25 novembre, a Cariati successo per l’evento “Col corpo mutilato e ormai violato dal dolore, col cuore infranto Frida Kahlo resiste”

di ANTONIO LOIACONONel giorno (25 novembre) in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato come data della ricorrenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Frida Kahlo è stata la perfetta testimonial della resistenza rosa contro tutte le violenze.

Col corpo mutilato e ormai violato dal dolore, col cuore infranto Frida Kahlo resiste. Resiste: dunque è. 

L’evento, voluto fortemente dal Dirigente Scolastico IIS di Cariati, prof.ssa Sara Giulia Aiello, si è svolto nel salone del Centro Missionario Sorelle di Santa Gemma, in Cariati, alla presenza di una rappresentanza studentesca delle classi 3^A – 3^B – 3^C del Liceo di Cariati accompagnate dalle docenti Curcio Alessandra, Mancini Daniela (questa ha introdotto i lavori), Spadafora Antonella, Flotta Filomena; la 4^A indirizzo elettrico dell’ITI Mazzone accompagnata dalle docenti Pignataro Manuela e Romano Assunta; la 2^A dell’IPSSEOA di Cariati accompagnata dalla prof.ssa Franco Rosina; la 4^C dell’ITE e la 4^B del Liceo Scientifico di Mirto Crosia accompagnate dai docenti Graziano Graziella e Mulè Giovanni.

Hanno accompagnato l’evento Rosina Franco (referente bullismo IIS Cariati), Carmelina Sciarrotta (presidente Associazione Radici) e Morena Barletta (presidente Coop. Soc. Sybaris).

Molto gradite sono state le partecipazioni del Dirigente Scolastico, prof. Alessandro Turano dell’Istituto Comprensivo di Cariati, della direttrice del Centro Missionario, Suor Giovanna, e del Sindaco della città marinara, dott.ssa Filomena Greco

In questa giornata esotica in cui l’artista messicana è stata la portata principale, Amedeo Fusco, il suo cantore, n’è stato l’”umami”, la gradevolezza!

Nel suo contenitore, “Irragionevoli soprusi” (un momento culturale ideato e creato a Amedeo Fusco e dall’avvocato Andrea Farris del foro di Ragusa, in cui si discute in maniera permanente sull’evoluzione culturale e legislativa della violenza sulle donne ma, in maniera generale, anche sulle altre forme di violenze) il racconto sulla vita di Frida Kahlo, sapientemente dipinto con le parole da Amedeo, non poteva trovare più giusta collocazione.

Riuscire a catturare l’attenzione di giovanissime ragazze e di altrettanti ragazzi, con il racconto della famosa artista “azteca” non è stata impresa facile, ma l’applauso finale sospinto dal “viva la vida!” da parte dei circa 100 studenti, alla fine, ne ha sottolineato il meritato successo! (al)

COSENZA – Dopo quasi 3 anni riapre lo storico Cavern Club Arci Aprile

di MARIA ROSA VUONOFinalmente stasera, alle ore 20,30 dopo quasi 3 anni, lo storico Cavern Club Arci Aprile di Cosenza riapre i battenti alle sue sale, e lo fa ricollegandosi alla sua tradizione di Concerti spettacolo e Teatro canzone.

Tra Vallascura e dua jumi currenti” è una proposta di canzoni d’amore e malasorte, rabbia e brigantaggio, malavita, emigrazione, carcere e lotta. Brani tramandati oralmente e di autori anonimi, tranne Majia che è di un autore del ‘900, Michele De Marco. Un patrimonio poco conosciuto e valorizzato nella nostra terra di Calabria, dove ancora prevalgono stereotipi a volte troppo retorici, a volte troppo goliardici.Verranno eseguiti testi molto antichi, le cui musiche sono state elaborate tenendo conto dei canoni musicali dell’epoca fatti di semplici accordi e di prevalenza della voce solista, che facevano parte di una trasmissione Rai del 1975 dal titolo Vuci e canti calabresi dell’una e dell’altra Calabria con brani composti da Pino e Sergio Artese con Giuseppe Pallone.

I canti percorrono l’intero ciclo di vita e veicolano un messaggio: solo il riscatto dalla condizione sociale in cui versa la nostra terra la potrà salvare ed è questo il contenuto più forte della canzone finale “Catarra d’oro e citula d’argento “. Ideatore della serata, Angelo Lombardi, testimone di una tradizione familiare legata profondamente alle radici artistiche della nostra terra, e di un percorso personale che lo ha portato più volte in Rai e ad animare i nostri Teatri sia in veste di brillante conduttore che di vero e completo showman.

Lo accompagneranno le voci di Anna Rita Sica e di Maria Rosa Vuono, che giocano in casa, ed i maestri Claudio Mazzei e Giovanni Altomare all’organetto. (mrv)

MIRTO CROSIA (CS) – L’Istituto Donizetti ha inaugurato l’anno accademico 2022-2023

È stato inaugurato, all’Istituto Donizetti di Mirto Crosia, l’anno accademico 2022-2023.

L’evento ha avuto luogo presso la sala conferenze dello storico Circolo culturale “Zanotti Bianco” di Mirto. Musica e interazione hanno contraddistinto l’interessante iniziativa a cui ha preso parte un folto pubblico. Quest’anno il tema si è incentrato sulla dispersione scolastica e la necessità di contribuire alla riduzione di tale fenomeno. Un’azione dinamica, dunque, quella del Donizetti di Mirto Crosia che, prossimamente, aprirà una propria sede anche nell’area urbana di Rossano, del più ampio comune di Corigliano Rossano.

Durante la serata, coordinata dal sociologo specialista e giornalista Antonio Iapichino, sono giunti tanti input: dalle attività musicali, alle azioni educative e formative attuate dal Donizetti. Nell’intervento introduttivo il direttore Giuseppe Greco ha messo in luce il percorso della struttura ionica, avviata nel 2006. Ha fatto notare che quest’anno è ripartito con 96 iscritti, riconfermando i numeri dell’anno precedente e ritrovando fra i corsisti, anche, coloro che durante la pandemia avevano interrotto la propria formazione e ora, in presenza, hanno ripreso il loro percorso.

«Fra l’altro – ha fatto notare – alcuni giovani che sono nel Donizetti da anni, per approfondire la disciplina musicale, ora si stanno iscrivendosi a e-Campus per la loro formazione universitaria. Un processo evolutivo, quello del Donizetti, che gli ha consentito un progressivo miglioramento nei servizi erogati». 

«Oggi vi è la possibilità – ha spiegato il direttore Greco – di seguire l’individuo nella sua formazione dai tre anni fino all’università».

Infatti, proprio per quanto attiene quest’ultimo aspetto, presso l’Istituto Donizetti di Mirto è attivo un polo di studio e-Campus Università. In occasione della cerimonia dell’anno accademico si sono collegati da remoto Antonio Petruzzi, responsabile dei poli eCampus e Rosanna Simonetta, responsabile del progetto Noah dello stesso ateneo telematico. La dottoressa Simonetta ha evidenziato che per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica è necessario puntare sulle propensioni dei singoli ragazzi. La necessità, quindi, di un approccio sistematico con gli stessi.

Il dottore Petruzzi, ha messo risalto che attualmente ci sono circa 50 iscrizioni attive nella sede di Mirto Crosia.

«Quotidianamente – ha aggiunto – si registrano numerosi contatti con altri potenziali utenti. Inoltre, interlocuzioni costanti fra la sede centrale e quella locale per la risoluzione dei vari problemi che emergono. Il pedagogo Gerardo Aiello, ds in quiescenza, ha portato all’attenzione dell’interessata platea come i giovani che crescono, si abituano a scelte non contemperate. Prima della voglia di studiare – ha detto -c’è la voglia di “fare arte”, fra cui la musica».

Lo stesso preside Aiello ha parlato della dispersione scolastica come un ‘incidente di percorso’ nella crescita. «È un fenomeno – ha aggiunto – che facilita l’abbandono, quindi, anche la devianza giovanile. Aiello, infine, ha fatto sapere che si sta lavorando per la possibile apertura, nella cittadina ionica, di un liceo musicale quinquennale».

Il direttore del Conservatorio di Cosenza, Francesco Perri, ha fatto notare che nel basso Jonio si avverte la necessità di un presidio del Conservatorio cosentino, che conta circa mille e 200 studenti.

Il maestro Perri ha riferito che un primo approccio in tal senso c’è già stato con la Città di Corigliano – Rossano.  L’obiettivo del direttore del Conservatorio è offrire maggiore formazione didattica e opportunità di lavoro per i futuri musicisti.  Il bisogno, dunque, di una sede staccata del Conservatorio di Cosenza nel territorio ionico allo scopo di favorire la formazione e far crescere ulteriormente quest’area geografica della provincia di Cosenza, senza escludere la possibilità di una collaborazione, anche con il Donizetti di Mirto. Fra l’altro, Greco, ricorda che ci sono già dei progetti di collaborazione con il Conservatorio di Cosenza, legati alla produzione, quindi, anche da parte sua, la disponibilità a strutturare eventuali iniziative insieme allo stesso Conservatorio. 

Il consigliere regionale Davide Tavernise ha evidenziato che le negatività possono essere superate solo attraverso la cultura e la formazione dell’individuo. È mortificante – ha detto – vedere sempre meno giovani nelle nostre realtà cittadine. Lo stesso Tavernise ha annunciato che per la prima volta una scuola di Crosia avrà una borsa di studio della Regione Calabria per far raccontare agli alunni il loro pensiero sul tema della legalità. L’assessore alla Cultura del Comune di Crosia, Paola Nigro, ha messo in luce il bisogno di seguire l’inclinazione dei ragazzi per evitare il fenomeno della dispersione scolastica. La maestra Graziella Calabrò, coordinatrice dei docenti dell’Istituto Donizetti ha presentato i vari docenti che in quest’anno accademico saranno impegnati nella struttura ionica e ha riferito della nascita dell’orchestra giovanile dell’Istituto Donizetti.

Ha illustrato, inoltre, le attività della banda musicale ‘G. Puccini’, diretta dal Franco Arcangelo, dell’Orchestra di fiati ‘G. Puccini’ e del Coro polifonico diretto dal Franco Ruggero Pino.

La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Mandatoriccio, Mirella Pacifico, ha parlato dell’importanza dell’arte e della musica in particolare. Ha portato la propria testimonianza sull’efficacia della musica: nella scuola che ella dirige, gli alunni vengono accolti quotidianamente con l’ascolto della musica classica. Il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Cariati, Alessandro Turano, ha accesso i riflettori sull’importanza dell’azione formativa, facendo notare la ricchezza culturale della Magna Grecia. Ha concluso evidenziando che il territorio ionico ha una radicata tradizione musicale. Entrambi i ds hanno espresso la disponibilità a una collaborazione con il Donizetti, al fine di offrire sempre maggiori opportunità di crescita a questa realtà territoriale. Alla platea, per mezzo del direttore Greco, ha inviato i propri saluti anche il direttore del Conservatorio di musica “Torrefranca” di Vibo Valentia. (rcs)

COSENZA – Domenica screening gratuito per il diabete del Rotary Club Sette Colli

Domenica 27 novembre, a Cosenza, è in programma un appuntamento dal tema Accesso alle cure, accesso alle emozioni, con uno screening per il diabete, promosso dal Rotary Club Cosenza Sette Colli, nell’ambito del progetto Il Rotary per la salute.

Scopo del progetto, invitare tutti a conoscere e affrontare meglio le più comuni problematiche di carattere sanitario. Tra esse vi è senza dubbio il diabete, una malattia che, secondo una recente ricerca dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), colpisce il 9% della popolazione adulta, causando ogni anno circa un milione e 500mila decessi.

L’iniziativa Accesso alle cure, accesso alle emozioni”. L’iniziativa, inserita nel programma della Giornata Nazionale del Diabete e patrocinata dalla Città di Cosenza,dall’Asp di Cosenza e dalla Osdi che riunisce gli operatori sanitari di diabetologia italiani, con il supporto del 1° Reggimento Bersaglieri, si svolgerà dalle 9 alle 13 in Piazza XI Settembre ed è rivolta a tutti i cittadini.

A tutti i partecipanti sarà offerto uno screening gratuito con controllo di glicemia capillare, pressione arteriosa e circonferenza dell’addome. In più, saranno presenti esperti e volontari del RC Cosenza Sette Colli e delle Associazioni che operano in ambito medico, i quali illustreranno le principali problematiche legate alla malattia e forniranno opuscoli illustrativi. Un interessante momento di educazione sanitaria su una patologia che, oltre a portare gravi conseguenze per reni, vista e cuore, pesa per circa il 14% sul bilancio della sanità pubblica.

Secondo il Presidente del RC Sette Colli Marcella Giulia Lorenzi, «l’iniziativa, con la quale il nostro progetto ‘Il Rotary per la salute’ riprende idealmente il proprio percorso, si inserisce a pieno titolo nella mission del Rotary che è quella di offrire un servizio al territorio. Vogliamo impegnarci ancora una volta per sensibilizzare i cittadini dell’area urbana cosentina, invitandoli a riflettere su un tema di stringente attualità che interessa la loro salute».

«Ci auguriamo – ha concluso la Presidente Lorenzi –  che siano in tanti a partecipare, per poter fruire di un significativo momento di conoscenza e prevenzione». (rcs)

RENDE (CS) – Al via il Senior Expo

Domani pomeriggio, alle 16, al Museo del Presente di Rende, è in programma la conferenza stampa di Senior Expo, ideato da Maria Brunella Stancato e in programma dal 24 al 25 novembre.

Salute, prevenzione, sanità, arte e cultura. Il tema è più che mai simbolico: Tra pandemia, guerra e cambiamenti climatici. Comunicazione e disciplina delle piccole e medie tv. Saranno presenti, per l’occasione, Maria Brunella Stancato, ideatrice della kermesse e manager del terzo settore, insieme ad Antonio Volpentesta presidente dell’associazione “Volare Aps”. Con loro anche l’assessore del Comune di Rende, Lisa Sorrentino e Fausto Sposato presidente dell’Opi di Cosenza. (rcs)

COSENZA – Il convegno “Le ripercussioni della violenza di genere nella famiglia sui minori”

Le ripercussioni della violenza di genere nella famiglia sui minori” è il titolo del convegno in programma oggi, alle 17, nella Sala Convegni di Assindustria Cosenza.

L’evento, organizzato dal Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia di Cosenza, con il patrocinio della Provincia di Cosenza, del Comune di Cosenza e del Siulp, mette in evidenza quanto previsto nella Convenzione del Consiglio di Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne (adottata ad Istanbul nel 2011 e ratificata dall’Italia con legge 77/2013), che definisce la violenza nei confronti delle donne come “una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata”.

L’evento del Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia di Cosenza anticipa la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita per ricordare le vittime di maltrattamenti, abusi e femminicidi e per combattere le discriminazioni e le disuguaglianze di genere.

La Presidente dell’importante associazione, Maria Pia Galasso, e la responsabile della commissione legalità dell’associazione, Margherita Corriere, nell’imminenza della giornata contro la violenza sulle donne, hanno inteso organizzare un incontro che ponga attenzione sulle problematiche relative a quei minori che nell’ambito della propria famiglia subiscono violenza assistita, costretti da figli ad essere inermi spettatori della violenza domestica patita dalle loro madri da parte di mariti o compagni maneschi.

Dopo i saluti istituzionali della presidente Galasso, del Presidente di Assindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, del Segretario generale del Siulp, Ezio Scaglione, e della Presidente del Comitato Provinciale Unicef di Cosenza, Monica Perri, seguirà la relazione dell’avvocato Margherita Corriere, in veste anche di Presidente della Sezione distrettuale Ami di Catanzaro-Cosenza, che parlerà dei “minori vittime della violenza assistita e della tutela giuridica” che la normativa garantisce loro.

L’interessante convegno, moderato dal giornalista Valerio Caparelli, proseguirà con l’intervento sui “condizionamenti educativi e la violenza di genere” della Presidente dell’associazione Animed, Cinzia Falcone. La Dirigente regionale del Siulp, Tiziana Scarpelli, interverrà sul sensibile tema “Minori soggetti al centro delle vendette reciproche dei genitori”, mentre concluderà i lavori del seminario lo psicologo, psicoterapeuta e Ctu, Giovanni Lopez, con un interessante relazione sul “Ciclo della violenza: riconoscerlo per prevenire rischi psicopatogeni sui figli”. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – Venerdì si presenta “La Ferrovia del Pollino”

Venerdì 25 novembre, a Castrovillari, alle 18, nella Sala del Circolo Cittadino, Antonio Iannicelli presenta il suo libro “La Ferrovia del Pollino”.

L’evento è il sesto e utilmo appuntamento della 22esima Rassegna del Festival Ricorrente dei Lettori, I Lettori, The Reqders – Libriamoci in Autunno! Piovono Libri! dell’Accademia Pollineana con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Castrovillari.

Il racconto di Antonio Iannicelli, unitamente ai contributi di Francesco Piperata, documenta in parole, immagini e profonde riflessioni le problematiche storico-politiche, oltre che antropologiche, tutto un mondo, oggi anacronistico se lo si rapporta alle moderne e superveloci Frecciarossa, ma che però ha fornito per vari decenni del secolo scorso alla collettività un servizio indispensabile  ed impareggiabile.  I saluti  di benvenuto saranona cura di Antonino Ballarati,  Presidente del Circolo Cittadino, di Domenico Lo Polito, Sindaco di Castrovillari, di Domenico Pappaterra, Presidente del Parco  Nazionale del Pollino; relazionerà Donatella Laudadio, Docente e critica lettararia,  Coordina Pasquale Pandolfi, Vicepresidente dell’Accademia Pollineana. Saranno presenti: Mimmo SAancineto, Editore, Antonio Iannicelli, autore, Letture a cura di Minella Bloise, Presidente dell’Accademia Pollineana. (rcs)

SANTA MARIA DEL CEDRO (CS) – Giovedì la giornata di formazione su “Agricoltura sostenibile ed economia circolare”

Giovedì 24 novembre, a Santa Maria del Cedro, alle 10, a Palazzo Marino, è in programma il quinto incontro Agricoltura sostenibile e circolare: le buone pratiche in Calabria, organizzato da Gal Riviera dei Cedri.

Come per i precedenti appuntamenti, si tratta di momenti di formazione, pratica e teorica, rivolti agli imprenditori e agli addetti dei settori agricolo, alimentare, forestale, dei gestori del territorio e delle Pmi operanti in zone rurali agricoli e zootecnici del territorio.

L’apertura sarà affidata a Ugo Vetere e Domenico Amoroso, rispettivamente presidente del Cda e direttore del Gal Riviera dei Cedri. Seguiranno poi gli interventi di tre divulgatori agricoli dell’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura in Calabria (Arsac).

Francesco Perrone con “La Riviera dei Cedri, un territorio agrosostenibile”, Luigia Iuliano che relazionerà sui “Principi di agricoltura sostenibile e circolare” e, infine, Giuseppe Orrico con un intervento dal titolo: “Sinergia tra imprese per lo sviluppo economico del territorio”.

Come è noto, il Gruppo di azione locale Riviera dei Cedri ha avviato progetti di informazione e formazione grazie a convenzioni stipulate con l’Arsac e l’Unical, che riguardano diversi temi, da quelli strettamente operativi fino a quelli manageriali.

RENDE (CS) – Sabato il Gran Galà Cultura Rende… InVersi

Sabato 26 novembre, nella Sala Tokyo del Museo del Presente di Rende, è in programma il Gran Galà Cultura Rende… InVersi, giunto alla 11esima edizione e organizzato dall’Associazione GueCi e patrocinata dal Comune di Rende.

Una manifestazione unica nel panorama italiano, che vede la presenza di artisti e poeti pluripremiati i a livello Nazionale e Internazionale che costituiscono l’essenza della rassegna. Nonché, di personalità di rilievo nel mondo della letteratura, arte, scienze, musica, cinema, teatro, danza e altri campi del sapere. I protagonisti sono insigniti per il contributo esercitato sul mondo dell’arte e per quello offerto all’umanità attraverso il loro lavoro. Inoltre, già nelle passate  edizioni è stato istituito il Premio Botteghe e Attività storiche della Città di Rende, per assegnare dei riconoscimenti ai commercianti con più di trent’ anni di attività nel territorio rendese; a quei imprenditori che negli anni hanno dimostrato capacità e attaccamento al territorio diventando un pezzo di storia della città

I premi sono stati assegnati, dopo attenta valutazione delle opere e dei curriculum pervenuti, dai Giurati: Francesco Angiò ( docente-poeta)  Antonella Cittadino (scrittrice-poetessa) Silvana Ferrara (docente-giornalista). Presidente Onorario: Albino Console (giornalista-scrittore-poeta).
Il Premio alla Carriera per la Letteratura va a Natale Vulcano. Premio Speciale Cultura a Rosanna D’Agostino. Premio Giovani Talenti per la musica a Alessandro Giordano, sarà lui, con una sua performance, ad aprire la manifestazione. Per la Sezione Botteghe e Attività Storiche Città di Rende: Alimentari di Giannino Reda (1962) e la pescheria Il Veliero di Fortino Salvatore (1973). Due i Poeti che si aggiudicano il Premio Speciale Città di Rende: Mario Maio e Antonella Tocci. Il “Red Carpet” vedrà la partecipazione di venti Poeti premiati che declameranno le loro liriche: Mariateresa Buccieri, Gaetano Caira, Angelo Canino, Luigi Francesco De Rose, Domenico Donato, Carmine Esposito, Francesco Fiore, Antonia Flavio, Paolo Landrelli, Anna Francesca La Rosa, Antonio Marino, Maria Mollo, Antonella Monaco, Francesca Patitucci, Annalina Paradiso, Carmela Ponti, Adriana Sabato, Giuseppe Salvatore e Rita Scelfo.

L’arte crea luoghi di possibilità attorno e dentro ai nostri luoghi quotidiani: apre spazi dove i metri sono pochi, apre il tempo quando ci soffermiamo a guardare e a toccare le rughe sulla nostra pelle. La poesia crea geografie del possibile, allargando la nostra, dove i confini hanno un’altra ampiezza e la distanza diventa spinta per raggiungere, avvicinarsi- ha dichiarato la scrittrice rendese e presidente dell’Associazione GueCi, Anna Laura Cittadino, conduttrice della serata di Gala. (rcs)

 

A Casali del Manco un focus su “Briganti fra storia e leggenda”

Il Comune di Casali del Manco, nella Presila cosentina, comprende, fra tante, la località Macchia, borgo medievale dalla bellezza antica e suggestiva, luogo dell’anima, per molti che qui sono nati o hanno avuto il privilegio di viverci per qualche tempo della loro vita e si portano per sempre dentro ogni pietra, odori, sapori, voci dell’anima.

Luogo dell’anima, dicevamo, che  ha per tutti un grande significato, è espressione del valore del proprio vissuto. L’anima riconosce dei luoghi come propri e famigliari. Si tratta dei luoghi che hanno toccato l’interiorità e fanno parte della storia di ognuno. Custodire il proprio luogo dell’anima significa conservare emozioni positive che fanno bene all’anima stessa, anche se la nebbia ammanta i ricordi, le storie vivono dentro le persone in un’atmosfera di fascinazione e sublimazione. Si ha l’impressione che lì il tempo si sia fermato, si ripetono nella mente le scene vissute nel passato come fossero scene di un film che si guarda ogni volta che se ne sente il bisogno.

E in questa scenografia ci sono il Palazzo Gullo e le persone  che l’hanno abitato, in primis Fausto Gullo, grande politico, Padre Costituente, Ministro dei contadini .Ora il Palazzo è diventato Casa Museo e ospita la Biblioteca Gullo. Luogo magico, dove la storia parla e trasmette il suo insegnamento ai visitatori, che ne subiscono il fascino. È un’esperienza emotivamente forte, la visita alla Biblioteca Gullo, che resta nell’anima, come il borgo antico e suggestivo di Macchia.

Proprio in questo borgo l’Associazione culturale AIParc Cosenza, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Casali del Manco e la stessa Biblioteca Gullo, è stata protagonista, il 16 Novembre 2022, di un significativo evento culturale, dal titolo Briganti fra storia e leggenda. 

La manifestazione si è svolta in due fasi. La prima è stata dedicata alla visita guidata alla casa dei briganti Pietro Monaco e Maria Oliverio e alla casa di Teresa Oliverio, sorella di Maria, dove Teresa è stata brutalmente uccisa proprio dalla sorella. Guida esperta Peppino Curcio, studioso e storico appassionato. Ponendo in evidenza la dignità politica del brigantaggio, attraverso l’esposizione di fatti ed episodi storici, riti, usi e costumi ha destato attenzione e interesse nel qualificato pubblico dei visitatori. 

Oggi restano solo solo poche pietre squadrate di quella che doveva essere la casa di Pietro Monaco e Ciccilla, divorata da un incendio doloso in un angolo del paese e una casetta semidiroccata, dove si consumò l’atroce delitto, in un altro angolo. Apparentemente è quasi tutto quel che resta a simbolo di una vera e propria guerra civile che subito dopo l’unità d’Italia incendiò queste contrade, all’epoca reame Borbonico in rapido disfacimento.

Nel lasso di tempo che ci separa da quegli avvenimenti, con molta fatica e una passione indefessa, gli storici hanno ricostruito seppur parzialmente le cronache di quei mesi intensi che abbracciano un arco di dieci anni, dal 1861 al 1871, in cui tutti gli uomini del tempo, di ogni età e ceto sociale, misero in scena la tragedia che regalerà al Risorgimento italiano una delle pagine più amare e sanguinose della sua storia: il “Brigantaggio post-unitario”, a cui fece seguito inesorabile la repressione altrettanto feroce dei “Piemontesi”.

Gli atti di archivio, prodotti o acquisiti all’epoca dalla magistratura, dall’esercito e dall’amministrazione pubblica, seppelliti dalla polvere del tempo, nascosti per reticenza o per vergogna, sono tornati così alla luce, grazie alla certosina pazienza con cui alcuni autori illuminati hanno cercato di dare un improbabile ordine ad avvenimenti certamente confusi e difficili da analizzare, ma sicuramente per troppo tempo rimasti occultati. Ne emerge un quadro, se non del tutto nuovo certamente accurato, sulle vicende storiche di una neonata Italia, il tempo sembrava fosse fermo, in pieno feudalesimo.

Il 70 per cento della popolazione, braccianti, contadini, operai, nullatenenti, disoccupati, viveva economicamente e culturalmente soggiogata in una indigenza estrema. I notabili del tempo, i “Galantuomini” di antico retaggio, da secoli si spartivano il controllo della vita sociale ed economica di paesi e borghi arroccati su crinali di monti impervi, condannati ad un isolamento secolare durato fino a tempi recenti. In molti si sono provati a dare al brigantaggio – per certi versi endemico in alcune regioni – delle ‘ragioni’ più nobili e razionali di quanto la realtà inconfutabile degli atti di archivio lasci trasparire; ma il periodo a cavallo tra il 1861 e il 1865, noto agli storici come quello della “reazione” al governo piemontese, fomentata dagli esuli Borboni, dalla Chiesa e da una parte della nobiltà, non è altro che una delle tante sfaccettature di un fenomeno in fondo estremamente complesso, le cui cause vanno certamente ricercate nelle profonde differenziazioni economiche e sociali che caratterizzavano la società dell’epoca. In verità il brigantaggio è stato, sin da epoche remote, il frutto di sussulti imprevedibili e incontrollabili di un popolo affamato e diseredato che periodicamente, come un fiume in piena, rompe gli argini e tutto travolge con la sua violenza atavica ed istintiva, salvo poi tornare a sopirsi per subire nuove e più inumane sofferenze.

«Il brigantaggio – scrive Tommaso Pedío – (…) è l’endemica protesta dell’oppresso e del povero; è la manifestazione di vendetta e di odio contro torti impuniti in una società in cui la Giustizia, ferocemente severa nei confronti del povero, è sempre disposta a minimizzare ed anche ad ignorare gli arbìtri e gli illeciti dei potenti».

Questi concetti sono stati alla base del confronto che si è generato nella seconda fase dell’evento culturale a Macchia di Casali Del Manco, incentrata sulla presentazione del libro di Giuseppe Ferraro Il Prefetto ed i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana (1861-1865) ,Le Monnier, Firenze, avvenuta nella suggestiva cornice della Biblioteca Gullo, alla presenza del Sindaco Stanislao Martire, che nel porgere i saluti ha ribadito la sua ferma convinzione che attraverso la cultura e la sua promozione e diffusione si può far crescere il benessere materiale e immateriale di una comunità. 

Splendidamente coordinati da Giuseppe Trebisacce, sono intervenuti relatori di elevato spessore culturale ed esperti studiosi del fenomeno del brigantaggio in Calabria. Tania Frisone, Presidente AIParC Cosenza, dopo i saluti ha fatto un appassinante racconto della storia di Maria Oliverio, detta Ciccilla e un’accurata disamina del brigantaggio femminile.

La parte antropologica è stata trattata da Giovanni Curcio, il quale, con acume e completezza d’indagine, ha esposto gli aspetti più interessanti del libro di Ferraro, non mancando di evidenziare gli errori commessi dalla scienza positivista di Cesare Lombroso, studioso di antropologia criminale, che in Calabria trascorse tre mesi della sua vita al seguito dell’esercito sabaudo. 

Paolo Rizzuti ha messo in evidenzia gli eccessi e le storture di giudizi frettolosi espressi sulla Calabria, considerata paradiso terrestre, e sui calabresi, giudicati diavoli autori dei propri mali, rivelando importanti notizie storiche sui briganti casalini, tratte da indagini accurate nell’archivio di Stato.

Peppino Curcio, mostrandosi in sintonia con quanto detto dai suoi predecessori nei loro interventi, ha evidenziato il carattere endemico del brigantaggio calabrese e del Meridione tutto. 

 Prezioso ed esplicativo l’intervento dell’autore Giuseppe Ferraro. A ragione sostiene che il crollo del Regno delle Due Sicilie e l’unificazione italiana segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilità. Vecchie e nuove problematiche si fusero rendendo l’amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani. La classe dirigente liberale cercò di rimediare alla diffusa instabilità e conflittualità inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l’unificazione appena raggiunta.

In questo contesto, nell’aprile 1861 venne nominato prefetto della Provincia di Cosenza (Calabria Citra) il valtellinese Enrico Guicciardi. Proprio la vicenda appassionante di Guicciardi e l’utilizzo, tra le altre, di fonti storiche inedite, custodite in archivi pubblici e privati, permettono all’autore di raccontare i primi anni dell’unificazione italiana in Calabria, con particolare attenzione al brigantaggio, alla questione della terra, alla conflittualità tra potere politico e militare sul territorio, in uno dei momenti più critici della storia d’Italia. 

Anna Maria Ventura nelle sue conclusioni ha sintetizzato i vari elementi che hanno reso unica e di elevato valore la manifestazione culturale, per  la singolarità dei luoghi e delle persone che con essi si identificano.

«Questa giornata, ha detto la Ventura, è stata intensa, emozionante, quasi magica, come tutto ciò che avviene a Macchia, antico borgo, dove il tempo sembra essersi fermato e nella  Biblioteca Gullo, dove la storia si respira in tutta la sua gravità, gravità intesa come importanza di chi l’ha fatta e responsabilità di chi ne assume l’eredità e l’impegno della continuazione».

«Questo luogo ricco di memoria storica – ha aggiunto – dove ha vissuto ed ha lasciato il suo prezioso patrimonio di idee ed umanità al servizio della politica e del bene comune, il grande Fausto Gullo, è il luogo più idoneo al passaggio del testimone da chi l’Italia democratica e libera l’ha fatta, e insieme all’ Italia la sua Costituzione,  a tutti noi che abbiamo il dovere morale di custodire e salvaguardare la nostra Italia, la nostra Costituzione e i suoi grandi valori».

«Adesso Macchia fa parte di Casali del Manco – ha concluso – una realtà territoriale e amministrativa molto più vasta e complessa. Comprende infatti cinque comuni. La sfida da vincere, e che l’amministrazione comunale ha fatto sua e si sta adoperando per portare avanti onoratamente, è quella di mettere in atto una politica amministrativa che miri all’unità, pur conservando le caratteristiche peculiari e identitarie dei tanti piccoli borghi che costellano il meraviglioso e vasto territorio. Per fortuna accomunati dalla stessa storia e dalle stesse caratteristiche geomorfologiche e biosferiche».

È giusto sottolineare che Casali del Manco appartiene alla rete “Borghi autentici d’Italia” e molto presto, forse a Dicembre, si accinge ad essere ufficialmente una “comunità ospitale”, protagonista della nuova Soft Economy. Simbolo di un’Italia che ce la vuole fare, quell’Italia dei borghi che puntano sulla riscoperta e riqualificazione della propria identità; un’identità che si manifesta nelle pieghe originali della sua storia, nelle tradizioni dei luoghi, nella loro conformazione morfologica espressa nel paesaggio, nella cultura produttiva artigianale; ossia, in una frase, nel proprio modo di vivere. (Anna Maria Ventura)