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Comitato Magna Graecia: Governo intervenga per emergenza criminalità nella Sibaritide

Comitato Magna Graecia: Governo intervenga per emergenza criminalità nella Sibaritide

Il Comitato Magna Graecia ha ribadito la necessità di un intervento dello Stato per l’emergenza criminalità nella Sibaritide. Da qui l’urgenza, in primis, di un decreto «per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nella Sibaritide – si legge nella nota – e riaprire un tribunale. Un intervento di tale portata si rivelerebbe necessario per garantire la sicurezza dei Cittadini e promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio. In particolare, il decreto dovrebbe prevedere, l’aumento degli organici nelle forze dell’ordine, con particolare attenzione ai reparti specializzati nella lotta alla criminalità organizzata; Il potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei reati; la promozione di iniziative di sensibilizzazione della Popolazione sui temi della legalità e della cittadinanza».

«L’intervento dello Stato non può limitarsi alla sola repressione – viene evidenziato – ma deve anche essere preventivo. È necessario, infatti, investire nella promozione della cultura della legalità e della cittadinanza. Solo attraverso un impegno comune di tutti gli attori coinvolti, è possibile affrontare la crisi della legalità lungo l’Arco Jonico. Contribuendo, fattivamente, alla costituzione di un futuro più sicuro e prospero per il territorio».

Il Comitato, infatti, ha evidenziato come «la recrudescenza di episodi intimidatori lungo l’Arco Jonico, avvenuta negli ultimi tempi, dovrebbe indurre la politica ad una seria riflessione. Gli attentati incendiari alle automobili del Presidente del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano, di un giornalista e di alcuni imprenditori, si inseriscono in un contesto di crescente violenza e attività minatoria. Ancor più, rappresentano un segnale chiaro di quanto insufficiente sia la presenza dello Stato in questa zona».

«Com’è noto, il Comitato, da anni si batte per il riconoscimento dello status di Capoluogo (insieme a Crotone) a Corigliano-Rossano – ha ricordato –. La nostra azione non è frutto di un capriccio. Piuttosto, esplica una visione prospettica  che palesa l’effettiva necessità di garantire ad un territorio, demograficamente importante, il giusto riconoscimento dei servizi. Nel caso di specie, ci riferiamo alla implementazione delle maestranze nelle forze dell’ordine. Purtroppo, — e quanto su riportato lo comprova — l’area jonica continua ad essere pervasa da politiche di governance caratterizzate dalla solita logica dei due pesi e due misure».

«È impensabile ed assolutamente fuori da ogni criterio che una Città di 75mila abitanti, Corigliano-Rossano – si legge nella nota – ed un’area di pertinenza di circa 200mila ab., possano continuare a rimanere sotto l’egida di un Reparto Territoriale dei Carabinieri ed un Commissariato semplice con un numero di uomini non parametrato alle effettive esigenze del territorio».

«La Rappresentanza politica locale a Roma, dovrebbe spingere sul Governo centrale – viene rimarcato – affinché quest’ultimo si attivi così come è stato fatto per Caivano. Lo Stato avrebbe il dovere di intervenire con un apposito decreto per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nella Sibaritide. L’intervento statale sarebbe necessario per garantire la sicurezza dei Cittadini e per promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio».

«L’ambito calabrese del nord est é un’area particolarmente estesa. Questa propaggine di Calabria, seppur abbia registrato un calo demografico negli ultimi anni (come d’altronde avvenuto in tutta la Regione), resta sempre un agglomerato di Comunità con una popolazione di circa 400mila ab, tra aree di costa e pedemontane del Crotonese e della Sibaritide – si legge ancora –. È illogico pensare che la sola presenza di una Questura a Crotone e di un semplice Commissariato a Corigliano-Rossano, possano bastare a controllare un territorio di tali dimensioni. Bene l’idea di costituire un nuovo Presidio di polizia a Cirò Marina, ma non si può prescindere da un’elevazione a Primo dirigente della postazione Sibarita».

«Territori molto meno rappresentativi dal punto di vista demografico – continua ancora il Comitato – e che risaltano agli onori delle cronache per episodi meno efferati di quelli registrati lungo l’Arco Jonico, beneficiano della presenza di Gruppi della Benemerita, Nuclei di GDF, e Commissariati Distrettuali. È bene puntualizzare che dette strutture, nelle aree densamente popolate, demoltiplicano i servizi di sicurezza. Vieppiù, dispongono di maestranze in un numero approssimabile a quello delle Questure e dei Comandi provinciali. Inutile continuare a nascondersi dietro ad un dito: l’area jonica è, purtroppo, un territorio ad alta densità criminale. Negli ultimi anni, poi, la situazione è ulteriormente peggiorata, con un progressivo aumento della violenza e dell’intimidazione. Questo fenomeno è dovuto a una serie di fattori: crisi economica, disoccupazione giovanile e mancanza di prospettive future. La criminalità organizzata, infatti, offre a molti giovani lavoro facile e possibilità di rapidi guadagni. L’illustrata situazione sta mettendo a rischio la sicurezza dei Cittadini e lo sviluppo economico e sociale del territorio».

«Amplifica questa drammatica condizione – viene sottolineato – la mancanza di un Presidio di giustizia lungo tutta la linea di costa che va da Crotone a Taranto (250 km). Le Istituzioni non possono continuare a girarsi dall’altra parte, gingillandosi sul nulla. La Locride, la piana di Gioia, il Lametino, ambiti meno “caldi” e, di gran lunga, con un numero di abitanti nettamente inferiore rispetto alla Sibaritide, presentano un numero di maestranze nei relativi Gruppi CC, Nuclei GDF e Commissariati distrettuali pari a quelli presenti nei Comandi Provinciali dei rispettivi Capoluoghi».

«Solo su Corigliano-Rossano, forse perché non adeguatamente rappresentata a Roma, lo Stato continua a sonnecchiare. La politica di ogni estrazione e casacca dovrebbe battersi per una imprescindibile elevazione della Città, assieme a Crotone, a capoluogo dell’area. Un Capoluogo blinderebbe i servizi presenti e prevederebbe l’implementazione di quanto necessario – ha concluso il Comitato –. Il Governo ha il dovere di intervenire!». (rcs)