Al via “Uil Tour 2021” l’iniziativa per accendere i riflettori sulla sicurezza “Zero morti sul lavoro”

Il Uil Tour 2021 fa tappa in Calabria, questo giovedì e venerdì, per accendere i riflettori sulla campagna sulla sicurezza Zero Morti sul Lavoro. L’iniziativa, promossa dal segretario generale Pierpaolo Bombardieri e dalla Segreteria nazionale della Uil, giovedì 11 sarà a Cosenza, mentre venerdì a Reggio Calabria.

“Uil tour 2021” vuole recuperare gli spazi fisici che la pandemia da Covid 19 ci ha tolto, è una rilevante e ulteriore occasione per stare fra le persone, con le persone che sono, da sempre, al centro dell’iniziativa sindacale della Uil, per dialogare con loro, raccogliere le loro problematiche, le loro preoccupazioni e costruire insieme le soluzioni più giuste, per far conoscere loro l’azione Sindacale quotidiana della Uil, le nostre politiche sindacali, i nostri servizi, per rilanciare la campagna “Zero Morti sul Lavoro”, la piattaforma “Terzo Millennio” e l’App Uil Calabria.

«Quando il truck Uil si aprirà alle piazze – si legge in una nota – verrà data vita a due giorni di discussione ed approfondimento, con tavole rotonde sui temi di attualità per la Calabria, (come il Piano nazionale di ripresa e resilienza, i fondi Por, lo sviluppo sostenibile o le politiche di sostegno alle start up), affrontati con personalità di primo piano del mondo politico, istituzionale e produttivo regionale. Ma non solo. Il dibattito sarà alimentato dalle idee del Segretario Generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, del Segretario Organizzativo Emanuele Ronzoni e del Segretario Confederale, Domenico Proietti».

Un confronto che verrà preso a sintesi per formulare delle proposte innovative da portare al tavolo della discussione con chi gestisce la cosa pubblica regionale e nazionale.

Le due tappe calabresi dello “Uil Tour 2021”, poi, saranno l’occasione per rilanciare il dialogo con le scuole della Calabria, con le studentesse e gli studenti calabresi che, a Cosenza ed a Reggio Calabria, saranno i protagonisti della discussione, saranno loro a stimolare il dibattito, a mettere sul tavolo le loro idee e le loro aspettative per ridisegnare il futuro della Calabria.

A loro, ancora, sarà dedicata dalla Uil Calabria una borsa di studio che, inserendo nei loro piani didattici il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, punterà a sostenere il loro percorso formativo ed educativo. L’obiettivo che il Sindacato si pone, infine, è quello di coinvolgere tutti nel progetto di una nuova Calabria più moderna, più inclusiva, meno diseguale, una regione in cui nessuno deve essere dimenticato.

Nella tappa di Cosenza, a Corso Mazzini, si parte con i saluti istituzionali, a cui seguirà l’apertura dei lavori con l’Orchestra Sinfonica dell’IS Lucrezia della Vale. Alle 10, la tavola rotonda Zero morti sul lavoro. Intervengono Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo Uil, Giovan Battista Perciaccante, presidente Ance Calabria e Cosenza, e Giuseppe Grandinetti, ispettorato del Lavoro Cosenza. Modera la giornalista Isabella Roccamo.

A seguire, la presentazione della piattaforma Terzo Millennio e, alle 15, Paolo Cretella presenta l’App Uil Calabria.

Alle 15.30, la tavola rotonda Pnrr: Crescita e lavoro in Calabria. Ne discutono Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo Uil, Domenico Proietti, segretario confederale UIl. Dalila Nesci, sottosegretaria per il Sud, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, e Giusy Princi, vicepresidente Regione Calabria. Modera il giornalista Massimo Clausi.

A chiudere la giornata cosentina, alle 17, la presentazione dell’opera grafica del Maestro Saladino, ispirata alla campagna Zero Morti sul Lavoro.

Nella tappa di Reggio Calabria, apertura dei lavori a cura dell’Orchestra Polifonica del Liceo Musicale “Tommaso Gulli”. A seguire, tavola rotonda Zero morti sul lavoro. Intervengono Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo Uil, un rappresentante di Confindustria Calabria, Giuseppe Patania, dir. ispettorato del Lavoro Calabria, e Carlo Metelli, comandante provincialeVVF Reggio Calabria. Modera la giornalista Francesca Laurendi.

A seguire, la presentazione di iTerzo Millennio e dell’App Uil Calabria.

Alle 15.30, la tavola rotonda Università, ricerca, innovazione. Intervengono Attilio Bombardieri, segretario generale Uil Rua, Antonino Tramontana, presidente Camera di Commercio di Reggio Calabria, Antonino De Masi, imprenditore e Domenico Nicolò, prof. Università Mediterranea di Reggio. Modera il giornalista Giorgio Neri.

Infine, nel corso della due giorni, sarà presentato il Concorso d’idee rivolto agli istituti superiori che partecipano all’iniziativa. I migliori elaborati saranno premiati con due borse di studio. (rrm)

Provvedimento occupazione Governo, Biondo (Uil Calabria): Nella nostra regionale previste 40 assunti contro 131 della Lombardia

Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, ha criticato duramente il provvedimento occupazionale del Governo, in cui sono previste, in Calabria, 40 assunzioni contro le 131 della Lombardia, sottolineando come non «centra l’obiettivo».

Tale provvedimento, infatti, prevede mille giovani tecnici assunti, a tempo indeterminato, per supportare le Regioni e i Comuni «nella messa a terra dei progetti finanziati dal Pnrr», ma per Biondo, «se il provvedimento occupazionale del Governo era indirizzato a dare una mano ai quei territori, i cui conclamati ritardi strutturali sono in grossa parte dovuti alla carenza di donne, uomini e competenze delle rispettive amministrazioni locali e regionali, allora possiamo dire subito che non centra l’obiettivo».

«La ripartizione dei 1000 tecnici fatta dal Governo Draghi, infatti, appare non soltanto incomprensibile ma anche contraddittoria» ha spiegato Biondo, esortando, poi, «la Regione e le amministrazioni locali calabresi alzino il livello di attenzione sulle misure di supporto al Piano europeo, che verranno messe in campo da Roma nei prossimi mesi».

«Bisogna evitare – ha concluso – che la quota del 40%, dei circa 290 miliardi del Piano destinati dal Governo al mezzogiorno che di per se stessa è incongrua come percentuale dati i divari esistenti al sud rispetto al resto del Paese, rimanga solo sulla carta». (rrm)

Biondo (Uil Calabria): Regione convochi parti sociali per politiche attive del lavoro

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha ribadito la necessità, da parte della Regione Calabria, di convocare un tavolo tecnico di confronto tra le parti sociali, il presidente della Giunta e il responsabile del Settore lavoro, per dare vita al progetto «concreto di politiche attive del lavoro».

«Il Governo – ha spiegato – attraverso la dote economica messa a disposizione con il programma Garanzia occupabilità dei lavoratori, offre al nostro territorio e a tutte le Regioni italiane un’opportunità importante per tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori calabresi, per i disoccupati, per i neet e lavoratori in Cig, che sono rimasti ai margini del mondo produttivo o ancora non ci sono proprio entrati».

«Il tempo, però, è tiranno – ha proseguito –. Entro sessanta giorni, infatti, la Regione Calabria deve far avere ad Anpal il suo progetto finalizzato al corretto sfruttamento di una misura fondamentale per creare rinnovate condizioni di occupabilità».

«Comprendendo – ha detto Biondo – la necessità di rispettare i tempi tecnici della politica, per quanto attiene la formalizzazione della nuova Giunta regionale, siamo convinti della necessità di bruciare le tappe e convocare, come immediatezza, un tavolo tecnico di confronto approfondito fra le parti sociali, il Presidente della giunta regionale calabrese ed il responsabile del settore lavoro».

«Il momento è troppo importante – ha detto ancora – e l’appuntamento non può essere affrontato seguendo i tempi indicati dal governo. La Garanzia di occupabili dei lavoratori, rappresentata una misura fondamentale anche per la nostra regione, per realizzare l’obiettivo vitale per la Calabria di far crescere le percentuali di occupazione regionali, tra i più bassi d’Europa soprattutto nella componente giovani e donne».

«Pertanto, pur rispettando i tempi tecnici di composizione del governo regionale ed essendo consapevoli dei tempi ravvicinati all’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale – ha concluso – crediamo opportuno avviare un confronto approfondito, di merito e senza steccati di qualsivoglia natura con coloro che – come il Presidente della giunta regionale e il responsabile del Dipartimento lavoro – sono nelle facoltà politiche ed amministrative di poterlo fare». (rcz)

 

Biondo (Uil Calabria): Nuova amministrazione calabrese avvii da subito confronto con forze sociali

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, nell’augurando un buon lavoro al neo presidente Roberto Occhiuto, ha chiesto «di mantenere l’impegno assunto con il sindacato, di avviare da subito, un confronto, costruttivo, informato e permanente con le forze sociali, partendo dal documento sulle linee strategiche 2021/2027sul quale con la precedente giunta regionale non si è mai aperto il confronto».

«La Calabria per rialzarsi dalla condizione di profondo rosso in cui si trova, ha bisogno del contributo responsabile di tutti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte» ha aggiunto Biondo.

«Ritornando all’analisi del voto, poi – ha proseguito il segretario generale – la cosa che balza subito agli occhi, purtroppo, è ancora una volta il dato dell’astensionismo, nuovamente in crescita rispetto al 2020. Quello che ci dice questo dato è che, otto mesi dopo la scorsa tornata elettorale, circa il 50% dei cittadini calabresi aventi diritto al voto si sentono estranei alla partecipazione democratica, come se le sorti future della Calabria non li riguardassero e come se il cambiamento di questa terra non passi soprattutto dal voto».

«Il dato dell’astensionismo, della disillusione rispetto alla politica – ha spiegato Biondo – è un dato che non può essere accettato e su questo la politica e non solo la politica deve riflettere e trovare le soluzioni per rianimare la partecipazione politica del corpo sociale».

«Come abbiamo detto in tempi non sospetti – ha detto ancora – questa scampagnata elettorale, per il risultato elettorale scontato sin dall’inizio, segnata certo dalla pandemia, non è riuscita a scaldare i cuori dei calabresi, non ha sostenuto quella necessità di cambiamento, di controllo sociale di cui questa terra ha urgente bisogno».

«Il compito di chi ha scelto di essere classe dirigente – ha detto ancora – di chi ha ricevuto il consenso dei calabresi, sarà quello di arrivare al fondo di questo malessere, analizzarne a fondo le cause e ricercare le soluzioni per recuperare la partecipazione popolare. Il risultato del polo civico, poi, non deve essere subito archiviato nel dimenticatoio della politica. Ma nemmeno questo può attenuare la sensazione di un risultato monco, di una vittoria a metà per i tanti, troppi, calabresi che alle urne non si sono nemmeno presentati».

«La politica adesso – ha sottolineato – bruci i tempi nella costituzione del nuovo governo regionale. La Calabria, infatti, dopo la prematura e drammatica morte della compianta Jole Santelli è da troppo tempo in amministrazione limitata. Questa condizione non può prolungarsi oltre i tempi previsti dalle normative, la nostra regione ha bisogno di essere amministrata ordinariamente e ordinatamente».

«Si metta in campo, poi – ha aggiunto – una squadra di governo competente, che sia, soprattutto, in grado di rimettere sul giusto binario la programmazione europea al fine di evitare di vedere sfumare la ingente dote economica messa a disposizione da Europa per la ripartenza economica e sociale della nostra terra».

«In questo contesto di mutamento, poi, l’opposizione dovrà fare la sua parte – ha puntualizzato Biondo –. La coalizione di centrosinistra, da forza di opposizione, si convinca del suo ruolo determinante e sia in grado di essere forza costruttiva, propulsiva e propositiva».

«Con la stessa rapidità, poi, si torni ad insediare il Consiglio regionale – ha detto ancora –. In questo tempo, contrassegnato dalla pandemia da Covid-19, il parlamento calabrese dovrà essere in grado di assumersi le proprie responsabilità, aprendo una stagione – inedita per la Calabria – che sia di cooperazione responsabile, in grado di rinvigorire il ruolo della massima assise regionale che, purtroppo, in questi anni è stato davvero troppo scialbo ed evanescente».

«A chi si appresta ad assumere la guida della macchina amministrativa e politica della Calabria – ha rimarcato – diciamo subito che come forze sociali, il Sindacato, la Uil, siamo pronti a fare la nostra parte, nelle sedi istituzionali e politiche deputate al confronto che dovrà essere costruttivo e operativo. Siamo consapevoli, di avere anche una congrua responsabilità nella costruzione di una Calabria nuova e diversa». 

«La nuova amministrazione regionale calabrese, quindi – ha concluso – metta in campo subito un confronto costruttivo con le forze sociali, con il Partenariato Economico e Sociale, perché: la Calabria non ha tempo da perdere e chi perde tempo fa perdere la Calabria». (rcz) 

Biondo (Uil Calabria): Regione istituisca Scuola di Alta Formazione professionale

Il segretario generale di Uil CalabriaSanto Biondo, ha proposto alla Regione di costituire «una scuola di alta formazione professionale per rinnovare la sua macchina burocratica e non rischiare di sprecare i fondi messi a disposizione dall’Europa per superare questa fase contingente segnata dalla pandemia da Covid-19».

Questa, per Santo Biondo, diventa una necessità non più rinviabile soprattutto alla luce delle distorsioni ancora presenti nel sistema sanitario regionale o in quello ambientale. Dieci anni di gestione commissariale della sanità non hanno risolto i problemi atavici del settore e, oggi, si chiede la fine del commissariamento.

«Ma, noi – ha spoegato – diciamo che neanche la gestione decennale del settore ambientale da parte della Regione ha prodotto gli effetti sperati. Noi, poi, non dobbiamo e non possiamo dimenticare la recente sentenza della Corte dei conti che, chiaramente, ci dice che è necessario potenziare le strutture burocratiche – un commissario senza personale è un commissario a scartamento ridotto – per riuscire a risolvere le problematiche ataviche della Calabria».

«Per questo – ha concluso Santo Biondo – siamo convinti che sia necessario avviare una nuova stagione concorsuale che sia in grado di rivedere la macchina pubblica regionale, immettendo al suo interno nuove risorse professionali». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil a confronto su Lavoro e Enti Locali con il PD alla Festa regionale de L’Unità

«Per risolvere il problema del precariato bisogna partire dalle leggi nazionali, prevedere le coperture necessarie e smetterla di usare questi bacini in tempi elettorali». È quanto ha dichiarato Santo Biondo, intervenuto al dibattito Al lavoro per la Calabria, a Catanzaro, nell’ambito della Festa de L’Unità del Partito Democratico, a cui hanno partecipato anche Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria, e Tonino Russo, segretario generale Cisl Calabria.

Presenti, Nicola Zingaretti, la candidata alla presidenza della Regione, Amalia Bruni, il commissario regionale del Pd, Stefano GrazianoAntonio ViscomiMaria Antonietta Sacco, Giuseppe Falcomatà, e Francesco Boccia.

«La Calabria è fuori legge in questo settore – ha evidenziato Biondo –. Bisogna stabilizzare questi lavoratori, la Regione dia corso alla realizzazione dei fabbisogni, ci metta i fondi e passi alla stabilizzazione di queste lavoratrici e di questi lavoratori che sono indispensabili per garantire i servizi ai cittadini. E dopo si avvii una nuova stagione concorsuale per rinnovare la Calabria».

Per quanto riguarda i tirocinanti, invece, il sindacalista ha sottolineato come «la soluzione trovata non ci convince affatto», e che si «deve fare chiarezza su questi lavoratori, si faccia uno screening per capire quale sia la loro posizione professionale per dare a tutti loro la giusta soddisfazione lavorativa».

«Gli amministratori pubblici – ha evidenziato – piuttosto che dare vita a concorsi per gli amici degli amici, si adoperino per dare il giusto spazio professionale a tutte queste donne è tutti questi uomini che, sino ad oggi, hanno fornito il loro valido contributo lavorativo».

Sposato, intervenendo, si è soffermato sulla necessità di inserire la Calabria in un piano nazionale di politiche di sviluppo ed industriali.

«Abbiamo voluto ed ottenuto la Zes – ha dichiarato Sposato – ma è rimasta un contenitore vuoto, privo di investimenti pubblici e privati. Serve rideterminare la funzione strategica del Porto di Gioia Tauro all’interno del Mediterraneo, vanno aperti e lavorati i container nei retroporti. Serve rideterminare la strategia degli altri porti calabresi. Occorre un grande piano di manutenzione del territorio con una cabina di regia tra Calabria Verde, protezione civile, consorzi di bonifica, Regione ed enti locali. Si potrebbero mettere in campo nuove politiche attive del lavoro e dare risposte a migliaia di precari e disoccupati».

«Sentire tutto l’appoggio del Partito Democratico per me è molto importante, perché è un partito strutturale di governo assieme al M5S: oggi (venerdì 17 settembre) Nicola Zingaretti, domani (oggi, 18 settembre) Michele Emiliano e domenica il segretario, Enrico Letta, legittimano il concetto di ricostruzione generale della coalizione e della Calabria» ha dichiarato a La Presse, la candidata Bruni. (rcz)

 

Cgil, Cisl, Uil: Campagna elettorale non ci ha convinto, serve confronto con i candidati

Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, rispettivamente segretari generali di Cgil CalabriaCisl CalabriaUil Calabria, hanno sottolineato come «la campagna elettorale, fino a oggi, non ci ha convinto, contrassegnata come è stata dalla presenza ingombrante della pandemia da Coronavirus» e che «sarebbe utile e costruttivo incontrare i candidati governatori, per entrare nel vivo delle problematiche ancora aperte in Calabria».

«Vorremmo farlo senza indugio alcuno per recuperare il tempo perso e sanare il deficit di discussione che, sino ad oggi, ha contrassegnato la storia di questa terra» hanno aggiunto i segretari, che hanno sottolineato come «l’appuntamento di ottobre riveste una importanza determinante per il futuro di questa regione ed è nostra convinzione, ormai maturata da tempo, che sia necessario riannodare i fili di un confronto serio, aperto, informato, di merito e costruttivo fra le istituzioni e le forze sociali e produttive calabresi».

Occasione migliore, per discutere con i candidati, è la giornata di sabato, giorno in cui saranno presentate, ufficialmente, le liste elettorali.

«Cgil Cisl Uil Calabria – hanno evidenziato – già da tempo hanno gettato le basi del confronto. Lo scorso Primo maggio, unitariamente, abbiamo presentato un documento approfondito, aperto ed inclusivo su quello che serve alla Calabria per agganciare il treno della ripartenza. Su quello che necessita a questa regione per avere un mondo del lavoro giusto, rispettoso delle leggi, dove il precariato e la prevaricazione non trovino casa. Su questo atto concreto, ad oggi, non abbiamo registrato riscontri dal parte del mondo politico e oggi, ad un mese di distanza dal ritorno alle urne, vorremmo capire quale sia il pensiero dei candidati alla guida della cosa pubblica calabrese sulle proposte avanzate dal sindacato in uno sforzo di analisi unitario».

«La Calabria, questo è bene ricordarlo – hanno proseguito – si appresta alle urne per il rinnovo inatteso del Consiglio regionale in un contesto difficile, contrassegnato dalla contingente crescita dei contagi da Covid-19 e, nell’imminente futuro, con la programmazione degli interventi sostenuti finanziariamente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  e, soprattutto, con la necessaria riprogrammazione dei fondi europei, operazione indispensabile quest’ultima per evitare di vanificare gli sforzi del passato e perdere definitivamente l’ingente dote messa a disposizione dall’Europa per la ricostruzione e il rilancio di questa terra».

«In questo contesto così drammatico, quindi – hanno concluso – appare necessario imprimere una forte accelerazione al confronto istituzionale. La Calabria, infatti, ha bisogno di partecipazione e discussione perché la situazione è tale che nessuno può pensare di andare avanti da solo, discriminando la logica partenariale per affrontare e risolvere i problemi di questa terra». (rcz)

Biondo (Uil Calabria) e Sità (Uilca): Fermare desertificazione bancaria per rilanciare Calabria con il Pnrr

Il segretario generale di Uil Calabria, Santo Biondo, e il segretario regionale di Uilca, Andrea Sità, hanno sottolineato l’importanza di fermare la desertificazione bancaria e industriale per rilanciare la Calabria con il Pnrr.

«Nel rapporto annuale L’economia della Calabria – si legge in una nota congiunta – presentato da Banca d’Italia il 21 giugno scorso, si afferma che, nella nostra regione, “le ricadute della crisi pandemica sul mercato del lavoro sono state rilevanti, annullando il modesto recupero dei livelli occupazionali che si era registrato a partire dal 2016” (unica regione d’Italia in questa situazione). Ma “in prospettiva, l’economia regionale potrebbe trarre impulso dai programmi pubblici avviati in risposta alla crisi pandemica, tra cui in particolare il Pnrr, soprattutto qualora questi riescano a incidere sui ritardi che condizionano il sistema produttivo calabrese».

«Per la Calabria, quindi – continua la nota – il Pnrr rappresenta l’ultima occasione per uscire da una condizione di isolamento e sottosviluppo. Ma la possibilità di agganciare il treno della ripresa non è affatto scontata, viste le forti carenze progettuali che contraddistinguono in negativo la politica e la Pubblica amministrazione locale, oltre alla carenza di dialogo con le parti sociali. In Calabria, poi, l’infrastruttura creditizia e finanziaria è continuamente indebolita dal fenomeno della desertificazione bancaria, che rischia di comprometterne la capacità di analisi, programmazione ed erogazione dei flussi finanziari attesi. Il rapporto Banca d’Italia fotografa, infatti, una struttura bancaria ampiamente deficitaria che, nel primo anno di pandemia, ha comportato un aumento del grado di esclusione finanziaria. Nel 2020 i comuni calabresi serviti da banche sono scesi del 7% (contro il 2% del resto d’Italia), gli ATM del 7% (1,5% in Italia) ed i bancari del 4% (2,5% in Italia)».

«Se l’analisi – hanno detto i sindacalisti – viene estesa all’ultimo decennio i numeri diventano ancora più drammatici: nel periodo 2010/2020 le Banche con sede in Calabria si sono ridotte del 60%; il numero di sportelli bancari è sceso del 29%. Sono stati ridotti del 17% anche gli sportelli Bancoposta, i comuni serviti da almeno una banca sono scesi del 30%, gli ATM del 18% ed i dipendenti bancari sono stati ridotti del 35%. Il comparto bancario, peraltro, è l’unico settore produttivo che, nel decennio considerato, presenta indicatori costantemente negativi». 

«Tutto questo è inaccettabile – hanno sottolineato –. La classe politica deve prendersi in carico, con la massima attenzione, l’importante vertenza del sistema del credito in Calabria che, incrociando l’abbandono del territorio da parte dei grandi istituti bancari con il rischio di tenuta delle banche del credito cooperativo, rischia il default in un momento storico che, invece, potrebbe rappresentare la chiave di volta per il nostro territorio».

«C’è, infatti – hanno proseguito – attraverso il Pnrr la possibilità di colmare un divario territoriale divenuto insostenibile. Per farlo la Calabria non ha bisogno di interventi a pioggia, ma di strade, scuole, ospedali, sostenibilità, politiche per attrarre le imprese ed i giovani (sempre più in fuga dalla regione). Per realizzare tutto ciò serve un sistema bancario efficiente e coerente con questi obiettivi. Un sistema bancario che contrasti l’esclusione finanziaria ed aiuti Enti, imprese e famiglie calabresi ad uscire dalla marginalità attraverso l’implementazione dei progetti legati a Pnrr e Recovery Plan. Il punto di partenza di questa strada che conduce alla ripresa non può, quindi, prescindere dal contrasto alla desertificazione bancaria.  Un sistema bancario forte, radicato sul territorio, rappresenterebbe l’asse portante della ripartenza del territorio, delle famiglie che lo abitano e delle imprese che vi ci investono». 

«Ma in Calabria – hanno detto Biondo e Sità – la ritirata delle banche non facilita la realizzazione di una infrastruttura creditizia che operi in questo senso. Le banche stanno chiudendo sportelli e riducendo il personale, perlopiù nelle zone meno ricche della regione che così, tuttavia, diventano ancora più marginalizzate ed a rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata che, facendo leva sulla debolezza del sistema bancario, mira ad acquisire interi settori dell’economia regionale».

«Davanti a questo stato di fatto – hanno detto ancora – non possiamo che chiedere al Governo di esercitare un’azione di moral suasion nei confronti dei grandi gruppi bancari ed industriali, per fermare la desertificazione economica e produttiva della nostra regione, evitare il rischio di una nuova pesante emorragia occupazione, allontanare la sventurata ipotesi di un blocco occupazionale di prospettiva e di regalare la Calabria agli interessi della criminalità organizzata». 

«Abbiamo iniziato a denunciare questa situazione da tempo – hanno concluso – ma occorre anche un intervento serio da parte della politica e delle Istituzioni che intraprendano un percorso di valorizzazione anche dei Confidi e delle partecipate che si occupano di finanza e sviluppo del territorio. Del resto, proprio la finanza responsabile offre gli strumenti in grado di perseguire un modello di sviluppo sostenibile in termini socio-ambientali. Il problema della desertificazione bancaria, in definitiva, non è solo il problema della categoria dei bancari, ma è il problema di tutti noi.  Affrontare questo problema faciliterà il raggiungimento degli obiettivi del Recovery Plan e consentirà di disegnare un futuro di speranza per la Calabria ed il resto del Paese». (rcs)

Rifiuti, la Uil “bacchetta” l’assessore regionale all’Ambiente De Caprio

La Uil calabrese, per voce del suo segretario generale Santo Biondo, “bacchetta” l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio sul problema – irrisolto – dei rifiuti. «L’assessore De Caprio – afferma Biondo – dica, prima di passare il testimone a chi ne prenderà il posto ai piani alti della Cittadella regionale, ai calabresi e al sindacato cosa ha fatto nel lasso di tempo in cui ha gestito l’assessorato competente e, soprattutto, quali siano i progetti futuri che la Calabria metterà in campo per mettere a sistema il settore dell’igiene ambientale.

La Calabria rischia, per l’ennesima volta, il default del sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti. Per sopperire alle carenze strutturali, ataviche e sino ad oggi ancora irrisolte, sono state avviate interlocuzioni per spedire i rifiuti lontano dai confini regionali.

Con l’arrivo della stagione estiva, poi, il problema potrebbe amplificarsi e lo scenario, già degradante, di città invase dai rifiuti potrebbe amplificarsi a dismisura. Soprattutto per i grandi centri della nostra regione è necessario un surplus di attenzione nei confronti del sistema dell’igiene ambientale.

Invece, ad oggi nessuno ha il quadro completo sul come chi ha la gestione della cosa pubblica in questa regione intende portare fuori il territorio da questo vicolo cieco, di come si intenda risolvere definitivamente un problema che pregiudica la qualità della vita della quasi totalità dei cittadini calabresi e mortifica la propensione turistica della nostra regione e rischia di aprire le porte al malaffare e di produrre lavoro precario e poco normato. Nel settore rifiuti migliaia i posti di lavoro calabrese, che sono messi sotto stress dai ritardi stipendiali e per via di un sistema ambiente inefficiente e che fa acqua da tutte le parte. Rispetto a questa importante ferra del mercato del lavoro privato calabrese, da molto tempo denunciamo forte la nostra preoccupazione

Ad oggi, ancora, non si è provveduto a risolvere la cronica carenza di impianti moderni ed efficienti in grado di smaltire – in maniera pulita e corretta – i rifiuti prodotti in Calabria. Si attende, poi, da sette anni che le previsioni della legge regionale numero 14 vengano applicate ed il sistema trovi una organizzazione ottimale. Gli Ato non sono stati ancora definiti e degli ecodistretti non si ha più notizia.

Nel frattempo, però, cresce il peso delle tasse sulle tasche dei calabresi, così come aumenta il dato relativo all’evasione delle Tari da parte dei contribuenti regionali. Vi è poi il rischio concreto che il peso delle tasse possa aumentare per la crescita dei costi legati allo smaltimento dei rifiuti fuori regione».  (rcz)

Intesa tra Regione e sindacati per l’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario

Una importantissima intesa è stata siglata, tra il commissario della Sanità, Guido Longo, il dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Giacomino Brancati, e una delegazione delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) per l’erogazione dell’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario.

Secondo lo schema concordato con i sindacati, si prende atto che «è stata attivata, ed è tuttora in corso, la verifica puntuale presso ogni azienda sull’effettivo utilizzo delle somme, attività già programmata e che presumibilmente portata a termine entro il 10 luglio 2021, mediante confronto operativo con gli uffici contabili».

«Una volta rese disponibili le risultanze di rendicontazione – si specifica – saranno date indicazioni alle aziende per l’erogazione delle somme stabilite nell’accordo».In merito a questa vertenza, il dg Brancati ha anche evidenziato che «è già presente un preciso riferimento all’accordo sottoscritto in materia il 6 luglio 2020 negli atti regionali».

Durante il confronto, infine, sono stati affrontati anche altri temi del comparto: programmazione sanitaria, piano dei fabbisogni e assunzioni, precariato, sanità privata e accreditamento. (rcz)