LAUREANA DI BORRELLO (RC) – Il concerto dell’Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello

È con il concerto dell’Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello, alle 19, a Piazza Orto Carmine di Laureana di Borrello, che s’inaugura la stagione concertistica Primavera in Musica, organizzata da Ama CalabriaAssociazione Musciale Paolo Ragone.

L’Orchestra, diretta dal Maestro Maurizio Managò, e con la partecipazione n qualità di solista del clarinettista Antonio Tinelli, si esibirà nelle musiche di Waignein, Barbieri, Moncalvo, Bacalov, Morricone, PiazzollaSparkeGershwin.

L’evento, inoltre, inaugurerà la Casa della Musica, situata nel Palazzo ex Prefettura, che sarà la sede di tutti i concerti da camera.

Il ricco il calendario degli eventi, prevede i concerti del Quartetto di Percussioni Lunedì 7 giugno, del Nigun Quartet Martedì 8, del Duo Alessandro Carere, flauto e Daniele Ciullo, pianoforte mercoledì 9 giugno, dei fisarmonicisti Domenico Raso e Gabriele Corsaro giovedì 10 giugno e del pianista Pasquale Morgante venerdì 11. A questi concerti ai aggiungono due manifestazioni dedicate a giovani talenti, rispettivamente martedì 8 giugno con il saggio scolastico dei ragazzi iscritti all’IC di Laureana, Galatro Feroleto, e sabato 12 giugno una rassegna concertistica di giovani talenti. (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Il concerto della pianista Paolina Sasko

Domani sera, alle 19, a Gioia Tauro, a Palazzo Baldari, il concerto della pianista Paolina Sasko, vincitrice del 1° Premio al 22° Concorso Pianistico Internazionale Premio Mauro Paolo Monopoli.

L’evento apre la stagione concertistica organizzata da Ama Calabria in collaborazione dall’Associazione Musica Insieme, grazie al sostegno del Nuovo Imaie con i fondi dell’articolo 7 della Legge 93/92, del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo, della Regione e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Assai interessante il programma proposto dalla giovane talentuosa artistica che prevede della Sonata in Do minore op. 30 n. 6 Hob.XVI:20 di Franz Joseph Haydn, dei Preludi di Claude Debussy La terrasse des audiences du clair de lune e Ce qu’a vu le vent d’ouest, del Notturno in Re bemolle maggiore op.27 di Federic Chopin, Jeux d’eau di Maurice Ravel, del Preludio Corale Ich ruf’ zu Dir, Herr di Johann Sebastian Bach nella versione di Ferruccio Busoni, dei 4 Pezzi op.119 di Johannes Brahms. (rrc)

CATANZARO – Riprendono i concerti dell’Associazione Amici della Musica

È con i concerti dei Maestri Antonio FiguraAlessandro StellaPietro Roffi che ripartono i concerti dell’Associazione Amici della Musica di Catanzaro,  aderente ad Ama Calabria, presieduta da Daniela Faccio con la consulenza musicale del Maestro Graziella Provedel.

Si parte, l’11 giugno, alle 18.30, al Teatro Comunale, con il concerto di Antonio Figura e il 19 giugno con quello di Alessandro Stella e Pietro Roffi.

«Con le presenze dei Maestri Figura, Stella e Roffi – ha dichiarato Daniela Faccio – sarà un piacevole ritrovarsi con le proprie emozioni che solo la bella musica riesce a suscitare. La ripresa della nostra attività, più volte rinviata, è un segnale di speranza di una ritrovata serenità. L’Associazione Amici della Musica e Ama Calabria intendono ringraziare Francesco Passafaro per aver messo a disposizione il Teatro Comunale. Una disponibilità che ha reso possibile il nuovo inizio delle nostre iniziative culturali. Con questi due concerti è nostra intenzione immaginare un futuro che ci riconduca alla normalità ricominciando da dove ci eravamo fermati». (rcz)

In copertina, Antonio Figura

Il cielo di Rino Gaetano rimane ancora sempre più blu

di SERGIO DRAGONE – La morte spezza i sogni, la morte crea le leggende. Se non fossero morti giovani, sarebbero diventati altrettante leggende Jim Morrison, James Dean, Janis Joplin, Kurt Kobain, Amy Winehouse ? E Rino? Rino che oggi avrebbe 71 anni e probabilmente sarebbe solo un artista bravo, molto bravo, avviato sul viale del tramonto. Quel tragico schianto di quarant’anni fa, sulla Nomentana, se da un lato ha spezzato una giovane vita e un talento incredibile, ha consegnato all’eternità artistica il genio di una personalità irripetibile.

Rino Gaetano sapeva di essere incompreso. Una sera, sulla spiaggia di Capocotta, durante un concerto fece una predizione. “Sento che in futuro le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni… capiranno e apriranno gli occhi anziché averli pieni di sale”. 

Predizione avverata visto che, a quarant’anni e più dalla sua morte, i suoi brani corrono sulla bocca di tutti, compresi i millennians, e i suoi versi diventati una sorta di cult.

Ci sarà pure un motivo se Il cielo è sempre più blu sia stato il motivo più cantato dai balconi italiani durante il primo, durissimo lockdown della primavera del 2020.

Rino sapeva di essere considerato un “giullare” irriverente, un tipo un po’ bizzarro con strane idee per la testa, un cantautore diverso che usava un linguaggio mai sentito prima e scriveva versi surreali e senza senso.

E invece il senso ce l’avevano. E come. Rino è stato il meno allineato dei cantautori “poco allineati”. Non dico che Guccini, Fossati, De Gregori, Venditti – per non parlare dell’immenso De Andrè – non abbiano fustigato costumi e vizi della società italiana. Ma nessuno lo ha fatto come Rino, mettendoci la faccia fino in fondo, sapendo che solo con l’irriverenza più sfacciata si poteva scalfire il Potere.

È stato, senza volerlo, il più “politico” degli artisti italiani. La cosa incredibile è che lo è stato senza piegarsi ai ricatti dei partiti, senza prendere una comoda tessera da tenere in tasca da utilizzare per ottenere presenze televisive. Diciamo la verità, anche alcuni dei grandi che ho citato prima non hanno disdegnato un’occhiata benevola ai partiti dominanti dell’epoca, facendosi trovare pronti per le grandi “feste nazionali”. 

Rino non ha avuto bisogno di tessere e ammiccamenti. Il suo manifesto politico è contenuto in una delle sue canzoni più celebri, Mio fratello è figlio unico, quando dice ironicamente che “è convinto che esistano ancora gli sfruttati, malpagati e frustrati”. Quel fratello “deriso, frustrato, picchiato, derubato, dimagrito, declassato, sottomesso, disgregato” esisteva ed esiste.

Più comunista dei comunisti, più socialista dei socialisti, più anarchico degli anarchici. Rino ha cantato l’Italia degli scandali, della disuguaglianza sociale, della mala giustizia. Ha sbeffeggiato il Pentapartito e il PCI, ha sbeffeggiato gli Agnelli e il loro impero economico, ha sbeffeggiato i miti della moda e della comunicazione. 

È riuscito a condensare in una sola canzone, Aida, settant’anni di storia italiana, dal colonialismo al fascismo, dalla Resistenza alla Costituente, dall’illusione della democrazia agli scandali come Antelope Cobbler.

Persino nelle sue ballate più commerciali Rino ha dato fiato alla sua ironia, alla sua sottile intelligenza, alla sua poesia controcorrente, alla sua cultura. Riprendendo l’antico detto popolare “E’ finito il tempo in cui Berta filava”, ha confezionato una delle più esilaranti caricature di un uomo molto potente come Aldo Moro. Eravamo nel 1976 e il “grande tessitore” della DC cuciva l’alleanza storica con il PCI che evidentemente a Rino appariva come un compromesso al ribasso.

Nel 1978 partecipa a Sanremo con Gianna, incuriosendo tutti per l’apparizione sul palcoscenico con tanto frac, medaglie e cilindro. Dietro questo nome di donna c’è la classe dominante in Italia, sensibile solo alle bustarelle, disponibile a tutto pur di perpetuare il proprio potere (“Gianna sosteneva tesi e illusioni, Gianna prometteva pareti e fiumi”).

Ecco, se c’è un comune denominatore di tutta l’opera di Rino Gaetano, quello è il profondo disprezzo per il potere. Sotto qualsiasi forma.

Lo schianto di quaranta anni fa sulla Nomentana ha generato una leggenda. L’ironia, l’apparente non sense, la struggente malinconia, hanno lasciato l’immagine di un misterioso e imperscrutabile futuro: “Ma la notte, la festa è finita, evviva la vita. La gente si sveste, comincia un mondo, un mondo diverso, ma fatto di sesso, chi vivrà vedrà”. Si, vero. Chi vivrà vedrà. (sd)

COSENZA – Il concerto “Onore, amore e vendetta”

È con il concerto Onore, amore e vendetta del duo Aurelio e Paolo Pollice, che si apre la 42esima stagione concertistica dell’Associazione “Maurizio Quintieri”, domani sera, alle 20, al Teatro Rendano di Cosenza.

I due artisti, infatti, con il concerto di pianoforte a quattro mani, omaggiano Giuseppe Verdi,  in occasione del 120° anniversario della morte, con brani tratti “La traviata”, da “Il Trovatore” e “Rigoletto” e si riferiscono alle arie più celebri delle omonime opere di Giuseppe Verdi: “Di quella pira”, “Amami Alfredo!”, “Caro nome”, “Bella figlia dell’amore”, solo per citarne alcune.

«Quello della riapertura in presenza delle attività musicali del teatro “Rendano – ha dichiarato l’assessore alla cultura di Palazzo dei Bruzi, Rosaria Succurro – è un momento molto particolare perché ci restituisce, anche se in parte, quanto, a causa del lockdown e della pandemia, ci era stato finora negato. Giusto, dunque, manifestare entusiasmo, ma altrettanto giusto adottare tutte le cautele imposte per contenere la diffusione del virus».

«Siamo pronti – ha aggiunto Succurro – ad accogliere nuovamente il pubblico, ma garantendo condizioni di assoluta sicurezza. Ecco perché la capienza massima di posti prevista per il concerto di domenica nella Sala “Quintieri è di 100 posti, opportunamente distanziati».

LAMEZIA – Domenica il concerto del duo Salvemini-Libardo

Domenica 30 maggio, alle 19, al Foyer del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, è in programma il concerto del duo Francesca Salvemini, flauto – Silvana Libardo, pianoforte.

L’evento rientra nell’ambito della stagione concertistica di Ama Calabria, organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura Direzione Generale dello Spettacolo dal vivo.

Il programma, dal titolo Omaggio a Morricone, è dedicato alle celebri melodie di alcuni fra le colonne sonore più note a livello mondiale e conprendere opere di Nino Rota, Maurice Jarre, Max Steiner, Sammy Fain, George Gershwin, John Williams, e, naturalmente, il leggendario Ennio Morricone(rcz)

Poesia e Musica al Conservatorio di Reggio con Gigi Miseferi

Tornano gli spettacoli, a segnare un graduale ritorno alla “normalità”: stasera, venerdì 28 maggio, alle 18 nell’Aula Magna del Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, l’attore e cantante Gigi Miseferi sarà insieme con il Maestro Sergio Puzzanghera per la Lettura Scenica in armonia con la Musica – Viaggio intorno al mondo tra Poesia e Musica (Omaggio nel ricordo di Giacomo Battaglia 1965-2019).

concerto conservatorio

L’evento rientra nell’ambito della 30esima edizione della stagione concertistica del Conservatorio.

«In questo viaggio immaginario – ha spiegato Miseferi – avrò il piacere, attraverso la Voce, di sollevare le parole fatte meravigliosamente adagiare su straordinarie opere da grandi poeti e scrittori, quali Dante, Shakespeare, Oscar Wilde, Ernest Hemingway, Jules Borges, Jacques Prevert, Constantino Kavafis, Emanuele Puzzanghera, Leonida Repaci. Inoltre, accompagnato al pianoforte dal Maestro Sergio Puzzanghera, canterò “Acquarello”, “Fly me to the moon”, “Imagine”, “La vie En rose”, “Nel blu dipinto di blu”. Ricordando l’amico e per tanti anni indimenticabile compagno di scena Giacomo Battaglia».

Sarà possibile seguire lo spettacolo attraverso la diretta streaming, sulla Pagina Facebook del Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria. Il recital sarà riproposto su ReggioTV mercoledì 2 giugno alle 21,30. (rs)

COSENZA – Il 30 maggio al via la stagione concertistica dell’Associazione Musicale “M. Quintieri”

Dal 30 maggio, a Cosenza, prende il via la stagione concertistica dell’Associazione Musicale “Maurizio Quintieri”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Si susseguiranno 9 appuntamenti in tutto, 3 nella sala grande del teatro “Rendano” e gli altri 6 nel ridotto del nostro teatro di tradizione, nella sala intitolata proprio a Maurizio Quintieri. Il primo appuntamento è per domenica 30 maggio, alle ore 20,00, nella Sala Quintieri, con un omaggio a Verdi, dal titolo Onore, amore e vendetta, e che vedrà esibirsi, in una performance al pianoforte a quattro mani, il duo Pollice.

Sui 9 appuntamenti della stagione concertistica, 6 saranno destinati anche alle scuole. I concerti riservati agli istituti comprensivi della città si terranno alle ore 17,00, qualche ora prima del concerto vero e proprio, e seguiranno un programma ridotto, più breve, integrato dalla illustrazione dei brani che saranno eseguiti e sugli strumenti che saranno utilizzati. L’ingresso per i concerti riservati alla comunità scolastica costerà solo un euro. Per i concerti serali l’ingresso è di 10 euro (ridotto 5 euro), con la sola eccezione del concerto di chiusura della stagione, quello della violinista Anna Tifu, il cui costo sarà di 15 euro (ridotto 7 euro).

L’avvio della nuova stagione dell’Associazione “Quintieri”, frutto della significativa collaborazione e sinergia con l’Amministrazione comunale, viene salutato con particolare favore dal Sindaco Mario Occhiuto.

«Siamo particolarmente felici – ha sottolineato Occhiuto – di poter ripartire con le attività culturali in presenza, sia pur con le cautele imposte dalle disposizioni per il contenimento del virus. La città e il nostro teatro sono pronti ad accogliere nuovamente il pubblico garantendo condizioni di assoluta sicurezza».

Per questo, sarà prevista una capienza massima di 400 posti per il Rendano e di 100 posti per la sala “Quintieri”, opportunamente distanziati.

«Dopo aver visto il programma dell’Associazione “Quintieri” – ha aggiunto Occhiuto – non possiamo non esprimere il nostro apprezzamento per una stagione di elevata qualità, come è nella tradizione del prestigioso sodalizio musicale che dal 1979 rappresenta un punto di riferimento insostituibile per la cultura cittadina e calabrese. Anche la conclusione della stagione sarà segnata da un concerto di grande livello, con la violinista italo-rumena Anna Tifu, una vera e propria eccellenza della musica classica».

«All’ottima stagione della “Quintieri” affidiamo – ha concluso il sindaco – il testimone di questa autentica rinascita culturale che dovrà attraversare la città di Cosenza dopo i lunghi giorni del lockdown e del fermo forzato a causa della pandemia».

A raccogliere il testimone sono Giuseppe Maiorca e Lorenzo Parisi, rispettivamente Presidente e Direttore artistico della “Quintieri” e autentici motori dell’Associazione, che hanno lavorato alacremente, ancor prima che si riparlasse concretamente di riapertura, alla definizione del programma della stagione 2021, finanziato dalla Regione Calabria, grazie al bando per gli eventi storicizzati. «Ripartire con la nostra stagione concertistica – hanno dichiarato Maiorca e Parisi – è un grande risultato che vogliamo assaporare fino in fondo, atteso che la musica e i teatri sono state tra le realtà più penalizzate dalla pandemia. Interrompiamo, finalmente, il silenzio cui siamo stati per lungo tempo costretti, con un ritorno alla musica dal vivo. L’emozione della musica viva sul palcoscenico rappresenta un rituale irripetibile ed unico che – lo ribadiamo ancora una volta – distingue la realtà da tutte le sue possibili riproduzioni». (rcs)

 

 

COSENZA – Autunno Musicale, il concerto del duo Di Gaetano-Muolo

Domani pomeriggio, alle 18, al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, è in programma il concerto per clarinetto del duo Palma Di GaetanoGiordano Muolo.

L’evento rientra nell’ambito della stagione concertistica internazionale Autunno Musicale, con la direzione artistica di Luigi Santo, e sarà anticipato dalla presentazione del libro I fari della Calabria di Ivan Comi, in programma alle 16. (rcs)

COSENZA – Il concerto d’organo di Matteo Venturini

Questa sera, alle 19.30, al Duomo di Cosenza, è in programma il concerto d’organo di Matteo Venturini, con un omaggio a Marcel Dupré nel 50esimo della scomparsa.

L’evento apre la stagione concertista del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

L’organista Venturini, fiorentino, che svolge per il mondo una qualificata attività concertistica, docente al Giacomantonio, ha impaginato un programma con cui vuole omaggiare il compositore francese Marcel Duprè nel 50esimo anniversario della scomparsa. Si ascolteranno musiche dello stesso Duprè, del suo maestro Luis Vierne (esponente della scuola romantica francese) e del suo allievo Olivier Messiaen (figura fra le più significative del XX secolo). Le composizioni scelte forniscono della produzione novecentesca esempi dell’ambito profano (Lierne) e maggiormente d’ispirazione religiosa (Messiaen e Duprè): l’organo è il mezzo, lo strumento appunto, «in grado di produrre in puro suono il senso di grandiosa potenza e la vertigine di stupore propri della sfera sacra». (rcs)