Il 25 agosto a Reggio la Festa del Bergamotto
Il 25 agosto, a Reggio, al Cric di Cannavò, si terrà la Festa del Bergamotto, organ
L’evento, che prende il via alle 19, prevede il convegno dal titolo Coltivazione e Mercati, introdotto da Ninni Tramontana. Modera Francesco Cuzzola. Ne discutono Nino Siclari, agronomo e imprenditore agricolo, Filippo Cogliandro, chef accademia Gourmet, Vittorio Caminiti, presidente Accademia e Museo Nazionale del Bergamotto ed Ezio Pizzi, presidente del Consorzio del Bergamotto.
Intervengono Mimma Catalfano, Giuseppe Zimbalatti, Demetrio Cara, Francesco Saccà e Giuseppe Marcianò. Ad arricchire l’evento, la degustazione di prodotti al Bergamotto e canti e balli a cura dei Tarantulati. La Festa si chiuderà con il libro Storia fantastica del Bergamotto di Reggio Calabria di Filippo Arillotta, edito da Kaleidon Editrice.
«Negli anni della nostra infanzia – ha raccontato Enzo Cuzzola, portavoce del Comitato organizzatore – nella intera nostra Valle del Calopinace, il tempo era scandito da alcuni calendari, quello dell’anno scolastico, quello della coltivazione del bergamotto e quello delle festività religiose. L’anno scolastico divideva le stagioni a partire dal primo giorno di scuola, con i trimestri ed i compiti, le vacanze di Natale e di Pasqua, gli scrutini o gli esami finali e le pagelle, prima delle vacanze estive. Ma il nostro tempo era scandito soprattutto dai riti e dalle festività religiose. Iniziata la scuola, il primo tempo della attesa era quello per il Santo Natale, preceduto dal tempo e dai riti dell’Avvento, riti religiosi della tradizione popolare compresi».
«Seguiva il Carnevale che precedeva le Ceneri e la Quaresima – ha proseguito – cioè l’attesa della Santa Pasqua, sempre con i suoi riti religiosi e della tradizione popolare. Finita la Pasqua e ripresa la scuola, dopo le relative vacanze, si passava all’attesa della Festa di Madonna, che avrebbe segnato per noi ragazzi la fine dell’estate e l’attesa del nuovo anno scolastico. Nelle frazioni, l’attesa della Festa di Madonna era inframmezzata dalle feste dei vari Patroni. Faceva da sfondo il tempo della coltivazione del bergamotto, scandito dal tempo della potatura, con la concatura e la concimazione, i fumogeni e la fioritura, l’irrigazione e la raccolta del cascolo, fino a giungere alla raccolta finale e la successiva lavorazione». (rrc)
Per Reggio 190 mln dal Pn Metro Plus
Dal Pn Metro Plus sono in arrivo 190 mln per Reggio Calabria. Il via libera, arrivato dopo l’approvazione del masterplan per la nuova programmazione da parte del Governo, per i consiglieri comunali delle liste civiche a sostegno della maggioranza comunale «è un’ottima notizia che sancisce, in maniera indiscutibile, la bontà della visione, dell’impegno e della credibilità dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà».
«Adesso, grazie agli oltre 190 milioni inseriti nel programma si potrà imprimere una forte accelerata alla realizzazione di opere strategiche, come il Museo del Mare, e di servizi destinati alle famiglie e ai soggetti fragili, al lavoro, alla formazione, all’autoimprenditorialità, alla transizione energetica», hanno aggiunto, sottolineando il «lavoro di proficua interlocuzione istituzionale promosso dal sindaco Falcomatà, grazie alla disponibilità del Ministro Fitto, e la certosina e silenziosa attività portata avanti dagli uffici comunali con la supervisione dell’assessore alla Programmazione, Carmelo Romeo».
«È un risultato oltremodo importante – hanno detto dai banchi della maggioranza –. Grazie a queste risorse la città potrà realmente cambiare volto e, cosa più significativa, le fasce deboli e di cittadini più in difficoltà potranno trovare un aiuto concreto in un momento particolarmente delicato della loro esistenza».
«Parte dei 190 milioni – hanno spiegato ancora – serviranno a puntellare l’opera più significativa mai realizzata sul nostro territorio, il Museo del Mare, che potrà realmente cambiare il destino della comunità reggina. Insieme a questo, non si può certo dimenticare il Distretto culturale e turistico, un nuovo grande contenitore con il quale investire in cultura, attività legate alla crescita turistica ed occupazionale del territorio, del senso comune e civile. Ciò che conta maggiormente, però, saranno le risorse riservate ai piani per il welfare, ai più deboli e fragili, a chi non può e non deve mai essere lasciato solo. In totale, i fondi per il welfare superano abbondantemente i 62 milioni di euro della somma complessiva dell’intero masterplan».
«Si pensi – hanno aggiunto – agli oltre 8 milioni immaginati per Interventi a sostegno dell’abitare, all’erogazione, cioè, di voucher alloggiativi per il sostegno alla locazione, alla morosità incolpevole per inquilini e privati, ai contributi per acquisto della prima casa per le giovani coppie o all’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Oppure ai 5 milioni per il welfare di comunità, agli oltre 3,6 milioni per il sostegno al rilancio dell’economia sociale “Reggio Resiliente” o, ancora, ai 3 milioni e mezzo per i Poli di prossimità in aree periferiche come Pellaro o Arghillà dove si svilupperanno servizi di welfare generativo e di economia sociale, con un forte coinvolgimento di cittadini e famiglie con una forte sinergia con gli Ets, o ad esempio alla riqualificazione di luoghi storici di socialità come la Villa Comunale sulla quale è previsto un investimento di quasi 2 milioni di euro».
«Ecco – hanno proseguito – i progetti seguiranno la più ampia partecipazione e condivisione con i cittadini, le associazioni ed i corpi intermedi del territorio, proprio nel solco delle attività che hanno scandito questi anni di governo a Palazzo San Giorgio in cui cooperazione e collaborazione hanno generato importanti e significativi risultati nei più svariati settori traducendo atti e programmi in servizi pensati e realizzati dagli stessi cittadini».
«Bene, anzi benissimo – hanno concluso i consiglieri civici –. Si apre una fase nuova per la città che vede l’Agenzia per la Coesione premiare gli sforzi ed il lavoro dell’amministrazione comunale. È l’ennesimo riconoscimento per una classe dirigente capace e impegnata, costantemente, al bene pubblico. Reggio, dunque, continua a crescere ed a migliorare grazie ad una politica lungimirante e che ha a cuore il destino ed il futuro delle nostre comunità».
Successo per il convegno “Catona Storia e Cultura”
Come fosse un’anteprima della notte di San Lorenzo, il lungomare di Catona, splendida perla in riva allo stretto, è stato illuminato dalla Stella della Cultura.
L’Associazione “La Rosa del Pozzo”, presieduta dal dott. Antonino Santisi, nell’ottica di un programma artistico letterario che vuole incidere anche sul territorio esterno al centro storico, ha offerto un evento di indubbia caratura culturale con un convegno in cui si è argomentato sulla storia di Catona dalle sue origini ad oggi.
L’evento “Catona Storia e Cultura”, curato dall’ing. Oreste Mario Dito, ha voluto riportare alla memoria dei catunoti la storia della propria cittadina che nel passato ha avuto un ruolo importante nella nello sviluppo economico e sociale del territorio. Si è preso spunto per organizzare questo convegno dal libro Catona nella Storia” di Pietro Maria Delfino Morabito, edito dalla Rosa del Pozzo Edizioni.
Dopo brevi interventi del curatore ing. Dito sulla necessità di portare anche in periferia la conoscenza storica dei territori, e del presidente Santisi che ribadisce la necessità di dare fiducia ai nostri scrittori che ci raccontano la nostra storia, il protagonista non poteva che essere l’Autore Pietro Maria Delfino Morabito che con grande disponibilità si è concesso a raccontare la sua opera non in modo didattico ma in uno stile discorsivo traendo da essa lo spunto per raccontare aneddoti e pillole di storia.
L’autore ha iniziato il suo racconto sin dai tempi della Magna Grecia quando Catona era il principale porto dello Stretto per il traghettamento con la dirimpettaia Messina e lo è stato sino alla fine dell’800. Egli conferma che, quasi come simbolo, a Catona sorgeva la Columna Rhegina, erroneamente indicata da alcuni storici nella zona di Cannitello, dove invece c’era la più modesta Columnella da cui forse deriva proprio l’etimologia di Cannitello. La Columna Rhegina era un grande punto di riferimento in quanto ultima stazione di sosta della via Popilia (Via ab Rhegio ad Capuam) realizzata dagli antichi romani per collegare Roma all’estremità meridionale della Penisola e la colonna monumentale probabilmente sosteneva una statua di Poseidone, dio del mare.
Dal libro, oltre le innumerevoli notizie sulla storia di Catona dalle sue origini ad oggi, traspare l’identità catunota che certamente è stata una delle principali motivazioni, oltre alla ricostruzione della verità storica, dello studioso che con l’orgoglio delle proprie origini ha voluto redigere, dopo lunghe ricerche tra archivi di mezza Italia alla ricerca di materiale, un’opera per dare una visione completa della complessa storia di questo territorio.
Altro contributo interessante è stato fornito da dott. Mario Caserta che ha ricordato, declamandone alcune riflessioni, la figura del proprio padre, Antonino che è stato una voce autorevole e figura di riferimento dei suoi concittadini. Egli, maestro di scuola elementare di innumerevoli generazioni, fu promotore di iniziative culturale e formative di cui il primo fu l’istituzione del “Centro di Lettura” presso la scuola elementare “Lombardo Radice” di Catona. In seguito negli anni ’60 ha fondato “il Gruppo Turismo ed Amicizia” e “l’Associazione genitori” ed ha istituito il premio internazionale “Ragno d’Oro Uomini per la Pace”.
Per la sua opera culturale e sociale è stato insignito di diversi riconoscimenti e premi letterali anche a livello nazionale.
E certamente non possiamo dimenticare i racconti di vita dei versi poetici di Roberto Delfino che ha rallegrato l’uditorio con le sue poesie che danno, pur con una incisiva ironia, la visione di alcuni aspetti della vita d’oggigiorno. Con i suoi versi ha regalato un sorriso al pubblico presente ed anche qualche commozione rievocando momenti di vita che tutti noi viviamo giornalmente.
Questa intensa serata di storia e poesia ha avuto quale coronamento artistico le opere di artisti reggini che hanno esposto i loro dipinti, che con i loro colori hanno dato un forte senso di allegria e spensieratezza a questo momento d’estate che l’Associazione La Rosa del Pozzo ha voluto organizzare sulla Piazza ai Caduti di Mare di Catona per ricordare la storia di Catona e di alcuni suoi figli che l’hanno onorata.
Hanno esposto le loro opere gli artisti: Alberta Dito, Carmela De Gregorio, Cristina Giarmoleo, Enzo Ambusto, Irene Sitibondo, Miriam G. Arconte, Paolo Federico, Patrizia Crupi. (omd)
GIOIOSA JONICA – Al via l’Educafestivalocrideo
Mercoledì 14 agosto, a Gioiosa Jonica, prende il via l’Edufestivalocrideo”, promosso e organizzato dall’Associazione culturale “Via Verdi 11 – Educational WebTV”, con il patrocinio del Comune di Gioiosa Ionica e del Gal Terre Locridee.
Il primo appuntamento, in programma alle 19 nei giardini di Palazzo Amaduri, è dedicato a Salvatore Napoli. Si tratta di una figura che «è stata per la Locride e per la vallata del Torbido, in particolare, un faro illuminante sotto vari aspetti: quello scolastico, quello educativo e politico, nel senso più profondo e costruttivo del termine», ha spiegato Cinzia Scali, presidente di “Via Verdi 11”.
«La nostra associazione ha voluto dedicare l’attuale edizione dell’“Edufestivalocrideo” a Salvatore Napoli, organizzando per l’apertura del Festival, che quest’anno si svolgerà in diversi luoghi e in diversi momenti – ha concluso – un reading dei suoi scritti con la presenza di colleghi dirigenti scolastici, docenti, familiari e sindaci della Locride che racconteranno dell’uomo e del suo importante e appassionato apporto sulla scuola del territorio locrideo».
Dopo i saluti del sindaco Luca Ritorto, dialogheranno con Cristina Briguglio e Celestino Rossi Marisa Napoli, Umberto Panetta, Loredana Fazzolari, Evelyn Candido, Giulia Crimeni. (rrc)
ROGHUDI (RC) – Le Muse presenta “Veni chi ti cuntu”
Domani sera, a Roghudi Nuovo, alle 21, a Piazza del Municipio, Le Muse di Reggio presenta la manifestazione “Veni chi ti cuntu…itinerario poetico musicale, un progetto «importante poiché nasce all’interno del nostro Laboratorio di produzione musicale quale è il Coro delle Muse e la Sezione Poesia Dialettale», ha spiegato il presidente del Laboratorio delle Arti e delle Lettere Le Muse di Reggio, Giuseppe Livoti.
Livoti ha ricordato, anche, l’accoglienza del sindaco, dott. Pierpaolo Zavettieri, che ha sposato sin da subito l’idea di creare una sinergia attiva e fattiva in cui la storie, l’identità, le radici di un popolo raccontate saranno parte integrante della manifestazione.
L’idea delle co-direttrici del Coro Muse le Maestre Enza e Marina Cuzzola è stata quella di fare ricerca in questi ultimi mesi su brani attinenti all’amore in tutte le sue forme e manifestazioni, evidenziandole con la forza della musica e del vernacolo calabrese imbastendo un racconto che diventa sottotesto su cui è improntato l’evento. Il dialetto in Calabria si presenta come complesso delle parlate romanze usate nel territorio della Regione Calabria appartenenti al sottogruppo italo-romanzo delle lingue neolatine (sottogruppo che dalla linguistica italiana viene fatto ascrivere all’italiano, facendo sì che le altre parlate del sottogruppo non vengano considerate come lingue separate – seppure imparentate – dall’italiano standard), che rappresentano la maggioranza linguistica dell’area.
Dunque una ricerca fatta sui dialetti calabresi – al plurale – perché non esiste un unico dialetto calabrese e dunque una lingua calabrese tipica della regione. Una commistione identitaria che le sorelle Cuzzola hanno creato recuperando storie, mottetti e racconti che verranno introdotti da momenti poetici interpretati dalla attrici Emanuela Barbaro e Margherita Modafferi anche con l’inserimento di componimenti scritti per l’occasione dalla poetessa vernacolare reggina Rossana Rosomando.
Dunque un percorso tra cunti, racconti, versi e brani della memoria collettiva riuniti in un unico momento con l’inserimento del Coro delle Muse che vede nelle sue componenti alcuni soci Muse, mentre l’accompagnamento al pianoforte sarà del Maestro Mary Ardissone. Inoltre la serata presenterà anche un piccolo omaggio musicale all’area grecanica ed ai suoi brani di tradizione. (rrc)
REGGIO – Domani la finale regionale del Sanremo Rock e il Trend Festival
Domani a Reggio, sul Lungomare Falcomatà, si terrà la finale regionale del “Sanremo Rock & Trend Festival”, organizzato dal Progetto Touring e patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il concorso dedicato a band e cantanti emergenti ha già raccolto moltissime richieste di partecipazione all’evento, diventato oramai la “Finale Regionale Calabria” e la “Finale Multiregionale Summer Live Tour”, vededndo impegnati sul palco partecipanti da tutto il Sud Italia: non solo Calabria, dunque, ma anche Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia orientale.
L’evento, oltre a favorire una vetrina di collegamento culturale con la manifestazione canora mediaticamente più importante nel nostro Paese, vuole rappresentare l’occasione, per i tanti ragazzi della nostra Regione e del Sud, di relazionarsi con artisti che possono, attraverso la loro esperienza, introdurli nella carriera professionale e verrà “incorniciato” dalla cultura del luogo che la ospita.
Ogni artista, iscrittosi sulla pagina ufficiale di Sanremo Rock, avrà a disposizione 7 minuti per presentare alla giuria 1 brano inedito oggetto di valutazione. Le Band parteciperanno nelle rispettive categorie di appartenenza e la classifica verrà suddivisa in Trend e Rock.
La serata sarà condotta dal noto presentatore reggino Marco Mauro, conduttore, autore e speaker di RadioTouring 104, da anni impegnato sul palco degli eventi più seguiti della Calabria.
La giuria sarà composta da 5 componenti afferenti il mondo della musica e della discografia, molto noti.
Al termine delle selezioni la valutazione della giuria designerà i vincitori per entrambe le categorie e Regione, ammettendoli a partecipare alle finali nazionali che si terranno al Teatro Ariston del Comune di Sanremo, il prossimo 14 settembre.
Emozioni alla quarta edizione del Rocca Blues Festival di Roccella
di NINO MALLAMACI – “Radio Roccella, dal 1976 fuori dal coro”. Così si autodefinisce una realtà davvero fuori dagli schemi. Radio libera, come quelle sorte come funghi in tutta Italia proprio a metà degli anni settanta, rimasta fedele a quell’impostazione, non a caso gemellandosi con Radio Popolare di Milano.
Le emittenti in FM si sono trasformate, con l’andar del tempo, da libere a private. E non è stato soltanto un mutamento lessicale, ma di sostanza. Non è rimasto nulla del volontariato, dello spirito libertario, della passione. Solo radio in mezzo alle altre, con professionisti, musica tutta uguale diffusa a comando su pressione delle major discografiche, notiziari copia e incolla. Per tutti questi motivi, noi calabresi dobbiamo essere un po’ orgogliosi del fatto che esista una radio “old style”, nell’accezione migliore della locuzione, proprio nella nostra terra.
E non è un caso che la 4ª edizione del Rocca Blues Festival sia stata attraversata dalla commozione per la dedica speciale a due componenti del gruppo di amici che hanno costituito l’ossatura di Radio Roccella per tutti questi anni. Maurizio Cursaro e Antonio La Palerma se ne sono andati nei mesi scorsi, lasciando un vuoto enorme nella radio e nella comunità roccellese. L’appuntamento (direttore artistico Ilario Ierace) si è aperto e chiuso nel loro ricordo. I figli, insieme al presidente della radio Massimo Logozzo, li hanno ricordati mettendo in rilievo il loro spessore prima di tutto umano, e poi l’enorme passione per Radio Roccella.
E proprio quest’anno la manifestazione ha avuto la sua consacrazione, nel panorama calabrese e non solo, per l’altissima qualità dei gruppi che hanno calcato il palco di Largo Colonne Rita Levi Montalcini, con alle spalle il mare Jonio. Nel villaggio del blues anche gli stand con prodotti enogastronomici locali, scelta dettata dalla volontà di ancorare un genere musicale nato nei campi di cotone degli Stati Uniti alla terra di Calabria. Ogni serata è stata aperta dal dj Tony L in consolle con le musiche e le voci dei bluesman che hanno fatto la storia. Su tre di loro, i Re del Blues B. B., Albert e Freddy King, si sono focalizzati i racconti per parole, musica e immagini di Gianfranco Piria, conduttore ed ideatore della trasmissione Me&Blues. Con la regia di Mimmo Grollino e Pietro Commisso, e la conduzione di Manuela Cricelli e Nicola Procopio, i concerti sono stati trasmessi in diretta video e audio (per chi li volesse vedere https://www.youtube.com/watch?v=NUpg9ePBKqk https://www.youtube.com/watch?v=mC2sowpz5cQ https://www.youtube.com/watch?v=iAiTqrKb3C0 ) e hanno avuto come protagonisti Umberto Porcaro blues band, Gloria Turrini Trio e Riccardo Grosso blues band.
La prima è un trio dove spiccano la chitarra e la voce di Porcaro, che è riuscito a coronare il suo sogno di suonare con grandi artisti blues internazionali, e l’organo hammond di Giulio Campagnolo, con alla batteria Federico Patarnello. Gloria Turrini, dal canto suo, ha messo in mostra una voce potente e ricca di sfumature, degna della migliore tradizione vocal del blues e del gospel Usa; tra l’altro, nel trio (chitarra Riccardo Ferrini, Simone Scifoni piano) la Turrini è anche impegnata a suonare la batteria, il che non fa che accrescere le difficoltà nel cantare.
La chiusura del festival è stata davvero trascinante, grazie soprattutto, senza nulla togliere agli altri musicisti (Flavio Paludetti chitarra, Massimo Fantinelli basso, Cristian Cecchetto batteria) all’armonica, alla voce e alle doti di performer di Riccardo Grosso. Non sorprende che sia stato attenzionato da artisti quali Canned Heat, Blues Brothers band, e Charlie Musselwhite, suo mentore. È stato anche recensito molto positivamente dalla stampa specializzata internazionale, è in tour in Europa dal 2012 può vantare un curriculum con spettacoli negli Stati Uniti. Dichiara di ispirarsi a Little Walter, Paul Butterfield, Junior Wells, Sonny Boy II e Charlie Musselwhite, ma il suo suono è davvero originale e, soprattutto, pieno di energia dirompente, molto apprezzata dal pubblico di Roccella.
Da sottolineare infine, in tempi in cui la fruizione della musica dal vivo è contraddistinta dai prezzi esosi dei biglietti, la gratuità dei concerti, ciò in ragione dell’enorme impegno dei volontari della radio e del supporto del Comune di Roccella e dei tanti sponsor locali. Anche in questo, Radio Roccella è decisamente “fuori dal coro”. (nm)
A Melicuccà la Festa della Poesia
Prende il via domani, a Melicuccà, la Festa della Poesia, a cura delle edizioni Lyriks con la direzione artistica di Nino Cannatà e Aldo Nove e si avvale del sostegno del Comune di Melicuccà, con il patrocinio e il sostegno di Regione Calabria,Città metropolitana di Reggio Calabria, e il patrocinio dei Comuni di Bagnara Calabra, Palmi, Villa San Giovanni e Gal Batir.
Il progetto nasce con la collaborazione della Fondazione “Leonardo Sinisgalli”, con la partecipazione di Rubbettino Editore, del Comitato Franco Costabile 100, del Comitato 100 Strati, della Galleria d’Arte Ellebì e di Calabria Digital.
Fino all’11 agosto, infatti, le strade, le piazze, i palazzi e suggestivi reperti archeologici di Melicuccà risuoneranno dei versi di Lorenzo Calogero, uno dei poeti italiani più originali e rappresentativi del Novecento.
Un ricco programma di eventi vedrà la partecipazione di alcuni dei più importanti nomi della scena letteraria nazionale e internazionale, tra cui Aldo Nove, Vivian Lamarque, Nicola Crocetti, Tiziano Scarpa e Michele Caccamo, che aprirà la Festa della Poesia
«Apprezzo in maniera smisurata – ha affermato il poeta, scrittore e drammaturgo – questo tentativo di riscattare la memoria di Calogero. Un Poeta lasciato morto per tanti troppi anni. Ricordarlo, poi, in questa epoca disordinata assume un valore non solo di testimonianza ma ancora di più di ribellione. La solitudine del poeta diventa quella di chiunque, e apre a quelle visioni intimistiche che poco approfondiamo. Un evento intenso, fitto, incalzante, per non dare respiro; per richiamare l’attenzione dei numerosi intellettuali sedati».
«Calogero deve diventare un chiodo nella testa del sistema; la sua voce, i suoi versi, devono essere la motivazione nuova per far ricredere gli esseri umani, per far capire – conclude Michele Caccamo – che al di sopra di questi meccanismi artificiali esiste e resiste una umanità».
Presenti alla Festa della Poesia che già si annuncia come un’occasione unica per riscoprire la bellezza della parola poetica, anche Giancarlo Cauteruccio, Daniel Cundari, Giusy Staropoli Calafati, Franca Mancinelli e molti altri poeti, musicisti, intellettuali, professori, artisti, attori e performer. Tante anche le opere in mostra nelle suggestive sale di Palazzo Capua, tra cui una recente scultura dell’artista e saggista calabrese Antonio Tropiano che ha commentato così la sua partecipazione: «Quando Nino Cannatà mi chiamò per avere una mia scultura per la sua Festa della Poesia a Melicuccà, scelsi senza pensarci un attimo “Icaro ancora senza titolo”. Mi vennero subito in mente le parole di Leonida Repaci, che aveva definito la poesia di Lorenzo Calogero “aggrovigliata, spremuta, terribile soliloquio tra muro e muro, dal muro della vita al muro della tomba”. E così il mio Icaro stretto nella sua figurazione del tempo, tra le scaglie del tronco originario che rimandano al passato e la superficie invisibile (contro cui appoggia le piante dei piedi) del futuro, nella sua condizione di un presente inesistente ma in cui consumare ogni sensazione. Parimenti il poeta calabrese modella la propria intelligenza affidando alle parole la necessità di abitare l’intercapedine tra le cose e i suoi sensi».
Il sindaco di Melicuccà, Vincenzo Oliverio, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per il territorio: “La Festa della Poesia può diventare un potente catalizzatore per il progresso culturale, economico e sociale di tutto il territorio calabrese. Spero che finalmente possano tornare a Melicuccà, quantomeno, le copie digitali dei quaderni manoscritti di Calogero custoditi negli archivi della Università della Calabria”.
«La Festa della Poesia vuole essere un omaggio corale a Lorenzo Calogero, momento di incontro e confronto su questa immensa poesia nella sua Melicuccà», ha dichiarati Nino Cannatà, ideatore e direttore artistico dell’evento.
Dopo oltre dieci anni di silenzio editoriale, l’opera poetica di Lorenzo Calogero torna a splendere grazie all’antologia per le Edizioni Lyriks “Lorenzo Calogero, Un’orchidea ora splende nella mano” – Poesie scelte 1932-1960, che sarà presentata nell’ambito della Festa della Poesia, in prima nazionale, a Melicuccà l’11 agosto. Curata da Nino Cannatà, con la prefazione di Aldo Nove, la traduzione inglese di John Taylor e con la speciale disponibilità dei familiari eredi Calogero, l’antologia raccoglie le poesie più significative del poeta calabrese, arricchite da inediti, fotografie, manoscritti e disegni del poeta. In copertina una “cancellatura” originale dell’artista Emilio Isgrò dedicata al poeta crea un dialogo visivo con i versi di Calogero, sottolineando l’importanza della parola scritta e la sua capacità di resistere al tempo, invita il lettore a un’esperienza estetica e intellettuale coinvolgente.
«La poesia è di tutti. Riscoprire assieme l’immenso dono che si cela nei versi di Lorenzo Calogero è l’occasione per una grande Festa della Poesia», ha detto Aldo Nove, co-direttore artistico del Festival. (rrc)
A Gambarie successo per l’incontro culturale sul libro dedicato a Umberto Zanotti Bianco
Grande successo, a Gambarie d’Aspromonte, per l’incontro culturale sul libro di Italia Nostra dedicato a Umberto Zanotti Bianco dal titolo Addizioni agli studi su Umberto Zanotti Bianco e a cura di Angela Martino, Francesca Paolino e Maria Pia Mazzitelli e pubblicato da Leonida Edizioni.







