se pur importante – ma per celebrare e rendere omaggio alla Madonna della Consolazione patrona della città.
A presentare il ricco programma il presidente dell’Associazione dei Portatori della Vara, Gaetano Surace e il direttore culturale Luciano Maria Schepis.
Insieme a loro anche padre Pietro Ammendola, guardiano del convento dei cappuccini dell’Eremo e don Pasqualino Catanese, vicario generale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, ospite a sorpresa – che ha commosso il presidente Surace – monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano e presidente onorario dei Portatori della Vara.
Presenti anche l’assessore all’istruzione del comune di Reggio Calabria, Anna Briante, la dirigente scolastica del liceo artistico Preti-Frangipane, Lucia Zavettieri e il vicepreside Antonio Barbera, che hanno donato alcune tavole realizzate dagli studenti del liceo dedicati proprio alla storia della Madonna della Consolazione.
Ad aprire l’incontro don Pasqualino Catanese, vicario generale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, che ha ringraziato il presidente e tutti i portatori: «Una realità significativa non solo per la nostra Chiesa ma per la città».
«Questo programma ci aiuterà a fare memoria di tante cose e rilanciare un impegno di tutti quanti noi, sia come chiesa che come realtà cittadina», ha spiegato don Catanese, ricordando l’importanza della sacra Effige custodita nella Basilica dell’Eremo sotto la custodia dei frati Cappuccini ai quali va il suo «ringraziamento, in particolare ad uno di loro: Fra Gesualdo Malacrinò che ha fatto molto per la città, e speriamo che si possa arrivare al riconoscimento ufficiale della sua beatificazione».
Ad illustrare il programma di appuntamenti è il presidente Gaetano Surace, ma prima di farlo ripercorre in breve la storia, non solo dell’Associazione ma anche della figura dei Portatori: «L’Associazione Portatori della Vara “Madonna della Consolazione” nasce negli anni ’50 da una geniale intuizione di don Italo Calabrò, perfezionata da mons. Salvatore Nunnari, oggi arcivescovo emerito. Inizialmente chiamata “Pia Associazione dei Portatori”, si formalizza con apposito atto costitutivo il 24 febbraio del 2000, prendendo il nome di “Associazione portatori della Vara Madonna della Consolazione”».
«In realtà – ha spiegato il presidente Surace – i portatori esistono già dalla metà del ‘500, i primi portatori furono i frati cappuccini, a cui seguirono per voto i marinai. L’associazione, attraverso i soci portatori, continua a promuovere quel ruolo, di testimonianza e custodia, della più antica tradizione, ormai plurisecolare, esistente in città».
«I portatori con il loro servizio di trasporto della Vara – ha proseguito – ove fosse necessario, rinnovano e rammentano l’attaccamento alla Protettrice della città, ed il giorno della scesa della Sacra Effige in città, da secoli è l’unico giorno in cui tutti i reggini si ritrovano accomunati, indossando un’unica maglia. Di fatto – ha sottolineato il presidente – è un giorno identitario, tant’è che tra i portatori si trovano uomini appartenenti a tutte le condizioni sociali cittadine, anche perché è considerato un altissimo onore avere il privilegio di sorreggere l’Immagine miracolosa di Maria Madre della Consolazione».
Dopo questo breve excursus storico, il presidente Surace ha illustrato il programma di eventi.
Si parte il 25 febbraio ospiti del Museo Archeologico di Reggio Calabria, con il “Convegno di studi” incentrato sui temi iconografici, contenuti religiosi nelle icone; i portatori: intenti religiosi, valenze antropologiche e le processioni nella Calabria bizantina.
Si proseguirà poi il 2 marzo presso la Basilica santuario Santa Maria della Consolazione si terrà la “Celebrazione eucaristica”, presieduta da Sua eccellenza Monsignor Fortunano Morrone.
Il 10 marzo, presso la Basilica Santa Maria Madre della Consolazione con l’edizione speciale de “Il salotto dell’editore in Basilica”, riflessioni ospiti d’eccezione sugli eventi del XXV° anniversario dei Portatori della Vara a cura del dott. Eduardo Lamberti Castronuovo.
Si prosegue poi il 17 marzo con la presentazione del libro “Nostra Donna del Consuolo. La Madonna dei Reggini. Pensieri, parole, opere e miracoli” presso il Seminario Arcivescovile; sempre ospiti del Seminario Arcivescovile l’ultimo appuntamento che si terrà il 20 marzo con l’evento “Il Cantastorie”, una rappresentazione in vernacolo sull’assalto dei turchi al santuario di nostra donna del Consuolo.
Al termine dell’intervento la parola passa a monsignor Salvatore Nunnari che regala un momento fatto di ricordi e nostalgia che intreccia il suo cammino di fede, la città e la figura dei portatori. Ricorda che «la storia di Reggio è la storia di Maria. Un vescovo di origini cosentine, mons. Lanza scrisse che le due storie camminano insieme» e riallacciandosi al termine “consuolo”, monsignor Nunnari ricorda «che Maria ha consolato spesso Reggio durante i momenti difficili”. Ricordi il “cuore buono dei Portatori” che ringrazia “per l’esempio che date e che continuate a dare».
Dopo questo prezioso spaccato di storia, l’assessore all’istruzione del Comune di Reggio Calabria, Anna Briante intervenuta per un saluto, riallacciandosi alle parole di don Nunnari, ha ricordato proprio che: «La memoria è un esercizio che non va mai messo da parte. Faccio i complimenti all’associazione dei Portatori per il programma diversificato molto significativo di eventi che continuano a mettere al centro la Madonna della Consolazione; è importante –ha concluso – far conosce soprattutto ai bambini far conoscere a loro la storia della Madonna della Consolazione».
Anche Mimmo Praticò, coinvolto dal presidente Surace ha sottolineato «il valore inestimabile dei portatori della Vara. Io ho avuto l’onore di portare in spalla la Vara e, al solo pensiero, mi commuovo».
A ricordare invece la stretta connessione tra i portatori e i frati cappuccini custodi della Basilica dell’Eremo che ospita proprio il quadro della Patrona è padre Pietro Amendola che ricorda che “i primi portatori” furono proprio i padri cappuccini; proprio a due frati cappuccini, ricorda padre Amendola «la Madonna ha parlato nella nostra città. Vorrei ricordare un fraticello che ha goduto della visione della Madonna che ha parlato a Reggio: il primo è fra Antonino Tripodi al quale la Madonna rivelò la cessazione della peste; il secondo frate, era padre Gesualdo. Lui fu il frate che riportò la sacra Effige all’Eremo dopo il terremoto del 1783, facendo ritornare la Madonna nella sua casa».
«Altro importante pensiero che vorrei condividere con voi – ha concluso padre Amendola – e che nonostante tecnicamente la Madonna viene portata in spalla, è lei che conduce la città, è lei che guida e i portatori, che praticamente la sostengono, sono la parte visibile di questo legame e di questo sostegno che la Madonna da a tutti noi».
Una storia importante e ricca che è possibile ripercorre attraverso il volume “Nostra Donna del Consuolo. La Madonna dei Reggini. Pensieri, parole, opere e miracoli”, il cui contenuto è stato illustrato in breve da Luciano Maria Schepis che ha ricordato il prezioso contributo del maestro Stellario Baccellieri, da poco scomparso e del maestro Michele Prestipino. Prima di chiudere l’incontro il presidente Gaetano Surace ha voluto però fare alcune precisazioni in merito alla mancata realizzazione di uno degli eventi più significativi e che, purtroppo oggi, non figura tra gli appuntamenti in calendario.
«Mi preme fare una precisazione – ha detto Surace – il programma appena presentato non è completo, all’appello manca l’evento più significativo ed espressivo: la mostra “Nostra Donna del Consuolo – La Madonna di Reggio – Culto, cultura e pietà popolare”. Questa mostra, si compone da più di 700 pezzi da esporre».
«Questo primo evento – ha spiegato – che avrebbe aperto il programma, si sarebbe dovuta tenere nei locali del Castello Aragonese e inaugurata il 28 dicembre 2024 e rimanere aperta fino al 26 di febbraio. Nel mese di giugno (2024), la regolare richiesta avanzata dall’Associazione affinché l’Ente cittadino partecipasse come partner nelle celebrazioni per la Patrona della città, veniva accettata dal Comune di Reggio Calabria con una delibera di giunta che accoglieva anche la richiesta di utilizzo dei locali del Castello Aragonese. Purtroppo, nonostante le numerose interlocuzioni, nei mesi successivi (la delibera di giugno), presso il settore amministrativo competente, la mostra, prevista come detto alla data del 28 dicembre, come avrete potuto constatare non è stata organizzata».
«Non solo, non si è riusciti a realizzarla nemmeno il 15 febbraio 2025 – ha proseguito – data convenuta pro bono pacis. Alla luce di quanto accaduto, con profonda amarezza, noi portatori rileviamo, con la mancata esecuzione della delibera di giunta, la poca attenzione del settore competente, non nei confronti dei portatori sia ben chiaro, ma nei confronti della Patrona della città e nella considerazione che l’evento in questione, e tutti quelli a seguire che celebrano sempre e comunque la Madonna della Consolazione».
«Aggiungo, anche – ha detto ancora – che la poca attenzione nei confronti della Patrona è stata rilevata nella stesura del dossier Progetto per la candidatura di Reggio Calabria a Capitale italiana della Cultura 2027: “Cuore del Mediterraneo”. Un documento che consta di circa 60 pagine e di cui però precisiamo, non conosciamo l’autore, al cui interno vi sono elencati diversi Enti ed associazioni; ebbene, in nessuna di queste 60 pagina viene menzionata la Madonna della Consolazione o i Frati Cappuccini.»
«Eppure se la storia è cultura – ha concluso – non possono essere cancellati cinquecento anni di storia della Madonna della Consolazione; che peraltro, si intersecano con la storia della città. Come si può non fare cenno al fatto che Reggio Calabria è la città nella quale p sorto l’ordine dei Frati Minori Cappuccini grazie a due reggini cofondatori? Detto questo, vorrei solo rassicurare quanti hanno partecipato alla preparazione della mostra, alla quale teniamo in modo particolare, sarà comunque realizzata entro il 2025 in un luogo consono ad ospitare la storia della nostra Patrona». (rrc)
Milia (FI): Aperte le interlocuzioni con multinazionale del food & beverage per festival dello street food
Il capogruppo di FI a Reggio, Federico Milia, ha annunciato l’apertura di un’interlocuzione con una multinazionale del settore food e beverage «per organizzare a Reggio Calabria, spero già nei prossimi mesi, un importante festival di rilievo quasi nazionale a tema street food e turismo».
«Già durante la campagna elettorale del 2020 – ha continuato – avevo sottolineato quanto fosse importante, a mio avviso, lo street food per qualunque città che si definisca turistica, come ad esempio la nostra Reggio, e tre anni fa, nel febbraio del 2022, su mia proposta e su mia richiesta durante i lavori della Commissione sviluppo economico, era stato aggiornato, dopo 20 anni e per la prima volta, il regolamento sullo street food a Reggio Calabria».
«E, proprio qualche mese dopo l’aggiornamento di questo regolamento, addirittura alcuni operatori della nostra città hanno ricevuto la visita della televisione pubblica giapponese che ha realizzato un reportage sulla nostra cultura gastronomica, nel settore street food, l’aggiornamento del regolamento è stato un passaggio storico che però, purtroppo, da allora ad oggi non ha avuto risvolti in termini turistici, perché è mancato un programma di ampliamento di un settore fondamentale per l’economia cittadina e per il suo futuro sviluppo turistico». (rrc)
Gli studenti dell’Aba RC realizzano le scenografie del musical Peter Pan
Sono “made in studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria”, le scenografie realizzate per il musical Peter Pan, in programma al Cine Teatro Odeon di Reggio il 28 febbraio.
Ciò è stato possibile grazie all’intesa tra l’Aba di Reggio e l’Associazione culturale “The Sparkling Diamonds”, diretta da Katia Crucitti ed Eugenia Chindemi.
REGGIO – Domenica “L’arte e la vita artistica di Stellario Baccellieri”
Domenica 16 febbraio, a Reggio, alle 18, nella Sala Museo FS Pietro Germi della Stazione di Santa Caterina, si terrà l’evento L’arte e la vita artistica di Stellario Baccellieri.
L’evento è organizzata dall’Associazione Incontriamoci Sempre, nel corso dell’evento “Arte Vita Cultura – dalla Magna Grecia al Caffè Greco”.
L’Associazione, presieduta da Pino Strati, con l’aiuto del critico Francesco Miroddi e dell’artista Adele Canale, ripercorrerà quel viaggio iniziato negli anni 70’ dall’amico – così voleva essere definito – Stellario Baccellieri che, avventurosamente partiva da Reggio Calabria per approdare al Caffè Greco di Via dei Condotti, dando vita ad un intenso e interessante percorso artistico fatto di amicizie importanti e nuove avvincenti scoperte.
L’artista reggino frequentò Giorgio De Chirico, conobbe Renato Guttuso e dipinse i ritratti di Federico Fellini, Giulietta Masina, Valentina Cortese, Sandro Pertini, Liz Taylor e Gina Lollobrigida.
I monarchi svedesi apprezzarono le sue opere mentre incontrò a Venezia il principe di Galles e Lady Diana.
Mercato di Piazza del Popolo, audizione del sindaco Falcomatà in IX Commissione
Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, è stato audito dalla IX Commissione Controllo e garanzia presieduta da Massimo Ripepi in merito alla sospensione del mercato in piazza del Popolo.
Alla seduta hanno partecipato anche l’assessora alle Attività produttive Marisa Lanucara, la segretaria generale dell’ente Antonia Criaco, la dirigente Loredana Pace e diversi operatori riuniti in Comitato.
Nel corso del dibattito il primo cittadino ha ribadito la decisione della Giunta comunale di sospendere le attività mercatali nell’area in questione fino al 30 giugno, dopodiché, come previsto dalle norme in materia, sarà il Consiglio comunale ad occuparsi della questione e a discutere della riorganizzazione dell’intero settore che l’Amministrazione comunale intende mettere in atto.
Il primo cittadino ha comunque chiarito che l’indirizzo politico della Giunta è quello di riqualificare piazza del Popolo – che è di proprietà del Demanio e su cui c’è un vincolo della Soprintendenza – destinandola a funzioni turistiche e di socialità, dunque ad attività diverse da quelle mercatali, aprendo tuttavia al confronto con gli operatori stessi rispetto alla possibilità di utilizzare per questo scopo, aree limitrofe attualmente disponibili o eventualmente ulteriori spazi nelle altre aree mercatali già presenti sul territorio cittadino.
L’assessora Lanucara ha richiamato gli incontri intercorsi – specificando che sono stati sei da gennaio fino ad oggi – con diversi dei commercianti che operavano nell’area, indicando soluzione a suo dire percorribili anche in tempi brevi attraverso l’eventuale regolarizzazione amministrativa degli aventi diritto, mentre gli operatori dal canto loro hanno ribadito la richiesta di essere messi nelle condizioni di lavorare e di vedere riconosciuta la loro dignità.
Diversi e articolati gli interventi dei componenti della IX Commissione: nel corso dei lavori hanno preso la parola i consiglieri Federico Milia, Giuseppe Sera, Demetrio Marino, Francesco Barreca, Carmelo Versace, Giuseppe De Biasi, Armando Neri e Saverio Pazzano.
In chiusura il presidente Ripepi si è fatto latore della proposta dell’opposizione invocando la riapertura del mercato a piazza del Popolo nelle ore mattutine, ripulendo poi l’area per destinarla ad attività ricreative ed eventualmente ad eventi nelle ore pomeridiane e serali.
«Dobbiamo mantenere la storicità del mercato, magari ampliandolo e organizzandolo sempre nella legalità – ha detto Ripepi – perché il mercato significa economia per la città, non solo per chi vende, ma soprattutto per i tantissimi cittadini e le famiglie che ne usufruiscono».
«La decisione che vorrete prendere – ha concluso rivolgendosi al sindaco – è importante, la nostra posizione è chiara, manifestate dunque la volontà precisa di quello che voi volete fare. Chiarite se il bando del 2018 è chiuso, se si può ripartire dalla proposta che abbiamo avanzato o se avete deciso di non fare più il mercato. Dobbiamo trovare una soluzione per i commercianti e le loro famiglie».
Il sindaco Falcomatà in conclusione ha ringraziato tutti gli intervenuti e ha dichiarato: «Il percorso che ha avviato l’Amministrazione, la scelta di indirizzo politico contenuta nella delibera di Giunta che non poteva che essere di sospensione, è di discutere della riorganizzazione dei mercati in Consiglio comunale e ritengo – ha aggiunto – che questo sia un tempo utile per affrontare la situazione degli operatori mercatali che avranno titolo a operare sul territorio e che hanno operato fino a qualche tempo fa su Piazza del Popolo».
«È del tutto evidente – ha detto Falcomatà – che l’Amministrazione vuole dialogare e confrontarsi con chi legittimamente rivendica un diritto, ma deve essere altrettanto chiaro che non dialoga con chi invece persevera nell’abusivismo e nell’illegalità. È giusto tutelare l’economia sana, ma non è nostro interlocutore chi non rispetta le regole non aiutando, così, coloro che invece vivono facendo sacrifici e rimanendo nonostante tutte le difficoltà imprenditori onesti».
«Siamo convinti – ha aggiunto – che ci siano le possibilità di riorganizzare le attività mercatali anche in zone limitrofe: vicino Piazza del Popolo ci sono aree oggi non utilizzate che possono essere funzionali a una riorganizzazione, guardando all’esempio di tante altre espressioni nella nostra città che testimoniano che si può fare se si fa in maniera corretta».
«Dopodiché è giusto – ha concluso il sindaco – che si apra una discussione democratica, un dibattito politico su quelle che sono le scelte dell’Amministrazione, su quelle che possono essere posizioni integrative, proposte e suggerimenti che vengono dalle varie parti in causa». (rrc)







