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Bergamotto di Reggio Calabria

Il Bergamotto è “di Reggio Calabria”: un impegno per la corretta denominazione

Può sembrare una cosa di poco conto, ma in realtà la “battaglia” per la corretta denominazione è appena iniziata: il principe degli agrumi – che cresce solo da Scilla a Monasterace – ha un solo nome “Bergamotto di Reggio Calabria”. Sbagliato chiamarlo in altra maniera, solo “bergamotto” o, peggio, “bergamotto di Calabria”. È la salvaguardia di un’identità territoriale che serve a caratterizzare le tipicità proprie di un’area: si dice nduja di Spilinga, caciocavallo di Ciminà, cipolla rossa di Tropea, e via discorrendo, solo per il bergamotto – senza ragione – spesso sono in tanti a dimenticare di indicare la denominazione completa “di Reggio Calabria”.

Su questo tema e sulle prospettive del bergamotto di Reggio Calabria ha raccolto ampi consensi il dibattito che sì è svolto nell’ambito di Scirubetta, la festa del gelato in corso sul Lungomare di Reggio. A parlare del principe degli agrumi il prof. Pasquale Amato, apprezzato storico e convinto coordinatore del neonato Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria, il presidente della Camera di Commercio di Reggio, Ninni Tramontana, in veste di presidente della Stazione sperimentale delle Essenze, e il giornalista Santo Strati, direttore di questo giornale, che ha moderato il dibattito. Sono intervenuti anche Marco Mauro, il mastro gelatiere Davide De Stefano (tra i promotori di Scirubetta) e il presidente dell’APAR, l’Associazione dei pasticceri reggini, Angelo Musolino.

Che il Bergamotto di Reggio Calabria sia un “dono di Dio” per la città lo attestano i dati dell’export snocciolati dal presidente Tramontana: dei 250milioni di euro che arrivano dalle esportazioni della città, oltre 100 vengono dall’essenza di Bergamotto di Reggio Calabria. Di cui, tra l’altro, si stanno scoprendo ogni giorno di più i suoi molteplici utilizzi non solo in campo medico (con certificate proprietà anticolesterolo e antiossidanti) ma in quello agro-alimentare (con succhi e derivati) e soprattutto in quello gastronomico. Dei 40 gelatieri che hanno proposto a Scirubetta nuovi e originali gusti, 11 hanno utilizzato il Bergamotto di Reggio Calabria per conferire alle proprie creazioni il magico e straordinario sapore e profumo inconfondibile del principe degli agrumi.

Il giornalista Strati ha motivato il dibattito sulla esatta denominazione del principe degli agrumi: il prof. Pasquale Amato ha spiegato il perché è stata data vita a un apposito Comitato per la salvaguardia, la tutela e la promozione del marchio originale nella sua completezza: «È assurdo e intollerabile – ha detto Amato – che non si voglia mettere in evidenza l’esatta provenienza del frutto che è un’unicità territoriale. La denominazione completa ‘Bergamotto di Reggio Calabria’ contraddistingue in maniera incontrovertibile l’origine e mette in guardia da tanti, fallimentari, tentativi di imitazione. C’è chi parla addirittura di bergamotto di Sicilia (ed è un falso perché la coltivazione attecchisce solo in questa fetta di terra che appartiene alla provincia reggina) o peggio “bergamotto di Calabria” lasciando intendere che sia una specificità regionale, il che è vero ma nell’abito della sua corretta denominazione. È una campagna di valore culturale questa del marchio nella sua definizione corretta e le tante adesioni che stiamo raccogliendo come Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria confermano che siamo nel giusto: sono davvero significative le tante attestazioni di simpatia e di impegno a questa campagna che arrivano da aziende (che hanno già provveduto a correggere etichette senza l’indicazione “di Reggio Calabria”), da protagonisti del mondo del cooking (anche grandi chef), da personalità della cultura. La regginità del Bergamotto è fuori discussione e allora chiediamo che non solo sia riconosciuta e specificata, ma cerchiamo di promuovere con essa la ricchezza del nostro territorio, delle nostre tradizioni, della nostra storia».

Il dibattito a Scirubetta
Il dibattito a Scirubetta sul Bergamotto di Reggio Calabria: da destra, Ninni Tramontana, Santo Strati e Pasquale Amato

Il presidente Tramontana, dal canto suo, oltre a indicare gli aspetti economici della coltivazione del Bergamotto di Reggio Calabria, ha spiegato come la Stazione sperimentale delle Essenze (una delle otto presenti in Italia) sia avviata a vivere una nuova primavera. Riaperta la biblioteca, che contiene migliaia di volumi sugli agrumi, con preziosi e rari libri proprio sul Bergamotto di Reggio Calabria, in via di riapertura l’orto botanico annesso alla Stazione delle essenze, e presto ci sarà una nuova riorganizzazione per rispondere alle rinnovate esigenze dei produttori.

La parte “dolciaria” ha raccolto le testimonianze di Davide De Stefano (Gelato Cesare) che ha sottolineato la presenza a Scirubetta di due gelatieri giapponesi affascinati dal Bergamotto di Reggio Calabria, e da Angelo Musolino che ha portato il saluto dei pasticceri partecipanti a Scirubetta, sottolineando l’orgoglio di tutti a lavorare al meglio il principe degli agrumi. Sua maestà il Bergamotto di Reggio Calabria. (mp)