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Domenica le Primarie del Centrosinistra con un sogno nel cassetto

di SANTO STRATILe primarie del centrosinistra previste per domani, domenica 15 marzo, a Reggio sono il primo tassello di quella che si preannuncia una campagna elettorale alquanto complessa. La scelta del futuro sindaco di Reggio Calabria, che uscirà dalle urne il 24-25 maggio prossimi, tradisce, infatti, una grande incertezza tra gli elettori, a partire dal rebus dell’affluenza.

I reggini sono sfiduciati, stanchi, stufi e, diciamolo, decisamente incazzati di come la loro città sia stata lasciata andare alla deriva, senza pianificazione, senza programmazione, con interventi più adatti a fare scena che a risolvere i tantissimi problemi cittadini (rifiuti, sanità, sicurezza, mobilità, etc) e l’assoluta indifferenza verso la periferia e i suoi bisogni primari.

Non si tratta di fare le pulci a 12 anni di amministrazione Falcomatà (la storia si fa con i fatti e non solo con i buoni propositi) ma l’elettorato reggino è molto disorientato, anche perché a fronte della “vittoria facile e scontata” del centrodestra c’è di contralto l’assenza (ancora) del candidato della coalizione presumibilmente “vincente”.

Maliziosamente si potrebbe pensare che questa sia una strategia (?) del “dominus” Cannizzaro che, in un primo tempo, aveva annunciato – con il sostegno conclamato del Presidente Occhiuto in piazza Duomo – la sua “disponibilità” a candidarsi per Palazzo San Giorgio, salvo poi traccheggiare e disseminare dichiarazioni come arma di distrazione di massa e un programma “rivoluzionario” presentato lo scorso 14 febbraio più simile a un libro dei sogni che a una pianificazione complessa che dovrebbe essere  accuratamente precisa nei tempi e nei costi di realizzazione.

I reggini, accorsi in massa, ad ascoltare da Cannizzaro il nome del candidato sindaco sono rimasti palesemente delusi. Gli elettori di centrodestra avevano accolto l’invito di Ciccio Cannizzaro immaginandolo come il “momento della rivelazione” e invece si sono trovati più sconcertati di prima. Già, perché se è vero che Forza Italia ha i numeri per eleggere il sindaco (con il supporto dell’intera coalizione), c’è da notare che sono troppi i dissapori interni, per la verità ben dissimulati, che lasciano immaginare irriferibili scenari di lotta interna fratricida. Fratelli d’Italia non ha nomi da spendere per la poltrona del sindaco, mentre la Lega scalpita spingendo la “volenterosa” Tilde Minasi alla candidatura della coalizione. E rimane il buco nero del candidato ufficiale degli azzurri che, a Reggio, peraltro, godono di ottima salute.

Nell’ombra, intanto si agita lo spettro di Peppe Scopelliti che sta giocando una finisssima (e rischiosa) partita a scacchi con la coalizione di centrodestra, senza lasciare capire qual è il fine ultimo. La sua ricandidatura è esclusa per molte ragioni (e probabilmente perché non sono ancora passati i tempi richiesti dalla riabilitazione) ma al di là del mancato consigliere Sarica non ha “personaggi” da presentare. Il Polo civico guidato da Eduardo Lamberti Castronuovo pur mantenendo l’aspettativa di  un’alternativa con una notevole attrattività, si sta sgretolando, anche a causa del cattivo stato di salute del suo promotore il quale, comunque, rimane “candidato sindaco” sulla lettera. Il problema di Lamberti Castronuovo è che, secondo le norme attuali, per candidarsi a sindaco entro trenta giorni dalla presentazione ufficiale delle candidature (ossia il 24 marzo) dovrebbe dimettersi da tutte le cariche che detiene all’interno delle sue società, a partire dal Centro diagnostico. Una scelta che equivarrebbe a buttare via 40 anni di lavoro, salvo a concordare con la coalizione “vincente” un ruolo da vicesindaco che non è di natura elettiva e non richiede dimissioni obbligatorie da cariche e impegni di lavoro legati da convenzioni con la Regione.

Allora c’ è da immaginare che il nome del candidato o candidata ufficiale della coalizione di centrodestra apparirà “magicamente” solo dopo il referendum del 22-23 marzo, ma questo rischia di far crescere ancora il rigetto degli elettori verso le urne. Il partito di chi non va a votare sarà, quasi certamente, sempre il primo, anche nelle prossime consultazioni comunali.

E allora, quali scenari?

E qui si tracciano i lineamenti del sogno di centrosinistra che chiede il voto alle primarie di domani. Il sogno di approfittare della “confusione” del centrodestra per riproporsi alla guida della Città.

Alle primarie del 2014 votarono 17mila reggini: quanti saranno questa volta? La triade proposta Mimmetto Battaglia – Massimo Canale e Giovanni Muraca nelle pagine che seguono presenta il proprio programma. La scelta pressoché scontata del figlio dell’ex storico sindaco Battaglia non dovrebbe costituire una sorpresa, lasciando acque tranquille nel centrosinistra, ma l’eventuale (improbabile) ribaltone con la vittoria di Canale potrebbe provocare pericolosi marosi all’interno del Pd e dell’intera coalizione. C’è il patto non scritto che chi perde si mette da parte e sostiene il vincitore, ma le primarie – ricordiamolo facendo mente locale sul passato – sono un elemento divisivo che provoca rancori non facilmente sanabili. E tutto ciò significa che il sogno di (ri)battere il centro destra a Reggio è destinato a morire all’alba visto che per i reggini il tanto auspicato rinnovamento sarebbe solo una chimera politico-elettorale. (s)