COSENZA – Parte DramaFest, il festival della nuova drammaturgia teatrale diretto da Mazzotta

L’Altro Teatro e Libero Teatro presentano la prima edizione di DramaFest il festival della nuova drammaturgia che unisce Cosenza e Unical con la direzione artistica di Max Mazzotta e quella organizzativa di Gianluigi Fabiano.

Realizzato in collaborazione con Disu – Dipartimento di Studi Umanistici e l’associazione Entropia Dam – Dipartimento Autogestito Multimediale dell’Unical, dal 22 al 24 novembre vedrà in programma tra gli spazi dell’Università della Calabria e il Teatro Auditorium “Guarasci” di Cosenza quattro spettacoli tra i più apprezzati e premiati del teatro contemporaneo. E ancora incontri con autori, registi e critici teatrali di fama nazionale e internazionale, docenti e studenti Disu a confronto. DramaFest nasce proprio infatti con l’obiettivo di creare un dibattito sul teatro contemporaneo attraverso percorsi di formazione, studio e scambio tra esperti, artisti, critici e il pubblico.

In cartellone “Vite di Ginius” dello stesso padrone di casa Max Mazzotta, “Il Cortile” di Spiro Scimone e Francesco Sframeli, “Divine” di Danio Manfredini e “Celeste” di Fabio Pisano per la compagnia Liberaimago.

Tra i nomi presenti al festival i critici di teatro Giulio Baffi, Mariateresa Surianello, Paola Abenavoli e Giò Villella, Angelo Savelli autore e regista del Teatro di Rifredi di Firenze insieme a Raffaele Perrelli e Carlo Fanelli docenti Disu Unical.

Il progetto rivolto alle nuove generazioni vuole essere anche e soprattutto un’opportunità per la nostra terra, portando la Calabria all’attenzione del sistema teatrale nazionale. Un modo originale e sinergico di vivere e sfruttare i luoghi della cultura, un progetto nuovo ed unico nel suo genere, in cui il teatro entra all’interno di un Campus Universitario cercando di creare a sua volta un forte legame anche con la città e i suoi teatri.

«Non esiste nuovo teatro senza una nuova drammaturgia. – afferma il direttore artistico Max Mazzotta che continua – È attraverso la scrittura che possiamo scoprire nuove forme di teatro e il festival è l’occasione per avviare un confronto artistico e umano tra chi il teatro lo fa, lo studia e lo critica. Drammaturgia è ricerca e tutte le compagnie e gli autori che ospiteremo in questa prima edizione del festival sono rimasti sempre fedeli a loro stessi e in continua ricerca, anche quando il teatro contemporaneo è in tempesta loro rappresentano quelle boe di salvataggio a cui aggrapparsi e resistere. Per questo siamo orgogliosi di restituire al pubblico la bellezza dei loro lavori».

DramaFest inizia il 22 novembre con il Convegno di apertura sulla nuova drammaturgia dal titolo “Il rapporto tra la scrittura e la scena: confronto tra gli addetti ai lavori e il mondo accademico” alle ore 15 al Centro Congressi University Club Unical. Interverranno: il direttore artistico del festival Max Mazzotta, Raffaele Perrelli e Carlo Fanelli docenti Disu dell’Università della Calabria. Gli autori e registi degli spettacoli in scena Spiro Scimone e Francesco Sframeli, Danio Manfredini e Fabio Pisano per la compagnia Liberaimago. I critici teatrali Giulio Baffi per il quotidiano “La Repubblica” e presidente dell’Associazione Nazionale Critici Teatro, Paola Abenavoli per la rivista “Hystrio”, Angelo Savelli autore e regista del Teatro di Rifredi di Firenze. Alle 21 invece il primo spettacolo al Teatro Auditorium “Guarasci” di Cosenza sarà “Vite di Ginius” scritto, diretto e interpretato dallo stesso regista cosentino Max Mazzotta. Lo spettacolo ha debuttato al Campania Teatro Festival ed è prodotto dalla sua compagnia Libero Teatro.

Il 23 novembre alle ore 11 nell’aula “Ares” dell’ateneo è prevista una lezione con gli studenti Unical dal titolo: “Osservatorio critico/Autori a confronto con gli studenti – Focus Scimone Sframeli” a cura di Carlo Fanelli docente Disu, i critici Giulio Baffi de “La Repubblica” e presidente Anct, Giò Villella per la rivista “Scene Contemporanee” e gli autori Spiro Scimone e Francesco Sframeli. Spettacolo imperdibile con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria alle ore 17 al Teatro Dam – Dipartimento Autogestito Multimediale dell’Unical “Divine” di e con Danio Manfredini, più volte Premio Ubu. A fine spettacolo l’attore e autore incontrerà gli studenti Unical. Mentre sarà di scena alle ore 21 al Teatro Auditorium “Guarasci” di Cosenza “Il Cortile” di Spiro Scimone (neo vincitore del Premio “Le Maschere del Teatro Italiano” – “Migliore Novità Italiana”) con Francesco Sframeli, Spiro Scimone e Gianluca Cesale per la regia di Valerio Binasco, premio Ubu 2004 “nuovo testo italiano”.

Il 24 novembre alle ore 11 sempre nell’aula “Ares” si terrà la lezione dal titolo “Osservatorio critico/Autori a confronto con gli studenti – Focus Liberaimago” a cura di Carlo Fanelli docente Disu, i critici Giulio Baffi de “La Repubblica” e presidente Anct e Mariateresa Surianello de “Il Manifesto” e direttrice del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” alla presenza del giovane drammaturgo Fabio Pisano, finalista Premio Riccione 2023. Nel pomeriggio alle ore 16 al Teatro Dam – Dipartimento Autogestito Multimediale ci sarà la presentazione del libro di Mariateresa Surianello “Renato Nicolini. Uno strappo nella rete” tra incursioni di letture sceniche a cura della compagnia Libero Teatro e la partecipazione del direttore Max Mazzotta e Carlo Fanelli docente Disu. Alle ore 21 invece al Teatro Auditorium “Guarasci” sarà la compagnia Liberaimago a chiudere il festival con “Celeste” scritto e diretto da Fabio Pisano con Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Claudio Boschi e le suggestioni musicali live di Francesco Santagata, spettacolo vincitore della XVII ed. del Premio Fersen alla Regia 2023 e del IV Festival delle Due Sicilie – “International Journalism & Arts Award “Gino Votano”. (rcs)

“Acido”, il monologo dedicato alle donne vittime di violenza in scena a Galatro e a Taurianova

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Centro Teatrale Meridionale, in collaborazione con l’Associazione Auser Taurianova e le Terme di Galatro, porta in scena lo spettacolo “Acido” di Enza Li Gioi, interpretato da Eleonora Manara, attrice, produttrice e scrittrice, per la regia di Tiziana Biscontini, prodotto dal Ctm diretto da Domenico Pantano.

Due le tappe, dell’intenso monologo dedicato alle donne senza volto, colpite nel corpo e nello spirito dall’acido, venerdì 24 novembre alle ore 18.00 presso la Sala Convegni delle Terme di Galatro e domenica 26 novembre alle ore 18.00 presso il Salone San Pio del Convento dei Frati Cappuccini di Taurianova.

Una donna, una faccia, una vita sfigurata dall’acido. Nel buio di una stanza il suo buio interiore. La narrazione amara di quell’uomo un tempo amato, lo stesso che crudelmente l’ha annientata. Un monologo che urla dolore e che sprofonda in una meditazione interiore. La musica si fonde con la voce sottolineando i sentimenti di questa donna che pur nell’irreversibile sofferenza, decide di trasfigurare e rivelare il suo dolore al mondo, per strada, a tutti, senza più nasconderlo e imprigionarlo nel suo cuore. Dal dramma al sogno, trasportata da una nuova speranza.

Il testo drammaturgico firmato dall’autrice goriziana Enza Li Gioi, attraverso la drammatica esperienza della protagonista, focalizza l’attenzione dello spettatore su una delle casistiche di recente introdotte nel codice penale dalla riforma emanata con legge 69 del 2019 ovvero lo scudo antiviolenza più noto come Codice Rosso.

Eleonora Manara mette in scena una donna stremata che finalmente riesce a instaurare una nuova relazione dopo una storia d’amore infelice vissuta a contatto con un uomo, infedele, distratto, ma soprattutto disinteressato della persona. L’ex, anche se intraprende una relazione con una nuova donna, nutre ancora il desiderio di possesso e di controllo, non accetta la nuova relazione della donna e reagisce sfigurandola con l’acido, vuole così colpire la persona cancellandone l’identità. Eleonora è su di una sedia a rotelle in uno spazio semibuio, chiusa in una clinica per poter ricostruire i tessuti oramai lesionati; Eleonora ha la forza di interrogarsi sulla sua vita alla ricerca di una motivazione per il gesto che l’ha privata in parte di vista e udito, su ciò che è stato il suo matrimonio trentennale fatto di figli, di carriera, di amore, cercando di analizzare la modalità dell’abbandono, i segnali non visti o mal interpretati confluenti giungendo a una scelta coraggiosa e fuori dal comune.

«Acido è un progetto per sensibilizzare le persone e l’intera opinione pubblica su una follia dilagante» spiega Eleonora Manara. «La vittima-protagonista di Acido – sottolinea l’attrice – decide di mostrarsi per lanciare un palese e coraggioso messaggio, diviene denuncia vivente dell’orrore della violenza sulle donne».

Un appuntamento con il teatro che si fa riflessione sociale, da non perdere, in questi giorni in cui in Italia si registrano fatti gravissimi e giovani vite spezzate dalla violenza; un drammatico e sempre più allarmante bilancio che dall’inizio di quest’anno conta 105 donne uccise. (rrc)

Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia fanno doppio sold-out a Cosenza e Catanzaro

Un doppio sold-out, nei due palcoscenici teatrali più importanti di tutta la regione – il Teatro Rendano di Cosenza e il Politeama di Catanzaro – ha bagnato il debutto nazionale di “Baroque Suite”, l’ultimo spettacolo in ordine di tempo presentato all’interno del cartellone di Ramificazioni Festival 2023.

Lo spettacolo, una coproduzione di Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia, che si presenta come un atto unico per la danza contemporanea, le arti performative e la musica classica barocca, ha portato a teatro un pubblico giovane ed entusiasta, che ha regalato numerosi applausi e standing ovation a tutto il cast coinvolto.

Una produzione interamente nata in Calabria grazie al lavoro di due realtà – Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia – beneficiarie del Fondo unico per lo Spettacolo, che hanno deciso di unirsi, realizzando una performance capace di configurarsi come una proposta teatrale innovativa. “Baroque Suite” è una creazione ispirata al Barocco Europeo, un connubio raffinato messo in risalto dalla musica dal vivo dell’Orchestra Sinfonica Brutia di Cosenza diretta dal Maestro Patrizio Germone e con alcune incursioni di Musica Elettronica a cura del Maestro Francesco Perri, con protagonista la Soprano Tonia Langella, e un corpo di ballo di 30 elementi, che coinvolge le compagnie Create Danza (Cosenza), Colonna (Firenze), Damnedancers (Roma), il tutto per la regia di Filippo Stabile.

Un progetto in cui passato, presente e futuro hanno danzato riflettendosi nei lampi luminosi e nelle forme fluide tra la danza contemporanea, le danze urbane le arti performative aeree come la pole dance e il cerchio aereo, sulle musiche di Vivaldi, Albinoni, Bach, Handel, Purcell, Lully.

Ramificazioni Festival continua questa settimana la sua programmazione. Venerdì 24 novembre al Museo Pitagora di Crotone va in scena “Chopiniana Carpe Noctem”, lavoro con la regia di Salvatore De Simone, splendido danzatore dell’attuale compagnia di Wayne McGregor a Londra, per la compagnia Create Danza. “Chopiniana Carpe Noctem” trae spunto dalla trama dallo storico balletto classico Le Silfidi creato da Mikhail Fokine nel 1908, un balletto che si svolge in un bosco alla luce della luna. Qui un giovane poeta in cerca di ispirazione danza sulle note di Chopin insieme alle Silfidi, magiche ninfe o spiriti dell’aria che abitano i boschi. Il coreografo Salvatore De Simone, per la compagnia Create Danza riattualizza l’idea di questo balletto romantico attraverso la danza contemporanea, il poeta della trama originaria è messo in risalto dalla presenza del maestro accompagnatore Andrea Bauleo che guida tutta la pièce dal vivo, con la musica intramontabile di Chopin, suonata al pianoforte. Le ninfe in bianco diventano invece uomini e donne che incarnano creature fantastiche, vestiti e dipinti di nero quasi a rappresentare quel lato più oscuro ed evocativo della notte, i cui panorami stellati e le fasi lunari inducono i danzatori a celebrare la vita, le passioni, i desideri e l’amore.

Domenica 26 novembre si torna invece all’Auditorium Comunale di Polistena con un doppio spettacolo: “Welcome To My Funeral” della compagnia Equilibrio Dinamico, diretto dall’eclettico e talentuoso coreografo belga Brandon Lagaert, una performance che si focalizza sui confini, sempre più sfumati, fra mondo reale e virtuale, che si concentra sull’esplorare il modo in cui noi umani usiamo la tecnologia per nutrire il nostro ego, per formare legami unici con gli altri e per manipolare gli estranei; “Sameval Coevo” della compagnia ResExtensa, con le coreografie di Serena Angelini, al centro della performance le inclinazioni della mente che tendono a fare i conti con l’indole più segreta. (rcs)

REGGIO CALABRIA – La Penelope di Scena Nuda al Globo Teatro Festival

Il Globo Teatro Festival continua a Reggio Calabria, confermandosi come evento culturale di alto livello, in grado di coinvolgere un ampio pubblico in vari spazi della città.

Il ricco cartellone di teatro contemporaneo, proposto dai direttori artistici Maria Milasi e Americo Melchionda e organizzato dalla compagnia Officine Jonike Arti, presenta un nuovo atteso appuntamento.

Domenica 19 novembre, alle ore 19.30, presso il Teatro San Bruno sarà rappresentato Penelope, lo spettacolo prodotto dalla compagnia Scena Nuda e dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, con la drammaturgia e regia di Matteo Tarasco e l’interpretazione di Teresa Timpano. Le musiche originali sono affidate al noto musicista polistrumentista Mario Incudine, la direzione di scena è di Mario Pannaccio. Le scene e costumi sono di Francesca Gambino e Laura Laganà, dell’Accademia di Belle Arti reggina, e segnano l’interessante collaborazione con una solida realtà di formazione artistica del territorio.

Lo spettacolo, che ha riscosso grandi apprezzamenti anche a livello internazionale, dopo il debutto al Festival di Spoleto, è stato in tournée sia in Italia che all’estero, ad Atene e Salonicco, nell’ambito dell’Italian Focus, e in Uruguay, nell’ambito del progetto R-Evolution e del Focus sul teatro contemporaneo.

La pièce racconta la storia di Penelope attraverso la voce stessa della protagonista. È lei, ormai defunta, dall’aldilà, a raccontare la sua versione, il suo punto di vista. Il suo amore, la sua attesa, il nostos di Ulisse, sono riletti con gli occhi della donna innamorata, tradita, preda di sentimenti contrastanti, andando oltre il ruolo che il mito le ha consegnato.

L’autore e regista Matteo Tarasco, in una scrittura contemporanea che ripercorre i fatti dell’Odissea, si è ispirato ai testi classici, Omero e Ovidio, ma anche al romanzo della grande scrittrice Margaret Atwood, “Il canto di Penelope”. Un poema che attraversa le pieghe di un’ossessione amorosa, e le dona passione e fisicità, in cui l’interpretazione di Teresa Timpano emerge per intensità e vividezza, in una grande prova d’attrice che restituisce alla protagonista la sua realtà di donna.

Un intreccio tra una visione classica e una sensibilità contemporanea caratterizza l’intera messa in scena, che si avvale di un uso suggestivo delle luci, ed è impreziosita dalle musiche originali create appositamente da Mario Incudine, che riprende la tradizione della musica nel teatro classico, rendendola parte integrante della drammaturgia, e facendola diventare elemento anche del teatro contemporaneo.

“Siamo molto lieti di proporre al pubblico reggino uno spettacolo che nato qui, nella nostra città, si è fatto conoscere e apprezzare all’estero. Una sinergia tra realtà artistiche di eccellenza, che conferma il respiro internazionale che abbiamo voluto dare al nostro Festival”, commentano Maria Milasi e Americo Melchionda.

Il Globo Teatro Festival è promosso dal Comune di Reggio Calabria, nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. (rrc)

LAMEZIA TERME (CZ) – Al via la nuova stagione di Teatro Ragazzi a cura di Teatrop

Teatro Ragazzi, una nuova stagione dedicata espressamente ai più piccoli, strizzando l’occhio anche agli adulti. Il nuovo cartellone ideato e promosso dalla compagnia lametina Teatrop è un chiaro invito alle famiglie ad accompagnare i bambini a teatro per far scoprire loro la meraviglia, lo stupore di favole antiche e storie moderne.

«Narrazioni incentrate su tematiche che riguardano la nostra società, il nostro vivere quotidiano – ha asserito Greta Belometti, attrice della compagnia – in un mondo che va troppo in fretta e non si sofferma abbastanza su idee e piccoli gesti che possono migliorare la qualità dell’esistenza di tutti noi».

«Tra queste buone abitudini – ha sottolineato Belometti – c’è appunto quella di godere di un bello spettacolo a teatro per poi tornare a casa e discutere del messaggio che la rappresentazione ha trasmesso ad ognuno: dall’amicizia alla salvaguardia del pianeta, e tanto altro ancora».

La compagnia, diretta artisticamente da Pierpaolo Bonaccurso, ha presentato la nuova rassegna nel foyer del Teatro Grandinetti; presenti il sindaco Paolo Mascaro, le assessore Giorgia Gargano (Cultura) e Luisa Vaccaro (Promozione del territorio). I promotori della rassegna hanno evidenziato che, anche per quest’anno, il prezzo dei biglietti è più che popolare: tre euro per uno spettacolo che diventano cinque per la prenotazione di due rappresentazioni.

«Una scelta – ha sottolineato Bonaccurso – resa possibile dal fatto che a Lamezia si è creata un’Ati, un sodalizio composto da più realtà che gestiscono il teatro in piena collaborazione con l’amministrazione comunale. Una forma di sinergia che si è rivelata vincente e che sta dando buoni frutti perché consente di vincere e quindi realizzare concretamente progetti complessi e articolati che un solo soggetto avrebbe difficoltà a mettere in campo».

Molto soddisfatti i rappresentanti dell’amministrazione comunale che hanno rimarcato l’impegno profuso da Teatrop, una compagnia di produzione teatrale, già da qualche anno riconosciuta a livello nazionale.
Il sindaco e le assessore hanno messo in risalto la grande preparazione e competenza degli attori e delle maestranze della compagnia che produce lavori di successo e che riesce sempre ad avvicinare il teatro alla comunità di riferimento, grazie ad una mirata ed incisiva visione sociale.

La nuova rassegna del Teatro Ragazzi partirà il 22 al teatro comunale Grandinetti e andrà avanti fino alla primavera del 2024. Si inizia con “Il gatto con gli stivali” della compagnia teatrale “Gran Teatrino di Bari” che andrà anche in pomeridiana al Chiostro Caffè Letterario, il 24 novembre alle 18.

Per il 4 e 5 dicembre prossimi andrà in scena la rappresentazione “Le favole della saggezza” a cura della compagnia teatrale “I Teatrini” che riproporrà le favole di Esopo con la musica dal vivo e l’utilizzo delle maschere. Il 18 e il 19 dicembre sarà la volta de La Mansarda -Teatro dell’Orco che proporrà la pièce “Gennarino nel Paese di Babbo Natale”.

Il 24 e 25 gennaio prossimi il la rassegna del Teatro Ragazzi presenta la compagnia Crest con lo spettacolo “Giovannin senza parole”. In occasione del Carnevale, l’8 e il 9 febbraio sul palcoscenico del Grandinetti si esibirà la compagnia lametina Teatrop con “I musicanti di Brema”, uno spettacolo di narrazione con musica dal vivo e disegni in sand art.

Si prosegue con l’appuntamento del 26 marzo marzo 2024, a deliziare piccoli e grandi sarà “Il gatto e la volpe (aspettando Mangiafuoco)”, a cura della compagnia Teatro del Cerchio; lo spettacolo ha conquistato il Premio “Padova Amici di Emanuele Luzzati” al 40mo Festival nazionale del teatro per ragazzi di Padova. Il Teatro Ragazzi chiuderà i battenti l’11 e il 12 aprile con la Compagnia “MatutaTeatro” che proporrà “Cappuccetto Red”, una fiaba di ieri rivisitata ai giorni nostri grazie anche alla lingua inglese.

La rassegna “Teatro Ragazzi 2023-2024” è co-finanziata con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso di Programmi di Distribuzione Teatrale e Programmi di Produzione Teatrale della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. L’Ati è composta da Ama Calabria che è capofila e dall’associazione teatrale de I Vacantusi con la partnership di Teatrop. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 10. (rcz)

MENDICINO (CS) – Per Sguardi a sud va in scena Le Bureau de Porc

La rassegna di teatro contemporaneo “Sguardi a Sud” continua a incantare il pubblico con un viaggio straordinario nell’arte scenica. Con la direzione artistica di Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, la kermesse si conferma un crocevia di creatività che si nutre di tradizione e innovazione. Domenica 19 novembre (ore 18), al Teatro comunale di Mendicino, andrà in scena “Le Bureau de Porc”. Uno spettacolo unico nel suo genere, scritto e diretto da Natale Filice, autore visionario in grado di combinare sapientemente le dimensioni del reale e del virtuale. Il protagonista della pièce teatrale Mario Massaro sarà affiancato sul palcoscenico da Elisa Ianni Palarchio e Mirko Iaquinta, che appariranno in video, regalando al pubblico un’esperienza visiva e sonora senza precedenti. Gianpaolo Palumbo e Valerio Massimo Filice daranno vita a scenografie virtuali mozzafiato grazie alla tecnica del videomapping, trasformando il palco in un mondo affascinante e surreale. Costumi firmati da Antonella Carbone e suggestivi contributi video di Antonio Arena completano un quadro artistico di straordinaria complessità. La multidisciplinarità delle arti è il cuore pulsante di questo spettacolo che promette di trasportare il pubblico in un vortice di emozioni e riflessioni.

Nella narrazione originale di Perrault, Barbablù è un uomo dal passato ombroso che, nonostante la sua storia di mogli scomparse, riesce a conquistare la figlia più giovane di una vicina. La trama prende una svolta cupa quando, prima di partire per un viaggio di lavoro, Barbablù consegna alla moglie un mazzo di chiavi che apre tutte le porte della casa, tranne una. La curiosità induce la giovane ad aprire la porta proibita; da qui, la terrificante scoperta della camera gli orrori. La vicenda culmina con il tentativo di Barbablù di punire la moglie per la sua indiscrezione, svelando così la brutalità dell’uomo.

La moderna interpretazione de “Le Bureau de Porc” si spinge oltre: la narrazione si sviluppa attraverso il filtro di uno studio televisivo che coinvolge conduttori e opinionisti nell’analisi della tragedia di Barbablù mettendo a nudo la realtà delle cronache con sguardo cinico, evidenziando una denuncia di facciata e il sensazionalismo mediatico.

Un ritratto allegorico che, nel contesto attuale, trova riscontri nella dura realtà di abusi e violenza. La ricchezza di Barbablù, simbolo di potere sfrenato, si scontra con la fragilità delle sue mogli, vittime di un male che permea la storia umana: la crudeltà alimentata dalla sete di controllo.

Mario Massaro, in duplice veste di attore e direttore artistico della rassegna Sguardi a Sud, ha dichiarato: «“Le Bureau de porc” è uno spettacolo che porta al centro della nostra attenzione la tematica della violenza di genere, usando a pretesto la fiaba di Perrault, narrata come una ricostruzione cronachistica da studio televisivo, con tanto di conduttore ed opinionisti esperti dei drammi del momento. Le Bureau de Porc è uno spettacolo che non fa sconti al tema del femminicidio e lo racconta, talvolta, con marcato realismo, ponendo di fronte agli occhi dello spettatore una verità narrativa che è in coscienza inaccettabile, ma che, purtroppo rispetta in pieno ciò che accade nel nostro Paese, a tutte le latitudini e in tutte le fasce d’età. Per il giovane spettatore può essere un’opportunità in più per discutere di educazione sentimentale, di rispetto reciproco, di rapporto tra uomo e donna che possa slegarsi dalla logica del possesso, di accettazione e normalizzazione del fallimento, di dialogo costruttivo tra due parti apparentemente opposte. Il 19 novembre, l’arte e la magia del teatro vi aspettano per un viaggio indimenticabile».

L’appuntamento con “Le Bureau de Porc” è un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare in un universo fatto di immagini, suoni ed emozioni, dove il teatro diventa un laboratorio di sogni e la scena si trasforma in un luogo magico da esplorare.

Al termine dello spettacolo, il Teatro comunale di Mendicino si tingerà di festa per celebrare i primi vent’anni della compagnia Porta Cenere. Una lunga e appassionante storia fatta di impegno, dedizione e amore per la scena, che ha saputo conquistare il cuore degli spettatori e lasciare un segno indelebile nel panorama teatrale calabrese e non solo. (rcs)

COSENZA – Il comico Filippo Giardina il 23 novembre al Cinema San Nicola

Spregiudicato, dissacrante e cinico, Filippo Giardina è ormai indiscutibilmente uno dei nomi di spicco della stand up comedy italiana.

Fautore di una satira libera e autentica, che affonda le radici nella tradizione letteraria e che si scaglia contro l’ipocrisia e la retorica, Giardina nei suoi spettacoli racconta le contraddizioni della società con il sarcasmo e la sagacia che lo contraddistinguono. Il one man show approderà a Cosenza giovedì 23 novembre al Cinema San Nicola.

L’evento è organizzato da L’AltroTeatro, cofinanziato con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Eventi di Promozione Culturale 2022” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. I biglietti sono acquistabili sul circuito Ticketone.

Dopo l’incredibile successo di Dieci con cui ha collezionato un sold-out dopo l’altro in club e teatri lungo tutto lo Stivale, il comico e autore romano porta in giro non solo in Italia ma anche in Europa Cabaret, il suo undicesimo monologo satirico che si può riassumere in un’unica parola: controcultura. Con questo termine ci si riferisce a quei movimenti culturali, filosofici, politici e religiosi che si oppongono alla cultura dominante della società. Questo è Cabaret. Smaschera un essere umano sempre più solo nel proprio delirio egoico, incastrato in una tecnologia aleatoria che dipinge un futuro angosciante e spersonalizzato. È un viaggio paradossale tra passato, presente e futuro condito da cattiverie gratuite e ingiustizie lessicali. Cabaret è un disincantato monologo di stand-up comedy che vuole prendere le distanze dalla comicità banale e improvvisata e rivendica l’appartenenza alla storica tradizione della letteratura orale.

«L’indignazione è passata dall’essere uno strumento di lotta e contestazione a uno mezzo per chiudersi nella propria bolla di convinzioni e certezze incrollabili. Il perbenismo e il bigottismo stanno diventando valori positivi e la libertà di espressione deve sottostare, impaurita, a una dilagante e infantile permalosità. Nel frattempo c’è la guerra e la sinistra annaspa tra vecchie categorie bollite e nuove fissazioni borghesi. Più il mondo va a picco più solo una risata potrà alleviare il dolore del lento, ma inevitabile, inabissamento». (rcs)

SAN FILI (CS) – Domenica a teatro con Antigone di Lalineasottile

Nuovo appuntamento per la stagione teatrale di San Fili la cui direzione artistica è a cura di Lindo Nudo. Per la rassegna “Tutti a teatro – Viaggio nei generi teatrali” arriva sul palcoscenico del Teatro Gambaro “Antigone una donna di Calabria” della compagnia Lalineasottile.

Un testo scritto a quattro mani da Franco Dionesalvi e Massimo Costabile, che ne cura anche la regia, e interpretato con grande intensità da Antonella Carbone. Uno spettacolo dedicato alle vittime di Cutro per come specificato nelle note di regia: «Questo testo è stato scritto 10 anni prima della tragedia di Cutro insieme all’amico Franco Dionesalvi – scrive Massimo Costabile – con cui ho condiviso un lavoro artistico di scrittura teatrale dal 1992. In ricordo di Franco ho voluto riscriverlo in forma di monologo».

Antigone, una donna del popolo, si ribella a Creonte, ‘u Ministru, che ha ordinato, dopo l’ennesimo naufragio in mare di una chiatta proveniente dall’Africa, che i corpi non dovranno essere recuperati. Non dovranno toccare il territorio calabrese ma restare in mare, cibo per i pesci, a dissuadere i migranti da altri tentativi di sbarco. Antigone ha visto un corpo vicino alla riva, lo raccoglie e, nel rispetto della pietas umana, vi dà sepoltura e senza paura affronta il castigo.

Il lavoro in lingua calabrese, curato da Mario Artese così come le musiche originali, non è una riscrittura della tragedia di Sofocle, spiega Costabile, ma una rivisitazione e un pretesto per parlare della storia tragica dei nuovi migranti. La pièce si arricchisce delle scenografie di Gino Veneruso e del disegno luci di Matteo Costabile.

“Antigone una donna di Calabria” è il terzo appuntamento della rassegna teatrale che nasce dalla collaborazione fra la compagnia fondata e diretta da Lindo Nudo e l’amministrazione comunale guidata da Linda Cribari che, per il secondo anno consecutivo, dà forma ad una stagione teatrale di alta qualità con il supporto tecnico di Asso-Artisti di Raffaele Iantorno.

Gli eventi riportati sono finanziati con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Produzione Teatrale – Annualità 2023” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rcs)

CATANZARO – Al Teatro Comunale “Aggiungi un posto a tavola” fa pienone di famiglie

Un grande classico che non perde smalto e continua da “evergreen” a calcare i palcoscenici di tutta Italia. Nella versione del Teatro Incanto, firmata dal regista e attore (special guest in versione Onnipotente, e non solo), nonché direttore artistico del Teatro Comunale di Catanzaro, Francesco Passafaro, si rinnova la magia di una favola intergenerazionale che riesce nella mission di coinvolgere le famiglie, aggregando in un unico abbraccio i componenti di ogni età.

“Aggiungi un posto a tavola”, domenica 12 novembre, secondo appuntamento con la stagione “Domenica d’Incanto” ha registrato un importante sold out: un atto di fiducia per chi il teatro lo ama sul palcoscenico, oltre che dalla platea, dopo i difficili e critici anni del post-pandemia

«Per noi questa commedia ha un significato particolare – ha affermato Francesco Passafaro al termine dello spettacolo salutando e ringraziando il pubblico -. L’ultima volta che l’abbiamo portata in scena eravamo all’Auditorium ‘Casalinuovo’ e proprio lì, quella sera, abbiamo dato l’annuncio che avremmo ripreso il Teatro Comunale, un avamposto culturale. Lo era, e lo è di nuovo, un posto che vive 12 mesi all’anno, e grazie anche a voi che fate vivere ogni giorno questo posto, oggi rinasce di nuovo perché abbiamo resistito ai due anni della pandemia, grazie ad ognuno di voi».

Uno spettacolo colorato e vivace, movimentato dai quadri da musical strutturato con coreografie e cori, grazie anche alla scelta scenografica di utilizzare le proiezioni in trasparenza realizzate con Kalisfera – ­Service Audio/luci/video/palco del Comunale – ha saputo coinvolgere il pubblico. Anche aprendo uno squarcio di riflessione sui temi dell’accoglienza e della solidarietà, spingendo, Passafaro a dedicare questa straordinaria rappresentazione proprio alla pace che su questi valori si fonda, pensando alle guerre che continuano ad imperversare in Ucraina e in Medio oriente.

La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro (Michele Grillone che non fa per nulla rimpiangere Gianluca Guidi), parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un’inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino (Domenico Scarpino) che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione (Marialaura Gabini) donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto (Roberto Malta) e accetterà di sposarlo. Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale inviato da Roma convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull’arca, sotto il diluvio, si ritrovano solo lui e Clementina (Francesca Guerra), la giovane figlia del sindaco da sempre perdutamente innamorata di lui.

Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

Tutti bravi, in scena: Michele Grillone, Francesca Guerra, Elisa Condello, Roberto Malta, Domenico Scarpino, Marialaura Gabini; Martina Leone. E ancora: Domenico Vavala, Beatrice Loprete, Federica Trombetta, Gerarda Golfieri, Alice Saturnino, Antonia Marino, Silvia Frustaci, Fabrizio Fiorentino, Teresa Valentino, Mariarita Nicastro, Mario Scozzafava, Futura Peta, Carmen Antoci, Carmen Mirarchi, Daniela Filippis, Viviana Condello, Daniela Fazio, Alessia Brogneri.

Il prossimo appuntamento con la stagione “Domenica d’Incanto” è domenica 17 dicembre con “SSS – Spettatori sulla Scena”, sempre alle 18.30 sempre nel centro del centro storico. (rcz)

CROTONE – Record di abbonati al Teatro Apollo per la nuova stagione

Sabato 11 novembre debutterà ufficialmente, alle ore 20.30, sul palco del Teatro Apollo, la Rassegna “Crotone…Voglia di Teatro” con la divertente commedia partenopea “A che servono questi quattrini”.

Una farsa godibile prodotta dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e La Pirandelliana che vede in scena una bella e affiatata compagnia composta da Nello Mascia, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase, Chiara Baffi, Luciano Saltarelli, Fabrizio La Marca, diretti da Andrea Renzi, regista e interprete della celebre Compagnia Teatri Uniti assieme ai fondatori Toni Servillo, Mario Martone e il compianto Antonio Neiwiller.

“A che servono questi quattrini”, scritta nel 1940 da Armando Curcio fu in origine portata in scena al teatro Quirino di Roma l’8 maggio 1940 dalla compagnia di Eduardo De Filippo. La vicenda ruota intorno al Marchese Parascandolo detto il Professore che per dimostrare le sue teorie socratiche, bizzarre e controcorrente, ordisce un piano comicamente paradossale che svela l’inutilità del possesso del denaro. L’Italia di lì a poco sarebbe entrata nel conflitto della II Guerra Mondiale e il mondo post-capitalistico dell’alta finanza era di là da venire ma l’argomento, così esplicitamente indicato nel titolo, stuzzicò la curiosità del pubblico di allora tanto che, pochi anni dopo, nel 1942, la commedia venne trasposta sugli schermi cinematografici per la regia di Esodo Pratelli con Eduardo e Peppino De Filippo protagonisti e con, tra gli altri, Clelia Matania e Paolo Stoppa.

Conclusa la campagna abbonamenti che ha riscosso un successo oltre le aspettative. La ricca offerta del cartellone, ideato da Gianluigi Fabiano, ha fatto registrare una percentuale di vendita di abbonamenti, che ha superato il novanta per cento. Da qualche giorno, presso la biglietteria del Teatro Apollo e sul sito diyticket.it, sono in vendita i biglietti dei pochi posti disponibili rimasti per le singole rappresentazioni.

Nel frattempo, è stata già prevista una replica dello spettacolo “Balcone a 3 piazze” di Biagio Izzo. A grande richiesta la commedia, scritta da Mirko Setaro e Francesco Velonà, con la regia di Pino l’Abbate, andrà in scena anche giovedì 23 novembre, oltre la data già in abbonamento di venerdì 24 novembre, alle ore 20.30. Un doppio appuntamento per una commedia esilarante e adatta a tutte le età, costruita sugli equivoci in un intreccio di storie permeate di sano umorismo. Sul palco, con Izzo: Mario Porfito, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale, Ciro Pauciullo.

Sul palco del Teatro Apollo sono ben undici gli appuntamenti previsti dalla Rassegna “Crotone… Voglia di Teatro”. Dopo il debutto di sabato 11 novembre con la commedia “A che servono questi quattrini”, il doppio appuntamento con la grande comicità di Biagio Izzo il 23 e il 24 novembre, la rassegna proseguirà martedì 5 dicembre, con la trasposizione teatrale del film cult “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmüller. Venerdì 19 gennaio 2024 appuntamento con la commedia di Eduardo De Filippo “Uomo e galantuomo” regia di Armando Pugliese con Geppy e Lorenzo Gleijeses; sabato 27 gennaio arriva il musical “La Leggenda di Belle e la Bestia”; giovedì 15 febbraio, la commedia francese di Coline Serreau “Tre uomini e una culla” con i divertenti Giorgio Lupano, Gabriele Pignotta, Attilio Fontana. Sabato 24 febbraio sarà la volta della pièce “Così è (se vi pare)” diretto da Geppy Gleijeses con Milena Vukotic, Pino Micol, Gianluca Ferrato; martedì 5 marzo, “Il Giocattolaio” con Francesca Chillemi e Kabir Tavani. Martedì 12 marzo l’intenso spettacolo “Il cacciatore di nazisti” con un grande Remo Girone. Mercoledì 24 aprile, un’altra grande interprete calcherà il placo del Teatro Apollo: Lunetta Savino in “La madre” diretta da Marcello Cotugno. Mercoledì 8 maggio, l’irriverente commedia di Dario Fo e Franca Rame “Coppia aperta… quasi spalancata” con Chiara Francini e Alessandro Federico. (rkr)