ROSARNO (RC) – Nino Foti costituisce il coordinamento provinciale di Noi moderati

E’ nato il coordinamento provinciale di Reggio Calabria di Noi moderati. La riunione si è tenuta a Rosarno. Fra i componenti del nuovo direttivo provinciale presenti, Pino Callà coordinatore cittadino di Rosarno, Maria Domenica Naso consigliera comunale di Rosarno, Gaetano Rao, già sindaco di Rosarno e assessore provinciale, storico riferimento della cittadina della piana, Saverio Anghelone già vicesindaco di Reggio Calabria, oggi consigliere comunale, Pino Dascoli già per tre legislature consigliere comunale della città dello stretto, Luciano Politi storico riferimento di Reggio Calabria, Francesco Celi, consigliere comunale a San Ferdinando, Angelo Colosi, presidente del consiglio comunale di Rizziconi, Nino Crea, vicesindaco di Ferruzzano, Mimmo Lia, già sindaco di Caulonia, Rosario Galluccio già assessore e vicesindaco di Cittanova, Giovanni Lollio delegato cittadino a Gioia Tauro.

Nei prossimi giorni, verranno definiti l’organigramma completo, che comprenderà gli altri componenti delle altre aree della Provincia, nonché le relative deleghe operative.

«Un ritorno al passato – è scritto in una nota – a quella passione mai sopita per la politica fatta di lealtà ed amicizia e, allo stesso tempo, la voglia di mettersi ancora in gioco nel nome di quei valori e quei principi sempre difesi e sostenuti. Sono questi gli elementi chiave che hanno caratterizzato il primo incontro del nuovo Coordinamento provinciale di Noi moderati a Reggio Calabria fortemente voluto da Nino Foti, membro dell’Ufficio di presidenza nazionale del partito guidato da Maurizio Lupi».

Continua la nota: «Un appuntamento molto sentito e partecipato quello svoltosi a Rosarno, dove fra qualche giorno vedrà la luce una nuova sede di Noi moderati guidata dal coordinatore cittadino Pino Callà, dove si è fatto il punto non solo sui prossimi impegni elettorali, in primis le elezioni comunali di Gioia Tauro e l’appuntamento delle Europee, ma anche sulle principali emergenze locali e nazionali. Non è mancato, infatti, un confronto sul progetto dell’autonomia differenziata, rispetto al quale sono state diverse le perplessità avanzate dagli amministratori locali presenti all’iniziativa, nonché, ad esempio, un focus sulle criticità relative al comparto dell’agricoltura calabrese. Al centro dell’incontro, inoltre, il tema del lavoro, con una particolare attenzione ai giovani nonché alle politiche per l’occupazione femminile e ai risvolti economici in tema di impatto sul pil della Calabria».

«Sono molto contento per l’entusiasmo che ho riscontrato rispetto a questa iniziativa e che sicuramente guiderà questo gruppo – ha commentato Nino Foti – così come sono altrettanto felice di aver ritrovato, oltre a tanti volti nuovi, tanti amici con i quali per tanto tempo abbiamo condiviso un percorso veramente importante, segno che in ogni caso, la buona politica, lascia sempre una traccia».

«Credo sinceramente – ha continuato Foti – che questo mix di esperienze e capacità possa costituire davvero un punto politico di riferimento per tutto il territorio anche perché conosco singolarmente le storie e il valore di ognuno e sono certo ci siano tutte le condizioni per fare bene e crescere». (rrc)

REGGIO – Al MArRC la conferenza sul vincolo “Sentiero del Brigante”

Domani mattina, a Reggio, alle 10, nella sala conferenze del Museo Archeologico Nazionale, si terrà la conferenza sul recente vincolo di tutela del Sentiero del Brigante, organizzato dalla Soprintendenza Abap RC e Vibo Valentia, Fai e Gea – Gruppo Escursionisti d’Aspromonte.

Interverranno: Fabrizio Sudano, direttore MArRC, nel ruolo di già Soprintendente ABAP RC e VV, Rita Cicero, funzionaria Soprintendenza ABAP RC e VV, Rocco Gangemi, delegato Ambiente Fai Calabria, Alessandro Alati, presidente GEA (Gruppo Escursionisti d’Aspromonte), Dina Porpiglia, Capo delegazione Fai RC.

“Il Sentiero del Brigante” in Aspromonte è, dallo scorso 18 dicembre 2023, sottoposto a vincolo paesaggistico, con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Anno 165° – Numero 2 di mercoledì 3 gennaio 2024 che dichiara il sentiero “di notevole interesse pubblico immobili e aree ricadenti” su un territorio che tocca ben 31 comuni, tra la provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia, ed ora sottoposti a tutela.

«Un risultato straordinario, frutto della sinergia tra istituzioni e associazioni – ha dichiarato Fabrizio Sudano –. Un dialogo costruttivo e duraturo nel tempo che ha avuto come fine ultimo la tutela e la valorizzazione del “sentiero” quale emblema del patrimonio culturale “di comunità” su scala vasta. Un approccio che porto con me nella direzione del MArRC, per un museo plurale e aperto al territorio».

Un traguardo raggiunto grazie all’ impegno del mondo associazionistico, con in testa il Gruppo Escursionisti d’Aspromonte (GEA), il Fondo Ambiente Italiano (FAI) – delegazione di Reggio Calabria, e la dedizione e competenza del personale della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.

Anche domani sarà visitabile e aperta al pubblico la mostra Intrecci. Trame preziose tra Rhegion e Reggio, realizzata grazie alla collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e MArRC. Un percorso espositivo che vede la presenza di opere di numerosi artisti locali, un viaggio dedicato al territorio reggino tra materiali, forme e colori da osservare e interpretare. (rrc)

LOCRI (RC) – Al Liceo Zaleuco va in scena “Il mare non bagna il Sud”

Ancora una volta il Liceo scientifico Zaleuco di Locri si distingue per lodevoli iniziative che vengono effettuate dagli studenti. Questa volta è tornato di scena il teatro nella scuola diretta da Carmela Rita Serafino.

Nelle giornate del 26 e 27 gennaio, nell’Aula Magna della scuola, ha visto le varie classi succedersi, per assistere allo spettacolo “Il Mare non bagna il Sud” con Enzo de Liguoro e sua figlia Alessandra.

L’intento è stato quello di condurre i ragazzi nell’idea di “Shoah”, nel significato di “distruzione”, che non è solo quella perpetrata nei confronti degli ebrei, durante la Seconda guerra mondiale, ma anche quella incarnata nella quotidianità, attraverso tanti eventi che sono avvenuti e avvengono, ancora, nel nostro Sud, come è stato sottolineato dallo stesso de Liguoro: «Lo spettacolo “Il Mare non bagna il Sud”, inteso come sud del mondo, vuole approfondire, in modalità teatrale, l’ uso della parola ‘distruzione’ nel nostro tempo, che può essere riferita, ad esempio, alla cattiva informazione, all’ inquinamento ambientale, ma soprattutto alla guerra e al non fare memoria. Nei giovani si vuole seminare una riflessione ad ampio raggio di questo: ben venga la memoria, che fa da punto di riferimento, ma accanto a questo si deve riflettere sui perché di ciò che è accaduto ed evitare che non avvenga più. Quindi, non solo storia, non solo racconti, come scambio di idee, ma anche discussioni su possibili soluzioni».

Lo spettacolo ha visto de Liguoro prestare le sue capacità recitative, per dare vita a personaggi – chiave, legati a diverse situazioni, calate nella realtà del Sud, paradiso, ricco di storia e civiltà, ma che continua a subire tante “distruzioni”, a cui ancora non si è trovato un modo di evitarle. Il tutto ricamato dalla straordinaria voce a cappella della figlia Alessandra. Si è iniziato con il personaggio dell’Interratore, che attraverso un monologo, in perfetto stile romanesco, ha sottolineato ciò che può causare la mala informazione, come la stampa può falsare le notizie, innescando un’escalation distruttiva nei confronti delle persone, oggetto di notizia. A seguire, il personaggio di Amedeo, estrapolato dall’ opera di Eduardo De Filippo “Napoli Milionaria”, che ha messo in evidenza come tante famiglie del Sud, durante la Seconda guerra mondiale, vivevano di espedienti.

Ma questo, spesso, li portava, loro malgrado, a distruggere il fulcro stesso della famiglia, costruito sull’ unità, il rispetto, la collaborazione, perché vittime della prepotenza militare, anche se vincente. E, poi, Anna Maria Ortese, dalla voce di Alessandra de Liguoro. Fu una scrittrice, autrice, nel 1953, della raccolta di novelle “Il Mare non bagna Napoli”, caratterizzata da un pervasivo senso di disperazione e di rovina, rievocando le difficili condizioni della Napoli dell’ immediato dopoguerra. E che dire del pentito di giustizia, con lo pseudonimo di “Sandokan” che, attraverso una ipotetica intervista, ha confessato, con diabolico orgoglio, le varie posizioni, in terra di Calabria, dove sono stati sepolti contenitori di scorie radioattive, negli anni ottanta e novanta. Un polveriera, che potrebbe scatenare una vera “distruzione” ambientale.

Nel momento, poi, di dare voce al personaggio di Armando, superstite nel campo di concentramento di Mauthausen, de Liguoro ha preferito raccontare la sua storia e la sua esperienza da deportato, di come portasse la sua testimonianza nelle scuole e di come facesse da guida alle persone che andavano a visitare il campo. Venuto a mancare poco tempo fa, è stato dedicato a lui lo spettacolo.

Ed infine, sulla “distruzione”, portata dalla guerra, un antico riferimento, risalente alla guerra di Troia: Ettore, l’eroe troiano, che cercò una soluzione al conflitto, parlandone con il fratello. Insomma, un lavoro teatrale, ben fatto e curato, che ha saputo coinvolgere i ragazzi presenti, facendoli immergere nella realtà della “Shoah”, declinata in varie epoche, con diverse facce, con diversi intenti, ma tutti con lo scopo di “distruggere” e non di costruire il Sud, in cui il mare sembra sfiorarlo delicatamente, ma che, da un momento all’ altro, potrebbe ingoiarlo in maniera catastrofica, senza ritorno, se non si corre ai ripari attraverso una soluzione decisa e risolutiva. Si potrebbe iniziare non permettendo ai talenti e alle eccellenze di essere sradicati dalla propria terra, per essere impiantati al Nord, a portare quella linfa culturale, che finirebbe, solamente, a muovere gli ingranaggi delle grandi multinazionali, per un ulteriore profitto, lasciando il meridione, sempre più, al Sud del mondo. (rrc)

REGGIO – In via Giudecca la scopertura di una “pietra di inciampo” per le vittime della Shoah

Reggio Calabria celebra la Giornata della Memoria con la scopertura, in Via Giudecca, di una “pietra di inciampo” per le vittime della Shoah. Una cerimonia istituzionale, nelle adiacenze del tapis roulant, nel tratto compreso tra il Corso Garibaldi ed il Corso Matteotti, dove la pietra è stata collocata: un luogo centrale per la città.

All’evento, oltre al sindaco Giuseppe Falcomatà, erano presenti i suoi due vice, Paolo Brunetti e Carmelo Versace, la giunta e i consiglieri comunali, il Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, i massimi rappresentanti provinciali delle Forze dell’ordine, del mondo universitario, dell’associazionismo e delle realtà sindacali, culturali e civiche impegnate nella memoria dei tanti reggini e calabresi internati ed uccisi nei lager nazisti.

Tra gli ospiti della cerimonia, anche Nicoletta Bortolotti, una tra le più importanti scrittrici contemporanee ad essersi occupate della tragedia dell’Olocausto, autrice della Quadrilogia della Shoah, quattro romanzi pluripremiati che hanno contribuito a rinnovare la memoria delle sofferenze vissute da milioni di persone all’interno dei lager nazisti.

«Cerchiamo di ricordare quotidianamente la tragedia della Shoah e dell’Olocausto – ha evidenziato il sindaco Falcomatà –. L’idea della pietra d’inciampo è nata qualche giorno fa, quando ad un servizio del tg, sono apparse le immagini di alcuni adolescenti in gita ad Auschwitz che, sorridendo, facevano delle foto all’ingresso del lager nazista».

«Da qui la consapevolezza – ha concluso – che non basta portare i nostri giovani nei luoghi della tragedia, ma che devono avere gli strumenti per comprenderla quotidianamente. La pietra d’inciampo, in una delle vie più frequentate, via Giudecca, consentirà a chiunque passerà da qui, famiglie, bambini, turisti, di ricordare ogni giorno la tragedia dell’olocausto e servirà inoltre a commemorare le vittime calabresi della Shoah e delle leggi razziali nazifasciste». (rrc)

REGGIO – Al Liceo Classico Campanella la “Cultura della salute e della sicurezza”

Prevenire è meglio che curare è stato il titolo dell’iniziativa svoltasi al Liceo Classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria, e organizzato dal Club Interact “Liceo Classico T. Campanella” e il  Club Reggio Calabria Nord in collaborazione con  “Help”, Associazione culturale che sostiene attività di utilità sociale.

«Prevenire significa adottare corretti stili di vita – si legge in una nota – questo  è l’obiettivo del Liceo Classico “T. Campanella” che mira a consolidare l’educazione alla salute e alla sicurezza per consentire  agli  studenti di sviluppare conoscenze, attitudini e capacità di comportamento e  adottare e mantenere stili di vita sicuri».

Al centro della riflessione il  concetto di cultura della salute e della sicurezza, che devono essere intese  come espressione di capacità protettive  tramite un percorso fondato sull’esperienza individuale e collettiva. 

Quando si parla di  prevenzione ci si riferisce all’insieme delle azioni ed attività che mirano a ridurre la mortalità, la morbilità o gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio o ad una certa patologia, promuovendo la salute e il benessere individuale e collettivo. Diversi i settori in cui, agendo con consapevolezza, è possibile prevenire pericoli, ma è necessario che i giovani siano preparati a saper affrontare situazioni difficili.

L’ambito dei trasporti è uno dei primi su cui intervenire: automobili  e motocicli sono da sempre legati a pericoli derivanti da un mancata preparazione e/o capacità di gestione  da parte di chi si mette alla guida. Le strade delle nostre città, inoltre, vengono percorse da ragazzi che, per abbreviare le distanze, si affidano a monopattini elettrici, soggetti al rischio di incendio. Per ridurre tale rischio, è importante che gli utenti dei monopattini siano consapevoli dei potenziali pericoli. È necessario promuovere la formazione sulla sicurezza e diffondere informazioni utili sul corretto utilizzo e la gestione del veicolo.

Vivendo con gli altri e tra gli altri è, inoltre, opportuno essere in grado di intervenire in caso di emergenza: le nozioni di Pronto Soccorso non devono essere conosciute solo  dal  personale specializzato. Chiunque potrebbe trovarsi in situazioni in cui un’azione tempestiva può recare sollievo o addirittura salvare una vita. In caso di crisi epilettiche, attacchi di panico, attacchi ischemici intervenire con fermezza è fondamentale. Ciò significa conoscere le corrette procedure: la chiamata al 118 e il comportamento in attesa dei soccorsi. Altre situazioni di pericolo derivano, tristemente, dall’uso e abuso di alcol e sostanze psicoattive che possono avere effetti destabilizzanti su chi li assume.

TAURIANOVA (RC) – Inaugurata la nuova sede del 118

Inaugurata la nuova sede del 118. Un servizio sanitario salvavita, finalmente offerto in locali moderni ed efficienti, grazie alla collaborazione tra il Comune e l’Asp di Reggio Calabria.

Così il sindaco Roy Biasi ha presentato, nell’inaugurazione della nuova sede del 118 fatta insieme al direttore generale, Lucia Di Furia, il significato di una svolta attesa da anni, vista la fatiscenza in cui continuava ad operare il personale all’interno dell’ex ospedale cittadino.

I 15 operatori sanitari, fra medici, infermieri e autisti, faranno adesso base nell’ex Centro polivalente comunale di Largo Bizzurro – dove già il Comune sta offrendo disponibilità per il Poliambulatorio, transitoriamente trasferito – e i 5 moduli, riadattati dall’Asp grazie ad dei lavori durati 6 mesi, garantiscono quella che Di Furia ha definito «una risposta all’insegna dell’umanità e del rispetto dei lavoratori».

Al taglio del nastro, presenti anche la giunta comunale al completo e il direttore del Dipartimento emergenza/urgenza, Domenico Minniti, è seguito un sopralluogo in cui il direttore Di Furia, accompagnato dal direttore Demetrio Quattrone, ha potuto sincerarsi anche delle condizioni ottimali in cui opera il personale impegnato nell’attiguo Poliambulatorio.

«Stiamo mettendo a disposizione una struttura veramente all’avanguardia – ha detto il sindaco Biasi – e credo di poter dire che quello di Taurianova sia uno dei 118 meglio attrezzati in Calabria. Abbiamo offerto una risposta pronta, anche grazie alla sensibilità dimostrata dal direttore Di Furia, perché siamo convinti che Taurianova, in attesa della Casa della Comunità il cui progetto è stato già approvato e illustrato ai sindaci, ha bisogno di accrescere quanto più possibile la qualità dei servizi che già offre ad una popolazione che proviene da tutta la Piana».

Una centralità riconquistata, visto che a Taurianova aprirà anche una sedi del Cot (centro operativo territoriale), e non a caso la cerimonia è stata seguita – oltre che dal consigliere comunale di maggioranza Mino Gallo, operatore del 118 della Piana – anche dall’ex presidente F.F. della Regione, Nino Spirlì, a significare la soddisfazione corale per un lavoro di squadra durato nel tempo.

«Abbiamo intenzione – ha annunciato Di Furia – di rinnovare il parco mezzi, composto oggi da una ambulanza e una auto medicalizzata, per metterci nelle condizioni di spalmare in maniera omogenea su tutto il territorio metropolitano la tempestività e l’efficienza del prossimo servizio di emergenza, quello legato alle indicazioni europee intorno al numero 112, completando un disegno in cui diventa fondamentale spronare i medici di medicina generale a collaborare per il varo delle Aft, aggregazione funzionale territoriale che assicurano il miglioramento della continuità assistenziale». (rrc)

REGGIO CALABRIA – L’incontro “Mons. Antonino Denisi: 70 anni di sacerdozio”

Domenica 28 gennaio, a Reggio, alle 18, nella Sala D’Arte Le Muse, è in programma l’incontro Mons. Antonino Denisi: 70 anni di sacerdozio di un intellettuale della Chiesa reggina.

«Un incontro molto significativo e simbolico – ha dichiarato il presidente de Le Muse Giuseppe Livoti – poiché sentiremo a viva voce il racconto di un lungo viaggio sacerdotale, iniziato il 21 settembre del 1953 nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria in cui monsignor Denisi, veniva ordinato presbitero per imposizione delle mani e la preghiera consacratoria dell’arcivescovo del tempo, il non dimenticato ancora oggi monsignor Giovanni Ferro».

«Un anniversario che già è stato festeggiato dal presbitero – ha aggiunto – insieme alla comunità diocesana reggina con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Fortunato Morrone e che vede ora alle Muse, un momento di confronto con la città di Reggio Calabria per sentire a viva voce quel tempo della memoria anche collettiva che il noto presule e decano della Chiesa reggina racconta».

Un racconto che si può anche evincere dalla sua ultima collana letteraria in cui Denisi, racconta, non solo il suo cammino vocazione e sacerdotale, ma anche la storia della diocesi di fondazione paolina, attraverso un excursus storico-documentale che si intreccia con la storia della città di Reggio Calabria.

I tre volumi L’arcidiocesi di Reggio Calabria: Vescovi clero e parrocchie, Emigrazione e immigrazione in Calabria: Storia, cultura, dimensioni del fenomeno e Santità religiosità e pietà popolare nella Chiesa reggina,  raccolgono gli scritti che il sacerdote nell’arco di tanti anni ha prodotto come storico della Chiesa reggina e studioso delle migrazioni dal sud Italia e con particolare attenzione da e per la Calabria. La Sala D’Arte Le Muse sarà anche luogo che esporrà per la prima volta la medaglia in bronzo per celebrare tale evento ed il messo busto di Don Denisi realizzato dal noto scultore Fortunato Violi.

In occasione del settantesimo anniversario del sacerdozio di mons. Antonino Denisi, anche una medaglia di bronzo è stata coniata per celebrare la sua figura e l’opera. La medaglia, realizzata in 100 modelli, è stata commissionata dallo stesso mons. e porta la firma di due noti scultori internazionali, Francesco Violi e Fortunato Violi, recentemente reduci dall’esposizione mondiale del conio e della medaglia avvenuta alla Biblioteca Nazionale di Firenze nel mese di Novembre.

Il dritto della medaglia raffigura la facciata del Duomo di Reggio Calabria, simbolo della città e della sua storia. Il rovescio, invece, rappresenta la legenda della sibilla sulla nascita della città, con l’uva intrecciata al fico. La presenza dell’ artista Fortunato Violi arricchirà tale evento con la descrizione dell’approccio disegnativo e tecnico artistico per i manufatti esposti.

La manifestazione vedrà una solenne apertura con la presenza del Coro Laudamus diretto dai maestri Enza e Marina Cuzzola mentre una parte della conversazione sarà affidata a Marina Rotella, biografa e segretaria per tanti anni del noto presule. (rrc)

REGGIO – Giornata della Memoria, a Via Giudecca la scopertura di una “pietra d’inciampo”

Domani mattina, a Reggio, alle 8.30, a Via Giudcecca, il sindaco Giuseppe Falcomatà scoprirà una pietra d’inciampo in occasione della Giornata della Memoria.

All’iniziativa prenderanno parte le autorità civili, religiose e militari della Città, Sua Eccellenza il Prefetto Clara Vaccaro, i massimi rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine, del mondo universitario, dell’associazionismo e delle realtà civiche impegnate nella memoria dei tanti reggini e calabresi internati ed uccisi nei lager nazisti.

Alla cerimonia sarà presente anche Nicoletta Bortolotti, tra le più importanti scrittrici contemporanee ad essersi occupate della tragedia dell’Olocausto, autrice della Quadrilogia della Shoah, quattro romanzi pluripremiati che hanno contribuito a rinnovare la memoria delle sofferenze vissute da milioni di persone all’interno dei lager nazisti. (rrc)

GAMBARIE (RC) – Tre nuovi bus di Atam per la linea extraurbana tra Reggio e l’Aspromonte

La flotta dei mezzi pubblici reggini si amplia. Sono stati presentati a Gambarie tre nuovi bus di Atam per la linea extraurbana tra Reggio Calabria e l’Aspromonte. All’evento, in piazza Mangeruca, era presente il sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà, il vicesindaco Carmelo Versace, il Consigliere metropolitano Giuseppe Marino, l’Assessore alle Partecipato Domenico Battaglia, l’amministratore delegato Giuseppe Basile, il presidente Ezio Privitera e la Consigliera e Presidente Tr.In.Cal. Melina Sangiovanni, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti in azienda, i rappresentanti delle Amministrazioni della Città Metropolitana, del Comune di Reggio Calabria, i sindaci dei Comuni di Santo Stefano, Francesco Malara, di Sant’Alessio, Stefano Calabrò, di Laganadi, Michele Spadaro, e di Calanna, Domenico Romeo, oltre al presidente del Comitato Italiano Paralimpico Antonello Scagliola.

Gli autobus, acquistati da Atam con il 40% con fondi propri, ed il restante 60% grazie a un finanziamento regionale con fondi Cipe 2016, sono dotati di tutti i confort e di avanzati sistemi di sicurezza. Nel loro percorso di linea faranno tappa, oltre che nella zona nord del Comune di Reggio Calabria, anche nei Comuni di Calanna, Laganadi, Sant’Alessio e Santo Stefano.

Nel corso della presentazione sono stati illustrati altri investimenti che Atam, di concerto con Città Metropolitana e Comune di Reggio Calabria, ha programmato per il rilancio della mobilità urbana nel comprensorio reggino ed in particolare nell’area pedemontana e montana. I nuovi mezzi che integrano il parco bus sono destinati al trasporto pubblico extraurbano della parte pedemontana della rete di esercizio servita dall’azienda di trasporto reggina. I bus, prodotti da Temsa, sono equipaggiati di motori a gasolio di ultima generazione, in accordo alla normativa euro 6, con bassissime emissioni di inquinanti.

«È un traguardo importante per la nostra azienda – ha specificato il sindaco Falcomatà – anche per l’intera città metropolitana, in particolare per l’area dello Stretto. Vengono potenziati i collegamenti dalla città verso Santo Stefano d’Aspromonte, verso Gambarie e tutti i paesi della Vallata del Gallico in maniera continuativa. È una scelta politica che va nella direzione di ampliare il trasporto pubblico locale e anche i comuni limitrofi per favorire un interscambio maggiore su tutti i profili, specie quello turistico visto che gli autobus avranno delle dotazioni per portare gli sci in inverno e le biciclette d’estate. Sono dei collegamenti che vanno in direzione di evitare lo spopolamento delle aree interne. Ci sono poi altri investimenti che vengono confermati e ampliati, basti pensare al bus della neve – ha aggiunto il sindaco – che, lo scorso anno, ci ha dato grandissime risposte in termini di utilizzo. Noi cerchiamo di interpretare le esigenze del territorio che ci chiede di vivere l’ambiente e la Città metropolitana in maniera più accessibile e più prossima. Questi sono servizi di prossimità che consentono anche a chi ha difficoltà di mobilità di potersi muovere al meglio. I bus di nuova generazione consentono alle persone che hanno difficoltà motorie o psicofisiche di utilizzarli in piena autonomia».

«Grazie all’aiuto e al supporto che hanno dato i sindaci in questi anni ecco un altro tassello che si aggiunge al progetto che abbiamo realizzato insieme, nell’ottica dell’obiettivo riassunto nel claim “Aspromonte in città” – ha spiegato Versace – è un segnale di risposta allo spopolamento continuo che vivono i comuni delle aree interne. Se vogliamo far rivivere i nostri borghi dobbiamo essere bravi a fornire i servizi per supportare queste aree che dovrebbero vivere di turismo, non solo montano, ma per la tanta cultura e l’offerta che riescono a dare nella vallata. Possiamo fare sicuramente di più: lo abbiamo fatto acquistando delle quote in Atam, e ringrazio per questo i sindacati, il cda, e tutti gli operatori che negli anni hanno fatto tanti sacrifici, ma hanno continuato a supportare la nostra partecipata. Siamo contenti di essere riusciti a sanare questo buco di bilancio che storicamente esisteva e a rilanciare l’azienda verso nuovi obiettivi di crescita».

Tra le altre caratteristiche i nuovi mezzi, di media lunghezza, sono dotati di sistema Avm (Automatic Vehicle Monitoring) che consente di monitorare la posizione, il percorso, la velocità, e la diagnostica dei componenti meccanici, di display informativi per i passeggeri, di conta passeggeri, di sistema di videosorveglianza e hanno un’accessibilità facilitata per le persone a ridotta capacità sensoriale e motoria, con spazi interni dedicati.

«Una scelta di Atam, e dei soci che hanno dato questo indirizzo, ossia il Comune e la Città metropolitana, per migliorare l’offerta all’utenza di questa zona – ha poi chiarito l’Ad di Atam Basile – Si tratta di tre bus acquistati per il 60% con un finanziamento esterno della Regione Calabria e col 40% di risorse Atam. Non è poco perché non tutte le aziende di trasporto pubblico locale riescono a investire risorse proprie per implementare il parco mezzi. Questo significa che Atam riesce a stare in equilibrio destinando parte di ciò che riesce a creare, non solo per gli investimenti sul personale e l’organizzazione interna, ma anche al parco mezzi. Gli autobus – ha affermato l’amministratore delegato di Atam – hanno una strumentazione particolare grazie alla quale, dalla sala operativa, riusciamo a fare la diagnostica sulle parti meccaniche del mezzo e a controllare se il mezzo ha un’andatura normale o, in caso contrario, si possono verificare eventuali problemi. Tutto questo è finalizzato all’utenza che utilizza questi mezzi. Gli autobus implementano l’offerta, per non vincolare l’utenza a determinati orari. L’obiettivo è aumentare le corse e rendere più semplice spostarsi da Reggio a Gambarie e viceversa».

«La giornata di oggi va nel solco dell’azione intrapresa dall’Amministrazione Falcomatà – ha poi dichiarato l’Assessore alle Società partecipate Domenico Battaglia – lo sforzo fatto in questi anni, consente oggi di arrivare a questo risultato ed è il termometro di un’amministrazione in salute. Città metropolitana e Comune, nell’ultimo anno, credo abbiano fatto uno sforzo enorme per avere i cento mezzi che costituiranno la dotazione per costruire un parco rinnovato, più moderno che possa rispondere alle esigenze di tutti i cittadini».

«Una misura nel solco di un’attenzione alle aree interne – Giuseppe Marino, già assessore comunale ai Trasporti ed oggi consigliere metropolitano – che come Amministrazione abbiamo portato avanti dal 2014. La mente va indietro al giorno in cui portammo una nuova linea urbana a Paterriti, un paese della nostra città non servito da una linea di bus. Ricordo la gioia dei ragazzi, degli studenti che finalmente potevano usufruire di un collegamento stabile con la città. Oggi siamo a Gambarie, seconda casa dei reggini, luogo del cuore e dell’anima, dove ritrovarsi e stare insieme. Tante realtà associative, soprattutto nei mesi estivi trovano un momento di incontro e aggregazione. Avere un servizio moderno di trasporto significa garantire a tutti i cittadini, anche alle fasce più deboli, la possibilità di accedere a questi luoghi». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Sinergia tra due maestri chef Aricó e Palermo per promuovere i prodotti locali

Quando la collaborazione è fatta da eccellenze i risultati non possono che essere positivi. In riva allo Stretto un incontro culturale gastronomico tra due chef di grande valore Fortunato Aricó e Pasquale Palermo.

Tecnica, sfida e fantasia, domenica 28 Gennaio, si uniscono per portare i piatti del territorio oltre i confini. Un mix perfetto per un evento unico ed imperdibile.

«Pasqualino Palermo è la Calabria che gira il mondo, curiosa, laboriosa, semplice ed entra nelle cucine più importanti per dare una veste perfetta ed elegante al cuore, all’autenticità e al calore della nostra cucina – afferma l’anima dell’Officina del gusto Aricó -. Il nostro incontro di domenica, genera suggestioni e accompagna il mestiere dell’oste all’arte dello chef: Igles Corelli, Enrico Crippa, Yoshihiro Narisawa sono così tra noi».

Sarà un pranzo dall’alto tasso qualitativo con la piena valorizzazione dei prodotti del territorio e non solo. Voglia di confronto e di migliorare ma anche, scoperta del bello e del buono che il territorio ha da offrire.

«Una sinergia tra professionisti e cultori della cucina fresca e d’avanguardia con piatti dalla forte identità attraverso l’utilizzo di materie prime selezionate con cura e di alta qualità – conclude lo chef reggino Aricó -. Cucine diverse trovano inaspettati punti di contatto che portano a nuovi abbinamenti di sapore e si avvicinano per creare qualcosa di nuovo ed unico». (rrc)