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Le due mascotte delle Olimpiadi invernali create dai ragazzi di Taverna

Le Olimpiadi invernali e le mascotte create dai ragazzi di Taverna, dimenticati


di Antonietta Maria Strati – Dimenticanza voluta, o colpevole “distrazione”? I Giochi Olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026 sono iniziati, ma della Calabria, terra in cui sono nate le mascotte Tina e Milo, nemmeno l’ombra. I due fratellini sono nati dall’idea degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Costantino Mustari” di Taverna, vincendo su 1.600 proposte da tutta Italia. Un traguardo che ha inorgoglito la Calabria, ma che, purtroppo, si esaurisce lì. Gli studenti di Taverna, infatti, non sono stati invitati alla cerimonia d’apertura dei Giochi a Milano e, cosa peggiore, non viene mai fatta menzione che le due mascotte – che rallegrano i partecipanti e gli atleti durante le partite – sono e “parlano” calabrese. Eppure, le occasioni sono state tante. Basti pensare che, alla cerimonia di premiazione, oltre alla medaglia viene consegnato anche il peluche di Tina (l’ermellino bianco). Quanto costava ai cronisti ricordare le loro origini e riconoscere l’impegno degli studenti di Taverna? Probabilmente troppo, dato che siamo al quarto giorno di olimpiadi e la Calabria sembra essere la figlia di cui ci si vergogna e di cui non si parla mai. Eppure, i Giochi Olimpici parlano ampiamente calabrese: la giovane badolatese Giovanna Gallelli ha prestato la sua voce per il video che ha anticipato l’entrata delle squadre olimpiche durante la cerimonia di apertura. Nessuno ne ha parlato, né citato l’artista calabrese. Dimenticanza, o un’ennesimo caso in cui la Calabria viene lasciata ai margini? (ams)