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Enzo Sidari, un raro esempio di dedizione

L’ADDIO / Enzo Sidari, un raro esempio di dedizione

di FRANCO ARCIDIACO – Enzo Sidari è stato un raro esempio di dedizione: un urologo di grande competenza e, allo stesso tempo, un politico attento e appassionato, sempre animato dal desiderio di servire la propria comunità. In lui professionalità e impegno civile convivevano con naturalezza, guidati da un profondo senso di responsabilità verso la città.

Il nostro rapporto risale a molto lontano nel tempo. Eravamo amici fin dai giorni dell’infanzia. Frequentavo spesso casa sua per fare i compiti con suo fratello Gianni, mio compagno di banco al San Vincenzo. Enzo era più grande di noi di tre anni, ma finì presto per diventare anche per me una sorta di fratello maggiore: una presenza affettuosa, discreta, ma sempre pronta a incoraggiare e a dare l’esempio.

Poi, come accade nella vita, le nostre strade si sono separate. Ognuno ha seguito il proprio percorso, sia sul piano professionale sia su quello politico. Ci siamo ritrovati molti anni dopo, nel 2009. Enzo era assessore alla Cultura nella giunta di Giuseppe Scopelliti e io lavoravo come giornalista e editore. Fu allora che ci trovammo di nuovo fianco a fianco per raccogliere l’appello dell’allora rettore dell’Università Mediterranea, Massimo Giovannini, volto a salvaguardare il Teatro “Siracusa”.

Il “Siracusa”, il più antico teatro di Reggio, era un piccolo gioiello liberty che resisteva con fatica al passare del tempo e alle difficoltà economiche. L’idea era quella di affidarne la gestione all’Associazione culturale “Le Nozze”, emanazione dell’Università Mediterranea, guidata da Marilù Prati e Renato Nicolini e composta da attori e tecnici formatisi in otto anni di laboratorio teatrale. L’associazione aveva una struttura simile a quella di una compagnia e dunque possedeva tutte le competenze necessarie per gestire un teatro e farlo vivere.

A quell’appello rispondemmo in diversi. Oltre al sottoscritto, Franco Arcidiaco, ci fu anche Eduardo Lamberti Castronuovo, che si fece carico di coinvolgere Comune, Provincia e Regione, chiamati a sostenere economicamente l’iniziativa.

Ma se quell’operazione riuscì davvero a concretizzarsi lo si deve soprattutto al grande impegno di Enzo Sidari. Con la sua determinazione, e mettendo da parte ogni possibile preclusione politica, seppe affrontare e superare ostacoli burocratici tutt’altro che semplici. Fu lui ad avviare un percorso virtuoso che permise al Teatro “Siracusa” di continuare a vivere per altri cinque anni, restituendo alla città uno spazio di cultura e di memoria.

Ecco perché, ripensando oggi a quella stagione, il ricordo di Enzo Sidari assume un significato ancora più profondo. Non solo per ciò che ha fatto come medico o come amministratore pubblico, ma per il modo in cui ha interpretato questi ruoli: con serietà, con passione e con un autentico spirito di servizio.

Alla fine, ciò che resta davvero di una persona non sono soltanto gli incarichi ricoperti o i risultati ottenuti, ma il segno umano che ha saputo lasciare negli altri. Enzo quel segno lo ha lasciato. Nella memoria di chi lo ha conosciuto, nell’affetto degli amici, e nei piccoli ma preziosi pezzi di città che, anche grazie a lui, hanno continuato a vivere. (fa)