COSENZA – Al Rendano il violinista premio Paganini 2021 Giuseppe Gibboni

Nuovo e attesissimo concerto per l’Orchestra Sinfonica Brutia che sabato 25 novembre, alle ore 19,00, al Teatro Rendano, diretta dal Maestro Fabrizio Da Ros, si esibirà nell’ambito della 44ma stagione concertistica dell’Associazione Musicale “Maurizio Quintieri” che, nella sezione dedicata ai grandi interpreti, ospiterà il violinista, acclamato in tutto il mondo, Giuseppe Gibboni, vincitore del Premio “Paganini” 2021. Il concerto, coprodotto dall’Associazione “Quintieri” e dall’Osb, chiude la 44ma stagione dell’Associazione musicale promossa in collaborazione con l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso. Vincitore del Premio Paganini 2021, Giuseppe Gibboni è il quarto italiano nella storia del prestigioso concorso e ha riportato il premio in Italia dopo 24 anni. Enfant prodige, il salernitano Giuseppe Gibboni, 22 anni, ha iniziato lo studio del violino a 3 anni.

A soli 14 è ammesso all’Accademia Stauffer di Cremona nella classe del M° Salvatore Accardo e riceve il Diploma d’Onore ai corsi di Alto Perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena tenuti dallo stesso maestro. Si perfeziona ulteriormente per cinque anni nell’Accademia Perosi di Biella nella classe del Maestro Pavel Berman. Attualmente continua a studiare nella classe del M° Pierre Amoyal al Mozarteum di Salisburgo. Giuseppe Gibboni suona un violino Balestrieri del 1752.

«E’ – ha detto di lui Salvatore Accardo – uno dei talenti più straordinari che abbia conosciuto. Possiede un’intonazione perfetta, una tecnica strabiliante in tutti i suoi aspetti, un suono molto affascinante e una musicalità sincera. Sono sicuro che avrà tutti i successi che merita».

Nel concerto del “Rendano” sarà eseguito il concerto per violino e orchestra n.1 in re maggiore opera 6 MS 21 di Niccolò Paganini, mai eseguito prima d’ora a Cosenza, e la Sinfonia n.4 in la maggiore “Italiana”, opera 90, di Felix Mendelssohn-Bartholdy. A dirigere l’Orchestra Sinfonica Brutia sarà, come detto, Fabrizio Da Ros, docente di Esercitazioni orchestrali al Conservatorio “Giacomantonio” di Cosenza ed allievo di Donato Renzetti, Alberto Zedda e Gianluigi Gelmetti. Da Ros dirige il repertorio sinfonico in importanti sale e nei festival di tutto il mondo. Nel suo percorso di continua crescita, anche dal punto di vista produttivo, l’Orchestra Sinfonica Brutia, rinnova con questo importante concerto, in programma sabato 25 novembre al “Rendano”, la collaborazione con l’Associazione “Maurizio Quintieri”.

Oltre alla serata di sabato, prevista, venerdì 24 novembre, alle ore 10,30, sempre al Rendano, una speciale matinèe, dedicata alle scuole della provincia, a riprova del grande impegno che tanto l’Associazione “Quintieri”, quanto l’Orchestra Sinfonica Brutia, stanno profondendo per promuovere la cultura musicale tra i giovani. E a questo proposito saranno presenti al concerto diversi ragazzi che fanno parte della Brutia Young. (rcs)

CATANZARO – La lirica pronta a tornare al Politeama con Cavalleria rusticana e Pagliacci

E’ iniziata la settimana che culminerà sabato 25 novembre con il ritorno della lirica al Teatro Politeama di Catanzaro e il debutto della nuova coproduzione delle Opere Cavalleria Rusticana e Pagliacci, firmata dal Sicilia Classica Festival e dallo stesso Politeama. Un’operazione ambiziosa che sta registrando tanta curiosità e partecipazione, come evidenziato dal direttore artistico Nuccio Anselmo verso un sold out che – grazie anche alla scelta di aprire il teatro con biglietti accessibili a tutti – rappresenta «un risultato che ci riempie di orgoglio e ci entusiasma ancora di più».

Un connubio artistico che vedrà la presenza dell’Orchestra filarmonica della Calabria, per l’occasione diretta dal maestro Aldo Salvagno, di origini salernitane, con un’esperienza trentennale nel panorama operistico italiano ed internazionale.

«Ho accolto con grande piacere e favore l’invito del Sicilia Classica Festival – ha dichiarato il Direttore d’Orchestra – con cui ho già collaborato nel 2018 e nel 2019 per ben 66 concerti in Cina. Cavalleria Rusticana e Pagliacci sono due Opere molto complicate, che ho diretto già tantissime volte, ma a cui riservo sempre l’attenzione particolare che richiedono, sia per le masse, che per le orchestre e i solisti».

Il cast di voci vedrà insieme cantanti di calibro nazionale ed internazionale. Per Cavalleria Rusticana: Natasa Kàtai, ungherese, soprano drammatico di agilità che si distingue per la voce imponente, tecnica solida, timbro e colore caldo, nel ruolo di Santuzza; Alberto Profeta, tenore di calibro internazionale, allievo del Maestro Luciano Pavarotti, con un’esperienza pluriennale nei maggiori Teatri d’Italia e all’estero, nel ruolo di Turiddu; Jorge Tello, nel ruolo di Alfio, baritono ispano- peruviano, cantante e attore poliedrico che si è esibito con grande maestria sia in ruoli drammatici che comici, integrando nella sua formazione musicale e vocale un’importante base tecnica recitativa; Marta Di Stefano, siciliana, mezzosoprano puro di calibro internazionale, con un’importante presenza scenica, ha perfezionato la sua tecnica con il Maestro Placido Domingo, si esibirà nel ruolo di Mamma Lucia; il mezzosoprano catanzarese Gabriella Aleo nel ruolo di Lola.

Per Pagliacci, si esibiranno: nel ruolo di Nedda, Isidora Moles, giovane soprano originaria della Serbia adottata da Roma, vincitrice di diversi premi internazionali tra cui il Fausto Ricci 2022, e con un vasto curriculum di livello internazionale alle sue spalle; ancora i sopra citati tenore Alberto Profeta, nel ruolo di Canio, il baritono ispano- peruviano Jorge Tello nel ruolo di Tonio e il tenore calabrese Lorenzo Papasodero, nel ruolo di Beppe; Giovanni Palminteri, baritono italiano dalle spiccate doti attoriali, allievo del Maestro baritono Lucio Gallo e con all’attivo un’intensa attività concertistica ed operistica sia in Italia che all’estero, nel ruolo di Silvio.

La regia, per entrambe le Opere, è affidata alla bravura di Francesco Ciprì, già tenore in diversi ruoli; le coreografie sono di Stefania Cotroneo, i costumi di Fabrizio Buttiglieri, infine si segnala la presenza del Coro Lirico Mediterraneo.

Per informazioni è possibile contattare il botteghino del teatro al numero 0961-501818 o consultare il portale https://www.politeamacatanzaro.net. (rcz)

Fatti di musica 2023 chiude con Peter Cincotti e Enrico Brignano

Si chiude con una settimana di eventi Fatti di Musica 2023, 37° edizione del Festival-Premio del Live d’Autore ideato e diretto da Ruggero Pegna, che si svolge ogni anno in varie località della Calabria. Si inizia lunedì con il concerto della popstar newyorkese Peter Cincotti e la sua band al Teatro Garden di Rende (Cosenza), poi martedì 28 novembre ci si posta al Teatro Rendano di Cosenza per l’Opera teatrale e musicale “Il Vajont di tutti – Riflessi di Speranza” di Andrea Ortis, evento dedicato al Rispetto dell’Ambiente realizzato con Art-Music&Co, per arrivare al fine settimana con lo show di Enrico Brignano, venerdì 1 e sabato 2 dicembre al Teatro Politeama di Catanzaro, in collaborazione con la Fondazione Politeama.

Peter Cincotti, tra i più apprezzati cantautori del panorama internazionale e fenomeno del pianoforte, riceverà a Rende il “Riccio d’Argento”, l’oscar del Festival realizzato dall’orafo crotonese Gerardo Sacco, per il nuovo album “Killer on the keys” dedicato ad alcuni grandi pianisti, come lui stesso ha sottolineato: «Dopo i diversi generi di album che ho scritto negli anni, ho pensato che fosse arrivato il momento di fare un omaggio ad alcuni dei miei pianisti preferiti. Artisti che io ritengo siano dei “Killers” ai tasti, da Scott Joplin a Billy Joel passando per Nat King Cole e Coldplay. Volevo radunare diverse generazioni di pianisti e generi e unirli insieme».
La popstar sarà a Rende con la sua eccezionale band: Tony Glausi, tromba, Joe Nero, batteria, Mark Lewandowski, basso.

Dopo Cincotti, spazio alla straordinaria Opera “Il Vajont di Tutti – Riflessi di Speranza”, l’emozionante pièce teatrale di Andrea Ortis, arricchita da attori, performers, momenti musicali, filmati d’epoca, effetti immersivi 3D, evento inserito nel progetto “Insieme per… l’Ambiente” dell’Associazione Art-Music&Co, con il Patrocinio di Legambiente Calabria. Due saranno le repliche nella magica cornice dello storico Teatro Rendano di Cosenza: la prima alle ore 10:00 per le scuole e serale alle 21:00.

Fatti di Musica 2023 si chiuderà, infine, sabato 1 e domenica 2 dicembre al Teatro Politeama di Catanzaro con il grande show di Enrico Brignano, vicino al tutto esaurito in entrambe le date. A lui sarà consegnato il “Riccio d’Argento” per il successo dell’intero tour. Il suo irresistibile “Ma… diamoci del tu!”, spettacolo scritto con Manuela D’Angelo, la collaborazione ai testi di Alessio Parenti e le musiche originali di Andrea Perrozzi, prodotto da Vivo Concerti, ha fatto registrare il sold out ovunque.

«E’ stata un’altra edizione da record – afferma il promoter Ruggero Pegna – contrassegnata da interazioni con altri festival, nuove e storiche proposte di musica d’autore italiana, da Geolier ad Aiello e Cammariere, da Mannarino a Carl Brave, alla Consoli, a numerosi altri; eventi eccezionali internazionali come i concerti degli Original Blue Brothers di Lou Marini, Tony Hadley, Peter Cincotti, Joe Bastianich, opere incantevoli come Van Gogh Cafè e fuori programma da record, tra cui Le Cirque Top Performers e lo show di Checco Zalone! Circa 100mila spettatori, tremilioni in 37 edizioni, a conferma che Fatti di Musica, oltre aver portato i grandi live in Calabria, continua ad essere il Festival regionale più prestigioso, con un format originale capace di intercettare eventi unici, tra i più belli, attesi e spesso irripetibili!».

I biglietti per i live in arrivo sono disponibili su www.ticketone.it. Per informazioni tel. 0968441888, www.ruggeropegna.it , tutte le pagine social del festival. (rcz)

PALMI (RC) – Tre brani inediti di Manfroce per la prima volta in teatro

Il “giallo” dell’opera scomparsa. Sabato 25 novembre, alle 18,15 l’associazione “Amici della Musica” presenta per la prima volta tre brani di Nicola Antonio Manfroce, il celeberrimo musicista e compositore calabrese d’epoca napoleonica, mai eseguiti in tempi moderni da un’orchestra. Per gli appassionati di musica classica si tratta di una occasione imperdibile che vedrà impegnata l’orchestra del Conservatorio di Vibo Valentia. Le musiche di Manfroce riecheggeranno nel teatro di Palmi che gli è stato intitolato. Un teatro riaperto dopo un quarto di secolo. I brani sono stati recuperati e studiati dal docente e compositore Domenico Giannetta che ne illustrerà i contenuti al pubblico atteso da tutta la regione. L’occasione è tuttavia doppiamente importante e ghiotta perchè offre lo spunto a studiosi e appassionati per riparlare di un’opera scritta da Manfrtoce e andata perduta. S’intitolava “Piramo e Tisbe” e raccontava di una storia d’amore finita tragicamente come era stato per la Giulietta e il Romeo immaginati da William Shakespeare. Un capolavoro quello di Manfroce cui a più riprese hanno accennato nel corso di un secolo e mezzo critici e ricercatori francesi . «Sarebbe straordinario» commenta Antonio Gargano presidente degli “Amici della Musica” di Palmi «riuscire a ritrovarne traccia». Ma chi era Nicola Antonio Manfroce?

I capelli castani e ricci, le labbra accentuate, la voce suadente e baritonale, il naso perfetto come se fosse disegnato da un scultore e gli occhi scintillanti, rivelatori d’una intelligenza fuori dal comune. Una intelligenza intuitiva e creativa accompagnata da una fisicità quasi perfetta Nicola era nato per stupire, per far innamorare uomini e donne di sé e delle sue geniali produzioni artistiche. Impresari musicali e nobildonne dell’Italia napoleonica se lo contendevano come se fosse un prezioso e introvabile gioiello. Lui le sette note le aveva in testa da quand’era nato in quella modesta casa di Palmi dove il padre e la madre si erano trasferiti dopo il disastroso terremoto del 1783. Domenico, maestro di cappella prima a Cinquefrondi, paese di origine e poi a Palmi, guidava gruppi musicali, impartiva lezioni e suonava in chiesa; e il figlio, Nicola Antonio, lo seguiva come un’ombra carpendone i segreti ed emulandolo. Domenico era orgogliosissimo di quel bambino talentuoso che la vita aveva regalato a lui e alla moglie dopo il dolore e le disgrazie cagionati dal sisma spaventoso che aveva ingoiato uomini e cose. Nicola aveva cominciato suonando timidamente il violino sulle cui corde inseguiva le scale imparate assistendo il genitore mentre si esercitava. Già ad 11 anni, con quei capelli arruffati e lo sguardo sognante, il bambino era così bravo da meritare di accompagnare il padre nelle suonate fatte davanti ai fedeli della Chiesa dell’Annunziata (oggi dei Monaci) di Palmi . E quando Domenico, con il suo gruppo di musicisti, fu invitato a tenere un concerto a Catanzaro si portò dietro il figlioletto inserendolo tra gli strumentisti. La presenza del piccolo artista innervosì il committente che chiese infastidito spiegazioni. Quando, tuttavia, la banda cominciò a suonare la bravura e la passione di Nicolino suscitarono la sorpresa e il compiacimento generale, tanto che al termine del concerto un commerciante danaroso propose al padre di finanziarne la trasferta e gli studi nel conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli.

Fu l’inizio di un’avventura straordinaria quanto breve che vide questo ragazzino e poi uomo conquistare alte vette di considerazione e popolarità. Nella Capitale del Regno dimostrò subito tutto il suo valore ai Maestri che tenevano lezione, tra i quali spiccava per fama Giacomo Tritto che lo lanciò nella composizione di musica sacra. Cinque anni dopo l’ingresso nel conservatorio, quando il celebre impresario Domenico Barbaja assunse la direzione dei teatri reali partenopei, Nicola fu incaricato di comporre l’aria “No che non può difenderlo” nell’ambito della cantata “Il Natale di Alcide” prodotta per celebrare, il 15 agosto del 1809, il compleanno di Napoleone Bonaparte.

Il musicista calabrese aveva dunque solo 18 anni, quando esordì con grande successo al “San Carlo” di Napoli. Chi lo avrebbe mai immaginato… Il genio di Nicola Antonio Manfroce, si spense per sempre a soli 23 anni, a Napoli, dove venne poi sepolto. A piangerlo, in segreto, furono tantissime donne, nobili e meno nobili, che egli aveva stregato nel corso della breve ma intensissima e sregolata vita. Pietro Maroncelli lo ha consegnato alla Storia del mondo e della Musica con una sublime orazione funebre: «Questo fu Nicola Antonio Manfroce nel compor musica celebrato maestro, di elevatissimo ingegno, caldo, buono e dolcissimo amico: magnanimo, generoso e al tutto veramente italiano. Pare che la sua eccellenza nella musica egli tenesse da proprio intrinseco e fisico abito… Oh buon Manfroce, che fosti sempre dolcissima parte di me medesimo, se nel bel tempo della vita ebbi mai teco alcuna grazia e se in cielo largamente t’arride il vivo sole che non patì mai sera, prendi in grado quest’ultimo fiore ch’io spargo su la tua tomba, e le lacrime vere che mi piovon dagli occhi per lo sconsolato abbandono in cui mi lasciasti, e per le recise speranze che doveano levar sublime al cielo la possente lira che fu dell’invilita Italia tornata bastarda! La quale in tale sventura pur con me insieme implora un tuo sguardo a tanto compianto lamento». (rrc)

TREBISACCE (CS) – Concerto del Duo Zuccarelli-Marcone all’Auditorium ex Fornace

Sabato 25 novembre 2023 presso l’Auditorium Ex Fornace di Trebisacce alle ore 20,30 avrà luogo, organizzato da Ama Calabria, in collaborazione con l’Accademia Gustav Mahler, un concerto del duo composto dal flautista Carmine Zuccarelli e dalla pianista Manuela Marcone. La manifestazione è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e con i fondi delle risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “per il finanziamento di Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

Carmine Zuccarelli nasce a Crotone il 14 novembre del 2000. Frequenta i corsi preaccademici in Flauto presso l’Accademia musicale “Gustav Mahler’’ di Trebisacce sotto la guida del maestro Francesco Martino, diplomandosi col massimo dei voti. Primo classificato in concorsi internazionali e nazionali: V Concorso Internazionale di musica “Gustav Mahler’’, VI Concorso Nazionale di musica “Magna Grecia”, III concorso per solisti under 35 “L. Vinci’’.

Partecipa inoltre a numerosi seminari e masterclass tenuti dai più alti esponenti del panorama flautistico europeo, tra cui Roberta Presta, Francesco Loi, Jean-Claude Gerard, Michele Marasco, Mario Caroli, Philippe Pierlot e altri ancora. Durante l’anno accademico 2021/22 consegue la laurea triennale in Flauto col massimo dei voti e la lode presso il conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, e seguentemente ottiene un posto nella classe del maestro Mario Caroli presso il conservatorio di Strasburgo in Francia.

Ѐ inoltre partecipe di numerosi concerti con l’orchestra sinfonica “Crr – Conservatoire à rayonnement régional” di Strasburgo diretta dal maestro M. Mendoza, saggi presso “Cité de la Musique et de la Dance”, e di concerti in formazione da camera presso “Musée des Beaux-Arts” di Tours. Di grande rilievo nella carriera del giovane flautista vi è la partecipazione all’audizione e la relativa vittoria presso la rinomata accademia orchestrale “Ojc – Orchestre des Jeunes du Centre” prendendo così parte alla stagione concertistica che ha avuto luogo nel Centro-Valle della Loira, dove si è esibito in luoghi di grande importanza storico/culturale come le cattedrali di Orléans e di Blois, i castelli di Plessis e Saumur.

Manuela Marcone si diploma al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano col massimo dei voti sotto la guida di Lucia Passaglia. Sin da giovanissima si è distinta in vari concorsi pianistici, tra cui: Concorso “F. Liszt” (1° Premio), Concorso “Città di Treviso” (3° Premio), Concorso di Esecuzione Musicale Caltanissetta (1° Premio). Si è esibita per importanti Associazioni Musicali, tra cui: “Accademia Filarmonica Romana”, “Amici della Musica” di Firenze, “Agimus”, “Estate Musicale” di Alghero, “Società Umanitaria” Milano. Si è perfezionata con i Maestri: Sergio Fiorentino, Alexander Lonquich, Konstantin Bogino. Si è dedicata con particolare attenzione alla Musica da Camera collaborando, tra gli altri, con i Maestri: Mario Ancillotti, Andrea Oliva, Giampaolo Pretto, Rien de Reede e Paolo Taballione. Attiva anche come camerista, è stata ospite della Giovane Orchestra d’Abruzzo a Dakar ed ha effettuato tourneè in Europa suonando in duo col flautista Tommaso Pratola, nonché suo figlio, a Colonia, Lussemburgo, Vilnius, Budapest, Varsavia, Bucarest, Berlino, Koblenz. Ѐ stata docente presso il Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila e presso il Conservatorio “Luisa D’Annunzio’’ di Pescara.

Durante il concerto saranno eseguite Syrinx di Claude Debussy, la Sonata in Sol maggiore H.564 “Hamburger’’ di Carl Philipp Emanuel Bach, il Madrigale per flauto e pianoforte di Philippe Gaubert, la Sonata per flauto e pianoforte, A. 503 di Gaetano Donizetti, l’Andante in Do maggiore, K.315 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Suite per flauto e pianoforte, op. 34 di Charles-Marie J. A. Widor e Il Pastore Svizzero di Pietro Morlacchi. (rcs)

CROTONE – La danza sulle note al pianoforte di Chopin arriva al Museo e Giardini di Pitagora

Venerdì 24 novembre alle ore 19:00 presso il Museo e Giardini di Pitagora di Crotone avrà luogo “Chopiniana”, il nuovo appuntamento della 44esima Stagione Concertistica organizzata dall’Associazione Musicale “M. Quintieri”, con il sostegno del Mic e della Regione Calabria.

“Chopiniana” trae spunto dalla trama dallo storico balletto classico “Le Silfidi” creato da Mikhail Fokine nel 1908, un balletto che si svolge in un bosco alla luce della luna. Qui, un giovane poeta in cerca di ispirazione, danza sulle note di Chopin insieme alle Silfidi, magiche ninfe o spiriti dell’aria che abitano i boschi.

L’Opera di Fokine si inserisce nella tradizione del balletto romantico in bianco (ballet blanc) che accentua il ruolo delle ballerine quali protagoniste principali del balletto con un defilamento del ruolo maschile. Il coreografo Salvatore De Simone, per la compagnia Create Danza, riattualizza l’idea di questo balletto romantico attraverso la danza contemporanea, il poeta della trama originaria è messo in risalto dalla presenza del maestro accompagnatore Andrea Bauleo che guida tutta la pièce dal vivo, con la musica intramontabile di Chopin, suonata al pianoforte. Le ninfe in bianco diventano invece uomini e donne che incarnano creature fantastiche, vestiti e dipinti di nero quasi a rappresentare quel lato più oscuro ed evocativo della notte, i cui panorami stellati e le fasi lunari inducono i danzatori a celebrare la vita, le passioni, i desideri e l’amore.

L’evento è una coproduzione dell’Associazione Quintieri, Associazione Italìa&Co e Ramificazioni Festival. Il concept è ideato da Filippo Stabile, alla regia e alla coreografia vi è Salvatore De Simone, gli interpreti saranno Marianna Chiarelli, Elena Mandolito, Carola Puglisi e Filippo Stabile. Al pianoforte Andrea Bauleo.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con il Consorzio Jobel, è l’ultimo del 2023, ma sono già in via di definizione gli spettacoli da realizzare in collaborazione per l’anno 2024.

CATANZARO – Al Teatro Politeama si apre Opera & Danza con Baroque Suite

Domani sabato 18 novembre si aprirà la rassegna “Opera & Danza” al Teatro Politeama di Catanzaro con “Baroque Suite”, il nuovo spettacolo co-prodotto da Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia, che debutta per l’occasione in prima nazionale a Cosenza e a Catanzaro. Un appuntamento per cui la Fondazione Politeama ha inteso favorire la massima partecipazione con biglietti accessibili a tutti e promozioni speciali al botteghino fino all’inizio della serata.

Un atto unico per la danza contemporanea, le arti performative e la musica classica barocca, per la regia di Filippo Stabile. La Compagnia Create Danza di Cosenza incontra la Compagnia Colonna di Firenze e la Damnedancers di Roma per una nuova e inedita creazione ispirata al Barocco Europeo, un connubio raffinato messo in risalto dalla musica dal vivo dell’Orchestra Sinfonica Brutia di Cosenza diretta dal Maestro Patrizio Germone e con alcune incursioni di Musica Elettronica a cura del Maestro Francesco Perri. Un progetto che vede in scena 30 musicisti, la Soprano Tonia Langella e un corpo di ballo di 30 elementi, in cui passato, presente e futuro danzano riflettendosi nei lampi luminosi e nelle forme fluide tra la danza contemporanea, le danze urbane le arti performative aeree come la pole dance e il cerchio aereo.

L’aspetto fondamentale dello spettacolo è l’attenzione allo spettatore, al suo coinvolgimento emotivo, la sua partecipazione attiva. L’opera, ha la funzione specifica di suscitare un sentimento, di provocare una reazione, tutto concorre quindi alla presentazione, la luce, l’allestimento, l’effetto sorpresa e a volte persino la dissolvenza. Il termine barocco viene applicato all’arte del seicento già a partire dal XVIII secolo, assumendo un significato dispregiativo indicando un’arte esagerata e bizzarra, anticlassica. Un significato che soltanto in tempi moderni viene in parte superato, riconoscendo il virtuosismo della produzione artistica barocca, la sua teatralità, il coinvolgimento attivo dello spettatore, la straordinaria ricchezza di forme e colori
L’arte barocca aveva il compito di toccare direttamente l’animo e i sentimenti della gente e per far questo era necessario che essa assumesse forme grandiose e monumentali. Proprio per questo motivo il progetto “Baroque Suite” ha l’ambizione di mantenere tutta l’essenza storica del Barocco immergendo il pubblico in uno spettacolo di suggestioni ed evocazioni in cui tutto diventa possibile, una piéce della durata di 55 minuti, che si configura come una proposta teatrale innovativa con caratteristiche coreografiche disruptive nel panorama teatrale, che vedrà danzatori e atleti di aerial nella stessa cornice, in scena sulle musiche di Vivaldi, Albinoni, Bach, Handel, Purcell, Lully.

Per informazioni è possibile contattare il botteghino del teatro al numero 0961-501818 o consultare il portale https://www.politeamacatanzaro.net. (rcz)

GIOIA TAURO (RC) – Sabato il concerto del duo pianistico Sevilla-Soria

Sabato 18 novembre, a Gioia Tauro, alle 19, a Le Cisterne, è in programma il concerto del duo pianistico Claudia Sevilla – Antonio Soria.

L’evento è stato organizzato da Ama Calabria in collaborazione con l’Associazione Musica Insieme. La manifestazione si realizza con il sostegno del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e con i fondi delle risorse risorse Pac 2014/2020 erogate ai sensi dell’Avviso Pubblico “eventi di promozione culturale” emanato dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

Claudia Siviglia, docente presso la “École International de Musique et Danse” di Casablanca (Marocco) dal 2018 al 2021, è entrata a far parte del gruppo di insegnanti di musica e arti dello spettacolo nel giugno 2021, con destinazione al CPM “Torrejón y Velasco” ad Albacete. Specializzata anche in fortepiano e musicologia, si è formata presso il CSM “Rafael Orozco” di Córdoba, École Normal “Alfred Cortot”, Université de la Sorbonne di Parigi (Master di interpretazione del fortepiano), studiando con Ramzi Yassa, Paul Blacher, Jeanne Roudet, Edoardo Torbianelli Albert Attenelle, Christopher Elton, David Kuyken, Hortense Cartier-Bresson, Denis Pascal e Antonio Soria, con il quale esegue concerti a quattro mani in Belgio, Italia, Francia e Spagna. Si è esibita in prestigiose sale tra cui l’Abbazia di Royaumont, Cité Internationale Universitaire (L’uccello di fuoco di Stravinsky), il teatro di La Coupole sotto la direzione di Adrian McDonnell, la Buñuel Hall del Colegio de España della Cité Universitaire de Paris.

Antonio Soria formatosi a Barcellona e Bordeaux con Ramón Coll (piano) e Francis Chapelet (organo), è stato influenzato da Vlado Perlemuter, Germaine Mounier, Ma Joao Pires, Alexis Weissenberg e Alicia de Larrocha, che descrive la sua registrazione del lavoro per pianoforte di Joaquín Turina, in 16 CD, come “Integral Histórica”. Si esibisce come solista in più di venti paesi con numerose orchestre e al fianco di artisti come Elena Obraztsova, Paul Meyer o Paul Badura-Skoda. Vincitore del concorso internazionale di interpretazione musicale “Paper de Música de Capellades” (Barcellona), ha un master e un dottorato presso l’Università di Valencia, un master in musicologia presso l’Università di La Rioja e professore di pianoforte presso l’Università di Valencia. CSMCLM e il Forum University Center Music di Madrid. E’ regolarmente memdro di Giuria in concorsi pianistici internazionali: Clara Haskil (Vevey), Porto, “Chopin” di Roma. In qualità di ricercatore ha pubblicato sull’International Journal of Music Education dell’ISME (International Society of Music Education).

Il programma dal titolo Rapsodie Espagnole prevede l’esecuzione della Sonata a 4 manos para piano en Sol M. di Joaquín Tadeo de Murguia, de La Procession du Rocio, op. 9 (nella trascrizione di Jacques Lerolle) di Joaquín Turina, Zapateado di Antón García Abril, Tres divertimentos sobre temas de autores olvidados di Xavier Montsalvatge, Sueño y Danza di Jorge Diego Fernández Valera e la Rapsodie Espagnole di Maurice Ravel(rrc)

PALMI (RC) – Nicola Piovani con la sua orchestra incanta il teatro Manfroce

«Quando si apre o si riapre un teatro è una festa nella stessa misura in cui quando si chiude è in lutto per il Paese. In Italia ci sono teatri che sono stato chiusi e che restano scelleratamente chiusi. Mi riferisco in particolare a Roma dove vivo. Quindi venire in un teatro riaperto, qui a Palmi, è davvero una gioia».

Il maestro Nicola Piovani, premio Oscar per la miglior colonna sonora de La Vita è Bella di Roberto Benigni nel 1999, ha commentato così la recente riapertura del teatro Manfroce di Palmi, edificato dall’ “imprenditore illuminato”, Rocco Sciarrone nel 1955. Qui si è esibito in occasione della nuova tappa del concerto “Note a Margine”, introdotto dal giornalista e scrittore Arcangelo Badolati e terminato come da aspettative con una standing ovation.

«Un altro appuntamento in Calabria dove per me l’attività di musicista esecutore di musiche teatrali è cominciata proprio nel lontano 1989. Su invito di Paolo Damiani suonai a Roccella Ionica. La Calabria è una terra meravigliosa che avrebbe bisogno di molta più attenzione», ha sottolineato il maestro.

Un evento da sold out, promosso nell’ambito della rassegna Synergia 48 organizzata dall’associazione culturale Nicola Antonio Manfroce di Palmi, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata con l’avviso pubblico Promozione Eventi Culturali 2022 della Regione Calabria. Il concerto è stato promosso in collaborazione con Ama Calabria.

«Già il titolo Note a Margine suggerisce il senso del concerto. Posti in un ordine casuale, senza un filo tematico, note, parole, divagazioni e curiosità racconteranno come sono nate le musiche che suoniamo. Come note sparse sul foglio, per nulla esaustive ma tracce di un racconto, aneddoti. Insieme a tre strepitosi musicisti, Marco Loddo, Marina Cesari e Vittorino Naso, diamo un senso teatrale a queste citazioni musicali», ha spiegato il maestro Nicola Piovani la cui carriera è stata scandita dal premio Oscar ma anche da una ricca produzione per il teatro e i concerti. Il fil rouge è stato sempre la musica.

«Non so rispondere alla domanda su cosa la musica rappresenti per me. Posso solo dire che essa viaggia insieme a me tutti i giorni, come la parola. Suonare e ascoltare musica sono atti per me essenziali», Così il maestro, premio Oscar, Nicola Piovani.

In più momenti dello spettacolo, il maestro, Nicola Piovani, pianista e compositore, si è intrattenuto con il pubblico con leggerezza e ironia.

Dal cinema al teatro passando per alcune composizioni da concerto. Queste le tappe di un crescendo di emozioni e in un intreccio di riflessioni sui musicisti che hanno suonato per una vita intera nell’oscurità, senza avere mai un’occasione, e su coloro che lo hanno fatto nella fossa dell’orchestra quando il cinema era muto. Poi ancora un accento sulla straordinaria attualità del mito greco.

Tutto inizia con la storia della Resistenza e con l’importanza della Memoria intonando la colonna sonora de
La notte di San Lorenzo (regia di Paolo e Vittorio Taviani 1982). Poi Caro Diario (Nanni Moretti 1993), La voce della Luna (Federico Fellini 1990), Prosciutto prosciutto (Jamon Jamon di Bigas Luna 1992) e La Vita è Bella (Roberto Benigni 1997), film vincitore di tre Premi Oscar. Con la migliore colonna sonora, anche miglior film straniero, miglior attore protagonista.

Non solo cinema ma anche teatro, con la musica per la trasposizione del romanzo d’esordio di Vincenzo Cerami Un borghese piccolo piccolo (1976) e il Tango della Cimice ispirata alla pièce teatrale di Vladimir Majakovskij. Spazio anche per la composizione con Il Pianino Delle Meraviglie, La melodia sospesa e per un tuffo nella mitologia e nella tragedia greca con Il volo di Icaro, Partenope e Sette contro Tebe.

Immancabile l’omaggio a De Andrè con Il Suonatore Jones arrangiato per l’album Non al denaro non all’amore né al cielo (1971). In chiusura ancora la memoria, anche se più recente, con la trilogia della plastica, scritta per musicare uno spot in tempo di Covid. (rrc)

TREBISACCE (CS) – Mercoledì il concerto della pianista Teresa Spatola

Mercoledì 15 novembre, a Trebisacce, alle 19, nella Sala Mahler, è in programma il recital della pianista Teresa Spatola.

L’evento è stato organizzato da Ama Calabria in collaborazione con l’Accademia Gustav Mahler.

La manifestazione è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e con i fondi delle risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “per il finanziamento di Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

Nel corso del suo recital la giovane pianista eseguirà la Sonata per pianoforte in mi minore, Hob. XVI/34, L. 53 di Franz Joseph Haydn, la Fantasia in Fa minore op. 49 di Fryderyk Chopin e la Sonata in fa minore n. 1 op. 1di Sergej Prokofiev.

Teresa Spatola nasce a Trebisacce nell’agosto del 1996 e all’età di otto anni si appassiona allo studio della musica presso l’Accademia musicale “Gustav Mahler” nella quale oggi collabora come insegnante di Pianoforte. Consegue la laurea specialistica di II livello col massimo dei voti e la lode sotto la guida del M Giuseppe Maiorca presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza. Nel 2022 si è esibita nelle stagioni concertistiche degli “Amici della Musica di Acri”, dell’Associazione “MusicaInsieme” di Rombiolo, a Cerisano per l’Associazione “Quintieri” di Cosenza e a Dipignano in duo con il violinista Petr Kasianov per la “Rassegna concertistica 2023” Concerti di Primavera. (rcs)