REGGIO-VILLA UN SALASSO CON LE FRECCE
È L’ORA DELLA CONTINUITÀ TERRITORIALE

Non azzardatevi a prendere un treno veloce per andare da Reggio Calabria a Villa San Giovanni, costa una cifra. Da 12,90 (Frecciabianca) a 15,90 (Frecciarossa) a 18 euro (Frecciargento) per Trenitalia. E identica cosa se invece preferite utilizzare Italo: in questo caso il costo del biglietto varia in base alla data da 11,90 a 13,90. Se invece prendete un treno regionale, il classico treno locale, andrete a spendere appena 1,80 euro. Perché quest’assurda tariffazione? Per evitare affollamenti? Ammesso e non concesso che si voglia disincentivare l’utilizzo dei treni dell’alta velocità per percorsi così brevi (appena 13 km), appare troppo penalizzante per lo sprovveduto viaggiatore che, ignorando le tariffe, vada a prendere Italo o Frecciarossa per prendere un traghetto per la Sicilia.

Ma perché prendere un Frecciarossa per andare a Villa? Bella domanda. E, difatti, nessuno lo fa. Ma questa bizzarria tariffaria ci dà lo spunto per parlare delle tariffe ferroviarie e aeree e della mancata applicazione della “continuità territoriale”. Per arrivare a Roma da Reggio si spendono con Trenitalia da 54,90 col treno delle 8.30 del mattino (Frecciabianca) ai 95 euro del Frecciarossa delle 9.42: La differenza tra le due soluzioni prevede sette ore e mezzo per il Frecciabianca e 6.13 per il Frecciarossa. Con Italo le tariffe sono più abbordabili: per la data presa in esame (10 ottobre) ci vogliono 79,90 euro, negli altri giorni si arriva a 62,90 euro.

Tariffe Italo a confronto

Ok, il prezzo è giusto? Non è una popolare trasmissione televisiva, ma una domanda pertinente. C’è quella cosa che appunto si chiama continuità territoriale che permette alla regioni “svantaggiate” di poter usufruire per i propri abitanti di agevolazioni tariffare. Vale per gli aerei (proprio di recente la Regione Sicilia ha riottenuto di far viaggiare i siciliani a prezzi agevolati), ma anche per treni e navi e dovrebbe valere per qualunque tipo di trasporto visto che l’obiettivo è di “garantire i servizi di trasporto ai cittadini abitanti in regioni disagiate… ovvero di rafforzare la coesione tra le diverse aree… superando svantaggi connessi alla loro lontananza”. La Calabria è lontana in tutti i sensi dal resto dell’Italia, soprattutto dal punto di vista tariffario,e benché se ne parli da sempre nessun intervento c’è mai stato per attuare la continuità territoriale almeno per quanto riguarda il trasporto aereo

Ryanair Lamezia-Malpensa

In proporzione, costa meno andare in low cost  a New York che affrontare un Milano-Reggio Calabria con Alitalia: da 168,98 a 238,98 euro per sola andata (tariffa del 10 ottobre), a seconda che sia un biglietto non modificabile né rimborsabile in caso di mancato utilizzo o che sia di tipologia “flex”, ovvero che permetta il cambio di prenotazione. E qui c’è subito da far notare che il volo in economy light (168,98 euro) non prevede bagaglio in stiva (aggiungere da 25 a 45 euro). Quello flex, invece, include un bagaglio in stiva fino a 23 kg e prevede un rimborso di 50 euro in caso di rinuncia al volo e buonanotte al secchio. In quest’ultima ipotesi per contattare il customer care prevedere di spendere 64 centesimi di euro al minuto (da linea fissa) o 95/98 centesimi da cellulare: attenzione,  l’attesa per la risposta – mentre gira il “tassametro” della chiamata – è solitamente lunga. Ci sono, è vero, anche tariffe particolarmente attraenti, ma sono un terno al lotto: Lamezia-Milano del 17 ottobre con Ryanair costa 20 euro, se si ha la fortuna di prendere l’offerta limitatissima, con destinazione Malpensa; se poi si prende sempre da Lamezia il volo Malta Air si andrebbero a spendere appena 9,99 euro (partenza ore 22.20 arrivo a Malpensa 0.10). Ma la mobilità non è una lotteria, visto che il biglietto “normale” di Malta Air Lamezia-Malpensa costa, in realtà, 100 euro. Da notare la differenza di trattamento sui voli da e per Lamezia rispetto allo scalo di Reggio: l’utilizzo dell’Aeroporto dello Stretto non è certamente incentivato e non se ne capisce la ragione. Serve, dunque, offrire un ventaglio di possibilità, con un sistema di tariffazione che, appunto, tenga conto della disagiata situazione dei viaggiatori calabresi, ma permetta anche di scegliere lo scalo di destinazione. I tre aeroporti calabresi fino ad oggi non hanno fatto rete, anzi, a volte, sono sembrati in competizione tra loro. La società di gestione – la Sacal – è unica e dovrebbe armonizzare il pieno utilizzo dei tre scali, ma risulta evidente che tutti gli sforzi sono concentrati su Lamezia.

Dunque è ora che i nostri parlamentari e il governo regionale si facciano parte diligente perché si riveda la politica delle tariffe in Calabria: la mobilità è un tema spinoso su cui c’è il rischio di scivolare malamente. Occorre però precisare che la continuità territoriale è una legge già attiva e l’eventuale provvedimento va semplicemente in carico al Ministero competente, quello di Paola De Micheli, Infrastrutture e Trasporti. I calabresi sono viaggiatori disagiati e tartassati da tariffe spesso impossibili: non serve, in sostanza, modificare il prezzo del biglietto da Reggio a Villa (se si prende la macchina si spendono appena 1,36 euro di carburante, l’autostrada è gratis) ma rivedere l’intero impianto tariffario per treni navi e aerei. È di qualche giorno fa la protesta, guidata dal leader del Movimento La Calabria che vogliamo Giuseppe Nucera, sulle stratosferiche tariffe del traghettamento privato sullo Stretto, ormai pressoché obbligato con le società private vista la scarsa offerta delle navi delle Ferrovie. Nessuna agevolazione per chi vive nell’una o nell’altra sponda dello Stretto. Un costo esagerato e nessuna agevolazione per i residenti. È ora di rivedere il sistema trasporti in Calabria, non solo dal punto di vista infrastrutturale – e qui ci sarebbe da aprire un cahier de doleance infinito – ma anche e soprattutto sul piano tariffario. I calabresi gradirebbero l’attenzione che l’argomento merita. (s)

Fino al 31 dicembre il Frecciargento Sibari-Napoli rimane attivo

Una buona notizia, per tutti i cittadini calabresi: è stato prolungato, fino al 31 dicembre, il collegamento del Frecciargento tra Sibari e Napoli, connesso all’alta velocità Roma-Napoli.

Aggiornando il contratto di servizio con Trenitalia, la Regione Calabria ha inteso così tutelare il trasporto pubblico della Sibaritide consentendo di ricevere prestazioni di qualità per i cittadini che hanno esigenza di andare e tornare in tempi brevi da Roma e Napoli.

Si tratta di due corse indispensabili per le comunità della dorsale Jonica che consentono a tutti i viaggiatori di essere collegati con il resto l’Italia.

«Era un nostro dovere – ha dichiarato la presidente Santelli – rispondere alle esigenze del territorio jonico che ha il giusto diritto a ricevere servizi di qualità per una mobilità moderna ed efficiente. Un ulteriore tassello di una strategia più vasta che siamo certi in pochi anni modificherà radicalmente il trasporto pubblico calabrese». (rrm)

Ferro (FDI): Il Governo faccia chiarezza sui rallentamenti dei Freccia

La deputata di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro, chiede al Governo di chiarire sulla «sostituzione dei treni e sull’aumento dei tempi di percorrenza delle Frecce che collegano Roma a Reggio Calabria».

«Basta visitare il sito di Trenitalia – ha spiegato Wanda Ferro – per accorgersi che le Frecce di Trenitalia hanno inspiegabilmente allungato i tempi di percorrenza delle loro corse e se fino a domenica 20 settembre da Reggio Calabria a Roma Termini (e viceversa) si impiegava poco più 5 ore, il Freccia Argento scompare e viene sostituito dal Freccia Rossa che impiega 6 ore e 15 minuti».

Wanda Ferro, richiama  la denuncia di Federalberghi, che ha spiegato come «il collegamento veloce della Calabria con la Capitale e con il resto d’Italia sia un diritto da garantire per un intero territorio. Le Frecce erano oramai parte integrante degli spostamenti dei calabresi. Lo dimostra il fatto che erano sempre piene».

«Paradossalmente – ha proseguito la parlamentare di Fratelli d’Italia –  solo pochi giorni fa il ministro Giuseppe Provenzano aveva affrontato il tema dell’Alta Velocità proprio a Reggio Calabria, chiedendo un’accelerazione per spingere il progetto sulla linea Salerno-Reggio, precisando che «l’impegno del Governo non è un semplice ammodernamento di quella tratta, ma una vera e propria revisione per trasformarla in tratta ad alta velocità di rete e per assicurare un servizio adeguato agli standard del 2020. Su questo bisogna accelerare, di molto».

Per questi motivi, la deputata di Fratelli d’Italia ha chiesto ai rappresentanti del governo se siano a conoscenza della situazione denunciata, e «per quali motivazioni Trenitalia ha deciso di sostituire i treni ad Alta Velocità che collegavano Reggio Calabria a Roma, soprattutto in considerazione dell’assenza di un’offerta di mobilità alternativa “adeguata agli standard del 2020”, per usare le parole del Ministro per il Sud». (rp)

COSÍ IL TURISMO SORRIDE ALLA CALABRIA
È LA SCELTA ESTIVA DEL 5% DEGLI ITALIANI

In un anno difficile come quello in corso, fatto di restrizioni e sacrifici a causa della pandemia, c’è una Calabria che continua a stupire e che riesce, comunque, a entrare nel cuore di chi la visita lasciando un segno indelebile e la promessa di ritornarci, appena si può.

E non importa se c’è una pandemia in corso, la Calabria è sempre la Calabria, e i suoi 800 km di costa, le sue bellissime e suggestive montagne – oltre che l’aria buona – i suoi panorama mozzafiato, le attrazioni artistiche e culturali, i musei ricchi di collezioni uniche e reperti eccezionali, sono una cartolina che, spesso, non basta vedere in foto, perché non renderebbero giustizia a una regione ricca di meraviglie che ha tanto da dare e che continua ad attirare attenzione e attrarre nuovi turisti e che, quest’estate, nell’estate del Covid, ha collezionato soddisfazioni su soddisfazioni. Con una caratteristica costante: chi scopre e conosce la Calabria intende tornarci.

Un esempio, è la trasmissione andata in onda a luglio su Raiuno, che ha parlato della Calabria, delle sue meraviglie e delle opportunità del turismo rurale e degli agriturismi; o ancora, la Sila che, nei mesi i luglio e agosto 2020 hanno registrato un incremento di presenze rispetto al 2019 nonostante la stagione sia partita con il 100% delle disdette delle prenotazioni effettuate prima del lockdown.

C’è anche la soddisfazione, per la Calabria, di essere stata inserita da Expedia.it, la popolare agenzia via web che, in una ricerca condotta con Panorama, ha inserito la nostra regione tra le mete preferite dagli italiani.

Un trend, che è stato confermato, poi, dall’Eurispes, che, in una ricerca a firma di Maurizio Lovecchio, direttore di Eurispes Calabria, ha reso noto che la Calabria è stata scelta dal 5% degli italiani, che inserisce la regione a metà di una classifica che vede sul podio l’Emilia Romagna, la Sardegna, la Puglia e la Sicilia con il 9% delle preferenze.

«Leggere oggi – si legge – che quei numeri e quelle tendenze sono stati confermati fa piacere e conforta, soprattutto se la questione riguarda una regione in cui il turismo vale il 25% del Pil. La buona notizia è che l’estate ha aiutato l’economia calabrese e alla fine, dopo avere temuto il peggio a causa del lockdown, delle confusioni generate da decreti regionali e dpcm vari e delle misure di prevenzione, anche gli operatori turistici possono tirare un respiro di sollievo per una stagione che sembrava compromessa e drammatica».

Promozione, dunque, per la Calabria, che «nell’estate del 2020 segnata dal Covid, ha fatto breccia nel cuore dei turisti per questi motivi e non solo – riporta l’Eurispes – ha, infatti, saputo offrire le solite attrazioni unite alla sicurezza, salute e ricerca di relax. Tutto ciò di cui i vacanzieri avevano bisogno dopo un avvio di 2020 decisamente drammatico».

Un successo realizzato grazie a più fattori: la limitata diffusione dei contagi in Calabria, il cui numeri di positivi al Covid «si sono si sono mantenuti tra i più bassi d’Italia, merito di comportamenti attenti e rispetto delle regole da parte di tutti»; la riscoperta – riportata da Enit – da parte degli italiani, di percorrere in auto lunghi tratti di strada per raggiungere la meta delle vacanze e, per quanto riguarda la Calabria, di sicuro ha aiutato «il completamento e l’apertura di quasi tutti i cantieri da parte dell’Anas, motivo che, indubbiamente, ha incoraggiato il viaggio in auto per chi si muove verso la punta dello Stivale». E ancora, per quanto riguarda i trasporti, incisivo è stato l’intensificazione dei mezzi sulle tratte della costa tirrenica calabrese da parte di Trenitalia, e il nuovo collegamento di Italo Torino-Reggio Calabria.

«Ad alimentare ancor più ottimismo sono, infine – si legge nella relazione del direttore Lovecchio – i dati Enit relativi al desiderio di vacanza degli italiani che sembra volersi prolungare fino a dopo l’autunno. Nel bollettino, infatti, si legge che il 57% degli italiani che andranno in vacanza dopo agosto sceglierà ancora il mare e il 29% preferirà soggiorni enogastronomici, e se a questo aggiungiamo che il 14% dei richiedenti il bonus vacanze (valido fino a Natale) non lo ha ancora speso, potremmo ben sperare che la Calabria reciti ancora per qualche mese la sua parte da protagonista nel settore turistico».

«Infine, bisogna sottolineare – ha aggiunto – il ruolo della politica regionale capace di gestire e governare la situazione, dimostrando coraggio e responsabilità, sia nella promozione del territorio sia, allo stesso tempo, nel tutelare la salute dei calabresi e dei vacanzieri. Sinergia, collaborazione, capacità di dialogo tra le parti, comprensione e superamento delle difficoltà sono gli elementi che hanno contribuito a questo successo».

«Si riparta da qui – conclude il direttore di Eurispes Calabria – per continuare a restare finalmente protagonisti e degni di attenzione per i tanti aspetti positivi, opportunità e attrazioni straordinarie che la Calabria è in grado di offrire». (rrm)

L’assessore Catalfamo annuncia che il Frecciargento da e per Sibari rimarrà attivo

La Regione Calabria, in previsione della scadenza del relativo contratto sottoscritto con Trenitalia, ha ritenuto opportuno prorogare il servizio interregionale del Frecciargento Napoli-Sibari a/r attraverso apposite interlocuzioni tra le parti e predisposizione di una bozza di addendum al medesimo contratto.

Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, annunciando che «vista l’importanza che riveste il suddetto collegamento ad alta velocità, confermata dal positivo riscontro in termini di qualità del servizio e del livello di domanda, sono in corso di valutazione la conferma e/o il possibile potenziamento del servizio medesimo».

«La Regione Calabria – ha spiegato l’assessore Catalfamo – contribuisce infatti alla sostenibilità economica dei due collegamenti giornalieri considerandoli essenziali per la mobilità da e per l’area jonica, anche perché è stato registrato un positivo riscontro in termini di qualità del servizio e dei passeggeri trasportati. Il collegamento non rientra fra i servizi ferroviari regionali previsti dal Contratto di Servizio fra Trenitalia e Regione Calabria, né tantomeno in quello con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti eserciti con InterCity».

«Ampliando il network di Trenitalia verso il Sud – ha aggiunto – il Frecciargento da e per Sibari unisce con un ulteriore treno la Calabria a Roma e Napoli Afragola, oltre che ad altre città del Centro e Nord Italia. Si tratta di un’ulteriore conferma dell’impegno per migliorare i collegamenti da e per la Calabria, sottolineata anche dalle altre Frecce che in questa estate stanno collegando le principali località calabresi con le altre regioni italiane.L’obiettivo è soddisfare, con elevati standard, la domanda di mobilità del bacino calabrese da e per Roma e il Nord Italia».

«Alla luce di quanto sopra esposto – ha concluso la Catalfamo – appare evidente l’attenzione che la Regione rivolge a tale tipologia di servizi mirando a garantirne l’erogazione in continuità. Affinché vengano divulgate all’utenza solo informazioni corrette e fondate si invita a contattare gli Uffici preposti per eventuali ulteriori approfondimenti e/o acquisire relative informazioni». (rrm)

 

“Notti sicure” per i giovani: il dopo-discoteca senza l’incubo della strada

Il progetto è ambizioso e dedicato alla famiglie e ai giovani calabresi: parte venerdì prossimo, 24 luglio, Notti sicure un servizio di trasporto pubblico che permetterà ai calabresi di raggiungere i luoghi di divertimento notturno delle coste: da Melito Porto Salvo a Soverato, da Isola Capo Rizzuto a Catanzaro, da Roseto Capo Spulico a Schiavonea sulla Costa Jonica e in orario parallelo anche con la direttrice marittima tirrenica, da Amantea a Praia a Mare, da Pizzo-Vibo a Nicotera, da Gioia Tauro a Reggio Calabria. Oltre 80 le località turistiche marine della Calabria coinvolte in questo progetto che mette in asse economia dell’intrattenimento e la sicurezza dei ragazzi e la tranquillità delle loro famiglie.

La presidente Santelli le ha definite “Le metropolitane del mare” la quale ha parlato di «un’azione di governo che coniuga l’esigenza di un sano divertimento, incrociando la felicità di ragazze e ragazzi, con la tranquillità delle loro famiglie. Un piccola cosa ma un atto d’amore della Regione per sedare i conflitti tra genitori e figli perché molti padri e madri non vogliono negare momenti di spensieratezza ai propri figli, ma quanto patema ad attendere all’alba il ritorno delle comitive che con le automobili di notte macinano chilometri per tornare a casa. Auguro un’estate easy e spensierata ai giovani della nostra regione. Il mio impegno è quello di garantire servizi e sicurezza fortificando quelle vite virtuose che con le loro belle menti devono costruire la nuova Calabria del sorriso e del cambiamento».

All’incontro con i giornalisti sono intervenuti anche il vicepresidente della Giunta Nino Spirlì, l’assessore alle infrastrutture Domenica Catalfamo, l’assessore al turismo Fausto Orsomarso e il direttore regionale Calabria di Trenitalia Domenico Scida. Presenti anche numerosi sindaci e diversi titolari di locali notturni.

Per l’assessore alle infrastrutture Domenica Catalfamo «Notti sicure rappresenta un’altra bella iniziativa che stiamo mettendo in campo insieme a tutta la Giunta. In questo caso – ha affermato -, e lo dico anche da mamma, stiamo al fianco dei ragazzi, riducendo i rischi in cui possono incorrere sulle strade di notte e crediamo che anche questo possa rappresentare un cambio di passo nella nostra regione».

«Penso che la Calabria avesse proprio bisogno di una “mamma” come Jole Santelli – ha dichiarato il vicepresidente Nino Spirlì -. Tutti abbiamo visto come ha gestito l’emergenza Covid e anche i numeri le danno ragione. Ora però è il momento di non abbassare l’attenzione e credo che se tutti noi faremo ancora un altro sforzo passeremo una Santa estate di cui porteremo un buon ricordo».

Un appello accorato, in rappresentanza delle discoteche calabresi, è stato lanciato dall’assessore al turismo Orsomarso che ha sollecitato i sindaci ad emettere ordinanze per consentire l’apertura dei locali, sempre in sicurezza, almeno fino alle quattro del mattino. «È un modo – ha evidenziato – di dare fiducia a questo mondo dell’impresa del divertimento notturno, fermo restando che la Regione  porrà grande attenzione sull’effetivo rispetto delle regole».

Il direttore di Trenitalia ha affermato: «accettiamo con entusiasmo di essere un player del turismo in Calabria. La mia garanzia è che sarà un progetto di successo». Tutti i sindaci che sono intervenuti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa che dimostra – hanno detto – la voglia del presidente e della Giunta di stare accanto ai territori e hanno sollecitato a proseguire sulla strada tracciata. (rg)

Alitalia sconta il 20% per volare in Calabria e Trenitalia promuove Scilla

Sulla scia delle polemiche provocate dagli insulti di Easy-Jet, Alitalia lancia uno sconto del 20% per chi voglia andare in Calabria a Lamezia o Reggio. Lo sconto vale per i biglietti acquistati dal 24 al 29 giugno per i voli da e per la Calabria da Lamezia e Reggio Calabria. Il claim della campagna è uno spot a favore della Calabria e recita: «Una terra unica per i suoi abitanti, che ti accolgono sempre a braccia aperte.  Unica per i luoghi, incantevoli e suggestivi come il Parco Nazionale della Sila, sito di Eccellenza UNESCO. Unica per la sua storia segnata da opere senza tempo, come i Bronzi di Riace, e da personaggi che hanno reso famosa questa terra, come il Premio Nobel Renato Dulbecco. Unica per il suo mare che annovera ben 14 spiagge che hanno ottenuto, nel 2020, il riconoscimento della Bandiera Blu. Unica perché è la Calabria. E come te, non c’è nessuno. E per dimostrare il nostro amore verso questa terra, fino al 29 giugnosconto del 20% per visitare la Calabria. Vola in Calabria e scopri quanto è unica questa terra».

Per un ns errore avevamo segnalato che lo sconto si applicava solo per i voli entro il 29 giugno e avevamo evidenziato l’assenza, fino al 1° luglio, dell’operatività dell’aeroporto di Reggio. Siamo lieti di essere noi in torto e osservare l’intento “positivo” della campagna di amicizia dell’Alitalia nei confronti della Calabria. È un ottimo segnale per il futuro dello scalo reggino. Da ricordare, come ha annunciato il presidente della Sacal Arturo De Felice, che da settembre riprende il volo giornaliero mattutino che collega Reggio con Roma e permette il rientro in serata col volo notturno Roma-Reggio.

Intanto da segnalare anche Trenitalia che pensa a promuovere la Calabria, con una bellissima immagine di Scilla con il Castello dei Ruffo, scelta per la pubblicità. Chi non conosce l’incantevole angolo di paradiso che è Scilla si chiederà dov’è. Un Frecciarossa serve anche a scoprire la Calabria. (rrm)

Scilla per la pubblicità di Trenitalia

Si scatena la concorrenza Frecciarossa-Italo,
ma l’Alta Velocità in Calabria viaggia al ‘ralenti’

di SANTO STRATI – Il giorno dopo l’annuncio e l’apertura della biglietteria per il collegamento veloce Torino-Reggio Calabria da parte di Italo treno, Trenitalia scatena la controffensiva e mette i Frecciarossa sullo stesso percorso. Una “guerra” commerciale di cui beneficeranno sicuramente i calabresi. Italo comincerà a unire Piemonte e Calabria dal 14 giugno, con fermate intermedie a Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Salerno, oltre che, nella regione, a Paola, Lamezia, Rosarno e Villa San Giovanni, Trenitalia invece anticipa al 3 di giugno lo stesso percorso. Dalla “concorrenza” escono vincitori i viaggiatori della regione che, finalmente, hanno più opportunità di collegamenti con convogli di nuova generazione. E sarà questa l’occasione per mettere in discussione, in modo serio, il problema dell’alta velocità e dell’alta capacità (due caratteristiche del trasporto ferroviario) che permetteranno di velocizzare al massimo i collegamenti tra la Calabria e il resto del Paese. Il sogno rimane un collegamento Reggio-Roma in 2ore e mezzo, considerando il declino inevitabile che si preannuncia – salvo atti d’orgoglio e concrete prese di posizione – per l’Aeroporto dello Stretto, ma già avere treni veloci (l’«ultra» è un optional per ora negato ai calabresi) è un grosso passo in avanti per la mobilità di questa regione.

Non è così semplice come appare: sia Frecciarossa che Italo viaggeranno sulle attuali linee tradizionali (non adatte all’AV) e dovranno dimenticarsi di raggiungere le velocità straordinarie che fanno felici i viaggiatori tra Roma e Milano e viceversa (poco sotto le tre ore il collegamento). L’arrivo dei supertreni servirà, in ogni caso, da stimolo per cominciare a pensare a una progettazione specifica per una grande rilancio del trasporto ferroviario non solo di passeggeri ma anche e soprattutto di merci. A proposito di merci, che fine abbia fatto la delibera che sbloccava il collegamento tra il Porto di Gioia Tauro e la ferrovia (appena quattro km che bloccavano l’intermodalità, ovvero la connessione diretta dal Porto alla ferrovia per i container già dallo scarico sul molo) non siamo riusciti a saperlo: ricordiamo solo la grande enfasi con cui dalla presidente Santelli era stato annunciato il 6 marzo scorso (vedi calabria.live) il via al completamento del gateway ferroviario porto-linea ferrata nazionale. Poi, causa il lockdown (scusate l’inglesismo, ma dicono che alla gente pesa di meno definendo così la “chiusura obbligata” che abbiamo tutti necessariamente subito) non c’è stato spazio per i fuochi d’artificio e per i brindisi. Eppure era stata definita dalla presidente Jole «una giornata storica» come tante altre cui – spesso sorprendentemente – questa Giunta ci sta abituando, prima facendo e poi annunciando. Piccolo particolare, il “fare” spesso va a cozzare contro l’ottusità della burocrazia regionale e le scartoffie, come sta capitando per l’iniziativa di aiuto alle imprese, hanno, alla fine, il sopravvento. Manca sempre una firma perché le intelligenti iniziative di Santelli & Co. raggiungano l’effettivo risultato sperato. Sul collegamento col Porto la presidente Jole aveva dichiarato: «in sole due settimane di intenso lavoro, ho recuperato un blocco che durava da vent’anni per una struttura costata fin qui 20 milioni di euro che rischiava di diventare un monumento allo spreco, per una ventennale disputa giudiziaria su 4 km di raccordo ferroviario», raccogliendo il consenso di tutta la Città Metropolitana di Reggio. Maledetto coronavirus, ha “intossicato” anche il raccordo del Porto: i calabresi, però, ora aspettano di vedere partire i lavori a Gioia Tauro.

Il fatto che improvvisamente i due vettori ferroviari nazionali “riscoprano” la Calabria coi treni superveloci nonostante l’assenza di una rete adeguata, deve indurre a mettere il piede sull’acceleratore e pretendere – ripetiamo pretendere – che l’Alta Velocità, intesa come rete ferroviaria di nuova realizzazione – abbia la priorità. Come, però ha fatto osservare la deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, secondo l’abituale logica del Sud-cenerentola d’Italia, nel decreto rilancio il Governo ha destinato appena 40 milioni «per la progettazione e il potenziamento con caratteristiche di Alta Velocità di Rete (AVR) delle linee Salerno-Reggio Calabria, Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia, Genova–Ventimiglia» stanziando invece «380 milioni di euro per il progetto preliminare del Nodo di Verona Est nell’ambito della linea ferroviaria Alta Velocità – Alta Capacità Milano-Venezia». Il commento dell’agguerrita parlamentare catanzarese era scontato: «Il ministro De Micheli ha segnato la fine dell’Alta Velocità nel Mezzogiorno. Ancora una volta, 10 milioni di cittadini italiani vengono tagliati fuori dalla modernità», ma sembra più dettato da questioni di buonsenso che di litigiosità politica tra maggioranza e opposizione. «L’Alta Velocità/Alta Capacità (Avac) – spiega Wanda Ferro – è l’infrastruttura oggi percorribile a 300 km/h, domani con nuove generazioni di treni a 350 km/h, cioè l’Alta Velocità vera; mentre l’Avr è una rete in cui sono comprese sia le linee Avac (quindi 300-350 km/h), sia le linee tradizionali in cui si fanno interventi per consentire la velocità a 200 km/h. Ciò significa, ad esempio, che a sud di Battipaglia, dato che non c’è traccia della linea ferroviaria Alta Velocità-Alta Capacità, i lavori consentiranno ai treni di viaggiare a 200 km/h, mentre a Est di Milano verrà realizzata la seconda linea AVAC Milano-Venezia, quasi parallela alla linea Milano-Bologna, già realizzata». Da qui l’interrogazione della Ferro al Governo per conoscere “per quale motivo sia stata deciso il finanziamento della realizzazione di una linea Alta Velocità/Alta Capacità tra Lombardia e Veneto, riservando alle Regioni del Mezzogiorno un decimo dello stanziamento, 40 milioni di euro, per la realizzazione delle sole linee ferroviarie Alta Velocità di Rete”.  Secondo Wanda Ferro sarebbe stato più opportuno «destinare lo stanziamento di quasi 380 milioni di euro per finanziare l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie nelle Regioni del Sud Italia e consentire la realizzazione di linee ferroviarie Alta Velocità – Alta Capacità, colmando il divario infrastrutturale tra Nord e Sud».

Non si pensi, però, che solo da destra che arrivino bordate alla simpatica ministra di Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. L’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha inviato un’infuocata lettera aperta dove, evidenziando le differenze tra Alta velocità/Alta Capacità (Avac) e l’Alta velocità di Rete (Avr) chiede lumi sulle scelte poco condivisibili degli investimenti previsti dal Cipe. «Considerando che a sud di Battipaglia – scrive Oliverio – non c’è nemmeno un metro di Avac i futuri lavori potranno portare la linea a 200 km/h, con costo presumibile di 10 miliardi. È importante sottolineare – afferma l’ex presidente della Regione – come il problema dell’accessibilità esterna e interna sia ormai considerato dal dibattito meridionalista uno dei nodi essenziali dello sviluppo economico e sociale della Calabria. Per questo intendo rappresentarLe la necessità di una urgente modifica dell’orientamento riduttivo espresso dal Governo nell’ambito del Decreto “Rilancia Italia” in materia di rete ferroviaria nelle regioni del Sud».
Oliverio sottolinea che «la Regione Calabria, d’accordo con il Governo nazionale dell’epoca, aveva destinato importanti risorse del patto per la Calabria nel programma FSC, 6 milioni di euro, per il solo studio di fattibilità della linea ad Alta Velocità. Per tale attività di progettazione, in aderenza a quanto previsto dal Patto per la Calabria, era stato costituito un tavolo tecnico, composto dall’Agenzia della Coesione (che lo coordina in rappresentanza della Presidenza del Consiglio) dal MIT e dalla Regione Calabria. Questo tavolo sebbene costituito formalmente nonostante i numerosi solleciti formali ed informali della Regione non si è mai riunito.
Su questo tema e con le notazioni prima richiamate, la Regione Calabria ha ripetutamente sollecitato il Ministero e l’Agenzia della Coesione per ultimo con nota del 10 febbraio 2020. La Regione Calabria ha posto il tema di realizzare nel Sud l’Alta Velocità tecnicamente di nuova generazione; cioè una linea a 300-350 km/h, per collegare Reggio a Roma in due ore e mezzo e spendere tra 8 e 10 miliardi. La Regione si è immediatamente attivata e subito dopo la firma del patto ha prodotto la DGR del 27 settembre 2016, con il documento preliminare alla fattibilità Alta Velocità Lean». Sulla stessa linea dell’opposizione, Mario Oliverio si scaglia contro le decisioni governative: «È infine necessario evidenziare la gravissima contraddizione che emerge tra l’accordo fatto tra Presidenza del Consiglio e Regione ed espressamente definito e sottoscritto nel Patto e quanto è emerso dalla Sua Conferenza stampa. Una scelta grave che, nello stesso giorno, comunica il disconoscimento – di fatto – del Patto con una decisione unilaterale e senza l’intervento della Presidenza del Consiglio e nello stesso giorno da il via libera definitivo alla seconda linea Alta Velocità nel Nord Italia».

Per farla breve, ci sono tutti gli elementi per dedurre e capire che le scelte “sudiste”, difese strenuamente e in ogni occasione dal ministro per il Sud Peppe Provenzano col suo Piano per il Sud, al momento accantonato, in realtà tradiscono scarsa considerazione per il Mezzogiorno e soprattutto per la Calabria.

La presidente Santelli che – inspiegabilmente – ha ignorato l’annuncio di Italo e della società di Luca di Montezemolo Nuovo Trasporto Ferroviario  (che ha pur suscitato parecchio entusiasmo tra gli sfiduciati viaggiatori calabresi), invece non si risparmia in lodi nei confronti di Trenitalia (cui peraltro la Regione offre un cospicuo contributo per il collegamento Bolzano-Sibari): «L’arrivo del Frecciarossa in Calabria – ha dichiarato la presidente – è una splendida notizia che produrrà effetti positivi per tutta la regione, in un momento in cui è di fondamentale importanza ripristinare i vecchi collegamenti e crearne di nuovi per favorire la ripartenza del turismo e dell’economia. Oggi – spiega la governatrice –, Trenitalia, a cui va il mio personale ringraziamento, ha annunciato che, a partire dal prossimo 3 giugno, trasformerà una coppia di Frecciarossa da Milano-Napoli e viceversa in Torino-Reggio Calabria e viceversa. Il treno partirà da Torino Porta Nuova alle 8 del mattino e arriverà a Reggio alle 18.50; il ritorno, a partire dal 4 giugno, sarà con partenza alle 10.10 da Reggio e arrivo alle 21 a Torino. Al di là dei dettagli tecnici, quella di Trenitalia è indubbiamente una iniziativa che contribuirà ad “avvicinare” ancora di più la Calabria al resto d’Italia e ci darà una mano per affrontare al meglio la prossima stagione turistica».

Quanto costa questo “regalo” di Trenitalia ai calabresi? Non se ne fa cenno. «L’arrivo del Frecciarossa – ha detto la Santelli – rappresenta un evidente cambio di rotta da parte di Trenitalia, che ha deciso di investire in questa regione e di sposare in pieno il nostro piano per il potenziamento del sistema ferroviario. Un altro segnale positivo, in tal senso, era già arrivato con l’istituzione del treno ad alta velocità Frecciargento Bolzano-Roma-Sibari, che finalmente collega in modo soddisfacente un’area vasta e produttiva come quella della Sibaritide”. In attesa di chiarimenti che i calabresi apprezzeranno, chi viaggia approfitti della “fortunata” circostanza della “guerra del Sud” tra i due player ferroviari italiani. In carrozza, si parte, almeno in comodità. Era anche ora… (s)

 

Trasporto pubblico: delibere in Giunta regionale per TPL e Trenitalia

Due importanti delibere inerenti il trasporto pubblico locale sono state varate dalla Giunta regionale calabrese su proposta dell’Assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici, Trasporti e Urbanistica, Domenica Catalfamo. Si tratta di provvedimenti destinati a migliorare i servizi offerti sul territorio calabrese, sia per il trasporto su gomma, sia per quello su ferro.

In particolare è stato dato indirizzo al Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità di analizzare e verificare, di concerto con le società di trasporto pubblico su gomma, il programma di esercizio e le condizioni dei contratti già sottoscritti, così da giungere ad una revisione che garantisca un adeguato aumento della qualità dei servizi erogati, senza ulteriori spese a carico del bilancio regionale, nonché a prorogare l’entrata in vigore del livello dei servizi minimi per il Trasporto Pubblico Locale su gomma al 1 luglio 2020.

L’altro provvedimento, invece, è orientato a migliorare i servizi offerti da Trenitalia per il contratto già in essere, prevedendo un aumento della produzione annua di 180.000 chilometri-treno basata sull’inserimento di servizi su tratte medio-brevi in prossimità delle principali aree urbane della Regione, ed in particolare: tre corse a/r aggiuntive dal lunedì al venerdì sulla tratta Reggio Calabria C.le – Villa S.G., caratterizzata da un elevato numero di passeggeri e poste in orari tali da consentire il collegamento intermodale con le navi veloci passeggeri che connettono Villa S.G. e Messina. Una corsa a/r aggiuntiva dal lunedì al venerdì, sulla tratta Reggio Calabria C.le – Melito P.S., anche questa caratterizzata da un elevato numero di passeggeri. Infine una corsa a/r aggiuntiva dal lunedì al venerdì sulla tratta Paola – Cosenza, e una dal lunedì al sabato sulla tratta Lamezia Terme C.le – Catanzaro Lido – Locri, così da colmare alcuni vuoti di offerta sulla linea Lamezia Terme C.le – Catanzaro Lido e di offrire un servizio ferroviario che metta in connessione diretta la costa ionica fra Locri e Catanzaro con l’importante nodo di Lamezia Terme. (rcz)

Sibari-Roma-Bolzano: al via l’alta velocità per collegare lo Jonio al resto d’Italia

Finalmente qualcosa si muove sul piano dei trasporti in Calabria: parte il collegamento veloce (con un FrecciArgento giornaliero andata e ritorno) da Sibari a Roma. La Regione ha stanziato 1.450.000 euro per il servizio offerto da Trenitaria, con sosta anche a Paola e Scalea. Il FrecciArgento che partirà da Sibari alle 6.25 e giungerà a Roma alle 10.25, è il naturale prolungamento del collegamento Bolzano-Roma-Napoli. Così l’Italia diventa più vicina, soprattutto per la popolazione dell’alto Jonio trascurata da decenni di disinteresse e mancati collegamenti. Non è stata, però, indicata ancora la data di inizio del servizio.

La deliberazione approvata dalla Giunta Regionale arriva a conclusione di un percorso iniziato lo scorso mese di maggio con una manifestazione di interesse inviata agli operatori che svolgono servizi ferroviari ad “Alta velocità” sul territorio nazionale, in cui si richiedeva di fornire eventuali proposte di servizi di collegamento “Alta Velocità” tra la Sibaritide e Roma. Trenitalia ha manifestato la disponibilità alla realizzazione sperimentale per un anno del servizio con la possibilità di esercitare il diritto di recesso al termine del quarto mese, qualora le condizioni economiche non dovessero essere rispondenti alle ipotesi formulate.

Soddisfatto per questo importante risultato il presidente Mario Oliverio. “Siamo a un passo  – ha detto – dalla conclusione di un importante percorso iniziato nel settembre scorso quando, accogliendo le richieste dei territori interessati, abbiamo avviato uno studio, approvato poi con apposita delibera dalla Giunta Regionale, sulla domanda attraibile per un servizio ferroviario, a elevate prestazioni, tra il territorio della Sibaritide e Roma. Un collegamento il cui bacino di utenza potenziale copre una vasta area di circa 200.000 abitanti, a forte valenza turistica. Un collegamento che è nostra intenzione estendere all’intera fascia jonica appena saranno completati i lavori di elettrificazione e di ammodernamento della ferrovia jonica, i cui cantieri sono in fase avanzata».

Quando diventerà operativa la tratta? Secondo la sen. Rosa Silvana Abate (M5S) «C’è ancora da lavorare e monitoro la situazione: Trenitalia ancora non ha ricevuto la lettera di conferma col contratto dalla Regione e vorrebbe far partire la tratta in autunno. Lavorerò personalmente per anticiparne il più possibile la partenza e far diventare stabile un servizio che ora è sperimentale. Il Frecciargento, se tutto sarà confermato, fermerà anche a Firenze, Bologna, Verona, Rovereto e Trento oltre che a Sibari, Paola, Scalea, Napoli e Bolzano. In otto ore si unirà l’Italia con un treno sociale che in otto ore andrà da Nord a Sud».

«Il servizio – afferma la senatrice pentastellata in una nota – verrà effettuato, in via sperimentale, per un anno attraverso il prolungamento giornaliero di una coppia di treni Frecciargento Bolzano-Roma-Napoli. Siamo felici che la Regione abbia dato notizia della cosa ma è necessario fare delle dovute precisazioni. L’intento di questa mia comunicazione, infatti, è quella di raccontare anche quello che il Presidente della Regione, peccando di onestà intellettuale, ha dimenticato senza citare chi, come la sottoscritta, si è fatta promotrice di diversi incontri e ha partecipato costantemente a tutti i tavoli fatti sia al Ministero dei Trasporti che con Trenitalia. Ci sono delle precisazioni da fare, infatti. La società del gruppo Ferrovie dello Stato, infatti, dopo aver partecipato alla manifestazione di interesse indetta dalla Regione qualche settimana, fa ancora non ha ricevuto la lettera di conferma e mancano ancora tempi certi sull’avvio del servizio che Trenitalia vorrebbe iniziasse dopo l’estate. Ringrazio in primis il Ministro M5S Danilo Toninelli per aver indetto la riunione al Ministero dove s’è sbloccata la questione quando ormai tutto sembrava essersi arenato. Ringrazio Trenitalia per aver ascoltato tutte le nostre richieste e una menzione personale va proprio al professore Roberto Musmanno, assessore regionale, che insieme agli uffici regionali e alla segreteria tecnica del Ministro dei Trasporti ha lavorato alacremente affinché si arrivasse all’istituzione del treno. Proprio lo scorso marzo l’incontro dove si trovò la quadra per andare avanti e sbloccare la situazione avvenne al Ministero dei Trasporti e fu convocata da Danilo Toninelli che chiamò al dicastero ad un tavolo tecnico anche Regione e Trenitalia. Ringrazio loro e anche Paolo Attanasio – Direttore Divisione Passeggeri Lunga Percorrenza di Trenitalia per avermi da subito ascoltata e aver creduto al mio progetto di portare un treno veloce sulla Fascia Jonica. Questa Freccia è figlia di un lavoro di perfetta sinergia istituzionale come dovrebbe essere, non ci sono vincitori o primogeniture. È un vero e proprio treno sociale perché con l’istituzione del Frecciargento Sibari-Napoli-Roma-Bolzano è stato fatto un passo importante per togliere la Fascia Jonica dall’isolamento in cui versa da anni e nel quale l’hanno relegata i governi di centrodestra e centrosinistra, quello di Renzi-Delrio-Oliverio compresi che lo avevano regalato al trasporto su gomma. Nel corso del mio primo incontro avevo chiesto un Sibari-Roma ma da Trenitalia ci spiegarono che un servizio dedicato sarebbe costato diversi milioni di euro, per questo lavorammo poi al prolungamento di una tratta già esistente che avrebbe offerto più scelte ai passeggeri a un minor costo per la sua istituzione. Il Frecciargento, se tutto sarà confermato infatti, fermerà anche a Firenze, Bologna, Verona, Rovereto e Trento oltre che a Sibari, Paola, Scalea, Napoli e Bolzano. In poco più di otto ore si unirà l’Italia con un treno “sociale”, appunto, che andrà da Nord a Sud. Un risultato anche del Governo del Cambiamento e del mio personale impegno che avevo preso con attivisti, meetup e cittadini in campagna elettorale che aiuterà chi viaggia quotidianamente o settimanalmente per studio, lavoro e, soprattutto, salute, ma anche per quei pendolari che nelle vacanze sono costretti a veri e propri viaggi della speranza».«Il prolungamento, nel dettaglio, riguarda il Bolzano-Roma – prosegue la sen. Abate – che attualmente copre la tratta in 4 ore e 29 minuti e dovrebbe coprire in altre circa 4 ore la tratta Roma-Sibari. Gli orari indicativamente saranno i seguenti: partenza da Sibari ore 6.25 per giungere a Roma Termini alle ore 10.25 in andata (per poi proseguire verso nord) e partenza da Roma Termini alle 17.55 per raggiungere Sibari 22.05 al ritorno. È il primo passo: gioiamo ma ci mettiamo subito all’opera. Ora lavoreremo affinché il Frecciargento parta dalla Sibaritide prima dell’autunno, non ci siano problemi sulla tratta (e per questo interesserò personalmente Ferrovie dello Stato). Quello che il Presidente Oliverio non dice ma sa è che Trenitalia, nel rispondere alla manifestazione di interesse, essendo un servizio sperimentale, ha chiesto di poter rescindere il contratto dopo quattro mesi se non ci dovesse essere utenza o se ci saranno problemi tecnici sulla tratta. Lotteremo soprattutto per far sì che il servizio diventi definitivo: ci sono scelte che ormai non sono più differibili e procrastinabili. Sia per la Sibaritide che per il Crotonese da dove questa Freccia partirà una volta completata l’elettrificazione della tratta Corigliano Rossano-Crotone». (zc)