Impianti fotovoltaici, domani la riapertura delle domande. La soddisfazione della Cna

Riapre domani, e fino al 30 settembre, lo sportello per richiedere le agevolazioni nella realizzazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo.. «Si tratta di una grande opportunità per il tessuto economico calabrese. Tagliare i costi energetici in un momento in cui questi hanno avuto un’impennata e in cui i venti di guerra non garantiscono stabilità di mercato, significa dare ossigeno agli imprenditori in una terra in cui fare impresa non è facile», ha detto il presidente Cna Calabria Giovanni Cugliari.

«Per la Cna è una vittoria – continua Cugliari  –, il frutto di due anni di incontri e confronti con il governo che hanno visto la confederazione nazionale in prima linea fino alla richiesta di riaprire lo sportello dando ancora tempo agli artigiani di presentare domanda. Il futuro è green. Le energie rinnovabili consentono di limitare le emissioni nell’ambiente e sono linfa per chi ha a che fare con i costi ormai spropositati dell’energia».

La misura prevede contributi a fondo perduto in conto impianti, destinati alle piccole e medie imprese che investono in impianti solari fotovoltaici o mini-eolici, finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica per autoconsumo immediato o accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore (autoconsumo differito).

Il bando è aperto a tutte le Pmi operanti in Italia. L’agevolazione è concessa in base a una graduatoria nazionale, per progetti con spese ammissibili tra 30.000 euro e 1 milione di euro.

Le percentuali di contributo sono:

  • 40% per micro e piccole imprese
  • 30% per medie imprese
  • 30% per i sistemi di accumulo/stoccaggio
  • 50% per la diagnosi energetica ex-ante, necessaria alla pianificazione dell’intervento. (rcz)

L’eurodeputata Meleti cittadina onoraria di Bova

«Ho avuto l’onore di accogliere, nella meravigliosa terra greca di Calabria, l’amica e collega Eleonora Meleti che ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Bova, per l’impegno nel salvaguardare le comuni identità storiche e tutelare le minoranze linguistiche». È quanto ha reso noto l’eurodeputata Giusi Princi,  sottolineando come «nella splendida cornice del comune calabrese, è stato celebrato il legame profondo tra la Grecia e l’area grecanica di Reggio Calabria: due realtà geograficamente distanti, ma unite da secoli di storia, da una lingua che resiste e da una volontà comune di crescita, sviluppo e cooperazione».

«Sono certa – ha aggiunto – che Eleonora riuscirà a promuovere un solido ponte tra l’area grecanica di Calabria e la bellissima penisola greca, diventandone altresì ambasciatrice a livello europeo. Non è stata solo una cerimonia simbolica – prosegue – ma il risultato di un percorso che ho fortemente voluto e costruito con determinazione, convinta che le nostre radici comuni possano generare visioni condivise e nuove opportunità per i nostri territori».

«Un ringraziamento sentito va al sindaco Santo Casile, al vicesindaco Gianfranco Marino e a tutto il Comune di Bova per la visione, l’eccellente organizzazione e l’ospitalità, simbolo di una Calabria che guarda avanti partendo dalle sue radici. Perché la grecità calabrese – ha sottolineato – non è solo memoria, ma una leva strategica per progetti concreti: turismo culturale, cooperazione internazionale, scambi educativi e sviluppo sostenibile».

«Da queste radici antiche possono nascere opportunità economiche e turistiche reali, capaci di generare valore, occupazione e attrattività per entrambe le sponde del Mediterraneo. Gettiamo sempre di più le basi – ha concluso Giusi Princi – per un’Europa vicina, che orgogliosamente unisce i territori valorizzandone le identità storiche e culturali per trasformarle in volano di crescita e opportunità».

I corsi di laurea in Economia alla Mediterranea una formazione di qualità al passo con i tempi

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria, grazie al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane (DiGiES), offre l’opportunità di una formazione d’eccellenza in campo economico con i corsi di  laurea triennale in Scienze Economiche (L-33) – ed a seguire- un biennio di specializzazione con la laurea magistrale in Economia (LM-56) che – in entrambi i percorsi- va ad integrarsi con conoscenze aziendali, giuridiche e di metodi quantitativi idonee a dotare i laureati di un insieme di competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Lo sbocco è l’accesso a professioni tradizionali che resta un punto solido del percorso di studi: manager, analista economico e finanziario, esperto contabile e dottore commercialista, insegnante di discipline economico-giuridiche nelle scuole secondarie. Ma, al tempo stesso, c’è uno sguardo importante sul futuro ed alle nuove professioni che vengono ugualmente assicurate, consentendo ai laureati di operare come imprenditori di successo, policy maker nelle istituzioni, manager digitali, agenti dello sviluppo locale.

Tra gli obiettivi prioritari, la formazione di competenze di analisi economica per l’interpretazione dei comportamenti degli agenti su scenari competitivi, di competenze per la realizzazione di processi innovativi nelle imprese e di competenze manageriali orientate alla responsabilità ambientale e sociale. Ed ancora, la formazione di professionisti proiettati all’ analisi dei mercati locali, nazionali e internazionali, ed alla progettazione di politiche pubbliche idonee ad affrontare le sfide di un’economia globalizzata e sostenibile. In particolare, il corso di laurea triennale in Scienze Economiche permette di acquisire abilità e competenze di base per un primo accesso al mondo del lavoro. Il corso di laurea in Economia consente di sviluppare le competenze acquisite nel triennio e di raggiungere, nel successivo biennio, il traguardo di una laurea magistrale che favorisce l’accesso alle professioni, tradizionali ed emergenti, più qualificate.

Con la formazione dell’economista d’impresa, il corso di laurea magistrale in Economia risponde alle esigenze del territorio e delle imprese di avvalersi di competenze economiche e manageriali in grado di cogliere le sfide dell’innovazione tecnologica e dell’Intelligenza Artificiale, operando in imprese ed in settori chiave per lo sviluppo del territorio calabrese e per l’economia nazionale. Attraverso la formazione dell’economista applicato, il corso di laurea risponde alla crescente domanda di laureati dotati di spiccate conoscenze dei metodi di analisi degli scenari economici e dei processi di innovazione che caratterizzano la competizione sui mercati globali, alla luce di obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. L’offerta formativa dei due corsi di laurea è oggetto di un costante aggiornamento, nello spirito costruttivo con cui l’Ateneo reggino, nel suo complesso, guarda all’evoluzione ed ai cambiamenti del mondo del lavoro che maggiormente coinvolgano i giovani e le loro aspettative.

Il processo di revisione degli obiettivi formativi e della struttura didattica vede coinvolte tutte le parti interessate (docenti, studenti, ordini professionali e rappresentanti del mondo delle imprese e delle istituzioni), in un confronto periodico con i risultati raggiunti, le prospettive dei laureati e le iniziative di terza missione. Tra queste ultime, ricordiamo lo sportello ImprendiReggioCalabria, le attività di tirocinio curriculare che gli studenti svolgono presso enti, imprese e studi professionali e le opportunità di internazionalizzazione della didattica e le modalità per una didattica più innovativa. Dunque, un grande impegno da parte di tutti per un obiettivo condiviso: una didattica di qualità quale strumento fondamentale per un inserimento di successo dei laureati nel mondo del lavoro. E che sia questa la strada giusta, lo attesta anche il tasso di occupazione relativo ai laureati in Economia che a 5 anni dalla laurea triennale è al 92,1% mentre quello a 5 anni dalla laurea magistrale è dell’88,7%.

Dati che valorizzano la scelta di del percorso di studi che, oggi più che mai, rappresenta per un giovane un investimento nel futuro.
La formazione di qualità ed al passo con i tempi è il punto di forza che il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea riesce a fare valere nell’intero panorama nazionale.

Il coordinatore del Corso di laurea triennale in Scienze Economiche, prof. Andrea Filocamo dichiara «il corso triennale in Scienze economiche è cresciuto molto negli ultimi anni e ha raggiunto una struttura solida. Vogliamo essere un punto di riferimento per il territorio, collaborando con le nostre aziende, dando sempre più servizi agli studenti, offrendo una formazione di qualità e opportunità di lavoro, anche per contribuire a trattenere i giovani nella nostra terra».
Sottolinea la coordinatrice del Corso di laurea magistrale in Economia, la prof.ssa Marcella Scrimitore.
«Il mercato del lavoro – ha detto – sta vivendo una trasformazione senza precedenti grazie all’avanzamento di innovazioni tecnologiche radicali come l’Intelligenza Artificiale, rispondendo a importanti cambiamenti sociali e sfide globali. Il Corso di Laurea magistrale in Economia assicura la formazione di laureati in grado di far fronte a tali cambiamenti, valorizzando il capitale umano a disposizione del territorio e della comunità globale». (rrc)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Posticipare la pensione, il restyling dell’incentivo per chi continua a lavorare

di UGO BIANCO – Con la legge di Bilancio 2025, numero 207/2024, articolo 1 comma 161, è stato potenziato l’incentivo rivolto ai lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata, scelgono di proseguire volontariamente l’attività lavorativa. La misura, introdotta nel 2023, è stata estesa e resa più vantaggiosa per favorire la permanenza al lavoro dei soggetti prossimi al pensionamento. È consentito, a determinate condizioni, di rinunciare ai contributi previdenziali a proprio carico e ricevere in busta paga la quota corrispondente, esentasse. L’importo del bonus corrisponde al 9,19 % della retribuzione pensionabile. A chiarirne i dettagli applicativi è intervenuto l’INPS con la circolare n. 102 del 16 giugno 2025, che fornisce le istruzioni operative per tutti i settori, compresi il lavoro domestico, agricolo e pubblico impiego.

L’incentivo prima e dopo la legge di Bilancio 2025.

Per comprendere appieno il cambiamento introdotto, è utile confrontare la disciplina vigente prima e dopo l’entrata in vigore della nuova legge.

Cosa cambia per i lavoratori?

L’estensione della platea;

Con la modifica normativa, possono accedere all’incentivo i lavoratori che maturano entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per Quota 103 (62 anni + 41 anni di contributi) oppure per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). In precedenza, l’accesso era limitato ai soli titolari del diritto a Quota 103;

Più soldi in busta paga, con meno tasse.

La rinuncia alla contribuzione IVS a proprio carico comporta che la relativa quota viene interamente restituita dal datore di lavoro al dipendente, sotto forma di importo netto in busta paga, non soggetto a tassazione. Si tratta, in sostanza, di un aumento dello stipendio mensile, senza aggravio per l’azienda e senza penalizzazioni fiscali;

Nessuna penalizzazione sulla pensione

La pensione anticipata, flessibile o ordinaria, maturata al momento della rinuncia, resta intatta. La quota di contribuzione a carico del datore di lavoro, pari al 23,81 %, continua a essere versata regolarmente: dunque, il lavoratore mantiene copertura previdenziale durante il periodo di prolungamento dell’attività.

Quali sono i vincoli? 

La rinuncia può essere esercitata una sola volta nella vita lavorativa. Non può beneficiarne chi è già titolare di pensione diretta (salvo assegno ordinario di invalidità), oppure ha raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia. Inoltre, può essere revocata una sola volta, con effetti dal mese successivo.

L’incentivo al posticipo del pensionamento, in questo caso, rafforza la flessibilità in uscita e riconosce un premio concreto a chi decide di rimanere al lavoro pur avendo maturato il diritto alla pensione. È una misura che guarda alla sostenibilità del sistema previdenziale e, al tempo stesso, tutela la libertà individuale. In pratica, si trasforma un obbligo contributivo in un bonus fiscale, senza costi aggiuntivi per il datore di lavoro e con un beneficio tangibile per il lavoratore. Una scelta da valutare attentamente, soprattutto per chi, avendo già maturato il diritto alla pensione, non ha fretta di uscire e desidera capitalizzare un periodo in più di attività. (ub)

[Dr. Ugo Bianco, Presidente dell’Associazione Nazionale SociologiDipartimento Calabria]

L’8 luglio sessione pubblica del Tavolo Tecnico Permanente per Sin Crotone

L’8 luglio, a Crotone, alle 9, all’Auditorio dell’I.I.S. Sandro Pertini, si terrà una sessione pubblica del Tavolo Tecnico Permanente per il coordinamento delle procedure di bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone-Cassano-Cerchiara di Calabria.

L’incontro, fissato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) di concerto con il Commissario Straordinario, Prof. Gen. B. Emilio Errigo, sarà dedicato in particolare alla presentazione delle attività di scavo avviate da Eni Rewind S.p.A. nell’ambito del Progetto di Bonifica approvato, con attenzione agli impatti ambientali e sanitari previsti, quali la generazione di polveri, le relative misure di contenimento e, in particolare, i relativi impatti sull’ambiente e sulla popolazione (generazione di polveri, etc..).

L’obiettivo dell’incontro sarà fare piena chiarezza sull’andamento delle attività di bonifica, garantire la sicurezza dei cantieri e fornire ai cittadini rassicurazioni sulla corretta gestione del processo. Questo potrà avvenire solo grazie al contributo costruttivo di tutte le parti coinvolte, in un clima di dialogo serio, responsabile e civile.

Parteciperanno al tavolo tecnico Enti, Istituzioni, Comitati, Associazioni e altri stakeholders che a vario titolo si occupano della bonifica dell’ex area industriale.

All’Ordine del Giorno della riunione: Presentazione, da parte di Eni Rewind, S.p.A. dei presidi ambientali previsti dal progetto di bonifica approvato con Decreto Dirigenziale n. 27/2024; Interventi e osservazioni da parte dei partecipanti in merito alle attività in corso e alle misure adottate.

La società Eni Rewind S.p.A. sarà, dunque, invitata a relazionare in merito alle attività di cantiere e ai presidi ambientali implementati per limitare gli impatti sull’ambiente e sulla popolazione.

«Desidero esprimere un sentito ringraziamento al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in particolare al Ministro Gilberto Pichetto Fratin, all’ingegner Proietti e all’ingegner Santilli, per la disponibilità e l’attenzione dimostrate nell’accogliere la mia richiesta di un incontro chiarificatore sui lavori di bonifica in corso», ha commentato il Commissario Errigo.

«Trasparenza, informazione e confronto rappresentano principi fondamentali – ha sottolineato – sia per l’azione commissariale che per quella ministeriale. L’unità di intenti che lega Regione Calabria, Provincia di Crotone, Comune di Crotone, Ministero e Commissario è evidente e costituisce un valore imprescindibile per il buon esito del percorso intrapreso».

Intitolate due barche alla memoria di Fortugno e Grasso

Alla Lega Navale di Locri sono state intitolate le due barche a vela ‘Ezio’ e ‘Cicci’ alla memoria di Vincenzo Grasso e Francesco Fortugno, vittime di mafia: dagli anni bui e tristi ad un mare di legalità.

Presente, alla cerimonia, l’assessore regionale all’ambiente e al Turismo, Giovanni Calabrese, sottolineando come «la memoria – ha proseguito l’assessore regionale – ci aiuta a comprendere e a ricordare le persone che hanno vissuto con onestà e coraggio è il nostro modo più autentico di onorarle e preservare la loro eredità. Due figure diverse, Fortugno e Grasso, ma unite dai valori di integrità e sacrificio, sottratte per mano vile all’affetto dei familiari, degli amici. E del loro impegno per la propria terra se ne è parlato insieme ad Istituzioni, autorità religiose, civili e militari, ribadendo l’importanza di credere in quello che si fa, perseguendo il bene comune».

«Promuovere i valori di legalità e rispetto – ha evidenziato – sono fondamentali per costruire una Calabria diversa, libera dalla violenza e dalle mafie e la Regione guidata dal presidente Roberto Occhiuto è accanto a queste manifestazioni, è accanto agli uomini e le donne oneste, è accanto a i Comuni e agli amministratori che lavorano con serietà e onestà. Ricordo i momenti difficili del passato, oggi Locri è terra di arte, storia e cultura, e sono convinto che il nostro impegno quotidiano determinerà un futuro diverso per la nostra Regione, dove i nostri figli potranno vivere liberamente e contribuire a rendere sempre più bella questa terra».

«Sono veramente orgoglioso – ha infine rimarcato Calabrese – di vedere la mia città ospitare queste manifestazioni, sono orgoglioso di vedere uomini e donne che si impegnano per la comunità, e vedere queste imbarcazioni veleggiare con a bordo i bambini e ragazzi dei Punti Luce di San Luca e Platì, in collaborazione con Save the Children, ha dato un valore aggiunto all’evento, facendoci ancor di più incantare del nostro meraviglioso mare, risorsa da valorizzare e tutelare».

Le imbarcazioni confiscate al traffico di migranti e affidate allo Stato che rappresentano un simbolo potente di legalità e rinascita, fanno parte della campagna “Mare di Legalità”, partita il 28 giugno 2024 da Ostia con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La flotta della Lega Navale Italiana, che oggi conta 25 imbarcazioni lungo tutte le coste italiane, sono tutte dedicate alla memoria di eroi della legalità.

Presenti all’evento: Maria Grazia Laganà, moglie di Francesco Fortugno, Stefania Grasso, figlia di Vincenzo Grasso, Arturo Guida, presidente della sezione Lega Navale Italiana di Locri, l’ammiraglio Donato Marzano, presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Giuseppe Fontana, sindaco città di Locri, Monsignor Francesco Oliva- vescovo della Diocesi Locri Gerace, Isabella Miano, viceprefetta di Reggio Calabria, Antonio Di Noto, direttore regionale per la Calabria – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria e la giornalista Anna La Rosa. (rrc)

Il Vescovo Parisi: Istituzionalizzare “Giornata insieme alle persone con disabilità”

Istituzionalizzare la “giornata insieme alle persone con disabilità”. Questa l’idea lanciata dal Vescovo, monsignor Serafino Parisi, al termine del concerto dei Controvento, che ha concluso il “Giubileo diocesano insieme alle persone con disabilità” e che ha registrato la presenza di migliaia di persone tra la partecipazione alla Santa Messa, presieduta dallo stesso presule, e lo spettacolo.  

«L’anno prossimo – ha detto monsignor Parisi nel concludere l’iniziativa – penso che ripeteremo questa ‘giornata insieme alle persone con disabilità’. Oggi abbiamo trascorso un pomeriggio davvero sereno ed abbiamo goduto tutti quanti della loro presenza». 

Nell’idea del Vescovo, infatti, il prossimo anno, oltre a confermare la data del 27 giugno, vi è quella di dare vita ad un momento che non coinvolga solo la Diocesi di Lamezia Terme, con la realizzazione di iniziative da svolgere sin dal mattino, per «fare in modo che Lamezia possa diventare il centro regionale di una riflessione sulle persone con disabilità facendo parlare, però, i protagonisti, le famiglie. Il pomeriggio, poi, la celebrazione eucaristica e alla sera potremmo chiudere con un concerto come quello di questa sera». 

Proposta accolta positivamente dai presenti con un lungo e caloroso applauso.

E quello di ieri è stato veramente un momento intenso di partecipazione e di condivisione con la presenza di 15 associazioni (Unitalsi, Aism, Progetto Sud, Fish Calabria, Sincronia, Il Girasole, Casa Alzal, Malgrado Tutto, Angsa, Lucky Friends, Croce Rossa, Vivere in…, Movimento Forense, Acmo, Ens) che operano sul territorio. Si tratta di “belle realtà – ha detto il Vescovo al riguardo”, sottolineando che “Lamezia ha tante risorse e ricchezze di generosità e di altruismo. Vederle convocate, qui, questa sera, per questa causa, è stato davvero un grande orgoglio per tutta la Diocesi e per tutta la città di Lamezia”.

Una giornata carica di emozioni iniziate con la Santa Messa celebrata sul Corso Numistrano e trasmessa in diretta televisiva per dare la possibilità a tutti di poter partecipare e conclusa con il concerto, anch’esso andato in diretta, durante il quale, sul palco, insieme ai Controvento, ci sono state le toccanti testimonianze di genitori di ragazzi con disabilità che hanno raccontato la loro esperienza: dal momento della diagnosi, quando tutto sembra crollare addosso, al “dono che è arrivato nella nostra vita”. 

È stato così che Lucia e Rosario, genitori di due differenti ragazzi speciali, hanno raccontato il loro percorso di crescita anche interiore, il loro guardare il mondo con quegli occhi che ora, grazie anche alle varie associazioni che operano sul territorio, regalano ancora emozioni come il podio alle paraolimpiadi, la prossima laurea o un traguardo che, all’inizio, sembrava impossibile raggiungere.

Parole di speranza, quindi, e di conforto da parte di chi ha vissuto un cammino inaspettato.

Speranza di cui ha parlato lo stesso Vescovo nel suo messaggio per il Giubileo: «Nell’immaginario collettivo – ha scritto monsignor Parisi – il termine speranza porta con sé degli evidenti elementi positivi. Questo è vero! Tuttavia ha anche dei risvolti negativi. Questa accezione negativa fa assumere alla speranza il significato di attesa passiva, di avvenire radioso che si attuerà da solo, magari col semplice spostamento delle difficoltà e dei problemi a domani, in un futuro migliore. Così la speranza, da principio dinamico si trasforma in fattore deresponsabilizzante. Cominciamo col dire, dunque, che ‘sperare’ non significa spostare i problemi nel futuro nell’attesa che migliorino, ma ‘sperare’ significa impegnarsi e lavorare per organizzare le aspettative e le possibilità perché producano novità e bene. Perché la speranza non è un sentimento consolatorio che ci fa guardare al futuro con ottimismo. È ciò che rimane, quando tutti i mali del mondo si affermano con la loro spavalderia, ci dice la mitologia greca. La speranza ‘sta’, ‘rimane’ nel vortice delle difficoltà, perché le complicazioni e gli ostacoli vengano affrontati, nonostante tutto, nell’oggi».

«Si tratta di ‘sperare contro ogni speranza’ (dice San Paolo in Romani 4,18), – ha aggiunto il Vescovo – vale a dire di sperare ‘oltre’, cioè ‘al di là’ di ogni speranza, scorgendo nel presente il senso – magari nascosto o non immediatamente percettibile – di un’esistenza o di una storia a volte complicate. La speranza, quindi, è un’opera, è fatica quotidiana, che coinvolge mente, braccia e cuore, per costruire un futuro migliore, non solo aspettandolo, ma lavorando per crearlo. La speranza, come principio operativo che dinamizza la storia, è un motore che motiva l’impegno nel presente, è un atto di fede e d’amore che permette all’uomo di vivere la propria vita – qualsiasi vita e in ogni condizione – con un fine e un significato. Per questo la speranza diventa anche un appello: a costruire una storia nuova e diversa, a vivere la nostra vita con passione e impegno, a non mollare di fronte alle difficoltà, ma a lavorare per superare gli ostacoli e così scoprire il senso vero della vita».

Messaggio di speranza lanciato anche da Mariano che, sulla sua sedia a rotelle, accompagnato amorevolmente dalla madre, si è esibito con la sua pianola, cantando al pubblico un brano scritto e musicato da lui e declamando una poesia non dimenticando il fulcro della sua vita: Dio che “è come un amico che mi aiuta ogni giorno” ed “ho imparato che avere fede è avere cura di questo amico”. 

Speranza, quindi, ma anche fede come quella di Vittorio che, pure lui con la passione per la musica, ha parlato della sua esperienza in parrocchia dove da anni “aiuta” il suo parroco essendo parte integrante della comunità in cui vive.

Testimonianze di vita vissuta che, con le loro esperienze, sono entrate con dirompente semplicità a dirci, non con parole, ma con fatti concreti, che il futuro di una società che vuole dirsi tale, deve e può partire da qui, da quel sorriso che ha illuminato quel palco lanciando messaggi di speranza. (msg)

 

A Roma il primo simposio vaticano sull’intelligenza artificiale

di MARIA CRISTINA GULLÌ – Serve un impegno comune a rispettare gli aspetti etici dell’intelligenza artificiale. È quanto è emerso dal primo simposio vaticano sull’Intelligenza artificiale, ideato e promosso a Roma da mons. Tonino Staglianò, vescovo e presidente della Pontificia Academia Theologica.

Un incontro ricco di idee e contributi che ha permesso, davanti a una folta plaea di pubblico qualificato, di poter affrontare a 360 gradi tutti gli aspetti relativi alla nuova sfida tecnologica lanciata dall’IA. Già, perché – come ha sottolineato mnons. Staglianò – di sfida si tratta se si vuole affrontare con determinazione la grande massa di problemi che il nuovo strumento comporta. È un utilizzo eccezionale, un’opportunità grandiosa, soprattutto nel campo della medicina e della scienza e per tutto ciò che concerne le valutazioni e le ricerche in funzione predittiva, ma può trasformarsi una una mezza sciagura là dove l’utilizzo distorto dello strumento può prevaricare gli aspetti etici e del rispetto della persona umana. Può diventare un veicolo (incontrollabile) di manipolazione delle idee e della veicolazione di false informazioni (fake news) mirate a distruggere un avversario o a valorizzare (senza che sussistano i presupposti) un personaggio.

La sfida consiste proprio in quetso: nel saper adeguare a criteri etici l’utilizzo degli strumenti innovativi (e per certi versi rivoluzionari) che l’Intelligenza Artificiale mette a disposizione. Al centro di tutto deve restare l’uomo, deve prevalere l’umanità sulla insensibilità delle macchine, deve mediarsi il beneficio in contrapposizione al vacuo, molto spesso irreale, mondo artificiale, per come ci può venire presentato. Non a caso, nelle scorse settimane, Papa Leone XIV ha posto al mondo il focus sulla dimensione etica dell’intelligenza artificiale: «“Stiamo vivendo un’eclissi del senso dell’umano. Accanto al progresso scientifico sono nati interrogativi inquietanti sulla nostra capacità distintiva di comprendere ed elaborare la realtà».

Questo riporta il tutto verso la necessaria adozione di una Intelligenza Sociale Collettiva e Cooperante. Il paradigma della ConCuranza torna prepotentemente al centro del pensiero antropologico delle nuove tecnologie. È su questa linea che è stato organizzato il Simposio Pontificio sull’Intelligenza Artificiale tenutosi il 24 giugno 2025 a Roma, presso la sede della Pontificia Academia Theologica di Palazzo Maffei Marescotti. L’evento, promosso dall’Accademia Teologica Pontificia, dall’Enia (Ente Nazionale Intelligenza Artificiale) e dalla rivista economico-scientifica JPE, sper discutere di “Intelligenza artificiale nell’economia del nuovo Umanesimo: l’impatto sul mondo del lavoro, le implicazioni etiche e la governance”. Ad aprire e chiudere i lavori, è stato S.E.R. Monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia Teologica, figura centrale nella riflessione su un “nuovo umanesimo” fondato sulla dignità umana e sulla giustizia. A moderare il dibattito, il giornalista ed editore Santo Strati, mentre la presidenza dell’incontro è stata affidata all’accademico pontificio Mauro Alvisi, che – con l’economista Giovanni Barretta – è stato promotore ed organizzatore dell’evento nella Capitale. Nel corso dei lavori (con una dozzina di relatori di chiara fama) è emersa in modo chiaro l’esigenza di orientare lo sviluppo dell’IA verso valori solidi: «L’intelligenza artificiale non deve sostituire l’uomo, ma aiutarlo a esprimere il meglio di sé. I giovani devono essere protagonisti di questo cambiamento», è stato uno dei messaggi centrali. Monsignor Antonio Staglianò, richiamando le parole di Leone XIV ai vescovi italiani, secondo il quale nel dibattito pubblico sull’Intelligenza artificiale l’appello all’etica non è sufficiente, ha messo in evidenza che «nasce da qui l’auspicio che sia l’antropologia cristiana lo “strumento essenziale per il discernimento pastorale».

Da qui l’importanza di una “teologia sapienziale dell’IA” che aiuti tutti gli esseri umani, resilienti alle devastazioni dell’umano nelle tante forme di barbarie esistenti: l’essere umano è “irriducibile” all’androide perché vive di una “dignitas infinita”, in quanto «creato nell’immagine e nella somiglianza dell’umanità di Cristo, sempre presente nell’intimità di Dio, nel generarsi eterno del Figlio dal Padre, nell’amore».

L’accademico pontificio Mauro Alvisi, chairman dell’assise, nella sua introduzione ha inteso sottolineare come «noi non viviamo semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca, un cambiamento radicale: si parla, spesso senza cognizione di causa, di intelligenza artificiale che prende sempre più piede, perché è lo senario cogente in cui viviamo, e ha conquistato spazi incredibili sul mercato. Il mercato stesso, tra l’altro, si muove con una deregulation abbastanza simile a quella che s’impose con l’avvento della rete, del web, di Internet. Tant’è che oggi ormai i computer hanno cominciato a parlare tra loro: è il cosiddetto Internet of Things — la rete degli oggetti connessi — che sa ascoltare, vedere, e a cui sono state aggiunte gambe per camminare, ali per volare e ruote per muoversi liberamente nello spazio».

Secondo l’economista Giovanni Barretta, tra i promotori dell’iniziativa scientifica, «va posto l’accento sui molteplici impatti e le conseguenze concrete che l’intelligenza artificiale e le sue molteplici applicazioni avranno sul mercato del lavoro e sul rapporto tra lavoro e reddito, che, probabilmente, si svilupperà secondo logiche e direttrici del tutto diverse, rispetto a quelle che finora abbiamo conosciuto».

Con l’intelligenza artificiale, ha detto l’economista campano, cambia profondamente il concetto di lavoro, il modo stesso di organizzarlo, prestarlo e remunerarlo: «Rispetto a queste nuove sfide, i Governi dovranno compiere, ine­vitabilmente, delle scelte di campo, che incideranno profondamente sul modo stesso di organizzare la convivenza sociale, garantendo pace e benessere. Infatti, qualora dovesse accadere che con l’avvento dell’AI – per produrre – sarebbe richiesto sempre meno l’intervento umano, sarà legittimo chiedersi dove andrà a finire la remunerazione finora spettata ai lavoratori».

Sui nuovi scenari del mercato del lavoro e della tenuta stessa del sistema sociale, Giovanni Barretta ha aggiunto che «Le possibilità che si intravedono, con effetti radicalmente diversi sul rapporto di convivenza tra comunità e individui, sono sostanzialmente due: uno scenario di crescente iniquità sociale e distributiva, in cui il profitto aggiuntivo generato dall’AI andrebbe retrocesso tutto all’imprenditore; un secondo scenario, di eguaglianza sociale, in cui tale profitto aggiuntivo verrebbe distribuito in modo da contribuire al finanziamento di un reddito base universale. La possibilità maggiormente auspicabile, è quella che si potrebbe definire di coesione e di eguaglianza sociale, in cui il profitto aggiuntivo generato dall’AI venga distribuito in modo da contribuire, ove necessario, al finanziamento di un reddito base universale».

Molto apprezzati gli interventi di Valeria Lazzaroli, che con l’Enia è impegnata sul tema su più fronti, tra cui quella della formazione e di una cultura partecipata dell’AI, di Marco Palombi, economista politico, Paolo Poletti, uno dei massimi esperti in materia di cybersecurity, Rita Mascolo, economista, Filomena Maggino, esperta di statistica sociale, Alessandra Torrisi, designer e Massimiliano Gattoni, Ceo di NeurMind Agi, che ha chiuso brillantemente il terzo ed ultimo panel delle relazioni scientifiche. Ha partecipato al dibattito anche il presidente del gruppo interparlamentare Sviluppo Sud, on. Alessandro Caramiello. Il Manifesto per la pace In ocasione del Simposio è stato presentato e poi firmato dai prim proponenti il Manifesto e Dodecalogo per la Pace nel Mondo”, un documento ispirato ai valori universali della pace, dell’uguaglianza, della giustizia e dell’istruzione, con frequenti richiami alla Sacra Bibbia e ai principi fondanti del vivere comune. Il testo propone dodici impegni concreti per promuovere una cultura della pace in ogni ambito della vita sociale. Il manifesto è frutto dell’impegno congiunto di realtà diverse – dall’Accademia Teologica Pontificia, all’Enia, dall’Unai alla Svimar e all’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”– e sarà presentato a organismi internazionali come le Nazioni Unite. L’iniziativa si inserisce nel solco del progetto artistico per dire “stop alle guerre”, “Pop Peace of Art”, lanciato il 29 maggio scorso dalla Chiesa degli Artisti di Roma, con la partecipazione di Monsignor Antonio Staglianò, teologo di fama internazionale ed autore della Pop Theology, un nuovo linguaggio di evangelizzazione sapienziale, creativa, solidale e concurante della dottrina e dell’esempio del Cristo.

In quell’occasione, il Presidente della Pontificia Accademia Teologica, approfittando del grande valore simbolico del progetto artistico “Pop Peace of Art” (un’opera pensata, creata e dipinta su tela su di una superficie di 10 metri di lunghezza per tre di altezza, da 11 artisti dell’arte contemporanea italiana ed europea del “Silver Studio Art Factory”), aveva ricordato – come ha fatto ieri al Simposio sull’AI – come la pace vada sempre cercata, perché c’è sempre, anche quando non riusciamo a vederla (superando un’impostazione binaria, quasi al pari della fisica quantistica); l’arte, la musica e la pop theology possono aiutarci in questo percorso, con un nuovo linguaggio di evangelizzazione sapienziale, creativa e solidale. (mcg)

In Consiglio regionale il ricordo di Pino Anfuso e Franco Bruno

di PINO NANO – Ieri solenne cerimonia di ricordo e di commemorazione al Consiglio Regionale della Calabria per due giornalisti Rai che, ormai, non sono più tra di noi, e che con il loro lavoro quotidiano hanno segnato e attraversato la vita e la storia della redazione giornalistica Rai della Calabria.

Si tratta dei giornalisti Franco Bruno e Pino Anfuso, morti ancora molto giovani e mentre erano ancora in servizio, due pilastri della redazione giornalistica RAI calabrese, soprattutto della redazione di Reggio Calabria, e che per le loro diverse specificità hanno raccontato magistralmente bene un pezzo fondamentale della storia di questa nostra regione, quasi 30 anni di cronache, di inchieste filmate, di dossier spinosissimi, di denunce pubbliche e di resoconti politici da una delle realtà periferiche più difficili e complesse del Paese.

Per il Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso è un giorno solenne, perché «qui oggi – dice il Presidente – vogliamo ricordare due testimoni del nostro tempo, e due cronisti che hanno dedicato al giornalismo la loro vita sacrificando affetti e interessi personali».

Il vero padrone di casa qui in Consiglio Regionale oggi è però il Capo della redazione giornalistica della Sede calabrese della Rai, Riccardo Giacoia, è partita infatti da lui la proposta di intitolare due spazi diversi, due stanze, ai due colleghi reggini, dopo che nei mesi scorsi il Consiglio Regionale aveva già ricordato anche un altro giovane collega giornalista, Pietro Bellantoni, anche lui devastato in giovanissima età dal cancro poco dopo la sua assunzione in RAI.

«Tre diverse storie – dice Riccardo Giacoia – tre diverse tragedie, tre diversi percorsi di vita, ma tutti e tre figli di questa grande azienda pubblica che è ancora la Rai. E a cui oggi tutti noi diciamo ancora una volta Grazie per tutto quello che avete dato a questa terra e alla sua gente».

Commovente e appassionato il ricordo che dei colleghi scomparsi fa qui in Consiglio Regionale Roberta Serdoz, Vice Direttore della Testata Giornalistica Regionale Rai, in rappresentanza del management aziendale: «Colleghi che io ho conosciuto, che ho avuto modo di apprezzare nell’esercizio delle loro funzioni, e che ho soprattutto stimato e seguito per il rigore del loro impegno professionale e quotidiano al servizio dell’informazione regionale e nazionale».

Da lontano arriva il messaggio di saluto del direttore di Sede Massimo Fedele, lui al seguito del Presidente dell’Albania nei paesi di lingua arbereshe. In sala, invece, per la festa generale ci sono i familiari di Franco Bruno e di Pino Anfuso, ci sono i colleghi di Reggio Calabria andati in pensione, Lello Malito, Orazio Cipriani, Giovanni Scarinci, Tonino Raffa, Mario Meliadò, ci sono i vertici del sindacato, Carlo Parisi per la FIGEC Cisal, e Daniele Macheda per l’USIGRAI, ci sono amici comuni di Franco e Pino che con loro hanno condiviso intere stagioni di racconti e di esperienze giornalistiche. Ci sono Pippo Praticò, Franco Cufari, Carlo Macrì e naturalmente il portavoce del Consiglio regionale della Calabria, Romano Pitaro. Fisicamente assente per motivi di lavoro, Giusy Utano, che ha lavorato fianco a fianco con Pino Anfuso, ha voluto essere presente con un mazzo di fiori, alla sua maniera di sempre.

«Ho conosciuto Franco Bruno nella Sala Stampa del Comune di Reggio Calabria – racconta Carlo Parisi – quando, alle prime armi, ho iniziato a scrivere per Il Giornale di Calabria. Con Pippo Praticò e Orazio Cipriani, qui presenti, ascoltavamo i suoi racconti sulla Rivolta del 1970, la ’ndrangheta, i sequestri, il malaffare sfociato nella Tangentopoli reggina e soprattutto i retroscena di tante pagine importanti della politica. Un signore del giornalismo. Pino Anfuso, invece, quasi mio coetaneo, invece, è stato l’amico al quale chiedere consiglio per la risoluzione dei problemi tecnici più difficili. Era un mago della fotografia, delle riprese e del montaggio, come bene ha ricordato Riccardo Giacoia, che in pochi istanti, addirittura in auto, riusciva a montare un servizio e renderlo pronto per la messa in onda. Ma Pino era soprattutto un gigante buono dall’eterno sorriso».       

Daniele Macheda ricorda il suo rapporto viscerale e personale soprattutto con Pino Anfuso: «abbiamo partecipato allo stesso concorso di assunzione in Rai e le nostre vite per molto tempo sono state parallele, sono qui anche per testimoniare questo mio grande amore per i miei compagni di lavoro e di vita». Ma lo stesso Carlo Parisi racconta qui un aneddoto che solo in pochi forse conoscono, e che da giovane lui e Daniele Macheda giocavano a calcio insieme, «quando nessuno dei due avrebbe mai immaginato di diventare da grande leader sindacale di altissimo prestigio e profilo».

Ma, alla fine, queste cerimonie sono importanti e belle anche per questo, perché anche i grandi “guerrieri” per un attimo “depongono le armi” per onorare la memoria e l’amicizia che ognuno di noi ha costruito cementato e coltivato sul suo posto di lavoro.

Ma questo è il bello della vita. (pn)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: In arrivo a luglio mensilità per 14esima ai pensionati

di UGO BIANCOA luglio prossimo, in aggiunta alla rata di pensione, i pensionati che ne hanno diritto, riceveranno la quattordicesima. È un importo aggiuntivo previsto dalla legge 127/2007, con un’estensione introdotta dall’articolo 1 comma 187 della legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017).

L’Inps, con il messaggio n. 1966 del 20 giugno 2025, ha comunicato le indicazioni operative, i criteri di accesso e gli importi previsti. Di seguito analizzeremo chi sono i destinatari, da quando spetta e a quanto ammonta, con il supporto di due tabelle riassuntive. La platea dei beneficiari comprende i pensionati, sia ex lavoratori dipendenti che autonomi, che hanno compiuto almeno 64 anni di età, titolari di un reddito personale lordo annuo, senza tenere conto di quello del coniuge, non superiore a 15.688,40 euro ed una differente anzianità contributiva, maturata al momento del pensionamento.

Rileva ai fini del reddito l’importo della pensione in godimento, i redditi di qualsiasi natura, tranne gli assegni familiari, l’indennità di accompagnamento, la rendita catastale della prima casa, il trattamento di fine rapporto, le competenze arretrate e le pensioni di guerra. Non costituisce reddito, sia ai fini fiscali, che per la percezione di prestazioni previdenziali o assistenziali. La prescrizione per richiede gli importi mai percepiti, nel rispetto dei requisiti di legge, è stabilita in cinque anni dalla maturazione del beneficio. 

 

Chi può beneficiarne? 

Due categorie, distinte in base al reddito lordo percepito: Chi possiede un reddito lordo che non supera una volta e mezzo il trattamento minimo (TM € 603,40). Per l’anno 2025, la soglia di reddito da non superare è € 11.766,31 lordi (€ 603,40 x 13 x 1,5) pari a un reddito mensile lordo di € 980,53. In questo caso l’importo della mensilità aggiuntiva è percepito per “intero” come rappresentato nella tabella sotto riportata: Tab. 1 

Quattordicesima 2025 per redditi fino a € 11.766,31

Lavoratori dipendenti

(anni di contribuzione)

Lavoratori autonomi

(anni di contribuzione)

Importo

Quattordicesima

fino a 15 fino a 18 € 437,00
da 15 a 25 da 18 a 28 € 546,00
oltre i 25 oltre i 28 € 655,00

Chi percepisce un reddito lordo che non supera due volte il trattamento minimo (TM € 603,40). Per l’anno 2025, la soglia di reddito da non superare è € 15.688,40 lordi (€ 603,40 x 13 x 2) pari a un reddito mensile lordo di € 1307,37. In questo caso l’importo della mensilità aggiuntiva è percepito “ridotto” come rappresentato nella tabella sotto riportata: Tab. 2 

Quattordicesima 2025 per redditi fino a 15.688,40  

  Lavoratori dipendenti 

  (anni di contribuzione)

    Lavoratori autonomi    

  (anni di contribuzione)

            Importo     

     Quattordicesima 

          fino a 15              fino a 18            € 336,00
        da 15 a 25            da 18 a 28            € 420,00
          oltre i 25            oltre i 28           € 504,00

Come si calcola se i 64 anni si compiono in corso d’anno?

La mensilità aggiuntiva viene rapportata ai mesi successivi al compimento dei 64 anni. Per fare un esempio, un pensionato nato il 15 aprile 1961 con 28 anni di contributi da lavoro dipendente e con un limite di reddito stabilito, riceverà un importo pari a € 378,00 (€ 504,00/12×9 mesi). (Messaggio Inps n° 2549/2017)

Come si ottiene?

Chi ha diritto alla quattordicesima la riceverà automaticamente nel cedolino di pensione di luglio, senza dover presentare alcuna richiesta. L’INPS informerà i beneficiari attraverso diversi canali: una sezione dedicata nel modello OBIS M 2025; un messaggio nell’area personale “MyINPS”, accompagnato da un’email, se il pensionato ha una PEC attiva; una notifica tramite l’app “IO”.

Chi ritiene di avere diritto alla quattordicesima ma non la riceve, può inoltrare una richiesta di “Ricostituzione reddituale per quattordicesima” direttamente sul sito INPS.
In alternativa, è possibile rivolgersi gratuitamente a un Patronato per ricevere assistenza. (ub)

[Ugo Bianco, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi –Dipartimento Calabria]