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Fenealuil e Fillea Cgil Calabria presentano lo sciopero per riaccendere i riflettori sulle morti sui luoghi di lavoro

Fenealuil e Fillea Cgil Calabria presentano lo sciopero per riaccendere i riflettori sulle morti sui luoghi di lavoro

Due ore di sciopero a fine turno per riaccendere i riflettori sull’importanza della sicurezza sul lavoro. È la proposta avanzata dai segretari generali di FenealUil Calabria, Maria Elena Senese e della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella Sala Conferenze della Uil Calabria a Lamezia, per fermare la «strage senza fine delle morti sui luoghi di lavoro».

Presenti anche i Segretari generali della Fiom Cgil calabrese, Umberto Calabrone e della Uilm Calabria, Antonio Laurendi.

«La sicurezza sul lavoro – ha ricordato Senese – è una responsabilità comune e oggi più che mai bisogna iniziare a dare alle cose il nome giusto: bisogna parlare di strage e non di tragedia e di omicidi e non di decessi».

«È fondamentale fare sinergia fra le istituzioni interessate – ha ribadito –. Noi abbiamo le idee chiare e le nostre proposte le abbiamo già messe nero su bianco e girate a chi ci governa. Partiamo dall’introduzione della patente a punti per le imprese previsto dal Decreto Legislativo 81/2008. E’ necessario, poi, rafforzare gli organi ispettivi ma occorre un ispettore dedicato al settore edile; così come è fondamentale la condivisione di una banca dati delle notifiche preliminari tra Cassa edile, Ispettorato e Asl e proprio sugli ispettori delle Asl chiediamo alla Regione di potenziare gli organici attuali». 

«Riteniamo indispensabile – ha concluso Maria Elena Senese – l’inasprimento delle pene, la previsione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale dedicata. Ma anche procedere alla tracciabilità della formazione. È necessario anche agire sulla prevenzione, facendo progetti per visite specializzate in cantiere per sensibilizzare i tecnici preposti e contrastare il fenomeno del dumping contrattuale in edilizia». 

Per il Segretario generale della Fillea Cgil, Simone Celebre, «manca la volontà politica di intervenire con urgenza e determinazione aprendo un confronto serio con le organizzazioni sindacali. Ormai è provato che più lunga è la catena degli appalti più si risparmia sulla sicurezza e sul salario dei lavoratori: solo chi non è stato mai in un cantiere può affermare il contrario».

«L’ultimo subappaltatore dell’appaltatore principale, che ha contrattualizzato l’opera già con un forte ribasso per produrre un minimo di profitto – ha aggiunto – non potrà che tagliare sulla sicurezza, sui controlli e sul salario dei lavoratori, fino al vero e proprio sfruttamento».

«Abbiamo una carenza di organi ispettivi – ha chiarito Celebre – da primato negativo in Europa. Carenza che determina un sistema di controlli insufficiente e del tutto inefficace. Basti pensare che gli ispettori controllano in media un’azienda una volta ogni 14 anni. E in questo scenario si è calata la riforma del codice dei contratti voluta da Salvini, che ha introdotto la “ follia” del cosiddetto subappalto a cascata».

Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche i Segretari generali di Uilm e Fiom Calabria, che partecipano allo sciopero di due ore nei cantieri edili, in quei cantieri in cui, per l’effetto distorto del dumping contrattuale, sono sempre di più gli operai a cui viene applicato il contratto metalmeccanico piuttosto che quello edile.

«Oggi – ha detto Antonio Laurendi – è una giornata triste. Dovremmo parlare di rinnovi contrattuali, di miglioramento delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori e, invece, ci troviamo costretti a parlare di morti sui luoghi di lavoro. La media di tre morti al giorno in Italia è il sintomo di qualcosa che non funziona e che ci obbliga a mettere in campo ogni strumento utile ad invertire la rotta».

«Oggi è fondamentale – ha ribadito – mettere in campo e far funzionare tutti quegli strumenti normativi che già esistono e potrebbero rendere più sicuro il mondo del lavoro».

«Oggi scioperano i metalmeccanici e gli edili – ha concluso Umberto Calabrone, segretario generale della Fiom Cgil Calabria – ma la sicurezza riguarda tutto il mondo del lavoro sempre più precario e senza diritti. Servono azioni forti che vedano il rafforzamento del sistema di controlli, il governo investa nella sicurezza, non servono “condoni” sulla sicurezza, basta con i subappalti a cascata. La sicurezza non è un costo ma un investimento per garantire il futuro ai lavoratori». (rcz)