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In Calabria il credito a due velocità: cresce il totale ma arretra per le Pmi

di ANTONIETTA MARIA STRATI – In Calabria il credito cresce, ma a due velocità. A certificarlo è Osserva Calabria, l’osservatorio  economico e territoriale promosso da Confesercenti Calabria, dal cui focus è emerso come la crescita del credito non si distribuisce allo stesso modo tra le diverse categorie d’impresa. A essere colpite sono sopratutto le piccole imprese.

E sono i numeri a parlare: a giugno 2026 i prestiti alle imprese regionali aumentano del 4,6% su base annua, contro il 2,6% nazionale.  Nello stesso periodo, però, quelli destinati alle piccole imprese diminuiscono del 3,1%. Il rapporto regionale  permette inoltre di osservare, a marzo, una crescita del 9% per il segmento classificato come medio-grandi e una riduzione del 2,8% per le piccole: una distanza di 11,8 punti percentuali.

Le categorie bancarie tengono conto anche della forma giuridica, oltre che del numero di addetti. Il  risultato resta comunque rilevante in una regione nella quale il 96,8% delle imprese dell’industria e dei  servizi ha meno di dieci addetti e concentra quasi due terzi dell’occupazione.

«Il credito complessivamente cresce, ed è un segnale positivo. Ma fermarsi al dato generale significa  lasciare fuori una parte importante della realtà», sottolinea Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti  Calabria, sottolineando come «dobbiamo capire quali imprese riescono a utilizzare questa ripresa e quali continuano invece a  perdere terreno. In Calabria le attività di piccolissima dimensione sostengono occupazione, servizi e vita  economica dei territori: il loro rapporto con il credito riguarda il futuro dell’intera regione».

Il divario emerge anche nelle province. Tra marzo 2025 e marzo 2026 il credito complessivo cresce in  quattro province su cinque, mentre quello al segmento delle imprese minori diminuisce ovunque. A Reggio  Calabria le variazioni sono rispettivamente +8% e −6,6%; a Vibo Valentia +11,1% e −1%; a Cosenza +4,8% e  −1,9%; a Catanzaro +2,9% e −4,9%. Crotone è l’unica provincia nella quale entrambi gli aggregati arretrano:  −1,1% il totale e −4% il segmento minore.

Alla diversa dinamica dei finanziamenti si aggiunge il costo. A marzo il tasso sui prestiti per esigenze di  liquidità raggiunge il 10,50% per le piccole società comprese nella rilevazione, escluse le ditte individuali,  contro il 6,58% delle medio-grandi. Anche finanziare gli investimenti costa mediamente di più: nel secondo  trimestre il tasso annuo effettivo globale, che comprende gli oneri del finanziamento, è del 5,37% in  Calabria, contro il 4,68% nel Sud e nelle Isole e il 3,96% nazionale.

«Per un’impresa il finanziamento deve essere sostenibile – prosegue Aloisio –. Quando una parte crescente  delle risorse viene assorbita dalla gestione corrente e dal costo del denaro, diventa più difficile acquistare  attrezzature, innovare, digitalizzare o ridurre i consumi energetici. Un investimento rinviato non provoca  necessariamente una crisi immediata, ma può indebolire nel tempo la competitività dell’attività».

Il Focus considera anche domanda di credito, liquidità aziendale e qualità dei prestiti. Il calo dei  finanziamenti non può essere attribuito automaticamente a una chiusura delle banche: può riflettere  minori richieste, rimborsi, disponibilità proprie e investimenti rinviati. Nel secondo trimestre 2026, poi, gli indicatori di deterioramento danno risultati diversi secondo la misura utilizzata. Per numero di affidati, le società non finanziarie calabresi registrano l’1,62%, contro l’1,72% nazionale; per ammontare utilizzato il valore è del 3,26%, contro il 3,01% italiano.

Per le famiglie produttrici la Calabria presenta valori superiori con entrambe le misure: 1,49% contro 1,14% per numero di affidati e 2,68% contro 2,03% per ammontare.

Nessun indicatore, da solo, consente di attribuire il differenziale nei tassi alla rischiosità.

La garanzia pubblica svolge già un ruolo significativo. Nel primo semestre 2026 il Fondo di garanzia per le  PMI ha accolto in Calabria 2.226 operazioni, associate a circa 439 milioni di euro di finanziamenti. Le  microimprese rappresentano il 64,2% delle operazioni e sono associate al 35,1% degli importi finanziati. I  finanziamenti per liquidità raggiungono circa 246 milioni, quelli per investimenti circa 193 milioni. 

«Confesercenti Calabria – si legge – propone di rafforzare la continuità delle garanzie, rendere più prevedibili gli  strumenti per i piccoli investimenti, ridurre il costo dei finanziamenti destinati allo sviluppo e  accompagnare le imprese nella preparazione dei progetti. A queste azioni devono affiancarsi le misure già  indicate per affrontare il caro energia: liquidità agevolata attraverso Fincalabra, contributi temporanei sugli  interessi, garanzie sul capitale circolante e accelerazione degli investimenti energetici». 

«Le imprese devono poter affrontare la pressione attuale sui costi senza rinunciare a costruire il proprio  futuro – conclude Aloisio –. Servono strumenti accessibili, continui e proporzionati ai loro fabbisogni. La  questione non è soltanto quanto credito arriva in Calabria, ma a chi arriva, a quale costo e per finanziare cosa».

Da qui le cinque priorità indicate da Confesercenti: Prima di tutto, quelle strutturali, ossia garanzie stabili per micro e piccole imprese. È fondamentale rendere la garanzia pubblica una componente stabile dell’architettura regionale del credito, con attenzione alle operazioni di importo contenuto.Una linea stabile per i piccoli investimenti Finanziare programmi accessibili: digitalizzazione, rinnovo attrezzature, efficientamento e piccoli ampliamenti. Ridurre il costo del capitale per gli investimenti Orientare l’abbattimento degli interessi verso produttività, innovazione, efficienza energetica e competitività. Bancabilità e accesso territoriale Affiancare alle agevolazioni accompagnamento finanziario, strumenti digitali e servizi accessibili anche nei territori meno serviti. Monitoraggio permanente Costruire un cruscotto semestrale e un tavolo stabile tra Regione, associazioni, Fincalabra e sistema bancario. (ams)