L’OPINIONE / Tonino Russo: 8 Marzo ricorda dovere morale del rispetto della donna

di TONINO RUSSO – L’8 Marzo è una data che ricorda a tutti noi il dovere morale quotidiano del rispetto per la donna, come per ogni persona.

Nella Giornata Internazionale della Donna è particolarmente importante richiamare alcuni punti ineludibili. Innanzitutto, la necessità di un impegno condiviso per contrastare la violenza contro le donne, un impegno che si gioca anche sul piano educativo e della prevenzione, non solo della repressione.

Poi, il superamento della precarietà del lavoro, e di un lavoro spesso in nero, quindi doppiamente a rischio, precarietà molto più elevata per le donne che per gli uomini.

Insieme a questo, l’urgenza di realizzare le condizioni per rendere realmente possibile l’accesso delle donne al mercato del lavoro: flessibilità negli orari e nell’organizzazione; ampliamento dei congedi parentali; sostegni per nascite e cura delle persone non autosufficienti; servizi la conciliazione famiglia-lavoro; asili nido.

E ancora, la Giornata dell’8 marzo ci ricorda la necessità di una piena attuazione dell’art. 37 della Costituzione e della “legge Anselmi”, la n. 903/1977, sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro.

Sono obiettivi che ogni giorno dobbiamo perseguire con convinzione e tenacia perché le donne, le giovani generazioni e tutti noi possiamo guardare con maggiore fiducia ad un futuro sereno che non si realizzerà senza il contributo di ciascuno. (tr)

(Tonino Russo è segretario generale Cisl Calabria)

SERVE IL CONFRONTO E UN PATTO SOCIALE
LA RICETTA CISL PER RIPARTENZA E PNRR

di TONINO RUSSOIl tema del lavoro, e del lavoro dignitoso resta centrale nella nostra regione per i tanti precari, per i giovani costretti a lasciare la Calabria, per chi perde l’occupazione, per le famiglie. Ci aspettiamo parole chiare al “Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro” convocato per il 13 novembre alla Regione Calabria.

Ad ogni livello del confronto, dal Governo alle Regioni, nel dialogo con le associazioni datoriali la Cisl è impegnata con senso di responsabilità a cercare soluzioni condivise secondo una precisa linea di azione che è nel nostro Dna e si riassume in tre parole: concertare, contrattare, partecipare. Si riassume nello stare ai tavoli senza stancarsi; nell’agire non come partito politico, ma dialogando con tutti e facendo valere le proprie ragioni senza fare sconti a nessuno.

Perché quando le nostre richieste non vengono ascoltate, come sta avvenendo con il Governo in tema di pensioni, in relazione alla legge di bilancio che speriamo venga corretta in Parlamento, questo non ci sta affatto bene. Il Segretario Generale Luigi Sbarra ha, con tutto il Comitato Esecutivo nazionale, messo in evidenza luci ed ombre della manovra finanziaria. La Cisl propone con determinazione, anche in tema di unità nell’azione sindacale, “la via che porta a un nuovo Patto sociale per far ripartire investimenti e riforme, difendere il potere d’acquisto e i risparmi di lavoratori e pensionati, realizzare una nuova politica dei redditi, innalzare e redistribuire la produttività, sbloccare le infrastrutture materiali, energetiche, digitali e sociali guadagnando il Sud allo sviluppo e alla coesione, estendere in senso universale tutele e diritti dei lavoratori, abbassare le tasse sui ceti medi e popolari, affrontare in modo efficace le crisi aziendali azzerando morti e infortuni sul lavoro, rilanciando le politiche industriali, valorizzando la contrattazione e sostenendo il target strategico di una più forte partecipazione dei lavoratori alla vita e agli utili delle aziende”.

Per queste ragioni la Cisl “auspica la più ampia convergenza delle Parti Sociali e delega la Segreteria Confederale a verificare la disponibilità di Cgil e Uil a sostenere questa strategia con una manifestazione nazionale unitaria, per indicare il sentiero di un Progetto-Paese fondato sulla piena attivazione delle energie, delle responsabilità e delle competenze sociali nella costruzione del futuro”. Questa posizione  la Cisl calabrese l’ha condivisa all’interno dell’Esecutivo nazionale e la fa propria qui, nel nostro territorio. Mai come oggi è possibile attingere a risorse importanti, come quelle del Pnrr, quelle del Fondo Sviluppo e Coesione di cui l’80% va al Sud e la spesa è molto rallentata, per intervenire in vari ambiti, per rilanciare la crescita, per creare lavoro finalizzato alla realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali. Risorse del Fondo sviluppo e coesione e Zes unica devono far diventare attrattivi i territori del Sud, a partire dai sistemi portuali. Abbiamo giudicato positivamente lo stanziamento di 3 miliardi per la S.S. 106: ora si tratta di mettere a terra gli investimenti e realizzare le opere, aprendo i cantieri, ma anche ultimando gli interventi.

Per queste ragioni urge il confronto con Regione, Anas, Rete Ferroviaria Italiana, sugli interventi programmati, per fare chiarezza su cronoprogrammi, percorsi e tempi di realizzazioni. Per queste ragioni è necessario un confronto serrato sui temi del lavoro dignitoso, sicuro, stabile, orientato verso lo sviluppo. Per queste ragioni tutti gli interventi sul sistema sanitario devono essere orientati verso il miglioramento del servizio, il dare dignità al personale che vi opera tra mille difficoltà, la qualificazione dell’offerta, la riduzione di liste d’attesa ed emigrazione sanitaria.

La tutela dell’ambiente e la messa in sicurezza del territorio necessitano di una più attenta ed oculata riflessione sugli interventi necessari ad evitare tragiche sciagure. A valorizzare le tante ricchezze naturali che la Calabria offre, a partire dalla risorsa mare, per incentivare il mercato turistico.  Le tante vertenze aperte negli enti strumentali della Regione Calabria richiedono immediati tavoli di confronto utili a migliorare la qualità dei servizi erogati e ad evitare mortificazioni al personale che vi opera, spesso insufficiente e sottodimensionato.

La Cisl crede nella partecipazione, come testimonia anche la raccolta di firme in corso per la presentazione della legge popolare sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione delle imprese, impegno che stiamo portando avanti anche qui in Calabria. È un segnale di speranza, di novità, una proposta che porteremo in Parlamento perché sia finalmente attuato l’art. 46 della Costituzione per una più matura democrazia economica che veda protagonisti i lavoratori. ν

(Tonino Russo è il segretario generale Cisl Calabria)

Sanità, Russo (Cisl) chiama Occhiuto: «Riunire sindacati insieme ai vertici sanitari»

«È ora più che mai indispensabile intervenire con le risorse del Pnrr per riorganizzare il Servizio Sanitario Nazionale e rafforzarne il profilo universalistico pubblico e gratuito, per evitare che si allarghi ulteriormente la forbice delle differenze nella qualità delle prestazioni assistenziali e di cura tra le regioni», afferma in una nota Tonino Russo, segretario generale della Cisl calabrese.

«Da tempo – prosegue il sindacalista – la Cisl ha lanciato l’allarme sulla crisi in cui versa la Sanità pubblica nel nostro Paese, sospinta da un progressivo taglio di risorse del Fondo Sanitario Nazionale di oltre 37 miliardi negli ultimi 10 anni: tagli negli organici, blocco del turn over, chiusura di ospedali, assenza di programmazione hanno prodotto questi risultati. L’obiettivo principale deve essere la presa in carico del paziente, la continuità assistenziale. La riorganizzazione della rete ospedaliera e l’integrazione con la rete di assistenza territoriale tutta da organizzare, sono fondamentali per garantire i Lea e, con essi, la necessaria assistenza diffusa, soprattutto nelle aree interne e quella rivolta agli anziani e alle fasce più deboli della popolazione, in Calabria più ampie che altrove. Il territorio ben assistito diventa essenziale anche come filtro rispetto alle tante ospedalizzazioni inappropriate. Serve, quindi, una maggiore integrazione ospedale/territorio, soprattutto per la gestione delle cronicità. E serve nuovo personale a fronte delle gravi carenze negli organici, perché le strutture camminano con le gambe delle donne e degli uomini. Serve valorizzare il Distretto quale struttura che prende in carico il paziente nel territorio di competenza, dopo la dimissione e/o prima del ricovero in ospedale. Questo modello organizzativo, collegato alla rete dei medici di medicina generale e alle Unità Operative e/o con il Distretto, è un punto fondamentale, elemento insostituibile di base nell’interazione ospedale-territorio, perché finalizzato a creare una vera presa in carico e utile per evitare riacutizzazioni di patologie che comportano spesso ulteriori ricoveri, disagi per i pazienti e i loro familiari, dispendio di risorse. Serve altresì una reale integrazione tra Aziende Sanitarie e Aziende Ospedaliere Universitarie. È un obiettivo ambizioso e prioritario non più procrastinabile se vogliamo supportare e sostenere lo sviluppo di percorsi che garantiscano realmente presa in carico e continuità nelle cure dei pazienti. Servono sinergie sempre più efficaci tra università, ospedale e territorio, con l’impegno a promuovere ed assicurare appunto sinergicamente l’equità di accesso, la sicurezza e la qualità dell’assistenza, nonché l’innovazione in ambito digitale, tecnologico e di ricerca».

«È importante – sottolinea il segretario generale della Cisl Calabria – realizzare un modello organizzativo espressione della integrazione tra due ordinamenti, ospedaliero ed universitario, nel quale la specificità di ciascuno è definita dagli obiettivi dell’Azienda, ispirati dalla Regione e consacrati negli atti aziendali, da attuare mediante la programmazione di Asp, Ao e Aou. Su questo, la Cisl chiede al Presidente della Giunta regionale Occhiuto, nella sua qualità di Commissario ad acta per il piano di rientro della Sanità calabrese, di promuovere un confronto tra sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, commissari straordinari aziendali, direttori delle strutture ospedaliere e rettori. Affermiamo ciò anche nella convinzione che in una regione come la Calabria diventa fondamentale organizzare didattica e ricerca nelle strutture ospedaliere e territoriali per una vera integrazione tra le reti e la reale presa in carico del paziente. Esistono tante realtà virtuose a cui guardare nel nostro Paese. Abbiamo il dovere di non rovinarle e di moltiplicarle. È un processo di cambiamento che serve ad alzare il livello dei servizi offerti nell’interesse dei cittadini. Per la Cisl, l’integrazione tra le aziende deve servire a migliorare la qualità del servizio, la tempistica, in una parola: il risultato. Deve servire a ridurre le lungaggini nelle liste di attesa per screening su tante patologie, screening che non vengono più eseguiti correttamente e puntualmente. Deve servire ad evitare i tantissimi ricoveri inappropriati e le lunghe degenze, a volte immotivate, con difficoltà per i pazienti e costi salatissimi per la collettività. Molti cittadini calabresi stanno rinunciando alle cure per problemi economici e tra essi molti anziani: ciononostante, registriamo comunque una mobilità sanitaria in crescita. L’integrazione tra le aziende serve anche ad evitare una migrazione sanitaria non più sopportabile per il bilancio regionale e per le tasche delle famiglie calabresi. Traghettare il finanziamento del pubblico al privato, con la pseudo ragione di fare meglio e velocemente, è l’errore più grosso, quello definitivo. Sottrarre risorse al sistema pubblico significa portarlo sul patibolo e suggerire al privato risultati dell’apparire e non già dell’essere. Il privato di eccellenza deve operare in un sistema sanitario integrato e intervenire dove il pubblico non arriva, non sostituire il pubblico».

«C’è bisogno di un progetto reale e ambizioso di programmazione e gestione che metta da parte ambizioni personali. Di programmazione vera, di seconda puntata rispetto ai fallimenti addebitabili a commissari ad acta passati di moda. La vera integrazione si realizza solo attraverso scelte meritocratiche, che valorizzino e premino esperienze, competenze, anni di servizio, professionalità. Tutto questo, la Cisl ne è convinta, si potrà realizzare – conclude Tonino Russo – solo attraverso tavoli regionali di confronto che abbiano una grande attenzione per il sistema pubblico». (rcz)

Cisl RC favorevole al Ponte: un’opera che completa il disegno di infrastrutture necessarie per il Sud

Chiare indicazioni per lo sviluppo e la necessità di fronteggiare una crisi economica senza precedenti sono emerse dal Consiglio generale UST Metropolitano della Cisl, presieduto dal Segretario reggente (nonché Segretario generale della Cisl calabrese) Tonino Russo. Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto, Russo ha ribadito la posizione favorevole del sindacato. Servono azioni concrete:  è una struttura che completa il disegno di infrastrutturazione di un Mezzogiorno e di una Calabria, che costituiscono risorse per l’intero Paese.

Ma non solo le infrastrutture necessarie: l’incontro ha messo in evidenza molti problemi che richiedono interventi immediati «Questo Consiglio generale – ha evidenziato Russo nella relazione introduttiva – cade in un momento importante per la vita del Paese. L’esito delle elezioni consegna all’Italia una maggioranza di centrodestra numericamente forte. Giorgia Meloni – che con ogni probabilità, nei prossimi giorni, subito dopo l’insediamento delle Camere, riceverà dal Presidente della Repubblica l’incarico di formare il nuovo Governo – è chiamata ad un compito certamente non facile. Qui uso le parole del nostro Segretario generale Gigi Sbarra: valuteremo l’albero dai frutti. Senza pregiudizio, guardando ai fatti».

Il Segretario reggente ha poi richiamato gli elementi di grave turbamento della vita sociale legati alla pandemia. Riguardo alla guerra in atto in Ucraina, ha sottolineato, la CISL è stata «sin dalla prima ora, senza indugi, con le vittime e mai con i carnefici. Ma sappiamo che ci deve essere uno sforzo di tutti per cercare la pace, per evitare ulteriori inasprimenti e allargamenti del conflitto».

Nella fase post-pandemica di ripresa dell’economia, ha proseguito, si registra una «estrema difficoltà. Nei prossimi mesi nuovi aumenti che rischiano di mettere in ginocchio interi comparti produttivi. Costi dell’energia e del metano, mai così alti e in continua crescita. Gas aumentato del 700%, energia del 200%. Costi alle stelle dei beni di prima necessità. Famiglie che, considerando il reddito medio calabrese e della provincia reggina, sono alle prese con grandissimi difficoltà. Circa 300.000 famiglie calabresi a rischio di povertà energetica. Migliaia di posti di lavoro a rischio, in una regione e in una provincia che hanno fame di lavoro. I dati sui tassi di occupazione, i più bassi del paese, i dati sui giovani neet sono lì, inconfutabili. E chiamano tutti all’assunzione di una responsabilità, di un impegno straordinario. C’è un delta di sviluppo che va colmato.

Purtroppo – ha ricordato il segretario Tonino Russo – le ragioni che ci hanno portato in piazza il 22 giugno del 2019, nella grande manifestazione nazionale sul Mezzogiorno svoltasi proprio qui a Reggio Calabria, sono ancora forti e presenti. Serve una svolta vera sulle politiche per il Mezzogiorno. C’è bisogno di dare “futuro al lavoro, di unire il paese ripartendo dal sud”. C’è bisogno di una nuova grande stagione di investimenti in infrastrutture materiali ed immateriali, reti stradali e ferroviarie, reti digitali, capitale umano, distretti produttivi, competitività delle imprese. C’è l’urgenza di applicare la clausola del 34% degli investimenti nazionali da destinare al Sud. C’è l’urgenza di spendere e spendere bene le risorse del PNRR.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed il Piano Complementare rappresentano una grande opportunità per ripartire. 222 miliardi, ai quali si integrano, in un’unica cornice, quote della programmazione nazionale di bilancio e dei fondi strutturali europei. Sei missioni che per la CISL devono avere un grande obiettivo: ogni euro sia speso per il lavoro.  Quelle del PNRR sono risorse in gran parte in prestito che pagheranno le nuove generazioni. Guardiamo a loro e spendiamole bene.

Per il successo del PNRR, saranno fondamentali le competenze. Sarà fondamentale dare valore alla P.A, con un grande piano di reclutamento ed innovazione. Sarà, quindi, essenziale aiutare i Comuni, che gestiranno circa 40 miliardi del PNRR. E in Calabria abbiamo il record dei comuni in dissesto e pre-dissesto. 193 comuni su 400.

Spendere bene le risorse del Pnrr vuol dire puntare alle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, liberare i territori calabresi dall’isolamento, creare nuovo lavoro. Vuol dire intervenire su un sistema sanitario al collasso, come abbiamo amaramente constatato e stiamo ancora constatando durante la pandemia. Spendere bene le risorse del Pnrr vuol dire frenare lo spopolamento delle aree interne, tutelare l’ambiente e il territorio attraverso la prevenzione, per sfuggire alla trappola dell’emergenza continua.

Spendere bene le risorse le Pnrr vuol dire che chi governa deve saper ascoltare i cittadini, deve condividere priorità e scelte con le organizzazioni dei lavoratori e le altre forze sociali. Vuol dire mettere la pubblica amministrazione in grado di affrontare le sfide che attendono il Paese, colmando i vuoti negli organici, stabilizzando le migliaia di lavoratori precari qualificati che ringiovaniscono la macchina amministrativa dello Stato e degli enti locali, le permettono di funzionare, la implementano con competenze nuove. Spendere bene le risorse del Pnrr vuol dire monitorare la spesa, far sì che i cantieri si aprano e le opere da realizzare siano ultimate: insomma, iniziare i lavori una buona volta e concluderli.

Spendere bene le risorse del PNRR vuol dire rendere pienamente operativa la cabina di regia regionale, per costruire partecipazione e condivisione.

Spendere bene le risorse del Pnrr vuol dire tenere alta la guardia verso le infiltrazioni della criminalità negli appalti, con protocolli di legalità e contrattazione d’anticipo. Da questo punto di vista, unitariamente, stiamo lavorando con il procuratore Gratteri, col Presidente Occhiuto, con le associazioni datoriali calabresi, ad un protocollo su appalti e legalità da sottoscrivere con ANCI e Prefetture.

Alle forze politiche che guideranno il Paese, sottoponiamo i punti della “agenda CISL”: un fisco equo e giusto, una riforma della pensione con flessibilità in uscita e tutela lavori usuranti, il rafforzamento dei servizi pubblici, gli investimenti, la legalità, la sicurezza sui luoghi di lavoro. In questi mesi il tragico primato delle morti sul lavoro. Una ecatombe. Noi diciamo che il lavoro o è sicuro o non è lavoro. Servono più controlli e la sicurezza deve essere vista come un investimento e non come un costo. Dal 15 al 21 ottobre p.v. avremo la settimana di mobilitazione unitaria, indetta da CGIL CISL UIL, per chiedere interventi concreti, per dire basta alle morti sul lavoro».

«Nella visione che abbiamo della Calabria – ha detto Russo toccando altri punti nodali della crescita – c’è un punto di forza che è insieme la più grande opportunità che abbiamo: il porto di Gioia Tauro. Nel nostro Congresso Regionale auspicavamo “l’immediato decollo della ZES (la Zona economica speciale) nell’area portuale di Gioia Tauro, così come del Gateway ferroviario, la realizzazione del più complessivo sistema della logistica, che rimane fondamentale per il rilancio dell’Area portuale». Per andare oltre “il recinto delle attività di transhipment che restano strategiche e funzionali allo sviluppo dell’intera area portuale e dell’intero territorio regionale”. Rispetto a quegli auspici abbiamo fatto alcuni passi in avanti, sull’automotive per esempio. Ma bisogna andare oltre il semplice transhipment. Rigassificatore e piastra del freddo sono una grande opportunità per costruire un distretto agro-industriale, per fare quel passaggio che serve dall’agricoltura all’agro-industria. In un momento di costi energetici alle stelle, rigassificatore, piastra del freddo, una ZES che decolli, potrebbero essere fattori altamente attrattivi, in grado di portare investimenti produttivi privati. Sulla ZES, occorre svoltare».

«Abbiamo con questo spirito, dato un contributo, collaborato con le categorie impegnate nel rinnovo delle RSU nel Pubblico Impiego e nella Scuola, collaborato fattivamente con la FIM impegnata nel rinnovo della RSU-RLS alla Hitachi Rail Sts, dove abbiamo presentato una lista di 5 candidati ed eletto il nostro Antonio Hanaman con 49 preferenze».

Il segretario reggente dell’UST CISL di Reggio Calabria che poi ricordato che è stato sottoscritto ieri il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) “Volare” con la Regione e il Governo: 215 milioni di euro immediatamente cantierabili per il rilancio degli aeroporti calabresi, di cui 40 destinati a oneri di servizio per nuove tratte. Grazie alla CISL Confederale per il sostegno nel raggiungimento di questo obiettivo. Alla sottoscrizione in videoconferenza erano presenti la Ministra Mara Carfagna, il Presidente Roberto Occhiuto, il Presidente Sacal Marco Franchini. Per la CISL, oltre allo stesso Russo, il Segretario Confederale Ignazio Ganga e Giulia Tavernese della struttura tecnica confederale.

Sul piano organizzativo, il segretario reggente Tonino Russo ha annunciato, concludendo la sua relazione, che nelle prossime settimane spera di portare a termine il percorso che condurrà all’elezione del nuovo Segretario generale della CISL di Reggio Calabria. (ed)

«ESSERCI PER CAMBIARE», LA RICETTA CISL
UN PATTO SULLA CALABRIA PER RIPARTIRE

Infrastrutture, lavoro, sanità e politiche per la rinascita di nuove imprese. È da queste «grandi questioni» che la Calabria deve ripartire e, per farlo, serve costruire una intesa, un «grande patto» che permetta di superare le emergenze storiche della nostra regione.

Emergenze che non si possono più rimandare, e che sono ben conosciute e su cui si è dibattuto molto, ma che Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, ha ribadito nel corso del XII Congresso della Cisl Calabria, in corso a Lamezia Terme.

«Esserci per cambiare» è il claim del XIII congresso regionale della Cisl. Un manifesto vero e proprio che vuole indicare la ferma volontà, da parte del sindacato, di esserci per «dare dignità al alvoro», «Esserci per lo sviluppo della nostra regione», Esserci «per il futuro dei giovani».

«C’è il Pnrr, ci sono opportunità e risorse anche da altre fonti di finanziamento nazionale» ha spiegato, entrando nel merito delle questioni sulle quali porre l’accento: «C’è il tema delle infrastrutture, quindi potenziare la rete infrastrutturale calabrese, penso alla Ss 106, alla linea ferroviaria ionica e a un intervento sull’alta velocità, ma c’è da investire anche sui porti, gli aeroporti, l’intermodalità, con un grande intervento che metta in sicurezza il nostro territorio».

«Secondo tema – ha detto ancora Sbarra – bisogna stabilizzare il precariato storico. Si tratta di decine e decine di migliaia di giovani e donne che da lungo tempo aspettano interventi per stabilizzare e qualificare il lavoro. Dobbiamo intervenire sulla sanità – prosegue il leader della Cisl – perché è necessario un grande, potente investimento sulla medicina territoriale e di prossimità e poi dobbiamo fare politiche per attrarre investimenti».

«Siamo in una grande area industriale centrale della Calabria – ha osservato, riferendosi alla piana di Lamezia Terme – penso anche a Gioia Tauro. Dobbiamo fare politiche di vera attrazione di investimenti, negoziando una fiscalità dedicata, che incoraggi lo spostamento e la localizzazione di imprese in Calabria e nel Mezzogiorno, semplificare la pubblica amministrazione e fare un grande intervento per la legalità e la sicurezza».

Sbarra ha conclude ribadendo che «sono queste le condizioni che oggi ci portano a rilanciare la necessità di un grande patto sulla Calabria».

Di Patto sulla Calabria, se ne è discusso a lungo e, soprattutto, se è stata ribadita la necessità fin dal primo giorno di insediamento del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, dal segretario della Cisl Calabria, Tonino Russo, che ha evidenziato come tale Patto debba essere costruito sul dialogo tra Governo, Regione, istituzioni territoriali, politica, parti sociali, aziende, terzo settore, volontariato, comunità educative per individuare priorità e scelte, per fare fronte comune contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia e nella società. Ora è più che mai tempo di costruire questo cammino, con l’impegno di tutti».

Per il presidente Occhiuto, presente al Congresso, tuttavia non serve solo «il dialogo, ma un tavolo di lavoro aperto e operativo sui temi più urgenti», in quanto «la svolta deve esserci col contributo di tutti, non si può governare senza l’apporto dei corpi sociali. Tra le mille emergenze l’elemento di maggior positività che ho riscontrato è nella qualità della rappresentanza sindacale».

«Grazie al loro contributo – ha continuato il Governatore – abbiamo portato a soluzione diversi problemi – rimarca Occhiuto e cita la vicenda dei lavoratori Lsu e Lpu – in particolare la Cisl ha dimostrato una grande apertura di credito nei confronti del governo regionale, e io sono impegnato a non deluderla». S

«Molti si aspettavano un presidente che avrebbe fatto solo ricognizione dei problemi e, invece – ha spiegato – ho subito messo mano alle questioni irrisolte trovando soluzioni, nella sanità stiamo ricostruendo l’organizzazione e stiamo aprendo ospedali, oltre al fatto che stiamo investendo nella programmazione di tutto il sistema».

«Anche grazie ai suggerimenti della Cisl – ha riferito il Governatore – abbiamo agito su un tema che ci era stato sottoposto in campagna elettorale e abbiamo ottenuto dei risultati chiedendo al governo nazionale di intervenire. Abbiamo raggiunto degli obiettivi sui limiti ai vincoli delle assunzioni e ulteriormente importanti sonoi fondi di 10 milioni di euro all’anno che stanzierà il governo per comprimere il bacino del precariato e assumere nuovi dipendenti nella struttura burocratica nella nostra regione».

«Ho già previsto – ha spiegato Occhiuto – che le selezioni non prevedano prove orali, perché in questa che si insidia “l’intermediazione politico burocratica”. Ho chiesto alla giunta di mantenere un rapporto attivo con la Cisl attiva una cabina di regia per programmare insieme gli investimenti Pnrr».

E poi, il Governatore ha chiesto al Governo di intervenire in merito allo smantellamento della Tim, che per Occhiuto è impensabile dato che «siamo impegnati nella digitalizzazione del Paese». (rrm)

Russo (Cisl Calabria): Presidente Mattarella, attenzione alla mancanza e precarietà del lavoro

Il segretario generale di Cisl Calabria Tonino Russo ha voluto esprimere al Presidente della Repubblica il suo ringraziamento per aver scelto la Calabria per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico.

«La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi presso l’Istituto Nautico di Pizzo Calabro per l’inaugurazione dell’anno scolastico 2021/2022 – ha affermato Tonino Russo, Segretario generale della Cisl Calabrese – è senza dubbio un segno di grande attenzione da parte del Capo dello Stato e del Governo per la nostra regione e per i giovani. Al Presidente Mattarella e al Ministro Bianchi va, dunque, il ringraziamento per la loro vicinanza alla Calabria e alle sue strutture formative, che costituiscono un vero presidio di cultura, di socialità e di speranza per il nostro territorio.

Si tratta – prosegue Tonino Russo – di un evento molto significativo per una regione che vede ogni anno migliaia di giovani costretti a lasciare la loro terra per costruire altrove il proprio futuro.  Riteniamo, perciò, importante sottolineare proprio in questa circostanza che la mancanza e la precarietà del lavoro restano i primi nemici da battere e che le scelte sull’utilizzo delle risorse del PNRR costituiscono un’irripetibile occasione per avviare percorsi virtuosi di sviluppo finalizzati alla crescita.

Anche nel convegno organizzato dalla Cisl nel luglio scorso a Lamezia su “Lavoro – Sviluppo – Legalità. La sfida del PNRR per i giovani e la Calabria”, è emerso con forza che i giovani calabresi non chiedono sussidi, ma lavoro, un lavoro in cui le loro competenze ed esperienze si possano esprimere in modo costruttivo per sé e per gli altri, all’interno di un progetto complessivo di rilancio. Riteniamo, dunque – conclude il Segretario generale della Cisl regionale –, che la visita del Presidente Mattarella e del Ministro Bianchi colga in pieno questa esigenza e che possa contribuire in modo decisivo ad orientare le decisioni dei diversi livelli di governo del Paese in vista della sfida costituita dall’impiego dei fondi del Next Generation Eu, che è, non dimentichiamolo, il “piano per le generazioni dell’Europa che verrà”». (rp)

Autostrade del mare. Cisl: ripensare le strategie dei trasporti

Secondo la Cisl Calabria, per voce del suo segretario regionale Tonino Russo, «Nel dibattito sul trasporto di persone e merci da e per la Calabria deve assolutamente entrare un protagonista di primo piano: il mare. Anzi: le autostrade del mare».

Ecco le considerazioni della Cisl.

La discussione sui treni – meglio: sulle infrastrutture sulle quali i treni si muovono – deve infatti allargarsi alle altre vie di comunicazione per pensare allo sviluppo della Calabria in termini progettuali, con lo sguardo rivolto al futuro. Non è più il tempo delle toppe su un vestito troppo lacerato. Facendo tesoro dell’esperienza accumulata in termini di fallimenti, di mancata crescita, di impiego sbagliato di risorse, di tagli negli investimenti e di marginalità nei movimenti di persone e merci, è giunto il momento di ragionare in termini strategici e di rete e non per compartimenti stagni. A tre parole chiave – treni, mare, strade – corrispondono infatti grandi infrastrutture che devono essere create, ripensate o potenziate e che hanno nomi precisi: alta velocità ferroviaria, Porto di Gioia Tauro e sistema portuale della Calabria, rete viaria primaria e secondaria; grandi infrastrutture che possono far uscire la nostra regione dalla marginalità.

Se si considera l’ipotesi di lavoro riproposta in questi giorni dal prof. Francesco Russo, di un’Alta Velocità LARG per il trasporto ferroviario nazionale dei passeggeri, si può certamente pensare al trasporto delle merci via mare sui due versanti tirrenico e adriatico-ionico. I due versanti collegano l’Italia in tutta la sua lunghezza, con la possibilità di utilizzare una serie di porti intermedi, valorizzando sia le potenzialità del Porto di Gioia Tauro come hub per il transhipment dall’Europa e dai Paesi extraeuropei per il Mediterraneo e viceversa, sia quelle ad oggi inesplorate dei Porti nazionali di Corigliano e Crotone come snodi sullo Jonio delle autostrade del mare, supportate dall’asse ferroviario merci in completamento che congiunge già oggi la Piana di Sibari con il Nord Italia e con l’Europa.

Ferrovie

Proviamo a spiegarci meglio. L’alta velocità ferroviaria che il MIT propone oggi per la Calabria, con il collegamento Salerno-Reggio, sembra essere – come ha richiamato in questi giorni il prof. Russo – l’Alta Velocità di Rete (AVR), cioè una ristrutturazione delle linee tirreniche attualmente esistenti, consentendo il trasporto merci su treni pesanti, ma portando la velocità dei treni passeggeri su tutta la tirrenica ad un massimo di 200 km/h, con un investimento economico, dell’ordine di 8-10 miliardi almeno, sproporzionato rispetto alla reale riduzione dei tempi di percorrenza (non più di venti minuti). Sarebbe, appunto, la toppa sul vestito lacerato.

Ci vuole invece un vestito nuovo. L’AVR è, infatti, una tecnologia non utilizzata nel principale itinerario Salerno-Milano: da Salerno verso Nord e sulle trasversali del Nord sono state realizzate o sono in fase di progettazione linee AVAC (Alta Velocità/Alta Capacità) che consentono velocità massime ben superiori, tra i 300 e i 350 km/h, e supportano il traffico dei treni merci pesanti. Le linee AVAC avrebbero costi consistenti nel Sud del Paese, stimati nell’ordine di 20 miliardi almeno.

Siamo, quindi, condannati ad un’Italia a due velocità anche sul piano del trasporto ferroviario? No, se si riprende la proposta formulata negli anni scorsi dalla Regione Calabria: realizzare – sulla base dell’esperienza di altri Paesi europei, come Francia e Spagna – una linea AVL, Alta Velocità LARG (Lean, Agile, Resilient, Green), “con progettazione snella ad altissimo tasso tecnologico, svincolata dalle pesantezze dei treni merci tradizionali, solida e capace di far fronte ai rischi naturali meglio delle infrastrutture attuali, con grande caratterizzazione ambientale”, che consentirebbe una velocità di 300-350 km/h.

Questa tecnologia non permetterebbe il traffico dei treni merci pesanti da 2000 tonnellate e servirebbe prevalentemente al trasporto passeggeri, consentendo di collegare in pochissime ore al resto del Paese le regioni del Meridione, attualmente (e per il futuro, se si pensa solo all’AVR) escluse dalla velocità 300-350 km/h; alleggerirebbe, quindi, il traffico autostradale e quello aereo e l’impatto ambientale sarebbe notevolmente ridotto. Una soluzione che sarebbe in linea, tra l’altro, con l’attuale politica comunitaria di utilizzare il traffico aereo per lo spostamento all’estero e quello ferroviario per gli spostamenti all’interno dei diversi Paesi, decongestionando gli aeroporti.

Le linee ferroviarie attualmente esistenti possono, inoltre, essere potenziate con l’AVR. Questo è particolarmente necessario per il percorso adriatico-ionico, per il quale si deve procedere al completamento dell’elettrificazione di tutta la linea e al raddoppio dei binari dove esiste ancora il binario unico e collegare finalmente Catanzaro, Crotone, Corigliano Rossano liberandole dall’isolamento.

Autostrade del mare

La vera sfida per il trasporto delle merci è dunque, in realtà, quella di lanciare le autostrade del mare, certamente meno inquinanti.

Questa soluzione consentirebbe una migliore qualità e una maggiore agilità dei servizi e aprirebbe prospettive nuove: per il Porto di Gioia Tauro, la cui attività negli ultimi mesi è peraltro aumentata e deve essere messo in condizione di svolgere in pieno il suo ruolo di hub del trasporto merci nel cuore del Mare nostrum; per i Porti nazionali dello Jonio – Corigliano e Crotone – si tratterebbe di definire funzioni di raccordo con il Mediterraneo e di collegamento con la Sicilia e con Malta, stante la possibilità di interscambiare mare e ferro nell’area di Corigliano con relativamente pochi interventi mirati.

Le autostrade del mare basate in un porto del Tirreno possono partecipare all’alleggerimento del traffico autostradale e del traffico di attraversamento dello Stretto con mezzi pesanti. In questo senso è quanto mai necessario chiudere in via definitiva la questione gateway nel porto di Gioia Tauro. Allo stesso modo è necessario pervenire all’immediato finanziamento da parte del Ministero delle Infrastrutture, con i fondi europei PON giacenti nelle casse dello stesso Ministero da anni, delle opere infrastrutturali interne al Porto. È grave ed inaccettabile che le uniche risorse certe per investimenti infrastrutturali siano quelle poste in campo dalla Regione Calabria per la realizzazione della Banchina Ovest. 

Le autostrade del mare basate in un porto dello Jonio, subito Corigliano e a seguire Crotone, possono permettere di collegare con servizi semplici e diretti i porti dei Paesi del Mediterraneo centrale ed orientale. L’importanza del porto di Corigliano è decisamente aumentata con il completamento dell’itinerario ferroviario merci ionio-adriatico. È da richiamare che questo è già considerato itinerario cruciale nel sistema dei corridoi commerciali merci definiti dall’Unione Europea. In questo senso è necessario pervenire immediatamente alla sistemazione del tratto Sibari-Corigliano per permettere lo scambio ferrovia-mare con l’utilizzo del grande porto della Sibaritide.

Bisogna, inoltre, valorizzare tutte le possibilità legate alla Zona Economica Speciale.

Strade

La terza parola chiave – strade – ci dice che devono essere sbloccate le risorse già programmate per il collegamento del Porto di Gioia Tauro alle grandi vie di comunicazione stradali e ferroviarie, risorse inesplicabilmente ferme a Roma, senza dimenticare il completamento dell’A2 e i lavori sulla S.S. 106, con particolare attenzione al macrolotto 3.

Ripensare con urgenza la questione trasporti

Chi deve fare i conti, potrà constatare che, a parità di investimenti, l’idea di cui parliamo tiene insieme trasporto merci e passeggeri, mettendo l’Italia e il suo Mezzogiorno al pari di altri Paesi europei concorrenti nell’industria del turismo e permette di riprendere lo sviluppo economico e la crescita del PIL anche grazie alla velocità negli spostamenti, così come si è verificato in altre zone del Paese e dello stesso Mezzogiorno, che hanno visto crescere di 7 punti percentuali in più proprio il PIL per la presenza dell’Altra Velocità.

Bisogna perciò aprire un serio dibattito con il Governo centrale e la Regione Calabria perché – conclude il Segretario generale della Cisl calabrese – è il momento di ripensare con urgenza la questione dei trasporti nel Sud e in Calabria. Le misure europee per fronteggiare la crisi economica possono offrire le risorse necessarie a liberare le regioni meridionali da una mortificante marginalità cui sono state condannate non per decreto divino, ma da politiche miopi». (rp)