Riunita la Conferenza dei sindaci del Distretto socio-assistenziale del Lametino
Si è riunita la Conferenza dei Sindaci del Distretto socio-assistenziale del Lametino insieme ai rappresentanti dell’Asp, del Terzo Settore, della Fish e del Sindacato Cisl, per discutere su una ipotesi di riprogrammazione di risorse precedentemente assegnate all’ambito, su servizi per soggetti non autosufficienti.
L’obiettivo è stato quello di incrementare i livelli di servizi offerti in risposta ai bisogni emersi dal piano di zona distrettuale che, si ricorda, è stato approvato dalla Regione Calabria nel settembre scorso.
Il vicesindaco, Antonello Bevilacqua e l’assessore alle Politiche Sociali Teresa Bambara, esprimono soddisfazione precisando che la proposta di riprogrammazione avanzata dal Comune capo ambito, apprezzata verbalmente dal rappresentante della Cisl in merito ai contenuti dell’ordine del giorno, dopo ampia discussione e approfondimenti è stata condivisa con l’arricchimento di contributi dei presenti, indirizzati a far emergere che i fondi destinati dallo Stato, Regione, ecc. in ambito sociale devono essere utilizzati per aumentare i livelli di prestazioni sociali di tutto il territorio dell’ambito, (Lamezia Terme, Nocera Terinese, Falerna, Gizzeria, Pianopoli, Jacurso, S. Pietro a Maida, Platania, Curinga, Cortale, Maida, Feroleto Antico ), tenendo ben presenti le peculiarità di ciascun Comune, e nel contempo intervenendo rafforzando le strutture organizzative dei vari Comuni con l’inserimento di personale tecnico specifico necessario per supportare ogni tipo di politica sociale che si intenda intraprendere.
È emersa la consapevolezza che anche dei fondi erogati dallo Stato (fondi Fsc) a ogni Comune, le Amministrazioni potranno utilizzarne parte per assumere personale specifico, dotandosi quindi di tecnici che sappiano leggere i bisogni del proprio Comune con successiva progettazione per l’utilizzo dei fondi in risposta a quanto rilevato attraverso l’erogazione di servizi dove la “persona” risulta essere al centro degli interventi medesimi.
I Comuni, quindi, è stato ribadito dalla rappresentante del Terzo Settore e condiviso da tutti i presenti alla Conferenza, sono tenuti a fare scelte oculate nella predisposizione dei propri bilanci avendo il coraggio di non relegare più le politiche sociali all’ultimo posto degli interventi che intendano intraprendere per il bene della propria comunità.
Dalle decisioni assunte si renderà possibile attuare alcuni degli obiettivi previsti nel piano zonale approvato e nello specifico:
– utilizzare risorse residue, € 176.117,61, per il servizio trasporto rivolto a soggetti non autosufficienti disabili e/o anziani per accompagnamento legati a motivazioni sanitarie e/o finalità educative da parte dei Comuni dell’Ambito dove è presente il fabbisogno;
– utilizzare risorse residue, € 135.224,70 per la realizzazione di progetti individuali per le persone disabili ex art. 14 della Legge 328/2000, al culmine di percorso che il Comune di Lamezia Terme e il Distretto, con gli stimoli dell’ASP, del Privato Sociale e dei Sindacati ha già da tempo avviato;
– utilizzare risorse residue, € 103.680,00, per incrementare quelle già previste per i non autosufficienti under 65 nell’ambito dell’assistenza domiciliare;
-utilizzare risorse residue, € 90.000,00, per integrare le risorse già destinate all’attivazione di nuovi progetti individuali per la persona disabile nonché per la prosecuzione dei progetti similari esistenti.
Nel corso dell’incontro è emerso come la Regione Calabria, collaborata anche dalla Fish la cui Presidente Regionale è stata presente, stia lavorando nella stesura di linee guida più aderenti alla ratio della legge, per favorire la corretta attuazione del Dopo di Noi, in conformità alla normativa; similmente sempre la Regione sta lavorando sulla riformulazione nell’ambito del progetto personalizzato.
A conclusione dei lavori il Vicesindaco e l’Assessore ringraziano tutti i partecipanti sottolineando che le decisioni assunte collegialmente sono state rese possibili grazie al lavoro scientifico-sociale svolto dai componenti l’Ufficio di Piano diretto dalla dirigente, dr.ssa Paola Amato. (rcz)
BADOLATO – Una giornata tra turismo e agricoltura
Nei giorni scorsi a Badolato si sono svolte diverse attività esperienziali e rurali, promosse dalla community turistica “Badolato Slow Village” assieme all’Azienda Agricola “Santu Sidaru”, gli Oleifici Leuzzi e gruppi spontanei di amiche come Sonia Simpatico e Rosanna Gangemi.
Si è trattato di un weekend intenso che ha visto la partecipazione di famiglie con bambini/e nella prima giornata di Sabato e di visitatori italiani e stranieri nelle attività eco-culturali programmate per domenica. Le due giornate esperienziali e rurali sono state pensate e promosse nel contesto dell’evento nazionale Camminata tra gli Olivi, inteso come grande ed importante occasione per ristabilire un legame tra i cittadini e la propria terra, un modo per far conoscere il paesaggio di una grande civiltà millenaria e per far scoprire ai tanti appassionati della cultura enogastronomica i territori di origine del prodotto attraverso gli alberi di olivo e gli uomini e le donne che lo custodiscono.
Sia per il gruppo di famiglie, con tanti bambini curiosi che hanno anche studiato sotto gli olivi o realizzato laboratori artistico-culturali, sia per il gruppo di visitatori italiani e stranieri, le camminate tra gli olivi secolari e giovani delle antiche terre di Badolato state opportunità uniche di esperienza mediterranea che hanno consegnato a tutti una realtà diversa. Opportunità autentiche che permettono sempre a tutti/e di riconnettersi con sé stessi ed a Madre Natura, conoscere, scoprire o riscoprire meglio luoghi e territori unici, significativi ed eccezionali soprattutto in tempi in cui si è costantemente iper-connessi al mondo del web, si vive virtualmente o si parla di metaverso.
Le due giornate esperienziali e rurali hanno visto la co-partecipazione attiva delle Aziende Agricole locali, con in testa quella dell’operatore agro-turistico Luigi Staiano con il suo olio evo “Santu Sidaru – Dalle Antiche Terre di Badolato”, il suo Ristorante di cucina a-tipica “Catojo dello Spinetto” e la sua famiglia che ha ospitato i gruppi di visitatori nei propri uliveti in località “Sanità” e “Santu Sidaru”.
Gli ospiti hanno avuto modo di fare esperienza della tradizionale raccolta delle olive, piantare nuovi alberi d’olivo e di abbracciare alberi secolari come attività positiva di “forest bathing”, di partecipare a workshop di ricette tipiche delle olive guidati dalla signora Sisina, di pranzare in maniera genuina e conviviale all’aperto in campagna, di visitare un frantoio locale per conoscere da vicino tutti i processi di molitura e produzione dell’olio d’oliva. In tal senso, importante è stata la disponibilità e collaborazione degli Oleifici Leuzzi di Badolato della famiglia Leuzzi, luogo in cui è stata anche effettuata una degustazione guidata dell’olio extra vergine d’oliva 100% naturale prodotto in loco con estrazione a freddo.
«Da un lato – hanno dichiarato gli operatori turistici protagonisti delle due giornate – si propongono formule di turismo lento, responsabile, eco-culturale, eno-gastronomico e di qualità, in un periodo di bassa stagione; dall’altro si mettono in campo attività comunitarie ed aperte volte a sensibilizzare la nostra comunità multiculturale di cittadini locali e turisti/viaggiatori internazionali sulla salvaguardia dell’ambiente ed il contrasto all’abbandono dei terreni olivicoli attraverso la riduzione di emissioni di gas serra e il ritorno all’olivicoltura tradizionale e all’agricoltura naturale-sociale, così come ci hanno insegnato i nostri avi contadini».
«L’olivo, in questo senso – hanno concluso – assume i connotati di risorsa straordinaria, con l’olio quale elemento predominante, cardine fondamentale della dieta mediterranea, la cui validità è ampiamente riconosciuta in tutto il Mondo. È un aspetto, dunque, che va oltre il versante turistico-culturale e del marketing territoriale, ma diventa elemento chiave determinante per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori. Comunque, simili occasioni dimostrano quanto sia importante fare sistema tra le aziende e gli operatori locali, così come stiamo sforzandoci a fare da anni. È questa forza delle nostre realtà produttive che, quando riescono a fare rete collaborando proficuamente, tramandando la migliore rappresentazione della Calabria». (rcz)
LAMEZIA – Presentato il catalogo “Dario Galli: una vita spesa per la cultura”
È stato presentato, a Lamezia Terme, il catalogo Dario Galli: Una vita spesa per la cultura, edito da Grafichéditore e inserito nella collana “Calliope” diretta da Italo Leone.
Il maestoso catalogo è stato sfogliato durante un seminario formativo organizzato dalla casa editrice con il patrocinio ed il supporto della presidenza del consiglio in occasione del 45° anniversario della morte del letterato.
Un’atmosfera suggestiva quella che si è respirata in una sala consiliare gremita degli studenti dei Licei “Francesco Fiorentino” e “Tommaso Campanella”, affamati della curiosità di conoscere un concittadino che, come il poeta Dario Galli (1914-1977), è stato riconosciuto quale grande artista a livello nazionale ed internazionale.
Accanto alla presenza di una rappresentanza degli studenti lametini, presenti all’evento un nutrito gruppo di ospiti legati tutti dal ricordo di Dario Galli e dalla curiosità di conoscerne lati ancora in ombra.
È stato il presidente, Giancarlo Nicotera a rivolgere i saluti di benvenuto, ringraziando in particolare tuti i docenti e dirigenti che hanno accolto con entusiasmo il progetto, promuovendo attraverso un percorso didattico scolastico, la figura del poeta Galli, patrimonio culturale della nostra identità di lametini. Nicotera ha poi ringraziato la realtà di Grafichèeditore per il catalogo, ma soprattutto per il suo impegno nel rendere la cultura, fruibile a tutti.
Ed è stata Nella Fragale, grazie alla quale negli anni, grazie proprio ad un premio dedicato al poeta, si sono accesi i riflettori su di lui, a descrivere il volume.
«Il catalogo – ha spiegato Fragale – è formato da circa 300 pagine, ed ogni facciata è dedicata ad un riconoscimento ricevuto dal poeta a livello nazionale ed internazionale, accanto ad una strofa del suo epistolario».
Un grande uomo ed un grande padre, come raccontato dalla figlia Donatella, emozionata ed orgogliosa di consegnarne la memoria alle nuove generazioni. Ed è stata proprio Donatella Galli a consegnare simbolicamente al sindaco, un catalogo da consegnare e lasciare come donazione alla biblioteca comunale “Oreste-Borrello”, affinché ogni giovane ne possa fare tesoro.
Un’analisi squisitamente stilistica, poetica e storica è stata donata dalle autorevoli menti del professore Leone e della professoressa De Sensi Sestito.
Il professore Italo ne ha sottolineato la musicalità dei componimenti poetici, l’eleganza strutturale e ritmica della sua poesia, designandolo quale lucido fotografo del nostro passato, lungimirante letterato, rivoluzionario sociale. È stato lui che ne ha in particolare, ricordato quella innata straordinarietà compositiva. Una rivoluzione culturale – conclude Italo leone – che Dario Galli ha innescato con il suo Dolce Stil Novo, che guarda alla lingua dialettale nella sua dignità letteraria e sociale. A lui anche il merito di aver fondato l’accademia Neocastrum di cui fu presidente per molti anni.
Le numerose onorificenze, premi e riconoscimenti racchiusi con cura dalla figlia Donatella, insieme alle poesie ad essi collegati, – ha sottolineato la professoressa De Sensi Sestito – «ci mostrano che nei circoli letterari a livello nazionale, Dario Galli non solo è presente ma mostra che il suo talento è riconosciuto non in merito ad una singola poesia ma per la sua emblematica sensibilità. Dario Galli è presente fra i più grandi accademici con la sua attività di promozione letteraria, ed è salutato appunto, quale “accademico”, rappresentativo della vitalità artistica. Anche in ambito militare, la sua persona non passa inosservata, ma anzi viene salutato come esponente di rilievo, evidenziando come vi sia una parte della vita militare di Dario Galli ancora da rispolverare».
«Il messaggio di Dario Galli ai più giovani – rimarca la professoressa – è sicuramente di investire sulla cultura, quale strumento per dialogare, viaggiare, conoscere, guardando però alle proprie radici come necessario senso di appartenenza per diventare uomini e donne del futuro, nel mondo».
A concludere il seminario, moderato da Luisa Vaccaro, è stato il sindaco Paolo Mascaro, dichiaratosi emozionato nel vedere in quella sala consiliare, la bellezza di un linguaggio generazionale grazie ad un vanto umano quanto letterario della nostra città, un patrimonio da conoscere per riconoscersi parte integrante dell’incommensurabile patrimonio culturale del nostro territorio. (rcz)
CATANZARO – Al Comunale “Comunhalloween”
Il 31 ottobre e il 1° e 2 novembre, al Teatro Comunale di Catanzaro, è in programma Comunhalloween, un tour “spettrale” alla scoperta della bellezza nascosta di Catanzaro, promosso dal direttore artistico Francesco Passafaro.
Un’altra “trovata” del direttore artistico del Teatro Comunale, nel centro del centro storico di Catanzaro che per tre giorni diventerà un grande parco divertimenti/ avventure. Infatti, il 31 ottobre, 1 e 2 novembre dalle 18,00 alle 23,00 il Comunale diventerà “Comunhalloween”, un mega tour del teatro con escape room, un momento in cui dovrai indovinare e risolvere un enigma.
Saranno tutti gli attori del Teatro Incanto a dare vita a fatti particolari, paurosi, spaventosi ma anche romantici e divertenti.
«Catanzaro a me è sempre piaciuta moltissimo, in fondo è una città potenzialmente bellissima, in cui si può e si deve fare ancora tanto – ha dichiarato Passafaro -. Forse, tra gli stessi catanzaresi, sono in tanti a non sapere ancora che esistono diversi misteri irrisolti a Catanzaro, fatti particolari e a volte inquietanti, un po’ alimentati dalla fantasia e un po’ (parecchio) reali, fatti che non tutti conoscono. Allora abbiamo deciso di raccontare questi fatti, non solo sul palcoscenico, ma in tutto il Teatro, in tutto il Comunale che oggi più che mai diverrà ‘Il Centro del centro storico’. Faremo un tour di tutto il Teatro, fino ad arrivare nelle “catacombe”, e conosceremo personaggi e fatti della nostra Catanzaro, in stile horror».
Tutti pronti, quindi, per un giro al “Comunhallowen”: il tour dura circa 50 minuti e il prezzo è solo 8. Per entrare, chiama Carmen allo 0961 741241 e prenota il tuo mega tour nel teatro, si entrerà a gruppi ogni 15 minuti. (rcz)
CATANZARO – Incontro all’Amc sulla mobilità urbana
Si è tenuta, nella sede dell’Amc Catanzaro, un incontro tra la rappresentanza del Consiglio comunale con il direttore generale dell’azienda di trasporto pubblico, Marco Correggia, per discutere della mobilità urbana e dei suoi punti critici.
Per l’Assemblea Civica erano presenti il presidente, Gianmichele Bosco, il presidente della prima commissione permanente “Urbanistica – Patrimonio – Polizia Urbana – Mobilità – Traffico”, Gregorio Buccolieri, il presidente della quinta commissione permanente “Turismo – Politiche del Mare – Attività Produttive”, Raffaele Serò e il consigliere Antonello Talerico.
Si annunciano novità per quanto riguarda in particolare il centro cittadino e l’area della cittadella giudiziaria, che potrà beneficiare di una serie di misure, nuovi spazi compresi, che mirano ad agevolare la quotidianità lavorativa del personale ma anche quella dell’utenza.
SQUILLACE (CS) – Al Comune due finanziamenti per rilanciare la vita sociale
Sono due gli importanti finanziamenti di cui è beneficiario il Comune di Squillace, a seguito di specifici bandi promossi dal Gal delle serre calabresi, ente sovracomunale la cui mission è la promozione e lo sviluppo dell’agricoltura, del turismo rurale e dell’artigianato.
«Si tratta di 2 distinti finanziamenti – ha precisato l’assessore alla programmazione e turismo, Franco Caccia – che contribuiranno a rimettere in uso spazi e siti di particolare pregio. Un primo finanziamento, di circa 22 mila euro, è destinato alla riqualificazione e messa in sicurezza dell’orto botanico, sito nelle vicinanze del Castello, anche in previsione di un più vasto intervento di qualificazione turistica che avverrà nei prossimi mesi con il progetto finanziato dal ministero per il sud nell’ambito dei Cis (contratti interistituzionali di sviluppo)».
«Il secondo intervento, dell’importo di 40 mila euro – ha proseguito – si propone di promuovere la riqualificazione e la messa in funzione di alcune fontane storiche pubbliche del territorio per il recupero e la valorizzazione il patrimonio storico e culturale. Le fontane pubbliche, precisa l’assessore Franco Caccia, anche a Squillace, hanno assolto in passato ad una preziosa funzione sociale in quanto erano dei frequentati luoghi di incontro e di aggregazione sociale, oltre, ovviamente assolvere al compito primario costituito dalla fornitura dell’acqua per le diverse necessità quotidiane della popolazione».
«Nonostante la loro funzione primaria sia andata persa e molte fonti siano state abbandonate e poco curate – ha detto ancora – queste rappresentano senz’altro una testimonianza del patrimonio storico e socio-culturale, ed il recupero di questi luoghi può favorire un ritorno all’aggregazione su aree che possono riscoprirsi fruibili, dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Gli interventi previsti saranno realizzati nella fontana ubicata lungo la SP 162-2 appena fuori dal centro storico abitato, meglio conosciuta con il nome di fontana nuova. L’altro intervento sarà invece realizzato sulla fontana, ubicata nella frazione di Fiasco Baldaia, conosciuta con il nome fontana dei tre cannali».
«Si tratta di due fontane pubbliche – ha concluso l’assessore Caccia – in cui sono evidenti i segni dell’abbandono registrato durante gli anni , la cui riqualificazione e rimessa in uso , oltre a rappresentare un importante risultato dal punto di vista della valorizzazione strutturale e paesaggistica , si propone di costituire uno strumento per ravvivare le abitudini sociali nonché per stimolare il movimento fisico vista l’ubicazione delle fontane interessate nelle immediate vicinanze dei rispettivi centri abitati. Gli interventi in itinere, conclude Franco Caccia, sono in piena sintonia con una scelta strategica di questa amministrazione comunale, puntare sulla valorizzazione della memoria per rafforzare l’identità storico-culturale e per costruire nuove opportunità per la nostra città». (rcz)
LAMEZIA – Si presenta il libro “La stanza di Adel” di Ruggero Pegna
Domani sera, a Lamezia Terme, alle 19, al Chiostro Caffè Letterario, è in programma la presentazione del libro La stanza di Adel di Ruggero Pegna.
L’incontro è organizzato dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Lamezia Terme, in collaborazione con Open Space Aps, Chiostro Caffè Letterario e Associazione Culturale Muricello, nell’ambito della rassegna Ormeggi Preview. Dialogherà con l’autore Antonio Chieffallo, interverranno l’Assessore alla Cultura Giorgia Gargano, Rita Giura di Open Space, la psicologa Tiziana Pirelli, l’attrice – regista Angelica Artemisia Pedatella.
Dopo aver condiviso in “Miracolo d’Amore” la storia della sua improvvisa leucemia fulminante e della miracolosa guarigione grazie al trapianto di midollo donato da una ragazza americana e, come sostiene, alle preghiere della mistica Natuzza Evolo, Pegna ha toccato il tema della pena di morte di un condannato innocente in “La penna di Donney” e quelli del razzismo e dell’integrazione nel toccante “Il cacciatore di meduse”, con protagonista un piccolo migrante somalo sbarcato con la madre a Lampedusa. Ora, con “La stanza di Adel” ha scelto di addentrarsi nel tema dell’adozione, che s’intreccia a quelli dell’essere genitori, della famiglia, dei figli, dell’esistenza stessa; un tema delicato, spesso gravato da burocrazia e difficoltà sia per le adozioni nazionali e, soprattutto, per le internazionali. Una storia di particolare attualità, che stride con le cronache di guerra di questi giorni, anche perché la protagonista è proprio Adeliya, una bimba russa adottata da genitori italiani. Ancora una volta sono la realtà, l’umanità e temi di grande attualità, a trasformarsi in un romanzo del promoter lametino.
“La stanza di Adel” è un libro da non perdere, sia per chi ha vissuto e vive questa stupenda realtà, sia per chi volesse emozionarsi con l’avventura di una genitorialità piena raccontata con sensibilità, delicatezza e senso poetico, a tratti fiabesco. Un padre ripercorre la sua vita tra paure, sogni, speranze e la sofferenza dovuta all’impossibilità di avere un figlio, finché incontra la piccola Adeliya di pochi mesi. Raggiunta la maggiore età, lei decide di tornare nella città natale con il suo ragazzo. Durante l’assenza, preso da sconforto e nostalgia, il padre s’impossessa della sua cameretta e rivive la loro storia, dal desiderio di un figlio fino alla lotta per un’adozione, tra burocrazia e timori, nell’inquieta e incerta attesa del suo ritorno, a tratti come se fosse una favola.
«Non esiste un figlio adottato, ma semplicemente un figlio, a volte portato nel luogo sbagliato da una cicogna sbadata che smarrisce l’orientamento e la destinazione, e che i genitori devono cercare, con coraggio e amore, fino a trovarlo in una qualsiasi parte del mondo!”, dice l’autore, animato dal desiderio di trasmettere ancora una volta forti emozioni legate a storie vere, seppure romanzate dalla sua penna originale e con finali davvero sorprendenti. “A volte la società tende a sottolineare una sorta di diversità nell’essere genitori e figli – conclude – arrivando quasi ad affermare che l’adozione o altre opportunità di creare una famiglia non siano naturali; ma la realtà è ben diversa, l’amore supera ogni schema e convenzione!».
“La stanza di Adel” è un romanzo capace di avvicinare il lettore ai sentimenti più forti e, forse, di contribuire a dipanare ogni dubbio sull’adozione. È un romanzo avvincente dedicato a tutti i bambini, in un momento di grande sofferenza in molti luoghi del mondo, come si legge nella pagina iniziale: “Ai bimbi che siamo stati, a quelli che verranno; a quelli fortunati, sperando che ne siano consapevoli e seminino bene per il mondo; ai bimbi miseri e abbandonati, a quelli malati o affamati, a quelli soli; a tutti i bimbi infelici, feriti, mutilati o uccisi, vittime innocenti di guerre, violenza e abusi; ai tanti bimbi troppo presto uomini, operai, schiavi o soldati, ai bimbi di ogni colore; a padri e madri, custodi delle loro piccole vite; ai bimbi nati per caso, a quelli indesiderati, ai bimbi mai nati!” .
CROPANI (CZ) – Si presenta il libro “aMalavita” di Antonio Cannone
Domani pomeriggio, a Cropani, alle 17.30, al Centro di Aggregazione “Bella Piazza” dell’Associazione Ginevra, si presenta il libro aMalavita di Antonio Cannone.
CATANZARO – Parole, voci e suoni di Calabria, venerdì incontro con Valeria Tron
Venerdì 28 ottobre, a Catanzaro, alla Biblioteca De Nobili, alle 17.30, è in programma l’incontro con Valeria Tron, che presenterà il suo romanzo L’equilibrio delle lucciole.
L’evento rientra nell’ambito della rassegna Parole, Voci e Suoni di Calabria, promossa dalla Biblioteca Comunale “De Nobili”. A discutere con l’autrice di “L’equilibrio delle lucciole” sarà l’avvocato Vitaliano Gallo. Introdurrà la discussione e ne sarà moderatore, Nunzio Belcaro. Saranno presenti per i saluti il sindaco Nicola Fiorita e l’assessore alla Cultura, Donatella Monteverdi.
Il volume, che sta facendo registrare un notevole successo, ha nella radice Valdese il suo collegamento con la Calabria e c’è in particolare un episodio storico e al contempo tragico che lega indissolubilmente la Val Germanasca alla nostra regione: la strage dei Valdesi di Calabria, che fu consumata tra la fine di maggio e il giugno del 1561. Fino ad allora, le popolazioni di religione valdese provenienti proprio dalle valli piemontesi e che si erano insediate alle nostre latitudini dal XIII secolo, avevano vissuto indisturbate. Poi, però, iniziarono a professare apertamente la loro fede riformata, con tutto ciò che ne conseguì fino, appunto, alla strage.La sinossi del romanzo.
Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca: una terra resistente dove si parla una lingua antica e poetica. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra: ‘fare la muta al cuore’, come scrive nelle lettere al figlio. Ad aspettarla – insieme a una bufera di neve – c’è Nanà, ultima custode di casa, novant’anni portati con tenacia.
Levì, l’altro anziano che ancora vive lassù, è stato ricoverato in clinica dopo una brutta caduta. Isolate dal mondo per quattordici giorni, nel solo spazio di quel piccolo orizzonte, le due donne si prendono cura l’una dell’altra. Mentre Adelaide si adopera per essere utile a Nanà e riportare a casa Levì, l’anziana si confida senza riserva, permettendole di entrare nelle case vuote da tempo, e consegnandole la chiave di una stanza intima e segreta che trabocca di scatole, libri ricuciti, contenitori e valigie, in cui la donna ha stipato i ricordi di molte vite, tra uomini, fiori, alberi e animali, acqua e tempo.
Una biblioteca di esistenze, di linguaggi, gesti e voci, dove ogni personaggio è sentimento, un modo di amare. Fotografie, lettere, oggetti che sanno raccontare e cantare il tempo: di guerra e povertà, amori coltivati in silenzio, regole e speranza, fatica e fantasia. Un testamento corale che illumina le ombre e le rimette in equilibrio. La bellezza intensa che respira oltre la vita e rimane in attesa di parole. Tuffarsi nella memoria significa avere il coraggio di inventare un altro finale e vivere oltre il tempo che ci è stato concesso, per ritrovare il luogo intimo di ognuno. La casa. (rcz)







