COSENZA – ripartono i corsi di cucina amatoriali a cura della Maccaroni Chef Academy

Ripartono, con tante attese e molte novità, i corsi amatoriali per appassionati e professionisti della cucina tra “Identità, Gusto e tradizione” a cura della Maccaroni Chef Academy corsi.

«Siamo entusiasti di offrire un’ampia varietà di corsi, sia per gli amanti della cucina amatoriale che per i professionisti culinari – ha dichiarato il direttore Corrado Rossi – i corsi sono un’opportunità per gli appassionati di affinare le abilità tecniche in cucina e scoprire nuovi orizzonti gastronomici, per la preparazione di piatti tipici della tradizione nostrana e mediterranea. La nostra mission è promuovere e valorizzare la cultura enogastronomica “Dal Pollino allo Stretto” e fornire agli appassionati le tecniche e le abilità necessarie in cucina».

«I corsi per amatori sono pensati per chi desidera avvicinarsi alla cucina in modo semplice, informale e per migliorare le proprie conoscenze mentre i corsi professionali sono ideati per chi vuole approfondire le proprie competenze e aspira a diventare un professionista» – spiega Rossi.

L’Academy, ormai da 6 anni, è rinomata per il suo approccio pratico all’apprendimento delle tecniche di cucina e alla valorizzazione delle identità locali come il Pane di Cuti, la Sardellina di Ciro, la Nduja di Spilinga grazie alle numerose aziende partner che da sempre sostengono i progetti e gli eventi dell’Accademia. Il menù scelto per la Masterclass breve prevede quasi sempre un antipasto con ingredienti a km0, pasta fresca fatta a mano, secondi della tradizione. I moduli dei corsi variano dal pesce alla carne, dal riso alle salse. I corsi si terranno dal lunedì al giovedì (doppio turno mattutino e serale) a Cosenza, presso la sede in Via G. Minzoni, in pieno centro cittadino. (rcs)

COSENZA – Si consegna il “Premio Franco Locanto”

Domani sera, a Cosenza, alle 19.30, sul sagrato della Chiesa di Santa Teresa, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Franco LocantoPietro Rende.

La pergamena verrà consegnata dalla moglie di Franco Locanto, Gianna Misasi e dai figli Maria e Giovanni Locanto, per «aver condiviso con Franco Locanto un percorso fecondo di crescita intellettuale e morale, una strada rischiarata dai valori di un cattolicesimo attivo e attento ai bisogni degli ultimi, nella comune missione liberatrice e modernizzatrice della politica in Calabria. Tale ispirazione politica traspare dall’impegno profuso dall’on. Pietro Rende nel Consiglio comunale, nel Consiglio regionale e nel Parlamento italiano. Questo premio è un riconoscimento alla forza di un’amicizia che ha sconfitto il tempo e ha trasformato Franco nel suo angelo custode».

Franco Locanto nasce a Castrovillari (CS) il 18 ottobre 1934. Laureato in Pedagogia a Palermo, docente all’Università di Bari, diventa tra i più attivi protagonisti per la realizzazione dell’Università degli studi della Calabria. Uomo del dialogo e della solidarietà, al centro della sua azione c’è sempre la libertà e l’ispirazione religiosa. Svolge il ruolo di capo della segreteria politica del cognato Riccardo Misasi al Ministero della Giustizia, del Commercio estero e della Pubblica istruzione. Termina la sua esistenza terrena a soli 40 anni, il 4 dicembre 1974, mentre ricopre l’incarico di assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Cosenza.
L’ottava edizione del «Premio Franco Locanto» viene assegnata a Pietro Rende perché, proprio come Franco Locanto, ha vissuto l’impegno nelle istituzioni come un servizio alla comunità. L’insegnamento di Locanto è un monito a intendere la politica, innanzitutto, come risposta ai bisogni della gente meno rappresentata.
Il Premio rientra nell’ambito della Settimana della Cultura Calabrese. Oltre al Premio Locanto, nei giorni scorsi sono stati consegnati il Premio Gustavo Valente a mons. Filippo Ramondino, per cui «lo studio del passato non è «maneggiare aridamente dati per storiografare, ma cercare la vita nella storia», come lui stesso ha avuto modo di scrivere nel suo prezioso saggio sulla “Pastorale sociale dei vescovi in Calabria”. Tanti i campi di attività di mons. Ramondino: dal dirigere con competenza e passione l’Archivio storico della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea all’insegnamento nell’Istituto Teologico Calabro “San Pio X” di Catanzaro, alla divulgazione del patrimonio storico della Chiesa calabrese con articoli, saggi su giornali, riviste e volumi».
A consegnare il riconoscimento, mons. Luigi Renzo, vescovo emerito della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea insieme a Giuseppe Valente.
Il 28 settembre, invece, mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, ha consegnato a don Giacomo Tuoto il Premio padre Maffeo Pretto – La pietà popolare in Calabria.
Il Premio è stato istituito per ricordare il missionario scalabriniano che ha indagato, studiato, pubblicato e divulgato le storie e i valori del cattolicesimo popolare. Il riconoscimento annualmente viene assegnato agli autori di saggi che proseguono gli studi sulla pietà popolare in Calabria.
Il Premio è stato consegnato a don Toto che «nei suoi lunghi anni di parroco-rettore della Cattedrale di Cosenza, ha guidato e accompagnato il popolo a riscoprire l’autentico culto alla Vergine del Pilerio. Grazie anche a lui, la devozione mariana si è «radicata nel cuore dei cosentini» e dell’intera Archidiocesi di Cosenza-Bisignano». (rcs)

Il 4 e 5 ottobre a San Fili un convegno sul giurista Mario Nigro

Il 4 e il 5 ottobre, a San fili, al Teatro Comunale “F. Gambaro”, si terrà il convegno Mario Nigro. Giurista della complessità,organizzato dall’Amministrazione comunale guidata dalla sindacata Linda Cribari.

Nigro, giusta sanfilese, insieme a Massimo Severo Giannini, Feliciano Benvenuti, Aldo M. Sandulli e Pietro Virga, contribuì, dopo la parentesi regressiva del ventennio fascista, alla rinascita degli studi di diritto amministrativo, sotto il profilo dell’evoluzione dei percorsi delle idee e delle opzioni di metodo.

Il convegno, patrocinato da Provincia di Cosenza, Comune di Cosenza, Giappichelli, Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche, Giuffré Francis Lefebvre, Fondazione Galizia – Storia e Libertà, il Mulino, Fondazione Roma Sapienza, si articolerà in tre sessioni e vedrà la presenza di relatori illustri, tra cui la Vicepresidente della Corte Costituzionale, Daria de Pretis, che terrà una Lectio Magistralis dal titolo “Mario Nigro. Giurista della Complessità”. All’avvocato Cribari non sono mancate parole di ringraziamento verso i numerosi ed esimi ospiti che interverrano nel corso della due giorni, in particolare verso il prof. Gianluca Passarelli della Sapienza Università di Roma, per l’importante contributo dato all’organizzazione dell’evento.

Mario Nigro fu anche uno storico del pensiero giuspubblicistico, un approfondito cultore del diritto costituzionale e del realismo giuridico, che implica la necessità di guardare alle vicende concrete della società e di non fermarsi alla superficie delle norme, tenendo conto, dunque, anche delle connotazioni sociologiche, politiche, amministrative, guardando all’amministrazione come fenomeno politologico e sociologico. Mario Nigro, cui si deve l’originario impianto della legge 241/1990 sul diritto di accesso ai documenti amministrativi, riuscì nell’ambizioso progetto di trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione, attraverso la costituzione della prima disciplina generale del procedimento amministrativo, sostituendo la regola generale della segretezza con il nuovo principio della trasparenza dell’attività amministrativa.

Per tali ragioni, pertanto, è volontà di questa Amministrazione istituire una Borsa di Studio in memoria di Mario Nigro, con la duplice finalità di rendere onore alle intuizioni brillanti di un luminare del diritto e di sostenere il percorso formativo degli studenti universitari più meritevoli, così da contribuire all’evoluzione normativa in cui le Istituzioni trovano la propria fonte e la guida del proprio agire. 

 

Frascineto ha festeggiato la Giornata mondiale degli Anziani

La città di Frascineto ha festeggiato la Giornata Mondiale degli Anziani, con un evento svoltosi all’Auditorium “A. Croccia” promosso dall’Associazione Europea dei Professori Emeriti, dall’Istituto Italiano per gli Studi Fiosofici e dall’Aministrazione Comunale.

I lavori, sono stati introdotti e coordinati da Caterina Adduci, consigliere Comunale e delegata per le Politiche Culturali. Dopo il saluto del sindaco, Angelo Catapano, sono seguiti gli interventi, di Pantaleone Sergi, storico e giornalista, Natale Gaspare de Santo, professore emerito della seconda università di Napoli e coordinatore eventi 2023 E.A.P.E, Tommaso Ferrari, Docente in quiescenza e Ugo Ferrari, già Direttore del Consorzio Servizi Sociali del Pollino.

Presenti tra gli altri, il primo cittadino di Civita, Alessandro Tocci e la Dirigente della Nefrologia dell’Annunziata di Cosenza, Teresa Papalia. Un percorso tra storia, emigrazione e qualità della vita degli anziani.

«Come amministrazione comunale – hanno evidenziato il sindaco Angelo Catapano e la delegata Caterina Adduci –, abbiamo inteso rendere omaggio a questa importante e fondamentale generazione,che rappresentano il trait d’union tra passato, presente, futuro e portano con sé tutta l’eredità storica e culturale della famiglia stessa, custodiscono i ricordi più preziosi, in grado di tramandare con naturalezza insegnamenti».

«Di certo, occorre continuare ad investire nel settore dei servizi sociali, per elevare sempre più la qualità dei servizi, un nuovo welfare – hanno sottolineato –, per creare una società sempre più inclusiva in cui gli anziani possano continuare a contribuire in modo significativo. Nel corso dei loro articolati interventi, i relatori, hanno posto tra l’altro, l’accento di come migliorare l’accesso agli strumenti tecnologici, che possono contribuire a combattere l’isolamento sociale, consentendo agli anziani di mantenere connessioni sociali, accedere a servizi online e monitorare anche la propria salute in modo più efficace». (rcs)

COSENZA – Vento del Sud il libro dell’ex Ministro Carmelo Conte

Già Ministro nei governi Andreotti e Amato, il socialista Carmelo Conte a Palazzo dei Bruzi per presentare il suo ultimo lavoro “Vento del Sud”, affida al sindaco socialista  di Cosenza Franz Caruso il compito di “costruire il socialismo del Meridione per essere interlocutori del Mondo, per continuare a fare la storia unendo l’Italia e l’Europa”.

Un compito che per Carmelo Conte è necessario portare avanti per riaffermare l’esistenza stessa del Sud.

“Una delle incompiute del nostro Paese – sostiene l’ex Ministro – è proprio la battaglia meridionale che coincide con il socialismo mancato. Il libro si propone di porre questo problema a completamento del “Vento del Nord” di Pietro Nenni, in un momento storico in cui dal Nord del paese soffia un vento per dividere l’Italia democratica. Ritengo che bisogna ritornare ad una  politica socialista e meridionalista, capace di contrastare un provvedimento, quello dell’autonomia differenziata del ministro Calderoli,  che tradisce le ragioni dell’ Italia unita perché in effetti  propone un’Italia delle Regioni e non dei Comuni, che noi , invece, auspicavamo come socialisti. In questo scenario vincono le Alpi, non il Mediterraneo che è il luogo  in cui è nata l’Europa”.

“La battaglia che dovremmo fare – conclude Carmelo Conte –  è di natura europea, spostando l’equilibrio internazionale oltre che nazionale, che può condurre e portare avanti il socialismo dei territori”. In un Salone di Rappresentanza strapieno di vecchi e nuovi socialisti, di tanti rappresentanti della classe politica regionale oltre che di semplici cittadini, la presentazione di “Vento del Sud” ha rappresentato un momento alto di riflessione sul presente e sul futuro del Paese, partendo dal passato “necessario – ha sostenuto Chiara Penna, che ha introdotto e moderato i lavori – per proiettarsi in maniera consapevole verso un domani da costruire insieme”. Apprezzamenti al lavoro di Carmelo Conte sono arrivati dagli illustri ospiti chiamati a discutere i temi affrontati dall’ex Ministro. Il giornalista Paride Leporace, che ha svolto un’analisi di visione tra passato e presente ha posto anche interrogativi scomodi “dov’è finito il popolo della sinistra?”. Pino Iacino, primo sindaco socialista di Cosenza, non ha mancato di portare un contributo appassionato al dibattitto, spronando alla riflessione ed all’approfondimento per “ per capire e reagire alla delicata e complessa fase storica che stiamo vivendo”. Il professore di diritto pubblico dell’Unical, Walter Nocito,  ha posto la Costituzione Materiale come chiave di analisi e di lettura per chi fa politica asserendo, tra l’altro, che “ l’Unità si costruisce, non è data”.

“Questa serata ha rappresentato un momento importante che ha visto protagonista  non solo l’on. Carmelo Conte con il suo pregiatissimo volume “Vento del Sud, ma la politica, quella alta, quella dei territori, quella che dovrà sostenere la battaglia meridionalista per l’affermazione dell’Italia unita, democratica ed europea”. E’ quanto afferma il sindaco Franz Caruso accogliendo e rilanciando la sfida posta dall’ex Ministro socialista .

“Partire dalla storia, dal nostro passato è fondamentale – prosegue Franz Caruso –   per interpretare il presente e formulare un’idea di azione politica per il futuro. L’autonomia differenziata che propone il governo di Centrodestra vorrebbe dare una struttura  del Paese diversa da  quella che i socialisti hanno sempre promosso nel passato e che non sono riusciti ad affermare. Per cui si va verso una organizzazione che vede le Regioni protagoniste e non i Comuni, per come, invece, noi socialisti pensavamo, ritenendo  che l’unità del Paese passa attraverso  i Municipi come la  sua stessa storia. Una linea che ritengo sia necessario seguire ancora oggi per poter contrastare il disegno secessionista  che viene posto in campo con il disegno di legge  Calderoli. L’autonomia differenziata nasce con la Riforma del Titolo V del 2001, portata avanti dal centrosinistra ma che è stata l’inizio della fine perché io imputo a quella riforma il vulnus all’unità del Paese. Quando si modifica il Titolo V si inserisce l’idea di autonomia che oggi è differenziata perché la differenzia Calderoli penalizzando ancora una volta le Regioni meridionali e allontanando l’Italia dall’Europa”.

“Condivido, pertanto, l’idea di Carmelo Conte – conclude il sindaco Franz Caruso – Dobbiamo guardare al Mediterraneo per una battaglia europea. Lo dobbiamo fare insieme, Nord e Sud, uniti e non divisi. L’Europa, d’altro canto, ha colto la prospettiva di crescita proveniente dal Mediterraneo e con il Pnrr ci indica la strada per esserne interprete, eliminando le differenze che ci sono nel Paese al fine di renderlo più unito e più competitivo. Per cui mentre l’Europa vuole unire l’Italia, il governo di  centro destra porta avanti, purtroppo anche con l’ausilio del governatore della Calabria, una politica che rafforza soltanto il Nord aumentando le differenze ed indebolendo il progetto strategico che l’Italia dovrebbe avere in prospettiva europea per il Mediterraneo. L’Italia, infatti, cresce se, con il Nord si sviluppa anche il Sud. Personalmente mi sono esposto fortemente contro questo disegno, perché il DDL Calderoli non divide solo l’Italia in tema di sanità, istruzione, trasporti e infrastrutture, quanto, senza l’individuazione delle coperture finanziarie dei Lep ed eliminando il principio della sussidiarietà,  lacera  il Paese in 20 parti. Questo è un disegno, dunque, contro cui da socialisti ci opporremo sempre”. (rcs)

COSENZA – Ecco gli eventi per la settimana della dislessia organizzati dall’Aid

Dal 2 all’8 ottobre 2023 torna l’appuntamento annuale con la Settimana Nazionale della Dislessia, organizzata da AID in concomitanza con la European Dyslexia Awareness Week, promossa dalla European Dyslexia Association (EDA). “LEGGEre libera TUTTI: diritti verso l’apprendimento” è il titolo della manifestazione targata 2023: un’iniziativa giunta oggi alla sua VIIIa edizione e che lo scorso anno ha ottenuto uno straordinario successo, con ben 171 eventi (di cui 133 in presenza, 26 online, 12 in modalità mista).

Gli appuntamenti sono stati promossi dalle sezioni provinciali, grazie al coinvolgimento di centinaia di volontari, per un totale di circa 426 ore di attività formativa e informativa, che hanno visto la partecipazione di oltre 3.000 persone in tutta Italia. Numeri significativi, che danno la misura dell’importanza del tema e dell’interesse da esso suscitato presso docenti, famiglie, studenti e cittadini desiderosi di saperne di più. Anche per l’edizione che sta per iniziare e che si svolgerà nella prima settimana di ottobre, sia con incontri in presenza sia online, è previsto un articolato programma di eventi di informazione e sensibilizzazionesu tutto il territorio nazionale, organizzati a livello locale da centinaia di volontari di oltre 70 sezioni provinciali AID, in collaborazione con enti pubblici, del terzo settore e istituti scolastici. Al centro del dibattito di ottobre vi sarà la legge 170/2010, che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando alla Scuola e agli Atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il meritato successo formativo.

Sin dalla sua fondazione nel 1997, AID ha guidato le tappe dell’inclusione e della valorizzazione delle persone con DSA verso un orizzonte di diritti nel quale ciascuno sia libero di apprendere e lavorare secondo le proprie caratteristiche. Tra queste tappe, la legge 170 del 2010 rappresenta certamente un traguardo fondamentale, insieme alla legge 25 del 2022, con la quale i diritti degli studenti con DSA sono stati estesi anche al mondo del lavoro. L’ obiettivo che AID si prefigge è che questi diritti siano pienamente riconosciuti, e che trovino applicazione anche negli ambiti in cui non sono ancora certi, ad esempio università e concorsi regionali.

In occasione della VIII edizione, la sezione AID di Cosenza organizza due incontri gratuiti per approfondire i temi legati ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento: Sabato 7 ottobre, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, presso la Biblioteca M. Arnoni c/o palazzo di giustizia di Cosenza si terrà l’evento “Leggi a tutela delle persone con DSA: tutte le novità”: in questo incontro informativo, realizzato con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, verranno trattate le novità che riguardano i DSA in materia legislativa e l’importanza della loro attuazione nella quotidianità. Tra i relatori: Luana Gallo, Presidente Provinciale AID Cosenza; Silvia Lanzafame, Presidente AID; Sandra Giudiceandrea, Dirigente scolastico; Ornella Nucci, Presidente Ordine degli Avvocati; Antonio Caterino, Dislessico, Avvocato e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano. La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati: l’iscrizione si effettua compilando il modulo disponibile online sul sito della sezione. È previsto, inoltre, il rilascio di un attestato di partecipazione. Domenica 8 ottobre, dalle ore 10 alle ore 13, in Piazza Kennedy a Cosenza, “Tutti in piazza”: la sezione predisporrà un punto informativo per confrontarsi, scambiarsi suggerimenti utili, fare corretta informazione e sensibilizzare la popolazione sui DSA. La partecipazione ai due eventi è gratuita, con numero di posti limitati, previa iscrizione on line sul sito web della sezione AID di Cosenza. (rcs)

COSENZA – Al via il progetto Fuori dalle righe

Si è tenuta 28 settembre alle ore 11,30 la presentazione del progetto Fuori dalle Righe, con il patrocinio del Comune di Cosenza. Il progetto è vincitore del bando dell’Agenzia per la Coesione Territoriale Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per la selezione di progetti socioeducativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore da finanziare nell’ambito del Pnrr, dall’Unione Europea NextGenerationEU.

Alla presentazione erano presenti alcuni dei partner di progetto, Fondazione “S. Maria delle Vergini”, capofila del progetto, Maestri Fuori Classe ets, Centro per l’infanzia Fulea, Associazione San Gaetano odv, Teatro Clandestino. La Presidente della Fondazione, Alessandra De Rosa, sostiene che: «Progetti come Fuori dalle Righe che utilizzano nuove metodologie e indirizzati alla povertà educativa e relazionale sono sempre più necessari per affrontare e stare accanto a tutte le famiglie di oggi».

Della stessa idea è il presidente dell’Associazione San Gaetano odv, Don Francesco Bilotto della diocesi di San Gaetano, quartiere ad alta densità con fragilità sociali e educative. «Qui si sono attivati già nel mese di settembre, i laboratori indirizzati ai bambini e ai genitori, che hanno accolto con molto entusiasmo e curiosità questo tipo di attività».

L’idea di progettare attraverso la metodologia dell’educazione diffusa di stampo montessoriano e del Centro per l’Infanzia Fulea Daniele Scarpelli, (vicepresidente), in questo progetto responsabile del coordinamento degli educatori. «Il progetto intende sperimentare, un modello di educazione diffusa che possa contribuire a fare divenire ambienti d’apprendimento gli spazi di interesse storico, artistico e culturale presenti intorno alle mura scolastiche».

Per la presidente di Maestri Fuori Classe, Marzia Martino, «l’idea di base è quella di creare una comunità educante coinvolgendo, bambini, genitori, quartiere. Una comunità che produca valore, consapevolezza, relazione e bellezza. Dal bello nasce il bene».

Il comune di Cosenza fin da subito ha dato la sua adesione al progetto Fuori dalle Righe, che rientra pianamente nella programmazione socioculturale dell’amministrazione comunale. Ricordiamo che le quattro realtà Fondazione, San Gaetano ODV, Fulea e Maestri Fuori Classe sono anche vincitori del bando Agenda Urbana. Quattro realtà che stanno dimostrando con serietà e senza poche difficoltà come sia sempre più necessario lavorare in rete nel mondo del terzo settore. Fuori dalle Righe è un progetto che coinvolge: Fondazione “S. Maria delle Vergini”, capofila del progetto, Convitto Nazionale “B. Telesio”, Maestri Fuori Classe ets, Centro per l’infanzia Fulea, Associazione San Gaetano odv, Coldiretti Cosenza, Teatro Clandestino. (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Faro di Capo Trionto, firmato accordo di valorizzazione del bene

È stato firmato nella giornata di ieri – nella sede del segretariato regionale della Calabria del Mic, a Roccelletta di Borgia – l’accordo di Valorizzazione del Faro di Capo Trionto dai rappresentanti degli enti coinvolti, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, Maria Mallemace per il Segretariato regionale Mic Calabria e Vittorio Vannini per l’Agenzia del Demanio, direzione regionale Calabria. Con la firma di oggi, cui seguirà atto di trasferimento formale del bene, si conclude un lungo percorso.

Dal suo insediamento questa amministrazione ha individuato in alcuni luoghi ed in alcuni beni storici, di proprietà privata o demaniale, una risorsa importante per il territorio in termini di possibili poli di interesse, e fin dall’inizio del proprio mandato ha attivato le procedure necessarie per procedere alla loro acquisizione e valorizzazione mediante progetti finalizzati ad intercettare risorse comunitarie. Numerosi sono stati gli incontri presso il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni Culturali, a Roccelletta di Borgia, per definire il percorso di recupero e valorizzazione di questo bene, seguiti direttamente dal sindaco Flavio Stasi e dall’assessore all’assetto urbano, Tatiana Novello.

Nel frangente il settore Lavori Pubblici ha redatto una serie di tavole a corredo dello studio di fattibilità tecnico-economica dell’intervento di recupero che completano la prima fase progettuale dell’intervento, individuando le prospettive di valorizzazione delle strutture, oltre alla redazione del piano di Gestione del progetto di valorizzazione, manutenzione e riuso degli edifici del Faro di Capo Trionto; l’intervento di recupero e messa a fruizione riguarderà sia il faro che la porzione catastale delimitata dal perimetro murario, gli edifici del serbatoio, il magazzino, il pozzo di fornitura di acqua non potabile, la rimessa del guardiano e la strada di accesso laterale allo stesso perimetro murario.

In disuso da molti anni, nel corso del tempo il complesso – che era di proprietà demaniale – è stato progressivamente colpito dal degrado e dal deterioramento, oltre che da fenomeni di occupazione e danneggiamento. Per questa ragione, fin dai primi mesi di Amministrazione, l’esecutivo Stasi si è attivato per individuare il percorso migliore per valorizzare questo splendido luogo, di importanza storica e naturalistica, a partire dalla risoluzione della questione della proprietà, lavorando quindi con l’obiettivo di acquisire il Faro al patrimonio comunale mediante il cosiddetto “federalismo culturale”.

Contestualmente la valorizzazione del bene è stata proposta alla manifestazione di interesse “Cis Calabria”, proponendo anche il progetto di valorizzazione del Faro attraverso la creazione di un parco bio-marino di valenza nazionale. Il progetto è risultato tra i beneficiari del contributo richiesto, ed il programma di valorizzazione oggi sottoscritto sarà finanziato, pertanto, con fondi Cis.

Alcune delle attività programmate nel piano del progetto di valorizzazione del complesso da parte del comune, che saranno ampliate e ulteriormente col Cis Calabria “Svelare bellezza”, sono la realizzazione del “Museo del mare e delle attività storicamente dedicate alla cultura della pesca”; la realizzazione programmata di Mostre ed esposizioni temporanee con attività culturali dedicate ai personaggi importanti del territorio, dal punto di vista ambientale e della attività di pesca nella costa di Corigliano, Thurio, Schiavonea e Rossano; l’istituzione del punto di osservazione panoramico sulla torre del faro, fruibile in accordo con le norme di sicurezza europee e collegato con la sede del museo in modalità virtuale; la creazione del Hub scientifico-Culturale tramite la convenzione con i Dipartimenti dell’Unical per lo svolgimento di attività di ricerca e di promozione mirata sulla flora e fauna marina e costiera.

«Si conclude un importante percorso di proficua collaborazione tra enti col fine della valorizzazione di un bene culturale – afferma l’assessore Tatiana Novello – Segue il già avvenuto trasferimento dell’ex carcere. Entrambi i beni, come da programmazione, verranno riqualificati con finanziamenti Pnrr e Cis».

«Quella di ieri è stata una giornata storica. Si chiude un percorso che prima della nostra Amministrazione non era stato mai nemmeno immaginato: l’acquisizione del Faro di Capo Tronto al patrimonio del Comune. Atto che sarà formalizzato a breve. Grazie a questa firma, d’ora in poi il Comune potrà occuparsi di riprendere e valorizzare questo splendido luogo, un pezzo di storia italiano in un paesaggio meraviglioso – afferma il sindaco Flavio Stasi – Ancor prima di chiudere questo percorso, comunque storico, abbiamo già proceduto a realizzare una progettazione, quella del Parco Bio Marino e di proporla a finanziamento col Cis Calabria, ottenendo quasi due milioni di euro. Un altro passo verso la valorizzazione del nostro splendido territorio». (rcs)

All’Unical la mostra Arte e paesaggio a Cosenza e Scolacium

Il Sistema Bibliotecario dell’Università della Calabria ha allestito la mostra fotografica – in versione fisica e digitale – dal titolo Arte e paesaggio a Cosenza e Scolacium. Materiali dall’Archivio fotografico “Emilia Zinzi”, la cui referente è Maria Saveria Ruga e due mostre documentarie – interamente digitali – dal titolo Guerra e pace. Memorie periferiche fra le pieghe del secondo conflitto mondiale (referente scientifico prof.ssa Katia Massara); Tra realizzato e immaginato: la gestione dell’acqua in Calabria, passato e futuro anteriore (referente scientifico prof. Alfonso Senatore).

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto ViviAmo la Calabria: dalla conoscenza all’esperienza, finanziato dalla Regione Calabria (POR Calabria FESR-FSE 2014/2020- Asse VI- Azione 6 .8.3, approvato con DD n. 2671 del 24/02/2023).

Il Progetto ViviAmo la Calabria: dalla conoscenza all’esperienza, coordinato dalla Presidente del Comitato di Coordinamento delle Biblioteche Unical Paolamaria Pietramala, vuole promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della Calabria in prospettiva storico-scientifica, creando una rete di soggetti pubblici e privati cooperanti nel potenziamento del branding e dell’offerta turistico-culturale regionale, con particolare attenzione al tema dell’accessibilità. Partner del Sistema Bibliotecario di Ateneo per il progetto sono l’Associazione culturale Emilia Zinzi di Catanzaro, il Comune di Cosenza, l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (ICSAIC), il Museo e Parco Nazionale archeologico di Scolacium (Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei Calabria), l’Unione italiana ciechi e ipovedenti sezione provinciale di Cosenza.

Grazie alle competenze scientifiche presenti in Ateneo e a una fattiva sinergia con i partner di progetto sono stati allestiti tre percorsi tematici di solido spessore culturale e servizi innovativi che ne favoriscono la fruizione. Documenti e fotografie, tratti da fondi librari e archivistici presenti nelle Biblioteche Unical, rinviano a siti fisici di interesse turistico-culturale e ambientale del territorio regionale, suggerendo il desiderio di esplorarne storia, aspetti inediti, approfondimenti scientifici, oltre a fornire informazioni utili per la loro fruizione.

La documentazione esposta nelle tre mostre è tratta in particolare da fondi specialistici di particolare interesse: il Fondo Emilia Zinzi (1921-2004, storica dell’arte, docente universitaria e militante attiva per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, paesaggistico e archeologico calabrese) depositato presso la Biblioteca di Area Umanistica; gli archivi storici delI’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, che ha sede presso la Biblioteca di Area Economico-Giuridica ed è attivo nella ricerca e divulgazione sulla storia contemporanea della Calabria e sulla didattica della storia; la Sezione Cartografica della Biblioteca di Area Tecnico-Scientifica, contenente documentazione rara sul patrimonio idrografico e naturalistico regionale. (rcs)

COSENZA – Domani si consegna il Premio Cassiodoro

Domani sera, a Cosenza, alle 19.30, al Centro Polifunzionale, si terrà il Premio Cassiodoro, giunto alla 20esima edizione.

Il premio chiude la Settimana della Cultura Calabrese,  voluta e guidata dall’editore Demetrio Guzzardi.

Il tema dell’edizione di quest’anno è: Arte, conoscenza, spiritualità nella cultura del ricordo e molti dei premiati provengono dal mondo del volontariato, celebrando quest’anno la città di Cosenza l’ambito riconoscimento di “Capitale del volontariato 2023”.

A essere premiati Marziale Varano, presidente regionale Anvcg.

«Nella vita di ogni uomo c’è una data che segna il proprio cammino – si legge –. Per tanti le bombe inglesi e americane dell’estate del 1943 hanno lasciato sulla propria carne un segno indelebile. Le vittime civili degli ordigni bellici sono la testimonianza vivente di come la guerra produce solamente morte e distruzione. A distanza di 80 anni dalla fine della guerra al Sud, ancora oggi, ogni anno, in Italia decine di perone restano ferite, talvolta in modo grave, a causa della deflagrazione di ordigni inesplosi rinvenuti nel nostro territorio. Le attività dell’Associazione vittime civili di guerra ricordano che nulla è più apprezzabile della pace. Marziale Varano è il presidente calabrese dell’ANVCG e proprio a lui Guido Bartelli volle consegnare l’intero archivio della sezione cosentina che per tanti anni organizzò le manifestazioni in ricordo del tragico bombardamento del 12 aprile 1943. Il riconoscimento a Varano è esteso a tutte le vittime civili e ai loro familiari, che con la campagna “Stop alle bombe sui civili” scuotono le nostre coscienze e richiamano a un impegno costante per costruire una civiltà di pace, di sviluppo e di solidarietà».

Dora Ricca, registra teatrale.

«Una vita per il teatro, il teatro come vita – si legge nelle motivazioni –. Per Shakespeare: «Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori, che rappresentano diverse parti». Dora Ricca dopo gli studi al Liceo artistico di Cosenza, si è imbattuta con Antonello Antonante e la sua smisurata voglia di fare teatro a Cosenza e non solo. Dora l’ha seguito in tutto e per tutto; con lui nasce a Cosenza il Centro RAT e il Teatro dell’Acquario, per anni uno dei pochi Teatri stabili d’innovazione del Sud. «Da sempre abbiamo attivato iniziative per far conoscere e amare il teatro a tutte le generazioni». Dopo la morte del marito, il desiderio di teatro di Dora Ricca non è terminato; mette a disposizione tutto il suo sapere e ritorna sulle scene ridando vita a un testo di Nina Weskler, la giovane ebrea rinchiusa a Ferramonti. Una nuova stagione si apre».

Linda Capocasale, presidente dell’Associazione 3×21.

«L’Associazione 3×21, con le proprie attività, contribuisce a una piena inclusione nella vita delle persone con sindrome di Down, sia da un punto di vista sociale che lavorativo. Linda è laureata in Scienze pedagogiche all’Università della Calabria e, con la sua 3×21, ha attivato numerosi progetti, come laboratori di canto, di musica, di teatro e di varie arti. «Avere un cromosoma in più – ha detto Linda durante un incontro – è un grande vantaggio, perché se opportunamente sostenuti, possiamo promuovere azioni benefiche per gli altri ragazzi down o per chiunque viva una situazione di disagio». Linda, all’interno dell’Associazione svolge anche il ruolo di educatrice».

Giovanni Spedicati, fondatore dell’editrice La Mongolfiera.

«Ha fondato a Doria di Cassano Jonio, nel 1987, la rivista ecopacifista La Mongolfiera, che poi è diventata un’editrice alternativa. Dal cielo di Doria la Mongolfiera vuole volare alto, per far conoscere ai lettori dei propri libri le tematiche che stanno a cuore al suo fondatore Giovanni Spedicati: fra tutte la pace, l’antimilitarismo, la convivenza tra i popoli, l’ecologia. Tra le ultime realizzazioni del catalogo, la collana Quaderni di teatro, che propone centinaia di titoli di nuovi autori. Dal 2009 l’editore ha ideato e dirige il Sibari Art Festival, una rassegna culturale annuale che si tiene nella bellissima location dei Laghi di Sibari. Giovanni Spedicati è anche autore di diversi volumi, tra cui: “Libro bianco”, “Poetabile” e di un originale saggio “Per un cristianesimo anarchico”».

Domenico Liguori, docente di matematica e fisica.

«Il prof. Domenico Liguori, del Liceo Scientifico “Patrizi” di Cariati, nel maggio 2023 è stato premiato a Roma come uno dei migliori docenti d’Italia. Liguori, laureato in Fisica all’Università della Calabria, da sempre cerca di «incuriosire e instillare nei suoi studenti l’amore per la scienza». In una recente intervista ha dichiarato che ha scoperto l’amore per le materie scientifiche leggendo le storie di Topolino, incuriosito in particolar modo dal personaggio di Archimede. Autore di diversi articoli didattico-scientifici, ha scritto anche un romanzo scientifico, “Alice e Pier nel paese della matematica”, i cui protagonisti mostrano al lettore la bellezza dello studio dei diversi saperi, le cui conoscenze sono interconnesse dalla matematica».

don Francesco Di Chiara, vicario generale Diocesi di Cassano allo Ionio

«L’attuale vicario generale della Diocesi di Cassano all’Jonio è nativo del borgo di Morano Calabro, il paese alle falde del Pollino. Morano ha grandi tradizioni religiose: San Francesco di Paola, partendo per la Francia, salì sul monte Sant’Angelo per salutare e benedire le genti di Calabria; il roglianese fra Bernardo Milizia scelse il Colloreto per far fiorire la sua riforma agostiniana. Ma Morano è anche il paese dove è nato (1871) e dove ha concluso la sua vita terrena (1958) don Carlo De Cardona. Don Francesco – per tutti don Ciccio – è uno dei parroci di Morano che da questi esempi ha cercato di modellare la sua spiritualità, che si manifesta nel suo modo di vivere la missione sacerdotale».

Benito Rocca, presidente Anteas Cosenza.

«Da sindaco di Colosimi, da responsabile del Casmez, l’ente in cui ha lavorato, e ora da presidente dell’Anteas di Cosenza, Benito Rocca, non ha mai perso la sua attitudine a guardare con simpatia chi gli sta vicino. Il volontario è un uomo che riconosce negli altri, specialmente quelli più bisognosi, una familiarità e un senso di gratuità. L’Anteas di Cosenza, da lui fondata e diretta, è una di quelle esperienze del terzo settore che svolgono una funzione sociale importantissima. Rocca ama dire: «Ci si pensiona dal lavoro, non dalla vita sociale» e così il suo tempo è dedicato alle numerose attività che con la sua organizzazione porta avanti. La bellissima esperienza degli orti solidali, che coinvolge un centinaio di anziani, ma anche la raccolta del pane e dei prodotti da forno invenduti, che per tanti diventa il pane quotidiano. Tante altre sono le opere a sostegno e a sollievo, per chi è rimasto indietro, ma il dono più bello che Benito Rocca dà a tutti… è il suo sorriso».

Sandro Sottile, artista.

«È un artista poliedrico, poeta e compositore di testi, cantautore, musicista, suona più strumenti musicali, molti dei quali costruiti direttamente da lui, dopo un’accurata selezione dei materiali lignei; con la stessa cura realizza pregiati presepi, mentre sua moglie, Rossella Oddo, recentemente scomparsa, ha disegnato i fondali per i suoi spettacoli. Sandro Sottile riscopre e fa propria la musicalità del Sud e l’esprime nei suoi testi e nella sua musica, che porta in giro per l’Italia e all’estero. Ha suonato e collaborato con grandi artisti e musicisti, facendo sempre emergere le storie e il valore della musica popolare prodotta in Calabria».

Giannino Dodaro, presidente del Comitato Spontaneo “Spirito Santo”.

«Il quartiere dello Spirito Santo a Cosenza da sempre è considerato la parte “bassa” della città. Il fiume Crati che l’attraversa e lo delimita l’ha sempre caratterizzato. Lo Spirito Santo è stato per eccellenza il luogo dei lavori riservati agli ebrei, che avevano molta dimestichezza con l’acqua (tintori, pellai, tipografi, ecc.). Insieme alla Massa è il quartiere della Cosenza operaia e proprio qui, don Carlo De Cardona, fece il centro delle sue attività sociali; negli anni ’30 del Novecento donò a suor Elena Aiello la sede della Cassa rurale federativa. Allo Spirito Santo le bombe americane sganciate su Cosenza il 12 aprile 1943, uccisero 5 scolari che stavano uscendo dalla Scuola elementare. Per mantenere la memoria di questa grande storia, c’era bisogno di qualcuno come Giannino Dodaro, nato e cresciuto allo Spirito Santo, che organizzasse e vivacizzasse un comitato per valorizzare questa importante parte del Centro storico cosentino».

E don Giovanni Celia, studioso di storia della Chiesa calabrese.

«Sacerdote della diocesi di San Marco Argentano-Scalea; la sua famiglia è originaria di Verbicaro, il paese dell’Alto Tirreno cosentino, dove si produce un buon vino e i suoi abitanti sono tutti devoti a San Francesco di Paola, che i verbicaresi hanno eletto a patrono e protettore delle loro vigne. Di Verbicaro è originario mons. Pietro Raimondi, il vescovo santo di Crotone (1896-1987), a cui don Giovanni ha dedicato molti dei suoi studi e di cui è il postulatore della causa di beatificazione. Da Verbicaro don Celia ha imparato l’amore e l’attaccamento ai piccoli paesi, che traspare dai suoi lavori editoriali e dal suo animo poetico. Nelle chiese a lui affidate, c’è sempre il suo stile con un’attenzione costante alle piccole cose, che sfocia nel grande amore per il Creatore». (rcs)