SALINE JONICHE – Il progetto “Ago e filo per cucire i legami”

Si chiama Ago e filo per cucire i legami il progetto ideato, a Saline Joniche, dall’Associazione Arte Antica, presieduto da Maddalena Iervolino.

«In un periodo storico – ha dichiarato il presidente Iervolino – che ci destabilizza per la velocità con cui tutto si consuma, sentiamo forte l’esigenza di ritrovare le nostre radici partendo dalla famiglia, centro di tutto, per poi imparare ad essere responsabilmente comunità».

«Il nostro auspicio – ha concluso il presidente Iervolino – è che tutti, in particolare le famiglie, partecipino a questo momento di incontro per cucire insieme solide relazioni».

Un invito, dunque, a genitori e ai loro bambini ad iscriversi a una serie di corsi laboratoriali i cui lavoretti, poi, realizzati nel corso del laboratorio, saranno esposti al pubblico il 17 agosto, in cui è in programma la terza edizione della Notte magica. (rrc)

In copertina, uno dei lavori realizzati dall’Associazione Arte Antica.

ROCCELLA JONICA – Da domenica un “assaggio” del Roccella Jazz Festival 2019

Torna, domenica 7 luglio, a Roccella Jonica, il Roccella Jazz Festival, la a popolarissima rassegna calabrese giunta alla 39esima edizione.

La manifestazione, con la direzione artistica di Vincenzo Staiano, è articolata in più sezioni e anticipata da un programma a luglio, prima della kermesse agostana.

La prima sezione si svolgerà dall’11 al 13 luglio a Largo Colonne Rita Levi Montalcini, con un prologo il 7 luglio: è una mini rassegna che fa da preludio al programma forte di agosto, che si terrà dal 12 al 24 con concerti nelle tradizionali location, con masterclass, workshop, installazioni multimediali, seminari e mostre.

Saranno circa 148 i musicisti coinvolti, 45 quelli provenienti dall’estero; su un totale di 23 concerti, più della metà saranno prime assolute e prime nazionali.

Domenica 7 andrà in scena, alle 21.30, Come un’anomalia. Vent’anni senza Fabrizio De Andrè del Teatro di MU. Si tratta di uno spettacolo dedicato al cantautore a vent’anni dalla sua scomparsa.

Lo spettacolo scritto da Salvo Corea e Marcello Barillà, con un ricco cast di attori e musicisti (special guest Boto Cissokho alla kora e Maria Carmen Mendolia al canto), si terrà nello nuovo Waterfront del Lungomare di recente intitolato a Sisinio Zito, fondatore e presidente del Festival.

Da giovedì 11 a sabato 13 luglio si proseguirà con Jonian Sea Waterfront Review, seconda edizione della sezione di luglio, in Largo Colonne Rita Levi Montalcini adiacente al nuovo Waterfront. È una“vetrina” del jazz italiano lontana dalle icone storiche che affollano gli altri festival, con stelle del jazz e della musica contemporanea come Arturo Annecchino e Joyce Elaine Yuille: un evento diverso dalla rassegna storica che sarà dedicata al jazz proveniente dall’Oriente.

L’apertura dell’11 toccherà al quartetto di un veterano del jazz italiano, il batterista Aldo Bagnoni, con il suo nuovo progetto The Connection.
Il poliedrico musicista barese proporrà un programma di brani che comporranno il suo imminente album. Toccherà, poi, al progetto Electric Sheep di Angelo Olivieri, un omaggio al mondo dei frattali e al celebre film Blade Runner.
Il musicista toscano – uno dei più validi trombettisti italiani – proporrà un concerto ricco di groove diversi che, con l’aiuto dell’elettronica, si svilupperanno come algoritmi all’interno di generi come l’hip-hop e l’improvvisazione jazz per dar forma a un complesso frattale sonoro che si unirà al rumore di fondo delle onde proveniente dalla battigia di una delle più belle spiagge del Mar Jonio.
 
Venerdì 12 sarà la volta del Chironomids Electric Dream di Giovanni Mancuso con Jodorowsky’s eye, un tributo ad Alejandro Jodorowsky, tra sperimentazione musicale e cinema.
A seguire la Symphònia Band di Arturo Annecchino, un altro sudamericano instancabile autore di produzioni per il cinema, la danza e il teatro: il pianista e compositore venezuelano dirigerà l’esecuzione di Missalaika, un progetto che si addentra in aree e generi della musica contemporanea.
Sabato 13, chiusura affidata al pianista siciliano Raf Genovese con il suo trio e al quartetto italiano di Joyce Elaine Yuille, la star newyorkese ormai stabilitasi nel nostro paese. 
 
La seconda sezione di Roccella Jazz si terrà dal 12 al 24 agosto e avrà come ospiti musicisti del calibro di Daniele Sepe, Clifton Anderson, Serena Brancale, Gwilym Simcock, Noa, Guo Gan, Sorin Zlat, Antonio Faraò e molti altri.
Saranno circa 148 i musicisti coinvolti. 45 quelli provenienti dall’estero (Stati Uniti, Venezuela, Serbia, Macedonia, Romania, Bulgaria, Albania, Cina, Inghilterra, Israele, Bosnia, Grecia, Scozia, Belgio). Più della metà dei concerti saranno prime assolute (8) e prime nazionali (4) su un totale di 23 concerti. (rrc)

LAZZARO (RC) – Il libro “La Lingua dell’Altro”

Oggi, a Lazzaro, alle 18.30, presso il Centro Turistico dell’Accoglienza, la presentazione del libro La Lingua dell’Altro di Francesco Idotta.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Eureka in collaborazione con la Biblioteca Auxesia.

Conversa con l’autore Antonella Cuzzocrea. Partecipa il cantautore Fabio Macagnino, che parlerà di Il dialetto tra musica e letteratura.

Concludono Saverio Verduci, presidente Associazione Eureka ed Enza Mallamaci, Associazione Cultura – Comune di Motta San Giovanni.

Il libro è edito da Città del Sole Edizioni. (rrc)

REGGIO – Incontro con l’archeologa Flavia Zisa

Questa sera, a Reggio, alle 21.00, presso il terrazzo del Museo Archeologico Nazionale, l’incontro con l’archeologa Flavia Zisa.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Cis della Calabria, rientra nell’ambito delle Notti d’Estate al MArRC 2019, organizzate dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. 

La studiosa interverrà sul tema Kore pudica e Kore orgiastica: le due ragazze di Hades.

La studiosa presenterà i risultati di una ricerca sull’iconografia di Kore-Persefone, in particolare sui materiali ritrovati nell’area dell’antica Locri. La tradizione della narrazione figurata del rapimento di Kore da parte di Hades, secondo archeologa , ha subito nei secoli una rielaborazione, finché, in un momento storico preciso –  individuato nella fine del IV secolo a.C. – non fu compiuta una scelta che s’impose nel tempo fino a sostituire l’immagine precedente.

Prevalse, cioè, il racconto del ratto violento, nella raffigurazione di Kore nuda, sottratta contro voglia al mondo terreno, e quindi, la Kore orgiastica, invece che dell’amore consensuale. La figura di Kore “pudica”, consenziente al rapporto con il Signore degli Inferi, verrà cristallizzato in una singola scena, fino a ridursi a una sola icona, splendida e scenografica. Come spiega la studiosa, la Kore “orgiastica” risulterà vincente rispetto a una dimensione cultuale in origine molto più complessa e articolata. 

«Sono felice – ha dichiarato la studiosa Flavia Zisa – di poter presentare i miei studi al Museo di Reggio Calabria. La mia idea su come cambia la figura di Kore-Persefone nel mito antico e nell’iconografia è il risultato di una ricerca condotta sui documenti e sui materiali archeologici in gran parte ritrovati a Locri e parte della collezione del MArRC. La figura di questa ragazza-dea è cambiata molto nella storia dell’arte. La più conosciuta è quella “berniana” del ratto di Persefone, nella narrazione del suo rapimento in un atto improvviso di Hades. I reperti custoditi al Museo archeologico reggino raffigurano Kore vestita e ci raccontano un’altra storia: fu piuttosto una “fuitina d’amore”, per usare un’espressione siciliana, la ragazza era consenziente e fu un matrimonio d’amore».

Domenica 7 luglio, l’ingresso è gratuito per tutti, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con la promozione #iovadoalmuseo.

Il MArRC, inoltre,ha aderito alla campagna promozionale promossa dal MiBAC istituendo la prima domenica del mese ticket free tutto l’anno. Una occasione “appetitosa” per poter visitare l’esposizione permanente e le mostre temporanee, come “Paolo Orsi. L’archeologia tra Calabria e Sicilia”, a cura del direttore Malacrino con Maria Musumeci, già direttore del Museo Archeologico Regionale di Siracusa, appena inaugurata.  (rrc)

 

 

SANT’ILARIO DELLO JONIO – Il convegno “Sant’Ilario e Condojanni. Ricerche e restauri in corso”

Questo pomeriggio, a Sant’Ilario dello Jonio, alle 18.00, a Palazzo Speciali-Carbone, il convegno Sant’Ilario e Condojanni. Ricerche e restauri in corso.

L’evento è stato  promosso e organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC della Città Metropolitana di Reggio Calabria in collaborazione con il Comune di Sant’Ilario dello Jonio e Dipartimento Patrimonio Architettura e Urbanistica (PAU) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, e con il patrocinio della Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di RC e provincia di VV, della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dell’Istituto Italiano dei Castelli sez. Calabria, dell’Associazione Storia della Città e del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”.

Dopo i saluti di Giuseppe Monteleone, sindaco di Sant’Ilario dello Jonio, di Salvatore Vermiglio, presidente Ordine degli Architetti PPC Provincia di RC, e di Fabrizio Sudano, Soprintendenza ABAP Città Metropolitana di Reggio Calabria, saranno presentati gli avanzamenti delle ricerche storiche condotte sia sui due borghi che sulla fortificazione di Condojanni.

Relazionano Arch. Francesca Martorano, e l’Architetto Vincenzo de Nittis.

Al convegno, segue la mostra  a cura dalla prof. Martorano e dall’Architetto Vincenzo de Nittis, in cui sono esposti i risultati delle esercitazioni condotte dal Laboratorio didattico Storia Città Territorio del Dipartimento PAU della Mediterranea, docente prof. F. Martorano, stud. Benedetta Baffa, Fabio Destefano, Fortunata Emanuela Ieracitano, Ilenia Latella, Christian Murdica, Rosa Alba Turano, Giuliana Randazzo e gli elaborati relativi al progetto di restauro del castello di Condojanni e di Palazzo Vitale a cura del RTP: Arch. Vincenzo de Nittis (Capogruppo), Arch. Antonio Borgia, Arch. Ylenia Naimo. (rrc)

PORTIGLIOLA – Presentato il Festival del Teatro Classico

È stato presentato, a Portigliola, l’edizione 2019 del Festival del Teatro Classico “Tra Miti e Storia”.

La manifestazione, ideata grazie alla collaborazione di Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, e con la direzione artistica di Edoardo SiravoMarco Silani, «sta, ormai, diventando una realtà nazionale, riscontrando un crescente apprezzamento nei migliori circuiti teatrali d’Italia»

«Questa importante novità – ha dichiarato il sindaco Rocco Luglio – è certamente frutto del lavoro svolto con grande sacrificio negli scorsi anni, che ci permette oggi di avere un Festival dall’identità ormai ben definita, in grado di bilanciare gli spazi dedicati alle grandi compagnie con quelli riservati a chi invece ancora sta emergendo e lavora sul territorio».

Si parte mercoledì 31 luglio con Il povero Pluto, un libero adattamento del classico di Aristofane diretto e interpretato da Vito Cesaro per la Compagnia Assoteatro e il Teatro Sociale Aldo Giuffé, con Denny Mendez.

Lunedì 5 agosto la Prima Nazionale del Doctor Faustus di Marlowe, messo in scena da Carlo Emilio Lerici, una co-produzione tra Teatro Belli di Roma e il Comune di Portigliola, che avrà per protagonista il direttore artistico Siravo, e coinvolgerà anche gli attori di Locriteatro.

Domenica 11 agosto in scena la rivisitazione che Cinzia Maccagnano ha realizzato del Dyskolos di Menandro.

Martedì 13 agosto, in prima serata, il Tommaso Campanella del locrese Antonio Tallura, con uno spettacolo totalmente prodotto nel nostro comprensorio, incentrato sulla vita del filosofo calabrese, del quale proprio quest’anno ricorre il 380º anniversario della scomparsa.

Nella mattina di giovedì 15 agosto, in scena Portiglialba, con una formula ispirata a quella che i teatri classici siciliani hanno varato negli scorsi anni e che, sdoganata dal Teatro Greco Romano di Portigliola, viene sempre più imitata dai teatri antichi di tutto il meridione.

Venerdì 16 agosto, quindi, il Festival porterà sul palco del Teatro Greco Romano uno spettacolo interamente ideato e realizzato dalla compagnia locale Locriteatro guidata da Migliaccio Spina. Si tratta di Lei ama me, una pièce liberamente tratta da La signorina Papillon di Stefano Benni.

Seguirà, venerdì 23 agosto, in scena dell’Elena di Euripide che, adattata e diretta da Nat J. Filice e prodotta dalla Compagnia Arciere, sarà interpretata dal co-direttore artistico Marco Silani e da Benedetta Nicoletti.

Chiuderà, martedì 27 agosto, una serata speciale condotta da Norma Martelli con la collaborazione di Filippo Amoroso.

Nel corso della serata, dopo lo spettacolo Storia di un attore, al protagonista Mariano Rigillo sarà consegnato il Premio Tessalo, istituito appositamente per onorare non solo grandi interpreti della scena teatrale italiana, ma professionisti che sono stati veri e propri ambasciatori della cultura classica, che tanta importanza riveste nella Locride.

Al già ricchissimo piatto di rappresentazioni teatrali, come anticipato, si aggiungeranno alcuni appuntamenti di natura musicale, come l’esibizione della Compagnia Flamenco Libre, in programma venerdì 26 luglio e quella dei Tamburellisti di Torre Padula venerdì 9 agosto, entrambi a cura dell’Associazione AMA Calabria.

Spazio anche per la sperimentazione musicale con il concerto Locrian-Japan di mercoledì 7 agosto, un evento transnazionale presentato dal presidente dell’Associazione di promozione sociale NOMA World MusicTommaso Marletta, che vedrà coinvolti Junko Ueda, cantante e suonatrice di Biwa (antico strumento a corda simile a un Mandolino baritono) e i musicisti della Locride Francesco Loccisano alla chitarra battente e Massimo Cusato alle percussioni.

Chiude il programma musicale, lunedì 19 agosto, Histoire du Soldat di Stravinskij, interpretata dall’orchestra dell’Accademia Musicale Senocrito con la voce narrante di Gigi Miseferi e la direzione artistica di Loredana Pelle. (rrc)

MELITO PORTO SALVO – Il libro “L’attesa di Telemaco”

Questo pomeriggio, a Melito Porto Salvo, alle 18.30, presso il Lido “El Caraibe”, la presentazione del libro L’attesa di Telemaco di Nicola Petrolino.

L’evento è stato organizzato dall’A.I.Par.C – Associazione Italiana Parchi Culturali Melito – Area Grcanica.

Dopo i saluti istituzionali di Lucia Mangeruca, presidente A.I.Par.C. Melito – Area Grecanica, e di Irene Tripodi, presidente A.I.Par.C. Nazionale, il video racconto a cura dell’autore.

A seguire, la presentazione del libro e conversazione con l’autore a cura di Maria Luisa Neri, Dipartimento Cultura A.I.Par.C. Nazionale.

Il libro è edito da Città del Sole Edizioni. (rrc)

REGGIO – “Gnam! Festival Europeo del Cibo di Strada”

Al via domani, a Reggio, alle 18.00, sul Lungomare Falcomatà, Gnam! Festival Europeo del Cibo di Strada.

La manifestazione, che terminerà lunedì 8 luglio, organizzata dall’Associazione Turistica e Culturale Extravaganza, è patrocinata da EXPO 2015 e sarà inserita nel novero delle manifestazioni da visitare.

«E non sarà – si legge in una nota degli organizzatori – certo solo un mangiare un boccone “al volo”, ma un percorso a lenta velocità sui sapori migliori che la nostra tradizione mediterranea possa offrire, attraverso numerose isole gastronomiche che proporranno ai visitatori i cibi di strada provenienti da regioni italiane e non solo, cucinati, raccontati e preparati dal vivo».

Tante le specialità che saranno preparate secondo la tradizione: dalla bombetta della valle d’Itria allo gnocco fritto emiliano, dal lampredotto fiorentino al pani câ meusa siciliano, dal panzerotto pugliese agli arrosticini abruzzesi, dal pasticciotto leccese ai gofri piemontesi, dalla focaccia ligure di Recco alla piadina romagnola, dal cous cous arabo ai burritos messicani, dalla paella spagnola al gyros pita greco. Incontri, talk food e musicisti di strada completeranno l’esperienza rendendola unica e assolutamente originale.

Lo street food è la più antica e onesta forma di ristorazione, legata alla tradizione agroalimentare del territorio a cui appartiene.
Consente di leggere la storia di un luogo e dei suoi abitanti, ma anche le contaminazioni reciproche fra paesi diversi.

Valorizzare la conoscenza delle “tradizioni alimentari” come elementi culturali ed etnici, preservare la bio-diversità e la genuinità di prodotti agro-alimentari tipici: questa è la filosofia del festival che ben si sposa con i temi proposti dall’EXPO 2015. (rrc)

 

REGGIO – Presentata la nona edizione del “Face Festival”

Al Malavenda Cafè di Reggio Calabria è stata presentata la nona edizione del Face Festival, in programma dal 18 al 28 luglio al Parco di Ecolandia.

Evento storicizzato della Regione Calabria, patrocinato dalla Regione Calabria, Città Metropolitana e dal Comune di Reggio Calabria, il Face Festival, con il concept SUDconscio, è parte integrante dei Festival in Rete con il Pentedattilo Film Festival, Miti Contemporanei, Eco Jazz e Peperoncino Festival.

Presenti il direttore del Parco Ecolandia, Tonino Perna, il responsabile eventi del Parco, Marcello Spagnolo e i direttori artistici del Face Festival, Paolo Giosuè Genoese e Paolo Albanese. A moderare l’intervento Mariarita Sciarrone, responsabile Ufficio Stampa.

«Tantissimi – ha dichiarato Marcello Spagnolo, responsabile eventi del Parco Ecolandia – gli artisti locali e internazionali che daranno lustro a questa nuova edizione, ma anche numerose installazioni e perfomance. Al centro mettiamo sempre l’arte contemporanea e una proposta diversa. Basti pensare che è il primo festival a Reggio Calabria dedicato all’arte contemporanea».

«Abbiamo iniziato – ha dichiarato Paolo Albanese, direttore artistico del Festival – in modo anarchico, ma la nostra non è un’anarchia bakuniana, ma proudhoniana, che fonda il suo manifesto nel pluralismo. Gli artisti che vengono ad esporre lo fanno mettendo in gioco la propria opera per il bene comune, a servizio degli altri».

«È un festival – ha raccontato Paolo Genoese, direttore artistico del Festival – che punta molto sulle opere partecipate, sul coinvolgimento del pubblico e sulla sinergia tra i partner».

Novità di quest’anno: un contest realizzato in collaborazione con l‘Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, in cui emerge, ancora una volta, l’anima green di questa nona edizione.

«Il concorso – ha continuato Genoese – denominato #greenaction, prevede la progettazione e realizzazione di tre installazioni di arte contemporanea che verranno esposte al Face9».

I partecipanti, infatti, dovranno produrre delle opere volte alla sensibilizzazione delle istituzioni, e dell’opinione pubblica verso le problematiche relative al riciclo dei rifiuti urbani e della salvaguardia ambientale.

Le tre opere selezionate verranno esposte al Face e riceveranno un premio in denaro pari a 700 euro cadauno.

Tra i momenti più attesi di questa nona edizione, c’è il concerto di Dimartino, progetto di Antonio Di Martino, cantautore, bassista e cantante già attivo con i Famelika.

Ecologia, pensiero locale e abbattimento di confini fisici e linguistici sono i punti cardine di questa nona edizione e delle opere presenti, come la Casa Ricamata, un’installazione fatta di trame che rappresentano relazioni, legami e intrecci.

Detti, proverbi e motti di persone con background e nazionalità diverse, raccolti in tre anni di attività da Maria Chiara Calvani e ricamati in pezzi di stoffa. Il risultato è un patchwork di tessuti, fili, colori e spessori che fungono da “mattonelle” della casa-tenda.

Durante il Face Festival “la Casa Ricamata” sarà presente in alcuni punti della città e permetterà a chiunque di donare il proprio contributo per essere inserito in questa installazione. Il messaggio che si vuole lasciare è l’abbattimento di ogni tipo di barriere, linguistiche, sociali e relative alle diversità culturali. Per scoprire che sotto la stessa tenda non siamo poi così tanto diversi. (rrc)