SOVERATO (CZ) – In scena lo spettacolo “Cria da marè”

Fino a domenica 10 aprile, al Teatro del Grillo di Soverato, in scena lo spettacolo Cria da Marè, un progetto nato da un testo poetico scritto da Anna Macrì come tributo a Marielle Franco, “figlia della Marè”, attivista e consigliera comunale di Rio De Janeiro assassinata il 14 marzo 2018 mentre rientrava a casa, freddata con una raffica di 13 colpi di pistola.

Il suono costante della sua vita, gli spari. Donna, nera, ragazza madre, attivista e omosessuale dichiarata, Marielle è un simbolo della lotta per i diritti degli emarginati.  Marielle è “corpo politico” e “corpo emotivo” oltre la forza con la sua fragilità, le crepe. Marielle è simbolo dell’ inevitabile osmosi che oltrepassa i muri e arriva alla pelle, quel luogo sottilissimo dove avviene il contatto, l’ambiente tocca noi e noi tocchiamo l’ambiente. Concretezza dell’eu sou porque nòs somos, Io sono perché Noi siamo. In scena sentiamo una Rio nascosta dietro i muri colorati dal governo, nascosta alle telecamere, nascosta nell’ombra, voci autentiche controcanto all’immagine di Festa e libertà che ci affascina di questa “Città meravigliosa”, in questa Rio de Janeiro che ama l’allegria, Marielle è la voce di chi voce non ha.

Marielle è osmotica, è narratrice delle storie della favela, storie di abitanti che, letteralmente, non esistono: molti di loro non hanno un documento d’identità e neanche un indirizzo, fantasmi, oggetto dei capricci dei narcotrafficanti che si contendono il controllo della zona e della milizia che vuol far rispettare l’ordine. Non c’è solo violenza, quanto l’assuefazione ad essa, la violenza come sistema di vita sociale,la perdita assoluta di discernere il bene dal male quando in gioco c’è la sopravvivenza. Marielle è l’esempio della’evolversi della consapevolezza della propria identità afroamericana e dell’emancipazione da tutti gli stereotipi che, anche inconsapevolmente, ci nutrono. È lotta per i diritti negati. Sullo sfondo fantasmi e un muro su cui potremmo trovare un Murales o un nome, o semplicemente una finestra aperta ad immaginare un mondo migliore. (rcz)

CASSANO ALLO IONIO (CS) – Sabato in scena “Parlami d’amore”

Sabato 9 aprile, al Teatro Comunale di Cassano allo Ionio, alle 21, in scena lo spettacolo Parlami d’amore, una commedia di Philippe Claudel, con Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti, che ha curato la regia. Le musiche originali sono di Pino Cangialosi.

L’evento rientra nell’ambito della stagione teatrale organizzata dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gianni Papasso con la società Creativa di Andrea Solano che è il direttore artistico.

Parlami d’amore, è un testo che parla di una coppia che sta attraversando una profonda crisi e racconta come possano sgretolarsi in poco tempo i punti di riferimento e le fondamenta di un rapporto. Con la sua opera, l’autore indaga l’animo umano muovendosi come un investigatore alla ricerca della verità nel privato di un rapporto di coppia.

È, insomma, un “viaggio” condotto con grande capacità di introspezione psicologica e mediante una straordinaria e pungente ironia che attraversa tutto il testo e lo spettacolo. La Commedia di Claudel, ha come protagonisti un dirigente ambizioso in carriera, con tante mancanze, come padre e marito e una moglie e madre creativa che ha fatto tanti sacrifici per amore e per la famiglia. Dopo anni di matrimonio una sera la coppia scoppia.

Qualcosa si rompe e il passato ritorna. Fragilità e debolezze trovano spazio in un duetto di coppia a tratti terribile, ma accompagnato da piccanti battute e irresistibile humour. Una commedia esilarante, che induce lo spettatore a riflettere, magari rispecchiandosi nei problemi rappresentati. Uno spettacolo da non perdere. (rcs)

CATANZARO – Ancora disponibili i biglietti per lo spettacolo di beneficenza – “U figghju & Colacino”

Sono ancora disponibili i biglietti per lo spettacolo di beneficenza U figghju & Colacino, con Enzo e Ivan Colacino, organizzato dall’Unicef Calabria per raccogliere fondi, che andrà in scena giovedì 14 aprile al Teatro Politeama.

Si tratta di uno spettacolo generazionale potremo trascorrere un meritato momento di leggerezza, un vero e proprio mix tra le intuizioni musicali miscelate dagli sketch moderni di Ivan e il cabaret puro di Enzo. Ma nello stesso tempo, acquistando un biglietto della performance dai tanti sold out, penseremo al sorriso di tanti bambini ucraini, scappati con le loro mamme e le loro nonne dall’innocenza dell’infanzia distrutta dalla guerra.

L’iniziativa è dell’Unicef Calabria, guidata dal presidente Giuseppe Raiola, che si è mobilitata sin dall’inizio del conflitto in Ucraina per sostenere con i propri volontari i punti di raccolta, e oggi guarda ancora più avanti: il ricavato dello spettacolo del 14 aprile al Politeama verrà destinato a sostenere profughi ucraini, i più piccoli e i più fragili.

«La Calabria ha manifestato una generosità inaspettata – avuto modo di dichiarare il presidente Raiola –. L’augurio è che questi bimbi possano riprendere il loro percorso di vita tornando nella patria dalla quale sono scappati ma fino a quando saranno nella nostra terra, vogliamo e dobbiamo garantire loro un clima sereno, sebbene nei loto occhi c’è paura e tristezza».

La data dello spettacolo si avvicina: l’appello al grande cuore dei catanzaresi viene rilanciato con maggiore incisività, per l’acquisto di un biglietto che non è solo una occasione di socialità, ma è una opportunità per dare voce alla solidarietà concreta.

L’organizzazione dell’evento è affidata alla professionalità dell’agenzia “Present&Future”. I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Politeama di Catanzaro. (rcz)

CATANZARO – Al Teatro Politeama in scena “Ghost”

Al Teatro Politeama di Catanzaro domani andrà in scena il musical Ghost, con un cast eccezionale capitanato da Giulia Sol, Mirko Ranù e Gloria Enchill – porta sul palcoscenico il cult movie degli anni ’90, un thriller romantico, dove la suspense creata dai continui colpi di scena si alterna alla dimensione interiore del ricordo, una storia che indaga il senso dell’amore quando vive oltre il tempo.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della sezione “Musica & Cinema”.

Protagonisti il fantasma di un uomo assassinato, la donna che amava in vita e continua ad amare da spirito, una strampalata medium che può restituirgli la voce e un assassino in attesa di essere scoperto e portato all’Inferno. Gli effetti speciali, con il fantasma di Sam e degli altri personaggi che prendono forma entrando e uscendo dai corpi o passando attraverso le porte, nascono dalla brillante mano di Paolo Carta.

Un mago dell’illusionismo capace di sorprendere lo spettatore più che con la tecnologia con trucchi da vecchio artigiano dell’inganno. «In un musical come Ghost – spiega Paolo Carta – è facile immaginare come alcuni effetti possano fare la differenza. Vedere il protagonista passare attraverso la porta come un fantasma, l’anima di un defunto entrare improvvisamente nel corpo della medium, oggetti che si muovono inspiegabilmente fa sì che il pubblico dimentichi di essere in presenza di una finzione scenica».

A fare da sfondo alla storia la colonna sonora pop-rock, arrangiata da due big della musica internazionale, Dave Stewart, ex componente degli Eurythmics, e Glen Ballard, tra gli autori della musicista canadese Alanis Morissette. Un musical sensoriale e fantasy dove ai misteri del paranormale si affianca il mistero dell’amore. E si manifesta attraverso la femminilità riservata della protagonista, Molly, che coinvolge Sam in maniera sottile e ineffabile. La bella Demi Moore nel film, con il suo taglio di capelli corti, è una nuova e attuale icona di femminilità. Patrick Swayze, il grande protagonista maschile, ha dichiarato spesso che la vera scena sexy del film è quella, divenuta celebre, in cui la coppia modella il vaso di creta. Il tutto sulle note dell’indimenticabile canzone “Unchained Melody” di The Righteous Brothers. (rcz)

REGGIO – Il 9 aprile lo spettacolo “Iphigenia in Aulide”

Il 9 aprile, al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, in scena lo spettacolo Iphigenia in Aulide della Lenz Fondazione Parma.

Lo spettacolo rientra nell’ambito del Festival delle arti della Magna Grecia, prodotto e ideato dall’Associazione culturale arte e spettacolo Calabria dietro le quinte – Aps, un percorso culturale che mira a ripercorrere le tracce delle antiche origini magno greche della Calabria attraverso le grandi opere teatrali greche interpretate da compagnie nazionali e regionali con nuove ed inedite drammaturgie.

In questo filone s’inserisce l’installazione teatrale “Iphigenia in Aulide” della Fondazione Lenz di Parma, interpretata da Valentina Barbarini, attrice più volte segnalata dalla critica per le sue potenti interpretazioni teatrali, Debora Tresanini giovane soprano allieva del Conservatorio Arrigo Boito di Parma. 

Inizialmente preda terrorizzata di fronte all’atrocità del sacrificio, da vittima innocente si trasmuta in soggetto poetico e politico pienamente consapevole del proprio destino di morte. L’installazione è costituita da un altare materico tenero e crudele ispirato alle opere organiche di Joseph Beuys: nessuna cerimonia, nessun padre da odiare, nessuna madre da desiderare, nessun passato e nessun futuro, per Iphigenia solo un “al di qua” anonimo e insanguinato. Come la cerva ferita a morte, il suo corpo immolato senza colpa si fa monumento perenne all’orrore della violenza.  

Nel panorama teatrale contemporaneo la Lenz Fondazione di Parma, con la loro grammatica scenica-installativa, la rigorosa pratica artistica, l’esclusivo linguaggio estetico, il radicale senso espressivo, rappresentano una compagine unica, per la quale la parola “ricerca” continua ad essere motore della loro visione. Da Shakespeare a Goethe, da Ovidio a Kleist, ogni nuova elaborazione drammaturgica è un autentico viaggio dentro una visione del mondo.

E dell’uomo. In una convergenza estetica tra fedeltà esegetica alla parola del testo, radicalità visiva della creazione filmica, originalità ed estremismo concettuale dell’installazione artistica, l’opera di Lenz riscrive in significative visionarie tensioni filosofiche e inquietudini estetiche della contemporaneità. Lenz esprime una progettualità artistica riconosciuta come una delle più originali e rigorose nel teatro di ricerca italiano ed europeo caratterizzata da un continuo lavoro di indagine sul linguaggio contemporaneo.

La trasposizione delle opere avviene, oltre che a Lenz Teatro, in contesti non convenzionali rivelando la necessità di rileggere gli spazi con gli strumenti della contemporaneità. Lenz è un’officina creativa aperta al dialogo internazionale nella promozione dei propri progetti all’estero, ospiti di rassegne e festival dedicati ai linguaggi performativi e nell’ideazione e cura del Festival Natura Dèi Teatri, che accoglie artisti internazionali in residenza creativa. Il grande progetto triennale del Festival e il Passato Imminente di Lenz Fondazione ha fatto parte del dossier con cui Parma ha vinto il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020+21. (rrc)

In copertina, foto di Maria Federica Maestri.

CITTANOVA (RC) – L’8 aprile in scena Giobbe Covatta con “Sei gradi”

Venerdì 8 aprile, al Teatro Gentile di Cittanova, in scena Giobbe Covatta in Sei gradi, per il Cabaret Fest nell’ambito della 18esima edizione della Stagione teatrale organizzata dall’Associazione Kalomena, con il patrocinio della locale Amministrazione comunale, della Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, della Città Metropolitana ed il sostegno della BCC di Cittanova.

Ancora una volta è un numero il titolo del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta, dopo “7” (come i sette vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), tocca ora al numero “6″!

Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Tutto ciò che vedremo nel corso dello spettacolo è collocato nel futuro in diversi periodi storici nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi.

I personaggi che vivranno i queste epoche saranno i nostri discendenti (figli, nipoti o pronipoti che siano) ed avranno ereditato da noi il nostro patrimonio economico, sociale e culturale ma anche il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato.

Ma come sarà il mondo la cui temperatura media sarà più alta di un grado rispetto ad oggi? E quando i gradi saranno due? E riuscire ad evitare aumenti superiori che porterebbero inevitabilmente alla nostra estinzione?

Il grande comico napoletano se lo è chiesto: modelli matematici applicati all’ecologia creati con solide basi scientifiche ci fanno nettamente pensare che i nostri più stretti discendenti avranno seri problemi e si dovranno adattare a (soprav)vivere in un pianeta divenuto assai meno ospitale, se non cercheremo di risolvere i problemi dell’ambiente, della sovrappopolazione e dell’energia sin da oggi.

Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe si diverte ad immaginare le drammatiche e stravaganti invenzioni scientifiche, sociali e politiche, che metteremo a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale. Ne emergeranno personaggi di grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni.

E probabilmente i nostri discendenti ce l’avranno un po’ con i loro genitori, nonni e bisnonni; forse ci giudicheranno severamente e probabilmente troveranno estremamente ridicolo e pericoloso il nostro modo di vivere!

Da Giobbe Covatta un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono senza dubbio i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del Pianeta e delle sue popolazioni.

Un’occasione per comprendere i motivi per cui è necessario agire oggi per evitare la nostra fine probabilmente entro un solo secolo!

I biglietti saranno in vendita presso il teatro Gentile mercoledì 6 aprile dalle ore 16.00 alle 19.00 oppure telefonando al 3477191399 / 3206184249. INFO: kalomena@libero.it.(rrc)

 

REGGIO – Al metropolitano in scena “La ragazza con l’arco. Atlanta”

Domani pomeriggio, al Cine teatro Metropolitano di Reggio Calabria, alle 18, in scena lo spettacolo La ragazza con l’arco. Atlanta con Anna CalarcoGaetano Tramontana.

Lo spettacolo rientra nell’ambito del Festival delle Arti della Magna Graecia, promosso dall’Associazione Calabria dietro le quinte Aps, in partenariato con il Comune di Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e il sostegno della Regione Calabria – PAC 2014/2020.

 La rappresentazione affronta il mito del personaggio di Atalanta: ripudiata dal padre perché femmina, cresce nei boschi, allevata dagli orsi, e diviene discepola della dea Artemide. Abilissima nella caccia, insuperabile nella corsa, torna tra gli esseri umani ma continua a cercare il suo equilibrio nel mondo, combattuta tra “il richiamo della specie” e la volontà di rimanere libera. Prende parte ad alcune delle più grandi imprese al fianco dei più valorosi eroi greci. Decisa a non sposarsi, pone alle sue nozze una condizione insuperabile.

La sua sorte sarà, come sempre accade nel Mito, determinata dal Fato. La drammaturgia nasce da una rivisitazione del racconto che Gianni Rodari ci consegna tra gli anni ‘50 e ’60, ma mantiene un forte legame con la storia tramandata dal mito e rappresenta una tematica estremamente attuale: la parità di genere e l’emancipazione femminile. Lo spettacolo, rivolto a bambini, ragazzi e famiglie, utilizza un linguaggio di contaminazione tra teatro narrazione, teatro d’attore e tecnica kamishibai con illustrazioni tratte da edizioni del racconto rodariano illustrate da Emanuele Luzzati e Fabian Negrin.  La compagnia Spazio Teatro nasce a Reggio Calabria nel 1999 finalizzando sin da subito la propria attività alla produzione e distribuzione di spettacoli teatrali orientati verso la drammaturgia contemporanea e alla produzione di Teatro Ragazzi.

CATANZARO – Lo spettacolo “Processo alla storia”

In scena, questo pomeriggio, a Catanzaro, alle 18.30, lo spettacolo Processo alla storia – Chi ha ucciso Catanzaro? dell’Associazione Mirabilia, presieduta da Giovanni Matarese, che da oltre vent’anni conduce le sue inchieste sulla Storia di Catanzaro: ciò ha inevitabilmente consentito una rilettura critica della storia conosciuta.

In tale contesto nascono i cosiddetti Processi alla Storia, attraverso cui Mirabilia stimola un nuovo e più diffuso approccio alla conoscenza e all’analisi del nostro passato e del nostro presente. Il processo, questa volta, si terrà al Teatro Comunale di Catanzaro, nel centro del centro storico.

Catanzaro A.D 1439. Antonio Centelles da Ventimiglia venne incaricato dal Re Ferrante di trattare il matrimonio della contessa di Catanzaro Enrichetta, appartenente alla famiglia Ruffo ed ultima (e unica) erede del ramo principale della famiglia, con Innico d’Avalos.

Succede però che il conte Antonio Centelles, attratto dall’’avvenenza della contessina, prese per sé Enrichetta, contando sul perdono del Re.  Alle minacce regali, seguite al matrimonio, Centelles si chiuse in Cotrone dichiarando che avrebbe resistito anche contro lo stesso re che, venuto in Calabria, conquistò Cirò e la stessa Cotrone (nel dicembre 1444), assediando infine lo stesso marchese in Catanzaro il quale, nel 1445, fu costretto a sottomettersi chiedendo la clemenza reale.

Chi fu dunque Antonio Centelles? Un valoroso cavaliere o un avido profittatore? E che ruolo ebbero i Catanzaresi nel determinare le sorti della città oggi capoluogo? Indagheremo nella Catanzaro del XV secolo nel tentativo di comprendere il nostro presente Scruteremo nell’animo degli Uomini di ieri, ma guarderemo negli occhi quelli di oggi. Chi ha avuto, e chi ha, la responsabilità del suo presente?  Sì, chi ha ucciso Catanzaro? Un Conte ambizioso che credeva di essere Re? Un Re spavaldo che credeva di essere padrone del mondo? Un popolo vassallo, rinunciatario, senza sogni e ambizioni? (rcz)

Ultimo giorno per vedere al Teatro Roma lo spettacolo “Un Calabrese su Marte” di Gennaro Calabrese

Ultimo giorno per vedere il fortunato e divertentissimo spettacolo di Gennaro Calabrese, a Roma, Un calabrese su Marte, in scena al Teatro Roma di via Umbertide 3, con la regia di Anronello Costa e la collaborazione autoriale di Gianluca IrtiAlen Palomba.

Sul palco del Teatro Roma, dunque, un one man show arricchito da musica, monologhi, imitazioni e momenti di  satira, nel quale Gennaro Calabrese porta le atmosfere e soprattutto i ‘Sapori’ della sua regione di provenienza, la Calabria, fino ai confini dell’Universo.

La storia raccontata dal comico e imitatore calabrese è davvero originale: l’umanità è seriamente minacciata da una serie di eventi che ne mettono a rischio la sopravvivenza. L’unica soluzione per evitare l’estinzione del genere umano è ricominciare su un altro pianeta. Così, un coraggioso e improbabile “Comandante”, insieme al suo buffo equipaggio, decide di avventurarsi in una missione interstellare, allo scopo di trasferire le “migliori” menti del nostro paese sul pianeta rosso, con l’obiettivo di colonizzarlo.

Durante lo spettacolo, Gennaro spazia, caratterizzando oltre 50 personaggi tra quelli più illustri del nostro paese, dallo spettacolo, alla politica, dallo sport alla musica, affrontando temi e argomenti di attualità con pungente e leggera ironia. Non mancano gli omaggi ai grandi miti dello spettacolo, in un repertorio sempre in continua evoluzione.

In un divertentissimo e spettacolare viaggio fatto a bordo della navicella Cipollo11, in un susseguirsi di colpi di scena, scopriremo tutti i personaggi a cui sarà affidato il compito di garantire la continuità della “Specie” umana. Tra buchi neri, stelle cadenti, meteore, extraterrestri e interterroni, non resta che allacciare le cinture e prepararsi ad uno spettacolo… di un altro pianeta. (rrm)

CATANZARO – Venerdì in scena “Spartacu Strit Viù”

Venerdì 1° aprile, al Teatro Comunale di Catanzaro, alle 20.30, in scena lo spettacolo Spartacu Stri Viù della Compagnia Teatrale del Carro, la regia di Luca Michienzi e l’attore Francesco Gallelli.

Lo spettacolo è il secondo appuntamento del Festival  “Il Teatro Viva”, organizzato dal Teatro Incanto, in collaborazione con il Cinema Teatro Comunale e la Regione Calabria. La rassegna – tenuta a battesimo venerdì 18 marzo da Matteo Belli con  lo spettacolo Ora X: Inferno di Dante – ha l’obiettivo di far rivivere il patrimonio materiale e immateriale del teatro in Calabria attraverso un format dedicato alle arti performative e ad una programmazione dall’ampio ventaglio di generi.

Una storia strettamente legata alla vita e alla lotta di Franco Nisticò, politico calabrese, originario di Badolato, che, dopo essersi battuto con ogni mezzo per il miglioramento e l’ammodernamento della 106, per difendere i diritti di chi questa strada è costretto a farla ogni giorno, perde la vita al termine di un ultimo comizio tenutosi a Villa San Giovanni nel 2009.

“Il Teatro Incanto ha voluto realizzare questo Festival eccezionale per far sì che il Teatro possa vivere ancora e ancore, coinvolgendo il meraviglioso pubblico che da sempre sostiene in modo incredibile tutte le compagni teatrali”, sottolinea il direttore artistico del Teatro Comunale, l’attore e regista Francesco Passafaro.

La scrittura scenica è di Francesco Gallelli e Luca M. Michienzi, con Francesco Gallelli; scene e costumi di Anna Maria De Luca; disegno luci Luca Maria Michienzi; regia Luca Maria Michienzi. La produzione Teatro del Carro e MigraMenti – Residenza Teatro Badolato. (rcz)