ROCCELLA (RC) – Nick Mason al Teatro il Castello, partiti i sopralluoghi

Mancano ancora diversi mesi ma l’attesa per il grande evento è tanta. Sono già partiti, infatti, i preparativi tecnici per lo storico live del prossimo 24 luglio al Teatro Il Castello di Roccella Jonica di Nick Mason con il suo Nick Mason’s Saurceful of Secrets, il super gruppo con cui il leggendario musicista e cofondatore dei Pink Floyd riporta dal vivo la musica del mitico gruppo rock britannico.

Si è svolto ieri, infatti, il sopralluogo presso la struttura che ospiterà l’evento da parte del promoter Ruggero Pegna accompagnato da alcuni suoi tecnici, insieme al consigliere comunale delegato Domenico Cartolano. Constatate le ottime condizioni di camerini, spalti e servizi, sono stati confermati alcuni lavori di adeguamento del palcoscenico che saranno eseguiti dal Comune proprio per ottemperare ai requisiti richiesti da alcuni grandi eventi. Con Nick Mason, ci saranno l’altro Pink Floyd Guy Pratt al basso, Gary Kemp, chitarrista degli Spandau Ballet, Lee Harris, chitarrista dei Blockheads e Dom Beken, pianista dei Transit Kings.

Dopo i concerti di stelle come Carlos Santana, Tina Turner, Sting, Elton John, James Taylor, Simple Minds e moltissimi altri organizzati in Calabria, tra cui numerosi eventi televisivi originali, il promoter lametino continua a sorprendere gli amanti calabresi della grande musica.

«E’ un Teatro suggestivo e prestigioso per la sua storia, grazie anche agli eventi del Festival Jazz che legano la sua immagine a grandi musicisti – afferma Pegna – Qui ho effettuato, tra gli altri, l’ultimo concerto di Fabrizio De Andrè nel ‘98, di cui ancora si parla, e non c’è alcun dubbio che l’evento Nick Mason resterà tra quelli storici per tutta la Calabria. Ringrazio il sindaco Vittorio Zito per la collaborazione, la Città Metropolitana di Reggio per il Patrocinio e il Presidente Roberto Occhiuto per aver condiviso l’importanza di questo concerto nella linea dei Grandi Eventi di promozione della Regione. La risposta degli appassionati dei Pink Floyd e del grande rock è stata entusiasta e mi auguro – conclude Pegna – che possa essere una serata davvero indimenticabile, foriera di altri eventi dello stesso massimo livello».

L’evento farà parte di “Fatti di Musica 2024”, la 38° edizione del Festival-Premio del Miglior Live d’Autore nazionale e internazionale da lui ideato e diretto.

In questo concerto-evento, Nick Mason, l’unico Pink Floyd sempre presente nel gruppo, ripercorrerà alcune pagine straordinarie di quella che è considerata una delle massime rock band della storia. Dopo aver pubblicato il libro “A personal history of Pink Floyd”, Mason ha deciso di riportare in tutto il mondo alcune delle perle che hanno segnato il rock e la cultura musicale a livello planetario, consacrando i Pink Floyd tra le band cult più influenti di tutti i tempi. In scaletta una ventina di brani mitici, alcuni del periodo iconico segnato dalla “leggenda” di Syd Barrett, da “Insterstrellar Overdrive” e “Astronomy Domine” del primo album “The Piper at the Gates of Dawn”, a “One of These days” tratto da “Meddle”, da “Saurceful of Secrets” a “Point Me at the Sky” di David Gilmour e Roger Waters. Ed ancora brani di altri album unici come Ummagumma e Atom Heart Mother. Con i Nick Mason’s Saurceful of Secrets, nel 2020 Mason ha anche pubblicato l’album Live at Roundhouse. Imponente l’allestimento scenico.

La prevendita die biglietti prosegue su Ticketone e nei punti autorizzati. Per informazioni tel. 0968441888, www.ruggeropegna.it. (rrc)

I Castrum si aggiudicano il premio nazionale Folk & World

Un altro grande successo per la musica calabrese. I Castrum sono i vincitori del Premio Nazionale Folk & World e salgono sul podio di questa settima edizione insieme alla cantante salentina Consuelo Alfieri e il duo formato da Beppe Dettori e Raoul Moretti.

Nata nel 2015, la manifestazione dedicata a band ed esperienze italiane attive nel folk e nella world music, è promossa e ideata dall’Aps Sud Ethnic in collaborazione con Li Ucci Festival di Cutrofiano, Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, Festival di Musica Popolare di Forlimpopoli e in partenariato con il magazine online BlogFoolk.

I Castrum ottengono un altro importante riconoscimento per la loro musica e la loro carriera. Un premio fuori Regione che arriva dopo il meritato successo durante il Gran Premio Manente 2023 con il primo premio assoluto con il brano e il video di “Scrucchi Castruviddari”.

Giovani del cosentino nascono nel settembre del 2015 dopo la militanza all’interno del gruppo folcloristico del loro paese d’origine, Castrovillari, un paese ai piedi del Pollino ricco di tradizioni e canti d’origine popolare.

Varie vicende segnano il percorso della band, tanto da avere una vera e propria evoluzione a livello musicale durante questi anni. Tradizione e Innovazione sono le due parole chiave da tenere a mente durante le serate dei Castrum. Toccando vari punti dell’Italia con i loro concerti, si sono distinti nel 2016, partecipando al concorso di musica popolare organizzato dalla Fitp a Ravenna nel Teatro Rasi classificandosi al secondo posto e partecipando a vari festival, uno tra i più importanti riconosciuto in tutto il mondo il Festival Internazionale del Folklore (per ben 2 volte) che si tiene a Castrovillari da oltre 30 anni. Vincitori del contest “Sila music fest” edizione 2019 hanno partecipato al concerto di Clementino, mentre il 31 dicembre 2019 il gruppo ha aperto il concerto della Notte di Capodanno a Cassano all’Ionio a Stash e i The Kolors.

Il premio Folk & World vedrà il suo momento pubblico a settembre 2024 durante la quattordicesima edizione de Li Ucci Festival che quest’anno quindi accoglierà anche i Castrum come ambasciatori della cultura musicale del sud Italia attraverso l’attenta “rivisitazione” di canti e balli della tradizione ma anche con brani inediti scritti dal leader del gruppo Carmine Mazzotta.

Gli artisti calabresi saranno in ottima compagnia con i vincitori delle altre categorie del premio e cioè Consuelo Alfieri che conquista il “Premio Nazionale Folk & World – Nuove Generazioni“, dedicato agli under 35 mentre il “Premio Scuola musica popolare” è stato assegnato al duo formato dal cantante e chitarrista sardo Beppe Dettori, già voce dei Tanzenda, e dall’arpista italo svizzero Raoul Moretti.

Nel corso delle precedenti edizioni il Folk & World è stato vinto da Armonauti, Canusìa e Tramas (2015), Sleego, Hosteria di Giò, N. Espiral e, con premi extra, Sancto Ianne e La Sornette (2016), Mi Linda Dama, Luigi Palumbo & Aquarata, DiaDuit (2017), Behike Moro, Lamorivostri, Soballera (2018), Dahlia, Saber System, I Trillanti e Civico 22 (2019). Manutsa, Ensemble Terra Mater, Amakorà e Coro Farthan (2022).

I Castrum con Carmine Mazzotta alla voce e alle chitarre, Camillo Maffia alla fisarmonica, Fabiano Perrupato al basso, Fabio Malomo alle percussioni e Raffaella Maritato alle danze popolari lavorano intanto all’uscita di nuovi brani inediti e a loro spettacolo dal vivo che li porterà in giro per l’Italia durante tutto il 2024. (rcs)

E’ uscito il 10 gennaio “Mediterranean Secrets” di Daniele Fabio

È uscito il 10 gennaio il nuovo lavoro discografico di Daniele Fabio, “Mediterranean Secrets”, realizzato con il contributo di Nuovo imaie, all’interno della programmazione “Nuove Produzioni Discografiche 2022 – 2023” con l’etichetta “Movimental Classical” per gli editori “Fuori Rotta”.

Atmosfere antiche e innovazione per una sinergia di musica e voce che lascia i brividi sulla pelle. L’intera idea musicale del lavoro si forma nella composizione strumentale in cui alla chitarra si uniscono man mano sia strumenti appartenenti alla tradizione classica che a quella popolare, come archi, voci, percussioni, bouzuky, chitarra arpa fino ad elementi di elettronica. Il linguaggio compositivo parte da sonorità diatoniche, modali e man mano si spinge verso armonie e forme più complesse realizzando l’immagine del mondo in musica, ovvero l’immagine del mondo mediterraneo.

«Continuo a raccontare il Mediterraneo – spiega Daniele Fabio – perché è un mondo di esperienze musicali e sinestetiche, dove la natura ha generato cultura e la musica si è evoluta in espressioni uniche, da cui traggo oggi la mia ispirazione. Il Mediterraneo è sonoro, multiculturalità, coloristico, come la tavolozza armonica su cui ho potuto giocare. La mia ricerca musicale va di pari passo con la ricerca dei valori che l’antichità di questa regione di terra e mare mi ha raccontato da quando ero bambino».

Abbracciato alla sua chitarra, Daniele Fabio ci trasporta dunque in una dimensione di sconfinata bellezza. Nel titolo il termine “segreto” assume diversi significati: da una parte il legame con le radici mediterranee, dall’altra la predilezione per la piccola forma, lo strumento solista o la piccola formazione cameristica, perché i “segreti” sono qualcosa da custodire, che devono conservare una piccola forma pur rivelando tesori immensi.

Le “piccole cose” possono essere salvaguardate, così la musica di questo album si pone come strada da scoprire. Dalle sensazioni dell’alba di fronte al mare all’epilogo sperimentale dove violoncello ed elettronica si incontrano, “Mediterranean Secrets” è come le onde del mare un movimento continuo di musica e armonia capace di coinvolgere pienamente l’ascoltatore in una struttura inedita e preziosa.

A prendere parte alla registrazione dell’album diversi musicisti: Francesco Magarò (percussioni in “Fattoush Sympathy”), Pasquale Allegretti Gravina (violino in “D’improvviso”), Giorgio Casati (violoncello in “Tre moti mediterranei senz’arco e un epilogo”), Matilde Pesenti (violoncello in “Nenia Calabra”), Ludovico Matteo Carangi (viola in “Nenia Calabra”), Roberto Noferini (violino in “Onirico”), Andrea Nocerino (violoncello in “Onirico”). Grande l’impegno degli editori Adriano Madera, Christian Borgoni e del Producer Raffaele Cacciola. (rcz)

SIDERNO (RC) – Esce il nuovo videoclip di Marco De Leo, “Troppe domande”

Il talento musicale non si può arrestare ed ecco che arriva un nuovo lavoro musicale. Dopo l’esordio con il brano, poetico e romantico, “Il tempo delle carezze”, Marco De Leo sta lavorando in questi giorni al videoclip della nuova canzone, “Troppe domande”, in uscita per il mese prossimo. Alla regia, ancora Bernardo Migliaccio Spina che, insieme a Marco De Leo, ha scelto le location, nella Locride, dove si stanno girando le ultime scene prima del montaggio.

Sempre nel solco dei sentimenti e del ripiegamento interiore, Marco De Leo, incline a un cantautorato intimista, racconta in musica quanto la solitudine possa essere pesante nel silenzio di una stanza e come possa trasformarsi nella paura di amare e, alla fine, di essere felici; mentre cantare diventa quasi un rifugio, una dimensione che lenisce il dolore.

E per il videoclip, il giovane cantautore di Siderno, con significative esperienze come attore al cinema e in teatro, annuncia la partecipazione speciale di una star di livello internazionale: «Una collaborazione di cui sono onorato e che mi riempie di gioia, ma non posso aggiungere altro. È tutto top secret fino all’uscita. Comunque manca davvero poco e spero che questo lavoro in cui credo tanto possa piacere ed emozionare come è accaduto a me scrivendo questa canzone». (rrc)

COSENZA – Arriva la seconda edizione del Festival del flauto

Un evento dedicato agli amanti della musica e, più in particolare, del flauto sta per arrivare. L’Associazione flautisti calabresi, guidata dal maestro Francesco Guido, apre le porte al nuovo anno con una programmazione che promette di trasportare il pubblico in un viaggio emozionale unico, celebrando il primo anniversario di attività dalla sua fondazione avvenuta con grande splendore il 14 gennaio 2023 presso la Casa della Musica di Cosenza. Un percorso artistico intenso, ricco di manifestazioni e di successi che hanno contribuito in modo significativo alla crescita culturale della nostra amata Regione.

Il fiore all’occhiello di questa nuova stagione è la seconda edizione del “Festival del Flauto”, sotto la magistrale direzione artistica del maestro Francesco Guido, con il patrocinio dei Comuni di Bisignano e Cosenza. Un evento imperdibile che si svolgerà il 15 gennaio presso la suggestiva Sala Quintieri del Teatro Alfonso Rendano, a partire dalle ore 9.00. La giornata sarà impreziosita da masterclass gratuite, tenute da autentici maestri del flauto di fama internazionale come Matteo Evangelisti, Roberta Presta, Eugenio Termine, Daniela Troiani e Gregorio Tuninetti. Un’opportunità unica per gli allievi selezionati e per gli appassionati che potranno seguirli come uditori.

Il culmine del Festival sarà coronato da due emozionanti concerti ad ingresso libero. Alle 12.30, il palco sarà dominato dai maestri Carmine Zuccarelli e Rossana Marchese. Alle 18.30, il concerto conclusivo chiuderà la giornata in bellezza, con i maestri protagonisti e la conduzione della giornalista Francesca Pecora. Un’occasione unica per immergersi nella magia della musica e celebrare insieme un anno di straordinari successi.

Il direttore artistico Francesco Guido: «L’Associazione è nata con l’intento di valorizzare questo strumento nel nostro territorio cercando di garantire, specialmente ai giovani flautisti, la possibilità di studiare, perfezionarsi e crescere nella nostra Regione portando alto il nome della Calabria anche oltre i confini territoriali. Abbiamo competenze musicali e culturali che non hanno nulla da invidiare ad altre realtà ed è per questo che la nostra associazione si impegna nella promozione di masterclass e iniziative che possano valorizzare i talenti calabresi. Lo spirito “rivoluzionario” dell’associazione consiste nel dar voce al nostro flauto creando un movimento senza precedenti che, nella sua autenticità e semplicità, si pone come obiettivi il confronto e l’unione delle idee».

Il 2023 è stato un anno trionfale per l’Associazione Flautisti Calabresi, che ha presentato la stagione concertistica “Castello in Musica” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bisignano. Questa partnership ha portato sul palco musicisti di fama internazionale, consolidando l’associazione come punto di riferimento nel panorama musicale. I corsi e le masterclass, con maestri del calibro di Davide Formisano, Alberto Navarra e Roberta Presta, hanno coinvolto allievi provenienti anche dall’estero.

«Il successo delle attività – osserva il maestro Guido – è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale di Bisignano, al dirigente dell’Ic “G. Pucciano” per l’uso dell’auditorium della scuola media e al generoso contributo della Bcc – Banca Mediocrati di Bisignano. La sinergia con altre associazioni, come l’Accademia Musicale “Gustav Mahler” di Trebisacce e Ama Calabria di Lamezia Terme, ha contribuito a creare un network solido e appassionato, rendendo possibili iniziative culturali di grande spessore».

Il Festival del Flauto 2024 si preannuncia come un momento imperdibile per gli amanti della musica. L’Associazione flautisti calabresi, con la sua dedizione e il suo spirito innovativo, dimostra che la bellezza della musica può davvero trasformare e arricchire la vita di tutti. Il Festival del Flauto è solo l’inizio di un nuovo capitolo destinato a lasciare un’impronta indelebile nella storia artistica della Calabria. (rcs)

Un successo il Concerto della Banda di Caulonia

di ILARIO CAMERIERI – Caulonia gode di una lunga tradizione musicale. Già nel 1883, il Comune stipendiava un maestro di musica per l’insegnamento alle giovani generazioni. Inoltre, annoverava valenti strumentisti che favorivano la formazione di un complesso bandistico in grado di esibirsi nelle piazze più importanti della Calabria. A dimostrarlo gli attestati inviati dai sindaci di città come Catanzaro o Gerace. Altresì, tra i più anziani cauloniesi ritorna la tradizione orale che la banda di Caulonia, chiamata ad esibirsi nella piazza di Reggio Calabria, nel mentre intonavano le note della Norma di Bellini, venuta meno l’illuminazione pubblica, il suo solista e, di seguito, anche gli altri strumentisti, continuarono imperterriti a suonare sino alla conclusione dell’opera.

La banda comunale cessò l’attività sul finire degli anni ’50 inizio ’60 dello scorso secolo  a causa della forte emigrazione che svuotò le case del borgo medievale.

I suoi componenti, prevalentemente artigiani, manovali e figli di contadini, lasciarono il loco natio per cercare fortuna altrove, molti dei quali oltre oceano e finanche in Australia, dove uno di essi, Ilario Garuccio sarebbe divenuto un famoso baritono.

Tradizione musicale che continuò con la “banda pilusa”, un gruppetto di musicanti superstiti che si ritrovavano nel periodo delle festività natalizie per intonare per le vie del paese le nenie del Natale. Oppure, in talune processioni di feste popolari minori. Ma ecco che sul finire degli anni ’60 sopraggiungeva alla Scuola Media di Caulonia un giovane insegnante di musica, Pietro DiMauro, originario di Castellammare di Stabia, già tromba del teatro San Carlo di Napoli. In quale si integrò facilmente. Inoltre, dopo qualche anno di permanenza sarebbe convolato a nozze con una giovane del luogo. Per i cauloniesi, imparare la musica gratis è stato un richiamo facile, soprattutto per molti giovani. Nel volgere di qualche anno la “scuola” di musica fu pronta per esibirsi e suonare marce di repertorio. Diversi giovani, inoltre, aiutati dal loro “maestro”, proseguivano gli studi presso il Conservatorio di Musica Francesco Cilea di Reggio Calabria diplomandosi, quasi tutti, per poi intraprendere la docenza nelle scuole senza, però, abbandonare la “banda del paese” che nel volgere di pochi anni avrebbe acquistato notorietà al punto di essere impegnata, anche in più “feste” contemporaneamente. Quindi, grazie anche alle competenze acquisite dai giovani diplomati, si avviava all’attività concertistica. Attività che, per volere del suo “maestro”, li portava a due momenti particolari durante l’anno, per concerti a titolo gratuito: il raduno estivo, durante il quale avrebbero suonato gli effettivi della banda ma anche quanti erano passati dalla “scuola” del maestro Di Mauro; il concerto di Capodanno nella chiesa Matrice. Soprattutto il secondo appuntamento avrebbe sublimato il legame della Banda con il paese. Soltanto la morte del suo mentore, Pietro Di Mauro, ha provocato qualche interruzione, ulteriormente aggravata dalle stagioni del Covid. Ma la scuola è sempre stata attiva. Infine, questo 2024 che dopo quattro anni di interuzione ha fatto riemergere la tradizione del concerto di inizio anno, pensato e messo in cantiere nel volgere di pochi giorni, il tempo di integrare le giovani leve e gli studenti presso il Conservatorio di Musica Francesco Cilea con  ai maestri di strumento diplomati o  laureati presso il conservatorio di Reggio Calabria. Strumentisti, già discepoli del maestro DiMauro, diversi dei quali apprezzati concertisti e insegnanti di musica nelle scuole di tutto il Paese. Un ritorno, per molti di loro che vivono quasi tutto l’anno lontani dal paese per motivi di lavoro, commisto di ricordi e rimpianti. Il cui rimpianto maggiore resta la dipartita del loro “maestro” di musica e di vita; ricordo che è stato salutato con un lungo applauso dal numeroso pubblico presente.

Nell’antico luogo di culto di origine medievale, fatto riedificare nel 1513 per volere del marchese di Castelvetere, Vincenzo Carafa, sul cui sfondo troneggia il mausoleo della famiglia napoletana, hanno risuonato le note di brani scelti di alcune tra le più importanti trascrizioni per banda musicale, quali: Novena – rhapsody for band di James Swearingen; A Cristmas festival di Leroy Anderson; Shahrazad di Rimskij Korsakov con gli arrangiamenti di Loreto Perrini; Valzer n. 2 di Dmitry Shostakovich; 1492: la conquista del paradiso di Vangelis (pseudonimo di Evangelos Odysseas Papathanassiou); Moment for Morricone per l’arrangiamento di Johan De Mej. Per concludere con Danubio Blu di Johann Strauss Jr. Tuttavia, il pubblico ha preteso il bis della musica di Morricone.

Nel corso dell’esecuzione sono emerse talune capacità e comptenze degli strumentisti e, soprattutto, la voce della giovane soprano Luisa Umbaca che, accantonato il suo sax soprano, si è prodotta nei vocalismi sulle musiche del compositore romano. (ic)

LA SCHEDA DEL CONCERTO

Direttore: Maestro Pietro Lamberto

Clarinetti: Susanna Panetta (diplomata), Giuseppe Prestininzi, Federica Cavallo, Ilaria Cavallo, Maria Lucia Sansalone (diplomata), Annalisa Arcadi, Alessia Lamberto;

Flauti: Gabriella Panetta,  Ilaria Lamberto;

sassofoni soprani: Luisa Umbaca (diplomata in canto), Alessandra Aromataris;

sassofono contralto: Francesco Scordamaglia (diplomato), Erika Appaone (diplomata);

sassofono tenore: Matteo Camerieri (diplomato)

sassofono baritono: Davide Simone (diplomato)

Trombe: Giuseppe Lamberto, Marco Panetta (diplomato), Domenico Calipari, Emilio Fameli;

Flicorni soprani: Andrea Lamberto, Giancarlo Panetta

Corni: Cosimo Lamberto

Tromboni: Ilario Roccisano (diplomato), Davide Ritorto

flicorno baritono: Luciano Roccisano (diplomato)

basso tuba: Paolo Suraci (diplomato)

Percussioni: Mario Candido, Ilario Cavallo, Giulio Sorace, Vincenzo Sorace

In rotazione musicale il nuovo singolo di L’Ennesimo, “Dirtelo”

Dal 5 gennaio 2024 sarà in rotazione radiofonica “Dirtelo” (Joseba Label), il nuovo singolo de L’ennesimo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 dicembre 2023.

“Dirtelo” è un brano che nasce dalla strada, dai treni di notte, dalle luci di Roma, dalla musica alta e dai gin tonic alle 3 del mattino. “Dirtelo” è Il bisogno genuino di tirare fuori tutto per sentirsi vivi un’altra volta, un bisogno raccontato con l’ironia di chi ha capito di non averci capito niente.

Suoni freschi e un ritornello che punta al tormentone rendono il pezzo un vero e proprio gioellino indie pop – uptempo con sfumature urban.

Prodotta da L’ennesimo (pseudonimo del cosentino Paolo Pasqua), e mixata da Federico Carillo, questa nuova canzone farà muovere la testa a ritmo mentre surfate per le strade della città.

Commenta l’artista a proposito del brano: «Dirtelo è Il bisogno di tirare fuori se stessi per sentirsi vivi un’altra volta, una corsa da dentro verso fuori che passa dai pensieri più profondi fino ad arrivare ai palazzi e alle strade della città, tutto raccontato con l’ironia di chi ha capito di non averci capito niente». (rcs)

CATANZARO – Epifania con Ron e Cosimo Damiano Damato

Chiude in bellezza la quarta edizione di “A farla amare comincia tu”, la rassegna natalizia del Comune di Catanzaro affidata alla direzione artistica di Antonio Pascuzzo.

Nel giorno dell’Epifania, sabato 6 gennaio alle ore 22 nella Chiesa di San Giovanni Battista, si terrà l’atteso incontro con Ron e Cosimo Damiano Damato dal titolo ″Diventerò me stesso – il racconto″.

L’evento era stato rinviato lo scorso 28 dicembre a causa della sopraggiunta indisponibilità dell’artista per ragioni di salute. La rassegna chiude i battenti nel solco di una sfida poetica che ha visto nel corso di quattro edizioni conciliare la riscoperta di luoghi storici o di culto del Capoluogo con performance live di grande qualità.

Concerti gratuiti, concepiti d’intesa con gli artisti per enfatizzare l’emozione del live con la grammatica dei luoghi: chiese, oratori, giardini comunali, sale consiliari, antichi palazzi nobiliari.

Lo scorso 30 dicembre, in migliaia hanno animato i vicoli del centro storico per assistere agli spettacoli itineranti offerti dalla seconda edizione della “Nakalaika”, la processione laica e artistica che ha l’ambizione di diventare un appuntamento fisso del Natale catanzarese. Il cartellone, dal 20 al 30 dicembre, ha scandito le festività con una serie di produzioni originali con ospiti d’eccezione come LuLa Pena, Alessandra Tumolillo, CiaoRino, Hoodoo Doctors & The Kazoompet Machine, Alan Sorrenti, Eman, Neri per Caso.

La musica di Ron è permeata da una grande letteratura visionaria, la sua poetica si fa architettura futura costituita da storie, persone, luoghi, parole e immagini a forma di canzoni.

“Diventerò me stesso – il racconto” vede Ron dialogare, fra musica e parole, con Cosimo Damiano Damato, in un viaggio intimo e poetico per narrare non solo la sua vita artistica ma anche il suo vissuto umano che si fa drammaturgia e storia di formazione e sguardo civile.

“Diventerò me stesso” è uno dei brani di Ron tratto dal suo ultimo album “Sono un figlio”. A scandire i dialoghi alcune delle perle di Ron eseguite in una versione acustica minimale ed essenziale, così come sono nate. Ad impreziosire il viaggio del racconto la lettura di Damato di alcuni testi segreti di Ron che rivelano la sua forza narrativa. Un sillabario di parole e canzoni per raccontare Ron, uno dei padri della musica d’autore italiana in un dialogo generazionale con Damato, artista civile dal linguaggio poetico. (rcz)

TROPEA (VV) – Domenica il concerto del pianista Andrea Fucà

Domenica 7 gennaio, a Tropea, alle 18.30, all’Auditorium Santa Chiara, si terrà il recital del pianista Andrea Fucà.

L’evento organizzato da AMA Calabria in collaborazione con l’Associazione Paolo Ragone è sostenuto dal Ministero della Cultura direzione Generale Spettacolo e con le risorse erogate ad esito dell’Avviso “per il finanziamento di Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura” e del Comune di Tropea.

Nel corso del recital il pianista Andrea Fucà eseguirà di Johann Sebastian Bach la Partita n. 2 in Do minore, BWV 826, di Ludwig van Beethoven la Sonata per pianoforte n. 30 in Mi maggiore, op. 109 e di Claude Debussy Isle Joyeuse. (rvv)

 

Esce il 16 gennaio il brano d’esordio di mantovano

Da martedì 16 Gennaio 2024 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “Tempi Interessanti”, il singolo d’esordio di Antonio Mantovano (il progetto musicale è firmato solo con il cognome in minuscolo: “mantovano”). La composizione è figlia del nostro tempo, è una ballata alternative rock che paradossalmente trae linfa vitale dalla non vita che siamo stati – e siamo – costretti a subire negli ultimi anni: eventi estremi come la pandemia e le guerre ci hanno condotto ad un vero e proprio senso di baratro imminente, di vuoto cosmico. Le liriche si lasciano fecondare da suggestioni quali solitudine, rabbia, distacco e disincanto, è un voler prendere le distanze da tutto ciò che di più disumano ci sta attanagliando.

«Viviamo tempi molto interessanti», afferma Christian Slater nei panni di Mr. Robot, nell’omonima serie televisiva – frase da cui mantovano si lascia ispirare traendo il titolo della sua canzone – che descrive una società individualista, che fa del denaro il fine ultimo, tratta tematiche di anarchia, rivoluzione e ribellione verso un mondo perduto: un luogo fisico che è stato abbattuto da reti digitali che aprono intorno a esse spiragli distopici. Mantovano è un artista indipendente, cantautore e musicista polistrumentista calabrese, laureato in Musicologia a Bologna dove presenta una tesi di laurea sull’alternative rock anni Novanta e le sue ripercussioni artistiche e culturali in Italia.

C’è particolare attesa per l’uscita del singolo anche a Sersale, in provincia di Catanzaro, dove è cresciuto e in parte sono radicate le origini dell’artista seppure nato a Cariati ma che si sente cittadino del mondo. In diverse occasioni, la Presidenza del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, per voce di Luigi Stanizzi, ha messo in rilievo proprio le opere di artisti sersalesi che si distinguono nel panorama internazionale nel campo della musica, della pittura, della poesia, della scultura.

Il climax esplicativo del singolo si manifesta con acuta intensità soprattutto nel ritornello, spazio in cui viene citato e parafrasato un passo de All’amato me stesso di Vladimir Majakovskij. Non è un caso: l’opera del poeta futurista descrive perfettamente il senso di sconfitta, impotenza ed inutilità dinnanzi all’essenza duale del mondo diviso tra bene e male, tra materiale e spirituale. Tempi Interessanti si porta avanti in un crescendo emotivo e sonoro facilmente percettibile, che giunge al suo culmine massimo nella parte finale, momento in cui l’autore non si risparmia dal porre una domanda e far riflettere il proprio interlocutore: “Tu sai fare altrimenti?”.

L’artista riguardo al brano commenta così: “È un processo introspettivo in cui si cercano risposte e si pongono domande, in cui tutto rimane sospeso, in attesa”. Mantovano in passato è frontman della band “Sebo” con cui pubblica due Ep – Ombre (2015) e SMAC (2016) – e conquista importanti traguardi come la condivisione del palco con artisti quali Rachele Bastreghi (Baustelle), Modena City Ramblers, Paolo Vivaldi, etc. Il mood sonoro di mantovano riflette un carattere antitetico, rivela un sound diretto e violento ma anche etereo e sognante, il tutto corroborato da atmosfere piacevolmente dark.

La sua penna tende ad uno stile molto spesso criptico, elegante e sarcastico, ma che di certo non denigra la leggerezza narrativa di una forma decisamente più diretta. Tempi Interessanti è il singolo d’esordio di Mantovano disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming da martedì 16 gennaio. (rcz)