REGGIO – Proseguono i lavori sulla Armo-Santa Venere

Proseguono  i lavori del tratto centrale della strada di collegamento Armo-Santa Venere di Reggio Calabria. L’opera prevede il rifacimento completo dell’asse viario, attraverso un allargamento della carreggiata stradale, la messa in sicurezza dei costoni e nuove protezioni laterali, oltre che la riqualificazione complessiva del manto bituminoso.

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, assieme al vicesindaco Paolo Brunetti, l’assessore ai Lavori Pubblici e Grandi Opere, Francesco Costantino, il consigliere metropolitano Giuseppe Marino, il consigliere comunale Franco Barreca, il rup Eleonora Megale e i responsabili dell’impresa che sta eseguendo i lavori, hanno effettuato un sopralluogo.

«Sa anni ormai la comunità di Santa Venere attende una strada che sia degna di questo nome – ha ricordato Falcomatà –. È un’opera complessa, ma i ritardi di questi anni sono ingiustificabili. Siamo stati a verificare di persona lo svolgersi dei lavori. L’intervento nel tratto centrale sono già a buon punto. Un intervento strutturale, con l’allargamento del tracciato, la messa in sicurezza dei costoni e nuove protezioni laterali. Sono stati sbloccati anche i lavori del tratto a monte e stiamo lavorando per mandare a gara la parte iniziale, all’altezza del cimitero di Armo».

«Ricordo quando nel 2014 decidemmo di presentare la prima Giunta proprio qui a Santa Venere – ha proseguito –. A quei cittadini, giustamente disillusi da decenni di annunci e successivi dietrofront, feci la promessa che avrebbero avuto la loro strada. Sono passati quasi dieci anni, siamo in ritardo, in ritardo colossale. Ma non posso venir meno all’impegno assunto con quelle persone ed ora, giorno dopo giorno, metro dopo metro, il giorno dell’apertura si avvicina».

«Al suo completamento l’infrastruttura – ha spiegato il primo cittadino – consentirà di collegare la frazione collinare al centro cittadino, con tutto ciò che ne consegue: non solo in termini di trasporto pubblico, ad esempio per consentire il passaggio degli autobus dell’Atam, ma anche per la pubblica sicurezza. Una strada sicura che restituisce dignità a un territorio che ha un enorme potenziale di sviluppo, un diritto per il quale i cittadini di Santa Venere hanno già aspettato troppo».

L’assessore ai Lavori Pubblici Franco Costantino ha precisato che si tratta di «un tratto intermedio, tra il primo che parte dal cimitero di Armo, fino a circa due chilometri e che si ricollega a un precedente appalto che era stato finanziato coi fondi del Decreto Reggio e che è in corso di definizione».

«Siamo qui oggi per dare a questo cantiere l’attenzione che merita – ha evidenziato il consigliere metropolitano Marino – una strada molto attesa dai cittadini di Santa Venere ma non solo, da quelli di tutta la zona collinare alta della città. Penso anche a Cardeto Sud e a tutti i pianori che rappresentano una risorsa per la nostra città. Questo cantiere finalmente si è sbloccato, i lavori, come abbiamo potuto verificare stamattina, stanno procedendo velocemente e bene. E ci auguriamo anche di poter attivare dei servizi che consentano di accorciare le distanze fra la città e queste zone che, per troppo tempo, hanno subito un isolamento non accettabile».

«È un cantiere molto importante – ha aggiunto il consigliere Barreca – mettiamo in sicurezza questa zona alta della città. Era un intervento molto atteso dalla città e finalmente siamo arrivati a una conclusione che darà maggior sicurezza stradale alla popolazione». (rrc)

POLISTENA (RC) – Sabato si presenta il libro “L’inchiesta spezzata di Pier Paolo Pasolini”

Sabato 3 febbraio, a Polistena, alle 18.15, nella Sala della Comunità “Luigi Monti”, sarà presentato il libro L’inchiesta spezzata di Pier Paolo Pasolini. Stragi, Vaticano, DC: Quel che il poeta sapeva e perché fu ucciso di Simona Zecchi ed edito da Ponte delle Grazie.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna culturale Senza memoria non c’è futuro, promossa dalla Fondazione Girolamo Tripodi.

Si parte con i saluti di Michelangelo Tripodi, presidente della Fondazione Tripodi. Interviene Giuseppe Auddino, insegnante e già senatore. Nel corso dell’evento, saranno proiettati slide e video a cura dell’autrice, presente all’incontro. Modera il giornalista Rai Michele Carlino.

A 45 anni dall’omicidio, con un pregevole lavoro di inchiesta, Simona Zecchi ha contribuito a riaprire di fatto il dibattito sul movente che condusse Pier Paolo Pasolini alla violenta morte in quel 2 novembre del 1975 e svela ciò che sin qui era rimasto celato.

Il libro L’inchiesta spezzata di Pier Paolo Pasolini porta, a sostegno della tesi che sostiene, una vasta serie di documenti, testimonianze, carteggi, storie ed analisi nuove che indicano come l’espediente utilizzato per condurlo al massacro (le bobine di Salò sottratte nell’agosto del 1975 e da lui tenacemente ricercate) avesse il preciso intento di spegnere definitivamente la sua voce e ancor di più la ricerca della verità sulle stragi, su tutte la strage di Piazza Fontana (1969). L’autrice, dopo aver mostrato nel libro Pasolini, massacro di un Poeta, edito nel 2015 dallo stesso editore, come e da chi è stato ucciso l’intellettuale, cancellando per sempre la pista a sfondo sessuale riconosciuta dall’unico processo, ha qui ricucito le parti spezzate di una indagine che si scopre Pasolini stava svolgendo.

L’inchiesta spezzata…, dunque, ci accompagna fuori dal campetto di Ostia e dal «complotto» fine a sé stesso. È una indagine complessa e doppia, perché affronta sì il movente dell’omicidio ma ne sviluppa anche i contenuti, inoltrandosi nel territorio della strategia della tensione in modo inedito e inserendo al suo interno la figura del poeta-giornalista, per fare luce su ciò che ancora non si conosce dei motivi dell’omicidio del più lucido e profetico tra gli intellettuali italiani.

Infatti, emerge chiaramente che negli ultimi mesi della sua vita Pasolini indossa i panni dell’investigatore preferendoli a quelli dello scrittore per «ragioni pratiche», come scrisse già dal 1971, e arriva dritto al cuore politico e finanziario delle stragi: dove DC, Vaticano e Cia si incontrano.

La tesi di Zecchi è che Pasolini fu ucciso per ciò che sapeva, vittima di una vera congiura: l’autrice sottolinea come l’intellettuale avesse negli ultimi tempi abbandonato il linguaggio della poesia in favore di uno “giornalistico”, più pratico per indagare sulla strage di Piazza Fontana e sui responsabili di quel “piano di destabilizzazione atto a stabilizzare il Paese (verso una posizione centrista o autoritaria a seconda delle cordate che avrebbero prevalso)”.

Nel libro Zecchi cita anche il celebre “Cos’è questo golpe”, l’articolo uscito nel novembre del 1974 sul Corriere della Sera noto come “Io so”, nel quale Pasolini afferma di conoscere i responsabili delle stragi che colpirono l’Italia di quegli anni, a partire da Piazza Fontana, la “madre” di tutte le stragi.

In questo lavoro di inchiesta, Zecchi riparte dalle lettere (pubblicate per intero per la prima volta) scambiate, negli ultimi mesi della sua vita, da Pasolini con Giovanni Ventura, neofascista ed editore accusato insieme ad altri della strage di Piazza Fontana, che voleva inviargli dei documenti con rivelazioni “scottanti”. Da lì, l’autrice ricostruisce un puzzle dalle tinte fosche e sulla base di incontri, ricerche, studi e riflessioni, svela collegamenti, fa nomi e cognomi: dall’accerchiamento del poeta da parte delle frange estremiste di destra alla rivelazione del nome del politico di cui Pasolini avrebbe potuto scrivere se non fosse stato ucciso (Mariano Rumor, presidente del consiglio in carica quando ci fu la strage di Piazza Fontana), dai “lavori sporchi” dell’Anello (“un super-servizio segreto occulto dipendente direttamente dalla Presidenza del Consiglio”, scrive) retto da Giulio Andreotti alle connessioni tra strategia della tensione e mondo culturale, dalle origini dei finanziamenti delle stragi al ruolo del Vaticano, della Cia e delle mafie a sostegno dell’eversione nera. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Un incontro per discutere di nuovo astrattismo e nuova figurazione

Il nuovo astrattismo e la nuova figurazione al centro di un incontro. Promossa dall’Aiparc, in collaborazione con Associazione Anassilaos, Touring club italiano – Club di territorio di Reggio Calabria, Deputazione di Storia patria per la Calabria, Fidapa sezione Morgana di Reggio Calabria e Città metropolitana di Reggio Calabria, lunedì 29 gennaio, per il ciclo di incontri “Maestri del Novecento dalla Collezione d’Arte Contemporanea di Palazzo della Cultura Pasquino Crupi di Reggio Calabria”, si è tenuta nel salone “Gilda Trisolini” di Palazzo Alvaro la conferenza su “Il nuovo astrattismo e la nuova figurazione: L’Informale, Lucio Fontana e lo Spazialismo; Gli Informali: Vedova, Wols, Hartung; La Pittura Segnica di Capogrossi e Scanavino; La Pittura Materica di Burri”.

Dopo i saluti di Stefano Iorfida, presidente dell’Associazione Anassilaos, Giuseppe Caridi, presidente Deputazione di Storia Patria per la Calabria, Emira Del Moro, presidente Fidapa sezione Morgana di Reggio Calabria ed infine di Filippo Quartuccio, delegato alla Cultura per la Citta metropolitana di Reggio Calabria, Salvatore Timpano, presidente nazionale Aiparc, con il supporto di slides ha relazionato sul panorama artistico che ha caratterizzato la seconda metà del Novecento, anche grazie alle immagini che scorrendo sullo schermo davano l’impressione di trovarsi davanti alle opere stesse.

Una disamina puntuale che ha spaziato da Wols a Scavino, da Burri a Fontana, ricca di riferimenti non solo artistici ma anche storici e sociologici che hanno visto il numeroso e qualificato pubblico presente, sempre più attento e coinvolto.

Una platea che mi preme sottolineare ha visto la presenza oltre che di molti soci Aiparc dei centri nazionale e territoriale anche di studiosi ed artisti, ma quel che più preme di molti giovani.

Protagonista della serata è stata la tela “Attese” di Lucio Fontana, conservata nella ricca collezione di arte contemporanea di Palazzo Crupi, che così come già anticipato dal delegato Quartuccio tra la fine del 2024 e gli inizi del 2025 sarà, insieme ad altre opere della “Collezione Crupi”, oggetto di interscambio con altre realtà del paese, al fine di promuovere e ancor più valorizzare i tesori d’arte della nostra Reggio.

La conferenza si è conclusa con il commosso e personale ricordo che Salvatore Timpano ha voluto riservare, e condividere con i presenti, di Ugo D’Ambrosi, un grande intellettuale ed artista originario di San Valentino Torio, ma che ha vissuto a Reggio Calabria fin dagli anni Sessanta, dove si è spento nel 2021.

Conclusa la conferenza il presidente Timpano, ha dapprima anticipato i progetti che, proposti in maniera sinergica con le altre associazioni, arricchiranno l’offerta culturale della nostra città, ed alla fine in compagnia dell’ingegner Vincenzo Papalia ha accompagnato i presenti attraverso i simbolismi del Presepe Napoletano, che continuerà ad essere visitabile fino al prossimo venerdì 2 febbraio. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Rifiuti, Reggio Bene comune contro la cittadinanza irresponsabile

Reggio Bene comune tira le orecchie alla cittadinanza rea di lasciare troppo spesso la città in condizioni di sporcizia.

«Da anni ci ritroviamo a leggere, quasi quotidianamente, di lamentele o denunce-segnalazioni per rifiuti abbandonati per strada ed in ogni dove; in troppi casi, addirittura, si tratta di vere e proprie micro o macrodiscariche (anche nel centro storico) – scrive in una nota – Il “lancio della mundizza”, a Reggio, sembra esser divenuta una disciplina olimpica; che conta, d’altronde, numerosissimi iscritti se non inter quotati “clubs”. Un fenomeno che coinvolge ogni angolo della città ed ogni fascia sociale; non solo i quartieri periferici poveri e “degradati” ma anche le zone residenziali “insospettabili”. Numerosissimi sono i condomini di pregio architettonico e prestigio sociale (abitati da ceti medio-alti) che puntualmente non fanno uso minimo di mastelli, non rispettano orari di conferimento, non differenziano ed abbandonano in strada rifiuti di ogni tipo (inclusi gli ingombranti) senza alcun ritegno. Dalla Grecia, oltre a cose meravigliose, questa città avrà ereditato sicuramente anche il senso della “tragedia”; opportunamente utilizzato come piagnisteo a discolpa delle proprie responsabilità e dei propri doveri da cittadino».

Continua Reggio Bene comune: «Eppure la Costituzione ricorda bene a tutti noi che la democrazia funziona se i cittadini la praticano nel rispetto-esercizio del binomio inscindibile “doveri-diritti”. Invece una larghissima fetta di cittadini (non sottovalutiamo il fenomeno) sembra aver trasformato questo principio in una versione rriggitana: “Io ho il diritto di sporcare e Tu devi pulire!”. In questo caso il “Tu” è riferito agli amministratori (di qualsiasi appartenenza politica); chiamati in causa a rispondere anche di attività di illegittimi ed illeciti abbandoni di imbarazzanti quantità di rifiuti che trasformano, in certi periodi dell’anno, la nostra città ed alcune zone specifiche in una vera “terra dei fuochi”. Le conseguenze per la salute, oltre che per il decoro, sono devastanti; per non parlare dei costi aggiuntivi per interventi straordinari che vanno a ricadere sugli onesti cittadini che pagano regolarmente le tasse o per coloro che, seppur in difficoltà con i tributi, adottano comportamenti rispettosi mantenendo pulita la città. Esiste una “cittadinanza attiva” esemplare e commovente: adotta aiuole, cura spazi abbandonati, fa campagne per la raccolta di rifiuti in spiagge o parchi. Poi esiste questa inqualificabile parte di cittadini che fa il “gioco sporco” di nascondersi dietro un dito dando la colpa sempre agli altri. Ci viene, quasi, il forte dubbio che i primi a protestare contro la mala-amministrazione siano proprio costoro; persone che definire “lordazzi” sarebbe un complimento. Sembra essere divenuta una vera e propria patologia sociale; dannosa per sé e per gli altri. Come se, a casa propria, ci si prendesse spasso a sporcare tutto “tanto poi passa la colf e pulisce”; la coscienza, tuttavia, non può essere ripulita da nessuno al nostro posto».

«La questione meriterebbe approfondimenti di studio sociale, antropologico e psicologico ad alti livelli ma la strafottente irresponsabilità di troppe persone degrada di fatto quotidianamente la nostra città: la nostra casa.
Tutto ciò al netto di disservizi che vanno categoricamente segnalati o denunciati: perché la responsabilità è un concetto che va praticato doverosamente ad ogni livello. Devono essere responsabili i politici (ognuno nel proprio ruolo); gli amministratori (Dirigenti, Funzionari, Impiegati..); devono esserlo le Ditte che si occupano della gestione dei servizi loro affidatigli; i loro dipendenti ( aspetto di assoluto rilievo); i cittadini ed ogni soggetto della società civile o della comunità educante – conclude Reggio Bene comune – Le città pulite non sono tali perché vi sono super-amministratori o super-ditte per la raccolta dei rifiuti; lo sono anche, certamente, per merito loro ma il motivo principale di questa condizione è collegato strettamente al livello di civiltà e responsabilità dei cittadini che le abitano. Ci faremo sempre promotori di pratiche sociali a supporto del rispetto della cosa pubblica e dei beni comuni ma anche di quelle culturali per provare, in qualche modo, a smontare comportamenti distruttivi che offendono l’intelligenza (oltre che la morale) di Chi, seppur scoraggiato, crede ancora all’idea di una città civile. Chiediamo agli Organi competenti di intensificare controlli e repressione ma di attivare anche politiche di sensibilizzazione e consapevolezza civica. Nel frattempo, anche rispetto a questo comunicato, siamo sicuri che in moltissimi si “assolveranno” da ogni responsabilità e, come da consolidata prassi, continueranno ad affermare che “è colpa degli altri”. La città di “scindi e falla Tu” (per citare Nicola Giunta) è diventata “scindi e pulizza Tu”». (rrc)

BOVALINO (RC) – Crea: «Ancora una volta persi fondi sociali destinati ai disabili»

di VITO CREA – Il lupo perde il pelo ma non il vizio. L’amministrazione comunale di Bovalino che «Ha ristabilito la legalità e la trasparenza dentro e fuori il consiglio comunale» continua imperterrita a perdere finanziamenti nel comparto sociale e, quello che è più grave, somme destinate ai disabili.

È inutile riparlare dei 35 mila euro persi nel 2020 per i Centri estivi, è inutile riparlare dei 30 mila euro del 2021, sempre Centri estivi, che abbiamo richiesto come associazione l’intervento del Ministero e che lo stesso si è prontamente attivato a richiedere delucidazioni e a tal proposito chiediamo agli amministratori di Bovalino di erudirci sul rimborso delle somme.

Per i Centri estivi 2022 le somme sono state impiegate in «maniera difforme» alle linee guida come ammissione di qualche assessore ad una radio locale, per non parlare dei 200 mila euro persi per la manutenzione degli edifici scolastici, dei 69.058,12 degli asili nidi e degli 6950.88 del trasporto disabili del 2022.

La cosa gravissima è che da parte del gruppo consiliare “Siamo Bovalino” in ricevo una pec dove a chiare note c’è scritto che «Da una verifica effettuata presso gli uffici comunali nessuna procedura è stata effettuata nei termini previsti e che pertanto il finanziamento di €13.914,98 destinato al potenziamento del trasporto degli alunni disabili per il 2023 è andato perso».

Giova ricordare che come Associazione Adda ci eravamo premuniti di invitare tutti i Comuni beneficiari a impegnare le somme accreditate a settembre 2023 con una delibera di gm entro il 31.12.2023 specificando importi di tutti i Comuni e invitando ad emulare il Comune di Caulonia citando determina e delibera!

Ringraziamo i consiglieri di “Siamo Bovalino” per aver fatto di tutto affinché questo finanziamento non fosse andato perso ma purtroppo ci si scontra con un presidente del consiglio comunale inerte, arrogante ed incapace che nel consiglio comunale del 29.12.2023 non ammette un odg inerente la problematica affermando che «questione è conosciuta da tempo e che si tratta di un contributo assegnato mesi fa» e afferma che «le somme sono state già destinate sul bilancio del 2023» (delibera consiglio comunale n°54 del 29.12.2023).

La domanda sorge spontanea: Chi afferma il falso? I consiglieri comunali di “Siamo Bovalino” o il presidente del Consiglio?

Conoscendo i disastri combinati da assessore alle Politiche sociali del presidente come associazione non abbiamo dubbi!
Questi sono crimini sociali, sulla pelle delle persone fragili e indifese e ci rammarichiamo che i genitori, i garanti (anche se qualcuno in prorogatio come mai non si proferisce parola?) stanno in silenzio.

Di cosa avete paura? Difendere e lottare per i diritti non richiede coraggio!
Altra domanda dove sono “i consiglieri” preposti allo studio delle politiche sociali?

Vergognatevi se potete e per il bene delle fasce deboli dimettetevi e andate a casa! (vc)

(Vito Crea è presidente di Associazione Adda)

POLISTENA (RC) – Danza, il Discobolo stravince a Rende e vola in Spagna

La danza di Polistena si fa valere a Rende e vola in Spagna. Una pioggia di premi e di borse di studio per gli allievi del Centro Danza il Discobolo di Polistena diretto da Rossella D’Agostino. La Scuola si è presentata al Resilienza Cosenza edition organizzato da Opes Danza con sei coreografie tutte finite sul podio, portando a casa ben 5 primi premi e un terzo posto, oltre a numerose borse di studio per Roma Cinecittà e una borsa di studio al 100 percento per il Barcelona dance competition.

Grande soddisfazione per tutti gli allievi e per le coreografe Rossella D’Agostino e Jlenia Furfaro che, in questa rassegna, hanno raggiunto traguardi oltre ogni aspettativa.

Una giornata veramente speciale per i tanti ballerini giunti ieri da molte parti d’Italia, un’occasione unica per immergersi nel mondo della danza sul palcoscenico del Teatro Garden di Rende, luogo scelto dall’organizzazione del circuito internazionale Opes Danza.

La responsabile del Centro Danza, nonché direttore Artistico nel complimentarsi con i ballerini, esprime tutto il suo compiacimento per le emozioni che ognuno di loro ha saputo dare su un palco così importante.

Grande soddisfazione, dimostrata con l’entusiasmo espresso al momento della premiazione per Sara Iannizzi, Sofia Iannizzi, Nicole Mammola, Martina Romeo, Serena Ieraci e Francesca Mileto che si sono esibite con la coreografia “City Dance” ottenendo un brillante terzo posto e la borsa di studio per l’Internazional Dance competition che si terrà a Cinecittà World il prossimo 11 maggio.

Primi classificati Karol Gambettola, Martina Ascone, Mariapia Marcucci, Elisia Albanese, Michela Greco, e Chiara Colaciuri con “La Canzone di Marinella” così come Viola Boreale, Annarita Condoluci, Giorgia Vecchié, Giulia Tigani, Alessandra Pepe, Giorgia Iannello e Alice Barbara Ciardullo con “Sogni Appesi” e come Viola Boreale, Chiara Colaciuri, Bernadette Condoluci, Rita D’Agostino, Michela Greco, Raissa Giovinazzo, Beatrice Petrollini, Giorgia Iannello, Giulia Romeo, Giulia Tigani e Daniel Zito con la coreografia “One Boy and ten girls”. Nella Categoria “Assolo” ottima prestazione di Raffaele Gargano che con la sua coreografia “Euforia (ingresso nel vortice)” ha ottenuto il primo posto. Tutti i vincitori hanno ottenuto il passaggio all’International Competition di Roma.

Particolare soddisfazione per la coreografia “Don Raffaè” che con Elisa Morano, Aisha Napoli, Francesca Ammendolia, Jlenia Furfaro, Giorgia Leoni, Alessia Curatolo, Alessia Nasso e Alessandra Condoluci che ha vinto la categoria con un meritatissimo primo posto eha ottenuto la borsa di studio al 100 percento per il Barcelona Dance Experience che si svolgerà dal cinque all’otto settembre 2024 a Lloret de Mar in Spagna. (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Alla Biblioteca comunale arriva la campagna delle MammeMatte

Patrocinato dal Comune di Gioia Tauro, all’interno della Biblioteca di piazza dell’Incontro sabato 10 febbraio alle ore 16.00 si terrà la presentazione del romanzo di Karin Falconi sull’affido degli adolescenti fuori famiglia e del racconto Cesare che sorrideva alla luna di Rossana Villari sulle patologie invisibili.

«Noi MammeMatte stiamo portando in giro per tutta Italia la campagna #nonvihochiestodichiamarmimamma perché crediamo che ogni bambino abbia il diritto di crescere in famiglia, al di là dell’età e di qualsiasi bisogno speciale abbia. Secondo i dati raccolti dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, sono 23mila i minori in comunità (tra i 14 e i 17 anni) relativi al triennio 2018-2020. Troppi. Gli adolescenti hanno diritto di vivere in famiglia: io a 14 anni me le sono dovute andare a cercare da sola le famiglie che mi aprissero le porte», così esordisce Karin Falconi, vicepresidente M’aMa e autrice di Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma (edito da Avagliano editore e Edizioni Lavoro), una storia di affido scritta da chi l’affido l’ha conosciuto da adolescente, in fuga da una famiglia difficile; poi scelto per lavoro, e infine fortemente voluto nella vita privata.

A rinforzare le sue parole c’è anche Rossana Villari, referente M’aMa Calabria e autrice di Cesare che sorrideva alla luna, un libro per bambini (e non solo!) che svela il mondo della disabilità attraverso un tenero personaggio diverso dai suoi simili: «Vivere in famiglia è un diritto di ogni bambino. Noi MammeMatte crediamo nelle potenzialità di ogni bambino al di là della sua diagnosi e facciamo di tutto per trovargli la famiglia che lo accolga, perché le famiglie ci sono, affidatarie e adottive, qualsiasi sia il suo bisogno speciale e il suo quadro sanitario. La disabilità è un mondo che va conosciuto, non deve spaventare».

Il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio, il vicesindaco Carmen Moliterno, il consigliere regionale Giuseppe Mattiani apriranno ufficialmente l’incontro che sarà condotto da Domenico Napoli psicologo e logopedista esperto.

La presidente dell’associazione M’aMa, Emilia Russo, parteciperà all’evento, dove saranno presenti testimonianze di adolescenti e famiglie che racconteranno la loro esperienza diretta.

L’associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (www.mammematte.com), più nota come La Rete delle MammeMatte opera sull’intero territorio nazionale per la tutela dei diritti dei minori (soprattutto con bisogni speciali) attraverso l’Affido e l’Adozione. Dal 2017 ad oggi ha collocato in famiglia 190 minori con bisogni speciali. (rrc)

GIOIOSA IONICA (RC) – Mazzaferro (FI) plaude all’operato del governatore Occhiuto

Vincenzo Mazzaferro, consigliere comunale di Gioiosa Ionica, nominato qualche giorno fa nel coordinamento provinciale di Forza Italia, plaude al lavoro svolto sino ad ora dal governatore Roberto Occhiuto.

«Ci sono – dice Mazzaferro a proposito della Galleria Limina – risultati tangibili dell’operato politico del Presidente Occhiuto, che ha sempre supervisionato il nostro territorio, cercando soluzioni ai problemi. Ecco perché dopo un dialogo con Anas, i lavori saranno notturni senza mai chiudere la strada al transito dei veicoli. Un risultato importante e concreto pensando ai tanti pendolari, alle attività commerciali e a chi comunque percorre periodicamente la Sgc Jonio Tirreno».

Anche l’arrivo di Ryanair all’aeroporto Tito Minniti è sicuramente un evento importante per tutta la provincia. «La compagnia low cost – prosegue il consigliere di Gioiosa Ionica – ha infatti annunciato che atterrerà a Reggio Calabria con ben 8 voli. Questo deve essere anche un incentivo per i lavori della SS106 e per l’ammodernamento della linea ferroviaria, perché è indispensabile poter garantire un collegamento a chi vorrà visitare la fascia jonica reggina».

«Sono tanti – dice Vincenzo Mazzaferro – i temi da affrontare quando guardiamo allo stato attuale del nostro territorio. Sanità, commercio ma anche temi sensibili e attuali come l’agricoltura e le licenze balneari. La tutela delle attività deve essere una priorità».

«Ringrazio l’on. Francesco Cannizzaro e il consigliere regionale Giacomo Crinò – dice ancora Mazzaferro – che continuano giornalmente a supportate la mia passione per la politica sana e per il territorio.Il loro esempio rappresenta la strada da seguire per crescere politicamente e per dimostrare come si può lavorare per la locride, anche lontano dai riflettori. E’ un onore per me essere parte attiva del coordinamento provinciale e delegato al congresso nazionale».

Non manca una riflessione sul partito a cui appartiene: «Forza Italia – spiega – è una forza moderata di centro all’interno del centrodestra e proprio per questo ha sempre manifestato l’impegno verso i principi liberali, popolari, europeisti e garantisti. Sarà sempre accanto a chi vuole promuovere e far crescere il nostro territorio. Con il nostro impegno per le libertà individuali, le libertà economiche e l’identità cristiana, miriamo a costruire un futuro prospero e inclusivo per tutti i cittadini». (rrc)

REGGIO – L’incontro sull’importanza della figura del caregiver

Si intitola Una figura importante per la società di oggi e di domani: il caregiver l’incontro in programma domani pomeriggio, a Reggio, alle 17.30, all’Auditorium Zanotti Bianco di Reggio Calabria e organizzato dall’Accademia del Tempo Libero.

L’evento è stato organizzato nell’ambito del progetto, in via di conclusione, Il diabete – Salute e benessere senza barriere, finanziato dalla Regione Calabria con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Una conversazione che scaturisce dall’attività svolta nel corso dell’iniziativa e rivolta a sostegno dei diabetici impossibilitati a raggiungere gli ambulatori del territorio, che ha posto all’attenzione del gruppo direzionale e di coordinamento sul ruolo chiave e critico della figura del caregiver, sottoposto a grande stress, che trova di fronte a sé situazioni delicate che deve sapere gestire.

L’incontro, al quale prenderanno parte Maria Teresa Facciolà, presidente Aism Reggio Calabria, Lidia Praticò, pedagogista, Celeste Giovannini, diabetologo e direttore scientifico del progetto, introdotti e coordinati dall’avvocato Giuseppe Romano, sarà anche di supporto a coloro i quali si trovano, o si troveranno, a dover ricoprire il delicatissimo ruolo di caregiver. (rrc)

A Reggio il sindaco Falcomatà riceve il console generale della Romania a Bari

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha accolto a Palazzo Alvaro Ioana Gheorhias, console generale di Romania a Bari in visita nel territorio reggino.

L’incontro che si è svolto nel salone di rappresentanza dell’Ente ‘Monsignor Ferro’ ha riguardato diversi argomenti, relativi soprattutto a possibili attività di scambi culturali ed artistici. La comunità romena rappresenta una delle più attive e presenti nel reggino, un elemento evidenziato dai due rappresentanti istituzionali.

Il sindaco Falcomatà ha ricordato l’impegno degli Enti reggini, ad esempio quello comunale, per riqualificare l’area adiacente la chiesa Ortodossa di San Paolo dei Greci, che diventerà un luogo di benessere e tempo libero per tutti i cittadini.

Allo stesso tempo il sindaco metropolitano ha auspicato una sempre maggiore e proficua integrazione da parte della comunità romena, da avviare con progetti di gemellaggio, sul modello adottato anche per altri Paesi Europei. (rrc)