A Reggio giornata di studio sulla sanità calabrese commissariata

“Quali autonomie e quale sanità per i cittadini?” è il titolo della giornata di studio in programma oggi, a Reggio, dalle 10, nella Sala “Federica Monteleone” di Reggio Calabria.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Ex Parlamentari della Repubblica Italiana in collaborazione con l’Associazione fra gli Ex Consiglieri della Regione Calabria.

L’iniziativa è coordinata da Dalila Nesci, insieme a Giuseppe Soriero, Mario Tassone e Federica Dieni.

La giornata di studio si prospetta particolarmente interessante, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha cassato il referendum sull’autonomia differenziata e che, precedentemente, aveva dichiarato incostituzionali alcune parti della legge. Parteciperanno esperti di rilievo nazionale: il direttore della Svimez, Luca Bianchi, il prof. Renato Balduzzi dell’Università Cattolica di Milano, Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti e Già Ministro della Salute, il prof. Stefano Ceccanti dell’Università La Sapienza di Roma ed il prof. Antonino Spadaro dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Saranno coinvolti, nel dibattito, anche studenti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che è tra i patrocinanti dell’evento. L’iniziativa di Reggio Calabria mette a fuoco anche il caso della sanità calabrese, commissariata per disavanzo da oltre dieci anni.

È importante che i cittadini sappiano se sussistano ancora i termini per realizzare l’autonomia in ambito sanitario, per quali funzioni e con quali finanziamenti. Sono invitati a partecipare i Consiglieri Regionali, i Parlamentari, i sindaci calabresi e le associazioni culturali e di volontariato del territorio.

La Presidenza del Premio Mar Jonio, per voce del fondatore Luigi Stanizzi, attenta ad una vasta area del Mediterraneo, evidenzia l’insostituibile ruolo dell’Associazione degli Ex Parlamentari della Repubblica Italiana e dell’Associazione fra gli Ex Consiglieri della Regione Calabria che, con la loro ineguagliabile esperienza, affrontano le tematiche più cruciali per lo sviluppo sociale, politico, economico e culturale della nostra terra. (rrc)

REGGIO – Il 21 febbraio la mostra “Cyprea: La rete di Afrodite”

S’inaugura il 21 febbraio, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, alle 17, la mostra  “Cyprea: La rete di Afrodite”.

Il progetto espositivo celebra il legame culturale tra Italia e Cipro, unendo arte contemporanea e archeologia. La mostra – che sarà visitabile nella Piazza Paolo Orsi fino al 27 aprile 2025, esplora il concetto di kalokagathia, l’ideale di bellezza etica ed estetica che ha attraversato le culture del Mediterraneo, creando un dialogo senza tempo tra passato e presente. (rrc)

REGGIO – In Prefettura la cabina di monitoraggio delle opere del Pnrr

Si è svolta, alla Prefettura di Reggio Calabria, la cabina di coordinamento sull’avanzamento delle opere finanziate attraverso i fondi del Pnrr.

Presenti, all’incontro, il prefetto Clara Vaccaro,i rappresentanti ministeriali e il consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda.

«Si tratta di interventi importanti – ha spiegato Fuda – che seguiamo quotidianamente, e sui quali stiamo andando avanti in maniera spedita. Complessivamente si tratta di un finanziamento di 10 milioni di euro per la piantumazione di nuovi alberi in tutto il territorio della Città Metropolitana».
«I nostri tecnici – ha aggiunto – hanno portato avanti fino ad oggi un lavoro davvero meritorio, realizzando tutte le attività previste in linea con i target di spesa ed il cronoprogramma dei lavori. Contiamo quindi di chiudere tutte le operazioni al termine del 2025 così come previsto dagli obiettivi che ci siamo posti».

«Continueremo a seguire insieme all’apparato amministrativo, in linea con gli indirizzi programmatici del sindaco Falcomatà con il quale abbiamo assegnato una specifica priorità agli aspetti ambientali – ha continuato – verificando lo stato di avanzamento degli interventi con l’obiettivo di realizzare una Città Metropolitana ancora più verde e sostenibile, per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto e per realizzare un ecosistema più sostenibile ed equilibrato. Gli alberi sono importanti, perché regolano l’habitat ed il paesaggio e migliorano la qualità della vita delle persone».

Un focus specifico il delegato all’Ambiente lo hai poi dedicato al recente monitoraggio Svimez, diffuso proprio in queste ore, ad un anno e mezzo dalla chiusura del piano. In particolare, secondo i dati diffusi dall’Associazione, gli Enti locali in Calabria sono molto avanti nella spesa dei fondi Pnrr rispetto alla Regione.

«Viene ribaltato quel falso mito – ha detto Fuda – secondo il quale gli Enti territoriali siano sinonimo di inefficienza e non riescano a spendere le risorse. Abbiamo invertito questo paradigma – ha affermato ancora il Consigliere metropolitano delegato all’Ambiente – non solo in Calabria e al Sud, ma anche nel resto d’Italia, dimostrando che i Comuni riescono, seppur con grandi sacrifici organizzativi, ad attuare meglio gli investimenti sovraordinati».
«Per cui serve maggiore fiducia nei confronti delle Amministrazioni locali – ha concluso – che dimostrano di saper spendere, conoscendo i reali bisogni del territorio e delle comunità. Gli Enti di programmazione dovrebbero forse un po’ mollare la presa, affidando al territorio la spesa degli investimenti e permettendo una più efficace gestione da parte degli Enti locali che hanno sempre dimostrato sul campo di meritare quella tendenza al decentramento che è peraltro prevista dalla Costituzione, ma che rimane spesso inattuata». (rrc).

REGGIO – Con AiParC si parla de “La parabola dell’Ermetismo di Salvatore Quasimodo”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 16.45, nella Sala Giuffrè di Villetta De Nava, si terrà l’incontro “La parabola dell’Ermetismo di Salvatore Quasimodo, dalla torre d’avorio al contatto con la realtà e la storia, dall’io al noi”.

L’evento rientra nell’ambito del Ciclo di Incontri “I Simposi del Mercoledì – Reggio Calabria Città di Quasimodo” ideato dal Presidente nazionale A.I.Par.C., dott. Salvatore Timpano, in collaborazione con la Città di Reggio Calabria e la Biblioteca Pietro De Nava.

I saluti istituzionali saranno affidati a Giuseppe Falcomatà, sindaco della Città di Reggio Calabria, alla dott.ssa Daniela Neri, responsabile della Biblioteca Pietro De Nava ed al dott. Salvatore Timpano, Presidente nazionale A.I.Par.C.

Introduce e modera l’avv. Marina Neri, direttrice Dipartimento Cultura A.I.Par.C. Relaziona, la prof.ssa Francesca Neri, Critico letterario.

«Come Ungaretti e Montale – ha spiegato Timpano – Quasimodo avverte il sentimento tragico e desolato della vita del nostro tempo, che scaturisce dal crollo delle certezze positivistiche. Di fronte alla consapevolezza della tragicità della vita, però, Quasimodo assume un atteggiamento che si distacca sia da quello di Ungaretti che da quello di Montale; infatti, mentre Ungaretti, dopo un periodo di smarrimento, trova pace nella fede, e Montale contempla con lucida consapevolezza la negatività dell’esistenza, Quasimodo passa dallo sconforto alla denuncia della responsabilità degli uomini per il dolore del mondo».

«Egli attribuisce all’uomo – ha concluso – la colpa della sofferenza umana e crede che i poeti abbiano il compito di costruire un mondo migliore, di lenire la sofferenza e di diffondere la solidarietà umana». (rrc)

REGGIO – Si presenta il libro “Reggio Calabria, radici e storia, architettura, archeologia e territorio”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 16.45, nella Biblioteca “De Nava” sarà presentato il libro  “Reggio Calabria radici e storia, architettura, archeologia e territorio” a cura di Daniela Neri ed edito da Laruffa Editore.

L’evento è stato organizzato dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria in collaborazione con l’Associazione Culturale Anassilaos e la Biblioteca “De Nava”, e il patrocinio della Città di Reggio Calabria.

Saranno presenti all’evento: avv. Giuseppe Falcomatà, sindaco della Città di Reggio Calabria; dott.ssa Loredana Pace, dirigente del Settore Sviluppo Economico Cultura Turismo; dott. Stefano Iorfida, presidente dell’Anassilaos; dott.ssa Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria.

Seguiranno gli interventi della curatrice del libro e degli autori dei testi: dott.ssa Daniela Neri, funzionario architetto di elevata qualificazione del settore Cultura e responsabile della biblioteca “De Nava”; prof. Renato Laganà, architetto, docente Università Mediterranea di Reggio Calabria; dott.ssa Maria Maddalena Sica, archeologa, funzionaria DRMN Calabria (Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria); dott.ssa Valeria Varà, funzionario architetto Segretariato Regionale del MiC per la Calabria; dott. Francesco Nucara, fotografo.

Il volume “Reggio Calabria radici e storia. Architettura, Archeologia e Territorio” curato da Daniela Neri raccoglie numerosi contributi di esperti che hanno scritto su architettura, archeologia e sulla storia del territorio di Reggio Calabria, e come sottolinea il sindaco Giuseppe Falcomatà “riesce a raccontare tutte le età attraversate dalla nostra terra e dalla nostra gente.

È un viaggio fra le decine di aree archeologiche disseminate dal centro alla periferia, un percorso che poche realtà possono vantare e mettere a disposizione di studiosi, cittadini e turisti”. Infatti la città di Reggio Calabria, fondata dai Greci intorno all’VIII secolo a.C. con il nome di “Rhegion”, ha sempre svolto un ruolo significativo nel corso della storia, grazie alla sua posizione strategica sullo Stretto di Scilla e Cariddi.

La combinazione dell’architettura, delle sue tradizioni e dei suoi reperti archeologici rendono la città di Reggio un luogo unico da visitare e scoprire. (rrc)

 

REGGIO – Inaugurata la mostra “SalvArti”

Fino al 27 aprile, al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria, è possibile visitare “SalvArti, dalle confische alle collezioni pubbliche’, la mostra composta da 80 opere tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, confiscate alla criminalità.

Alla presentazione della mostra sono intervenuti il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro con delega all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati, la direttrice dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati Maria Rosaria Laganà, il Dirigente del Sistema museale nazionale e valorizzazione del patrimonio culturale della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura Roberto Vannata, il direttore Cultura e area mostre e musei del Comune di Milano, Domenico Piraina.

Il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ di Reggio Calabria ospita una mostra di grande portata culturale e sociale che vuole sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità. Si tratta di un patrimonio artistico frutto di confische da parte dello Stato alla criminalità organizzata e che ora appartengono al patrimonio pubblico e che restituiscono una serie di opere d’arte contemporanea, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo.

L’esposizione è parte del progetto Arte per la cultura della legalità, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno.

Oltre a presentare un patrimonio culturale in parte rimasto ancora inaccessibile alla collettività, l’iniziativa mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperarle, fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di finanza e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale.

Le oltre 80 opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti. Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal R.O.S. dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio. Il secondo è frutto di una confisca a carico di un soggetto pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite.

La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo. Tra queste, s’incontra il gruppo Novecento con Mario Sironi (Composizione astratta – Scena urbana con carrozza, Moltiplicazione II, prima metà del XX secolo), la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico (Piazza d’Italia, prima metà del XX secolo) e Carlo Carrà (Capanno sulla riva, 1955), la Transavanguardia di Sandro Chia (Ossa Fossa Cassa, 1990; Cupido, 1996), Enzo Cucchi (Autostrada del Pensiero, 1997), Mimmo Paladino e la Nuova Scuola Romana con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano, insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (Kh Mural, 1989), la land art di Christo e il genere del libro d’artista, come Cantata Bluia Libro Dore di Pier Paolo Calzolari.

In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (Disco – Con Sfera, 1986-2003), artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini (Anello, 2008; Coniglio, 2009) realizzati con materiali inusuali come la gomma da masticare.
Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza). Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ della Città Metropolitana, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre 100 opere d’arte, tutte facenti parte di un’unica confisca.

«È un percorso – ha detto Falcomatà – che non ha la pretesa di istruire, ma l’ambizione di educare alla bellezza, alla cultura, alla legalità. Tre termini che sono uniti in un modo inscindibile e indissolubile, soprattutto nella nostra città. Questo è un percorso che completa l’attività iniziata dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, che continua con il sequestro e la confisca dei patrimoni mafiosi e si completa con la restituzione dei beni illecitamente accumulati e sottratti alla collettività. In questo caso si tratta di opere d’arte».

«È bello ed importante, non è scontato – ha proseguito – che la nostra città sia protagonista di questo momento di altissima cultura e di straordinaria qualità. Anche questo lo consideriamo un percorso, nell’ambito dell’investimento straordinario che, sia il Comune che la Città metropolitana, stanno facendo nel settore Cultura, inteso come elemento indispensabile nel percorso di crescita economica sociale e turistica del nostro territorio. Lo riteniamo un altro tassello che ci accompagna nella marcia di avvicinamento alle audizioni finali per la scelta di Capitale italiana della Cultura 2027. Un percorso che stiamo portando avanti a tappe serrate e naturalmente questa mostra rappresenterà un elemento distintivo, una peculiarità, un qualcosa di unico rispetto anche alle altre candidate».

«Il mio sincero ringraziamento – ha detto il Sottosegretario Ferro – va a tutti i partner, istituzionali e privati, che hanno contribuito alla realizzazione della mostra ‘SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche’, realizzata nell’ambito del progetto ‘Arte per la cultura della legalità’, condiviso con il Ministero della Cultura, il Palazzo Reale del Comune di Milano e il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ della Città Metropolitana di Reggio Calabria».

«La scelta di esporre queste opere a Reggio Calabria – ha proseguito – al termine di una mostra itinerante che ha interessato l’intero territorio nazionale, non è casuale: qui resteranno 22 delle opere esposte, provenienti da una confisca avvenuta in questo territorio, altre 28 andranno a Cosenza. Ciò ha un forte valore simbolico, perché i beni delle cosche, che si sono arricchite a danno di questo territorio, vengono restituiti ai cittadini. Con questa esposizione, unica nel suo genere, celebriamo non solo la bellezza di opere d’arte straordinarie, ma intendiamo ribadire che ancora una volta lo Stato è presente e vince nella lotta al crimine organizzato».

«Siamo di fronte – ha continuato – ad un patrimonio il cui passato è stato adombrato dalla macchia dell’illecita appartenenza alle organizzazioni criminali e che oggi è stato finalmente restituito al perimetro della legalità, grazie al prezioso lavoro svolto dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine e alla proficua collaborazione tra diverse istituzioni. I quadri di oggi, e l’arte che essi rappresentano, costituiscono quindi validi veicoli per diffondere una cultura della legalità».

Maria Rosaria Laganà, Direttore Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati ha evidenziato come «forse non tutti sono consapevoli della vastità e della varietà del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata. Si pensa spesso oggettivamente che i numeri maggiori siano quelli riferibili ai beni immobili, ai terreni o alle aziende; in realtà esistono altre categorie di beni, quali opere d’arte, oggetti preziosi o di design che rappresentano ulteriori modalità di riciclaggio di denaro».

«Ci riesce difficile pensare – ha continuato – che tali persone facciano acquisti di questo genere per spirito artistico, per circondarsi del bello. Il patrimonio oggetto di sequestro può avere, dunque, molteplici sfaccettature che rendono complesse le attività di restituzione dei beni, ognuno dei quali può presentare criticità più o meno evidenti. In tale ottica fondamentale è la creazione di una rete di collaborazioni con altre istituzioni e con la società civile al fine di realizzare la vera mission di chi ha immaginato questa normativa».

«Si tratta, pertanto – ha aggiunto – non soltanto di sottrarre alla criminalità il patrimonio accumulato illecitamente, ma restituire ai territori le ricchezze di cui sono stati privati, sia in termini di bellezza che di prospettive di sviluppo. Attraverso questa mostra, con effetto immediato, possiamo realizzare una condivisione di tutti gli obiettivi».

«L’importanza di questa mostra – ha sottolineato Vannata – sta nella cooperazione sinergica tra varie Istituzioni che si sono unite e che hanno, dall’inizio di quest’operazione, restituito il grande patrimonio storico artistico alla collettività, alla fruizione pubblica».

«C’è un altro aspetto da non sottovalutare – ha aggiunto – ossia questo grande patrimonio culturale entrerà ufficialmente e definitivamente a far parte delle collezioni pubbliche in alcuni degli istituti più prestigiosi del sistema museale nazionale. Parliamo ad esempio del Museo di Napoli, il Museo del ‘900, la Galleria nazionale di Cosenza, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, la Pinacoteca di Brera e diversi altri istituti. Quindi c’è un significato profondo che va oltre il valore intrinseco di questa esposizione, ossia il voler riportare alla collettività qualcosa che è stato implicitamente e illegalmente sottratto e per decenni mantenuto nelle mani della criminalità organizzata».

«I valori civili e culturali della mostra ‘SalvArti’ e del più ampio progetto di opere d’arte confiscate alla criminalità organizzata – ha spiegato Piraina – con il conseguente affidamento alle istituzioni e alle comunità, sono indubbiamente fonte di soddisfazione e di gratitudine. Esprimiamo infatti riconoscenza per lo straordinario lavoro svolto a più livelli dall’autorità giudiziaria, dalle forze dell’ordine e dai colleghi dei Ministeri competenti e delle città, unite nell’esemplare rappresentazione di un costante e coraggioso sforzo di contrasto all’illegalità, capace, in questo specifico caso, di tramutarsi anche in un’occasione di riscatto e di proposta a beneficio dell’interesse pubblico».

«Le mostre di Roma, Milano e Reggio Calabria – ha concluso – segnano così le tappe di un percorso che trova evidenza nell’esposizione di alcuni tra i più significativi quadri recuperati, di sculture e, in qualche caso, anche di più complesse, per tecnica e materiali, creazioni contemporanee». (rrc)

Le manifestazioni culturali aiutano i giovani studenti alla lettura

di ARISTIDE BAVABisogna stimolare gli studenti a leggere di più e, in questa direzione, è molto importante che si occupino delle manifestazioni letterarie che si svolgono sul territorio.

È questo il senso che Il Dirigente scolastico del Polo Tecnico Professionale “Marconi IPSIA”, Gaetano Pedullà, ha inteso dare, parlando dell’attività dei suoi ragazzi che recentemente hanno partecipato attivamente al Premio letterario “Città di Siderno” e ad  altri eventi del genere che aiutano  efficacemente alla lettura.

«In questo modo – ha detto il Dirigente Pedullà in perfetta sintonia con la sua collaboratrice Rita Commisso, già assessore alla cultura di Siderno- giovani lettori crescono».

L’affermazione, venuta proprio dopo alcune importanti manifestazioni del genere deriva dal fatto che anche quest’anno una speciale giuria di studenti, partner del Premio Letterario Città di Siderno, è stata impegnata nella lettura dei romanzi finalisti, ed ha decretato il “Premio dei ragazzi”. Questa giuria era composta da cinque allievi della classe V M, Ilenia Fioravante, Rocco Iervasi, Rocco Rao, Maria Grazia Sansalone Femia e Fortunata Stilo, e da un’allieva della classe I B, Jessica Moro.

Questa speciale giuria ha assegnato il premio speciale della scuola al romanzo “L’idea che ci univa” di Pietro Criaco, che è stato eloquentemente illustrato nel corso della cerimonia di premiazione.

Tra l’altro lo scrittore – viene ricordato in una nota diffusa dalla scuola – la sera della premiazione, particolarmente colpito dall’entusiasmo dei giovani e dalla loro straordinaria capacità di presentare al pubblico i punti cruciali del romanzo  con intensità espressiva, analisi critica e forte senso di appartenenza, ha promesso di tornare in Calabria entro l’anno scolastico per incontrare tutti gli allievi dell’Istituto sidernese nell’ambito di un Incontro con l’Autore.

L’intento è quello di approfondire una parte della storia del nostro territorio, poco conosciuta e quasi dimenticata, che ha letteralmente appassionato i nostri studenti: i fatti di Africo, l’alluvione del ‘51, le lotte, le sconfitte, il riscatto. Rimanendo in tema letterario, un altro evento degno di nota per l’Istituto Tecnico “G. Marconi”, ricordatro da Pedullà e dalla prof.ssa Commisso,  è stato il recente premio assegnato dall’Associazione Fidapa di Siderno, presieduta da Silvana Ferraro, alla studentessa della classe seconda A CAT, Sabrina Minici, che ha partecipato al Concorso Letterario “Patrizia  Pelle, una Fidapina al servizio dei Diritti delle Donne e della Legalità”.

L’allieva, accompagnata dalla referente, prof.ssa Teresa Napoli, ha presentato una poesia dal titolo “Nata Donna” e con un linguaggio evocativo e universale, è riuscita in pochi versi a trasmettere il senso profondo e antico della donna che «nasconde le sue forme da creature perfide, sofferenze angoscianti e cicatrici indelebili…» proiettandola nel futuro, fregio di libertà e dignità. Anche per questo il Dirigente Scolastico Gaetano Pedullà, presente in entrambi gli eventi a fianco dei ragazzi, ha voluto esprimere, adesso, la sua condivisione esprimendo la sua soddisfazione per questi che indica come «momenti di crescita culturale che suggellano il ruolo formativo ed informativo della scuola e stimolano la lettura». (ab)

A Siderno vertice al Comune per la problematica dello Stadio comunale

di ARISTIDE BAVATiene banco in città la problematica dello stadio comunale che sta interessando anche i vertici regionali dello Sport. Nei giorni scorsi si è tenuto, infatti, nel Palazzo municipale un confronto aperto coi massimi esponenti delle federazioni sportive regionali, incentrato proprio  sul futuro dello stadio comunale “Filippo Raciti” in vista dell’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria annunciati dall’amministrazione comunale ma che hanno avuto, però, un’accoglienza poco positiva da parte deiu rappresentanti delle associazioni calcistiche.

Per l’Amministrazione Comunale, hanno preso parte all’incontro la sindaca Mariateresa Fragomeni, il suo vice Salvatore Pellegrino, l’assessore agli Impianti Sportivi Carlo Fuda, gli assessori ai lavori pubblici e al bilancio Maria Teresa Floccari e Pietro Sgarlato e i consiglieri Fabrizio Figliomeni e Davide Lurasco, quest’ultimo delegato allo sport. Era anche presente  il dirigente dell’Area 3 Lorenzo Surace.

Insieme a loro, il presidente del Comitato Regionale Calabria-Lega Nazionale Dilettanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Saverio Mirarchi e il delegato del comitato locale della Locride, Carmine Barbaro, che avevano chiesto  un incontro con l’amministrazione comunale,  il presidente regionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Vincenzo Caira e il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano – Calabria, Maurizio Condipodero.

In ossequio ai principi di rappresentatività dei propri tesserati, i vertici della Figc hanno esternato la necessità di realizzare un campo di calcio con terreno di giuoco in erba sintetica, per evitare di sovraccaricare il campo del “Raciti”, sul quale attualmente giocano e si allenano diverse squadre cittadine.

Una prospettiva, questa, della quale l’Amministrazione Comunale aveva già discusso insieme ai dirigenti delle società di calcio (anche giovanile) incontrati nella stessa sede lo scorso 23 gennaio. In quella occasione era stata  manifestata  l’intenzione di partecipare a futuri avvisi pubblici per l’erogazione di nuovi finanziamenti per l’impiantistica sportiva, al fine di reperire le risorse tali da dotare lo stadio “Gianluca Congiusta” di contrada Mirto (prossimo all’inaugurazione) di un manto di giuoco in erba sintetica.

Dal canto suo, il presidente regionale della Fidal Caira ha ribadito l’assoluta necessità di rispettare i criteri fissati dai regolamenti vigenti, in virtù dei quali l’omologazione totale dello stadio (una volta conclusi i lavori) verrebbe concessa solo mantenendo un rettangolo di giuoco in erba naturale. Questa sarebbe  una precondizione essenziale per poter prevedere, nella principale struttura di Siderno, l’organizzazione di manifestazioni di rango nazionale e internazionale. 

Questi eventi  sarebbero «capaci anche  di attrarre  flussi di turismo sportivo che hanno generato, secondo l’amministrazione comunale, un considerevole indotto nei precedenti tre anni, grazie ai grandi eventi che hanno avuto luogo al palasport “Kennedy Shriver”, e come certamente avverrà per quelli futuri e in via di svolgimento».

Il Presidente del Coni Condipodero, dal canto suo,  ha sottolineato l’importanza di garantire l’osservanza delle norme di sicurezza degli impianti, che verrebbero ampiamente rispettate coi lavori progettati dal Comune di Siderno, e la necessità di tutelare le differenti esigenze delle 49 federazioni sportive rappresentate, chiarendo, a specifica domanda, che un’ipotetica diversa collocazione delle pedane dei lanci al di fuori del rettangolo di giuoco non sarebbe compatibile con l’omologazione Coni – diversa da quella Fidal – dello stadio e raccomandando, quindi, la permanenza del terreno in erba naturale.

Quanto sopra fa parte di un comunicato stampa dell’amministrazione comunale che ricorda che «il progetto in via di realizzazione (per complessivi € 840.000, di cui € 700.000 finanziati col bando governativo “Sport e Periferie” e i restanti € 140.000 con cofinanziamento comunale) è teso a valorizzare la polivalenza dell’impianto – l’unico nel Sud Italia dotato di una pista di atletica leggera a otto corsie, più tutte le pedane dei lanci e le postazioni dei salti – e prevede, tra l’altro, la messa in sicurezza della gradinata, la ripresa del terreno di giuoco in erba naturale e della pista di atletica leggera, l’efficientamento della pubblica illuminazione e degli impianti di irrigazione e raccolta acque piovane, l’impianto solare termico per gli spogliatoi e i servizi igienici».

Traendo le conclusioni dell’incontro, il sindaco Mariateresa Fragomeni ha rimarcato che, in fase progettuale e in ossequio ai principi del bando, si è puntato sulle grandi priorità della struttura, mirando quindi a riportare in condizioni ottimali gli spalti (aumentandone la capienza massima), gli spogliatoi, la pista e lo stesso rettangolo di giuoco, oltre a realizzare un’illuminazione, un’irrigazione e un drenaggio più efficienti». 

È stato, anche, evidenziato che «la presenza,  delle massime istituzioni sportive regionali,  testimonia ancora una volta la centralità della Città di Siderno nel panorama dell’impiantistica dell’intero Sud Italia e, nell’interesse comune di sostenere la pratica di tutte le discipline sportive». 

L’occasione è stata propizia anche  per compiere un sopralluogo congiunto allo stadio “Congiusta” di contrada Mirto, del quale i vertici della Figc hanno riconosciuto le grandi potenzialità, auspicando una sua implementazione con un terreno di gioco in erba sintetica tale da renderlo struttura di riferimento per le società di calcio giovanile e per gli allenamenti delle squadre principali, preservando così la polivalenza e l’unicità del “Filippo Raciti”, che verrebbe utilizzato solo per le partite di calcio ufficiali e gli allenamenti di rifinitura.

Nella foto   Il vertice tra amministratori e rappresentanti dello sport  che si è tenuto nel palazzo municipale. (rrc)

 

Erosione costiera, la sindaca di Villa Caminiti e il consigliere Bevacqua: Niente più pericolo per abitazioni

La sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, e il consigliere delegato di Cannitello con delega specifica all’erosione costiera Rocco Bevacqua, hanno evidenziato come «non ci sia più un pericolo imminente per le abitazioni» a Cannitello per l’erosione costiera.

«È interessante piuttosto dire – hanno aggiunto – da dove siamo partiti nel 2022 e dove siamo arrivati nel 2024: le case di Cannitello adiacenti la foce del torrente Zagarella nel 2022 erano completamente in acqua, protette da massi il cui effetto è stato dannoso, tanto che l’allora commissario prefettizio aveva disposto con ordinanza l’inagibilità parziale delle abitazioni interessate dal fenomeno erosivo».

«Con un intervento finanziato dalla Regione Calabria di circa 400.000 euro (ottenuto ma non progettato dalla precedente amministrazione!) nel 2023 e nel 2024 si sono realizzati interventi di sistemazione idraulica della foce del torrente Zagarella che, di fatto, ha provocato un ripascimento naturale indotto lungo la costa di Cannitello».

«Un intervento – hanno proseguito – che ha dato i risultati preventivati: le correnti dello Stretto e le mareggiate di questi due inverni, infatti, hanno eroso il materiale con cui era avvenuta la sistemazione idraulica della foce del torrente, redistribuendolo di fronte alle abitazioni che godono di oltre 15 m di arenile. È stato bloccato dal Pau della regione Calabria, invece, il progetto per 1,8 milioni di euro a protezione delle abitazioni poste nel tratto di spiaggia compreso tra la foce del torrente Piria e quella dello stesso Zagarella».

«La richiesta fatta dal Comune di Villa San Giovanni – viene ricordato – di uno studio idraulico-marino che permetta di valutare gli effetti di bere ve e medio periodo di ogni intervento è stata accolta e finanziata dalla regione Calabria nel dicembre 2024. Si sta aspettando la convenzione da parte dei competenti uffici regionali al fine della firma del sindaco e, conseguentemente, la possibilità di procedere allo studio».

«L’interlocuzione con la Prefettura, la Città Metropolitana, la Regione Calabria, in tutti questi mesi, è stata costante e sempre favorita dal prefetto di Reggio Calabria dottoressa Clara Vaccaro. In un ultimo incontro del gennaio 2025, infatti, la problematica è stata nuovamente al centro della discussione con la riproposizione della richiesta da parte dell’amministrazione comunale dell’ottenimento di un altro finanziamento regionale che permetta di realizzare, sulla falsariga di quello già realizzato, la sistemazione idraulica della foce del torrente Piria e conseguentemente la messa in sicurezza delle case poste tra il Piria e lo Zagarella».

«All’incontro in Prefettura sono seguiti due incontri in Regione Calabria con i funzionari preposti – hanno detto ancora – al fine di mettere a punto la richiesta che verrà corredata da un progetto cui i tecnici stanno già lavorando. Per ciò che concerne, invece, il finanziamento di 1,8mln di euro, la regione ha confermato ad ogni tavolo che la stessa somma è stata riprogrammata e il progetto terrà conto delle risultanze del preliminare studio idraulico-marino prima di essere ulteriormente sviluppato».

«Non c’è mai stata, da parte di quest’amministrazione comunale, alcuna reticenza nell’affrontare la problematica dell’erosione costiera – viene sottolineato da Caminiti e Bevacqua – in questi mesi, infatti, abbiamo ricevuto i proprietari delle abitazioni a rischio con i rispettivi tecnici ed anche i legali, rappresentando tutto quanto fin qui esposto. L’intervento richiesto dal comitato (come da qualunque cittadino) al prefetto di Reggio Calabria è sempre particolarmente gradito all’amministrazione, che ringrazia la dottoressa Vaccaro per la capacità di seguire ogni questione, facilitando e garantendo le giuste sinergie istituzionali, nel rispetto dei diritti di ciascuno, delle competenze degli enti coinvolti e dell’efficacia dell’azione amministrativa».

«Ci rende orgogliosi – hanno evidenziato – che i cittadini ed i proprietari delle case ancora esposte abbiano chiesto a quest’amministrazione di riproporre il progetto realizzato alla foce del torrente Zagarella anche alla foce del torrente Piria: ci stavamo già lavorando! Del resto è davvero sotto gli occhi di tutti come in brevissimo tempo la natura (aiutata dalla sistemazione idraulica della foce dello Zagarella) abbia ripreso a fare la sua parte e l’abitato di Cannitello abbia ricominciato a vivere serenamente il suo centenario rapporto con il mare».

«Quello Stretto, da sempre fonte di vita e meraviglia – hanno concluso – si era trasformato in fonte di paura e di ansia a causa di interventi umani (non da ultimo i massi posti a ridosso delle abitazioni al fine di proteggerle) che hanno solo accelerato esponenzialmente il fenomeno erosivo di una delle più belle spiagge della costa Viola». (rrc)

La modernità del Liceo Classico Campanella di Reggio

La scelta della scuola superiore rappresenta una decisione fondamentale di ogni studente per il proprio percorso di formazione. Il Liceo Classico si contraddistingue come percorso educativo che non solo fornisce solide competenze culturali, ma prepara in modo eccellente alle sfide del mondo moderno, combinando l’approfondimento umanistico con una solida base scientifica e tecnologica.

Il Liceo “Tommaso Campanella” coniuga tradizione umanistica, saperi scientifici, internazionalizzazione dei saperi e innovazione, garantendo un’offerta formativa ampia e moderna. Secondo Eduscopio il Liceo “Tommaso Campanella”, che da sempre tutela la formazione umanistica abbracciando l’innovazione in tutti gli ambiti, si distingue in ambito provinciale.

Il Liceo Classico d’ordinamento fornisce agli studenti un bagaglio culturale ricco e trasversale con un approccio interdisciplinare che garantisce una solida preparazione per affrontare l’apprendimento delle diverse materie con metodo analitico e logico. Lo studio del Latino e del Greco non è solo un approfondimento linguistico e letterario, ma un vero e proprio allenamento del pensiero logico e critico, competenze indispensabili anche per le discipline scientifiche che nel Liceo “Tommaso Campanella” hanno un’attenzione specifica: matematica è integrata con Informatica e i seminari di scienze tenuti da docenti universitari consentono agli studenti di approfondire tematiche attuali in ambito medico, biologico e geologico.

In più, per realizzare gli obiettivi della “dimensione europea”, il curriculum tradizionale è arricchito dallo studio della lingua inglese con docente madrelingua in compresenza con i docenti curricolari e dall’insegnamento della Geostoria secondo la metodologia CLIL.

A rafforzare questo connubio tra sapere umanistico e scientifico, il Liceo “Campanella” propone anche l’indirizzo Stem, che unisce la solida preparazione classica con le nuove frontiere della tecnologia digitale. L’obiettivo è quello di formare studenti in grado di analizzare le informazioni con pensiero critico, sviluppare creatività e innovazione, acquisire competenze digitali fondamentali per il mondo del lavoro di oggi e di domani. Questa collaborazione rappresenta una testimonianza concreta di didattica integrata, in un dialogo proficuo tra studia humanitatis e mondo digitale.

L’apertura verso il mondo è un altro elemento chiave della proposta formativa del Liceo “Tommaso Campanella”, che investe in percorsi internazionali e di bilinguismo.

Dal 2025/2026, l’offerta si arricchirà con un percorso bilingue che unirà lo studio delle lingue classiche e moderne, includendo il latino, il greco, l’inglese e lo spagnolo. L’obiettivo è potenziare le competenze linguistiche e preparare gli studenti a un contesto globale, in linea con i livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). L’iter  offrirà agli studenti la possibilità di apprendere la seconda lingua comunitaria più diffusa (Spagnolo).

Del resto il Liceo da anni lavora per porre al centro l’internazionalizzazione dei saperi. Gli studenti che frequentano il Liceo Classico – Indirizzo Internazionale Cambidge Igcse acquisiscono in un triennio un livello di certificazione C1 della lingua inglese. Dal report del Cambridge International Education si rilevano gli eccellenti risultati che gli alunni dell’Istituto ottengono ogni anno: prendendo in considerazione le tre materie adottate (Matematica, Latino ed Inglese), la media dei voti degli studenti è superiore a quella nazionale.

La novità significativa è che tutti gli indirizzi di studio proposti dal Liceo (Ordinamento, Stem, Diritto ed Economia Politica) sono connessi alla mobilità Erasmus+ che consente agli studenti di vivere un’esperienza all’estero (Irlanda, Spagna e Portogallo) e di acquisire competenze tali da renderli cittadini del mondo, capaci di orientarsi in contesti culturali e linguistici diversi.

L’indirizzo Diritto ed Economia Politica amplia l’offerta formativa integrando il sapere umanistico con le conoscenze giuridiche ed economiche. Sono sviluppati moduli tematici che hanno come obiettivo promuovere e incentivare competenze specifiche linguistico-lessicali, sociali, economiche e giuridiche, con focus su temi quali la cittadinanza attiva, gli ordinamenti politico-istituzionali, la Costituzione e i fondamenti della Legislazione. Le attività sono svolte in rete con l’Università Mediterranea e il Tribunale.

Il Liceo Classico non si limita alla tradizione, ma evolve per rispondere alle variegate esigenze della società contemporanea.

Scegliere il Liceo Classico “T. Campanella” significa garantire ai propri figli una preparazione solida, capace di coniugare sapere e metodo, pensiero critico e competenze applicabili in qualsiasi ambito professionale. È un investimento sicuro per il loro futuro, un percorso che apre le porte a una formazione universitaria di successo e a una carriera brillante in qualsiasi settore. (pll)