ROSETO CAPO SPULICO (CS) – Successo per la tre giorni per costruire una “Roseto ad inclusione zero”

Grande successo, a Roseto Capo Spulico, per la tre giorni dedicata a un percorso di progettazione partecipata per la costruzione di una Roseto a inclusione zero.

Una iniziativa dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Rosanna Mazzia – nell’ambito delle Politiche di Welfare e inclusione sociale avviate negli anni, che ha visto impegnati giovani e meno giovani, associazioni e professionisti, disoccupati e studenti, percettori di reddito di cittadinanza, persone con fragilità, beneficiari del progetto SAI, imprese e operatori economici, cittadini attivi e stakeholders, per la stesura di una prima bozza di Master Plan condiviso e inclusivo che si tradurrà in un vero e proprio progetto di Comunità che verrà sviluppato nei prossimi mesi fino alla sua presentazione alla Cittadinanza.

L’antico Granaio situato ai piedi del suggestivo Castello Federiciano, si è trasformato in un grande laboratorio, nel quale sono stati analizzati i problemi e punti di forza del territorio per ricercare soluzioni e nuove opportunità di sviluppo. Tantissimi gli spunti emersi dalle attività messe in campo dal gruppo di lavoro guidato dal team del Consorzio Sale della Terra e dal Presidente Angelo Moretti, referente nazionale della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome, che ha accompagnato la rappresentativa della comunità rosetana in questo percorso.

La condivisione di idee e di punti di vista nuovi, l’inventiva generata dal confronto, la proattività di tutti i partecipanti, sono stati gli elementi caratterizzanti di queste intense giornate di lavoro, nelle quali la Comunità è tornata ad essere protagonista mettendosi in gioco in prima persona. Dalla sessione di ascolto dei futuri desiderabili della cittadinanza, alla “passeggiata di comunità” per annotare i punti di forza e di debolezza del territorio, passando per la mostra partecipata delle buone prassi adottate in altri contesti e delle possibili soluzioni ai problemi evidenziati, fino alla redazione vera e propria del Master Plan. Il tutto “condito” da bei momenti di convivialità, come i pranzi di comunità preparati da tutti i partecipanti, e da piacevoli occasioni di svago, che hanno dato vita ad ulteriori scambi di idee ed opinioni.

Da qui si costruirà il progetto di una “Roseto Capo Spulico ad Esclusione Zero”, un progetto di comunità unico nel suo genere, sostenuto da grandi realtà nazionali come Fondazione con il Sud, la rete dei Piccoli Comuni del welcome, il Consorzio Sale della Terra, e Next – Nuova Economia per Tutti, che non vuole lasciare indietro nessuno e che tenga conto delle necessità di tutti i Cittadini, delle fasce deboli, dei programmi dei giovani e delle esigenze della terza età. (rcs)

CARIATI – Sopralluogo tecnico per piattaforma dell’elisoccorso

Nei giorni scorsi, a Cariati, è stato fatto un sopralluogo dal Gruppo Tecnico di lavoro per il Servizio Elisoccorso Regionale. L’ispezione, fatta su richiesta dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Filomena Greco, è stata fatta per verificare la possibilità di realizzare una piattaforma per l’atterraggio, nelle immediate vicinanze del presidio ospedaliero, per azzerare gli attuali tempi di percorrenza necessari per raggiungere il Vittorio Cosentino dal Porto, attuale sito indicato come elisuperficie, bypassando il traffico cittadino sulla SS 106.

Ad accompagnare il coordinatore del Gruppo, Pasquale Gagliardi, insieme agli infermieri del SUEM 118 dell’Asp di Cosenza, Luisa Pisano e Sandro Ganzino, è stato il consigliere Gianpasquale Nigro Imperiale e lo stesso sindaco Filomena Greco che, aveva sollecitato Asp e Regione Calabria per la realizzazione dell’intervento.

L’Ente ha partecipato all’avviso pubblico dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, per la realizzazione dell’elisoccorso risultando idonea al finanziamento dell’Unione Europea – Next Generation EU per un importo di 200 mila euro. (rcs)

CORIGLIANO ROSSANO – Successo per il seminario sulla Politica agricola al Majorana

Nei giorni scorsi, all’Istituto “E. Majorana” di Corigliano Rossano, si è svolto un seminario sulla nuova Pac 2023-2027 dal titolo Gli strumenti per una crescita sostenibile per l’agricoltura e l’agroalimentare della Calabria, promosso dalla Coldiretti Calabria.

All’incontro, molto partecipato ed al quale erano presenti anche i dirigenti scolastici del Liceo di Corigliano, Edoardo Giovanni De Simone e del Nicolas Green, Alfonso Perna, dopo i saluti del dirigente scolastico dell’Istituto, Saverio Madera, sono intervenuti anche Antonino Fonsi, presidente di zona Coldiretti Rossano; Francesco Cosentini, direttore Coldiretti Calabria e Giovanni Cipolla, responsabile regionale Pac e Psr.

Delle diverse novità contenute anche nel Piano Strategico Nazionale dell’Italia sull’applicazione della Politica Agricola Comune (Pac), approvato da Bruxelles, Madera si è soffermato sull’aumento delle risorse per i giovani, sui fondi rafforzati per il biologico, ma anche sull’attenzione alle filiere strategiche dalla zootecnia all’olio, sul principio della condizionalità sociale per frenare il lavoro nero e sugli eco-schemi – una delle novità ambientali – che consistono in pagamenti aggiuntivi riconosciuti agli agricoltori che si impegnano volontariamente al rispetto di pratiche agricole per regimi ecologici che vanno oltre la condizionalità rafforzata.

Per i giovani – è emerso in particolare nel corso del seminario – rimane la possibilità di usufruire di un premio aggiuntivo a cui l’Italia dedicherà il 2% del proprio budget nazionale al quale si aggiunge un altro 2% dai fondi di sviluppo rurale. L’aiuto sarà riconosciuto ai giovani agricoltori sotto forma di pagamento annuale per ettaro ammissibile, fino ad un massimo di 90 ettari. L’importo è calcolato moltiplicando il valore medio nazionale dei titoli per il numero di ettari ammissibili ed è concesso per massimo 5 anni a partire dal primo anno di presentazione della domanda di aiuto.

«La grande comunità scolastica dell’Istituto d’Istruzione Superiore (IIS) E.Majorana di Corigliano-Rossano – ha dichiarato Madera, rivolgendosi soprattutto agli studenti – ha tutte le carte in regola per contribuire ad avvicinare le nuove generazioni di questo territorio agli obiettivi strategici della nuova politica agricola (Pac) entrata in vigore lo scorso 1 gennaio: oltre 35 miliardi di risorse comunitarie fino al 2027, fondamentali per sostenere la competitività delle imprese e l’obiettivo della sovranità alimentare del Paese in un momento di grande difficoltà per il balzo dei costi».

«Rispetto a tutte queste sfide – ha proseguito il dirigente – è evidente che c’è sempre più bisogno delle esatte competenze che questa scuola è in grado di offrire e di quel ricambio generazione che siamo impegnati a garantire. L’obiettivo deve essere quello di riuscire a completare lo stesso numero di quinte classi in agraria che in proporzione viene garantito nelle regioni del Nord».

«E come gli istituti agrari del nord dobbiamo sfornare sempre più giovani e sempre più competenti. Perché solo così – ha concluso Madera – potremo essere alla pari delle altre regioni e competitivi su scala nazionale e globale, puntando sulla nostra terra e sul ritorno manageriale alla terra dei nostri giovani, sulla nostra biodiversità e sui marcatori identitari distintivi di tipo agroalimentare che possiamo vantare». (rcs)

COSENZA – La conversazione “Gli arbereshe tra spiritualità e marcatori identitari”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18.30, a Colle Mussano, si terrà la conversazione Gli arbereshe tra spiritualità e marcatori identitari, organizzato dal Centro Culturale cattolico “La Città del Sole”.

Obiettivo dell’incontro, quello di far conoscere al grande pubblico la storia, la linguistica e la spiritualità degli albanesi di Calabria, che da oltre 500 anni sono presenti nella nostra regione, dimostrando di saper convivere, mantenendo le proprie tradizioni religiose, culturali, letterarie e che non vogliono assolutamente essere identificati con un termine dispregiativo qual è la parola ghegghju.

Al fondatore dell’Associazione Comunità Regina Pacis, don Dante Bruno, è affidato l’intervento di apertura dal titolo “Se le parole che usiamo hanno ancora un senso”; seguirà la conversazione tra il rettore dell’Universitas Vivariensis, Demetrio Guzzardi e papas Pietro Lanza, protosincello dell’Eparchia di Lungro. (rcs)

CORIGLIANO ROSSANO – Giovedì al Museo del Codex la mostra “Solo per colpa di essere nati”

Si intitola Solo per colpa di essere nati. Per non dimenticare mai, la mostra che sarà inaugurata giovedì al Museo Diocesano e del Codex di Corigliano Rossano.

Promossa dall‘Associazione Culturale “Insieme per Camminare”, ideata e prodotta da A.C. Eos Sud e e-bag srl e organizzata in collaborazione con l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, 4 Culture Srls e Caruso Arte, la mostra si avvale del contributo dell’Assessorato alla Cultura della Città di Corigliano-Rossano e del patrocinio di Ucei – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comunità Ebraica di Napoli, Fondazione Museo della Shoah di Roma, Ministero della Cultura e Archivio di Stato di Reggio Calabria.

Il titolo “Solo per colpa di essere nati” è un tributo alla frase che spesso la Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ripete nelle sue testimonianze, la quale ha impreziosito con un testo introduttivo questo progetto culturale caratterizzato da un alto valore didattico che fa ricorso a molteplici linguaggi comunicativi. 

Il nucleo centrale è costituito dal ciclo di opere dedicate alla Shoah, realizzate dall’artista italo-americano Frank Denota, il cui stile artistico incrocia la pop e la street art e si presta ad essere particolarmente apprezzato dalle nuove generazioni.

I pannelli didattici dislocati in tutte le sale espositive fungeranno da linee guida per una migliore comprensione del fenomeno storico trattato e saranno caratterizzati da specifici focus sulle vicende che interessarono anche la Calabria, la nostra città ed il campo di internamento fascista di Ferramonti di Tarsia, il più grande campo per ebrei stranieri, apolidi ed antifascisti. 

Ad integrazione dei supporti informativi di base è stato sviluppato un percorso multimediale che contribuirà a migliorare la comprensione e la conoscenza della storia della Shoah per mezzo di video ed immagini di approfondimento.

L’inaugurazione si terrà alle 17, nel Salone degli Stemmi dell’Arcidiocesi di Rossano- Cariati alla presenza di  Roque Pugliese, Referente della Comunità Ebraica in Calabria; Andrea Perrotta; Presidente Associazione Culturale Eos Sud; Alessia Alboresi, Assessore alla Cultura del Comune di Corigliano-Rossano; Don Giuseppe Straface, Vicario generale Arcidiocesi di Rossano-Cariati; Cecilia Perri, Vicedirettore del Museo Diocesanoe  del Codex e con testimonianze da remoto di Giulio Di Segni, Vicepresidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane;   Frank de Nota, artista; Daniel Fishman, Direttore Scientifico della mostra e direttore del bollettino ebraico di Milano; Pasquale Faenza, Museo della Lingua Greco-Calabra “Gerhard Rohlfs”; Teresina Ciliberti, Direttore del Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia; Lina Fraietta, Presidentessa dell’Associazione Agafray per lo Studio e la Documentazione della Cultura Ebraica in Calabria.

Per l’occasione si terrà anche la prestigiosa cerimonia dello “Sfoglio” del Codex alla presenza del Referente della Comunità Ebraica in Calabria.

La mostra è visitabile dal 27 gennaio al 5 marzo. (rcs)

COSENZA – A Villa Rendano l’incontro su “Interconnessione planetaria”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 17.30, a Villa Rendano, è in programma l’incontro sul tema Interconnessione planetaria: dall’alba di Internet alla comunicazione globale con Domenico TaliaAntonio Palmiro Togliatti, docenti Unical.

L’evento è il primo appuntamento della serie di eventi organizzati dalla Fondazione Attilio ed Elena Giuliani in collaborazione con il Comune di Cosenza, dal titolo Storia in Villa. Si tratta di un contenitore culturale in cui troveranno spazio altri importanti anniversari che la Fondazione intende proporre all’attenzione generale.

«Sarà un anno ricco di iniziative, che spazieranno dal ricordo di importanti anniversari, in campo storico, politico, istituzionale, artistico e musicale, alla presentazione di libri, alla poesia, con l’ambizione di essere ancor più di quanto non sia avvenuto in questi mesi, un punto di riferimento per il territorio, offrendo ai cittadini l’opportunità di conoscere e approfondire temi e questioni cruciali nella quotidianità del nostro tempo», ha dichiarato Walter Pellegrini, presidente della Fondazione.

Nella programmazione di “Storia in Villa” sono previsti anche i ricordi di alcune figure prestigiose, purtroppo scomparse, che con la loro azione hanno segnato la vita culturale, artistica, sociale e civile non solo della città dei Bruzi. Si comincerà con un “medaglione” dedicato al giornalista Emanuele Giacoia, elemento di punta della Rai calabrese e protagonista di molte trasmissioni sportive nazionali; si proseguirà quindi con il poeta Franco Dionesalvi, il regista Antonello Antonante, il giornalista Raffaele Nigro e lo scrittore, giornalista e commediografo Enzo Costabile. Altri ricordi di figure importanti saranno programmati nel corso dell’anno e proseguiranno anche durante il 2024. 

Libri in Villa, invece, che verrà realizzato in collaborazione con il Comune di Cosenza, sarà lo spazio all’interno del quale verranno presentati i volumi di maggiore successo, a livello nazionale, meridionale e regionale. Tra i primi appuntamenti, il 2 marzo, l’incontro con Mimmo Gangemi, che presenterà il suo romanzo “L’atomo inquieto”, edito da Solferino. Il 29 marzo, invece, sarà la volta della giornalista Rai Annarosa Macrì, con il suo ultimo romanzo edito da Rubbettino. 

Continueranno, inoltre, I venerdì di Villa Rendano, gli approfondimenti tematici di Villa Rendano, coordinati dal giornalista Antonlivio Perfetti, che stanno riscuotendo molto successo. 

Fiore all’occhiello della programmazione 2023 sarà anche il Cineforum, coordinato da Franco Plastina, attraverso il quale la Fondazione intende offrire ai numerosissimi amanti del cinema presenti in città un appuntamento settimanale con la proiezione di film e documentari. Il programma prevede anche un ricordo di Massimo Troisi, del quale quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della nascita, con la proiezione del film “Il Postino”. 

Nel 2023 ricorre anche il decennale dell’avvio delle attività della Fondazione “Giuliani”, che verrà celebrato con una giornata in ricordo del fondatore, Sergio Giuliani, e l’istituzione di alcune borse di studio, in memoria del filantropo e benefattore cosentino, destinate a studenti particolarmente meritevoli. 

Un evento particolarmente importante sarà anche il Festival della poesia “I padri della parola”, realizzato in collaborazione con la Regione Calabria e che si svolgerà a Cosenza in primavera, al quale parteciperanno alcuni tra i maggiori poeti italiani con il coinvolgimento delle scuole superiori dell’area urbana cosentina. 

Riprenderà, inoltre, il progetto I borghi, che prevede anche in questo caso il coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori della provincia di Cosenza, chiamati a descrivere le realtà, la cultura e le tradizioni dei rispettivi territori.

Per quanto riguarda il Museo Consentia itinera, a partire dal mese di febbraio numerosi e interdisciplinari saranno i laboratori educativi e creativi destinati ai bambini ed alle famiglie, grazie al finanziamento dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. Tra i temi affrontati quello delle antiche lavorazioni artigiane trasferite ai piccoli da abili maestri (pietra, argilla e legno), quello della cura del patrimonio e della legalità (con visite nei luoghi degradati del centro storico e proposte di recupero), quello delle scoperte scientifiche (con incontri ed esperimenti rivolti ai “piccoli scienziati”, ma ancora laboratori creativi lungo la linea del tempo) attività sulla storia di Cosenza) e incontri di musica partecipati e interattivi.

Nel mese di marzo 2023, infine, la Fondazione Giuliani inaugurerà, nelle sale multimediali del Museo Consentia itinera, la nuova mostra digitale sulla scienza e la tecnologia dal titolo “Urania. Scienza e cultura” realizzata in collaborazione con il Museo Galileo di Firenze e con il contributo economico del Mur. (rcs)

RENDE (CS) – Al via lavori di riqualificazione del campetto del centro storico

Sono partiti i lavori di riqualificazione dell’impianto sportivo di Via Vanni a Rende. Con un finanziamento di 135mila euro, la struttura diventerà un luogo di aggregazione sociale per i residenti del borgo.

Giovanni Gagliardi, consigliere comunale con delega allo Sport, ha dichiarato che «gli interventi previsti vedranno la realizzazione di un campo polivalente per le attività di basket e pallavolo con il rifacimento delle reti perimetrali, oltre che della nuova illuminazione e dei nuovi spogliatoi. È, inoltre, previsto anche un campo di padel omologato dalla relativa Federazione Nazionale Fip».

La struttura sportiva è stata inoltre interessata dai lavori finanziati per un importo di 100.000,00 € da Agenda Urbana per la ristrutturazione del campo di calcetto: «con un nuovo manto, porte, panchine e illuminazione. Anche i viali adiacenti la struttura saranno rimodernati e illuminati con impianti a led», ha proseguito Gagliardi.
«Lo sviluppo dell’edilizia sportiva in vista del 2023 anno in cui Rende è stata scelta come Città Europea dello Sport – ha aggiunto Gagliardi – è uno degli assi su cui abbiamo puntato. Questi interventi sono inoltre volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale. Siamo lieti che si continui ad investire in questo settore cruciale oltre  strettamente connesso alla crescita economica e sostenibile della città».
«Rendere questi impianti sportivi fruibili dalla popolazione, in particolare dagli abitanti del centro storico che per anni hanno visto questo impianto nel totale abbandono, oltre che oggetto di continue vandalizzazioni, é elemento che caratterizza la nostra idea fattiva di borgo quale cuore della città. L’area interessata dall’importante progetto di riqualificazione si appresta infatti a ritornare ad essere luogo di aggregazione. L’amministrazione comunale ha così dimostrato come la politica del fare sia l’unica risposta da dare ai cittadini», ha concluso la consigliera comunale con delega al centro storico Romina Provenzano(rcs)

COSENZA – Il 28 gennaio la mostra “Nice Party Nice People”

Il 28 gennaio, al Bocs Museum di Cosenza, s’inaugura la mostra personale di Luca Sivelli, dal titolo Nice Party Nice People e a cura di Simona Caramia e Giuseppe Negro, docenti Aba Cz. L’esposizione è il terzo appuntamento espositivo realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro insieme al Bocs Museum, diretto da Marilena Cerzoso e rientra nell’ambito della quarta edizione del progetto Ceilings.

Docente dell’Aba Catanzaro, videomaker, artista che si esprime attraverso la videografia e con essa osserva e analizza la società, Sivelli, con questa mostra, presenta il suo lavoro che ha ad oggetto un acquario e la colonia di pesci che lo popola: «La passione per gli acquari è nata quasi per gioco – racconta -. Ho iniziato a prendermene cura e man mano ho approfondito sempre di più le competenze necessarie a gestirli. E soprattutto mi sono reso conto, osservando i pesci al suo interno, che ci sono molti parallelismi tra l’organizzazione sociale che si danno loro e quella ci siamo dati noi esseri umani. Così ho immaginato a come sarebbe stato provare a “scolarizzarli”, a portarli al cinema, in discoteca o a una piccola mostra fotografica. Così ho portato nel loro mondo subacqueo alcune di queste attività e ho filmato il loro modo di reagire e interagire», ha spiegato l’artista.

Ne è scaturito un video, in cui il sound design è stato curato da un altro docente dell’Accademia di Catanzaro, Vladimir Costabile, che sarà il focus dell’esposizione al Bocs Museum e lo sarà in duplice modalità. Giocando su prospettive e rifrazione della luce nell’acqua, infatti, un acquario posto al centro della sala farà da “lente” o da “ambientazione” per il filmato (riprodotto da un monitor), a seconda del punto di vista da cui l’osservatore si pone.

L’acquario, in allestimento minimale “total black” e senza pesci, si animerà, quindi, proprio grazie al filmato dando vita a quella che può anche essere vista come un’installazione artistica in realtà aumentata “dal vivo”, senza l’ausilio di filtri digitali come la fotocamera di uno smartphone. Inoltre, l’esperienza artistica mira a coinvolgere direttamente altri sensi oltre a vista e udito attraverso l’esposizione di tre grandi tele realizzate utilizzando i rifiuti organici dei pesci e da una ciotola di alghe secche, materiale di scarto dell’acquario, da toccare. (rcs)

COSENZA – Successo per la presentazione del libro “Il Brigante e il generale” di Carmine Pinto

di ANNA MARIA VENTURADalla collaborazione fra la Commissione Cultura del Comune di Cosenza e l’Associazione culturale AIParC Cosenza è nato un evento culturale che ha lasciato il segno nel mondo culturale cosentino e non solo: la presentazione del libro di Carmine Pinto Il Brigante e il generale. La guerra di Carmine Crocco e Emilio Pallavicini di Priola, Editore Laterza, novembre 2022. L’evento si è svolto a Cosenza il 20 Gennaio 2023, nella splendida sala Quintieri del Ridotto del Rendano.

Un successo di emozioni e di personalità importanti, hanno reso vincente la presentazione. Ore trascorse in un luogo magico, dove si è respirata aria di cultura mescolata ad avvenimenti storici di un passato che riguarda non solo il Sud, ma l’Italia intera. Un posto dove la storia è riuscita a trasformarsi in una piacevole, ma intensa emozione. 

All’evento hanno collaborato l’Associazione Unuci, l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano (Comitato provinciale di Cosenza) e l’Icsaic (Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea). 

Indubbiamente ha dato lustro alla manifestazione la presenza dell’autore Carmine Pinto. Ordinario di Storia contemporanea nell’università degli studi di Salerno e direttore dell’Istituto per la storia del Risorgimento di Roma è uno degli studiosi più attenti del processo di unificazione nazionale e di quanto accadde nel Mezzogiorno d’Italia prima e dopo la caduta dei Borbone. Studioso di caratura internazionale, come dimostrano le sue pubblicazioni e i numerosi premi, fra cui il Premio Basilicata, il Premio Fiuggi, il Premio Sele d’Oro, il Premio Rende Book Festival 2019.

Il suo ultimo libro è “Il brigante e il generale”, in cui racconta con la perizia dello storico raffinato le vicende che videro contrapposti negli anni del brigantaggio Carmine Crocco ed Emilio Pallavicini di Priola. Un brigante, il primo, uno dei capi di quelle bande criminali che avevano radici profonde nel Sud già molto prima dell’arrivo di Garibaldi e dei Savoia, e imperversavano nelle campagne napoletane e meridionali: Carmine Crocco divenne il capo del brigantaggio filo-borbonico dopo il 1860. Un nobile genovese, il secondo, generale dell’esercito sabaudo, una lunga esperienza internazionale come la guerra di Crimea: Emilio Pallavicini di Priola, l’aristocratico del Nord al quale venne affidato il compito di debellare il brigantaggio meridionale.

Pinto coglie in questo libro la società meridionale nel definitivo crollo della dinastia borbonica e nell’affermarsi di quel pensiero libertario che a partire dal 1799 e poi ancora nei moti del 1820 e del 1848 aveva scosso la monarchia borbonica. Con sperimentazioni di momenti repubblicani e forti restaurazioni, ponendo fine in ogni caso al feudalesimo. Le bande di briganti diventano il braccio armato che i filoborbonici utilizzano per contrastare il processo unitario. Ne nasce una guerra, la prima guerra italiana come propone Pinto, ma anche l’ultimo conflitto interno tra i ceti meridionali, cioè tra quanti da Sud sognavano l’Unità d’Italia e il liberalismo e quanti difendevano il regno borbonico e le posizioni consolidate.

Ritornando alla presentazione del libro, ha aperto i lavori Domenico Frammartino, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Cosenza, anche coordinatore dell’incontro.  Con eleganza, cultura e raffinato eloquio ha porto i saluti di rito ed ha illustrato le finalità della Commissione. Prioritaria è quella di avvicinare le persone alle Istituzioni al di fuori del Palazzo, nei luoghi della cultura, di cui la città è dotata. E poi le rassegne.

La prima mirata ad approfondire e far conoscere la storia della città, partendo dai quartieri. Un’altra a saldare il debito con le “eccellenze cosentine”, che, costrette ad espatriare, hanno dato altrove il meglio della loro professionalità. Una terza indirizzata a giovani scrittori con il loro sogno nel cassetto, affinchè venga data loro la possibilità di esprimersi e farsi conoscere attraverso l’arte. Una quarta dedicata allo sport e ai suoi campioni. Il Presidente Frammartino si è  poi soffermato sul libro oggetto della presntazione e sull’ argomento trattato, ponendo le domande. “È stata una guerra civile o di conquista? I briganti sono stati malfattori? Va ridimensionato il giudizio sulle figure risorgimentali?” E ancora: “Occorre gettare un fascio di luce per portare la verità. Ed è quello che cercheremo di fare questa sera”. Ha preso poi la parola la Presidente AIParC, Tania Frisone, che, dopo aver salutato tutti i protagonisti della manifestazione e il numeroso pubblico attento e interessato, ha ringraziato la Commissione Cultura della bella e fattiva collaborazione, esprimendo il suo compiacimento per la sede prestigiosa, in cui l’evento si è svolto, un luogo quale il Teatro Rendano, ricco di fascino e di arte. Ha concluso il suo intervento con la frase di Socrate “Il sapere rende liberi, è l’ignoranza che rende prigionieri”. 

 Giuseppe Di Martino, Capo di Gabinetto della Prefettura di Cosenza, ha portato i saluti del Prefetto Vittoria Ciaramella. Il Generale Giovanni De Luca, Presidente Unuci Cosenza, si è soffermato sull’importante e significativo contributo dato dai Bersaglieri italiani in tutte le guerre che si sono combattute in Italia dal 1863 al 1945.

Entusiasmante, esaustiva e chiara la relazione di Giuseppe Ferraro, insignito di recente del Premio per la ricerca storica “Giorgio Palmieri”, ideato e organizzato dall’Istituto regionale per gli Studi Storici del Molise “Vincenzo Cuoco“, per il recente saggio Vincenzo Padula e i briganti. Storiografia e discorso pubblico, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2021.

Giuseppe Ferraro, originario di Longobucco, professore di Storia nei Licei è uno studioso ricercatore ed appassionato esperto di Storia, che ha già conquistato larga fama con le sue pubblicazioni, che evidenziano  lo spessore storiografico dell’autore, un meridionalista che guarda all’Italia e all’Europa, ma anche alle esigenze formative del sistema scolastico e universitario. Dirige l’Istituto per la storia del Risorgimento italianoComitato provinciale di Cosenza e l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea. È socio onorario AIParC Cosenza. Ha collaborato e collabora con diverse università e centri di ricerca.

Le sue pubblicazioni riguardano la storia del Risorgimento, la Prima guerra mondiale, il fascismo, la Resistenza, si occupa anche di formazione docenti. Alla ricerca storica da anni affianca la promozione della didattica della storia nelle scuole e nelle università, in questo settore coordina la commissione didattica dell’Icsaic ed è membro nazionale della commissione scuola e didattica dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri. Numerosi riconoscimenti e premi confermano che i lavori di Ferraro sono divenuti un significativo punto di riferimento nel panorama italiano degli studi storici e storiografici.

Ferraro ritiene che l’opera di Pinto ha dietro un progetto di strategia culturale, che, nel rispetto della verità storica, pur guardando al mondo accademico, si apre ad una discussione pubblica, coniugando rigore scientifico e divulgazione. Frutto di un lavoro di scavo archivistico, il libro, secondo Ferraro, penetra diversi mondi, fa conoscere persone e luoghi.

Ogni capitolo è introduzione ad un mondo che si apre su altri mondi. Due, in particolare, si confrontano e si scontrano: un passato con una società fondata sul privilegio e un presente che guarda verso una prospettiva nuova. Ci sono diverse guerre, quella al brigantaggio, quella politica e civile, ma tutto è visto in funzione della costruzione dello Stato nazionale, nella quale è coinvolto anche il Sud.

Interessanti e coinvolgenti le parole del Colonnello Francesco Ferrara, Comandante del Primo Reggimento Bersaglieri di Cosenza, che ha ringraziato l’autore per aver parlato in questo libro dell’esercito, dei bersaglieri e della Calabria.

Caratterizzato da grande forza oratoria,  ha catturato un forte interesse nel pubblico l’intervento dell’autore, che ha esordito  “Io non credo alla retorica del passato, ritengo che l’uso retorico del passato nel tempo presente finisce col fare un torto sia al presente che al passato”. 

Parlando del libro ha poi sostenuto che protagonista è il “nazionalismo”, a mio avviso, riferendosi a quel movimento politico e ideologico, sorto e diffusosi in quasi tutti i maggiori stati europei tra la fine del sec. XIX e l’inizio del XX, volto a rivendicare per una nazione, generalmente divisa fra più stati o inglobata in uno stato plurinazionale, il diritto di costituire uno stato autonomo. Le strutture sociali, ha continuato l’autore, a partire dalla fine della repubblica romana, erano basate su monarchie di derivazione divina, che detenevano poteri assoluti.

Fino alla Prima Guerra Mondiale l’Europa centro-orientale e orientale era occupata da tre grandi entità politico-amministrative che comprendevano numerosi popoli con differenti etnie e tradizioni: l’Impero austro-ungarico, l’Impero russo e l’Impero turco- ottomano. L’Italia e la Germania rientravano per lo più nell’area di influenza dell’Impero austro-ungarico e il loro territorio era suddiviso in tanti piccoli Stati. Solo nella seconda metà del XIX secolo, in seguito a lunghe e complesse vicende storiche e militari, diventarono indipendenti, rispettivamente nel 1861 e nel 1871.

Il libro parte dall’idea che lo Stato debba coincidere con la nazionalità politica. L’idea di nazione ha trionfato. Ha costruito un mondo in cui Stato e comunità politica coincidono. Secondo l’autore il nazionalismo italiano è stato così potente fra gli anni quaranta e settanta dell’800 da distruggere un sistema statuale plurisecolare basato sui poteri papale , asburgico e borbonico e costruire una grande nazione, che ancora oggi è fra le dieci potenze economiche mondiali.  La nascita dello Stato nazionale in Italia si è basata sul liberalismo costituzionale, sul romanticismo e sul politicismo. Il liberalismo ottocentesco ha fondato regole chiare affinchè le libertà non debbano mai essere messe in discussione. Il romanticismo ebbe la capacità di trasformare un nazionalismo politico in sentimenti e passione.

La politicizzazione avviene quando si verifica una frattura nella società che costringe a diventare politici molti individui che naturalmente non farebbero mai politica. Il brigantaggio è stato un fenomeno irrilevante rispetto ai grandi eventi che consentirono la formazione dello Stato unitario, eppure i due protagonisti del libro sono la dimostrazione di come in momenti cruciali della storia, quando avviene una frattura nella società, ci si trova a svolgere un ruolo politico, pur non essendo politici. Vivono una serie di esperienze che fanno in modo che le loro vite diventino politiche. Carmine Crocco e Emilio Pallavicini di Priola, al di là delle loro storie individuali, interpretano il passaggio dall’epoca degli Stati “divini” allo Stato nazionale, facendo la loro parte nella scomparsa di una società. Due uomini che diventano soggetti politici. La loro storia è emblematica non soltanto del brigantaggio post unitario, ma anche della costruzione dell’edificio nazionale italiano. Apprezzati gli interventi musicali di Ferdinando Autiero, che ha eseguito brani della tradizione popolare contadina della nostra terra, suscitando nel pubblico intense emozioni. 

 Un evento destinato ad entrare nello scrigno storico di un antico teatro, cuore pulsante della cultura cosentina, il teatro “Alfonso Rendano”, teatro di tradizione della Calabria. (amv)

CARIATI (CS) – Il Rotary Club Terra Brettia presenta campagna su patologia cerebrovascolare

Questa sera, a Cariati, alle 19.30, al Poliambulatorio Vascolab, il Rotary Club Terra Brettia presenta la campagna di sensibilizzazione sulla patologia cerebrovascolare.

Finanziato dal Distretto Rotary 2102, il progetto che prevede giornate di prevenzione a partire dal sabato 21 gennaio, alle ore 9,30, nello stesso Poliambulatorio, interesserà anche i comuni di Scala Coeli, Campana, Acri, Santa Severina e Corigliano-Rossano. Ictus ischemico ed emorragie intracerebrali e subaracnoidee, tra le patologie cerebrovascolari più frequenti, si possono prevenire solo attraverso corretti e sani stili di vita, con una corretta alimentazione e mettendo al bando fumo ed abuso di alcool.

All’evento di presentazione interverranno il presidente del Rotary Club Cariati Terra Brettia, Vanna Straface, il Governatore del Distretto 2102 Gianni Policastri, il sindaco Filomena Greco, il responsabile del progetto Tommaso Spina, il presidente del Rotary Club Cariati TB 23/24 Sinibaldo Iemboli e Nicola Cosentino, medico specialista in cardiologia.

Elaborato dal Club Cariati Terra Brettia, nel corso delle giornate di prevenzione parteciperanno la District Trainer D2102 Maria Rita Acciardi, i presidenti del club di Acri, Rocco Le Pera, di Corigliano-Rossano Sybaris, Francesco Lasso, di Rossano-Bisantium, Pasquale Catalano, di Santa Severina Francesca Giovinazzi e di Cariati TB Giovanni Spina(rcs)