RENDE (CS) – Midulla (Innova Rende), chiede ai commissari di occuparsi della sicurezza

«L’insediamento dei Commissari, a seguito del doloroso, nefasto e purtroppo inevitabile scioglimento del nostro amato Comune per infiltrazioni mafiose, constatiamo che ha portato una ventata di aria fresca e salubre all’interno della casa comunale, da più parti ci segnalano l’umanità e la sensibilità della terna commissariale verso le tematiche che maggiormente interessano la nostra comunità, un’inversione di rotta decisamente positiva rispetto al quasi decennio della sindacatura Manna, dove la cura dell’interesse particolare, troppo spesso, ha offuscato e messo da parte le reali esigenze della collettività.Proprio per questo vorrei porre all’attenzione dei Commissari, che da poco tempo si sono insediati alla guida del Comune, due problematiche di natura diversa tra loro, ma che allo stesso tempo ledono la vivibilità cittadina». A dirlo è Francesco Midulla del direttivo di Innova Rende.

«In primis – dice Midulla – la questione sicurezza. Nel corso di questi mesi estivi, con le città più vuote, abbiamo letto, dalla stampa locale, di diversi tentativi di furti nelle abitazioni e nelle attività della nostra area urbana. La sicurezza delle città è un tema non secondario, specie in questi momenti di forte crisi, che possono favorire forme di devianze sociale. Come Innova Rende, più volte abbiamo affrontato questo tema, pungolando la precedente Amministrazione a ripristinare ed implementare le telecamere di video sorveglianza su tutto il territorio cittadino».

«Tale copertura – continua – andrebbe a favorire il prezioso lavoro quotidiano delle Forze dell’Ordine, oltre a dare maggior tranquillità a cittadini e ed imprese, tanto nel centro storico quanto nelle contrade, così come nei quartieri centrali, nella zona Universitaria e nella zona industriale-commerciale di contrada Lecco.
In seconda battuta vorrei segnalare ancora una volta l’invasione di strisce blu in città».

«A Rende i precedenti amministratori guidati dal sindaco Manna – aggiunge Midulla – hanno deciso di adottare tale sistema per rimpinguare le casse comunali, rendendo a pagamento i parcheggi su entrambi i lati delle strade. Una cosa che va contro i principi del buon senso e non tiene conto di quegli automobilisti che fanno soste brevi o degli stessi residenti che magari hanno anche un po’ di difficoltà economica. È questa, nella fattispecie, la protesta che da tempo ormai continuo ad ascoltare dai cittadini e dai commercianti di via Rossini, di Roges e di Commenda. Spero che nel breve periodo si possa ritornare ad una situazione di normalità, lasciando un lato della strada libero dalle strisce blu, per permettere a tutti quelli che fanno delle soste rapide e agli stessi residenti di non incorrere in multe».

«Siamo certi che i Commissari – conclude Midulla – da autorevoli rappresentanti dello Stato prenderanno a cuore anche queste due tematiche, in modo da poter colmare tali mancanze, come da anni ormai chiedono a gran voce i cittadini di Rende».

COSENZA – Gli ospedali IGreco cercano nuovi infermieri

La squadra di professionisti iGreco Ospedali Riuniti continua a rafforzarsi con l’aggiunta di venti nuovi infermieri. Una strategia di investimento costante, che permette di assicurare alla Calabria e ai calabresi una sanità di qualità, empatica e solidale. L’obiettivo è offrire un servizio sanitario eccellente e all’avanguardia, grazie a un team di professionisti di altissimo livello.

Le posizioni aperte sono una grande occasione di affermazione anche per i giovani professionisti e i neo laureati, che hanno così la possibilità di rimanere o tornare in Calabria e affermarsi nella propria terra.

«Il nostro augurio – spiega Giancarlo Greco – è che tanti bravi professionisti colgano questa opportunità per far migliorare sempre di più la sanità della nostra regione».

Per candidarsi gli aspiranti infermieri dovranno inviare il proprio curriculum vitae alla mail insquadraconigreco@igrecospedali.it. Dopo la verifica e selezione dei curricula saranno fissati i colloqui. (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Otto torri sullo Jonio: «Si sprecano risorse nelle programmazioni estive»

«I tempi sono maturi perché venga aperta una riflessione senza peli sulla lingua sullo spreco milionario di risorse pubbliche del quale soprattutto (ma non solo) gli enti locali si rendono protagonisti indisturbati per le loro cosiddette programmazioni estive. Non è più possibile assistere in Calabria al finanziamento pubblico faraonico di concerti ed eventi che non hanno nulla a che vedere con la consapevolezza, la promozione, la valorizzazione e la comunicazione del patrimonio storico, culturale e identitario della terrà che quelle risorse economiche contribuisce a produrre. Non è più tollerabile osservare in silenzio, come se fosse anche questa un’altra pagina di un destino scritto da altri, istituzioni pubbliche, classi politiche (di sinistra, di centro e di destra), società ed opinioni pubbliche supine ed omertose davanti a quello che sembra essere diventato il dogma intoccabile di un turismo che però non c’è e che nessuno osa misurare per paura di essere smentito dai numeri impietosi. I tempi sono maturi perché anche le Corti dei Conti di questo Paese, sicuramente quella calabrese, entrino nel merito di quel vero e proprio falò estivo di ricchezza collettiva, un tesoro locale bruciato solo ed esclusivamente per riempire e drogare per qualche ora piazze e spiagge di una regione che continua a spacciare (ma solo a se stessa perché nel mondo ci ridono in faccia) per Calabria Straordinaria quei fumi e raggi laser che già denunciava oltre 40 anni fa Franco Battiato insieme ad albe e tramonti, mare e montagna ed altre assurde balle autoreferenziali, smontabili con un click».

È quanto ha dichiarato Lenin Montesanto, direttore di Otto Torri sullo Jonio a margine della presentazione del libro Oicofobia – Il ripudio della nazione del professor Spartaco Pupo ospitato nei giorni scorsi nell’Auditorium Alessandro Amarelli nell’ambito dell’ultima tappa della rassegna culturale Estate al museo.

Con l’autore, Spartaco Pupo, professore di Storia delle dottrine politiche all’Università della Calabria si sono confrontati oltre che lo stesso Montesanto anche il direttore de l’Eco dello Jonio Marco Le Fosse e l’Alfiere del Made in Italy e presidente del Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli Pina Amarelli che ha sottolineato come questa forma di rigetto delle origini sia assolutamente condannabile in quanto causa dei principali danni di questa terra. D’accordo anche l’amministratore delegato Fortunato Amarelli. «Non si può non guardare alla realtà di questo territorio – ha detto – senza vederne anche il bello. Ecco che chi non è oicofobico riesce a vedere anche questo, riesce a vedere il bello che c’è in questo territorio e quindi lo promuove».

«C’è un pò di paura – ha rimarcato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo – in tutto ciò che invece non dovrebbe costituire paura per i calabresi che invece dovrebbero lavorare fortemente in un momento di aggregazione cercando di trovare anche nel settore agroalimentare, la ricerca di mercati di riferimento diversi. L’esempio storico forse più eloquente di oicofobia regionale – ha aggiunto – lo abbiamo dimostrato quando in passato abbiamo ripudiato la tradizione e la cultura millenaria dell’ulivo che, da eredi dei magnogreci avremmo dovuto e dovremmo invece venerare e trattare come pianta sacra, per inseguire il posto da bidello, usciere, dipendente comunale o in altre istruzioni nazionali e comunitarie, quando le casse pubbliche erano usate anche per questa che si è dimostrata essere una distorsione. Ma lo facciamo ancora oggi quando ad esempio non ci poniamo la qualità come obiettivo da perseguire per creare reddito e sviluppo con le nostre risorse. Il problema dei problemi della nostra terra non è materiale, non è solo il gap di infrastrutture che c’è e va sanato ma che non può risolvere tutto; il problema dei problemi della Calabria è immateriale, di consapevolezza e di mentalità».

«La vera vergogna di noi stessi, ripudiare la nostra personalità, i nostri legami. Questo universalismo di ritorno – ha commentato Spartaco Pupo definendo l’oicofobia una patologia nazionale – che ha prodotto individui sradicati, alienati, per molti versi drogati e malati dovrebbe far riflettere tutte quelle culture, ideologie, narrazioni che hanno sradicato gli uomini dalla propria appartenenza. La Calabria è uno di quei territori maggiormente a rischio per tante ragioni, perché le istituzioni culturali fanno poco per la valorizzazione del patrimonio di appartenenza e sono affetti da questo complesso di inferiorità nei riguardi delle culture altre». (rcs)

COSENZA – Art Fabrique Calabria, si scaldano i motori per la VII edizione

Riflettori puntati sulla settima edizione di Art Fabrique Calabria. Dal 12 al 14 settembre, le porte di questa straordinaria factory dedicata alla moda trasversale e alla fotografia d’arte concettuale si spalancheranno per rivelare un mondo di emozioni e visioni strabilianti. La direzione artistica di Stefania Sammarro, anima pulsante di Ania Lilith Gallery, assicura una kermesse che trascende i confini dell’ordinario. La sua visione e il suo impegno nel promuovere la moda e la fotografia come forme d’arte non convenzionali si riflettono nell’atmosfera avvolgente di Art Fabrique Calabria. Un’occasione irripetibile per appassionati del settore e talentuosi professionisti. Workshop, talk, sfilate e masterclass guideranno gli interessati nell’esplorazione dei processi creativi, svelando i segreti dietro l’incanto di ogni capolavoro. L’arte si fonderà con la moda in un abbraccio avvolgente di contaminazioni e performance spettacolari.

Ancora una volta, Art Fabrique si appresta a stupire il pubblico con un tema affascinante: “Circus”. Spostare lo sguardo, aprire la mente: questo è il leit motive della settima edizione. In un mondo che spesso si ferma alla superficie, la fotografia ci spinge a guardare più a fondo, a scoprire la ricchezza e la complessità che risiedono al di là delle prime impressioni. E in questo, si cela una potente lezione di umanità. Stefania Sammarro si fa portavoce di una narrazione differente attraverso il suo obiettivo. Con i suoi scatti, sfida la visione negativa della diversità, spingendoci a vedere in essa un’opportunità anziché una minaccia. L’intento è educare le nuove generazioni a guardare oltre le apparenze, a sviluppare pensieri autonomi e autentici, liberi da preconcetti. L’obiettivo è accogliere l’altro e abbracciare il diverso, poiché è solo attraverso queste nuove prospettive che la cultura può crescere.

In un mondo che celebra l’estetica e ricerca ossessivamente la perfezione, la figura dello “straordinario”, dell’eccezionale, del “mostro” – qualcosa che sconvolge l’ordine naturale – può suscitare terrore e meraviglia. Il cinema di autori come Tod Browning o la fotografia di artisti come Diane Arbus hanno portato in scena i “freaks”, individui “diversi” che sfuggono ai canoni dominanti, sfidando modelli culturali uniformi e una “normalità” preconfezionata. Ma ancor prima di giungere sul grande schermo, essi erano noti come “fenomeni da baraccone”, sfruttati nei freak show che facevano parte del mondo dello spettacolo, messi in risalto da Barnum nei circhi itineranti. Un’esperienza che oscillava tra fascinazione per l’insolito e repulsione, tra curiosità e ribrezzo. In questa danza tra voyeurismo e crudeltà, ciò che si colloca fuori dal comune attira l’attenzione del pubblico. In una società che professa il culto dell’estetica, il concetto di “freak”, di “mostro”, emerge come una provocazione.

Risalendo alle radici di questa tradizione, Stefania Sammarro attraverso la sua fotografia ci offre una visione di diversità che non punta sulla paura o sul sospetto, ma sull’incontro e sulla valorizzazione delle differenze. Il circo dei folli pianta le tende proprio in Calabria, in un angolo di dimenticanza tra il perbenismo e l’omologazione. Il suo carrozzone sbrindellato, di neo-freaks e libertini, si è appropriato di uno spazio d’abbandono – una vecchia soffitta, un campo incolto, un paese spazzato dall’oblio, un cantuccio della memoria – per farne novità, colore, meraviglia. Un circo meridiano quello di Stefania Sammarro, immerso nei luoghi più arcani e sfuggenti della sua terra. Funambola e circense, la nota fotografa assume su di sé il rischio di osare, sfiorando il limite tra perfezione ed errore, salvezza e dannazione, restituendo al freak la dignità trasversale del tempo e della moda.

Art Fabrique Calabria si presenta così come un’occasione unica per la promozione della creatività nella sua forma più audace e innovativa.

In un susseguirsi di sfilate e installazioni, stilisti, artisti e fotografi daranno vita a opere senza precedenti, accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso le radici circensi che affondano nell’antico Egitto fino al XVI secolo, per emergere e risplendere nella nostra contemporaneità.

Il programma di Art Fabrique Calabria 2023 è ricco e coinvolgente. Il 12 settembre, presso l’Accademia New Style di Cosenza, si terrà il workshop intitolato “Aesthetics. La moda come espressione” con Stefania Sammarro (direttore artistico di Art Fabrique Calabria), Franca Trozzo (direttrice dell’accademia) e Valentina Poltronieri (stilista, special guest della VII edizione di Art Fabrique Calabria).

Nel pomeriggio, il centro storico di Cosenza farà da cornice alla conferenza stampa di presentazione del progetto e del settimo volume del catalogo di Art Fabrique. L’appuntamento è al “[C] Beat” alle ore 17. A seguire, l’Art Fabrique Party: Dj & aperitivo di moda “Wine Bar” a cura del “[C] Beat” di Francesco Crocco.

Il 13 settembre, la kermesse si sposterà al Chiostro di S. Francesco di Paola (Piazza E. Bianco Montalto Uffugo) per un affascinante defilé di moda, esposizioni fotografiche, premiazioni e degustazioni. L’evento offrirà al pubblico intensi momenti di spettacolo in cui la creatività scorrerà senza limiti e ogni immagine catturerà l’essenza di mondi fantastici. Attraverso l’obiettivo dei fotografi, la moda si trasformerà in una performance accattivante in cui tessuti e colori si fonderanno in un caleidoscopio di emozioni e storie. E mentre il sole calerà sugli splendidi scenari calabresi di Cosenza e Montalto Uffugo, Art Fabrique Calabria si alzerà come il tendone di un circo contemporaneo, pronto a stupire, affascinare e coinvolgere tutti coloro che varcheranno la soglia di questo magico evento.

Il 14 settembre, l’Ania Lilith Gallery di Stefania Sammarro a Taverna di Montalto ospiterà il workshop fotografico sulla noposa intitolato “Unconventional concept Ania” che esplorerà la relazione tra la moda e i luoghi incantevoli della nostra amata Regione. (rcs)

COSENZA – “Coltivando la libertà”, detenuti piantano erbe aromatiche in carcere

Basilico, origano e prezzemolo. Sono alcune delle erbe aromatiche piantate dai detenuti nelle serre della casa circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza nell’ambito del progetto “Coltivando la Libertà” promosso dall’associazione di volontariato penitenziario LiberaMente e realizzato con i fondi dell’8 per mille della Chiesa Valdese.

Il progetto ha come obiettivo quello di offrire formazione e lavoro ai detenuti mediante la sistemazione delle serre e la piantumazione delle stesse tramite semenzai. Le piantine vengono utilizzate e distribuite gratuitamente ai cittadini per promuovere l’iniziativa. Nel progetto sono coinvolti dieci detenuti; tre di loro hanno già ottenuto un contratto di collaborazione per la coltivazione di piante aromatiche e ortaggi, della durata di otto mesi.

L’associazione opera nel carcere cosentino con azioni di rieducazione in collaborazione con la direzione e con i funzionari giuridico pedagogici. Ha già realizzato progetti di scrittura creativa, musicali e teatrali, propone il cineforum e gestisce la biblioteca che è stata recentemente ristrutturata, con la restituzione di spazi per la lettura e lo studio. L’associazione sta implementando i propri servizi prevedendo attività di reinserimento lavorativo come quella inerente al progetto.

I lavori nelle serre sono partiti a febbraio e LiberaMente sta cercando di stipulare accordi con associazioni ed enti del territorio per la valorizzazione di piante autoctone. (rcs)

CASSANO (CS) – Il Comitato salute pubblica chiede la telegestione per le diagnosi

«Effettuare la diagnosi di un esame radiologico a distanza, grazie all’utilizzo di un sistema di telegestione, consente di avere un referto sicuro e attendibile in tempo reale. L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, valuti di attuare presso il gabinetto di radiologia, del Poliambulatorio di Cassano, la telegestione nella diagnosi per immagini in condizioni d’urgenza». È quanto afferma Francesco Garofalo, portavoce del Comitato spontaneo di Cittadini per la tutela della salute pubblica, della città delle terme.

«Un sistema – evidenzia – che consentirebbe al tecnico sanitario, presente sul luogo, di inviare in tempo reale le immagini, al radiologo, che a distanza effettua la telediagnosi e rinvia il referto al mittente. Il vantaggio è duplice -spiega Garofalo – per il paziente, che può ricevere una diagnosi sicura in tempi estremamente rapidi senza dover essere trasferito, e ciò significa guadagnare minuti preziosi in situazioni d’urgenza; per il sistema sanitario, che può mettere in rete le proprie risorse professionali ottimizzandone la disponibilità, per garantire gli stessi livelli di assistenza a tutti i pazienti, anche a quelli più lontani dalle strutture ospedaliere».

«Altri ambiti di applicazione della teleradiologia – prosegue la nota-, codificati nella procedura, sono il teleconsulto e la teleconsulenza. Il primo permette a più medici, fisicamente distanti, di comunicare tra loro attraverso un network informatico per definire la diagnosi di un caso e programmarne la terapia. La seconda è invece una prestazione professionale richiesta da un medico per avere un parere qualificato su un caso di particolare rilevanza o di difficile diagnosi».

«Quello della telegestione nella diagnostica per immagini – ha concluso – potrebbe fare da apripista anche ad altri ambiti, come la cardiologia o la diabetologia, nei quali l’utilizzo delle nuove tecnologie potrà rivelarsi altrettanto prezioso». (rcs)

CARIATI (CS) – Sabato il concorso di pittura “Cariatinarte”

Sabato 2 settembre, a Cariati, si terrà il concorso Cariatinarte, organizzata in collaborazione con la Pro Loco di Cariati ed il Museo Civico del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni Mu.M.A.M.

La manifestazione prevede tre momenti: la prima di realizzazione en plain air dei dipinti che dovranno avvenire dalle ore 8,30 alle ore 18 di sabato 2 settembre; la seconda, di raccolta in un’unica mostra, di tutte le opere realizzate che resteranno in esposizione fino al 9 settembre e la terza ed ultima fase dedicata alla premiazione dell’opera vincitrice del contest. La cerimonia si terrà alle ore 21 di domenica 3 settembre al Mu.M.A.M.

Il concorso è aperto a tutti gli artisti, italiani e stranieri, che abbiano compiuto almeno il quindicesimo anno di età. Per chi vorrà, potrà iscriversi anche personalmente recandosi a Palazzo di Città il giorno stesso della gara, sabato 2 settembre. Le tele dovranno essere vidimate dal Comitato. (rcs)

Successo per il Castrovillari Film Festival

Si è conclusa, con successo, la quinta edizione del Castrovillari Film Festival – Festival del Cortometraggio d’autore, organizzato dall’Associazione Chimera Aps e finanziato dalla Calabria Film Commission attraverso l’Avviso pubblico per il sostegno alla realizzazione di festival e rassegne cinematografiche e audiovisive in Calabria 2023 e dal Comune di Castrovillari, con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Pollino. Main sponsor dell’evento è stata la BCC dell’Alto Tirreno della Calabria Verbicaro.

Un’edizione di grande successo, che ha fatto registrare i suoi numeri più alti sia in termini di pubblico partecipante che nel numero dei cortometraggi iscritti che sono stati ben 2070 da 99 paesi di tutto il mondo. 

Tra i 15 corti proiettati in concorso ci sono state 1 anteprima mondiale e 2 prime nazionali.

A conclusione delle tre serate di proiezione tenutesi nel Castello Aragonese di Castrovillari sotto la guida del presentatore e attore Franco Giusti, sono stati assegnati i seguenti premi:

Premio Speciale Artista calabrese dell’anno ad Aldo e Severino Iuliano (in concorso a Venezia con il loro corto DIVE)

Miglior cortometraggio: “Aqueronte” di Manuel Muñoz Rivas
Gran premio della giuria: ” Asterión” di Francesco Montagner
Menzione speciale della giuria: “Budapest Silo” di Zsófia Paczolay
Miglior cortometraggio calabrese: “When You Wish Upon a Star” di Domenico Modafferi
Premio della giuria giovani: “Happy New Year, Jim” di Andrea Gatopoulos

Miglior regia: Manuel Muñoz Rivas per “Aqueronte”
Miglior sceneggiatura: Joseph Pierce e Nicolas Pleskofper “Scale”
Miglior attore: Nicusor Pasca per “Puiet”
Miglior attrice: Asja Nadjar per “Swan in the Center”
Miglior fotografia: Inti Briones per “The Melting Creatures”
Miglior montaggio: Davide Palella per “Sonnenstube”
Miglior colonna sonora: Lung Dart per “Scale”

Ospiti del festival sono stati Lorenzo Tardella (regista David di Donatello 2023), Emanuela Muzzupappa (regista selezionata alla Sic di Venezia 2020), Andrea Benjamin Manenti (direttore della fotografia, selezionato 6 volte alla Mostra del Cinema di Venezia), Aldo e Severino Iuliano (regista e sceneggiatore in selezione a Venezia quest’anno), Antonio Morra (regista che ha presentato in anteprima mondiale il suo cortometraggio “Camera Oscura”), Antonio Romagnoli (regista del film “Polvere”), Alessandro Cosentini (attore calabrese visto ne “Il Paradiso delle Signore” e “L’Allieva”), Domenico Modafferi (regista calabrese), Matteo Delai (direttore artistico del Desenzano Film Festival), Andrea Gatopoulos (regista e produttore selezionato al Festival di Cannes), Luca Mendicino (tecnico del suono), Domenico Lo Polito (sindaco di Castrovillari) ed Ernesto Bello (assessore alla cultura e all’attuazione di Castrovillari Città Festival).

Di grande successo, anche, le masterclass e gli incontri con gli autori. È ancora possibile vedere i cortometraggi selezionati sulla piattaforma online di @MYmovies.it saranno disponibili fino al 4 settembre e si potrà ancora votare il corto preferito sui nostri canali social troverete il link.

Inoltre, nell’ambito del cvff per le attività legate al territorio e i suoi artisti, sarà possibile visitare la personale Aquarium dell’artista Deborah Graziano fino al 3 settembre sempre al Castello Aragonese.

Aquarium si presenta come un habitat ibrido, in cui la natura presente si relaziona con un linguaggio che fluttua tra il richiamo e l’interferenza.

La mostra presenta un corpus di opere che indagano con approcci e medium differenti il tema acquatico. L’acqua come simbolo di origine e nutrimento ma anche di flusso informe e distruttivo, confusionario e inafferrabile. Una sorta di ricettacolo post marea. (rcs)

SIBARI (CS) – Domani si presenta “La baia della Magna Graecia”

Domani pomeriggio, a Sibari, alle 18.30, al Minerva Club Resort, sarà presentato il libro La baia dela Magna Graecia di Domenico Mazza.

L’evento è patrocinato dall’Amministrazione di Cassano allo Ionio. Intervengono il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, l’imprenditore Luigio Suave per i saluti istituzionali.

Dialoga con l’autore Matteo Lauria. Coordina il dibattito Eugenio Forciniti, responsabile de Il Pittulo Blog.

“La baia della Magna Graecia“, un progetto editoriale che pone i presupposti per immaginare un territorio foriero d’interessi per i propri abitanti. Vieppiù, che stabilisce le basi per elevare l’offerta di lavoro, vero deficit che colpisce tutto l’area dell’Arco Jonico.

Bisogna arginare il dramma dell’esodo migratorio. Per farlo servono competenza e lungimiranza politica. Il libro fornisce un’analisi dettagliata e puntuale su una serie di idee progettuali utili e necessarie al rilancio del territorio.  Per uscire dal limbo in cui lo Jonio è piombato esistono le soluzioni, tuttavia la politica fatica a capitalizzarle. (rcs)

COSENZA – Domani presentazione del libro di Antonella Lattanzi

Il 31 agosto alle ore 18.30, presentazione del libro Cose che non si raccontano di Antonella Lattanzi, Einaudi, presso la libreria Ubik Cosenza, Via XXIV Maggio 49. Dialoga con l’autrice Paola Sammarro, giornalista e direttrice di Io Calabria Magazine.

Ci sono cose che non si raccontano perché le parole sono scogli nel mare. Ci sono cose che non si raccontano per vergogna, rabbia, troppo dolore, e perché se non le racconti, in fondo puoi sempre credere che non siano successe. Antonella e Andrea vogliono un figlio: adesso lo vogliono proprio, lo vogliono assolutamente. Ma è come se non ci fosse niente di semplice, nel desiderio piú naturale del mondo: tutto ciò che può andare storto andrà storto, anche l’inimmaginabile.

Antonella Lattanzi ha trovato parole esatte per questa storia, che è sua e di tutte le donne – ambiziose, indecise, testarde, libere di scegliere. Un libro emozionante, che non si riesce a smettere di leggere, straordinariamente contemporaneo.

Cose che non si raccontano (Einaudi) di Antonella Lattanzi Racconta di sé, del tormento della scelta tra l’aspirazione alla maternità e la necessità di continuare il suo lavoro di scrittura, che non l’abbandonerà mai, sommergendola fino all’ultimo di sensi di colpa e non permettendole mai di autodeterminarsi con serenità come scrittrice, come madre, come donna.

Questo libro racconta dell’ossessione e della ferocia con cui si desiderano cose che mai succedono, che non vanno come sperato e che ti impongono di sopravvivere ad esse.

Cose che non si raccontano è un libro sulla maternità sì, ma anche sul dolore (psicologico e fisico), sull’alienazione, su quanto sia difficile determinarsi in quanto donna, madre, compagna, scrittrice, paziente e su quanto le parole possano non solo descrivere uno stato d’animo ma possano determinare luoghi, fatti, azioni e violenze.

«Ho una diga nella testa dove stanno nascoste tutte le cose che fanno davvero troppo male. Quelle cose, io non voglio dirle a nessuno. Io non voglio pensarle, quelle cose. Io voglio che non siano mai esistite. E se non le dico non esistono». (rcs)