Ramificazioni 2023, prossime tappe a Polistena e Corigliano-Rossano

Una rassegna che sta attraversando tutta la regione con le proprie arti. Ramificazioni Festival 2023, la rassegna di danza contemporanea che sta portando il meglio delle arti coreutiche in Calabria, attraverso un calendario itinerante che tocca gran parte del territorio regionale, si apre al mese di dicembre presentando una settimana ricca di spettacoli.

Si parte sabato 1 dicembre all’Auditorium Comunale di Polistena (Rc) per un appuntamento realizzato come consuetudine in collaborazione con Dracma – Centro sperimentale d’arti sceniche, una serata dedicata ai soli d’autore che vede in programma i lavori di tre compagnie: alle 21:00 la Compagnia Oltrenotte di Lucrezia Maimone con “Zoologia”, alle 21:30 Sosta Palmizi di Andrea Rosato con “Infieri”, alle 21:45 Create Danza con “Full Bodies Empty Spaces” con protagonista la danzatrice Greta Martucci su coreografie di Filippo Stabile.

Nella prossima settimana Ramificazioni approda anche nella città di Corigliano-Rossano (Cs). Tre gli spettacoli in scena, tra domenica 3 e martedì 5 dicembre. Nella giornata di domenica, all’interno del chiostro della sede comunale di Palazzo Garopoli, una serata dedicata ai duetti. Ad esibirsi dapprima la compagnia romana Atacama, alle 19:30, con “La Danza della Realtà”, spettacolo che vede le coreografie di Patrizia Cavola e Ivàn Truol. “La Danza della Realtà” prosegue la ricerca ispirata all’universo di Alejandro Jodorowsky, partendo dalla lettura di “Cabaret Mistico” e delle brevi storie riportate nel libro, che le diverse culture e tradizioni filosofiche ci hanno lasciato: Sufi, Buddhiste, Alchemiche, Koan, Haiku, Zen, Tibetane. Tema centrale della performance è la complessità del vivere contemporaneo e la natura antica, ancestrale dell’uomo che permane anche nella contemporaneità. Fragilità, conflitti, relazioni, innocenza, violenza, velocità, ritmo incessante, poesia e grottesco si miscelano all’interno della pièce.

A seguire, Create Danza porterà in scena alcuni estratti di “Baroque Suite”, lo spettacolo coproduzione di Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia che ha debuttato nelle scorse settimane facendo registrare il sold-out sia al Teatro Rendano di Cosenza che al Politeama di Catanzaro, un atto unico per la danza contemporanea, le arti performative e la musica classica barocca, per la regia di Filippo Stabile, una creazione ispirata al Barocco Europeo, che vuole mantenere tutta l’essenza di questo periodo storico immergendo il pubblico in uno spettacolo di suggestioni ed evocazioni, tra danza contemporanea, danze urbane e arti performative aeree.

Martedì 5 dicembre al CineTeatro Metropol arriva una delle compagnie di danza contemporanea più interessanti su scala nazionale, Equilibrio Dinamico, con “Anastasia”, co-produzione realizzata con La luna nel letto, che prende in prestito la vicenda della donna che si finse Anastasia, figlia dell’ultimo zar di Russia per raccontare la mutevolezza dei ricordi reali e presunti di una donna intrappolata in quel sottile confine tra realtà e finzione, alla perenne ricerca di sé stessa. Le coreografie dello spettacolo sono del giovane talento pugliese Roberta Ferrara, mentre drammaturgia, regia, scene e disegno luci a cura di Michelangelo Campanale.

La città di Corigliano-Rossano tornerà poi protagonista nel cartellone di Ramificazioni Festival anche per l’ultimo appuntamento della stagione, il 27 dicembre, con “Chopiniana Arte Noctem” ospitata nel Salone degli Specchi del Castello Ducale, spettacolo firmato dal coreografo Salvatore De Simone per la compagnia Create Danza.

Tutte le informazioni e i biglietti per partecipare agli spettacoli sul sito: www.ramificazionifestival.it. (rcs)

RENDE (CS) – Doppio appuntamento a teatro con Lucilla

Un’artista tanto amata dai più giovani. Non è stato sufficiente un solo spettacolo, è stato necessario un “bis” per Lucilla, colei che non può che essere considerata una vera e propria star nel mondo dei bambini.

Dopo il primo appuntamento dello scorso 19 novembre a Castrovillari, ritorna, quindi, Primafila, la stagione teatrale, giunta alla ventunesima edizione ed organizzata dall’associazione culturale Novecento con la direzione artistica di Benedetto Castriota.

La kermesse si sposta a Rende per un appuntamento rivolto ai bambini: al teatro Garden di Rende, infatti, lo spettacolo di Lucilla. In un primo momento era in programma una sola esibizione alle ore 20. In pochi giorni, però, è arrivato il classico ”sold out” ed è stato così possibile soddisfare solo una parte delle richieste. L’organizzazione, quindi, ha deciso di programmare un secondo spettacolo, previsto per le 17.30, con i biglietti che sono andati nuovamente a ruba.

Il “Lucilla show” è uno spettacolo fatto da canzoni, balli e colori con l’artista che coinvolgerà e farà cantare i bambini presenti. Quello di giovedì prossimo, quindi, sarà un pomeriggio pieno di colori e di divertimento per un pubblico composto dai più piccoli e da famiglie.

Successivamente “Primafila” tornerà a Castrovillari: sabato 2 dicembre al Teatro Sibarys, alle ore 20.30, appuntamento dedicato alla musica con “The Real Queen Experience Regina”, ovvero uno straordinario omaggio ai Queen. Poi la sera del 7 dicembre, ancora a Rende, con l’atteso spettacolo di Francesco Cicchella. Successivamente altri sette appuntamenti che si svolgeranno a Castrovillari, Saracena e Mormanno fra l’8 ed il 29 dicembre.

COSENZA – Successo per l’opera teatrale “Il Vajont di tutti” andata in scena al Rendano

Emozioni fortissime ed occhi lucidi al Teatro Rendano di Cosenza al termine delle due repliche della prima e unica tappa in Calabria de “Il Vajont di tutti, riflessi di speranza”, la nuova emozionante pièce teatrale scritta da Andrea Ortis, regista ed eccezionale interprete del commovente spettacolo, autore peraltro di altre grandi opere come La Divina Commedia e Van Gogh Cafè. La particolarissima Opera teatrale e musicale, prodotta dalla Mic International Company con numerosi Patrocini tra cui quello della Fondazione “Vajont 9 ottobre 1963”, è stata inserita nel progetto “Insieme per… l’Ambiente” dell’Associazione Culturale Art-Music&Co di Giusy Leone, con la direzione artistica di Ruggero Pegna e il Patrocinio di Legambiente Calabria, Comune e Provincia di Cosenza.

Andrea Ortis, nel suo ruolo di protagonista, narratore e costruttore dell’intera sceneggiatura, in questa sua “creatura” ha sfoderato una prova attoriale davvero magistrale, trascinando il pubblico in un racconto coinvolgente e commovente. Vedere gli studenti del matinée scolastico attenti per oltre due ore e al termine finanche commossi, con gli occhi pieni di lacrime, ha confermato la grandezza di questo spettacolo, capace di calamitare e affascinare, ma anche indignare, in un processo di immedesimazione in questa incredibile storia vera, raccontata secondo un format narrativo originale e potente.

Uno spettacolo da vedere e, forse, da rivedere, certamente tra i più belli, suggestivi e creativi visti in un Teatro, come hanno confermato anche i commenti del pubblico di adulti del serale, tutto in piedi a tributare dieci minuti di applausi.

Ortis, che dopo Van Gogh Cafè ci regala un’altra performance strabiliante, a ritmo incalzante porta il pubblico sui luoghi della tragedia, li avvince con una narrazione ammaliante, a tratti ipnotica, drammaturgicamente perfetta. Bravi tutti gli altri attori: Michele Renzullo nel ruolo dell’ingegnere Carlo Semenza, progettista della Diga, Selene Demaria nei panni della giornalista Tina Merlin, che per prima iniziò a denunciare la pericolosità dell’opera, i performer Elisa Dal Corso, Mariacarmen Iafigliola, Jacopo Siccardi, a cui sono stati affidati momenti musicali e coreografie che hanno scandito il racconto storico di quegli anni. Lo spettacolo si è snodato su due binari narrativi paralleli, con il dettagliato racconto dello scenario storico dagli anni ‘20 ai ‘60 del Novecento italiano, e la ricostruzione delle dinamiche che portarono al disastro, a causa di negligenze, sottovalutazioni e superficialità. Serviva energia per ricostruire il Paese e ottenerla, con la costruzione di dighe e laghi artificiali, diventò un immenso affare per numerose aziende, spesso senza alcun rispetto per il territorio e la natura.

Dopo aver conquistato l’attenzione degli spettatori con un racconto ricco di dettagli tecnici ma al contempo umanamente struggente, arriva impietoso l’incredibile boato che la sera del 9 ottobre 1963 segnò il momento della frana sconvolgente che, precipitando dal pendio del Monte Toc, causò la tracimazione del bacino idroelettrico artificiale del torrente Vajont. L’acqua dell’invaso si tramutò in un’onda gigantesca che aggredì i paesi di Erto e Casso, vicini alla riva del lago e poi, scavalcando lo sbarramento della diga, si abbatté su alcuni abitati del fondovalle, tra cui Longarone, provocando oltre 2000 morti.

Con “Il Vajont di tutti” è stato centrato pienamente l’obiettivo di portare in scena la drammatica attualità del complesso rapporto tra uomo e natura e della necessaria tutela dell’ambiente e degli equilibri millenari di ogni forma di vita. Riuscito anche il raccordo narrativo, segnato dalla dimensione del dolore per la perdita evitabile di vite umane, con i fatti tragici di Sarno, della Val di Stava, fino alle vicende di San Giuliano di Puglia, Amatrice, Rigopiano e Genova. Eventi tragici in cui il comune denominatore sono l’avidità dell’uomo e la sua scientifica aggressione delle risorse naturali attraverso il disboscamento, la cementificazione selvaggia, l’edificazione abusiva, la speculazione a dispetto della sicurezza.

Impeccabili e fortemente innovative le scene di Gabriele Moreschi, le luci di Virginio Levrio, i video di Mariano Soria. A completare le firme di uno spettacolo evento davvero indimenticabile Francesco Iannotta per il suono, Francesco Cipullo per gli arrangiamenti, la produzione esecutiva di Lara Carissimi.

«La storia del nostro Paese – dice Andrea Ortis con la sua forza recitativa capace di stregare il pubblico – è piena di vicende non risolte, nascoste, occultate; storie senza pace e senza giustizia, in cui a rimetterci sono gli ultimi, la gente comune e a soccombere è l’uomo con tutta la sua umanità. A volte, è proprio questo dolore che crea partecipazione e unisce tutti in una comunità allargata, solidale, stimolata da fatti che ci colpiscono e ci chiamano in causa… Ognuno ha il suo dolore, ecco perché la storia del Vajont è la storia di tutti e, nella storia delle mie origini friulane, è il mio!». (rcs)

LAMEZIA TERME (CZ) – Al Grandinetti successo per “La Mandragola” di Roccamo

Un minuto di silenzio per ricordare le donne vittime di violenza e femminicidi, 106 dall’inizio dell’anno nel nostro Paese, nella giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione e alla mobilizzazione contro il fenomeno. Il pubblico in piedi accoglie gli attori della compagnia Teatro Europeo Plautino, che introducono subito la platea nella dimensione canora dello spettacolo, una sperimentazione coraggiosa in cui convivono il testo del II secolo A.C. e la musica elettronica, di cui la compagnia ha fatto il suo tratto distintivo.

Sul palco del Teatro Grandinetti va in scena “La Mandragola”, con la regia di Cristiano Roccamo, un capolavoro del Teatro Comico italiano che è anche uno sguardo critico sulla società del tempo.

Il sipario si alza sulla Firenze del 1504. I personaggi che si presentano sono estremamente moderni, specchio di una società che si è evoluta nel tempo ma che mantiene inalterati vizi, difetti e debolezze. Non è difficile scorgere nell’intreccio corruzione, avarizia e tentativi di manipolazione che si fanno spazio anche nella vita moderna. Si tratta di una rappresentazione senza filtri delle nostre imperfezioni e dei nostri peccati immortali.
La commedia riesce a descrivere un mondo senza tempo, attraversato da personaggi che non risultano essere né buoni né cattivi, ma sospesi tra moralità e immoralità, passato e presente, giusto e sbagliato. L’intento è farci ridere delle nostre stesse caricature, spingendoci a guardare all’interno di noi stessi, fino in profondità.

A catturare l’attenzione è soprattutto il personaggio di Lucrezia, protagonista indiscussa che non entra mai in scena se non alla fine. “La Mandragola” riflette certamente il contesto culturale e sociale dell’epoca rinascimentale, caratterizzato da forti gerarchie di genere. Le donne erano spesso confinate a ruoli tradizionali e sottoposte a rigide aspettative sociali. Pertanto, la figura di Lucrezia potrebbe riflettere la lotta delle donne per trovare spazi di autonomia e influenza entro i limiti imposti dalla società.

Dal punto di vista del femminismo, è interessante esaminare com’è rappresentato il suo personaggio in termini di potere e autonomia. Pur essendo oggetto di manipolazioni da parte degli uomini intorno a lei, dimostra una certa astuzia e abilità nel navigare le complessità della sua situazione. Questo può essere visto come un primo segno di resistenza nei confronti delle norme patriarcali dell’epoca. Inaspettatamente ci ritroviamo infatti davanti al vero principe della commedia, la vera figlia dell’ideale di Machiavelli.

Guardando al femminismo contemporaneo, la riflessione su Lucrezia potrebbe evidenziare le sfide che le donne hanno affrontato nel passato e la necessità di continuare a lottare per l’uguaglianza di genere.
Il sipario si chiude su un piccolo spazio di libertà e autodeterminazione conquistato.

Se “La Mandragola” è lo specchio di ciò che non cambia, Lucrezia è la tela su cui proiettare le battaglie delle donne di oggi.

Prova d’attore superata per tutta la compagnia del Teatro Europeo Plautino, che raggiunge lo scopo dichiarato di riscoprire il teatro classico per avvicinare il pubblico al patrimonio culturale della classicità.

Lo spettacolo “La Mandragola” è inserito nella rassegna teatrale Arteca promossa da I Vacantusi.

MENDICINO (CS) – Per Sguardi a Sud arriva il duo Lanzoni-Presti in concerto

Nella suggestiva cornice di Mendicino, la sesta edizione della rassegna di teatro contemporaneo “Sguardi a Sud” continua a conquistare il plauso del pubblico e a regalare intense emozioni. La compagnia teatrale Porta Cenere, sotto la sapiente direzione artistica di Mario Massaro, ha trasformato la pittoresca cittadina calabrese in un epicentro di creatività, con una kermesse che ha superato ogni aspettativa. Con il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, “Sguardi a Sud” si sta affermando come una vetrina di eccellenza per la cultura in Calabria con un programma ricco di appuntamenti che abbraccia tre settori distinti: il teatro di prosa, il teatro ragazzi e la musica.

Il 25 novembre (ore 21), i riflettori del Teatro comunale di Mendicino saranno puntati su un duo d’eccezione: Alessandro Lanzoni (pianista) e Alessandro Presti (trombettista). Un concerto che promette di catturare l’attenzione e l’entusiasmo di un pubblico sempre più esigente. Il 26 novembre (ore 18), Mendicino ospiterà un altro eccezionale concerto, piano solo, di Alessandro Lanzoni. Un doppio appuntamento imperdibile per omaggiare Luca Flores, pianista e compositore italiano, figura di spicco della scena jazzistica italiana. Una proposta musicale Harvest. Sarà un’occasione unica per immergersi in un mondo di melodie avvolgenti e di virtuosismo.

Alessandro Lanzoni, fiorentino di nascita, è tra i pianisti italiani più brillanti a livello internazionale. Diplomato al Conservatorio “Cherubini”, ha vinto nel 2013 il prestigioso premio “Top Jazz” come miglior nuovo talento. La sua versatilità e il suo eclettismo lo rendono un leader indiscusso, con recensioni lusinghiere che lo descrivono già come un maestro del suo mestiere.

Ad accompagnare Lanzoni, il trombettista di fama internazionale Alessandro Presti. Una carriera costellata da collaborazioni con i grandi nomi del panorama jazzistico come Eddie Gomez, Salvatore Bonafede, Stefano Di Battista Francesco Cafiso, Lew Tabachkin, Bill Mays, Nasheet Waits, Mario Biondi, Dario Deidda. Dal 2014, Presti collabora stabilmente con il batterista italiano Roberto Gatto entrando a far parte del suo quartetto. Nel 2023, è stato nominato miglior nuovo talento del jazz italiano.

La sesta edizione di “Sguardi a Sud” si presenta come un evento straordinario, capace di unire tradizione e innovazione, dando spazio a talenti emergenti e a figure consolidate nel panorama culturale. Mendicino si conferma così non solo come un luogo di bellezze naturali, ma anche come un crocevia di esperienze culturali che arricchiscono e stimolano la comunità locale.

Nel settore del teatro di prosa, il pubblico ha già avuto l’opportunità di immergersi in spettacoli coinvolgenti, presentati da compagnie provenienti da tutta Italia. Un viaggio attraverso il talento e la sperimentazione teatrale che ha catturato l’attenzione degli spettatori del Teatro comunale di Mendicino. Tuttavia, la vera novità di quest’anno è la sezione dedicata alla musica, un passo audace verso una visione artistica multidisciplinare che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale della kermesse.

Il direttore artistico Mario Massaro: «Sguardi a Sud è un invito a lasciarsi trasportare dalle emozioni, a esplorare nuovi orizzonti culturali e a vivere la magia del teatro. Un laboratorio di idee e sogni che si trasformano in realtà. La sesta edizione rappresenta un punto di svolta; l’intento è offrire al nostro affezionato pubblico un’offerta culturale che abbraccia l’arte in tutte le sue forme». (rcs)

Bella ciao – 𝐆enesi di un mito di Dario De Luca arriva a ImPollino

Bella ciao – 𝐆enesi di un mito, scritto, diretto e interpretato Dario De Luca, apporti musicali, video, audio Sasà Calabrese, organizzazione e amministrazione Tiziana Covello, produzione e distribuzione Scena Verticale, arriva ad ImPollino 2023, rassegna finanziata dal Ministero della Cultura e sponsorizzata da Italy Cash & Carry, Cinzia Tiso Handmade e Tenuta Celimarro, tappa molto attesa, dopo il successo nelle principali città italiane.

Nel XXI secolo la canzone italiana più famosa nel mondo è Bella Ciao. Conosciuta e cantata da tutti i popoli del mondo, oggi più che mai risuona ai quattro angoli della Terra, patrimonio mondiale dei movimenti che, nelle più diverse situazioni, lottano contro regimi che sopprimono o vorrebbero sopprimere le libertà fondamentali. Ma quale sono le sue origini? E perché è così popolare e diffusa?

Dario De Luca costruisce un’appassionante incontro con il pubblico provando a diradare le nebbie che avvolgono le origini di questo canto, raccontandone la circolazione avvenuta nei modi più diversi e fantasiosi e chiudendo con una tesi affascinante sul perché questo canto popolare sia così amato da chi vuole la Libertà.

Bella ciao – genesi di un mito è una seminario-spettacolo militante e appassionato. Alternando presente e passato con immagini d’archivio e l’accompagnamento della musica, indagheremo anche l’aspetto musicale del brano, una sorta di marcetta in 4/4 tipico delle marcie bandistiche. Questo canto, semplice sia nella melodia che nel testo, cantato in tutto il pianeta, marchio distintivo di chi lotta, alla fine di ogni spettacolo verrà cantato da tutte le platee in ogni teatro, perché questo canto non è solo una canzone: è un volto, un gesto, un moto di commozione, una festa collettiva.

Lo spettacolo si potrà vedere il 24 e il 25 novembre alle ore 21.00 e il 26 novembre alle ore 18.00 presso il Teatro della Chimera in via Ripoli 17 a Castrovillari.

REGGIO CALABRIA – “Microconferenza su Karl Valentin” al Globo Teatro Festival

Continua il viaggio nel teatro contemporaneo del Globo Teatro Festival – Periferie connesse a Reggio Calabria. La V edizione dell’evento curato da Officine Jonike Arti, per la direzione artistica di Maria Milasi e Americo Melchionda, si arricchisce di un’altra interessante tappa.

Domenica 26 novembre, alle ore 19.30, presso il Teatro San Bruno sarà la volta di “Microconferenza su Karl Valentin”, uno spettacolo brillante dedicato all’attore e commediografo tedesco degli anni Venti. Con la regia di Maurizio Spicuzza, vede in scena lo stesso Spicuzza con Isabella Sciortino e Roberto Mulia, in un esilarante omaggio al comico più celebre dei cabaret tedeschi.

Geniale rielaboratore di quell’arte che si insegnava in Germania nei primi del ‘900 nelle scuole di varietà e nei circhi, Karl Valentin viene considerato un anticipatore del teatro dell’assurdo. Grande amico e collaboratore di Bertolt Brecht, si presenta in scena come un clown suonatore e diviene famosissimo per il suo fisico dinoccolato e la sua mimica stralunata e intimamente tragica.

Il pretesto narrativo dello spettacolo è proprio quello della conferenza. Una seria e giovane studiosa comincia a illustrare con immagini e filmati l’arte del suo beniamino, oggetto della sua appassionata ricerca, ma si ritrova alle prese con un collaboratore – irriverente e divertente proprio come Valentin – che disturba la sua attenta presentazione.

«Karl Valentin è sempre stato il mio punto di riferimento – spiega il regista e attore Maurizio Spicuzza –. Ho studiato e fatto ricerche in Germania e, per approfondire e far conoscere al meglio la sua figura, ho voluto dedicargli questo spettacolo, proprio in forma di conferenza, interpretandola alla ‘sua’ maniera”.
La messa in scena si intreccia con brani chiave dell’autore e attore, “Andare a teatro”, “Il proiettore aggiustato», e tratti dalla celebre opera “Tingel Tangel”, in un susseguirsi di monologhi, dialoghi, interventi scenici, prendendo la forma di un adattamento originale dei suoi lavori che esalta la comicità surreale e sofisticata dell’artista.

La straordinaria essenza del nonsense valentiniano viene resa pienamente nella rappresentazione vivace ed efficace orchestrata dal regista Spicuzza, insieme agli altri giovani attori.

«Abbiamo voluto costruire una visione ampia del teatro contemporaneo, che spaziasse tra generi diversi, per presentare al pubblico le mille forme e sfaccettature della scena con produzioni tutte di grande spessore e siamo molto contenti di ospitare questo spettacolo dedicato a un padre del teatro novecentesco», dichiarano i direttori artistici Maria Milasi e Americo Melchionda.

Il Globo Teatro Festival si chiuderà il 14 dicembre con uno spettacolo di eccezione, “L’uomo è forte” di Corrado Alvaro, una produzione di grande prestigio proprio di Officine Jonike Arti che porta sulla scena uno dei massimi capolavori dello scrittore calabrese.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Continuano le attività di “Allegria festival”

Continuano le numerose attività, live ed incontri dell’Allegria festival e, anche in questa seconda edizione, ha scelto di coinvolgere i bambini. Artisti e compagnie nazionali metteranno in scena originali spettacoli teatrali dedicati al Natale e alla fiabe e, sul palco, vedranno protagonisti attori e simpatici burattini artigianali.

La manifestazione, promossa e ideata dall’associazione “Calabria dietro le quinte Aps” e dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della “Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura”, propone un variegato programma partito lo scorso 18 novembre e che si snoderà fino al prossimo 30 dicembre in diversi spazi urbani e siti culturali della periferia di Reggio Calabria.

Il programma degli appuntamenti teatrali per bambini e famiglie si aprirà il sabato 25 novembre alle ore 18:30 alla stazione di Santa Caterina – sede dell’Associazione “Incontriamoci sempre”, con lo spettacolo di burattini “Il Mostro Mangiacolori” di Daniela Castiglione dell’associazione Macchia Solare. L’atteso evento di burattini, una rivisitazione della famosa fiaba per bambini, vedrà protagonisti il bimbo Ciccicocò insieme ad un gatto magico che tra mille avventure dovranno riportare i colori nella BiancoCittà, dove i suoi abitanti sono diventati completamente bianchi a causa del tremendo e un po’ tonto mostro mangiacolori.

La fiaba sarà interpretata magistralmente dai burattini dell’attrice Daniela Castiglione, nota per aver frequentato i principali festival di teatro di figura. Daniela si è occupata costantemente del rapporto tra teatro dei burattini e temi sociali, portando i suoi burattini alle Vele di Scampia, negli ospedali con la Fondazione Abio, tra i terremotati dell’Aquila approfondendo temi come l’immigrazione, l’adozione, l’ospedalizzazione insieme alla Casa Editrice Carthusia e a Emergency.

Il 7 dicembre, poi, alle ore 18,30 nel parco “Collina degli Angeli” di Trabocchetto si svolgerà lo spettacolo degli elfi di Babbo Natale “Ciuffo e Pepper e la mongolfiera dei desideri”. Un’occasione per i più piccoli e non solo, dove si potranno consegnare le letterine a Babbo Natale e si potranno scattare delle suggestive foto con la grande mongolfiera degli elfi.

Il 23 dicembre alle ore 21 invece, al teatro di San Brunello andrà in scena un’originale rivisitazione della favola di Collodi con lo spettacolo teatrale “una famiglia di Pinocchi” della compagnia Isola di Confine diretta dall’attore napoletano Valerio Apice. Lo spettacolo intreccia il testo “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi con “La Filastrocca di Pinocchio” di Gianni Rodari, dando vita ad una performance variegata, i cui attori interpretano diversi personaggi, supportati dalla musica dal vivo e dai burattini.

Il 30 dicembre alle 18,30 alla stazione di Santa Caterina – sede dell’Associazione “Incontriamoci sempre”, chiuderà la rassegna lo spettacolo “Natale con i tuoi” con i burattini di Bambabambin Puppet Theatre. Uno spettacolo divertentissimo con i personaggi del Natale e i comici della tradizione carnevalesca Pantalone, Arlecchino, Colombina e Ginetto, il burattino più piccolo della compagnia che si troverà ad affrontare con l’aiuto di un Angelo i pericoli di un diavolo dispettoso.

Tanti altri gli appuntamenti gratuiti nelle diverse periferie della città con il circo travolgente di Mister big Circus, i numeri di giocoleria e fuoco della compagnia Giocolereggio, lo spettacolo “Piccole paure per tutte le età” con la compagnia Spazio teatro. In occasione del black friday anche l’Allegria Festival propone una speciale offerta dedicata alle famiglie e ai più piccoli per incentivare la partecipazione agli eventi teatrali, coinvolgere la comunità e andare incontro alle difficoltà economiche di questo periodo.

Un abbonamento speciale acquistabile dal 21 al 24 novembre sul sito di liveticket.it o presso i punti di rivendita, comprende i quattro eventi a pagamento di burattini, teatro e arte di strada dedicati ai bambini.
Per scoprire il programma del festival è possibile consultare il sito www.calabriadietrolequinte.it o le pagine instagram e facebook @calabriadietrolequinte. (rrc)

LAMEZIA TERME (CZ) – “Il gatto con gli stivali” in scena al Chiostro di San Domenico

Grande partecipazione ed entusiasmo per la nuova rassegna del Teatro Ragazzi ideata e promossa dalla compagnia lametina Teatrop, partita in questi giorni al teatro comunale Grandinetti. Ad aprire il cartellone la rappresentazione de “Il gatto con gli stivali” della compagnia teatrale “Gran Teatrino di Bari”; una pièce salutata con tanti applausi e risate dai tanti bambini presenti in teatro.

Dopo gli spettacoli mattutini per i ragazzi delle scuole, il “Gatto con gli stivali” sarà in scena al Chiostro di San Domenico, domani 24 novembre alle 18.

«Una pomeridiana – spiega Pierpaolo Bonaccurso, direttore artistico di Teatrop – che vuol essere un momento di incontro e condivisione per grandi e piccini. Un’occasione per le famiglie di ritrovarsi insieme, assistendo ad uno spettacolo che fa sorridere ed anche riflettere».

«La finalità di tutta la rassegna – sottolinea ancora Greta Belometti, attrice della compagnia – vuol essere quella di far nascere, proprio nelle famiglie, la sana abitudine di andare a teatro per godersi un bello spettacolo e per poi tornare a casa e trovare argomenti di discussione e confronto sul messaggio che, tra una scena e l’altra, è emerso dal lavoro rappresentato».

Il “gatto con gli stivali” è portato in scena dalla compagnia Teatrale “Gran Teatrino di Bari” con Anna Chiara Castellano Visaggi, Giacomo Dimase, Chiara Bitefti. La trama narra di «un giovane mugnaio generoso e un gatto geniale. Uno spettacolo ironico e divertente in cui personaggi strampalati, illuminati da luci di ribalta si muovono in scena con passi briosi e ritmi scoppiettanti. L’allegra sarabanda di pupazzi di varie dimensioni, con tecniche di animazione nuove e spesso sorprendenti, anima il filo della storia conosciutissimo dal pubblico di ogni età. Ispirato alla fiaba di Charles Perrault la trasposizione moderna rappresenta il gatto come un “portatore di buone cose”, un personaggio-animale, perciò con caratteristiche misteriose e magiche, che aiuta un umano in difficoltà».

La morale della favola è che «tutti possiamo identificarci sia nel gatto che nel mugnaio, il gatto si propone come solidale appoggio al giovane che sta affrontando la vita, solo e timoroso. Nessuna paura! La vita porta con sé incontri che diventano importanti per il crescere e per la scoperta dei suoi valori. La novità dell’allestimento consiste nel profondo amore tra il giovane mugnaio e il magico gatto con gli stivali che ci riporta ad un rapporto autentico tra l’uomo e il mondo della natura e degli animali domestici fatto di amicizia, di rispetto e di inedita complicità». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Dalla commedia classica agli spettacoli in realtà virtuale con I Vacantusi

Non solo le opere portate in scena e i loro protagonisti, a rendere unica e originale la rassegna teatrale promossa quest’anno dalla compagnia I Vacantusi è la straordinaria capacità di coniugare in un’unica proposta classici rivisitati e nuovi linguaggi teatrali. Ne sono esempio i prossimi eventi in cartellone, preceduti dalle rispettive matinée destinate alle scuole.

Sabato 25 novembre la compagnia Teatro Europeo Plautino salirà sul palco del Teatro Grandinetti portando in scena “La mandragola” con l’adattamento e la regia di Cristiano Roccamo, tratta dalla commedia di Niccolò Machiavelli, capolavoro del Teatro Comico italiano del ‘500.

Un’opera che fa da tramite tra il genio di Plauto e la nascita di quel teatro che ci ha reso famosi nel mondo, la Commedia dell’Arte. A venir fuori è tutta la grandezza di Machiavelli, non solo uomo politico, filosofo, storico ed economista ma, soprattutto, uomo attento alle necessità del popolo e per questo perfetto descrittore della realtà umana ed eccellente drammaturgo.

Nel rispetto del testo saranno quattro le ambientazioni sceniche fatte di semplici elementi che fanno da contorno, assieme ai costumi cinquecenteschi e ai personaggi interpretati dagli attori.

Questa “messa in scena” rimane fortemente legata all’originale. Ancora una volta si riderà dei vizi e degli inganni umani. La caratterizzazione linguistica, i riferimenti alla società contemporanea, le parti cantate e la parte novellistica, renderanno questo allestimento autenticamente umanistico e, oggi come allora, specchio della realtà.

Martedì 28 novembre, il teatro classico lascerà spazio ad una riscrittura per realtà virtuale di “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello, un progetto Gold con l’adattamento e la regia di Elio Germano, con Gaetano Bruno, Serena Barone, Michele Sinisi, Natalia Magni, Caterina Biasiol, Daniele Parisi, Maria Sole Mansutti, Gioia Salvatori, Marco Ripoldi, Fabrizio Careddu, Davide Grillo, Bruno Valente, Lisio Castiglia, Luisa Bosi, Ivo Romagnoli e con la partecipazione di Isabella Ragonese e Pippo Di Marcanin, coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Gold Productions.

In un salotto dell’alta borghesia si sviluppa la novella pirandelliana che mette in discussione l’idea di “verità assoluta”: un intero paesino viene turbato dall’arrivo di una coppia, il Signor Ponza e la Signora Frola, che sembrano raccontare versioni diverse di una stessa storia. I cittadini non sanno più a chi e a che cosa credere ma non possono smettere di indagare alla ricerca di una verità che, forse, non esiste. La riscrittura di Elio Germano cala il testo del drammaturgo siciliano nella società moderna, dove spiare l’altro risulta ancora più semplice grazie all’uso dei social network. Lo spettatore è calato nella storia e, grazie alla realtà virtuale, si trasforma in uno dei protagonisti, che vede e ascolta tutto.

Lo spettacolo è interamente pensato per essere realizzato in realtà virtuale, un nuovo strumento tecnologico, tra cinema e teatro, in grado di porre lo spettatore al centro della scena. Tramite cuffie e visori il pubblico si troverà ad essere non più a teatro ma all’interno del lussuoso appartamento dove si svolge la storia, più precisamente all’interno del corpo di uno dei personaggi. Aprendo la possibilità ad un’esperienza unica nel suo genere, utile alla finalità del racconto e alla riflessione sul tema pirandelliano della realtà.

Mercoledì 29 novembre è la volta di un’opera che è al contempo una pièce teatrale, un film e un’esperienza in realtà virtuale: “Segnale d’allarme – La mia battaglia” di Elio Germano e Chiara Lagani, diretto da Elio Germano e Omar Rashid. Segnale d’allarme è la trasposizione de La mia Battaglia, un’opera portata in scena da Elio Germano stesso che parla alla nostra epoca. Lo spettatore sarà portato a piccoli passi a confondere immaginario e reale. In questa prospettiva la possibilità offerta dalla realtà virtuale di entrare nella narrazione sembra essere perfettamente calzante. Trattandosi di un’opera che si offre come una critica all’alienazione tipica di questa epoca, la scelta di usufruire di un tipo di tecnologia spesso considerata simbolo d’estraniazione, fa emergere un piano di lettura metalinguistico nel quale lo spettatore si trova a vivere un doppio livello di immersione, nello spettacolo e nello spettacolo vissuto attraverso la realtà virtuale.
Gli spettacoli di Elio Germano proposti da I Vacantusi sono in assoluto la prima e imperdibile esperienza immersiva a teatro della nostra regione. (rcz)